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Topolino 3226 (Letto 4466 volte)
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Topolino 3226
13.09.17 alle 14:53:18
 
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Le storie di questo numero:

Zio Paperone e il deposito sotto assedio, ep. 3
Sceneggiatura: Stabile Vito
Disegni: Franzò Federico

Tutti i milioni di Paperone – Il mio diciannovesimo milione

Sceneggiatura: Vitaliano Fausto
Disegni: Intini Stefano

Molti personaggi in: la scatola misteriosa nel luogo misteriosissimo, ep. 9
Sceneggiatura: Sio
Disegni: Intini Stefano

I minigialli – Assalto al portavalori
Sceneggiatura: Bosco Marco
Disegni: Bertolucci Federico

Topolino e l’amena invasione
Sceneggiatura: Buratti Federico
Disegni: Ferracina Mario
 
« Ultima modifica: 20.09.17 alle 18:15:04 da Pacuvio »  

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Re: Topolino 3226
Rispondi #1 - 20.09.17 alle 18:34:45
 
Numero ben poco interessante, quello di questa settimana, a cominciare dalla copertina acchiappa-teen che pure appare ben disegnata dal bravo Luca Usai.
Ma fosse quello il problema: quello che non funziona sono le storie, che lasciano davvero poco. Non sono brutte o sbagliate, ma senza verve.
È il caso di Topolino e l'amena invasione, prevedibile dal primo all'ultimo particolare fin dalla terza tavola, valida solo per il messaggio finale (pure già visto in mille salse sul Topo, e anche in modi migliori).
È il caso di Assalto al portavalori, nuova storiella della serie I minigialli: un genere che Marco Bosco sa scrivere, ma che evidentemente nel format da 8 tavole non può creare chissà quali intrecci, con il risultato di avere - come nei minigialli precedenti - una trama annacquata, innocua e banale.
È il caso di Il mio diciannovesimo milione, penultimo episodio della lunga serie di aneddoti sul passato di Zio Paperone ad opera di Fausto Vitaliano: l'avventura segue la falsariga delle precedenti, l'impianto è ormai ultra-collaudato e viene qui riproposto con piccole variazioni sul tema. Sono proprio quelle a fare la differenza: l'inciso sulle nuove tecnologie in cui si lancia Paperone, per quanto appaia troppo slegato rispetto al resto della trama, possiede comunque un po' della brillantezza tipica di alcune idee dello sceneggiatore, il che rende la storia leggermente più godibile, anche grazie ai bei disegni plastici di Stefano Intini.
Non è il caso della conclusione della storia-fiume di Sio: di prevedibile e dimenticabile c'è ben poco, a conti fatti, ma l'inesauribile vena di folle nonsense dell'autore ha fatto cilecca, per la prima volta da quando scrive su Topolino, almeno secondo il mio parere. Dopo la costruzione troppo delirante e colma di out of character degli scorsi episodi, il finale non è altro che il coronamento di tale approccio, e non poteva essere altrimenti. Ci sono tanti elementi, ma buttati alla rinfusa, come in un flusso di coscienza che sarebbe stato cassato a qualunque altro sceneggiatore l'avesse proposto. Il finale, coerentemente, non spiega granché e rende in sostanza piuttosto inconcludente tutta l'operazione, lasciando con un senso di spaesamento e scarso appagamento. Anche le battute demenziali, unico punto di forza di questa storia, nelle sue ultime parti perdono di effetto.

Unico pregio del numero è quindi il terzo episodio di Zio Paperone e il Deposito sotto A.S.S.E.D.I.O. Vito Stabile e Pietro Zemelo sanno il fatto loro e scrivono una storia in cui la trama appare spalmata molto bene in ciascuna delle parti finora uscite, e anche dovendo gestire 3 trame parallele la trama non appare mai confusa né allungata, cosa che a volte succede anche a sceneggiatori ben più blasonati quando sono alle prese con storie in 3 o 4 tempi. L'inserimento di Amelia non dà l'idea di affollamento o di gratuità ma contribuisce attivamente allo svolgimento. Il dramma interiore di Rockerduck è - cosa rara - trattato con serietà e senza banalizzarlo. La prima moneta gettata nel Deposito occhieggia in una vignetta a ricordarci che "quella pistola deve sparare prima della fine". Questo è il tipo di storie che vorrei leggere con regolarità su Topolino!
Federico Franzò continua a difendersi più che bene ai disegni, poi: è giovane e non ha ancora un suo stile, il suo tratto è generalmente anonimo, ma dimostra una buona mano e può solo crescere. Se coltivato bene, fra un po' d'anni potrebbe dare delle belle soddisfazioni.
 
 
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Re: Topolino 3226
Rispondi #2 - 20.09.17 alle 18:45:15
 
Di questo numero salvo solo la prima storia
Per il resto la serie dei milioni è ormai in declino, si sta sempre più banalizzando, leggerla è stata quasi un agonia dovuta anche al tratto di intini che non solo non gradisco personalmente ma in questa storia lo trovo proprio fuori luogo
la storia di Sio ha un finale ridicolo e che non spiega troppe cose, e no, non è accettabile perché è una storia demenziale, perché o mi crei una situazione come quella dei fumetti di scottecs (che è comunque una comicità che non amo) dove niente ha senso e quindi tutto è accettabile, altrimenti non puoi creare una situazione credibile per certi versi e per altri no, storie di questo genere già non le gradiscono poi su Topolino non funzionano proprio, e di nuovo il tratto di Intimi, anche se qui ha un suo perché
Il giallo poteva essere interessante ma si conclude troppo in fretta e Sassi è disegnato malissimo e la storia finale l'avevo già compresa tutta a pag 136 e anche qui non gradisco il tratto
Insomma davvero deludente
 
 
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Re: Topolino 3226
Rispondi #3 - 20.09.17 alle 18:45:56
 
Il 20.09.17 alle 18:34:45 Bramo ha scritto:
Numero ben poco interessante, quello di questa settimana, a cominciare dalla copertina acchiappa-teen che pure appare ben disegnata dal bravo Luca Usai.
Ma fosse quello il problema: quello che non funziona sono le storie, che lasciano davvero poco. Non sono brutte o sbagliate, ma senza verve.
È il caso di Topolino e l'amena invasione, prevedibile dal primo all'ultimo particolare fin dalla terza tavola, valida solo per il messaggio finale (pure già visto in mille salse sul Topo, e anche in modi migliori).
È il caso di Assalto al portavalori, nuova storiella della serie I minigialli: un genere che Marco Bosco sa scrivere, ma che evidentemente nel format da 8 tavole non può creare chissà quali intrecci, con il risultato di avere - come nei minigialli precedenti - una trama annacquata, innocua e banale.
È il caso di Il mio diciannovesimo milione, penultimo episodio della lunga serie di aneddoti sul passato di Zio Paperone ad opera di Fausto Vitaliano: l'avventura segue la falsariga delle precedenti, l'impianto è ormai ultra-collaudato e viene qui riproposto con piccole variazioni sul tema. Sono proprio quelle a fare la differenza: l'inciso sulle nuove tecnologie in cui si lancia Paperone, per quanto appaia troppo slegato rispetto al resto della trama, possiede comunque un po' della brillantezza tipica di alcune idee dello sceneggiatore, il che rende la storia leggermente più godibile, anche grazie ai bei disegni plastici di Stefano Intini.
Non è il caso della conclusione della storia-fiume di Sio: di prevedibile e dimenticabile c'è ben poco, a conti fatti, ma l'inesauribile vena di folle nonsense dell'autore ha fatto cilecca, per la prima volta da quando scrive su Topolino, almeno secondo il mio parere. Dopo la costruzione troppo delirante e colma di out of character degli scorsi episodi, il finale non è altro che il coronamento di tale approccio, e non poteva essere altrimenti. Ci sono tanti elementi, ma buttati alla rinfusa, come in un flusso di coscienza che sarebbe stato cassato a qualunque altro sceneggiatore l'avesse proposto. Il finale, coerentemente, non spiega granché e rende in sostanza piuttosto inconcludente tutta l'operazione, lasciando con un senso di spaesamento e scarso appagamento. Anche le battute demenziali, unico punto di forza di questa storia, nelle sue ultime parti perdono di effetto.

Unico pregio del numero è quindi il terzo episodio di Zio Paperone e il Deposito sotto A.S.S.E.D.I.O. Vito Stabile e Pietro Zemelo sanno il fatto loro e scrivono una storia in cui la trama appare spalmata molto bene in ciascuna delle parti finora uscite, e anche dovendo gestire 3 trame parallele la trama non appare mai confusa né allungata, cosa che a volte succede anche a sceneggiatori ben più blasonati quando sono alle prese con storie in 3 o 4 tempi. L'inserimento di Amelia non dà l'idea di affollamento o di gratuità ma contribuisce attivamente allo svolgimento. Il dramma interiore di Rockerduck è - cosa rara - trattato con serietà e senza banalizzarlo. La prima moneta gettata nel Deposito occhieggia in una vignetta a ricordarci che "quella pistola deve sparare prima della fine". Questo è il tipo di storie che vorrei leggere con regolarità su Topolino!
Federico Franzò continua a difendersi più che bene ai disegni, poi: è giovane e non ha ancora un suo stile, il suo tratto è generalmente anonimo, ma dimostra una buona mano e può solo crescere. Se coltivato bene, fra un po' d'anni potrebbe dare delle belle soddisfazioni.



Anche io apprezzo unicamente la storia del deposito, anche se con riserve (voglio vedere dove va a parare) e apprezzo molto le caratterizzazioni per niente banali di stabile e zemelo: so che leggono il forum quindi rinnovo i complimenti. Dovrebbero esserci più storie così, ben strutturate e anche se con un canovaccio non nuovissimo, per niente banali perché i personaggi sono ottimamente caratterizzati (il contrario di SIO).
Unica pecca i disegni: Franzò ha un tratto secondo me troppo infantile per questa tipologia di storia e ci avrei visto meglio un Cavazzano (periodo techno però), un Celoni, un Mottura, gervasio, o anche un bertolucci che vorrei vedere con storie di più ampio respiro...
 
 
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Re: Topolino 3226
Rispondi #4 - 20.09.17 alle 18:55:00
 
Il 20.09.17 alle 18:34:45 Bramo ha scritto:
Numero ben poco interessante,

La frase che riassume tutto Grin
Un Topolino che mi ricorda una specie di "Cioè" giornale in voga negli anni '90
Finalmente è finita la storia di Sio, prevedibile fin dall'inizio.
 
 

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Re: Topolino 3226
Rispondi #5 - 20.09.17 alle 19:34:15
 
Chiunque sia cresciuto leggendo il Topolino e seguendo la sua evoluzione, anche solo nel corso dell'ultimo decennio, si sarà potuto accorgere di alcuni canovacci e di certi tratti nei personaggi ormai assodati, quasi delle formule sempre pronte all'occorrenza: così, un autore che vorrebbe osare e sradicare tali formule, si convince che forse sarebbe meglio volare un po' in basso con le ambizioni e che si potrebbe proporre la solita "variazione sul tema", e il suo sperimentare perde di fascino e di sostegno. Non che alcuni non abbiano osato tanto con riuscite più o meno discutibili (Gagnor, Casty, Vitaliano, Radice, Enna, a ciascuno ognuno di noi saprà far corrispondere una storia o una saga diversa dall'usuale), tuttavia bisogna essere consapevoli di un certo appiattimento globale, dei personaggi e delle ambientazioni. Appunto ci sono autori che hanno rischiato e lo hanno fatto coscienziosamente, e a loro è dovuta comunque la riconoscenza per averci provato. E poi c'è un autore come Sio che anziché elaborare una formula o un criterio si limita a costruire letteralmente sul nulla e con una logica alquanto discutibile.

Al di là dell'introduzione diplomatica e altisonante, Molti personaggi in: la scatola misteriosa nel luogo misteriosissimo è esattamente quel tipo di sceneggiatura che, oltre ad abbassare la qualità delle pagine del Topolino (su cui tornerò dopo perché merita un discorso a parte), fa cattiva scuola di fumetto, al punto che sarebbe preoccupante se future generazioni cominciassero a scrivere assumendo Sio come maestro e punto di riferimento.

Riconsideriamo un attimo le formule: perché esistono delle formule, in generale? Perché se c'è un problema bisogna trovare una strada, e la formula è un aiuto, tuttavia, attenzione, non permette di risolvere tutti i problemi. Nel mondo Disney, soprattutto dei paperi, le formule con tutte le situazioni possibili ed inimmaginabili e quelle contenenti i caratteri dei vari personaggi sono facilmente amalgamabili per ottenere nuove formule e spianare nuove strade: si pensi a come Barks ha costruito il personaggio di Paperone di storia in storia, come lo ha adattato, come lo ha calato in situazioni che per noi oggi sono tipiche, come gli scontri coi suoi nemici, le spedizioni intorno al mondo alla ricerca di tesori creduti perduti, le varie speculazioni affaristiche o addirittura il rapporto con Paperino. Il tutto, però, si è costruito con una ricerca a partire dal personaggio di Paperone (supponiamo che fosse già dato, visto che tutte le storie di oggi assumono personaggi già esistenti).

Ora, Sio ha dimostrato di essere un conoscitore quantomeno discreto del mondo Disney (dico discreto perché considero le sue prove in generale), tuttavia in questa sua "saga" non ha nemmeno preso in considerazione le formule base dei personaggi, ossia l'insieme delle loro caratteristiche principali: se esistono Paperoga e Archimede, è perché Paperino non può essere né il primo né il secondo, se esiste Jones è perché il tipo di rivalità che ha da offrire con Paperino non è la stessa di Gastone, se esiste Rockerduck come rivale di Paperone è perché Famedoro non può esserlo al suo stesso modo e così via... esiste poi l'accentuazione dei tratti più peculiari, o addirittura la loro estremizzazione: per tale ragione il Paperone di Martina è sì teatrale ed esagerato ma esala parole di morte nei confronti del nipote o non si fa problemi a minacciarlo.
Ecco, insomma, che nella "saga" abbiamo personaggi tra loro perfettamente intercambiabili, le cui balordaggini sono complementari e a dir poco imbarazzanti: se Sio voleva darci un nuovo volto di Paperino, ecco che il "suo Paperino" si comporta di puntata in puntata in modo assolutamente imbarazzante, raggiungendo dei picchi di deficienza che non competerebbero nemmeno a Paperoga, e con quest'ultimo è addirittura complice demente; ancora, se Sio voleva scardinare un po' l'idea che Topolino fosse l'investigatore perfetto, non solo lo fa uscire di scena come un deficiente, lasciando che il suo ruolo nella storia sia inconsistente, ma addirittura gli fa credere che il biglietto lasciato da Macchia Nera sia vero (alla faccia delle deduzioni, Macchia Nera [Macchia Nera, ripeto!] ti scrive di venirlo a prendere in quella via e tu non vai a pensare che potesse essere una menzogna, no tu gli credi); che poi, lo stesso Macchia Nera è marginale nella vicenda e in quelle due vignette in cui se ne parla fa la figura del fesso (e ancora, alla faccia della mente diabolica!). Per non parlare della Minni svampita, dell'Amelia che per ragioni assurde non può comportarsi da strega, della Trudy abbastanza piatta, del Paperoga che si comporta in modo perfino troppo assurdo per lui (seppur avessi affermato ad un certo punto che ancora riusciva ad adattarsi alla logica anarchica di Sio), e soprattutto del Paperone rimbambito che casca al trucco dei Bassotti ed elabora un piano controproducente per scappare dallo spazio extradimensionale... si compie, a mio avviso, una vera e propria mancanza di rispetto dei personaggi: Paperino non ha nulla di Paperino, e questo lo si potrebbe dire per tutti gli altri personaggi, non c'è critica, non c'è ironia e soprattutto non c'è "amore" per il personaggio. Che Paperino sia versatile è risaputo, ma che Paperino sia un invasato mentale avrei i miei dubbi (mi viene in mente Paperino l'incendiario di Barks, ma era tutto frutto di una botta in testa): vedere il personaggio con cui sono cresciuto ridotto ad una ridicola macchietta, così come Paperone, Paperoga e tutti gli altri è una cosa che proprio non riesco a digerire.

E tutto questo per cosa? Per strappare un riso imbarazzato, nemmeno sincero e divertito: infatti, Sio dispone di una sua logica personale secondo cui faccia ridere ciò che è assurdo, estremo o ciò che è banale ma "de-costruito". Per intenderci su questo punto, è come se ci fosse un trasferimento di situazione per cui anziché vedere accadere un fatto di per sé banale assistessimo a qualcosa costruito per essere tale senza volerlo dare a vedere (ho sempre in mente l'esempio di Pippo che annaffia di annaffiatoi, per intenderci), e Sio di queste contorte associazioni non è nuovo, infatti le sue battute si accavallano di balloons in balloons nel giro di una sola vignetta. La sua logica non funziona per il mondo Disney, oggettivamente: la "saga" si conclude senza che sia accaduto effettivamente qualcosa, e non è nemmeno un partire dalla solita storia in cui i Bassotti rubano un'invenzione ad Archimede per ricattare Paperone, è piuttosto un calderone di macchiette che anziché essere succubi della situazione assurda in cui loro malgrado si trovano, la assecondano comportandosi come se fossero insani, e non venitemi a dire che un Paperino che crede che il cugino abbia una lucertola vera sia a posto con la testa, esattamente come un Topolino che preme un pulsante "blu COME una poltrona" (ma perché? che cosa c'entra? Perché dovrei ridere, questa è la vera domanda!), o ancora lo stesso Paperino che vuole utilizzare una giraffa, dieci pigne e una scala per portare fuori tutti quanti, o per proseguire una Minni che anagramma una frase di senso compiuto con una totalmente sconclusionata senza che ce ne fosse il motivo, o il Bassotto che si siede sul bottone perché gli ricorda una poltrona (anche per una storia demenziale è un espediente un po' ridicolo per avviare una confessione/rivelazione), e così via.

Se Sio credeva di aver disteso bene il terreno per poter fare il suo abituale umorismo anche sulle pagine del Topolino, si è sbagliato di grosso: se in prove precedenti un certo rispetto nei confronti dei personaggi si riusciva a mantenere, quest'ultima prova manca totalmente di regia e di senso, e la vera domanda che mi è più di una volta passata per la testa durante questa agonia (perché la ritengo tale e non potrei definirla diversamente per certe reazioni che ho avuto leggendone le tavole) è stata: perché dovrei ridere? Quelli non sono nemmeno personaggi Disney, sono i personaggi di Sio nemmeno impersonati, travestiti da personaggi Disney.

Ebbene, se Sio deve fare su Topolino quella sua "comicità" per cui è noto (che io non condivido per una mia forte impostazione di pensiero, e penso si sia capito), forse è meglio che torni a farla dove è solito: se non lo sapessi, non penserei mai che questa è la mano di uno che è cresciuto apprezzando Barks e Gottfredson, perché qui non vedo nulla delle loro eredità. Anzi, in questa "saga" non c'è nemmeno rispetto per quello che hanno prodotto, e lo ripeto: basti pensare al trattamento riservato a Paperino e Topolino.

In conclusione, il mio responso è estremamente negativo. Questo è esattamente ciò di cui il Topolino non ha bisogno: di gran lunga meglio le variazioni sul tema, piuttosto che lo stravolgimento illogico ed ingiustificato del tutto.

Edit: ah già, mi sono dimenticato di esprimere un giudizio sui disegni. Per quanto mi riguarda, mi domando perché Intini abbia disegnato solo la prima e l'ultima parte, consegnando invece la realizzazione delle strisce intermedie a Picone, il cui tratto ha ulteriormente deformato i personaggi da ciò che dicevano, contribuendo all'effetto puramente straniante. Intini, d'altro canto, è molto plastico, non cubista ai livelli di Lavoradori, tuttavia sa dare un senso alle espressioni dei personaggi sulla base di quello che devono pronunciare (anche se è solo aria fritta): ecco, trovo che Picone abbia mancato sull'aspetto più importante, cioè la coerenza e la connessione tra il linguaggio del corpo e quello dei segni verbali. Cosa che non si può far passare col pretesto che la storia non fosse seria e non avesse una struttura logica.
 
« Ultima modifica: 23.09.17 alle 13:03:01 da Andy98 »  

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Re: Topolino 3226
Rispondi #6 - 20.09.17 alle 19:44:30
 
Dunque, se proprio vanno fatte le tavole di una pagina in onore del vip intervistato, possiamo avere tavole che strappino almeno un sorriso e non sappiano di linea piatta, per favore? Grazie in anticipo.

"Zio Paperone e il deposito sotto a.s.s.e.d.i.o." (Stabile-Zemelo/Franzò): sempre bene si par procedere in questa storia, sperando che il finale non deluda. Franzò promette bene, ma è ancora senza guizzi. Beh, vedremo.

"Tutti i milioni di Paperone: il mio diciannovesimo milione" (Vitaliano/Intini): pur non mancando di cattiveria e gag, m'ha annoiato. Se lo spunto resta carino, mi è sembrata troppo lunga, come se qualcosa non avesse girato a dovere. Veniamo a Intini. Mi sembra che in brevissimo tempo si stia arrotolando su sé stesso, con becchi sempre più squadrati ma inespressivi... Solo un anno fa il tratto intinesco aveva ben altra personalità.

"Molti personaggi ecc" (Sio/Intini): finale davvero deludente. Da un lato Topolino ha fatto la figura troppo dell'idiota, anche in una storia demenziale. Intendiamoci, Topolino è personaggio che si presta ad essere preso in giro, ad essere usato anche per ridere, ma il depistaggio di Macchia è stato troppo: Topolino può fare la figura divertente, ma non comportarsi da cretino non capendo che lo stanno turlupinando in modo semplicissimo. Ma poi, dopo l'anagramma di Minni, non si ride più e questo è gravissimo in una storia demenziale che dovrebbe far ridere in modo folle sino all'ultima vignetta. Per Intini, vedi sopra, con in più un paio di Minni che mi paiono troppo leggere nell'inchiostrazione.

"I minigialli: Assalto al portavalori" (Bosco/Bertolucci): carina breve, con disegni molto in stile Uggetti. Chissà che Bertolucci a breve non ci delizi davvero alla grande.

"Topolino e l'amena invasione" (Buratti/Ferracina): non l'avevo mai scritto per due topi consecutivi, ma non posso farne a meno... Allucinante boiata priva di senso, logica, ragione per esistere o motivo per essere letta, nonché capo o coda. Basta con alieni insensati e buonisti! Basta con storiacce demenziali senza mordente dove non c'è un colpo di scena o un qualsivoglia fatto inatteso, per tacere degli extraterrestri a forma di carota o pomodoro! Alla quarta pagina si capiva tutto, ma tutto di tutto, eh! E per un Pker la sofferenza è stata doppia, perché l'intreccio richiama palesemente la boiata per antonomasia di Pkfrittole "Turisti dallo spazio", paradigma assoluto di come le storie NON vanno scritte! Una lancia va però spezzata in favore dei bei disegni, che rivelano un ottimo potenziale dell'autore, per espressività dei personaggi e dinamismo dei medesimi.

Insomma, ci sarà di meglio la prossima volta, vero? Non che ci voglia molto eh...
 
« Ultima modifica: 20.09.17 alle 23:50:09 da Avv.Photomas »  

"Se un uomo ha bisogno del tuo aiuto, amico o nemico che sia, tu non hai il diritto di negarglielo!" (Capitan Harlock, serie classica, episodio 36)
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Re: Topolino 3226
Rispondi #7 - 20.09.17 alle 20:23:48
 
Il 20.09.17 alle 19:34:15 Andy98 ha scritto:
un autore come Sio che anziché elaborare una formula o un criterio si limita a costruire letteralmente sul nulla e con una logica alquanto discutibile.

Molti personaggi in: la scatola misteriosa nel luogo misteriosissimo è esattamente quel tipo di sceneggiatura che, oltre ad abbassare la qualità delle pagine del Topolino (su cui tornerò dopo perché merita un discorso a parte), fa cattiva scuola di fumetto, al punto che sarebbe preoccupante se future generazioni cominciassero a scrivere assumendo Sio come maestro e punto di riferimento.


Bene: direi un trionfo per Sio.
Ora, per favore, non mi si venga a dire che io sono l'unico a non apprezzarlo, che "il consenso su di lui invece è pressoché unanime" (perché è questo che ho letto!) eccetera.

Un plauso ad Andy per come ha espresso il concetto, questo sì pressoché unanime.  Occhiolino Smiley
 
 
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Re: Topolino 3226
Rispondi #8 - 20.09.17 alle 22:13:00
 
Il 20.09.17 alle 19:44:30 Avv.Photomas ha scritto:
Ma poi, dopo l'anagramma di Minni, non si ride più e questo è gravissimo in una storia demenziale che dovrebbe far ridere in modo folle sino all'ultima vignetta. Per Intini, vedi sopra, con in più un paio di Minni che mi paiono troppo leggere nell'inchiostrazione.


"Topolino e l'amena invasione" (Buratti/Ferracina): non l'avevo mai scritto per due topi consecutivi, ma non posso farne a meno... Allucinante boiata priva di senso

Perché.. tu hai riso prima? Lingua

Io estenderei l'allucinante boiata anche alla storia di Sio e Intini
 
 

Il pensiero di essere tanto felice mi rende triste! (Pippo)
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Re: Topolino 3226
Rispondi #9 - 20.09.17 alle 22:26:59
 
Il 20.09.17 alle 22:13:00 doppio segreto ha scritto:
Perché.. tu hai riso prima? Lingua

Io estenderei l'allucinante boiata anche alla storia di Sio e Intini


In effetti ad ogni puntata precedente, l'Avvocato ha sempre affermato che si ridesse per la follia del contesto: sarei molto interessato, per confronto, a sentirne un'opinione più articolata a riguardo, in fondo io stesso mi sono scagliato di settimana in settimana contro questa "mostruosità" illogica prova di Sio senza mai confrontarmi con un'opinione differente... ecco, trovo che proprio ora, a storia conclusa, questo sarebbe interessante.

Ossia, chiedo all'Avvocato, che mi pare essere sempre stato uno strenuo difensore della classicità, per quali ragioni una "saga" così "ardita" sia risultata nelle sue corde e quali punti di spicco vi abbia trovato che possano valere, dal momento che io ho visto solo personaggi svuotati della loro natura e battute di una comicità a cui non riesco a trovare un senso ("Nipoti, concentrati!"/"Primo: non siamo pomodori!" e varianti simili sono di una comicità talmente bassa e priva di spicco che non riesco nemmeno a pensare come possa risultare divertente all'autore stesso, e potrei citare tantissimi altri esempi).

La parola alla difesa!  Grin

Il 20.09.17 alle 22:31:37 Filo Sganga ha scritto:
Dopo questa pioggia unanime di complimenti, dico una cosa: Secondo voi, Sio qui ci legge?


Sì, ma non penso sia intenzionato ad un confronto, anzi, suppongo che sia molto consapevole del fatto che il suo umorismo non sia digeribile da tutti. Ovviamente sto sparando a zero, non avendo mai visto un video di Sio, quindi non posso farmi un'idea sulla sua persona.
Penso, comunque, che ci legga, allo stesso modo di altri autori che lavorano sulle pagine di Topolino.
 
« Ultima modifica: 20.09.17 alle 22:38:51 da Andy98 »  

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Re: Topolino 3226
Rispondi #10 - 20.09.17 alle 22:30:44
 
Il mio commento:
Zio Paperone e il deposito sotto assedio, ep. 3 senza voto
Prosegue bene questa storia con una trama molto appassionante. Franzò rivedibile in alcune inquadrature prospettiche
Tutti i milioni di Paperone: il mio diciannovesimo milione voto 7
E' il Milione che mi ha preso di meno: cose già viste, trama lenta  e alcuni passaggi non molto chiari. Comunque Vitaliano offre sempre i suoi spunti autoriali
Molti personaggi in: la scatola misteriosa nel luogo misteriosissimo, ep. 9 voto 4,5
Tutta questa attesa e il finale è questo? Si cerca di salvare il salvabile ma alla fine questa storia andrà nel dimenticatoio
I minigialli: Assalto al portavalori voto 6
In poche pagine non si può fare molto ma la storia svolge il suo ruolo di riempitiva
Topolino e l'amena invasione voto 6
A parte un paio di gag, nulla più. Nessun guizzo, tutto semplicistico. Anche Ferracina mi è sembrato poco ispirato
 
 

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Re: Topolino 3226
Rispondi #11 - 20.09.17 alle 22:31:37
 
Il 20.09.17 alle 20:23:48 Ser Soldano ha scritto:
Bene: direi un trionfo per Sio.
Ora, per favore, non mi si venga a dire che io sono l'unico a non apprezzarlo, che "il consenso su di lui invece è pressoché unanime" (perché è questo che ho letto!) eccetera.

Un plauso ad Andy per come ha espresso il concetto, questo sì pressoché unanime.  Occhiolino Smiley


Dopo questa pioggia unanime di complimenti, dico una cosa: Secondo voi, Sio qui ci legge?
 
 
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Re: Topolino 3226
Rispondi #12 - 20.09.17 alle 23:39:12
 
@Andy.

Sono un fan di Francesco Salvi, comicità demenziale con cui sono cresciuto, ma di classe!

Però la demenzialità non è demenza, e non a tutti è applicabile per carattere. Un Paperino un po' paperoghizzato mi sta bene; una Minni che cerca anagrammi dove non ci sono anche; come mi fa ridere Topolino che sta per salvare tutti ma non riesce perché gli cade una palla da bowling in testa. Ma non ci sta il Topolino demente che cade nella trappola per un biglietto! Risi come un cretino alla "Rapina del millennio" fino all'ultima puntata, quando Topolino per me andò fuori personaggio: si può ridere con lui e di lui, sempre e costantemente, ma quando Topolino ha tutte le chiavi in mano, fare risolvere il mistero a Daphne e non a lui non ha senso, è usarlo male, è togliergli l'intelligenza, è renderlo demente, non demenziale. Spero d'essermi spiegato...

E, per rendere l'idea della comicità di Salvi, riporto uno dei suoi migliori monologhi, recitato nel ruolo di un camionista:

Lo chiamiamo il Comitiva per il suo vezzo di parlare di sé in terza persona plurale. Per esempio, egli dice di sé:
- Oggi sono stati a Genova!
E tu domandi:
- Chi?
Ed egli ti risponderà sicuramente:
- Essi!
Oppure, ad esempio:
- Domani andranno a Novara!
- Chi?
- Essi!
Ma il meglio del Comitiva si ha quando si parla di cibo! Infatti succede questo, con lui che afferma:
- Domani andranno a cena in trattoria!
- Chi?
- Essi!
Al che, chiunque prenota per dodici, poi la sera aspetti gli altri undici ed arriva solo lui:
- Sono arrivati! - dice.
- Chi?
- Essi!
Poi si siede, mangia tutto lui per undici, e poi si alza tranquillamente. Al che tu gli chiedi:
- Ehi, ehi, e chi paga?
- LORO!
PERCHÉ IL COMITIVA NON È MICA SCEMO!!!!
 
« Ultima modifica: 20.09.17 alle 23:51:58 da Avv.Photomas »  

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Re: Topolino 3226
Rispondi #13 - 20.09.17 alle 23:54:05
 
Premesso che non mi fa ridere neanche Francesco Salvi sono d'accordo con l'Avvocato.
Non capisco l'umorismo di Sio, almeno sulle pagine di Topolino
 
« Ultima modifica: 21.09.17 alle 00:03:33 da Ofelia Usagi »  

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Re: Topolino 3226
Rispondi #14 - 21.09.17 alle 00:11:11
 
Come altri hanno già scritto, questo numero del Topo si salva principalmete per la terza puntata di Zio Paperone e il deposito sotto ASSEDIO, saga che finora appare ben scritta, con un sapiente uso del cast di Paperopoli.
Mi sembra strano che nessuno abbia speso due parole per la citazione alla nuova serie di Duck Tales, inserita in maniera molto intelligente, per nulla forzata, e con un pizzico di ironia: "Chi mai metterebbe un deposito lassù?"
Citazione che, tra l'altro, forse solo gli appassionati potranno cogliere visto che la serie ancora non è stata trasmessa in Italia.

L'ultima puntata di Molti personaggi in... è un po' meno demenziale delle altre, si risolleva per aver fornito qualche spiegazione e per i disegni di Intini... ma della saga complessivamente c'è ben poco da salvare. Non poco tempo fa affermavo che Sio stava crescendo e che in futuro sarebbe potuto diventare l'erede di autori come Faccini, Ziche e Faraci... bè questa saga è assolutamente un lungo passo indietro, a un livello addirittura inferiore a quello delle storie d'esordio. Inutile spiegarne le ragioni, che sono state finora ampiamente dibattute e argomentate meglio di quanto farei io. Voglio sperare che si sia trattato solo di un esperimento e che venga considerato assolutamente non riuscito.

Vado un po' controcorrente nel salvare parzialmente la storia Topolino e l'amena invasione. Ok, non sarà molto originale e la trama era molto prevedibile (anche perché il titolo stesso rivelava la conclusione!), ma penso che se avessi avuto 7-8 anni mi sarebbe piaciuta tanto. Cerchiamo di giudicare le storie anche con gli occhi di bambini che non hanno letto decenni di storie come noi. E' giusto che anche storie come questa siano presenti sul Topo.
 
 

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