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Introduzione


Le origini del connubio musica - immagini nell'opera di Walt Disney

La musica ha rivestito un ruolo fondamentale nel successo dello Studio Disney, fin da quel lontano 18 novembre 1928, quando al Colony Teather di New York venne proiettato per la prima volta Steamboat Willie (trad. it. Willie del vaporetto): la reazione del pubblico fu da subito travolgente. L'idea che stava alla base del successo di un piccolo topo disegnato di nome Mickey Mouse era l'uso combinato della musica e delle immagini in movimento sullo schermo. Ma non attraverso un semplice accompagnamento sonoro di sottofondo, bensí con una sincronizzazione perfetta tra le immagini, la musica ed i rumori che venivano prodotti dagli stessi personaggi del cortometraggio animato.
La nascita di Mickey Mouse affonda nella leggenda, per la maggior parte creata da Walt stesso, il quale amava raccontare di come avesse ideato Topolino durante un viaggio in treno con la moglie di ritorno da New York, dopo essere stato depredato del suo personaggio piú importante, Oswald the Lucky Rabbit, e di come fosse stata la moglie Lillian a battezzare col nome di Mickey quel topo che Walt inizialmente voleva chiamare Mortimer.
Osvaldo il coniglio fortunato era stato ideato dalla coppia Walt Disney - Ub Iwerks dopo l'esperienza delle Alice's Comedies (1923 - 1926) che raccontavano le avventure di una ragazzina in carne e ossa in un mondo disegnato. Tra il 1927 e il 1928 vennero prodotti 26 cortometraggi muti con questo personaggio come protagonista, il quale deve essere considerato un antenato di Mickey Mouse soprattutto da un punto di vista grafico: nell'ideare Topolino, Oswald fu il punto partenza, infatti le sue orecchie da coniglio vennero sostituite con due grandi orecchie tonde e la coda a pon-pon con un codino lungo e flessibile, arrivando cosí alla grafica di Mickey.
Oswald riscosse un buon successo e cominció ad interessare per le sue potenzialitá economiche Charlie Mintz, distributore dei cartoons dello Studio Disney. Mintz riuscí ad impossessarsi del personaggio e addirittura dei disegnatori in forza alla Disney per avviare autonomamente la produzione dei cortometraggi con protagonista il coniglio. Walt non poté fare altro che rinunciare al personaggio. Lo Studio Disney necessitava quindi di un nuovo, valido personaggio. Se l'idea del topo venne a Walt, non bisogna dimenticare che la sua creazione grafica si deve al talento di Ub Iwerks, sempre rimasto nell'ombra. La vera genesi di Mickey è quindi dovuta alla collaborazione tra Walt, che diede al topo personalitá e voce, e Ub, che gli diede invece forma e movimento. All'inizio del 1928 il primo film di Mickey venne completato: Plane Crazy narra la vicenda di Topolino emulo dell'eroe dell'aviazione Charles Lindbergh. A questo primo cortometraggio seguirá Gallopin' Gaucho, le avventure di Topolino nei panni di un cavaliere della pampa. Frattanto era cominciata la rivoluzione del sonoro. Si era infatti agli albori del film parlato, il primo dei quali, The Jazz Singer, diretto da Alan Crosland ed interpretato dal cantante Al Jolson, era apparso il 6 ottobre 1927 ed era passato come un uragano sul mondo del cinema: nulla sarebbe mai piú stato uguale a prima. Walt Disney riconobbe da subito nel sonoro l'inevitabile completamento dell'arte dell'animazione e anche se i primi due film di Mickey non avevano trovato compratori, ne progettó un terzo e questa volta completamente sonorizzato. Alla ricerca di un metodo per poter sincronizzare la musica con le immagini, Walt trovó nel sistema Cinephone la soluzione ai suoi problemi. Ingaggió quindi un'orchestra e due esperti rumoristi e presentó il giá citato Steamboat Willie come il primo cartone animato completamente sonorizzato dello Studio Disney. Il film non riscosse peró successo tra i distributori, finché Harry Reichenbach, un pubblicitario in procinto di aprire una sala cinematografica a New York, non propose a Disney di proiettarlo nel suo cinema. Pubblico e critica furono concordi nel giudizio piú che positivo per il film considerato "un piccolo gioiello dell'animazione": era la conferma che la strada del cinema era ormai inevitabilmente orientata verso il sonoro.

Walt era enormemente soddisfatto del successo, ma aveva anche il timore che lo Studio sarebbe stato costretto a creare un cortometraggio dopo l'altro e tutti con lo stesso protagonista: ne aveva fatto esperienza con Alice e poi con Oswald e lo trovava controproducente. Dopo la post-sonorizzazione dei primi due film muti di Topolino, decise di lanciare una nuova serie di cartoons, questa volta aventi come protagonista la musica stessa e non piú le immagini, come accadeva invece per i film di Mickey. Nacque cosí The Skeleton Dance, primo film della serie delle Silly Symphonies: i protagonisti sono degli scheletri che ballano al ritmo di una marcetta composta per l'occasione da Carl Stalling, musicista dello Studio, prendendo spunto da una composizione preesistente di Grieg intitolata Marcia dei Nani.
L'idea che stava alla base della nuova serie era dare vita e corpo a disegni animati che si adattassero ad un motivo musicale preesistente, stravolgendo quindi l'operazione che veniva fatta con i Mickeys, cosí erano chiamati i film con protagonista Topolino, in cui invece era la musica, creata appositamente per il film, a doversi adattare alle immagini in movimento. La prima delle Allegre Sinfonie non riscosse il successo sperato da Walt tra i distributori, la risposta del pubblico invece fu entusiastica.
Nel 1930, nel pieno della crisi economica statunitense, Topolino era ormai diventato un idolo nazionale e sia i Mickeys sia le Silly Symphonies avevano dato fama e fortuna a Disney. Ma la prosperitá dello Studio era solo apparente: Walt si preoccupava di migliorare sempre piú la qualitá dei suoi cortometraggi, ma cosí facendo il costo finale di ogni cartoon aumentava. Ogni affinamento della tecnica spingeva inesorabilmente verso l'alto i costi. L'animazione, cosí come era concepita da Walt Disney, era sempre un'impresa rischiosa, e tale sarebbe stata per lungo tempo per lo Studio di Hyperion Avenue.
All'inizio degli anni Trenta, Disney decise di intraprendere una nuova sfida tecnologica: creare dei cartoons a colori. Chiese ai tecnici dello Studio di fare esperimenti con i nitrati e altre sostanze, ma i risultati furono insoddisfacenti. Non si poteva nemmeno proporre la primitiva tecnica dei bagni monocromatici delle pellicole in soluzioni colorate a seconda della scena da filmare, ad esempio blu per la notte, rosso per un incendio o verde per le scene bucoliche. Bisognava trovare un metodo che consentisse un realismo massimo dei colori.
In quegli anni la Technicolor elaboró un sistema per combinare tre negativi dei colori base rosso, giallo e ciano a formare l'intera gamma dei colori piú l'uso del nero: ecco il sistema che Disney stava cercando. Riuscí a garantirsi l'esclusiva del procedimento tricromico per due anni.
Flowers and Trees, prima Silly Symphony a colori in cui delle piante prendono vita al ritmo delle musiche di Mendelssohn e Schubert, vide la luce nel luglio 1932 suscitando lo scalpore su cui Walt aveva tanto sperato. Le Silly Symphonies non dovevano piú confrontarsi con i Mickeys: Flowers and Trees esercitó lo stesso richiamo di un cartoon di Topolino. Il 18 novembre 1932 l'Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, attribuí a Walt Disney un Oscar® per Flowers and Trees e un Oscar® Speciale per la creazione di Mickey Mouse.
Nel 1933 arrivó il successo strepitoso di The Three Little Pigs e del relativo motivetto Who's afraid of the Big Bad Wolf?, diventato inno ed emblema della voglia di ripresa dopo la Grande Depressione e nel 1934 nasce un personaggio destinato ad offuscare la fama di Mickey Mouse: Donald Duck, che esordisce in una Silly Symphony dal titolo The Wise Little Hen, in Italia La gallinella saggia.
La strada era ormai tracciata per lo Studio Disney: il matrimonio tra musica, immagini e colore era divenuto inscindibile. Nel 1935 esce nelle sale il primo Mickey's cartoon a colori: The Band Concert, con Topolino nelle vesti di direttore d'orchestra alle prese con un uragano e il disturbatore Paperino. Questo cartoon è da considerarsi come un punto cardine nella filmografia Disney. Infatti la musica che la banda diretta da Topolino cerca di suonare, l'Ouverture tratta dal Guglielmo Tell, viene continuamente interrotta da un divertente e dispettoso Paperino che con un piffero suona il motivetto folclorico Turkey in the Straw (Il tacchino nella paglia). Lo stesso Topolino al suo esordio in Steamboat Willie, si impegnava in un concertino sulle note di questo brano e la ripresa del motivetto in The Band Concert è quasi indicativo di un passaggio di testimone tra Mickey e Donald per la conquista della popolaritá.
Disney cominciava peró a rendersi conto che a soddisfare le energie creative dei propri collaboratori non bastavano piú i cartoons con i loro otto minuti di gags, né poteva continuare a riproporre all'infinito le solite situazioni con i soliti personaggi. Inoltre gli introiti dei cortometraggi andavano scemando, malgrado la durevole popolaritá di Topolino e Soci, a causa della Grande Depressione, che aveva costretto i cinema ad offrire al pubblico sempre piú spettacoli e ad adottare il doppio programma, ovvero due lungometraggi al prezzo di uno, con conseguente riduzione degli incassi e del tempo destinato ai cortometraggi. Walt aveva quindi intuito l'inevitabilitá del lungometraggio d'animazione e tutti i suoi sforzi puntavano in quella direzione attraverso il miglioramento della qualitá tecnica ed artistica dei prodotti, la sperimentazione del colore e le innovazioni filmiche, l'uso delle Silly Symphonies come terreno di collaudo per nuove tecniche e nuovi temi. Nel 1934 decise che era arrivato il momento di passare al lungometraggio e scelse per l'impresa un'antica favola europea: Biancaneve e i sette nani.
Cominció con l'installare un piccolo gruppo di animatori e di sceneggiatori in un ufficio attiguo al suo e verso la fine del 1934 la storia cominciava a prendere decisamente forma. Leggenda narra che lo stesso Walt Disney abbia mimato e recitato l'intera sceneggiatura per ben due ore di fronte allo staff al completo, interpretando tutte le parti dei personaggi del film e facendo persino commuovere i suoi dipendenti.
Walt cominció inoltre a confrontarsi con i problemi tecnici di un lungometraggio come quello che aveva in mente. Nei cartoons Disney le figure umane erano fino ad allora comparse sotto forma caricaturale: dare credibilitá ai personaggi di Biancaneve e del Principe voleva dire ricorrere ad un disegno piú realistico. Un tentativo era stato fatto con The Goddess of Spring, La dea della primavera, nel rappresentare realisticamente Persefone, che avrebbe poi fatto da prototipo per Biancaneve, ma il risultato non fu del tutto soddisfacente. La soluzione fu quindi di filmare una ragazza dal vivo mentre si muoveva come Biancaneve e poi ricopiarne i movimenti nei disegni. Un altro problema era la bidimensionalitá dei cartoons che male si adattava ad un lungometraggio di circa 80 minuti. La risposta venne dalla Multiplane Camera, una cinepresa a piani multipli con un obiettivo rivolto su 4 o 5 strati di disegni tale da garantire una illusione di profonditá e di tridimensionalitá.
Ancora una volta Walt si serví di una Silly Symphony per collaudare questa tecnica: The Old Mill (trad. it. Il vecchio mulino), la storia di un mulino che prende vita durante la notte, privo di dialoghi e con il solo accompagnamento musicale, come disse Disney "un vero brano di poesia visiva" , vede l'utilizzo per la prima volta di questo complesso meccanismo e diede dei risultati eccellenti, vincendo addirittura un Oscar.
Non bisogna inoltre dimenticare quanto la musica rivesta un ruolo importante in Biancaneve. A Walt i primi tentativi di canzoni per il film non piacquero poiché seguivano troppo lo schema dei musical hollywoodiani che introducevano danze e canti ad intervalli regolari senza tenere conto della progressione della storia. "Dovremmo stabilire un nuovo schema, un modo nuovo di usare la musica," osservava Walt, "la musica va intessuta nella storia per impedire che qualcuno sbotti a cantare di punto in bianco"3, come invece succedeva nei musical cinematografici americani. La voce di Biancaneve alla fine venne affidata ad Adriana Caselotti, una ragazza italo - americana di 18 anni con una voce da soprano brioso. Le canzoni cantate nel film sono diventati dei successi intramontabili.
Ci vollero tre anni di lavoro, due milioni di disegni e circa un milione e mezzo di dollari per 83 minuti di spettacolo: il 21 dicembre 1937 Snow White and the Seven Dwarfs, in Italia Biancaneve e i sette nani, venne proiettato per la prima volta in una sala piena di celebritá di Hollywood, scatenando risate e pianti tra il pubblico per le vicende della povera principessa ed ottenendo una standing ovation alla fine. Il film venne premiato con un Oscar® Speciale composto da una statuetta di normali dimensioni e sette statuette piú piccole per ognuno dei nani del film: Walt ricevette il premio particolare dalle mani della piccola attrice Shirley Temple.
Visto il successo strepitoso Walt si buttó subito nell'impresa di tre nuovi lungometraggi animati totalmente diversi per contenuto e per stile: Pinocchio, Fantasia e Bambi. L'uso massiccio della Multiplane Camera per dare la sensazione di una profonditá quasi tridimensionale in Pinocchio serví come allenamento in vista della nuova idea di Disney: un film d'animazione che avrebbe dovuto essere una sorta di riscatto per Mickey Mouse. Fantasia nacque dalla preoccupazione di Walt per la carriera di Topolino che stava ormai declinando.
Nel 1938 Walt decise di fare di Topolino il protagonista di un cartoon intitolato The Sorcerer's Apprentice, L'Apprendista Stregone, un'antica fiaba versificata da Goethe e musicata dal compositore Paul Dukas. Topolino vi interpretava la parte dell'assistente pasticcione di un mago, il cui abuso dei poteri magici finisce per provocare una serie di disastri. L'intera azione sarebbe stata adattata alla musica di Dukas. Walt contava di farne un mediometraggio di circa 20 minuti, ma cambió idea dopo aver incontrato ad un pranzo di gala il direttore della Philadelphia Orchestra, Leopold Stokowski. Durante questo incontro si scambiarono parole di reciproca ammirazione e Walt invitó il grande direttore a visitare i suoi studi. Gli mostró il lavoro che stavano facendo sull'Apprendista Stregone, e Stokowski, da sempre fan del piccolo topo, fu cosí colpito che si offerse per dirigere la colonna sonora del nuovo film. I costi di questo nuovo film cominciarono peró a salire sempre piú e sarebbe stato molto difficile rientrare nelle spese. Si decise quindi che si sarebbe creato un lungometraggio accostando all'Apprendista Stregone altre sequenze di musica filmata. Il nuovo progetto, il cui titolo provvisorio era The Concert Feature, avrebbe dovuto sbalordire il pubblico e la critica per la sua forza innovativa: sarebbe stato una specie di collage di Silly Symphonies, aventi peró come colonna sonora brani di musica classica di compositori ritenuti maestri in questo genere.

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(La nascita di Fantasia)

 

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