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Introduzione


Nel corso degli anni sono state pubblicate diverse ristampe di "Topolino Libretto" numero 1, uno dei fascicoli più ricercati dai collezionisti disneyani. Mario Gentilini ricorda in un'intervista che questo numero, datato aprile 1949 (in uscita il giorno 7), venne pubblicato in circa 80-90mila copie. L'albo quindi non è particolarmente raro; la richiesta è però tale che il suo prezzo sul mercato dell'antiquariato è sempre consistente e "impegnativo". Anche molti esemplari danneggiati o con restauri invasivi trovano ugualmente una loro collocazione, raggiungendo quotazioni di tutto rispetto. E' quindi inevitabile che siano state pubblicate numerose ristampe di questo fascicolo.

Per un esame delle ristampe amatoriali pubblicate in Italia si rimanda all'ottimo articolo "L'avventurosa storia del fumetto amatoriale" di Giuliano Cerofolini e Leonardo Gori, disponibile all'indirizzo internet http://www.fumetti.org/gori.htm.

Per quanto riguarda le ristampe di Topolino Libretto, e in particolare quelle del numero 1, la situazione che si ricostruisce è la seguente.

Alfonso Pichierri, noto editore fiorentino, aveva rilevato già nel 1972 le storiche edizioni Nerbini dedicandosi quasi subito alla ristampa del materiale anteguerra della casa editrice.
Il "Topolino Libretto" edito della Mondadori dal 1949 in poi non faceva ovviamente parte del materiale su cui aveva dei diritti. Nonostante ciò, Pichierri con la collaborazione della moglie dà clandestinamente alle stampe i primi quattro numeri di Topolino, in un unico lotto che viene presentato sottobanco data non specificata, ma comunque fra il 1983 e il 1985, e venduto all'elevato prezzo di 50mila lire.
Il nome dell'editore resta ufficialmente sconosciuto: si tratta però di un segreto di Pulcinella e nel giro degli appassionati queste ristampe diventano presto note come "ristampe Nerbini".

Entro la fine degli anni Ottanta, probabilmente in seguito al successo del primo lotto, lo stesso editore propone i successivi sei albi, completando così la serie dei primi dieci numeri.

Esaurite le scorte dei primi quattro numeri Pichierri ristampa quasi subito l'intero lotto dei primi dieci numeri, probabilmente in occasione della manifestazione Lucca 1986; in questa nuova riedizione i primi numeri sono lievemente differenti da quelli stampati in precedenza. E' possibile che negli anni seguenti siano state effettuate ulteriori "edizioni" dell'intero lotto, ma al momento non ne abbiamo notizia certa.
Sicura è invece l'ulteriore riedizione del solo primo numero in almeno altre due occasioni; vi sono quindi almeno quattro versioni Nerbini distinte. E' possibile che anche queste versioni facciano parte di nuove edizioni del lotto dei primi numeri, ma è anche possibile che siano stati stampate in "in solitaria", per consentire l'acquisto del singolo numero.

Le "ristampe Nerbini" di Pichierri sono poi proseguite negli anni successivi con ulteriori lotti di 10 numeri ciascuno, fino ad arrivare al numero 80 compreso; l'ultimo lotto (71-80) appare -se la memoria non ci inganna- alle mostre mercato nella primavera del 2001 (grazie alla rivista "Il Fumetto", organo ufficiale dell'ANAF - Associazione Nazionale Amici del Fumetto - conosciamo la data di uscita di alcuni dei lotti delle ristampe Nerbini. I numeri 31-40 sono apparsi nella primavera del 1994 al prezzo di 150mila lire; i numeri 41-50 nella primavera del 1995 in due sottolotti di cinque numeri venduti al prezzo di 100mila lire cadauno; i numeri 51-60 nell’autunno 1997. I prezzi erano comunque indicativi e vigeva il più totale arbitrio dei commercianti. In molti casi era infatti possibile "strappare" prezzi più convenienti). Possibili, anche se improbabili, delle riedizioni in anni diversi anche di questi lotti, specialmente di quelli con numerazione più bassa. La difficoltà di definire con più precisione l'esistenza o meno di diverse "edizioni" discende ovviamente dal fatto che Pichierri provvedeva a nuove stampe soltanto nel caso dell'esaurimento delle sue scorte. Eventuali differenze tipografiche, dovute al miglioramento delle tecniche di stampa o a lievi modifiche migliorative degli impianti originali, erano del tutto irrilevanti ai fini delle vendite, e il complesso delle ristampe era pensato come un "unicum" continuamente rinnovato ma sostanzialmente sempre uguale.

È interessante notare come una certa "indifferenza" della Disney abbia consentito il prolungarsi di questa iniziativa. La Disney ha di fatto chiuso gli occhi per lungo tempo di fronte a questa pubblicazione teoricamente illegale realizzata senza autorizzazioni. In proposito, alcuni commercianti riferiscono che per cautelarsi contro possibili azioni legali della Disney (in realtà mai avvenute o al massimo risolte in via extra-giudiziale senza che se ne sia mai avuto notizia) Pichierri affermava di essere soltanto il distributore delle ristampe, realizzate da un amico di cui -ovviamente- non poteva fare il nome. Dubitiamo però che una simile affermazione potesse avere un qualche valore legale...

I primi lotti presentano svariati difetti grafici, sintomo forse di rimaneggiamenti volti a sopperire a mancanze negli originali. Particolarmente evidente, per esempio, la mancanza nel numero 29 in nostro possesso delle pagine 69 e 70, sostituite da due pagine "redazionali" tratte da Topolino 6.

Pichierri muore nel luglio del 1999 e l'iniziativa si esaurisce con l'ultimo lotto citato, apparso postumo. Il venir meno della guida di Pichierri determina anche la chiusura della casa editrice Nerbini, rilevata qualche anno più tardi da un altro editore, ma mai tornata ai fasti originali.

Qualche anno prima, con una iniziativa "una tantum" molto gradita dagli appassionati ma senza un progetto globale di ristampe, la Disney aveva realizzato la prima ristampa "ufficiale" del numero 1. Si trattava di un allegato allo "Speciale Topolino 2000", un albo celebrativo fuori serie edito in occasione dell'uscita in edicola del numero 2000 di Topolino, pubblicato nel 1994.

La stessa ristampa era stata proposta in seguito anche come allegato alla versione cartonata di "SuperDisney 12 - Top 1949", un altro albo speciale uscito cinque anni dopo, nell'aprile 1999, in occasione del 50° anniversario della rivista. Lo stesso "Top 1949" (un volume presentato sia in brossura nelle edicole sia in versione cartonata in libreria) pubblicava al suo interno la riproposta integrale -anche se non come fascicoli singoli- dei primi tre numeri con interessanti note di commento e dettagli di costume.

Nell'aprile 2000 era poi apparsa la ristampa del numero 2, allegata alla versione cartonata di "SuperDisney 16 – Top 1959", un altro volume con una struttura analoga allo speciale precedente: riproposta integrale di tre numeri del 1959, con commenti e note.

Le ristampe appena citate del 1994, 1999 e 2000 sono da considerare come delle edizioni speciali, pubblicate senza la pretesa di costituire un primo nucleo di ristampe autonome.

E' tuttavia probabile che il riscontro di pubblico sia stato favorevole, perché nel 2002 la Disney decide infine di pubblicare essa stessa una propria edizione delle ristampe dei primi numeri di Topolino. Con la collaborazione dell'Epierre di Gianni Bono, con la quale la Disney ha stretti rapporti, appaiono quindi due cofanetti contenenti rispettivamente l'annata 1949 (nove numeri, 1-9) e l'annata 1950 (tredici numeri, 10-22), venduti per corrispondenza e pubblicizzati sul "Topocatalogo", l'elenco delle iniziative speciali riservate ai collezionisti. Gli stessi fascicoli, nella stessa veste editoriale, sono anche presenti nel catalogo dell'Epierre. E' probabile che l'effettivo editore sia proprio quest'ultimo, che ha agito per conto della Disney guadagnandosi il diritto di distribuire le ristampe anche attraverso i propri canali di vendita. Le ristampe sono ancora disponibili e richiedibili sia alla Disney sia alla Epierre.

L'entrata in scena della Disney nel campo delle ristampe ha significato anche la definitiva "chiusura" di qualsiasi possibilità di ristampe "pirata" come erano state le ristampe di Pichierri. Tutte le successive ristampe saranno sempre autorizzate e permesse dalla Disney.

La diffusione soltanto in cofanetti e su ordinazione ha però scoraggiato i potenziali acquirenti; la Disney e l'Epierre non hanno voluto tentare la diffusione di massa nel circuito delle edicole e quindi queste edizioni sono rimaste un fenomeno abbastanza "elitario", senza un grande successo. Nonostante voci possibiliste diffuse dai dipendenti Epierre alle varie mostre, non sembra probabile nel breve periodo la pubblicazione di altri lotti.

Negli ultimi anni abbiamo avuto due ulteriori edizioni del solo primo numero, allegate ad opere che nelle intenzioni dovevano avere grande diffusione.

Nel novembre 2004 la De Agostini propone una enciclopedia sui fumetti a fascicoli, "La Grande Avventura del Fumetto". L'opera, con interventi dei maggiori esperti del settore, avrebbe dovuto presentare in allegato ai suoi fascicoli alcune ristampe di albi a fumetti particolarmente significativi, fra cui i primi numeri di Diabolik, Dylan Dog e, appunto, Topolino. Come sempre in questi casi è stata realizzata una pre-distribuzione in alcune regioni italiane (pare Veneto, Sicilia e Piemonte) dei primi fascicoli, fra cui quello con la ristampa di Topolino, con lo scopo di verificare la "tenuta" e il successo dell'iniziativa prima dell'effettiva pubblicazione. Il test non ha avuto successo e l'opera è stata bloccata; sono rimaste comunque in circolazione le (poche) copie della ristampa di Topolino che era stata distribuita in allegato al secondo fascicolo dell'enciclopedia.

Infine, l'ultima riproposta: quella allegata al secondo volume (dedicato all'anno 1950) di "Topolino Story", un'opera in 30 volumi venduta con il Corriere della Sera nel corso del 2005. Ogni volume, dedicato ad una specifica annata fra il 1949 e il 1978, ha proposto una selezione di storie fra quelle pubblicate sulla rivista nel corso dell'anno indicato, con commenti e dettagli di costume. L'opera ha avuto un grande successo, pertanto questa ristampa è abbastanza comune.

Riassumendo, le ristampe di Topolino esistenti sono:

numero 1: Pichierri (almeno 4 versioni); Disney (1994 e 1999); Disney-Epierre (2002); De Agostini (2004); RCS (2005).
numero 2: Pichierri (almeno 2 versioni); Disney (2000); Disney-Epierre (2002).
numeri 3-10: Pichierri (almeno 2 versioni); Disney-Epierre (2002).
numeri 11-22: Pichierri (almeno 1 versione); Disney-Epierre (2002).
numeri 23-80: Pichierri (almeno 1 versione).

È apparso almeno una volta in vendita in Internet un "numero 1" molto rovinato, accreditato come "ristampa amatoriale" degli anni Settanta (ma la datazione è secondo noi molto dubbia). Le foto disponibili mostravano una copertina assai rovinata, quasi una fotocopia a colori mal eseguita (con diffuse zone scure su tutta la copertina), basata oltretutto su un originale in pessimo stato. Per il momento non la consideriamo come "ristampa" effettiva in quanto frutto di iniziativa limitatissima se non unica.
Nelle pagine seguenti presentiamo una riproduzione della copertina dell'originale e delle varie ristampe di Topolino numero 1 con indicazione delle differenze reciproche. Come si noterà, nessuna ristampa fra quelle pubblicate nel corso degli anni è veramente "fedele". A parte il differente tipo di carta usata vi sono proprio alcuni evidenti e in un certo senso "incredibili" errori proprio nella riproduzione dell'originale, e in particolar modo della copertina.

  SEGUE > >
(Il numero Uno originale)

 

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