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My Little Pony: L'Amicizia è Magica (Letto 8681 volte)
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My Little Pony: L'Amicizia è Magica
13.11.11 alle 15:52:20
 
My Little Pony: Friendship is Magic – Stagione 1

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Proseguendo nel loro progetto di restyling di brand famosi legati ai loro prodotti (iniziato nel 2007 col franchise dei Transformers e proseguito nel 2009 coi G.I. Joe), alla Hasbro hanno pensato bene che anche per il brand di My Little Pony fosse arrivato il momento di aggiornarsi. Ma come fare per trasformare un prodotto così tipicamente “anni ‘80” in una serie di successo e appetibile alle nuove generazioni? Semplice, basta affidarsi ad un professionista (come lo fu Michael Bay (?) per i robottoni trasformabili). Nel qual caso ad una professionista: stiamo parlando di Lauren Faust, veterana dell’animazione, co-creatrice insiema al marito Craig McCracken di cartoni animati di successo come The Powerpuff Girls (Le Superchicche per noi italiani) e Foster's Home for Imaginary Friends (da noi Gli amici immaginari di casa Foster). Dopo i primi scetticismi sull’improbabile e insperato successo della serie, la Faust si mise a lavoro. E il risultato superò ogni aspettativa.
Il cambiamento fu radicale, e quello che ne è uscito fuori è sicuramente una delle migliori serie animate degli ultimi anni. Titolo: My Little Pony: Friendship is Magic. Innanzitutto i personaggi sono magnificamente caratterizzati, la serie ha complessivamente una trama coerente e abbastanza articolata, e, sebbene il target a cui si rivolge è chiaramante quello delle bambine (a cui per altro è rivolta la linea di giocattoli), non mancano strizzate d’occhio ai più grandicelli e riferimanti alla cultura contemporanea. L’animazione, sebbene sia realizzata in Flash, è molto curata e le espressioni dei personaggi sono semplicemente irresistibili.

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La serie è ambientata nel regno di Equestria, una terra popolata da varie creature equine che in un certo senso sostituiscono gli umani (di cui non sembra esserci traccia). Tali creature si dividono in Pony di terra, Pegasi e Unicorni. La protagonista è una studentessa unicorno di nome Twilight Sparkle, che viene mandata dalla sua mentore, nonché regnante di Equestria, Princess Celestia, nella cittadina di Ponyville per studiare la magia dell’amicizia. In questa sua missione è accompagnata da un cucciolo di drago di nome Spike, il quale ha il compito di aiutarla a scrivere (avendo il pollice opponibile, aggiungo) e ad inviare una serie di lettere per la principessa. Qui farà la conoscenza di altre pony che in seguito diventeranno le sue migliori amiche e l’aiuteranno nella sua “missione”:

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-      Applejack, pony di terra, grande lavoratrice, componente di una famiglia di contadini, possidenti un grande meleto vicino a Ponyville. Nella versione originale è caratterizzata da un marcato Southern American accent, caratteristico degli stati meridionali degli States e quasi tutti i nomi dei componenti della sua famiglia fanno riferimento alle mele;

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-      Rainbow Dash, pegaso dalla criniera e dalla coda color arcobaleno. Può essere considerata a pieno diritto il maschiaccio del gruppo, è sportiva e dannatamente “cool”. Il suo compito è (letteralmente) quello di fare “il buono e il cattivo tempo” su Ponyville, visto che ha la capacità di spostare le nuvole a suo piacimento sulla città.

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-      Rarity, unicorno, vanitosa e grande appassionata di moda, gestisce una boutique a Ponyville. Sicuramente è uno dei personaggi più divertenti, data la sua tendenza a comportarsi da prima donna, a fare un dramma per ogni piccolo problema e a perdere facilmante le staffe. È anche l’oggetto dei desideri amorosi del povero e non corrisposto Spike, che tuttavia si mostra sempre servizievole nei suoi confronti. Possiede un gatto bianco di nome Opalescence.

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-      Fluttershy, pegaso, timida e amante degli animali. È caratterizzata da una voce molto sottile e da un gran numero di paure, tra cui quella, insolita per un pegaso, di volare. Con la sua gentilezza è sorprendentemente capace di ammansire qualunque tipo di bestia.

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-      Pinkie Pie, pony di terra, iperattiva, semplicemente “random” (come viene spesso definita) e con la mania di organizzare feste. Nonostante spesso sembri completamente insensata in quello che dice e in quello che fa, il più delle volte dimostra di avere ragione, a dispetto dell’accusa mossale dai suoi amici di parlare a vanvera. Suoi sono anche dei siparietti musicali, a volte deliranti, che si possono trovare in quasi tutte le puntate. Irresistibile a dir poco.

Parallelamente alle loro avventure spesso fanno seguito quelle di altri tre personaggi più giovani:

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Applebloom, sorellina di Applejack, Sweetie Belle, sorellina di Rarity, e Scootaloo, una piccola pegaso che idolatra la scattante Rainbow Dash. Insieme tutte e tre costituiscono le Cutie Mark Crusaders, sempre intente a sperimentare nuove attività per il loro desiderio di veder comparire sul loro fianco un Cutie Mark, simbolo che rappresenta l’abilità specifica di un determinato pony (se vogliamo, corrispondente alla pubertà).

Magari, dette così, le premesse potrebbero facilmente portare lo spettatore occasionale a ben guardarsi dal segurire uno show del genere, ma la sua magia sta proprio in questo. Il cartone scorre che è una meraviglia, e appassionarcisi è molto più facile di quanto si pensi all’inizio. Ciò è testimoniato dal grande successo che ha ottenuto in America, in particolar modo nella fascia di età compresa tra i 14 e i 30 anni, e specialmente, strano a dirsi, tra il pubblico maschile. Pertanto si è venuto a creare un fandom scatenato di seguaci che si fanno chiamare Bronies, contrazione della parola “brother” con “ponies”. Comunque basta spulciare un po’ su DeviantArt per rendersi conto della veridicità di tali affermazioni. E lasciatemi aggiungere che tutto questo successo la serie se lo merita, eccome. In America viene trasmessa dal 2010 sul canale Hub e già da un paio di mesi è cominciata la seconda stagione. In Italia la prima stagione è stata trasmessa, col titolo My Little Pony: L’Amicizia è Magica, fino alla settimana scorsa su Italia Uno all’ignobile orario delle 6.50 del mattino, dal lunedì e venerdì, e per di più ogni puntata, della durata complesiva di 20 minuti circa, è stata spezzettata in episodi di 10 minuti. Fortunatamente dal 31 ottobre la serie viene trasmessa senza tagli sul canale Cartoonito del digitale terrestre, dal lunedì al venerdì, ore 16,35 e 21,30, sabato e domenica ore 11,45 e 16,25. Tuttavia consiglio vivamente di seguire la serie in lingua originale coi sottotitoli, perché, oltre a godere dello splendido doppiaggio in inglese è possibile cogliere innumerevoli giochi di parole intraducibili in italiano. Tutte le puntate sono facilmente reperibili su YouTube, e sembra che la politica Hasbro sia proprio quella di farsi pubblicità per vie alterne, tant’è che non si è mai preocupata di rivendicarne il copyright.
Insomma, consiglio questo cartone a TUTTI, senza distinzione, poi a qualcuno potrà piacere di più, ad altri di meno. Nel frattempo dategli una possibilità e, mi raccomando, niente pregiudizi a causa della sua apparente “girl-friendliness”, perché merita davvero. E tuttavia non caricatevi di un hype eccessivo. Prendetelo semplicemente per quello che è, una bella serie animata senza pretese, educativa e al contempo estremamente efficace.
 
« Ultima modifica: 20.06.12 alle 03:53:10 da Dottor Paperus »  

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Re: My Little Pony: L'amicizia è magica
Rispondi #1 - 31.12.11 alle 16:34:25
 
Che tristezza che mi metteva questo cartone, cioè non questo la versione "vintage"con la sigla cantata da Cristina D"Avena.

Penso in definitiva che la sigla era meglio del cartone, visto che c'è un intero album dedicato alla serie, uscito nel 1987 di Five Record.



Quanto ai Remake..... di solito sono sempre peggiori della serie originale
 
 
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Re: My Little Pony: L'amicizia è magica
Rispondi #2 - 31.12.11 alle 18:28:48
 
Il 31.12.11 alle 16:34:25 Paper Bat 82 ha scritto:
Quanto ai Remake..... di solito sono sempre peggiori della serie originale

Lo so bene, ma ti posso assicurare che questo è l'eccezione che conferma la regola. Occhiolino
Anche se, più che di remake, parlerei di rivisitazione completa (e in meglio) del concept originale.
 
« Ultima modifica: 20.02.12 alle 18:20:16 da Dottor Paperus »  

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Re: My Little Pony: L'Amicizia è Magica
Rispondi #3 - 23.04.12 alle 12:35:56
 
My Little Pony: Friendship is Magic – Stagione 2

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C’è chi ne ha fatto la propria filosofia di vita, il proprio credo. Chi lo vede come un modo per sfuggire alla depressione, per trovare conforto dal logorio della vita moderna. O semplicemente per ritrovare la voglia di disegnare, scrivere, risvegliare la propria creatività. Per sentirsi parte di un gruppo, ma anche per provare il piacere del proibito, in barba a chi gli dice: “Ma… alla tua età?”. Una cosa è certa: My Little Pony: Friendship is Magic è più di un semplice cartone animato per bambine. E se nella prima stagione questo sentore era già abbastanza forte, la seconda non fa altro che prendere quanto di buono era già stato fatto e ampliarlo, mostrandoci il grande potenziale di questa serie e la grande versatilità dei suoi personaggi e del mondo che essi popolano. In effetti, uno dei pregi della nuova stagione è proprio la varietà dei temi trattati: non solo amicizia, dunque. Ma andiamo con ordine.
Apre le danze l’episodio pilota in due parti The Return of Harmony: nelle intenzioni dei creatori esso avrebbe dovuto costituire il finale della prima stagione, e di fatto rappresenta in un certo senso il punto di convergenza di tutte le tematiche in essa affrontate. Ritornano quindi gli Elementi dell’Armonia, amuleti magici che rappresentano le qualità delle protagoniste, e soprattutto assistiamo all’entrata in scena di una nuova carismatica nemesi che metterà a dura prova le nostre eroine: Discord, Spirito del Caos, una specie di chimera formata dalle specie animali più disparate doppiato in originale da John De Lancie, famoso per aver interpretato il personaggio di Q in Star Trek.

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Rimasto imprigionato per millenni, a seguito di un’antica lotta che lo vide scontrarsi con le immortali Principesse Celestia e Luna, Discord è tornato per seminare confusione in tutto il regno di Equestria. Spetterà quindi a Twilight Sparkle, Pinkie Pie, Applejack, Rainbow Dash, Rarity e Fluttershy (senza dimenticare Spike) fare in modo che il caos non prenda il sopravvento. Tuttavia in questa missione la loro amicizia verrà messa a dura prova dal subdolo e tentatore Discord, che metterà le sei puledre di fronte alle loro peggiori paure, facendo emergere i lati negativi del loro carattere.
L’episodio è gestito magistralmente, riuscendo a passare con disinvoltura dal tono comico a quello drammatico, tra scenari surreali e inseguimenti rocamboleschi. In sostanza rappresenta un perfetto punto di congiunzione col nuovo ciclo di puntate. Purtroppo sarà anche l’ultimo episodio supervisionato dalla creatrice dello show, Lauren Faust, che passa il testimone a Jayson Thiessen, già regista della serie, il quale, però, si dimostrerà un degno sostituto.
Arriviamo così alla seconda stagione vera e propria. Sigla rimasterizzata e niente più rating e/i (educational and informative), che in Italia potrebbe corrispondere al “bollino verde”. Evidentemente qualcosa sta cambiando.
E si comincia col delirante Lesson Zero: Twilight si fa prendere dal panico perché è da una settimana che non manda a Princess Celestia una lettera riguardante i suoi progressi in fatto di amicizia, e la paura di essere in ritardo con la consegna la fa letteralmente impazzire, al punto di decidere che sarà proprio lei a creare un problema di amicizia tra le sue amiche per poi risolverlo. Le cose non saranno così semplici e Twilight finirà per creare uno scompiglio tale in città da richiedere l’intervento della Principessa in persona. L’episodio è decisivo poiché in conclusione Celestia inviterà tutte le protagoniste a farle rapporto d’ora in poi sulle loro scoperte sulla magia dell’amicizia. Ma, a mio parere, va ricordato anche per il coraggio con cui mette alla berlina con intelligente ironia le basi stesse su cui poggia la puntata tipo del cartone. Sicuramente una scelta coraggiosa che ci fa ben capire quanto gli autori cerchino il più possibile di uscire fuori dagli angusti canoni del tipico show per bambine.
Da questo momento in poi la serie cambia struttura. Se fino ad ora tutto veniva visto con gli occhi di Twilight, adesso l’attenzione si sposta sulle sue comprimarie (e non solo), permettendoci di sondarne meglio il carattere e la personalità. Come già accennato, gli episodi e la (quasi) immancabile, ma tutt’altro che pretenziosa, morale finale non si focalizzeranno più solo su problemi relativi all’amicizia, ma toccheranno gli argomenti più disparati, talvolta anche molto profondi. Il tutto sempre con l’ironia e la comicità che hanno decretato fin dai suoi albori la fortuna di My Little Pony: Friendship is Magic fra le più variegate fasce d’età. Se i più piccoli possono trovare divertenti le varie gag slapstick e l’aspetto buffo dei personaggi, che ci regalano una vastissima gamma di nuove e irresistibili espressioni facciali, questa volta gli animatori decidono di puntare molto su strizzate d’occhio neanche troppo velate ai più grandicelli. E ciò non significa allusioni argute e maliziose al mondo degli adulti (come sembra andare di moda oggigiorno tra i cartoni che si prefissano tale scopo). Tutt’altro: lo show riesce a divertire con intelligenza pur mantenendo una certa innocienza di fondo, spesso ricorrendo anche a un piacevolissimo e colto citazionismo che non stona affatto col contesto generale e con la storia. E i riferimenti non sono affatto pochi. Per citarne alcuni: Star Wars, Il Grande Lebowsky, Spider-Man, Darkwing Duck, Batman, King Kong, L’Apprendista Stregone, Indiana Jones, Terminator, Metal Gear Solid, Doctor Who, Sherlock Holmes, i film muti in bianco e nero, James Bond e tanti altri.

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Della qualità dell’animazione si è già detto. Meritano però una menzione speciale piccoli tocchi di classe come la sequenza artigianale nella mente di Pinkie Pie in A Friend in Deed o quella stile propaganda anni ’50 in Hurricane Fluttershy, oltre ad alcune sequenze simil 3D che, in un cartone realizzato in Flash come questo, non fanno che sottolineare la bravura non comune dei ragazzi della Studio B.
Un altro elemento di grande rilievo è indubbiamente tutto il comparto musicale che accompagna la serie: ci troviamo innanzi ad una colonna sonora di tutto rispetto e di grande qualità. Merito del compositore William Anderson, che riesce a spaziare con maestria da temi ispirati alla musica classica, a temi puramente epici, drammatici, passando per il pop, la disco e persino l’hard rock. Un lavoro davvero encomiabile. Come lo è anche quello di Daniel Ingram, che si occupa delle sequenze cantate: anche qui la creatività la fa da padrona e le canzoni sono davvero memorabili. Fra queste ricordiamo:
-      Find a Pet Song (da May the Best Pet Win!), un duetto in puro stile musical broadwayano che, in un crescendo di battute cantate, accompagna la decisione di Rainbow Dash su quale animale domestico scegliere tra quelli che le vengono proposti da Fluttershy;
-      Becoming Popular (da Sweet and Elite), canzone pop cantata da Rarity quando entra a far parte dell’alta società di Canterlot (interessante notare come la sequenza animata riprenda lo stile tipico dei videoclip musicali);
-      The Flim Flam Brothers (da The Super Speedy Cider Squeezy 6000), fin’ora la canzone più lunga, un omaggio ai vecchi musical cinematografici degli anni ’60 come Mary Poppins e The Music Man (al quale è direttamente ispirata);
-      The Perfect Stallion (da Hearts and Hooves Day), cantata dalle Cutie Mark Crusaders, accompagna la loro ricerca del pony speciale per fare innamorare la loro maestra Cheerilee in occasione di una festa affine al nostro San Valentino;
-      Smile Song (da A Friend in Deed), vero e proprio inno alla gioia in cui Pinkie Pie esprime tutta se stessa e il suo semplice e spensierato modo di vedere la vita, il cui scopo principale è unicamente quello di essere e rendere gli altri felici.
-      … e poi ci sono quelle dell’episodio finale, di cui riparleremo.

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Così, tra alti e (pochi) bassi si susseguono trame brillanti e vivaci in grado di far ridere, sorridere, emozionare, ma anche commuovere (si pensi a episodi come The Return of Harmony, Sisterhooves Social, Secret of My Excess, Dragon Quest o Hurricane Fluttershy). Non mancano neanche puntate a dir poco frenetiche e deliziosamente deliranti come il già citato Lesson Zero, The Last Roundup, Hearts and Hooves Day o It’s About Time. Nel complesso si può dire che anche quando un episodio non brilla particolarmente per la trama, gli animatori riescono comunque ad inserirci elementi che lo mantengono sempre molto al di sopra della sufficienza. Potendo usufruire di episodi completamente dedicati a ciascuno di loro, i personaggi riescono ad aggiungere meggiore spessore alla loro già ottima caratterizzazione. Avremo quindi una Pinkie Pie ancora più “random” eppure più matura, come anche una Rainbow Dash più umile, ma anche con una nuova e inaspettata passione. Anche Fluttershy avrà i suoi momenti di gloria, e non sarà più soltanto la pony timida e paurosa, seppur adorabile e gentile, che conoscevamo. Maggiore attenzione verrà riservata anche a Spike e ai suoi piccoli/grandi problemi da outsider, in quanto drago nato e cresciuto in una comunità di pony. Tematiche a tratti profonde e per nulla scontate quindi, che contribuiscono a rendere questo show qualcosa di speciale e fuori dal comune.
E una stagione così ben realizzata non poteva che concludersi col botto.

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Il Royal Wedding segna forse il punto più alto e ambizioso raggiunto dalla serie fin ora. Tanta pubblicità ha preceduto la sua messa in onda in America, un vero e proprio evento. E spesso, quando l’aspettativa è così alta, la delusione potrebbe essere dietro l’angolo. Fortunatamente non è questo il caso. A Canterlot Wedding è un episodio maestoso, spettacolare. Shining Armor, fratello di Twilight e capo della guardia reale, sta per sposare Cadence, nipote di Celestia, ma i preparativi per il matrimonio metteranno in luce per Twilight aspetti molto più inquietanti di quel che immaginava. In questo episodio, diviso in due parti, c’è tutto quello che si possa desiderare da un finale di stagione, e anche di più. Azione, colpi di scena, un nuovo terribile e inquietante villain, un climax sempre in ascesa degno dei migliori film Disney. Sì, perché vedendo un’opera del genere il paragone è inevitabile. E viene da chiedersi cosa si sarebbe potuto realizzare con un badget maggiore (sempre che in futuro la Hasbro non ci riservi qualche sorpresa sul versante “lungometraggi”). Completano il tutto una colonna sonora impeccabile e tre canzoni semplicemente magnifiche: B.B.B.F.F (struggente canzone sul rapporto tra Twilight e suo fratello), This Day Aria (duetto, semplicemente da brividi, tra due… facce di una stessa medaglia) e Love Is In Bloom (canzone del lieto fine). E con quest’ultima si chiude il secondo capitolo di una delle migliori serie animate degli ultimi anni. Non mi resta altro da dire se non: lunga vita a My Little Pony: Friendship is Magic!
La terza stagione ci aspetta a settembre e, se tutto va bene, sentiremo parlare ancora a lungo di questi piccoli pony.
Dopotutto c’è ancora un addio al celibato da festeggiare...
 
« Ultima modifica: 29.07.12 alle 04:30:00 da Dottor Paperus »  

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