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Topolino 2982

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Dippy Dawg
Visir di Papatoa

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    Re: Topolino 2982
    Risposta #60: Giovedì 24 Gen 2013, 23:03:30
    La storia di Pippo reporter è bella, senza dubbio (su tutto, la pagina muta con Clarabella! E' da Oscar del fumetto!); però... c'è un però che mi ha rovinato la lettura: il robottone di pietra! Non mi è piaciuto proprio, mi è sembrato francamente una cosa stupida!
    Peccato... :(
    Io son nomato Pippo e son poeta
    Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
    Verso un'oscura e dolorosa meta

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    PepitaPiperita
    Pifferosauro Uranifago

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      Re: Topolino 2982
      Risposta #61: Giovedì 24 Gen 2013, 23:29:48
      Quando ho letto Radice-Turconi ho esclamato WOW!!! Una storia fantastica di sicuro! Ma quando l'ho letta l'ho trovata noiosella, con una trama non intensa e un po' debole in certi punti, ad esempio il riconoscere a Clarabella il ruolo importante di chi è in simbiosi con la fenice solo perchè somiglia ad un personaggio che lo era stato.. e di cui si viene a sapere ben poco nel corso della storia. Forse è colpa mia che l'ho letta la sera a letto e me ne scuso, ma l'ho trovata davvero lunga e senza una buona struttura..
      Anche il mostro di pietra guidato dallo scagnozzo di Pietro l'ho trovato poco attinente... spunta fuori dal nulla, fa il suo ingresso in scena e poi? cade subito..
      I disegni invece li ho trovati splendidi, colori stupendi che richiamano la copertina. Peccato, mi aspettavo una storia stile Zio Paperone e l'isola senza prezzo.. sarà per la prossima  :)

      Le dodici fatiche mi appassionano molto, non vedo l'ora di leggere la prossima. Sono divertenti nei loro particolari.
      « Ultima modifica: Giovedì 24 Gen 2013, 23:32:29 da mery234 »

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      Bramo
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        Re: Topolino 2982
        Risposta #62: Sabato 26 Gen 2013, 16:04:04
        Il trend positivo percorso dal settimanale nel corso del 2012 ha fondato i presupposti perché la cosa continui anche in questo nuovo anno.
        Prendi questo numero per esempio: sarà già il quinto o sesto di fila, tra quelli che ho comprato, che alla fine non risulta interessante solo per la storia che mi ha spinto all'acquisto ma contiene anche altre storie piacevoli e ben fatte.
        Zio Paperone e la Verde Stagione dei Nipotone (Pesce/Leoni) si rivela una poetica e inusuale riflessione sul sempre complesso rapporto tra Paperone e Paperino e sul carattere del vecchio papero. Ok, non raggiungiamo i livelli di Barks, Scarpa, Don Rosa o di certi Artibani e Faraci, ma Secchi sforna una delle sue cose migliori tra quelle che ho letto. La storia non è priva di pecche (tutt'ora non sono molto convinto delle modalità del ringiovanimento di Paperone...) ma è costruita bene e i disegni di un Lucio Leoni che non ha affatto perso la smalto completano un ottimo quadro.
        Ma poi anche Zio Paperone e la Grande Caccia dei Trofei (Panaro/Soldati) si difende bene: la costruzione dall'impianto fortemente classica, che riconduce immediatamente il lettore esperto allo stile di Carlo Panaro, qui è perfettamente integrata nel tenore della storia, un progetto decisamente "vintage", di quando le storie a puntate e a "livelli da videogame" dedicate a iniziative de genere erano più frequenti. Una buona prova, un po' meno per i disegni di un Giampaolo Soldati che spesso non mi convince nel suo Paperone. Soldati che poi si riscatta subito nei disegni della muta Paperi Senza Parole - La Torta (Bosco/Soldati), purtroppo non supportata du una sceneggiatura altrettanto valida.
        Meglio la tanto vituperata Le 12 fatiche (e 1/2) di Pippercole (Michelini/Ferraris), che in quest'episodio tratta del Cervo Volante di Paperoneo. La storia non è niente di che, intendiamoci, ma l'ho trovata interessante e scorrevole, mi ha intrattenuto come immagino l'autore si prefiggesse. E' comunque da notare che il principale motivo di attrazione verso questo prodotto sono i disegni di Andrea Ferraris, che sembrano la fusione tra il Ferraris di 10 anni fa e di quello attuale. Se infatti i suoi Topolino e Pippo non sembrano molto dissimili da quelli che realizzava anni fa, il suo tratto sui Paperi come è noto è da qualche anno influenzato dallo stile Egmont, casa editrice per cui ha lavorato. E' un contrasto strano ma, ammetto, piacevole quello delle vignette con Paperone barksiano e Pippo ferrarisiano ;)

        Ad ogni modo, inutile dire che la storia del numero è Pippo Reporter - La Piuma d'Oro (Radice/Turconi). L'avventura dei coniugi si becca la copertina (ottimamente disegnata da Stefano, che fa un lavoro come sempre eccellente per tutte le 40 tavole della storia :D  ), il primo posto nel numero ed è pure in 2 tempi! :)
        Il tutto per dare modo a Teresa di raccontare una storia più articolata del solito, dove i protagonisti della serie escono dai confini cittadini per vivere un'avventura archeologica, che richiama Indiana Jones e in genere quell'atmosfera da cercatori di tesori mitologici, con tanto di foresta, leggende e templi misteriosi. Il risultato è una storia sicuramente suggestiva per l'ambientazione esotica, scritta con la solita sapienza e che trova il suo cuore negli affari... di cuore di Horace e Claire. La relazione tra il sindaco e la chiromante raggiunge un nuovo step di maturazione infatti, proseguendo la sottotrama in modo incisivo. La tavola muta con Claire protagonista, il rapporto tra quello che stanno vivendo lei e Horace e la "leggenda" di Re Sal L'Omone (lol) e le due magnifiche tavole finali sono i punti forti di questa avventura, in cui la quest di ricerca sembra quasi fare da contorno: anzi, oserei dire che l'escursione fuori porta dei protagonisti non funziona come dovrebbe, segno che l'ambientazione cittadina meglio si confà agli anni '30 raccontati con gli occhi di un dinoccolato reporter :)
        « Ultima modifica: Sabato 26 Gen 2013, 16:04:58 da Everett_Ducklair »

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          Re: Topolino 2982
          Risposta #63: Mercoledì 30 Gen 2013, 21:17:38
          Pippo reporter la piuma d'oro(Radice/Turconi): Quando si dice Radice/Turconi si prospetta sempre il capolavoro e se questa storia in due parti della sempre lodata serie di Pippo Reporter non lo è, è certamente un'ottima storia che va ad indagare il lato avventuroso degli anni ruggenti, mettendo assieme a ciò le leggende di re Salomone (anzi Sal L'Omone) e la regina di Saba. Affascinante come ogni volta nelle ambientazioni e nella caratterizzazione dei personaggi. I disegni, poi, immergono al massimo nelle suggestioni della lettura, con una foresta fantastica e tanti gioielli grafici disseminati fra le pagine.

          Zio Paperone e la grande caccia ai trofei, primo episodio:inizia l'avventura(Panaro/Soldati): La nuova saga firmata Panaro sui trofei sportivi Disney si prospetta interessante. La prima puntata getta nella situazione egregiamente, intrigando per il futuro. Soldati da un'ottima prova della sua bravura.

          Paperi senza parole, la torta(Bosco/Soldati): Questa breve di Bosco mi ha invece lasciato interdetto. Condivido il dubbio di molti sul significato stesso del finale. Soldato mi era piaciuto di più nella storia precedente.

          Paperone e la verde stagione del nipotone(Pesce/Leoni): Altro tesoro del numero. Pesce imbastisce una trama che tiene incollati alla pagina, senza annoiare per nulla, ma intrigando e mostrando che Paperone è sempre il migliore, in qualunque situazione. Gradevoli le citazioni da Barks e Scarpa. Disegni ottimi di Leoni.

          There's no point being grown-up if you can't be childish sometimes.

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            Re: Topolino 2982
            Risposta #64: Lunedì 25 Mar 2013, 15:02:58
            Con ritardo assurdo riprendo a recensire i numeri del Topo da dove mi era fermato tempo fa, sperando prima o poi di "rimettermi a paro".

            Numero ottimo questo, esaltato da ben due storie-gioiello di cui una inaspettata (quella di Pesce/Leoni). Il primo numero veramente degno di nota del nuovo anno.

            Pippo reporter - La piuma d'oro: quando una serie che avanti ormai da quattro anni riesce ancora ad evolversi e rinnovarsi, trovando continuamente nuovi spunti inediti e fecondi e riuscendo ancora a stupire ed appassionare senza finora aver mai sbagliato un colpo, ci troviamo davanti ad una serie-capolavoro e soprattutto a un duo di autori, Radice & Turconi, che ormai sono una vera e propria garanzia di qualità. La versione anni '20 dei nostri amici viene calata in un contesto nuovo e intrigante: un'avventura archeologica in Africa, condita di antiche leggende, magia, poesia e una bella sottotrama romantica che ben si sposa con la trama principale senza mai ricadere nel lezioso o nello sdolcinato (rischio sempre presente). La parte avventurosa-archeologica è avvincente, ma, grazie alla comparsa della Fenice, sul finale cede il posto a quella spruzzata di poesia che, se ben inserita (e la Radice lo sa fare), è sempre in grado di emozionare il lettore. Il comparto grafico è, come sempre, perfetto: i disegni di Turconi, slanciati ed eleganti, sono dotati di una dinamicità e di un'espressività veramente incredibili, sembrano veramente muoversi tra le pagine, come dotati di vita propria, e la splendida colorazione conferisce loro una bella tridimensionalità. Tutti i personaggi sono caratterizzati divinamente, e adoro la tendenza del disegnatore ad antropomorfizzare animali poco consueti (in questo caso i due esploratori tigre) al posto dei soliti cani col naso a tartufo. Veramente suggestiva la resa delle ambientazioni. Insomma un altro gioiello da aggiungere ad una serie-capolavoro che, a quanto pare, ha ancora molto da dire. Complimenti davvero.

            Zio Paperone e la grande caccia ai trofei - Primo episodio: Inizia l'avventura: inizia una nuova saga a puntate, di stampo promozionale in quanto accompagnerà le gare del Trofeo Topolino. Difficile giudicare questo primo episodio in quanto questo risulta essere poco più che una mera introduzione, in cui si cerca più o meno forzatamente un espediente per proiettare i Paperi in una serie di avventure a tema sportivo. L'introduzione è interessante, ma se vogliamo pecca un po' di ingenuità, con tutto lo "spiegone" iniziale in cui Paperone assegna i ruoli ai vari Paperi che fa molto "videogame", poco credibile. Curioso il ripescaggio di Pepper, nipotino di Ciccio che non conoscevo affatto (e che a pelle mi sembra abbastanza inutile... ma poi vedremo). Qua e là c'è molto di già visto (a partire dall'alleanza Bassotti/Amelia), ma le potenzialità per diventare una buona serie ci sono (confido in Panaro): giudizio sospeso. Molto dinamici ed espressivi i disegni di Soldati, ma a mio parere un po' troppo approssimativi: fossero più curati sarebbero veramente ottimi.

            Le dodici fatiche (e 1/2) di Pippercole - Terza fatica: il cervo volante di Paperoneo: la sensazione che mi dà Michelini in questa scialba serie è quella del "vorrei ma non posso"... l'autore cerca di parodizzare situazioni mitologiche e imbastire trame fantastiche e surreali, ma poi gli manca l'ispirazione per svilupparle lasciando tutto allo "stato grezzo". In questa terza puntata sembra che Michelini abbia voluto costruire una trama più articolata, con l'inserimento di Paperoneo e della storia del drago d'oro, ma la storia, quasi totalmente priva di mordente e gag, non riesce proprio a decollare. Poteva venire decisamente meglio, peccato. Il Paperone barksian-egmontiano di Ferraris contrasta un po' con lo stile più personale adottato per il resto dei disegni, creando un effetto curioso.

            Paperi senza parole - La torta: anche stavolta Marco Bosco dimostra che con le mute non ci sa proprio fare. Non se sia colpa sua o di Soldati (i cui disegni potrebbero essere un tantino più curati), ma per quanto mi sforzi non riesco a capire la gag. E ho detto tutto.

            Paperone e la verde stagione del nipotone: e questa è stata una piacevolissima sorpresa. Non me lo aspettavo ma mi sono trovato davanti a una storia eccellente che, tra citazioni barksiane e scarpiane varie, ci restituisce un Paperone dotato di una personalità e di un carisma che ormai latitavano da parecchio. Il Paperone che, ritrovatosi giovane e povero per via di un incantesimo di Amelia, non cerca di tornare alla normalità come ci si aspetterebbe ma bensì di ri-accumulare da zero la sua immensa fortuna, è veramente il personaggio “più duro dei duro e più furbo dei furbi” ritratto da Barks (si veda ad esempio Zio Paperone e la disfida dei dollari) e da Don Rosa nella sua Saga. Riccardo Pesce dimostra di aver compreso alla perfezione la psicologia del personaggio, che oltre alla determinazione e al carisma non si fa mancare una punta di malinconia che ricorda molto il Paperone profondo e introspettivo di Don Rosa, inserito però in un contesto più “leggero” e “topoliniano” rispetto a quello più epico e serioso della Saga. La trama in sé è ben costruita, per quanto forse leggermente “compressa” in un numero di pagine troppo esiguo, e si completa con una serie di gustose citazioni ai classici barksiani (Zio Paperone e la disfida dei dollari per lo spirito generale e la terza vignetta di pag. 127, Zio Paperone e la Banda Bassotti per il deposito sferico, Paperino e la fabbrica del vento per la villa di pag. 142 e altre ancora) e alla scarpiana Paperino e le lenticchie di Babilonia. Un plauso a Pesce, che mi ha piacevolmente stupito, che continui così. Bene anche i disegni di Leoni, molto dinamici e dagli echi barksiani, solo che in passato me li ricordavo più curati, ultimamente li trovo un po’ tirati via (ma pur sempre ottimi).
            « Ultima modifica: Lunedì 25 Mar 2013, 15:03:25 da Testaquadramento »

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