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Le pubblicazioni sconosciute (o quasi) Disney fino al 1959


Introduzione

Il presente articolo, realizzato da Massimo Bonura, alias Barone Bombastium, è la continuazione ideale di quello pubblicato alcuni mesi fa relativo alle pubblicazioni anteguerra Disney in Italia, sempre opera dello stesso autore, ed è diviso in tre parti in ragione di una per decennio, più una parte di "riepilogo" finale con l'elenco delle pubblicazioni citate nell'articolo. Essendo il materiale oggetto dell'articolo di difficile (se non impossibile) reperibilità, ed essendoci - probabilmente - ancora delle testate da catalogare, il presente articolo è da intendersi come un costante "lavoro in corso", qualunque correzione o informazione integrativa può essere comunicata direttamente all'autore, raggiungibile tramite il suo blog http://fumettidisney.splinder.com.
La visualizzazione delle immagini più grandi è possibile cliccando direttamente su quelle contenute all'interno dell'articolo.

- Paolo Castagno

Gli anni Trenta

La prima apparizione italiana del topo più famoso del mondo nel fumetto avviene nel 1930, su "L'Illustrazione del Popolo", un settimanale con sede a Torino e in quel periodo diretto da Lorenzo Gigli. Le storie di Mickey iniziano ad apparire con il numero 13 e finiscono con il 51: si tratta di numeri molto ricercati dai collezionisti di materiale anteguerra, non solo per la loro rarità, ma soprattutto per il ruolo che rivestono nella storia del fumetto italiano.



Tra l'Aprile e l'Agosto del 1931, il "Popolo di Roma" pubblica alcuni numeri con storielle di Topolino, nelle quali appare un personaggio curioso denominato Mio Mao: un gattone, molto simile al gatto Felix di Sullivan e Messmer, che cerca in tutti i modi di mangiare(!) Topolino. Qui sotto la scansione di due pagine apparse su "Il popolo di Roma", con Mio Mao (ringrazio Leonardo Gori per la seconda immagine tratta da uno speciale ANAF).



Nello stesso anno Topolino compare in una copertina di uno spartito musicale (Casa Editrice Musicale Chiappo) con il titolo "Topolino suona il Fox"; Mickey è appunto ritratto, di spalla, mentre suona un fox-trot al pianoforte.

Nel 1932 viene pubblicato dall'editore L. Cappelli, il libro, oggi introvabile, di Annemar Togett, allora ancora minorenne, "Sua Altezza Reale il Principe Codarello". Il libro non racconta le avventure di Topolino ma alla fine di ogni capitolo compaiono delle sue immagini, come illustrato nelle foto qui sotto. Pian piano aumentano i libri con protagonisti i personaggi Disney. Nell'anno della sua uscita il libro costava 12 lire, adesso molti collezionisti sborserebbero tra i 300 e 700 euro! Di seguito alcune immagini tratte dal libro.



Nel 1933 fu edito, dalla stessa casa editrice, il libro "Le avventure di Diavolino", anche questo con immagini a fine capitolo riprese dal già citato volume "Sua Altezza Reale il Principe Codarello". L'anno successivo la Cappelli pubblica, invece, "L'amico di Topolino" di Consuelo, dove vengono raccontate le peripezie di un Topolino (apocrifo) e di un suo amico moscone. Oltre a vere, e mai ristampate, immagini, a fine capitolo ci sono i disegni di Topolino, ripresi da S.A.R. Codarello. Qui sotto delle immagini prese dal libro e la relativa copertina.



Sempre nel 1933, Topolino fa una fugace apparizione anche nella copertina de "L'enigmistica Popolare". Appare inoltre anche a marzo nel "Super 420" e a settembre nel "Corriere dei Piccoli". In quest'ultima testata appare, oltre che in una strip, anche in un articoletto su Topolino e i suoi creatori. L'anno successivo appare un articolo su Walt Disney, con illustrazioni raffiguranti Topolino, su "Le Vie d'Italia" numero 8 del 1934 (anno 40). Qui sotto un'apparizione di Topolino, nell'"Enigmistica Popolare" (Anno II, n.5, 1933).



L' amico e collezionista jocker ha fatto, recentemente, una scoperta eccezionale: esiste, infatti, un Topolino Nerbini precedente al 31 dicembre 1932, risalente all'ottobre del 1932, in un numero, appunto, dell'Enigmistica Popolare.

In questi anni la fama di Topolino si andava espandendo e infatti non sono poche le sue apparizioni in gadget o volantini pubblicitari: nel 1935 escono 4 libri pop up, ovvero con immagini interne tridimensionali, nello stesso anno esce la collana "I tre porcellini", che nel tempo arriverà a contare 98 numeri, più due fogli propaganda: la reclame del n. 1 e del n. 4 (in 3 versioni differenti). Da notare come per il numero 1 della testata, esistono anche delle "copie saggio" aventi un timbro che le identifica come tali. Di seguito la copertina del primo numero e della reclame ad esso relativa.



Anche i periodici iniziano a proporre articoli su Topolino e Walt, tra questi citiamo, a titolo di esempio, l'articolo relativo al cartone Pinocchio uscito su "Tempo" numero 33 (anno IV) e "Da Disney a Masereel, il disegno animato dalla farsa alla tragedia" di E. M. Margadonna pubblicato su "Comoedia" n. 1 nel Gennaio 1932. Di particolare interesse l'apparizione di Topolino su "Modellina" numero 15 del 1935, di cui riportiamo un'immagine.



Nel 1936 o 1937 (la data è incerta), l'editore Cappelli di Bologna pubblica l'ultimo suo libro disneyano intitolato "La storia di Micchi Topolino dall'A alla Z", con "26 suoni", ovvero le 26 lettere dell'alfabeto. Pochi anni prima, precisamente nel 1933, la Frassinelli, pubblica, con le ormai celebri traduzioni di Cesare Pavese, due volumi intitolati "Le avventure di Topolino" (vol.1) e "Le avventure di Topolino" (vol.2). Del primo pare anche che molte copie siano state bruciate. Da una dicitura in una pagina del secondo volume si può dedurre che era in cantiere un terzo volume, in realtà mai pubblicato. Ecco le copertine dei volumi appena citati.



Sempre nel 1936 viene edita la collana a fumetti "Gli albi dei tre porcellini": questa serie ha in copertina la scritta Ed. Walt Disney - Mondadori, ed è composta da 29 albi, due bis e un supplemento: l'albo disneyano "Supplemento Albo-Almanacco 1937" (numero 14 bis). Altri numeri avevano l'immagine, che poteva cambiare a seconda dei numeri, dei tre porcellini, quasi come un logo, nella copertina. Con il numero 21 la testata cambia nome in "Gli albi delle grandi avventure". Qui sotto un albo della serie che riprende nella parte alta della copertina il logo con i tre porcellini.



Anche i primissimi numeri (fine anni Trenta) degli "Albi di Salgari" portavano in copertina la scritta "Walt Disney - Mondadori". Sia per "Gli albi dei tre porcellini", sia per gli "Albi di Salgari", Walt Disney (Mondadori) era soltanto il nome dell'editore italiano, ma il materiale pubblicato (a parte il titolo sopra citato) non è di produzione Disney, nè tantomeno la Disney ne possiede il copyright.

Nel 1934 vi era un albo nerbiniano, con Cino e Franco che aveva la scritta "Edizioni Topolino".

Poco prima vengono pubblicate anche altre collane: nel 1935 l'editore fiorentino Salani pubblica "I Grandi Piccoli Libri", ristampa italiana di alcuni dei "Big Little Books" americani, collana composta da undici titoli, che riportiamo in calce al presente articolo. Sempre Salani, nel 1935, pubblica anche le collane "Piccoli Grandi Libri" (anche questi elencati a fine articolo) sia nel formato con copertina in caroncino rigido (più costosi) e sia nel più economico cartoncino leggero; c'è da dire che la Salani ristamperà questi volumi nel 1939-1940 in una serie chiamata Nostalgia. In seguito questi volumi verranno ristampati anche negli anni Ottanta. Pubblica anche "I Librini del Cuccù". Le immagini seguenti sono relative (da sinistra a destra) ai numeri 79 e 87 della collana "I Grandi Piccoli Libri", il quarto volume de "Piccoli Grandi Libri" e il numero 27 de "I Librini del Cuccù".



Anche la Mondadori pubblica delle nuove collane Disney: "Gli Albi del Cerchio Verde" (anno II, 1936), chiamati così perché il marchio che si trova in prima copertina è, appunto, un cerchio verde; la collana si compone di 12 titoli.



La collana, sempre della Mondadori, "La bibliotechina Topolino" comprende 6 volumi (e un introvabile cofanetto che li racchiudeva tutti). Qui sotto "Topolino e Zoppicante".



Ci sono anche dei libri rarissimi, apparentemente degli one-shot, chiamati libri gioco: "Il libro animato di Topolino" e "I vestiti di Topolino e Topolina". Sotto le copertine di entrambi i volumi.



Sempre in tema di libri rari, e sempre negli anni Trenta, viene edito l'introvabile libro cartonato "Topolino Libro per i miei scarabocchi".

Cito velocemente queste testate in quanto già conosciutissime: "Topolino Giornale", edito dalla Nerbini a partire dal 31 dicembre del 1932; "Nel Regno di Topolino", edito dalla Mondadori a partire dal 1935 e i cui fascicoli potevano essere inseriti in un rarissimo raccoglitore (di questa serie esistono alcuni albi con diverse edizioni che si differenziano per piccoli particolari, come nel caso di "Topolino nell'intimità", del quale esiste una prima edizione in bianco e nero con otto pagine in quadricromia e una seconda in nero e arancione); "Topolino Giornale Supplemento" (dal 1933); gli "Albi Disney Nerbini" ed infine gli "Albi d'oro Anteguerra".

Tra il 1936 ed il 1937 Federico Galli disegnò un Topolino apocrifo su due settimanali di ispirazione cattolica: "L'Aspirante" e "In Alto, Fanciulli", quest'ultimo pubblicato almeno fino al 1943. Erano giornali di impostazione propagandistica dell'epoca fascista, dedicato ai giovani Balilla. Da notare che le notizie rigardanti tali testate sono talmente frammentarie da non riuscire a capire se si tratta di due testate distinte o, invece, della stessa testata che cambiò nome nel corso della sua vita editoriale.
Il Topolino, brutto, di Galli è un eroe, per i bambini dell'epoca, senza morale: combina guai, sembra dedicarsi al brigantaggio... Galli fu incaricato di creare un eroe comico, con lo scopo di far ridere in quegli anni, secondo quelli che erano i criteri umoristici del tempo. Questo Topolino è ancor più giovane del Mickey Mouse delle prime strisce di Gottfredson: un Topolino che potrebbe avere circa dieci anni; la qualità, s'intende, è abissalmente diversa da quella dei disegni d'oltreoceano. Le strisce pubblicate su "In Alto Fanciulli" erano, per la maggior parte se non tutte, a continuazione. Sotto, alcune vignette tratte da una striscia disegnata dal Galli, così come appare su "I Disney Italiani".



Sempre a questo periodo risale "Topolino trasformista", libro gioco della Casa Editrice Carroccio Milano quasi impossibile da trovare in ottimo stato.



Nel 1937 nascono altre testate edite dalla Mondadori: gli "Albi d'oro", 41 numeri (partendo da Topolino eroe dell'aria, fino a Topolino e la lampada di Aladino del 1940) e "Paperino Giornale", 149 numeri, dove fa il suo esordio la storia "Paolino Paperino e il mistero di Marte", una delle prime storie lunghe con Paperino protagonista.

Nascono anche i vari almanacchi: "Albo Almanacco 1937" (supplemento ai Grandi Albi dei Tre Porcellini), "Albo Almanacco 1938", "Almanacco Topolino-Paperino 1939", il rarissimo "Maremonti Topolino-Paperino" (con copertina di Antonio e Michele Rubino) e l'"Almanacco Topolino-Paperino 1940". Alcuni di questi contengono un gioco.



In questi anni viene edita, sempre dalla Mondadori, la collana "Sinfonie allegre" composta di libri illustrati che comprendono in totale sei tavole a fumetti. Una di queste si trova ne "Le prodezze di Paperino" con il titolo "Paperino cowboy", le altre nel volume "Le arguzie di Paperino" ("Un tiro malaccorto", "Un'idea originale", "Avventura nell'orto", "Il fantoccio di Paperino" ed una tavola senza titolo). Tutti questi volumi, chiaramente non sono Made in Italy, in quanto gli originali sono per la maggior parte di provenienza statunitense o inglese. In particolare quelli di origine inglese godono dei bei disegni di Wilfred Haughton, mentre alcuni di quelli americani sono disegnati da Tom Wood o da Al Taliaferro. Qui sotto la copertina di un volume de "Sinfonie allegre" di origini inglesi: "Le prodezze di Paperino" e la riproduzione di tutte le tavole a fumetti delle "Sinfonie allegre".





Nel 1938 è la volta della testata "Gli albi di Biancaneve", composta da 8 fascicoli pubblicati come supplementi a "Nel Regno di Topolino". Abbiamo anche altri rari supplementi, questa volta trimestrali, a "Nel Regno di Topolino", essi sono chiamati "Quaderni da colorire"(sic!). Sotto l'immagine del primo numero della collana de i "Quaderni da colorire", "Re Nettuno"; gli altri titolo di cui siamo a conoscenza sono "Ninna Nanna" (numero 9 del maggio 1936), "Topolino e il gigante" e "I pinguini".





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