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Le storie di Topolino sul Topolino

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Cornelius Coot
Imperatore della Calidornia

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    Re:Le storie di Topolino sul Topolino
    Risposta #60: Venerdì 1 Feb 2019, 23:10:44
    A Topolinia non abbiamo uno Zio Paperone Archimede, un Gastone, una Nonna Papera e un Ciccio, un Paperoga. E nemmeno Tip e Tap sono all'altezza di Qui, Quo, Qua. Logico, quindi, che sia molto meno immediato realizzare storie topolinesi
    Eppure a Topolinia si sono sviluppati diversi filoni di storie (costanti o saltuari), restando solo nella realtà quotidiana e tralasciando parodie/fantasy/realtà alternative:

      1)  intrecci di quotidianità amicale e romantica  (Topolino-Pippo-Pluto-Gancio-Bruto-Minni-Clarabella-Orazio)
      2)  quotidianità parentale  (Tip-Tap, zia Topolinda, zio Jeremy, Gilberto)
      3)  rapporti conflittuali  (Topesio, Vito Doppioscherzo)
      4)  poliziesco  (Topolino-Basettoni e Manetta-Sassi)
      5)  noir e criminale  (Macchia Nera, Gamba-Sgrinfia, Trudy, Plottigat, Orango, Spia Poeta, Tubi)
      6)  avventuroso  (Indiana Pipps, Eurasia Tost, Atomino-Enigm)
      7)  Macchina del Tempo  (Zapotec-Marlin)
    08)  spaziale  (Eta Beta-Flip)
      9)  stregonesco  (Nocciola-Pippo)
    10)  super eroistico  (Super Pippo)

    Senza contare una serie di personaggi che potrebbero essere ripresi perché molto caratterizzati e, dunque, fautori di nuovi intriganti plot:  Eli Squinch, Setter, Musone, Silvestro Lupo, Zenobia, zia Nena...
    Varrebbe davvero la pena di approfondire, rivalutare, riproporre tutto il ricco ventaglio di tematiche topoliniane, per la stessa salute del libretto che, altrimenti, gira e rigira intorno alle solite situazioni (e questo anche a Paperopoli)
    « Ultima modifica: Sabato 2 Feb 2019, 12:52:06 da Cornelius Coot »

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    Max
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      Re:Le storie di Topolino sul Topolino
      Risposta #61: Sabato 2 Feb 2019, 12:03:36
      A Topolinia non abbiamo uno Zio Paperone Archimede, un Gastone, una Nonna Papera e un Ciccio, un Paperoga. E nemmeno Tip e Tap sono all'altezza di Qui, Quo, Qua. Logico, quindi, che sia molto meno immediato realizzare storie topolinesi
      Eppure a Topolinia si sono sviluppati diversi filoni di storie (costanti o saltuari), restando solo nella realtà quotidiana e tralasciando parodie/fantasy/realtà alternative:

        1)  intrecci di quotidianità amicale e romantica  (Topolino-Pippo-Pluto-Gancio-Bruto-Minni-Clarabella-Orazio)
        2)  quotidianità parentale  (Tip-Tap, zia Topolinda, zio Jeremy, Gilberto)
        3)  rapporti conflittuali  (Topesio, Vito Doppioscherzo)
        4)  poliziesco  (Topolino-Basettoni e Manetta-Sassi)
        5)  noir e criminale  (Macchia Nera, Gamba-Sgrinfia, Trudy, Plottigat, Orango, Spia Poeta)
        6)  avventuroso  (Indiana Pipps, Eurasia Tost, Atomino-Enigm)
        7)  Macchina del Tempo  (Zapotec-Marlin)
      08)  spaziale  (Eta Beta-Flip)
        9)  stregonesco  (Nocciola-Pippo)
      10)  super eroistico  (Super Pippo)

      Senza contare una serie di personaggi che potrebbero essere ripresi perché molto caratterizzati e, dunque, fautori di nuovi intriganti plot:  Eli Squinch, Setter, Musone, Silvestro Lupo, Zenobia, zia Nena...
      Varrebbe davvero la pena di approfondire, rivalutare, riproporre tutto il ricco ventaglio di tematiche topoliniane, per la stessa salute del libretto che, altrimenti, gira e rigira intorno alle solite situazioni (e questo anche a Paperopoli)
      Certamente. Ma resta la maggiore complessità nel farlo, rispetto alle storie papere, e la predilezione per queste della maggioranza degli autori.
      « Ultima modifica: Sabato 2 Feb 2019, 12:12:19 da Max »

        Re:Le storie di Topolino sul Topolino
        Risposta #62: Sabato 2 Feb 2019, 14:26:37
        Riflettendo un po' sulle parole di Max, penso che il problema di fondo stia nel costante ricominciamento di tutte le storie, ovverosia nel fatto che quasi tutte siano concepite per iniziare e terminare in quel preciso numero di tavole senza soluzione di continuità: raramente ho visto autori che mediante le proprie sceneggiature costruissero un vero e proprio percorso, infatti rimandi e ritorni spesso avvengono senza che gli eventi precedenti li abbiano preparati, e tutti i cicli non sono altro che una continuazione slegata da tutto il resto.

        Detto questo, il mondo di Topolinia ha un'eccellente varietà di situazioni e personaggi il cui potenziale è spesso compromesso dal numero di tavole, e non è un caso che le storie di Casty, o anche i vari polizieschi, siano divisi o in episodi o in due tempi. Coi paperi il problema si pone in misura minore poiché anche con pilastri come Paperone o Paperino si può giocare esclusivamente sulle gag e costruire una storia leggera che non risulti compressa in quel numero di tavole, cosa che non si può fare, invece, con Topolino od Orazio, a meno di ridurli a macchiette. Pur apprezzando maggiormente il mondo di Paperopoli per la duttilità dei suoi personaggi, penso che Topolinia non sia da meno, solo che i soliti comprimari, o ancora le comparse occasionali, non siano sfruttati nel loro pieno potenziale: non è un caso che gli autori abbiano maggior dimestichezza coi paperi, il loro campionario di possibilità è subito più grande di quello dei topi, mentre per questi è necessario un lavoro più profondo e meno scontato: pensate solo a cosa voglia dire trovare una situazione in cui Paperino si cacci nei guai e poi provare a fare lo stesso con Topolino, per quest'ultimo non è immediato.

        Rimanere nell'ottica di cominciare e concludere la storia equivale a cristallizzare troppo i personaggi nei loro tratti caratteristici che devono sempre essere noti a coloro che leggono - ad esempio, Gastone deve sempre ricordarci di essere baciato dalla Dea Bendata, Paperino deve sempre gridare a Paperoga di essere una catastrofe ambulante per farlo presente anche al lettore, e così via - di conseguenza non si ha mai la possibilità di delineare una rete di trame che si incastri senza distanziarsi dalla vicenda principale: per fare un esempio, si potrebbe prendere una tipica caccia al tesoro con Paperone e Paperino e dedicare un paio di vignette a Battista, che, dopo essersi congedato col suo principale, riceve una misteriosa telefonata che lo allerta, sicché potrebbero esserci i seguenti sviluppi:
        1) Paperone e Paperino ritornano al Deposito per festeggiare il ritrovamento e non trovano più Battista, e quindi la storia si conclude aprendo fin da subito quella successiva.
        2) Paperone e Paperino fanno ritorno, Battista dà segni di un comportamento anomalo ma i due non ci fanno caso, festeggiano mettendo la parola fine alla storia e rimandando la questione a quella successiva o ad altre.
        3) Porre la parole fine alla caccia al tesoro e dedicare la storia successiva alla trama di Battista, con Paperone che si accorge che da diversi giorni il suo maggiordomo si comporta in modo strano, a mio avviso la più efficace fra le tre poiché apre livelli di profondità differenti tra chi ha letto la storia precedente e tra chi, invece, non se ne è approcciato minimamente.

        Uno schema ad incastro come questo sarebbe davvero vantaggioso per le storie coi topi poiché ridarebbe linfa ad antagonisti e comprimari in modo dinamico: ce le vedrei molto bene alcune vicende quotidiane che avvengono mentre Macchia Nera trama qualcosa e la polizia compie delle indagini senza molti risultati, come sarebbe interessante un Topolino preso dal caso che intanto si concede di fare altro con Pippo, Minni od Orazio. L'idea non è quella di intasare la storia principale, bensì di accompagnarla con almeno un paio di tavole dedicate a qualcosa che si risolverà in seguito, liberando di conseguenza i vari personaggi da ruoli un po' più statici e dettati da necessità di trama. Senza tenere conto che i lettori più saltuari potrebbero anche trovare una punta di maggiore interesse nel comprare più numeri in successione per un motivo diverso dalla storia a puntate del Castellan o dalla parodia/rilettura in chiave Disney firmata dai coniugi Radice/Turconi.

        Mi rendo conto, tuttavia, che una costruzione di tale natura, oltre ad essere impegnativa per i singoli autori, risulterebbe anche ostica per il lettore, costretto a destreggiarsi con più percorsi lasciati in sospeso, di conseguenza si dovrebbe puntare su una sapiente organizzazione del settimanale: una o due storie con tale schema - che non deve necessariamente essere perpetuato all'infinito, volendo si potrebbe puntare su un certo numero di storie senza per forza distribuirlo numero dopo numero - e tutto il resto come al solito, in fondo gli autori ci mettono la firma e quindi chi acquista in base a questo criterio se ne avvede tranquillamente. Penso che in tal modo si potrebbe liberare un po' gli autori dal vincolo di fare una buona storia su Topolinia senza comprimere tutto in un numero infimo di tavole, potendo quindi dare finalmente il giusto risalto a personaggi come Gambadilegno, Orazio o Clarabella, o ancora dando occasione a comprimari come Enigm, Atomino Bip-Bip, Zenobia o Eurasia Tost, di brillare senza per forza fare comparse saltuarie.
        « Ultima modifica: Sabato 2 Feb 2019, 16:06:10 da Andy98 »

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        Maximilian
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          Re:Le storie di Topolino sul Topolino
          Risposta #63: Sabato 2 Feb 2019, 17:21:06
          L'universo topolinese è molto più ristretto di quello di Paperopoli, e già solo questo limita di molto l'approccio ad una sceneggiatura rispetto ai personaggi del mondo dei paperi che consentono anche storie con protagonisti i personaggi secondari. A Topolinia non abbiamo uno Zio Paperone Archimede, un Gastone, una Nonna Papera e un Ciccio, un Paperoga

          Non è assolutamente vero.
          La verità è che quelli di Paperopoli sono più famosi, ma quantità delle apparizioni non equivale a maggior caratterizzazione. Sinceramente trovo che personaggi come Archimede, Filo Sganga e Nonna Papera (su Ciccio nemmeno rispondono) scarseggino parecchio in quanto a personalità.
          Personaggi come Minni, Indiana, Enigm, Musone, Orazio, Gancio e Basettoni (evito di citare i cattivi, in quanto le storie non si incentrano usualmente sugli antagonisti) ai miei occhi sono più grandi di quasi tutti gli abitanti dell'altra città.
          Per non parlare di uno stuolo di personaggi minori poco conosciuti ma più interessanti dei comprimari paperopolesi: Pacuvio, Topesio, Pop, Eli Squinch, Marisa, Sgozza, Uma, Top De Tops, I. Q., Nena...
          (Basta rifletterci un attimo e me ne vengono in mente di continuo)

          La loro non celebrità non implica per forza che siano personaggi con scarsa caratterizzazione.

          Coi paperi il problema si pone in misura minore poiché anche con pilastri come Paperone o Paperino si può giocare esclusivamente sulle gag e costruire una storia leggera che non risulti compressa in quel numero di tavole, cosa che non si può fare, invece, con Topolino od Orazio, a meno di ridurli a macchiette.

          Qui trovi quelle che dovrebbero essere tutte le strisce autoconclusive, composte da tre o quattro vignette, con i personaggi topolinesi (in fondo si può cliccare su Next 200). Quante saranno, qualche migliaia?

            Re:Le storie di Topolino sul Topolino
            Risposta #64: Sabato 2 Feb 2019, 17:53:01
            Coi paperi il problema si pone in misura minore poiché anche con pilastri come Paperone o Paperino si può giocare esclusivamente sulle gag e costruire una storia leggera che non risulti compressa in quel numero di tavole, cosa che non si può fare, invece, con Topolino od Orazio, a meno di ridurli a macchiette.

            Qui trovi quelle che dovrebbero essere tutte le strisce autoconclusive, composte da tre o quattro vignette, con i personaggi topolinesi (in fondo si può cliccare su Next 200). Quante saranno, qualche migliaia?

            Forse avrei dovuto specificare che mi riferivo agli ultimi anni...

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            Maximilian
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              Risposta #65: Sabato 2 Feb 2019, 19:02:47
              Forse avrei dovuto specificare che mi riferivo agli ultimi anni...
              E allora? I personaggi sempre quelli sono. Potresti ribattere che in tutti questi decenni sono cambiati... ma non sarebbe vero.

                Re:Le storie di Topolino sul Topolino
                Risposta #66: Sabato 2 Feb 2019, 19:14:29
                E allora? I personaggi sempre quelli sono. Potresti ribattere che in tutti questi decenni sono cambiati... ma non sarebbe vero.

                Ma lo sono autori e modo di intendere i personaggi...
                « Ultima modifica: Sabato 2 Feb 2019, 19:21:07 da Andy98 »

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                  Re:Le storie di Topolino sul Topolino
                  Risposta #67: Domenica 3 Feb 2019, 14:29:50
                  E allora? I personaggi sempre quelli sono. Potresti ribattere che in tutti questi decenni sono cambiati... ma non sarebbe vero.
                  Ma lo sono autori e modo di intendere i personaggi...
                  Quindi anche tu ammetti che se gli autori di una volta lo facevano e quelli odierni no il problema non sta nelle potenzialità dei personaggi

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                  doppio segreto
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                    Re:Le storie di Topolino sul Topolino
                    Risposta #68: Domenica 3 Feb 2019, 17:50:45
                    La questione della cronica carenza di storie di Topolino sul suo settimanale è sicuramente importante, ma anche molto semplice da spiegare. Mi sembra decisamente balzano considerarla una politica voluta, magari legata al maggiore favore dei lettori per i paperi (tutto da dimostrare, peraltro). Qualcuno ha anche parlato di storie "ordinate" dai direttori, come se si potesse sceglierle da un menu. Non è così, chiaramente. Il direttore del passato (per antonomasia, Gentilini) aveva il materiale USA a disposizione e lo utilizzava in modo equilibrato, salvo poi far produrre, in aggiunta, storie italiane, più vicine alla nostra cultura. Ma non è che ci fossero imposizioni. Anche oggi, normalmente sono gli autori a proporre le loro storie, e l'universo relativo, oggi come allora, è paperopolese o topolinese a seconda delle preferenze e dell'agio che ha il singolo autore a "muoversi" in quel dato universo. È immediatamente comprensibile - e testimoniato da più di un autore - che è abbastanza più semplice creare nuove storie ambientate a Paperopopi piuttosto che a Topolinia, stante la maggiore duttilità e varietà dei personaggi. L'universo topolinese è molto più ristretto di quello di Paperopoli, e già solo questo limita di molto l'approccio ad una sceneggiatura rispetto ai personaggi del mondo dei paperi che consentono anche storie con protagonisti i personaggi secondari. A Topolinia non abbiamo uno Zio Paperone Archimede, un Gastone, una Nonna Papera e un Ciccio, un Paperoga. E nemmeno Tip e Tap sono all'altezza di Qui, Quo, Qua. Logico, quindi, che sia molto meno immediato realizzare storie topolinesi sebbene, ovviamente, c'è chi come Casty che utilizza solo Topolinia. Ma è un caso fortuito. Ai tempi, ci furono Scarpa ed altri. Magari fra poco potrebbero arrivare altri ottimi autori innamorati del mondo di Topolinia, oppure no. Ma c'è ben poco da stupirsi, per le ragioni sopra dette, della carenza di storie topolinesi. Spiace anche a me, e ci mancherebbe altro, ma non ne faccio certo una colpa alla direzione come fosse una precisa scelta politica.
                    Max, non voler riconoscere che, indubbiamente, Paperino sia molto di più nei cuori dei lettori di Topolino è un po' - mi si perdono il paragone stratosferico - come non voler riconoscere che il problema del surriscaldamento terrestre è una realtà.
                    Tu nomini, giustamente, Gentilini, come direttore per antonomasia del passato e, anche lui, equilibrio o non equilibrio, dovette prendere atto fin da subito di quella che era una realtà già incontrovertibile fin dal tempo che fu, quando in stampa andò il numero 70 di Topolino dove, per la prima volta, il personaggio a cui è intestata la testata - scusa il gioco di parole - non aveva alcuna storia con lui. Non solo: seguì poi il numero 71 dove Topolino trovava spazio solo per due tavole domenicali.
                     
                    Quello sarebbe stato solo l'inizio, protratto fino ai giorni nostri, di numerosi Topolino senza Topolino.


                    E' del tutto evidente che la scelta fu dettata non certo, per carenze di storie su Topolino provenienti dalla casa madre, ma per una chiara preferenza che già a quei tempi, decretò Paperino come vero re del giornalino.
                    Questa preferenza era per me già molto lampante, quando a metà degli anni 60, non potei non notare la grossa discrepanza che c'era fra il numero delle storie dedicate a Paperino e quelle dedicate a Topolino e, il notevole numero di giornalini dove Mickey non appariva nemmeno.
                    I confronti allora, ovviamente, non venivano fatti su internet, ma con i compagni di scuola, gli amici del cortile o della via e, sempre allora, Topolino, più o meno direttamente o indirettamente, era letto e sfogliato da tutti i ragazzi. Ebbene, la preferenza nei lettori non lasciava già dubbi: Paperin viva Paperin.


                    Nel 2009 - lo riscrivo per l'ennesima volta chiedo venia, ma è molto importante ricordarlo - in un'intervista al Papersera - non il giornale di Paperone ma a questo sito - la De Poli affermò che era inconcepibile fare dei Topolino senza Topolino e che lei si sarebbe impegnata a far sì che questo non accadesse più. Purtroppo la cosa non è avvenuta e ancora oggi, salvo smentite più che benvenute da parte della nuova direzione, la situazione è purtroppo invece immutata.


                    Ora, forse - o sicuramente - fare storie su Topolino non è così semplice come farle con Paperino e i paperi - e questo aumenta la motivazione della sua mancanza - ma ... che dirti? Io non credo molto a questa spiegazione.


                    E' vero che come ha detto Castellan in una recente intervista, il mondo di Topolinia è meno variegato del mondo di Paperopoli ma, non nel senso di quantità, Maximilian, ma nel fatto che la scissione della società Paperolese non comporta come in Topolinia una dualità quasi assoluta fra, buoni da una parte e cattivi dall'altra. A Paperopoli invece, i personaggi hanno insite in loro caratteristiche sia positive che negative.


                    Ma però, io avrei da obiettare questo: i personaggi - tutti - sono governati da cliché ripetitivi e penso che non ci sia bisogno che faccia esempi visto che li sappiamo bene.
                    Anche Topolino non è esente da questo ma, il cliché che lo caratterizza è, innanzi tutto, la ricerca spasmodica dell'avventura e, questa, fin dalla sua prima storia del 1930.


                    Ora, penso, che fra tutti i cliché di cui si può essere prigionieri, questo sia quello che dà più possibilità di spaziare nella fantasia e nella varietà. Anche perché le avventure che un personaggio poteva avere nel 1930, differiscono da quelle del 1950, del 1990 e del 2019 e questo - non solo, ma soprattutto - perché ci sono abissi storici, scientifici e tecnologici infiniti a differenziare questi decenni, come mai non è avvenuto nel passato.


                    In definitiva, non penso dunque che sia così difficile fare storie su Topolino, basterebbe volerlo e avere le persone giuste per farle. Fermo restando però che, a decidere tutto su tutto, rimane il gusto dei lettori. L'esempio più macroscopico di quello che affermo sta nella genesi e nell'immediata fine delle storie di Mickey Mouse Magazine.
                    « Ultima modifica: Domenica 3 Feb 2019, 18:02:54 da doppio segreto »
                    Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

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                    Maximilian
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                      Re:Le storie di Topolino sul Topolino
                      Risposta #69: Domenica 3 Feb 2019, 18:37:36
                      ma nel fatto che la scissione della società Paperolese non comporta come in Topolinia una dualità quasi assoluta fra, buoni da una parte e cattivi dall'altra. A Paperopoli invece, i personaggi hanno insite in loro caratteristiche sia positive che negative.
                      Non sono d'accordo nemmeno su questo. Per esempio ho letto pure una storia in cui Topolino figurava quasi come antagonista (vediamo se qualcuno me la trova (ammettendo che ce ne sia una sola))

                      Venendo al punto centrale della discussione, secondo me le storie paperopolesi sono quantitativamente maggiori delle topolinesi per una ragione molto semplice. La maggior parte delle prime sono molto più ripetitive.Non che a Topolinia latitino i clichè, ma sono sensibilmente minori. Una grossa percentuale di storie papere si fonda su schemi più che collaudati, logori, che nulla aggiungono di nuovo (per forza poi questa tipologia viene dichiarata come più facile da scrivere: nel senso che sicuramente è più semplice realizzare storie tutte simili che non con idee nuove). Proprio la vastità di questo tipo vicende mi ha fatto abbandonare l'abbonamento e mi blocca anche quando voglio comprare ristampe in cui figurano alcune storie che mi interessano ma cui gran parte è composta da paperi.

                        Re:Le storie di Topolino sul Topolino
                        Risposta #70: Domenica 3 Feb 2019, 19:02:58
                        E allora? I personaggi sempre quelli sono. Potresti ribattere che in tutti questi decenni sono cambiati... ma non sarebbe vero.
                        Ma lo sono autori e modo di intendere i personaggi...
                        Quindi anche tu ammetti che se gli autori di una volta lo facevano e quelli odierni no il problema non sta nelle potenzialità dei personaggi

                        Ogni personaggio può avere del potenziale a patto di trovare o l'adeguato contesto in cui inserirlo o il giusto autore che lo sappia esaltare: e il mondo dei fumetti, di queste situazioni, ne è davvero pieno, quindi non è necessario che mi metta a fare molti esempi (anche solo rimanendo in ambito Disney, basta guardare come sono stati intesi col tempo i comportamenti dei vari personaggi, tipo Ciccio, Rockerduck, Gastone, Orazio, Manetta e così via...).

                        Detto questo, ripeto, il problema sta nel limitato spazio concesso agli autori per esaltare i personaggi in questione, riducendoli spesso - fin troppo - a far pronunciare ai suddetti i soliti tre motivetti che li identificano poiché impossibilitati a tracciare una sorta di "evoluzione" che li renda più semplici da gestire: sono sicuro che se le storie, al di fuori di quelle a puntate, non venissero concepite come comincianti e finenti nel numero uscente, bensì aprissero alcuni spiragli disseminati lungo il percorso, avremmo come minimo un utilizzo più frequente dei topolinesi a favore degli ormai troppo inflazionati paperopolesi (nonostante io li preferisca ai topi), poiché il lettore avrebbe davanti dei percorsi differenti tracciati dai vari autori, i quali potrebbero presentare i personaggi sotto sfumature differenti.

                        In fondo, non è un meccanismo dissimile da quello dei fumetti della DC o della Marvel: tante storie, anche su più numeri, si possono leggere come fini a se stesse, tuttavia, collezionando un certo numero di informazioni, ad un certo punto si comincia a costruire un vero e proprio dialogo tra le varie pubblicazioni, interne od esterne che siano, tracciando l'evoluzione dei personaggi nel tempo, reale e fittizio, e nel segno, linguistico e artistico. Anche coi fumetti Disney è possibile, però la difficoltà persiste poiché le storie, anche dello stesso sceneggiatore, il più delle volte sono distaccate l'una dall'altra: se ne possono leggere le peculiarità stilistiche nonché il modo con cui questi intende i personaggi, però nella maggior parte dei casi lo si può fare solo per la singola storia.

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                          Re:Le storie di Topolino sul Topolino
                          Risposta #71: Giovedì 14 Mar 2019, 17:53:37
                          Forse non ho bene espresso le mie argomentazioni, perciò cerco di tornare sulla questione. Non è che a Topolinia ci sia poca quantità di personaggi rispetto a Paperopoli o che non sia possibile fare di tutto anche con i personaggi di Topolinia. Semplicemente è più complesso, perché mancano delle figure particolari che di per sé rendono interessante ed allo stesso tempo semplice da elaborare una storia. Un personaggio come Zio Paperone non ha una controparte a Topolinia, e sappiamo quanto sia trainante nell'universo di Paperopoli. Anche Paperino, con Qui Quo Qua ed i suoi cugini costituisce un gruppo familiare che non ha corrispondenza in quello di Topolino, che non ha cugini fortunati o pasticcioni, e non ha praticamente parenti a Topolinia, a parte Tip e Tap che però sono molto più limitati rispetto a Qui Quo Qua. Gambadilegno può grossomodo equivalere ai Bassotti, ma nessuno corrisponde ad Archimede o a Nonna Papera, che pure sono spesso risorse importanti nell'universo narrativo dei paperi. A Topolinia ci sono molti personaggi particolari poco usati e dalle tante potenzialità, ma anche tanti buchi difficili da colmare nel cast dei personaggi principali. La grandezza di Carl Barks sta anche in questo, nell'aver arricchito l'universo di Paperopoli in modo adeguato da aprire la strada ad innumerevoli spunti narrativi, cui si può attingere molto più semplicemente rispetto a Topolinia, dove, vuoi o non vuoi, è molto più complesso usare la figura di Topolino rispetto a quella di Paperino, proprio perché è meno imperfetta. Cosa gli si fa fare? Non ha particolari difetti, non ha praticamente parenti, non è un caso se non vive altro che brevissime avventure umoristiche urbane o storie lunghe in cui si occupa di misteri storici/archeologici ed indagini poliziesche. C'è Pippo che è un personaggio con molte potenzialità, anche senza Topolino, ma non è per nulla immediato saperlo usare bene. Gambadilegno è meno complesso ed infatti negli ultimi periodi è stato usato molto anche come personaggio singolo. Stante la diffusa predilezione per l'universo di Paperopoli fra gli autori, in particolare fra gli sceneggiatori anche per questi motivi di complessità/semplicità, non deve minimamente stupire la prevalenza netta delle storie ambientate a Paperopoli. Né tantomeno deve stupire la logica conseguenza quale è l'uscita, più o meno spesso di numeri di Topolino che contengono solo storie paperopolesi. Né, credo, avrebbe senso curarsi di ospitare in ogni numero almeno una storia topolinese, quale che sia, a discapito della qualità. È proprio questa che conta e l'importante credo sia che di Topolino si continuino a produrre ottime storie, anche se non risultano frequentissime nelle uscite, e che nel complesso la prevalenza di Paperopoli non risulti troppo schiacciante al punto che su Topolinia non si produca quasi più nulla, anche se di qualità. Ma non mi sembra che ci sia questo pericolo al momento.
                          « Ultima modifica: Giovedì 14 Mar 2019, 17:57:53 da Max »

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                            Re:Le storie di Topolino sul Topolino
                            Risposta #72: Giovedì 14 Mar 2019, 18:17:22
                            Oddio, di corrispondenti ad Archimede ce ne (Marlin, Enigm per dirne due) così come Topolinda lo è di Nonna Papera e Topesio di Gastone (la corrispondenza più immediata direi).
                            Detto questo condivido in toto il tuo discorso, le situazioni in cui far muovere Topolino sono potenzialmente superiori a quelle di Paperino ma meno immediate e soprattutto molto più elaborate da costruire, in quanto è un personaggio molto più dinamico, come si è visto negli ultimi anni.
                            Direi che alla fine della fiera la grande discriminante è rappresentata proprio da Paperone, l'unico personaggio abbastanza forte da essersi innalzato col passare degli anni a fulcro del settimanale quanto gli altri due, cosa che purtroppo nemmeno un Pippo riesce a fare, malgrado la sua importanza.
                            Detto questo penso sia innegabile che ciò che Topolinia perde in quantità rispetto a Paperopoli riesce a recuperarlo alla grande in qualità: di storie memorabili con Topolino ne abbiamo visto a bizzeffe negli ultimi anni, con i paperi molte meno.
                            If you can dream it, you can do it.

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                              Re:Le storie di Topolino sul Topolino
                              Risposta #73: Venerdì 15 Mar 2019, 13:13:46
                              Topolinda lo è di Nonna Papera
                              Forse. Certamente hanno cercato di usarla cosi', ma mi e' sempre sembrato una forzatura. Anche perche' Scarpa non aveva creato Topolinda come "la persona con cui Topolino ha vissuto la maggior parte della sua infanzia", mentre l'idea che Paperino sia stato allevato da Nonna Papera mi sembrava del tutto ovvia gia' molti anni prima che cominciasse la serie del paperotto (ovviamente questa osservazione e' molto personale e non posso pretendere che altri la condividano).
                              Piu' seriamente: Nonna Papera e' una persona affidabile. Zia Topolinda non del tutto: e' ben intenzionata (e sinceramente affettuosa), ma anche un po' svampita. Alla radice, ci vedrei il fatto che Paperino e' un totale irresponsabile e quindi va equilibrato con chi gli sta vicino, mentre Topolino non ha queste necessita' (che poi  mi sembra anche il primo motivo perche' Qui, Quo, Qua sono meno limitati di Tip e Tap).

                              Citazione
                              Topesio di Gastone
                              Su questo mi trovo in(quasi)  totale disaccordo. Si', Topesio e' il principale rivale amoroso di Topolino, come Gastone di Paperino; ma le differenze tra i due (e le differenze tra i loro antagonisti) mi sembrano molto piu' significative delle somiglianze. (Per quel che vale, citerei anche il fatto che Topesio riesce non soltanto ad essermi antipatico - com'e' giusto che sia - ma anche a rendermi Topolino antipatico - e questo non dovrebbe succedere.)

                              In generale, cercare di sviluppare parallelamente Topolinia e Paperopoli mi sembra un errore. I due mondi dovrebbero essere interessanti proprio perche' diversi ed unici.

                              Citazione
                              Le situazioni in cui far muovere Topolino sono potenzialmente superiori a quelle di Paperino

                              Credo che un'asserzione del genere sia giustificabile soltanto con una questione di gusti (ed ergo di storie che in qualche modo speriamo di trovarci a leggere).

                              Citazione
                              ma meno immediate e soprattutto molto più elaborate da costruire, in quanto è un personaggio molto più dinamico, come si è visto negli ultimi anni.
                              Esaminando decenni di produzione fumettistica, posso essere parzialmente d'accordo (con sempre piu' dubbi) sulla prima asserzione. Ma che Topolino sia un personaggio con potenziale maggiore mi sembra smentito dalla storia del fumetto: gli ultimi anni sono stati piu' favorevoli a Topolino, molti dei lustri precedenti no. Era diventato quasi un luogo comune dire che Paperino e' il personaggio piu' umano ed universale del fumetto Disney, o cose del genere: si puo' essere in disaccordo con questa visione, ma non si puo' negare che ci fossero ragioni per sostenerla (pur ritenendo - se volete - che queste ragioni siano meno forti di quelle contrarie).
                              Personalmente, crederei che la differenza nella qualita' dell'uso tra questi personaggi "forti" (Topolino, Paperino, ma anche Pippo e Paperone) dipenda molto piu' dall'ispirazione degli autori e dallo Zeitgeist che dal potenziale intrinseco dei personaggi stessi. Un bravo autore puo' riuscire a ricreare il personaggio pur mantenendosi, in qualche modo, nel solco della tradizione - per citare uno dei casi piu' evidenti, si pensi ai vari Paperone di Barks, Martina, Cimino, Rosa ...; oppure a come Barks possa dirsi il vero padre di Paperino nonostante questi esistesse nei fumetti gia' da vari anni.


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                                Re:Le storie di Topolino sul Topolino
                                Risposta #74: Domenica 17 Mar 2019, 13:31:16
                                Oltre a quanto detto da Vincenzo, e pur condividendo le distinzione evidenziate da ML, (esempio: Per me Topesio è un personaggio molto più negativo di quanto lo sia Gastone. Topolino non potrebbe mai andare d'accordo con lui, al contrario di Paperino, che ritiene da sempre antipatico il cugino, ma tra alti e bassi ha sempre mostrato di sopportarlo, più o meno) io aggiungerei anche un filone oggi caduto in disuso, quello di Pippo e Gancio, e che pur con qualche forzatura, potrebbe essere considerato l'equivalente di quello di Paperino e Paperoga
                                Perchè di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni

                                 

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