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1932-1943: "Giornali" ed albi


A partire dal 31 dicembre 1932, il "Topolino Giornale" - cosi' denominato dagli appassionati per la scarsa foliazione ed il grande formato, tipici del periodo - esce ogni settimana per 564 numeri, fino al dicembre 1943, quando le pubblicazioni vengono interrotte per il precipitare degli eventi bellici. Sulle sue pagine vengono pubblicate, a puntate, le più belle avventure dell'epopea del Mickey Mouse "giornaliero" di Floyd Gottfredson: storie indimenticabili come "Topolino e il mistero dell'uomo nuvola", "Topolino sosia di re Sorcio", "Topolino e il mistero di Macchia Nera". "Topolino" ospita anche le tavole domenicali autoconclusive di Topolino e Paperino, nonchè diversi episodi delle tavole domenicali "Silly Symphonies" (ad iniziare dall'epopea dell'insetto Buci).
Va precisato che il settimanale dedica gran parte del suo spazio a serie a fumetti non Disneyane, sia italiane che statunitensi: Cino e Franco (Tim Tyler's Luck), Giorgio Ventura (Brick Bradford), Audax (King of the Mounted Police), Kit Carson, Saturno contro la Terra, ed innumerevoli altre. Anzi, a partire dal numero 481 (3 marzo 1942), Topolino e company vengono banditi dalle pagine del giornale, in ossequio alle disposizioni autarchiche del regime fascista (che già avevano imposto l'eliminazione di tutte le altre serie di produzione straniera).
Sette altre testate affiancarono il "Topolino" nel periodo in esame (che gli studiosi definiscono convenzionalmente "Anteguerra", benchè giunga ben oltre lo scoppio della II Guerra Mondiale). Due di queste furono pubblicate da Nerbini, le rimanenti da Mondadori, che rilevò i diritti per tutto il materiale Disney nell'estate del 1935 (per la cronaca, il primo "Topolino" edito da Mondadori fu il numero 137) e li mantenne per più di 50 anni. Le serie ebbero vita più o meno breve: a quelle Nerbini fu fatale il cambio di editore, mentre quasi tutte quelle Mondadori dovettero soccombere all'emergenza della guerra.
Nel maggio 1933 esce il primo numero del "Supplemento al giornale Topolino". Di periodicità irregolare e formato ancor più grande del settimanale, resta nelle edicole per 42 numeri, pubblicando il materiale sindacato Disney che non trova spazio su "Topolino" (Nerbini aveva una discreta quantità di "arretrati" d'oltre oceano da smaltire). Alcune storie non-Disney e racconti illustrati completano il menu.
Il "Supplemento" cessa le pubblicazioni nel settembre 1935, subito dopo il passaggio di consegne tra Nerbini e Mondadori (gli ultimi tre numeri, un po' raffazzonati, sono "targati" Mondadori).


L'albo "Topolino contro Wolp il terribile brigante del West", uscito nell'ottobre 1933 (e considerato uno dei più rari fumetti italiani), inaugura la serie degli "Albi Nerbini". Ognuno di essi ristampa un'intera storia di Topolino, già apparsa (a puntate) su "Topolino" o sul "Supplemento" (fa eccezione appunto "Topolino contro Wolp", precedentemente inedita). In tutto escono 9 numeri della serie, ristampati più volte con lievi modifiche alla veste editoriale; "La brigata Topolino al Lago Polveroso" è l'ultima uscita, nel luglio 1935.
Mondadori pubblica la sua prima testata disneyana a partire dal marzo 1935, alcuni mesi prima di acquistare "Topolino" da Nerbini. Si tratta de "I Tre Porcellini": anch'esso in formato "giornale", ospita materiale tratto da libri illustrati e riviste americane ed inglesi, assieme alle usuali serie non-Disney e alle storie a continuazione delle tavole domenicali "Silly Symphonies".



Mondadori aveva infatti acquisito da Disney i diritti su tale serie, probabilmente come primo passo verso la "scalata" alla licenza detenuta da Nerbini. "I Tre Porcellini" prosegue per 98 numeri, fino al febbraio 1937, quando la testata confluisce in "Topolino".
L'esperienza degli "Albi Nerbini" viene proseguita da Mondadori con la serie "Nel Regno di Topolino", principalmente costituita da ristampe in un unico albo di storie già apparse a puntate sul settimanale. In questa collana sono però pubblicate per la prima volta alcune delle primissime dailies di Mickey Mouse, antecedenti al 1933, che Nerbini non aveva ancora smaltito. Tra il marzo 1935 ed il febbraio 1940 escono 95 numeri, alcuni dei quali in grande formato orizzontale.


Nel gennaio 1937 appare invece il primo numero degli "Albi d'Oro". Dal punto di vista dei contenuti, la serie non si discosta troppo da "Nel Regno di Topolino": ristampe, qualche inedito del primo Mickey Mouse. Interessanti alcuni numeri con storie inedite di produzione italiana ("Paperino e la pietra filosofale", n. 22) e britannica ("Topolino e il ratto dei tre", n. 18; "Pippo e Tobia tra i cannibali", n. 19).
La serie si esaurisce nell'agosto 1940, col numero 41. Ma il nome "Albi d'oro", come vedremo, continuerà ad essere presente tra i titoli delle pubblicazioni Disney ancora per parecchi anni.


Tra il dicembre 1936 ed il dicembre 1939 escono poi 5 numeri dell'"Almanacco". Si tratta di di costosi (per l'epoca) volumi-strenna, pubblicati in occasione delle festività natalizie (o delle vacanze estive, come nel caso di "Maremonti Topolino-Paperino", del 1939). Il contenuto è eterogeneo, come si conviene ad un almanacco: giochi, storielle autoconclusive di Topolino e Paperino (sia tavole domenicali che brevi adattamenti di cortometraggi), rubriche e materiale non-Disney.


Chiude la panoramica dell'Anteguerra il giornale "Paperino", prima testata al mondo dedicata all'emergente papero disneyano. Nei suoi 149 numeri, usciti tra il dicembre 1937 e l'ottobre 1940, vedono la luce le tavole domenicali di Donald Duck disegnate da Al Taliaferro, ma soprattutto le prime storie a fumetti Disney di produzione italiana, frutto dell'inventiva del geniale Federico Pedrocchi (vero factotum dei periodici Mondadori dell'epoca, poi prematuramente scomparso durante la II Guerra Mondiale): "Paperino e il mistero di Marte","Paperino inviato speciale" ed altre. Pedrocchi sceneggia anche due originali sequel di "Biancaneve e i Sette Nani", affidati alle matite di Nino Pagot. Tra le serie non disneyane apparse su "Paperino", vanno senz'altro ricordate "Zorro della metropoli" (di Cesare Zavattini), il "Popeye" di E.C. Segar, il "Tarzan" di Burne Hogarth (non accreditato) ed un paio di episodi di "Saturno contro la Terra".


Riassumendo, si può dire che le serie pubblicate tra il 1932 ed il 1943 fornirono ai lettori italiani una traduzione quasi integrale (anche se, ad onor del vero, spesso tali ristampe si presentavano mutilate di qualche vignetta per motivi di spazio e con delle traduzioni abbastanza libere, anche per motivi legati alla situazione politica Italiana) della prestigiosa produzione "sindacata" americana dell'epoca. E stiamo parlando del 99% di tutti i fumetti Disney prodotti in quel periodo: infatti i comic books (gli albi per le edicole) avrebbero visto il loro boom nei primi anni Quaranta, ed inizialmente avrebbero anch'essi vissuto di rendita sulle ristampe delle strisce di Gottfredson, Taliaferro e compagnia.


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