Capitolo VIII
Una notte sul Monte Calvo di Modest Mussorgsky e l'Ave Maria di Franz Schubert
Regia: Wilfred Jackson
Sceneggiatura: Campbell Grant, Arthur Heinemann, Phil Dike
Direzione artistica: Kay Nielsen, Terrell Stapp, Charles Payzant, Thor Putnam
Fondali: Merle Cox, Ray Lockrem, Robert Storms, W. Richard Anthony,
Supervisione all'animazione: Vladimir Tytla
Animazione: John McManus, William N. Shull, Robert W. Carlson Jr., Lester Novros, Don Patterson
Effetti speciali di ripresa: Gail Papineau, Leonard Pickley
Effetti speciali di animazione: Joshua Meador, Miles E.Pikes, John F. Reed, Daniel McManus
Coro dell'Ave Maria: Charles Henderson, Direttore Julietta Novis, Solista
L'ultimo segmento di Fantasia è composto da due brani completamente diversi l'uno dall'altro, sia per costruzione che per atmosfera. Il loro accostamento vuole peró essere simbolo della contrapposizione tra le forze del bene e quelle del male, in un'antitesi che percorre tutta la storia dell'uomo. Una notte sul Monte Calvo, poema sinfonico composto da Modest Mussorgsky per pianoforte e orchestra nel 1860, non venne mai eseguito in pubblico prima della morte dell'artista.
Solo nel 1886, grazie all'interessamento di Rimsky-Korsakov, musicista amico di Mussorgsky, il brano venne presentato al pubblico: è proprio questo l'arrangiamento che utilizzó Stokowski per la registrazione del brano. L'Ave Maria di Franz Schubert nasce invece come inno religioso per organo e coro, le cui parole furono tradotte in tedesco dall'opera La donna del lago dello scrittore inglese Walter Scott. Per Fantasia invece il testo del brano venne appositamente riscritto.
Il primo brano della sequenza ha come scenografia il Monte Triglaf, un rilievo presso Kiev, in Ucraina: qui secondo la mitologia slava si riuniscono gli spiriti delle forze del male per adorare il loro signore e padrone, Satana, durante la notte di Valpurga, l'equivalente slava di Ognissanti. Dalla sommitá del monte, Chernobog, signore del male e della morte, richiama intorno a sé creature malvagie e diaboliche: streghe, demoni, vampiri e scheletri dei dannati.
Qui si compie il rito pagano della loro consacrazione al demone del male, ma il sabba infernale si conclude al sorgere del sole. In lontananza si sentono suonare delle campane che annunciano l'arrivo del mattino e la chiamata a raccolta per il Mattutino, la prima messa della giornata. A questo punto si conclude la prima parte della sequenza e comincia la seconda.
Chernobog racchiude la sue ali sulla sommitá del Monte Calvo, divenendo parte integrante della sommitá fino al prossimo sabba. Allo stesso tempo si raduna ai piedi del monte una processione di monache, che nella bruma del mattino incominciano a camminare attraverso un bosco di conifere. La fila di suore attraversa un ponte e costeggia un fiume, rendendo ancora piú suggestive le immagini grazie ai riflessi sull'acqua delle luci delle candele che tengono in mano. Le forme delle conifere richiamano le grandi cattedrali gotiche con le loro colonne altissime, le volte a sesto acuto e i trafori decorativi marmorei. In lontananza ecco apparire una luce, che vibrando assume la forma di una vetrata gotica, la macchina da presa la attraversa ed esce nel chiarore del mattino: mentre un raggio di sole riempie il cielo di luce, il coro intona gli ultimi accordi dell'Ave Maria.
Il conflitto tra il bene e il male è sempre stato uno dei temi piú importanti della filmografia disneyana : il contrasto tra la violenza del brano di Mussorgsky e la serenitá di quello di Schubert è l'affermazione piú ambiziosa di questa tematica. è certo peró che la rappresentazione della parte malvagia in Fantasia è sicuramente piú incisiva di quella benevola, questo soprattutto grazie alla grande forza del personaggio di Chernobog - Satana. Vladimir Tytla, supervisore all'animazione e creatore grafico di questo demone, riuscí ad esprimere attraverso le immagini le leggende e le favole che da piccolo ascoltava nella sua nativa Ucraina, rendendo memorabile la sequenza e il suo dinamismo. La figura di Chernobog, il dio del male, deriva direttamente dalla tradizione slava in cui la contrapposizione tra le forze del bene e quelle del male è tutta nelle mani di due dei: Byelbog, letteralmente dall'Ucraino dio (bog) bianco (byely) e Chernobog, ovvero dio nero (cherny). Quindi un dio della luce e del giorno e uno del buio e della notte, che ritroviamo anche in questo film, dove peró al dio Byelbog viene sostituito il Dio cristiano. La sequenza si carica di una sacralitá insolita per i film della Disney, nei quali le attitudini religiose non vengono quasi mai messe in scena.
La versione disneyana di Una notte sul Monte Calvo segue strettamente le indicazioni stampate in appendice alla partitura originale del poema sinfonico, rispettandone le scansioni temporali e i protagonisti. Wilfred Jackson, regista di The Band Concert, primo Mickey a colori e uno dei piú prolifici collaboratori di Disney, fu incaricato della regia della sequenza. Egli ingaggió persino Bela Lugosi, celeberrimo interprete di Dracula per il grande schermo affinché potesse suggerire ai disegnatori i movimenti del demone. Lo spirito dinamico dell'animazione del demone corrisponde alle intenzioni originali dell'autore del brano: esaltazione della forza e della potenza del male.
Giá nel 1929 lo Studio Disney aveva affrontato la tematica della notte delle streghe e del macabro con la prima Silly Symphony, The Skeleton Dance: il risultato era peró in quel caso piú divertente, con la rappresentazione di scheletri, gatti e pipistrelli da fumetto. Qui invece l'uso sapiente del realismo grafico porta ad una maggiore credibilitá della sequenza e ad una reazione maggiore da parte dello spettatore.
La seconda parte della sequenza è invece dedicata alle forze del bene, un sollievo emotivo per il pubblico scioccato dalla forza malvagia del brano di Mussorgsky che deriva dalla potenza mistica della musica di Schubert. La sequenza inizia con un dissolvenza incrociata attraverso la nebbia ai piedi del Monte Calvo e prosegue con la macchina da presa che inquadra la processione. Questa scena di raccordo valse un OscarĀ© per l'uso complesso della Multiplane Camera al film. Il brano richiese molto impegno da parte dello staff degli effetti speciali per la complessitá di rendere la nebbia e la foschia sullo schermo, cosí come le luci tremolanti delle candele delle monache. La scena della processione è strutturata come una lunga panoramica, la piú lunga mai realizzata fino ad allora in un film d'animazione. Nel cinema animato piú il movimento è lento e piú disegni occorrono per rendere al meglio l'immagine, in questo caso poi la processione si muove molto lentamente e le figure delle suore sono piccole.
Il risultato era che ogni piú leggero tratto di matita non ben fatto rischiava di creare dei tremendi tremolii nella scena. A poche settimane della prima del film non si era ancora riusciti a trovare una soluzione, finché non si pensó di costruire una gru che si muovesse in orizzontale per sostenere una macchina da presa e filmare i disegni che furono realizzati su lastre di vetro. La macchina da presa venne collocata su dei binari, mentre le lastre di vetro su dei cavalletti mobili, cosicché potevano essere spostati al passaggio della macchina da presa. Questo espediente avrebbe permesso di registrare la scena ad una velocitá molto bassa, evitando quindi i tremolii. Alla fine di sei giorni e sei notti di ininterrotto lavoro si scoprí peró che erano stati ripresi anche gli espedienti tecnici utilizzati, come i cavalletti e i binari. In un primo tempo si decise che il film avrebbe dovuto essere proiettato senza questa sequenza, ma Disney in persona si impose e si ricominció a filmare di nuovo la scena. Nonostante una scossa di terremoto che colpí Los Angeles, la sequenza venne ultimata e il giorno stesso della prima di Fantasia al Colony Theater di New York arrivó nelle mani del proiezionista che provvide ad unirla al resto del film, operazione possibile poiché la configurazione del Fantasound permetteva l'aggiunta di una bobina anche all'ultimo momento, grazie al fatto che le immagini e la musica non erano registrate sullo stesso supporto. E fu proprio il particolare sistema di riproduzione del suono del film che accentuó la misticitá e la religiositá del brano: le campane risuonavano in fondo alla sala cinematografica e le voci del coro avanzavano verso il pubblico secondo il loro movimento sullo schermo, proiettando quasi gli spettatori nella sequenza stessa.
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