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Topolino Fuoriserie 2 - PK Danger Dome di Roberto Gagnor e Roberto Vian

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Sommo Zotnam
Sceriffo di Valmitraglia
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    Riprendo con qualche modifica quanto scritto già sul forum della Tana del Sollazzo riguardo il secondo capitolo del "gagnorverso".

    Sarà un problema mio, ma non ho capito a chi è rivolta questa storia. Evidentemente non è rivolta ai Pker classici, ma mi azzarderei a dire che non è rivolta neanche a un pubblico particolarmente adulto. Ma allora a chi? Un nuovo lettore, un ragazzino, sarebbe interessato a comprarsi un volumetto cartonato di 10 euro per una storiella di 48 tavole? E sia chiaro, il format dell'albo io non lo demonizzo. Ma è chiaramente un format che può interessare solo chi è disposto a sobbarcarsi una spesa simile "al buio": in questo caso, un Pker, o comunque un pubblico fidelizzato che segue il personaggio da tempo. Quindi si arriva al paradosso di una storia che si comprerebbe solo un certo tipo di lettore, ma che NON è rivolta a quel tipo di lettore, e che anzi cerca di accattivarsi un nuovo tipo di lettore che però non la comprerebbe. (Ma poi, anche se la comprasse, riuscirebbe ad accattivarlo? Davvero quel tipo di storia sarebbe più apprezzato da quel tipo di lettore rispetto ad altri? Indimostrato, finora).

    Andiamo con ordine. Analizziamo prima la novità: i disegni. Premetto, io personalmente non mi sono stracciato le vesti per il Lavoradori di "Un nuovo eroe". Detto questo, Vian è un adattissimo nuovo acquisto, perfetto per PK. A volte troppo "deformed", ma comunque spettacolare: sarebbe stato perfetto già ai tempi di PKNA probabilmente, e spero che abbia un futuro pikappico radioso anche dopo il ciclo di Gagnor. Molti sceneggiatori saprebbero valorizzarlo: sotto un Sisti o un Artibani farebbe faville. Ha un tratto originale che in alcuni tratti è meravigliosamente disturbante e inquietante, in senso buono, basti pensare alla seconda tavola, oltre alla scena della
    Spoiler: mostra
    temporanea trasformazione di Derrick in larva
    . Ci sono problemi, certo, non dipendenti da Vian in sé: il disegnatore "eredita" certi personaggi ideati da Lavoradori, ed è un po' in difficoltà col loro character design. Non è colpa sua: è che quei personaggi "funzionavano" con il tratto di Lavoradori, ma col tratto di Vian rendono meno. Il personaggio di "Ed il Senzanome" è più mingherlino della sua versione originale, e gli evroniani mutanti (Tuiroon e i Decimator), con quegli occhietti chiusi sottili, non sono un granché a vedersi. A tal proposito basti fare il confronto tra la preview della storia che ha girato per mesi, lo schizzo della seconda tavola, con la versione effettivamente pubblicata: nello schizzo originale abbiamo un Vian a briglia sciolta e un Tuiroon assolutamente terrificante (di nuovo, in senso buono), mentre nella tavola modificata abbiamo una versione forse più rispettosa del Tuiroon "lavoradoriano" ma molto meno efficace. Altro problema, che dimostra come i dialoghi e i balloon siano supervisionati esclusivamente dal disegnatore (in questo caso non è una colpa "originale" né di Gagnor né di Vian, dato che un problema analogo si è avuto coi balloon delle storie di Sciarrone e Sisti, negli Argini del Tempo e in Cronaca di un Ritorno): Tuiroon in realtà sarebbe una sorta di "sciarpa"/coda parlante, che si parassita sul corpo muto di un Decimator - se ho capito bene - ma in questa storia i suoi balloon di dialogo provengono sempre e solo dal "corpo", mentre a parlare dovrebbe essere la coda/sciarpa. Ripeto, è già successo con altri autori, ma già al secondo numero di due vedere inconsistenze un po' pesa: si tratta di cose sicuramente risolvibili nel prossimo capitolo però, quindi è una cosa che va fatta presente, senonaltro per evitare che si ripeta nel capitolo successivo.

    Quello che invece dubito sia facilmente risolvibile sono i testi, i dialoghi. E qui passiamo alle dolenti note: lo sceneggiatore. Ora, io spero che la lettura di questo numero abbia chiarito a tutti, fugando ogni dubbio, che il problema non era il disegnatore (o non solo, al peggio). Perché questo capitolo ha esattamente gli stessi identici difetti del precedente, se non addirittura qualcuno in più. Perché se anche stavolta non capisco cosa succede in diverse scene, né con Lavoradori né con Vian (e non penso sia un problema di comprensione mio, dato che io riuscivo a capire anche cosa accadeva nelle pazze scene di massa di Guerrini), allora "forse" il problema non è del disegnatore, ma di chi scrive. Per il resto, il solito menu del Gagnor di UNE: caratterizzazioni molto forzate, personaggi vecchi e nuovi ridotti a cliché piatti e stereotipati persino nei litigi e nell'evoluzione delle relazioni tra loro, rapporti tra personaggi e character arcs "velocizzati" per motivi di spazio...in poche pagine effettivamente più di tanto non si può fare, ma ho già letto altrove qualcuno che sostanzialmente giustificava lo scrittore dando la colpa al poco spazio. E prima il problema era il disegnatore, e poi il problema sono le 48 pagine...quand'è che il problema inizierà ad essere chi scrive la storia? Non è questione di mettere Gagnor alla gogna (Gognar?), ma semplicemente va preso atto di come stanno le cose. Il problema non sono tanto le strizzatine d'occhio forzate fatte come compitino per il nerd scemo, il problema è direttamente la sceneggiatura...ma non solo, è ancor più a monte: l'impostazione. E da lì discende tutto. Da lì si arriva a una trama che vorrebbe essere complicata e pomposa ma invece è ridicola, le tecnobubbole che non sono tecnobubbole, i non-spiegoni, le iperboli da fanfiction svogliata, il coso potentissimissimissimo, la civiltà antichissimissimissima.

    In breve, la cosa terribile della storia è che riesce ad essere banale e approssimativa e malgrado ciò risulta lo stesso confusionaria (anche a una rilettura). E la cosa brutta è che non ci si capisce nulla non perché sia particolarmente complessa o ci sia un gran lavoro dietro, tutt'altro. In PKNA spesso non ci capivamo nulla: ed era bellissimo, ci piaceva pure, o comunque ce ne fregavamo, riuscivamo a mantenere la sospensione dell'incredulità anche se le famose "tecnobubbole" erano fatte apposta per non farci capire niente. In questo caso però, le tecnobubbole sono superficiali: restano incomprensibili, ma l'unica cosa che riesci a capire in questo caso è che sono fatte pure male, con parole a caso, fatte volutamente per confondere e buttarla in caciara ma senza un vero lavoro dietro. E inizi a vedere i fili. La sospensione dell'incredulità si incrina. Lo si vedeva già nella presentazione dei personaggi e dei loro rapporti: erano tutti archetipi e cliché (tutti i personaggi delle storie di finzione rappresentano archetipi del resto), ma in maniera evidente e manifesta. Li vedi e non ti sembrano "reali" (nel senso di "credibili"), li vedi per quello che sono, espedienti narrativi. E a questo punto ti chiedi perché dovrebbe fregartene qualcosa di loro, del loro fato. E non è manco questione di "sono cresciuto troppo per questa roba ormai", dato che non solo le storie vecchie, ma anche diverse storie a fumetti nuove riescono lo stesso a generarmi quella sensazione di "credibilità" e "coinvolgimento". Non è questione di "siamo cambiati noi, le storie sono sempre le stesse ma non fanno più per noi". Se una storia è fatta bene si vede, se non lo è pure. Qua si vede, ed è il secondo caso.

    E se una storia è fatta male, si inizia a dare peso alle cose su cui si sarebbe potuto sorvolare: se una storia è fatta bene, i buchi di trama e gli errori di continuity passano in secondo piano, o comunque ognuno di noi nel suo headcanon può immaginarsi una giustificazione plausibile. Se mi faccio andare bene i paradossi temporali assurdi di Carpe Diem, potrei passare pure sopra al fatto che Lyla conosca il significato di "grabbaga plutz" o che la Tempolizia sia così informata sull'intera civiltà evroniana: quisquilie, non sono neanche "errori" veri e propri. Uno sforzo per giustificare quelle cose si può fare: anche nel precedente "Un nuovo eroe", che pure non mi è piaciuto, sono comunque riuscito a dare un senso alla Pikar nello spazio, immaginando fosse lo stesso velivolo (leggermente modificato) de "Il marchio di Moldrock", quindi non mi soffermerò su quelle cose.

    Ma ci sono cose che non possono essere catalogate come semplici "sviste", non possono essere ritenuti semplici "bloopers", "leggerezze" o errorucci, perché minano proprio le basi dei personaggi. Insomma, io non mi ritengo un nerd impallinato solo perché "oso" lamentarmi del fatto che la sfera di Uno se ne vada a zonzo per il pianeta Shikaar. Il pensare che Uno sia una palla volante, e che in quanto tale possa non solo abbandonare la Ducklair Tower senza problemi, ma anche viaggiare nello spaziotempo, vuol dire proprio non conoscere il personaggio, vuol dire non aver letto non solo la "bibbiona" del personaggio, ma neanche una singola storia su di lui. Si parla delle basi, dei fondamentali, non sono cose "da talebani": semplicemente, se voglio leggere una storia con Uno, mi aspetto Uno. E lo sceneggiatore avrebbe il potere di...non mettercelo! Era necessario, Uno, in questa storia? Ciò che fa non poteva essere svolto da qualcun altro? Era fondamentale piegare i personaggi alla storia facendoli incastrare forzatamente, invece di usare altri personaggi (o di evitare che i personaggi esistenti si incastrassero così malamente)? Il presupposto del Gagnorverso si basa proprio su PK lontano dal suo mondo, che era anche un modo brillante per evitare errori di continuity o di essere imbrigliati dalle trame base di PKNA, PK2 e PKNE...e lo scrittore che fa? Due personaggi ripesca, e li ripesca pure sbagliandoli? Nessuno l'ha costretto a usare Uno e Lyla, nessuno l'ha obbligato a usarli così.

    I personaggi, tra l'altro, sembrano più adatti alla terza serie reboot, PK-Pikappa ("Frittole", per gli amici): lì un Uno in bolla a zonzo per lo spazio non avrebbe stonato (oddio, in realtà anche lì aveva dei limiti, in una storia - scritta da Lavoradori, peraltro! - utilizzava un corpo robot per muoversi in giro!). Il fatto che Uno sappia esattamente quanto è antica la civiltà evroniana (improvvisamente un esperto di storia di Evron?) è più da "U.N.O." di Frittole che da quello "storico". E verrebbe quasi da pensare che Gagnor si sia confuso, mischiando elementi della prima serie con quelli della terza. Se PK non venisse chiamato "Paperinik" e se Lyla non facesse parte della Tempolizia, verrebbe davvero da credere che questa storia sia ambientata nell'universo "Ultimate" del Frittole. Ma probabilmente il problema è un altro: forse non è mancata comprensione dei personaggi, è un disinteressarsene, un "fregarsene", se vogliamo. Sostanzialmente lo sceneggiatore, invece di adattare la storia ai personaggi che ha scelto di utilizzare, adatta i personaggi alla storia, a costo di forzarli e snaturarli: piega ai fini della trama non solo le personalità dei personaggi, ma anche le caratteristiche base, come poteri e conoscenze. Improvvisamente possono muoversi a zonzo nello spaziotempo perché allo sceneggiatore serviva che avessero quel potere e si trovassero lì. Possono avere conoscenze vaste su civiltà aliene, riuscire ad analizzare una cosa in due secondi e a raccontartene vita morte e miracoli...semplicemente perché per lo sceneggiatore era utile che avessero queste capacità.

    Io penso che questa saga dimostri purtroppo tutti i limiti dello sceneggiatore nel fare una cosa appena più complicata di una storiella comica o parodistica. Succede. Ma a questo punto meglio "volare bassi": non ha senso fare roba di questa portata se poi...non si è portati. A che pro fare una cosa super complicata con roba super antica super potente ecc se poi non si sa nemmeno spiegarla decentemente? Perché fare una cosa contemporaneamente approssimativa E confusa? Questa storia è sostanzialmente una lunga scazzottata con non-spiegone. E non si può neanche giustificarlo con la scusa delle 48 pagine che sono poche. Se sono poche, allora lo sceneggiatore potrebbe fare una cosa più semplice, più tranquilla, qualcosa per cui abbia le spalle abbastanza larghe, qualcosa di maggiormente alla sua portata. E se deve proprio fare una cosa inutilmente complessa, almeno faccia qualcosa che abbia un senso, perché così risulta invece una roba confusionaria che non ha dietro neanche un grosso sforzo, uno sbattimento, un volercisi impegnare o almeno far finta. Sembra un compitino svogliato per accontentare quelli che lui pensa siano i "nerd". Che ha dietro una concezione sbagliata di PK ("è SuperPaperino con però toni altisonanti e vanagloriosamente epici, roba supertecnologica complessa e incomprensibile a caso, super poteri e super cazzotti contro super mostroni" - NO*) oltre che probabilmente dei nerd stessi.

    L'ultima pagina della storia, che normalmente metterebbe curiosità (
    Spoiler: mostra
    "un papero preistorico-barbaro di nome Ur-Evron? Gagnor vuole forse raccontare le origini del primo Evron e dell'impero evroniano?"
    ) in questo caso, con questa impostazione superficiale, confusa e approssimativa mette invece un po' paura (
    Spoiler: mostra
    "voglio davvero che sia Gagnor a raccontarmi le origini di Evron, col rischio che me lo rovini?"
    ). Anche le prime due pagine di Danger Dome (poi vabbé, sul titolo e sulla mania censoria della Disney Italia - e solo quella italiana, perché è evidente che quella americana non si pone questo problema - parleremo un'altra volta) mettevano un minimo di curiosità per il futuro, del resto, ma poi le premesse sono state inficiate dalla storia vera e propria dopo il prologo, insomma il succo dell'albo. Anche perché poi ad essere sbagliata non è tanto la "trama" in sè (anche l'idea base di "Un nuovo eroe" non era brutta), ma come si è detto l'impostazione generale dietro, a monte, oltre ovviamente alla realizzazione pratica e concreta. Uno può avere anche un piano, un'idea, una visione, ma se non sa rappresentarla in maniera diversa da una "superficialata" allora no, e allora è inutile nutrire speranze e aspettative.

    E, come già detto, le varie strizzatine d'occhio (sì, abbiamo colto la citazione di "ineluttabile" la prima volta, non serviva ripeterla altre due volte, grazie) e i toni ostentatamente e forzatamente epici non fanno PK. Non basta copiare i cliché del fumetto supereroistico Marvel o DC per fare PK. Certo, PK nasce ispirandosi ai comics americani di supereroi. Ma appunto ispirandosi, prendendo spunto, a volte emulando, ma non essendo mai una brutta copia approssimativa di un fumetto di supereroi, e questo fa tutta la differenza del mondo. Gagnor non emula il fumetto di supereroi, ne fa una parodia. E il ciclo di PK di Gagnor mi dà la sensazione di essere proprio questo, sostanzialmente: la caricatura di una storia a fumetti Marvel/DC, la caricatura di una storia a fumetti di PK.


    (* dico questo perché in un commento di critica alla storia ho letto qualcuno dire che Danger Dome mancava del "tono epico di PK". Au contraire, tono epico a volte ce l'ha, ma forzato. C'erano intere storie di PKNA prive di tono epico, o con quel tono ridotto al minimo. Non era tanto il tono a fare il PK, ma lo stile e l'impostazione. E non è manco questione di seriosità, perché PKNA era anche umoristico, ma di serietà: "quando si scherza bisogna essere seri", diceva Alberto Sordi.)

    PS: capisco il discorso sulle trame in sospeso e la necessità di "closure", ma direi che è opportuno che sia Sisti a chiudersi da solo le sue stesse trame in sospeso (del resto Sisti stesso ha fatto capire che ha idee e voglia, bisogna solo sperare ci sia la volontà da parte di Bertani di pubblicarlo) invece di farle concludere a qualcun altro. Poi ci sarebbero le sottotrame lasciate in sospeso da LODE di Artibani, ma anche lì è da sperare che sia Artibani stesso a ripensarci (non so se ha voglia di scrivere ancora PK, a differenza di Sisti) e tornare per concluderle.
    « Ultima modifica: Domenica 10 Mag 2020, 14:31:21 da Sommo Zotnam »

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    prezio
    Diabolico Vendicatore
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    • (credevo di essere un) Pker
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      Complimenti, un post estremamente interessante.

      Tutto ciò che hai scritto lo si può applicare (tranne, ovviamente, per i riferimenti a Vian e alle specifiche di Danger Dome), al primo volume di questa serie.

      Chapeau.
      ...poche ragazze da quelle parti...

      www.acroteri.altervista.org - sito amatoriale della mia squadra di calcetto
      www.goblins.net - sito dedicato ai giochi da tavolo

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      Vito65
      Cugino di Alf
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      • ex Generale Westcock
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        Ringrazio Roberto Gagnor per aver accettato di dialogare con me, con tutti noi, a seguito del mio post precedente. Condivido l'idea dell' autore che il nuovo possa, debba sussistere, anche senza moderazione. Io sono uno di quelli che ha apprezzato moltissimo il nuovo rappresentato da PK2, dopo la chiusura di PKNA; non ho gradito però il passaggio dal nuovo di PK2 al nuovo di Pk-Frittole: voglio dire che il nuovo non spaventa, se si ritrova in esso passione, originalità, forza creativa. Roberto, Lei ci assicura che ama Pk: io ci credo e questo mi rincuora; credo che questa sia la prima cosa, essenziale per tutti noi lettori: sapere che l'autore crede nel personaggio, che non lo maneggia solo per direttive editoriali ma che intende considerarlo cosa anche sua. Ciò mi riporta alla sua considerazione finale, sul fatto che Lei scrive quello che Le piace, perchè piaccia anche ai lettori: lo capisco, è stato bello chiarire questo punto, è giusto che un autore creda in quello che scrive, altrimenti rischierà di non trasmettere la sua passione al pubblico, rischierà in definitiva di non essere credibile. Ma, dato che Lei mostra attenzione e rispetto per il Suo pubblico (lo attesta il fatto che segue il forum, e forse anche altri canali di comunicazione) e interloquisce con noi, La prego di tenere in considerazione i nostri commenti, sorvolando con indulgenza sui toni più accesi, che sono solo significativi di sincera passione per il personaggio: a questo proposito,  le perplessità avanzate da altri utenti nei post precedenti su alcuni passaggi di trama troppo veloci, o sulle caratteristiche consolidate di Lyla e sopratutto di Uno, che non sono state adeguatamente rispettate, non sono peregrine.
        Riguardo alle trame ancora aperte, naturalmente anch'io considero naturale che sia chi le ha aperte a portarle avanti, e gradirei molto che Alessandro Sisti abbia la possibilità di stupirci ancora con le avventure di Xhadoom e della Tempolizia. Roberto, il mio è stato più uno sfogo a cuore aperto, che probabilmente avrebbe come più diretto interlocutore non Lei, ma il Direttore editoriale. Spero che in qualche modo anche la conoscenza di queste aspettative da parte di un autore, pur non direttamente coinvolto nel problema, possa essere utile. Fugo un possibile fraintendimento: io non ho fretta che la lunga storia di Pk finisca, ma solo che le vicende aperte vengano portate a compimento. E' quel che intendevo dire quando affermavo che, accanto alla trattazione di nuovi scenari, come quelli che Lei ha intrapreso, non si trascuri di completare quelli irrisolti; sarebbe anche una questione di serietà dell'editore: ma anche qui non è problema nelle mani di un singolo autore, può solo essere utile che anche gli autori vengano sensibilizzati a questa legittima aspettativa dei lettori.
        Approfitto infine della conclusione di questo mio post per salutare Luciochef, la cui stima e il cui apprezzamento nei miei confronti è sempre fonte per me di gratitudine e di gratificazione.
        « Ultima modifica: Domenica 10 Mag 2020, 23:55:44 da Vito65 »

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        hendrik
        Dittatore di Saturno
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        • W Carlo Barx!
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          Bella recensione della TdS:

          http://www.ilsollazzo.com/articoli/approfondimenti/pk-la-run-di-roberto-gagnor/

          Sono sempre molto sintetico, purtroppo o per fortuna, ma mi consola il sapere che non sono l'unico ad avere notato certe storture. Quando ho parlato di mancanza di feeling, avevo in mente proprio, ad esempio, lo svolazzare di Uno: un regista (per non dire direttore) che conosce a fondo PKNA non avrebbe mai approvato questo (né altri) particolare della sceneggiatura.
          « Ultima modifica: Domenica 10 Mag 2020, 20:55:38 da hendrik »
          ... non ferma a Verkuragon!

            Quando lessi Un nuovo eroe, ammetto che preferii astenermi dal commentarlo. Non solo perché non sono abituato a dare opinioni pubbliche su ciò che leggo, ma anche perché la quantità di punti che mi aveva deluso era tale da spingermi ad aspettare almeno il secondo volume per avere delle idee chiare. Con l'arrivo di Danger Dome, ho maturato un'opinione completa e, per questo motivo, la mia recensione sarà principalmente un raffronto tra i due volumi e tra il nuovo corso e le serie precedenti. Metto subito le mani avanti e avviso che non è mia intenzione attaccare/denigrare gli autori, quanto più fornire una critica il più costruttiva possibile. Amiamo tutti questo universo narrativo e ne vogliamo un gran bene.

            - i disegni di Alberto Lavoradori non mi dispiacevano, ma erano penalizzati da una colorazione che nel suo piattume non valorizzava l'estetica e rendeva la lettura davvero complessa. Qualcuno obietterà che ciò è un problema del disegnatore, visto che suo è il compito di rendere tutto chiaro, e avrebbe ragione. Con l'arrivo di Roberto Vian si cambia musica: i passaggi ci guadagnano in chiarezza, senza perdere la dinamicità dell'azione e gli scenari assumono tridimensionalità e personalità che richiamano la fantascienza fantasy franco-americana degli anni 80-90. I colori migliorano, ma non sono del tutto ragionati: basti vedere coma la sequenza di Lyla che calcia l'evroniano si perda nei colori che uniscono le due vignette, rendendola a primo impatto incomprensibile. Colpa del disegnatore? Stavolta no: credo che se un lettore se ne accorge nel corso della lettura, se ne possa accorgere anche un eventuale colorista.

            - il soggetto e la sceneggiatura, che non mi avevano affatto convinto nel primo volume, guadagnano nel secondo, andando ad esplorare la lore, ma anche fornendo più dettagli rispetto ad un n.1 che non diceva nulla di più di quello che metteva in scena. Resta, però, ciò che sicuramente fa soffrire un pker (che ha apprezzato anche una parte della tanto odiata Frittole, quindi non così ostinato come qualcuno può pensare), ovvero l'inconsistenza con le serie pregresse, come la sfera di Uno fluttuante (che è una delle cose più gravi e che ancora aspetta una spiegazione consona) o la personalità di Lyla che sembra più simile a quella di Frittole che di PKNA. I personaggi risultano appiattiti, semplificati, spogliati di ogni limite che li aveva resi credibili più di qualsiasi potere. L'altro problema è sicuramente il ritmo troppo frenetico, i cui passaggi risultano difficili da seguire, compensando (in negativo) la rinnovata chiarezza della narrazione grafica. Infine, ricordo veramente con amarezza la conclusione dello scontro con Ed nel primo volume, che fu emblema dell'altro grosso problema di questo PK New (New) Era. I dialoghi sono, infatti, forse il punto più debole del prodotto. Stereotipati, fatti di frasi fatte, tamarre e citazioni inutili, ridondanti e a tratti addirittura disturbanti per l'attenzione. Inutile dire che alcune "battute", come ad esempio quelle sulla sbobba sparata in giro dal cuoco, risultino davvero fuori luogo, soprattutto perché mettono in ombra una delle caratteristiche principali di Pikappa: l'ironia e l'umorismo inopportuno, ereditato da Spider-man. Nei concitati e mai tranquilli dialoghi (davvero, sono 44 pagine in cui non si respira, come leggere 44 righi senza punteggiatura), le battute di Pikappa si perdono tra quelle degli altri personaggi praticamente tutti uguali. Nota di biasimo per Hellenoire, che nonostante il piacevole seppur stereotipato rapporto con Lyla (veramente ben reso), perde drasticamente nella battuta "se sopravviviamo, non lo ammetterò mai!", veramente evitabile, al punto che ti chiedi se non si tratti di un dialogo originariamente scartato. Molto simpatica la ripresa del "grabbaga plutz", ma spero non venga ripreso Neopard (che adoro), visto che andremmo ad incrementare la ridondanza umoristica-sarcastica. Questo tipo di dialoghi rendono la lettura di scarsa credibilità, impediscono l'immersione ancor più dell'assenza di tecnobubbole; e se ai suoi tempi trattenevi il respiro in attesa della risposta di PK a Firefax su quel famoso aereo, oggi il respiro lo cacci, in uno sbuffo poco convinto al terzo "ineluttabile", che rende vana e priva di pathos la sequenza finale (che resta ben congeniata).

            - la lore è sicuramente il punto apparenemente più valido del prodotto. Roberto Gagnor riesce a stuzzicare l'interesse e la curiosità del lettore con poche vignette sparse all'inizio e alla fine, e veramente aspetto concitatamente di sapere chi sia Ur-Evron. Anche qui una piccola pecca: i Galaxy-Gate. Credo che la spiegazione alla base del loro funzionamento non tarderà ad arrivare, ma spero davvero che si rivelino una tecnobubbola coi fiocchi, piuttosto che un qualche MacGuffin di dubbio gusto.

            - i personaggi. Se sui mal resi Pk, Uno e Lyla mi sono già espresso, credo sia il momento di trattare anche i nuovi. Tuiroon inizia a mostrare le tipiche caratteristiche degli ufficiali di alto rango evroniani e ciò non può che giovare alla sua personalità. Anche Derrik assume una nuova dimensione caratteriale ed è ben riuscita. Hellenoire, per quanto stereotipata, rivela qualche simpatica sopresa nel duetto con Lyla. Gli altri risultano essere sgradevole fuffa e arrivi a chiederti perché sono ancora in scena.

            Sicuramente è percepibile la visione di Roberto Gagnor dietro questo progetto e il suo punto di vista su PK (serie), e credo che sia poco contestabile. PK ha saputo mettere in mostra svariate anime della propria esistenza, dall'umorismo faraciano di Motore/Azione all'azione thriller di Underground, fino a giungere all'epos apocalittico di Potere e Potenza. Ciò che vorrei capire, però, è se l'autore si rende conto che PK non è solo "viaggi nello spazio", come sembra essere stata millanta nel corso degli anni tra PK2 e PKNE, anzi: nel corso delle prima serie, sono solo 7 gli albi (su 56) a portare avanti l'esplorazione di altri pianeti o astronavi, relegando la funzione dell'"universo" a quella di inquietante origine delle minacce, dove un'avventura non risulta altro che in una vera e propria incursione in territorio nemico. Ed è questo il motivo per cui, fin dall'inizio, l'esplorazione spaziale è stata mostrata come qualcosa di difficoltoso o addirittura dannoso (basti pensare come Uno, dopo Ombre su Venere, fu messo in tanto e tale sforzo cognitivo da lasciare spazio libero a Due nel numero seguente). La Pi-Kar non è mai stato un mezzo spaziale e si è sempre dovuto ricorrere ad alternative complesse come l'astronave sulla cima della Ducklair Tower o quella di Corona in L'orizzonte degli eventi. Le dimensioni sono state un vacuo tabù per svariati episodi e raramente con buoni risultati. Qui, invece, PK sembra una biglia impazzita, impegnato a venire spostato, trascinato, correre da un posto/pianeta/astronave/dimensione all'altro. Ciò che posso solo auspicare per il futuro è che la storia possa smettere di spostarsi epiletticamente e si focalizzi sulla narrazione stessa. Dall'altro lato, l'autore lascia trasparire tutto il proprio amore per il genere supereroistico, mettendo in scena topoi diffusi in maniera anche simpatica. Ci sarebbe da discorrere riguardo quanto PK sia davvero stato supereroistico nel senso stretto, ma basta così: credo che Gagnor possa infondere la propria anima e allo stesso tempo essere rispettoso di quella di PK. Non vorrei, infatti, che passasse la solita idea del "pker talebano che non accetta le novità", anzi, ben vengano, così come i cambi di registro, ma sempre rispettosi di uno spirito che ha permeato un progetto per oltre vent'anni. Spero comunque che Gagnor possa avere modo di raccontarci per bene il suo discorso. Se non bene, almeno meglio di quello che abbiamo visto fin'ora.

            Voti: Un nuovo eroe 4, Danger Dome 6.

            *

            conker
            Diabolico Vendicatore
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              questo PK mi sembra somigliare a un blockbuster hollywoodiano action diretto da Michael Bay... frenetico, con scontri ed esplosioni, ma superficiale e a tratti confuso

              e sotto tanti aspetti mi ha ricordato anche i film DC di Zack Snyder, dove vedi tizi iconici in costume che non si comportano come ti aspetteresti... e allora pensi “quello è vestito da Superman, ma non è Superman... quell’altro ha l’aspetto di Batman, ma non è Batman” e via dicendo

              la lettura non è fluida e i personaggi non catturano, un po’ perché non del tutto riconoscibili con il loro modo di agire passato, un po’ perché persi in una narrazione frenetica

              la colorazione è un pelo migliore di PKUNE, ma sempre lontana anni luce da quello che può fare un bravo colorista

              visivamente, io adoro Lavoradori e mi è dispiaciuto tantissimo non ritrovarlo sul volume 2 come precedentemente annunciato, Vian fa comunque un lavoro apprezzabile, a tratti anche suggestivo
              "Si 50 millions de personnes disent une bêtise, c'est quand même une bêtise." - Anatole France

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              • Mezzanotte: l'ora di Paperinik!
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                Finalmente ieri mi è arrivato il volume e ho avuto modo di leggerlo.
                Dal punto di vista grafico, questo è decisamente molto più interessante del numero precedente, con degli ottimi disegni di Roberto Vian.
                Ma sulla storia, secondo me proprio non ci siamo... Quando ai tempi ho letto il primo volume non mi aveva intrigato molto, ma ero molto fiducioso in Gagnor, dato che probabilmente si stava ancora adattando al tipo di narrazione, dunque pensavo che dal secondo volume si sarebbe avvicinato a delle trame più Pikappiche (onestamente mi è piaciuto di più il primo). E invece, mi duole dirlo, ma non sono soddisfatto. In primis perché la trama non mi coinvolgeva per niente, e ogni volta - questo era un problema presente anche in "Un nuovo eroe" - mi sembrava di perdere dei pezzi, come se non mi erano entrati in testa. Concordo con chi ha detto che ci sono troppi nomi di troppi aggeggi e anche personaggi e la cosa mi ha confuso. E in generale tutta la trama era una confusione e non sono riuscito a seguirla con interesse. Inoltre secondo me non c'era alcun coordinamento tra Gagnor e Vian, in tanti punti della storia; faccio un esempio per far capire che cosa intendo: non ho capito quale sia stata l'azione di PK per recuperare i Galaxy-Gate a pag. 21 dato che è indicata soltanto da una scia bianca che rimbalza tra le 2 pareti della vignetta (non dà proprio l'idea di che tipo di mossa abbia fatto il Papero Mascherato!); in ogni caso questo non è un problema di Vian, che disegna splendidamente una storia se ha le indicazioni precise su che cosa vuole l'autore, ma è proprio questo che mancava: Gagnor non si sarà spiegato bene su che cosa voleva che fosse disegnato in quella vignetta. Ora, non vorrei che venisse frainteso il messaggio, io non voglio criticare l'autore, ma voglio esprimere semplicemente che cosa mi ha trasmesso la storia, così che le mie parole, come immagino quelle di altri utenti, possano essere prese al limite come consigli per scrivere qualcosa che piaccia di più ai lettori. Purtroppo in generale non mi ha trasmesso alcunché di positivo. La trama del prossimo numero, PK - Ur-Evron,  che dovrebbe avere a che fare con le origini evroniane (se ho capito bene), si prospetta interessante: è chiaro che però va fatta evolvere al meglio su carta, e non come abbiamo visto fino ad ora, dunque speriamo bene! Tra l'altro io sono un PKer da poco, cioè da quando è iniziata la PKNE che mi aveva intrigato talmente tanto da farmi recuperare PK - Il Mito e poter leggere anche la PKNA e la PK2, in modo da poter capire la Continuity. Le ho adorate queste serie, fino alla PKNE, ma adesso sarebbero queste nei Fuoriserie le nuove storie dell'ultima NUOVA ERA? Anche no magari! Ci sono inoltre fantastiche trame iniziate da Artibani (come il fatto che Everett stia ancora cercando di capire che fine abbia fatto Korinna dopo "L'orizzonte degli eventi") e da Sisti (come invece il fatto che Xadhoom, alla fine di "Cronaca di un Ritorno", non abbia ritrovato gli altri Xerbiani che sperava tanto di rivedere) che non è giusto che vengano lasciate così e vorrei che prima o poi venissero riprese! Ripeto: possiamo solo sperare in un miglioramento di qualità delle storie che potrebbe già avvenire nei prossimi numeri se Gagnor capisse che PK é le prime tre serie e non Frittole o un Paperinik che fa avventure strambissime. Credo che però se mai venissero riprese le trame lasciate in sospeso nella PKNE che ho citato prima, bisognerà comunque aspettare parecchi anni, magari a ciclo Gagnor concluso.

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                prezio
                Diabolico Vendicatore
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                • (credevo di essere un) Pker
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                  Denoto che la maggior parte dei commenti si orienta su alcuni appunti in particolare:

                  - passaggi confusi e troppo repentini;
                  - sviluppo della vicenda poco approfondito;
                  - personaggi stereotipati e/o non rispettosi del proprio background;
                  - battute fini a se stesse;
                  - limitata profondità narrativa;
                  - Uno che svolazza e altri comportamenti dei personaggi totalmente ingiustificati.
                  « Ultima modifica: Martedì 12 Mag 2020, 19:32:43 da prezio »
                  ...poche ragazze da quelle parti...

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                  hendrik
                  Dittatore di Saturno
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                  • W Carlo Barx!
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                    Bisognerà comunque aspettare parecchi anni, magari a ciclo Gagnor concluso.
                    Parecchi anni?!? Speriamo 'sta trama (trama?) chiuda col n.3, va'!
                    ... non ferma a Verkuragon!

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                      Buongiorno ragazzi, oggi ho pubblicato il video dedicato a questa storia: https://youtu.be/5MrPbLWbYXM  ;)

                      Un punto di vista particolare il mio, che ha voluto propositamente evidenziare quanto sia distante questo nuovo ciclo di storie dal mondo di Pikappa con cui sono cresciuto  :(
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                        Buongiorno ragazzi, oggi ho pubblicato il video dedicato a questa storia: https://youtu.be/5MrPbLWbYXM  ;)
                        Un punto di vista particolare il mio, che ha voluto propositamente evidenziare quanto sia distante questo nuovo ciclo di storie dal mondo di Pikappa con cui sono cresciuto  :(
                        L'ho visto: interessantissima recensione!

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                          Fisbio ha organizzato una live con i due autori domenica alle 18. Visto i commenti sul volume, prevedo una diretta di fuoco.



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                          prezio
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                            Sarà interessante sapere se si continuerà su questa linea nei prossimi episodi o se si cambierà, perchè, come dice Fisbio, da ciò dipenderà se in tanti o meno acquisteranno il prossimo volume.
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                               :info: LIVE

                              Come già anticipato nel video la prossima LIVE del The Fisbio Show avrà come ospiti Roberto Gagnor e Roberto Vian, rispettivamente autore e disegnatore dell'ultima nuova storia "Pikappa Danger Dome".

                              Un'occasione ghiotta per fare il punto della situazione sul nuovo ciclo di Pk all'interno della testata Topolino Fuoriserie, con la solita parte della chiacchierata dedicata all'interazione in diretta con i lettori che potranno porre domande e curiosità ai due ospiti  :D

                              Link: https://youtu.be/mGFDpQRXzTk

                              "Anche io una volta ero curioso..."

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                                Buongiorno ragazzi, oggi ho pubblicato il video dedicato a questa storia: https://youtu.be/5MrPbLWbYXM  ;)

                                Un punto di vista particolare il mio, che ha voluto propositamente evidenziare quanto sia distante questo nuovo ciclo di storie dal mondo di Pikappa con cui sono cresciuto  :(

                                Vista, molto condivisibile! Mi permetto solo di aggiungere una cosa: giusto farsi le domande che ti sei posto verso la fine del video, ma la risposta penso che ormai sia chiara. Il tema non è tanto "sono nostalgico, sono intransigente, magari ai nuovi piace, semplicemente non è rivolto a me". Ha difetti evidenti sia per vecchi che per nuovi lettori.

                                Ci tengo a precisarlo perché non vorrei che ci fosse un equivoco di fondo: non è questione di "nuovo contro il vecchio" e neanche di "il Pker è un lettore più esigente della media, è un talebano". I Pker si sono fatti andar bene un sacco di cose chiudendo entrambi gli occhi in nome della qualità. Ma soprattutto i Pker non sono diversi da qualunque fruitore di un'opera di finzione. Spesso "pretenderebbero" solo una storia fatta bene.

                                E questa invece è confusionaria e malfatta: Flash X non è un pker storico, è "salito a bordo" col PKNE, e comunque ha saputo distinguere la qualità. E vale anche per lettori ancora più a digiuno: i difetti della storia resterebbero tali anche se i personaggi non fossero PK, Uno e Lyla. Quindi, concludendo, credo che questo non solo non sia "il mio PK" ma dubito anche fortemente sia "il LORO PK"  :P
                                O comunque, il PK di chiunque voglia storie fatte bene... :)

                                Bella recensione della TdS:

                                http://www.ilsollazzo.com/articoli/approfondimenti/pk-la-run-di-roberto-gagnor/

                                Sono sempre molto sintetico, purtroppo o per fortuna, ma mi consola il sapere che non sono l'unico ad avere notato certe storture. Quando ho parlato di mancanza di feeling, avevo in mente proprio, ad esempio, lo svolazzare di Uno: un regista (per non dire direttore) che conosce a fondo PKNA non avrebbe mai approvato questo (né altri) particolare della sceneggiatura.

                                Davvero un'ottima recensione quella del link: va dritta al punto con estrema chiarezza.

                                 

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