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Re: Consiglio su Tolkien
Rispondi #15 - 03.03.17 alle 20:57:35
 
Diciamo che l'affermazione non è esplicita, ma si afferma chiaramente, mi pare nel Consiglio di Elrond, che, se Sauron prendesse il sopravvento, anche Bombadil cadrebbe, soggiogato anche lui come tutto il resto "Ultimo come fu il Primo". Ergo, presumo non si possa definire dio chi venga soggiogato dal potere di chi (Sauron) dio nemmeno è. Anzi, si ipotizza il suo essere primo abitante nato nella Terra di Mezzo, quindi essere vivente legato ad essa, e non essere supremo venuto fuori dallo spazio e dal tempo.

Ora, sicuramente non è il dio più importante di Arda (a maggior ragione se parliamo di Dio vero e proprio, cosa inconcepibile non essendosi assolutamente mai incarnato in Ea), ma nemmeno uno dei Valar che han preso dimora in Arda, visto che essi son tutti elencati nel Valaquenta.
Il linea solamente teorica sarei disposta al massimo a concedere un'ipotesi di un'identità tra i maiar minori, ma proprio come ipotesi stiracchiata.
Essendo nato nella Terra di Mezzo non può essere certo uno degli spiriti eterni, per quanto minore, e da questo fatto credo non se ne esca in nessun modo. Immagino che certi poteri in qualche modo unici si possano far derivare dal suo essere così antico, e quindi fin dai giorni remoti in contatto con i Maiar ancora operanti nel mondo visibile.
 
 

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Re: Consiglio su Tolkien
Rispondi #16 - 03.03.17 alle 23:28:51
 
Il 03.03.17 alle 20:57:35 Eruyomè ha scritto:
Diciamo che l'affermazione non è esplicita, ma si afferma chiaramente, mi pare nel Consiglio di Elrond, che, se Sauron prendesse il sopravvento, anche Bombadil cadrebbe, soggiogato anche lui come tutto il resto "Ultimo come fu il Primo". Ergo, presumo non si possa definire dio chi venga soggiogato dal potere di chi (Sauron) dio nemmeno è. Anzi, si ipotizza il suo essere primo abitante nato nella Terra di Mezzo, quindi essere vivente legato ad essa, e non essere supremo venuto fuori dallo spazio e dal tempo.

Dovrò rileggere perché ricordo solo il passaggio secondo cui se non fosse così distratto (o attratto da altre cose) potrebbe tener l'anello senza che vi sian problemi.

Citazione:
Ora, sicuramente non è il dio più importante di Arda (a maggior ragione se parliamo di Dio vero e proprio, cosa inconcepibile non essendosi assolutamente mai incarnato in Ea), ma nemmeno uno dei Valar che han preso dimora in Arda, visto che essi son tutti elencati nel Valaquenta.
Il linea solamente teorica sarei disposta al massimo a concedere un'ipotesi di un'identità tra i maiar minori, ma proprio come ipotesi stiracchiata.
Essendo nato nella Terra di Mezzo non può essere certo uno degli spiriti eterni, per quanto minore, e da questo fatto credo non se ne esca in nessun modo. Immagino che certi poteri in qualche modo unici si possano far derivare dal suo essere così antico, e quindi fin dai giorni remoti in contatto con i Maiar ancora operanti nel mondo visibile.

Potrebbe essere una possibilità.

Sull'Archengemma Silmaril invece? Hai opinioni personali in merito? Smiley
 
 

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Re: Consiglio su Tolkien
Rispondi #17 - 08.03.17 alle 16:23:13
 
Il 03.03.17 alle 23:28:51 Zampe di Gallina ha scritto:
Sull'Archengemma Silmaril invece? Hai opinioni personali in merito? Smiley


Personalmente non l'ho mai ritenuta un Silmaril, se non altro perché se nessuna mano impura, e comunque nessun mortale (non Beren, figuriamoci quindi i Nani) avrebbe mai potuto toccarli, senza rimanerne bruciato, la cosa si esclude da sè.
Non ci ho mai pensato più approfonditamente di così, dando per scontata questa premessa.

Comunque, anche se l'ipotesi non è priva di un certo fascino, tenderei a escluderla del tutto ad ogni livello. Direi che lo stesso Tolkien ci mette una pietra tombale alla fine del Silmarillion " "..la loro [dei Noldor] vittoria era però sminuita dal fatto che senza i Silmaril strappati dalla corona di Morghot, e sapevano che quelle gemme non potevano essere ritrovate né riunite, a meno che il mondo non venisse frantumato e ricomposto".

Vedo l'archengemma solo come una sorta di diamantone di dimensioni e rarità eccezionali, tanto più importante per i Nani in quanto diventa una sorta di simbolo stesso della regalità, legata come è alla Montagna e a tutto quel che ne consegue. Senza dimenticare la loro natura profonda, l'attaccamento dei Nani per le pietre preziose e la loro malsana bramosia a riguardo (penso anche solamente alla Nauglamír).
Comunque, per me, un Silmaril non potrebbe mai esser trattato con tanta leggerezza né passare di mano in mano come succede in queste vicende (senza contare in quali mani, soprattutto).
Altra cosa importante:  la pietra è stata tagliata e modellata dai Nani al momento della scoperta. Mi pare una cosa assolutamente inconcepibile se solo si fosse trattato davvero di un Silmaril. "..simile al cristallo dei diamanti, eppure ne era più forte, sicché non c'era forza, nel Regno di Arda, bastante a guastarla o spezzarla".

Credo che Tolkien all'inizio de Lo Hobbit non avesse ancora ben codificato in modo definito la storia dei Silmaril, quindi forse l'idea di fare dell'archenpietra uno di essi, in embrione, all'epoca, può esserci benissimo stata; certi indizi verso quella direzione sono notevoli e affascinanti, ma mi pare cadano del tutto alla lettura del Silmarillion "definitivo".
 
 

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Re: Consiglio su Tolkien
Rispondi #18 - 09.03.17 alle 08:36:45
 
Il 08.03.17 alle 16:23:13 Eruyomè ha scritto:
Comunque, anche se l'ipotesi non è priva di un certo fascino, tenderei a escluderla del tutto ad ogni livello. Direi che lo stesso Tolkien ci mette una pietra tombale alla fine del Silmarillion

Però la certezza di canonicità del finale del Silmarillion è da mettere in discussione. L'ultima parte è stata infatti scritta da Christopher Tolkien, che dice di aver solo trascritto gli appunti paterni, ma che nessuno sarà in grado di contraddire fino a che non vi sarà un'effettiva edizione critica dei testi tolkieniani capace di distinguere il lavoro del padre dal lavoro del figlio.

Conosco personalmente molto bene ciò che accadde per anni ai testi di Lovecraft e soprattutto a quelli di Nietzsche: nel primo caso alcune persone pubblicarono selvaggiamente "collaborazioni postume" basate su un appunto lungo una sola riga da cui trassero testi interi, nel secondo caso la sorella del filosofo riordinò i suoi aforismi in un falso testo intitolato "La volontà di potenza" che fu lettura fondamentale per il nazismo (la sorella di Nietzsche era in amicizia con Hitler) e solo il lavoro di due italiani (Colli e Montinari) consentì di ricostruire ciò che era davvero di Nietzsche da ciò che non lo era, e fu fatto negli anni '60.
E si noti bene che queste operazioni possono essere fatte senza ambizioni al guadagno o crudeltà personali: gli appunti di lezioni di filosofia della religione di Hegel sono stati basati per anni sull'edizione organizzata dai discepoli dello stesso, ma essi diedero un taglio differente alla cosa, mettendoci una parte del proprio, e par si sia arrivati ad un'edizione critica effettiva solo negli ultimi anni.

Fino a che qualcun altro non avrà accesso diretto agli appunti Christopher Tolkien può dir ciò che vuole e in parte potrebbe esser talvolta mala interpretazione e talvolta total farina del suo sacco.

Devo domandare maggiori informazioni ma c'era un silmaril che sembrava esser finito in un posto che di per sé pare corrispondere alla Montagna Solitaria.

Detto questo è fuor di dubbio che quando Tolkien scrisse Lo Hobbit non aveva ancora inventato nulla di tutto ciò, così come Gollum era solo un abitatore solitario delle caverne "inventato in un'ora oziosa" (o qualcosa di simile). Lo stesso anello non aveva l'importanza che gli fu poi fornita.
 
« Ultima modifica: 09.03.17 alle 08:47:10 da Zampe di Gallina »  

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Re: Consiglio su Tolkien
Rispondi #19 - 09.03.17 alle 15:44:32
 
Certo, nella versione canonica "finale" del Silmarillion, e io seguo questa (Christopher era in costante contatto col padre, ovviamente non avrebbe mai stravolto i contenuti dei suoi scritti, e credo sia l'unico a poter stabilire, ne caso di più versioni, quale sia eventualmente la più vicina all'idea finale del padre. Che stava lavorando lui stesso con la forte volontà di pubblicare il libro, e quindi a pervenire ad una versione definitiva, non dimentichiamocene), l'unico silmaril che si presta all'interpretazione è quello con cui Maedhros si gettò in una voragine di fuoco. (infatti ritenevo appunto interessante l'ipotesi per l'eventuale parallelo Montagna Solitaria-possibile vulcano spento? - ipotesi comunque stiracchiata, consideriamo anche la lontananza geografica dal Mare in cui l'altro fratello, Maglor, gettò il suo silmaril - e i due erano insieme in quel momento - e che crolla in ogni caso alla luce di fatti più solidi, tra cui quelli che elencavo sopra, e che prescindono dalla loro fine).

Parlando di altre due possibili versioni della fine dei silmaril, e Christopher ne parla, nessuna fa riferimento alla possibilità di un ritrovamento del cosiddetto silmaril della Terra, andato irrecuperabilmente perduto, o addirittura riconsegnato ai Valar. In tutti e tre i casi, l'analogia con la pietra dei Nani non è possibile.

Ho trovato un interessante contributo in rete, sulle pagine di tolkienitalia, che rielabora la tesi e il commentario di John D. Rateliff in The History of the Hobbit.
Ne posto qui una parte, a riguardo di tutta la faccenda:

« E fu lì, che lo trovarono: il Cuore della Montagna, l'Arkengemma.»
L'Arkengemma è uno dei tre Silmarilli?
Questa domanda ricorre spessissimo tra chiacchiere tolkieniane ed è tra le principali curiosità dei freschi lettori di "Il Silmarillion". La risposta, tutt'altro che scontata, può essere espressa in due formule:
1 - Sia sì che no.
2 - Sono i Silmarilli ad essere arkengemme.
Per quanto vi sembrino risposte assurde, procediamo con ordine e vedrete che vi sarà tutto chiaro.
Di solito la questione viene sollevata con la considerazione sulla fine di Maedhros figlio di Fëanor, che trafugò uno dei Silmarilli e, non potendo sopportarne le ustioni del contatto si gettò in una bocca vulcanica consegnando alla terra il gioiello. L'Arkengemma è stata rinvenuta millenni dopo nelle profondità della Montagna Solitaria. I punti di contatto sono numerosi e notevoli: entrambi i gioielli suscitano in chi li ammira non solo la contemplazione, ma una brama di possederli che nemmeno gli spiriti più nobili trattengono senza incassare il colpo; la descrizione dei Gioielli nel Silmarillion ricorda da vicino quella del Cuore della Montagna.
Dall'altra parte viene profetizzato (e narrato senza possibilità di appello), che i Silmaril sono perduti fino alla Fine dei Giorni quando il mondo sarà fatto nuovo. Da "Il Silmarillion" non c'è dubbio che l'Arkengemma non possa essere il Silmaril della Terra tanto quanto non può essere uno qualsiasi dei rimanenti due.
RISPOSTA 1.b: "No", quindi.
Ma cos'è un'Arkengemma? "Arkenstone" è la traduzione in Inglese Moderno dell'Antico Inglese "Eorcanstán", una "pietra mirabile, meravigliosa, preziosa". La traduzione è originale di Tolkien e segue le regole di mutazione linguistica dell'Inglese. Le varianti di "eorcanstán" sono usate nei testi che Tolkien conosceva ed insegnava, in antonomasia indica le gemme (grezze o lavorate) che sono valutate sopra ogni bene e capaci di un fascino soprannaturale. Come Jacob Grimm ha fatto notare con i corrispettivi termini di Norreno e Gotico, il termine identifica addirittura un oggetto "santo". Nel Christ di Cynewulf "earcnanstan" è una metafora per Cristo stesso. Nel 1930 - quegli stessi anni in cui scriveva "Lo Hobbit" - Tolkien stava componendo gli annali delle prime versioni complete del Silmarillion. Nella finzione mitografica, gli Annali di Valinor e del Beleriand pervengono in Inghilterra grazie all'anglosassone Ælfwine, che li trascrive dall'Elfico all'Antico Inglese. Ælfwine traduce "Silmarilli" con la variante "eorclanstánas".
RISPOSTA 2a: E' evidente che i Silmaril sono da considerarsi arkengemme almeno nel primo senso, mentre l'Arkengemma di "Lo Hobbit" lo è a tutti gli effetti, compreso il valore sacrale (per i Nani).
Nel 1932 nella storia di Bilbo la Gemma di Girion diventa una collana e nella narrazione viene rimpiazzata dall'Arkenstone.
Anche prima la Gemma viene descritta in modo tale che ricorda i Gioielli nel Silmarillion pubblicato, tuttavia in nessuno dei testi per composizione precedenti a "Lo Hobbit" ci sono riferimenti altrettanto estesi e le loro sorti sono tutt'altro che definite in modo univoco fino al 1930, quando emerge la versione poi definitiva. Un'affermazione secondo cui i gioielli siano irrecuperabili deve però ancora fare la sua apparizione. Inoltre l'immagine dei Silmaril è solo accennata fino al Quenta Silmarillion del 1937, in cui viene fornita una descrizione analoga a quella del Cuore della Montagna. Solo allora le leggende di Tolkien trovano il loro filo connettore nelle guerre di riconquista dei Gioielli, laddove prima la loro importanza stava per lo più nell'emblematica dei Noldoli. A quel punto "Lo Hobbit" era stato completato da tempo ed era prossimo alla pubblicazione.
E' significativo che la riscrittura più consistente del legendarium fino a quel momento avvenga proprio appena dopo la pubblicazione di "Lo Hobbit". Tolkien stava sviluppando l'idea del Silmaril in "Lo Hobbit", un'idea che negli anni precedenti aveva già rivisto 3-4 volte e che avrebbe rivisto ancora. L'Arkengemma era un Silmaril che Tolkien aveva magistralmente estratto dalla ri-elaborazione del mito su scala macroscopica per includerlo nella fiaba di Bilbo (ma Bilbo di questo mito faceva già parte) con un sinonimo, noncurante degli effetti a lungo termine. Non era certo l'unico elemento, ma sarebbe diventato uno degli elementi principali dell'intero mito, tanto da essergli intitolato. La ricomparsa di un Silmaril non doveva sembrare un grosso problema, finché la loro importanza rimaneva limitata ad una delle tante storie dei Noldoli. Con la centralità acquisita poi e forse proprio in conseguenza degli esperimenti narrativi sull'Arkengemma, senza la quale i Silmarilli non si sarebbero evoluti in questo senso, l'equivalenza divenne insostenibile.
RISPOSTA 1.a e 2: sì. L'Arkengemma era un Silmaril all'epoca di composizione di "Lo Hobbit". Poi i Silmarilli divennero un gioiello santo per gli Elfi e guadagnarono tutte le accezioni di "eorcanstán".
In definitiva: la risposta è sia "sì" che "no". E possiamo dire per certo che sono i Silmaril ad essere "arkengemme".



Insomma, Lo Hobbit è stato fondamentale nella creazione dei Silmaril, e dell'enormità di ciò che ne consegue.
E questo sì è dannatamente affascinante! Come una semplice fiaba per bambini, scritta e pubblicata quasi per caso, sia stata determinante dell'immenso universo immaginario della Terra di Mezzo.
Tolkien è partito da un'idea presente nel suo entroterra mitico, a partire dai suoi scritti giovanili, per poi innestarla ne Lo Hobbit, per poi riplasmare completamente la storia dei Silmaril, facendoli emergere nella storia dei Noldor come qualcosa d'altro rispetto a quello che erano, cioè una storia tra le tante, un qualcosa di importanza suprema e che si farà quasi nucleo centrale della Storia di Arda.

Ergo, l'equivalenza archengemma-silmaril sussiste dal 1930 al 1937. Dal 1937 l'equivalenza non c'è più, i Silmarilli prendono la loro strada e l'Arkengemma la sua, (Tolkien nelle varie versioni successive de Lo Hobbit non insisterà mai più su quella iniziale analogia, chiarendo direi definitivamente la divergenza tra le due cose), ma nel momento in cui viene scritto "Lo Hobbit", uno dei Silmaril è il Cuore della Montagna. Quindi:

- Sì, l'Arkengemma è un Silmaril nel Silmarillion all'epoca della composizione di "Lo Hobbit".

- No, in tutte le versioni successive.

Quindi, se riteniamo valido tutto ciò che ha scritto dopo Lo Hobbit, quindi per almeno i successivi 35 anni, non si può che convenire che No, non sono lo stessa cosa.
 
« Ultima modifica: 09.03.17 alle 15:55:29 da Eruyomè »  

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Re: Consiglio su Tolkien
Rispondi #20 - 14.03.17 alle 13:19:50
 
Credo che la Montagna solitaria come vulcano spento sia ottima, tanto che molto spesso le montagne solitarie (senza null'altro attorno) sono vulcani spenti. Indipendentemente dalla corrispondenza con quel vulcano spento.

Molto interessante quanto scritto su tolkienitalia, che in parte conferma la mia idea. Tolkien aveva varie idee durante lo hobbit, spesso vaghe, che poi si sono strutturate con il mondo, prendendo vie diverse.
Gollum alla prima descrizione sembra un pesce che si è man mano sviluppato nella caverna, salvo qualche riferimento alla nonna che sembra preludere a qualche periodo di luce e ad una maggiore umanità precedente...
 
 

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Re: Consiglio su Tolkien
Rispondi #21 - 14.03.17 alle 14:22:39
 
Il 27.02.17 alle 20:14:54 Solomon Cranach ha scritto:
Per comprendere il Silmarillion (ma anche gli altri lavori dedicati al mondo di Arda), sarebbe forse utile studiare anche un po' di mitologia nordica


Spesso si considera "fonte" di Tolkien solo il corpus delle saghe in lingua germanica, più il Kalevala finnico, ma molti episodi della sua opera sono liberamente ispirati a racconti della tradizione celtica irlandese. Non so se Tolkien abbia parlato di questo da qualche parte, ricordo solo una sua affermazione (abbastanza sprezzante) sulla "stranezza" dei racconti celtici. Qualcuno di voi ne sa di più?

 
 

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Re: Consiglio su Tolkien
Rispondi #22 - 15.03.17 alle 22:28:19
 
Il 14.03.17 alle 14:22:39 feidhelm ha scritto:
Non so se Tolkien abbia parlato di questo da qualche parte, ricordo solo una sua affermazione (abbastanza sprezzante) sulla "stranezza" dei racconti celtici. Qualcuno di voi ne sa di più?



Non so se ti riferisci forse a questo, l'unica cosa che ricordo al riguardo è una risposta, nel suo epistolario, (Lettere in trasparenza) a commento di una primissima recensione dei primi manoscritti del Silmarillion da parte della casa editrice. Il lettore parlava di "nomi celtici che spaccano gli occhi", e finiva con "..ha qualcosa di quella folle, luminosa bellezza che rende perplessi tutti gli anglosassoni di fronte all'arte celtica".
Al che Tolkien rispose che i nomi non erano certo celtici, come non lo erano le storie "io conosco cose celtiche (molte nel loro linguaggio originario irlandese o gallese) e non mi vanno molto: soprattutto per la loro fondamentale illogicità. Hanno colori brillanti, ma sono come una finestra rotta di vetro colorato, rimessa insieme senza rispettare il disegno. Sono folli, infatti, proprio come dice il suo lettore; ma io non credo di esserlo."

In effetti ricordo più di una sua affermazione riguardo ad una certa idiosincrasia, soprattutto per la lingua irlandese, moderna e non. La cosa mi ha sempre lasciato perplessa, in effetti, visto come evidentemente la cultura celtica ha invece avuto eccome influenza sul suo lavoro.
 
 

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Re: Consiglio su Tolkien
Rispondi #23 - 17.03.17 alle 21:06:19
 
Tolkien era un professore di letteratura inglese, la cui prospettiva di fantasy era molto legata ad una riproposizione di tematiche assai legate a mondi dell'epica classica nordica.

Il che significa che era un po' purista, comprendendo, e non gli piacevan i rimescolamenti. Ciò che si considera "celtico" è un minestrone in cui finisce un po' di tutto e un po' di più riletto in modo moderno. Mentre per Tolkien esistevano, spartiti con grande serietà, un folklore gallese, un folklore irlandese ecc.

È la stessa ragione per cui non ha mai dato i diritti delle proprie storie alla Disney. Una parte di me lo capisce alla perfezione.
 
 

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Re: Consiglio su Tolkien
Rispondi #24 - 20.03.17 alle 17:50:45
 
Il 17.03.17 alle 21:06:19 Zampe di Gallina ha scritto:
Una parte di me lo capisce alla perfezione.


Una parte che probabilmente si chiama A.A. Milne.
 
 

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Re: Consiglio su Tolkien
Rispondi #25 - 25.04.17 alle 12:51:01
 
Il 20.03.17 alle 17:50:45 Dominatore delle Nuvole ha scritto:
Una parte che probabilmente si chiama A.A. Milne.

Direi più la mia parte dal gusto storico-letterario.

Ogni passaggio per la Disney è una trasformazione del prodotto di partenza in vista di un adattamento al suo canone. È la ragione per cui la gente ogni anno pensa di andare a vedere il prossimo "film Disney" e non il "prossimo film Dreamworks". Perché il marchio Disney è sinonimo di una serie di aspettative.

Quindi non me la prendo con la Disney per ciò che fa, è solo un suo modo per rielaborare il materiale. È un frutto del suo tempo capace di produrre grandi film di animazione secondo la propria prospettiva.

Se guardassi Hercules con uno spirito classicista il film sarebbe un disastro. Hanno trasformato Ade in un cattivo, lo spirito tragico è completamente cancellato, Eracle è un Superman allevato alla fattoria dei Kent, l'Olimpo è una hall of fame hollywoodiana.
Non hanno fatto nulla per mantenere qualcosa dell'originale (Il gobbo di Notre Dame, seppur modificato, è molto più vicino!).
Se invece lo guardo con il gusto di una commedia supereroistica con un'estetica ellenizzante (dai vasi alle forme agli spigoli degli stessi personaggi) il tutto è estremamente divertente e piacevole da seguire, tanto che il film mi piace molto. Ade ha un design interessante ed è assai spiritoso.
È utile per introdurre i bambini alla mitologia greca? Probabilmente no ma come film è più piacevole.

Se un professore di letteratura greca mi dicesse che in questo modo i bambini si allontanano dalla mitologia greca gli direi che non sono completamente d'accordo. Il peplum è utilizzato in moltissime forme di qualità più o meno alta.
Quindi se il film in sé è simpatico una volta cresciuti gli stessi ragazzini potranno essere portati dalla curiosità a cercare di scoprire cosa c'era sotto.
Se invece mi dicesse che avrebbe preferito altre forme di intermediazione più rispettose del materiale originale (Oceania è un ottimo esempio) dirò che posso essere d'accordo.

Con elementi più ignoti (un libro, racconti poco noti) il rischio che l'informazione si fermi lì è più alto. Molti personaggi sono tutt'oggi condizionati dall'estetica disneyana, nel bene e nel male.
Da Mary Poppins a Winnie the Pooh, da Peter Pan a Pinocchio.

Indi, pur apprezzando tali film, capisco la prospettiva di un professore di letteratura inglese di fronte a determinati esperimenti...
Se ne avessero fatto un film di successo oggi il Gandalf famoso non sarebbe quello di Ian McKellen ma uno disneyano assai più simile a Mago Merlino, e chissà come sarebbe la nostra percezione di figure come Gollum, Legolas e Gimli.
 
« Ultima modifica: 25.04.17 alle 13:01:32 da Zampe di Gallina »  

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Re: Consiglio su Tolkien
Rispondi #26 - 25.04.17 alle 16:17:33
 
Il 25.04.17 alle 12:51:01 Zampe di Gallina ha scritto:
Il gobbo di Notre Dame, seppur modificato, è molto più vicino!

Eh-ehm ... Occhi Roteanti
 
« Ultima modifica: 25.04.17 alle 16:27:53 da Solomon Cranach »  

...

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Rispondi #27 - 16.05.17 alle 10:10:21
 
Il 25.04.17 alle 16:17:33 Solomon Cranach ha scritto:
Eh-ehm ... Occhi Roteanti

Ho letto Notre Dame de Paris e conosco abbastanza bene la mitologia greca per notare le differenze.

Hercules è Superman in salsa greca.
Gli dei sono un repertorio da cui trarre suggestioni e spunti, così come le fatiche sono una base di partenza su cui modellare mostri iconici in nuove forme.

Notre Dame de Paris subisce gli influssi delle trasposizioni cinematografiche che si sono succedute a partire dai tempi del muto (Frollo giudice non è una novità) con tratti disneyani molto forti a causa di una vicenda obiettivamente molto difficile da rendere in un film d'animazione per famiglie.
Tanto per dirne una, Esmeralda di solito non è una ragazzina (lo è nel libro) neanche nei film per adulti, visto che la cosa aprirebbe ad una serie di problemi non indifferenti che il cinema e la televisione (di matrice soprattutto statunitense) di solito evitano ingaggiando ventenni nel ruolo di quattordicenni anche nei prodotti ambientati nei licei.

Però conserva la grandiosità della cattedrale, descrive il tormento interiore del gobbo e il rapporto straziante di Frollo col suo peccato. Anche le sole sequenze di Frollo di fronte al camino e dei passaggi iniziali cantati tra organi e Dies irae sotto una Notre Dame così magnificamente ben resa (per citare i due passaggi migliori) valgono tutto il film e richiamano la forza del materiale originale.

La direzione presa da Hercules è differente, più vicina ai più recenti film di Thor della Marvel (che non a caso già sussistevano come fumettistica fin dagli anni '60). Un film supereroistico in costume, che nulla c'entra e nulla vuol c'entrare col materiale di partenza, con l'eccezione di alcune interessanti suggestioni visive.

Il punto focale di Hercules è il dover decidere se il suo posto è tra i mortali o tra gli dei. Trovatemi un solo semidio greco che si ponga mai questo problema. E non lo evita perché la risposta è ovvia ma proprio perché il problema in un contesto mitologico non sussiste.
L'idea stessa che una forza eccessiva sia causa di emarginazione è completamente estranea al modo in cui i miti si costruiscono ma è una base di lavoro fondamentale per quanto riguarda il fumetto supereroistico.

Un'ottima resa del contesto mitologico greco di partenza si trova nel segmento della Pastorale di Fantasia. Ivi Zeus si sveglia di colpo e si diverte a tirar fulmini ove centauri e satiri stanno facendo una festa all'insegna del vino che scorre a fiumi. Vi sono chiare e necessarie modifiche, ma lo spirito originale sussiste ed influenza.

Un esempio estremo sull'altro versante è Frozen. Non v'è quasi nulla della trama della fiaba originale. La regina di ghiaccio non è una sorta di entità ma è tale per una maledizione, Kai e Gerda sono i servitori e quant'altro. Ma conserva l'idea per cui il gelo è una metafora della solitudine e per cui un gesto d'amore scioglie un cuore di ghiaccio.
Se si vuole una trasposizione perfetta sia nello spirito sia nella storia c'è già il film di Lev Atamanov che è perfetto, e quindi son contento che abbiano preso tutt'altra strada.
Nulla di storia ma molto di spirito.

Detto questo io apprezzo personalmente sia Hercules, sia Il gobbo di Notre Dame sia Frozen. Tutti e tre i film mi piacciono, anche se per ragioni differenti. E pur sapendo che presentano tre approcci tra loro diversi al materiale di partenza.

Ma temo di star andando OT e quindi mi fermo qui. Smiley
 
« Ultima modifica: 16.05.17 alle 11:25:20 da Zampe di Gallina »  

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Re: Consiglio su Tolkien
Rispondi #28 - 18.05.17 alle 22:31:27
 
Citazione:
Kai e Gerda sono i servitori


In Frozen? Huh
 
 

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Re: Consiglio su Tolkien
Rispondi #29 - 18.05.17 alle 23:10:31
 
Il 18.05.17 alle 22:31:27 feidhelm ha scritto:
In Frozen? Huh

Così pare.
http://disney.wikia.com/wiki/Kai_and_Gerda
Ci sono poi anche due bimbi senza nome le cui fattezze sembrano richiamare i protagonisti del film russo.

Ma come dissi già il mio messaggio precedente era un pochino OT (spiegavo solo meglio una prospettiva "tolkieniana" sui film disneyani) e quindi per ogni ulteriore discussione è meglio spostarsi qui.
http://www.papersera.net/cgi-bin/yabb/YaBB.cgi?num=1386078347
 
 

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