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Almanacco Topolino 1956-1965

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Special Mongo
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    Re: Almanacco Topolino 1956-1965
    Risposta #15: Giovedì 9 Mar 2017, 13:43:43
    Anche i miei sono rilegati ma per fortuna sono completi delle copertine. Chissà perché certi collezionisti d'epoca usavano eliminare le copertine dai loro albi rilegati: forse per risparmiare spazio o per dare l'idea di un mega fumetto infinito.

    Riguardo la possibilità di commentare gli Almanacchi sei naturalmente benvenuto, rispettando magari le consuetudini della cronologia mese x mese (in trimestri) e la divisione fra le storie e i redazionali.

    Oppure, se non hai molto tempo (viste le tue varie attività nel campo del fumetto), postare commenti riguardanti specifiche storie o particolari redazionali di costume come fa Paperotto e come hai fatto precedentemente con il link riguardante l'Isola di Adamo.

    Grazie. Se non c'è problema, del 1957 non mi dispiacerebbe aggiungere un elenco mio personale dei contenuti degli Almanacchi di Agosto, Settembre e Ottobre. Per 1958 e 1959 ci si può mettere d'accordo in seguito.
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    Cornelius Coot
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      Re: Almanacco Topolino 1956-1965
      Risposta #16: Giovedì 9 Mar 2017, 16:11:20
      Se non c'è problema, del 1957 non mi dispiacerebbe aggiungere un elenco mio personale dei contenuti degli Almanacchi di Agosto, Settembre e Ottobre
      Per me va bene: più commenti e voci ci sono su questa storica collana meglio è. :)

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      Max
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        Re: Almanacco Topolino 1956-1965
        Risposta #17: Martedì 14 Mar 2017, 10:47:31
        Ehi, ma come avete fatto a procurarvi le prime annate rilegate dell'almanacco topolino? Io non le ho mai viste in vendita, nemmeno sul noto sito di aste online  :)

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        Cornelius Coot
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          Re: Almanacco Topolino 1956-1965
          Risposta #18: Giovedì 29 Giu 2017, 16:35:00

          Ehi, ma come avete fatto a procurarvi le prime annate rilegate dell'almanacco topolino? Io non le ho mai viste in vendita, nemmeno sul noto sito di aste online  :)
          Rispondo con diversi mesi di ritardo a max:  :)
          Almanacchi di questi anni spillati e sfusi si possono trovare alle fiere del fumetto: quelli dei primi anni '60 hanno un prezzo fra i 5 e i 10 euro, quelli dei tardi '50 vengono un po' più. Non è detto che questi albi si possano trovare anche nei vari mercatini, magari a prezzi inferiori. A me è capitato solo una volta e l'albo era davvero mal ridotto, tanto che me lo feci dare gratis dopo che avevo preso altre cose. I libri rilegati li ho trovati presso un collezionista privato.
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          * Special Mongo, se vuoi postare commenti e considerazioni su storie e numeri di agosto e settembre '57, puoi farlo visto che i prossimi due mesi li inserirò all'interno delle stesso post che ho appena scritto.  :)
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          LUGLIO 1957



          https://coa.inducks.org/issue.php?c=it%2FAT++++7

          Numero caratterizzato dalla prima storia di Romano Scarpa per l'Almanacco e dalla presenza in entrambi i soggetti principali di vulcani più o meno attivi, per vie naturali o sotto stimoli umani.

          "Paperino e l'Antidollaròssera" apre l'albo con un Paperone preoccupato per questo strano parassita del 'danaro' (come ancora viene ripetutamente chiamato) che potrebbe attaccarlo anche personalmente. L'unica persona al mondo capace di aiutarlo è il professor Tarlo (che, guarda caso, aveva avuto una premonizione andando ad avvertirlo del possibile pericolo all'interno del suo palazzo, senza essere ricevuto). Per rintracciarlo si serve dei suoi potenti mezzi massmediologici: stampa, radio e cinematografi ma non delle tv che in Italia non sono ancora così sviluppate ma che in America stanno vivendo un vero e proprio boom: l'americano' Scarpa, stranamente, non lo sottolinea (anni dopo "Paperino 3D"). In un'isola vulcanica dove viene localizzato il prof arrivano anche i Bassotti che vogliono impedire a Scrooge di prendere l'antidoto, in modo che possa restare ancora diverso tempo lontano dal suo 'danaro'. I Beagles Boys, ancora molto 'barksiani', sia nella stazza che nel numero, da quattro che erano raddoppiano alla fine della storia. Divertente la sfida fra un vulcano spento da oltre duemila anni e improvvisamente redivivo (grazie agli esplosivi interni dei Beagles) e Tarlo a cui non pare vero di utilizzare i suoi ritrovati anti-eruzioni frutto di decenni di studi vulcanologici: fluoridrato di bollito di cavoli, acido fenico diluito in decotto di cavallette, olio di fegato di merluzzo costellato di fegatini di lucertola piovono sulle teste dei Bassotti, in risposta alle loro provocazioni. Neanche Amelia (ancora da creare) sarebbe stata capace di tanto! La BB ha un piano...B, con eruzioni più 'spettacolari' dove scheletri e fantasmi fuoriescono dal vulcano entusiasmando ancor di più il professore che lo chiama 'vecchio Joe', sorprendendosi che dopo duemila anni se ne esca con queste buffonate.

          Carl Falberg scrive "Topolino e la Grande Caccia al Francobollo", illustrata da Paul Murry.
          La soffitta di Pippo è così piena che il soffitto del piano di sotto sta pericolosamente cedendo, tenuto da una trave di legno in verticale poggiata a sua volta su un 'martinetto': aiutandolo ad 'alleggerire' il tutto, Topolino scopre un raro francobollo delle isole Banana (da un soldo e di color magenta: Mickey ipotizza il suo valore in 10.000 dollari) che però, sfortuna delle sfortune, un colpo di vento indirizza verso il camino dove il fuoco acceso lo brucia. Pippo la prende con filosofia ("non è da tutti riscaldarsi con un fuoco da migliaia di dollari") ma a Topolino la cosa non va giù e decide di raggiungere le isole Banana. Qui i due amici, sgombrando tutte le soffitte del posto alla ricerca di un fracobollo simile, attirano l'attenzione di due contrabbandieri di gioielli che li credono dei poliziotti venuti dagli States. Nulla potrà far cambiare loro idea mentre Mickey e Goofy, liberatisi dal covo dove erano stati fatti prigionieri, conoscono un ufficiale delle Poste alquanto rinco che, all'interno dei suoi uffici, possiede decine di quei francobolli il cui valore sarebbe così notevolmente ridotto. Una scimmietta ammaestrata risolve il problema, dopo che un vulcano ha distrutto l'ufficio postale, ritrovando quei francobolli e mangiandoli quasi tutti. Un involontario favore che i due amici sfruttano regalando i due pezzi filatelici rimasti all'ufficiale e a se stessi, dopo aver scoperto che il contrabbando di gioielli avveniva attraverso le banane, mordendo le quali Pippo si scheggia un dente e perde una capsula d'oro.

          Dopo due storie lunghe, Jack Bradbury chiude l'Almanacco di luglio con una divertente storiella di Cip e Ciop, alle prese con un modellino di auto persa da un ragazzino piagnone che per loro è della misura esatta.
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          Quiz fotografici riguardanti poeti e città d'arte, cruciverba sillabici, termini desueti di cui non si conosce il siginificato, giochi di dadi riempiono le due pagine denominate 'I Giochi di Paperino'.
          Il gioco 'Mine contro Mine' vede la foto di una costa marina divisa in due e piena di mine galleggianti o nascoste fra gli scogli, contrassegnate da numeri colorati. Il gioco a due con dadi consiste nel cercare di eliminare il maggior numero di mine dell'avversario.
          'Torniamo alla Scuola' è un gioco per i bambini rimasti in città e la cui maestra ha deciso di coinvolgere in un particolare viaggio a caselle che li vede partire da quattro posti diversi (uno per ogni giocatore) per arrivare, oltrepassando strade, fiumi, sentieri, alla loro 'amata' scuola!
          'Doppia pescata' vede diverse figurine di Paperino e nipoti da ritagliare e incollare (non mi dilungo in ulteriori spiegazioni).
          'La visita al Castello' vede Topolino, Paperino, Paperina, zio Paperone, Pippo, QQQ e Tip e Tap correre lungo diversi labirinti per arrivare al Castello centrale, entrando nel quale ci saranno 'piccoli tranelli' in alcune delle domande poste per proseguire il gioco.
          Interessante pubblicità dell'Albo d'Argento N. 2 in vendita dal 15 luglio: "I pellerosse erano infidi e traditori? Al contrario, avevano un alto senso della lealtà e dell'onore! E' quanto apprenderete leggendo la nuova e affascinante avventura di Davy Crockett: Giustizia Cherokee." (36 pagine tutte a colori - Lire 50)


          AGOSTO 1957



          https://coa.inducks.org/issue.php?c=it%2FAT++++8

          Un buon Pier Lorenzo De Vita che non mi aspettavo apre il numero agostano del '57: la sua 'Topolino e la ferrovia di Ferragosto' è ben disegnata fin dai caratteri del titolo iniziale. Rifacendosi probabilmente alla società americana dell'epoca l'autore Martina la illustra come oberata dal traffico automobilistico, tanto da far decidere a Topolino e Pippo di prendere strade secondarie se non proprio il treno, considerato (erroneamente) un mezzo che oramai utilizzano solo pochi turisti. La calca presente anche alla stazione ferroviaria (che vediamo nel post sottostante di Special Mongo) sorprende Mickey che decide di non fare la fila ed imbucarsi in un vagone merci per fare prima. Anche la pazienza ha un limite e Topolino lo supera con disinvoltura, sorprendendo pure Pippo. Ma certe azioni hanno un loro perché, quando i due si incontrano con alcuni furfanti che hanno nascosto la loro refurtiva proprio nel vagone dove sono andati: sfortunati loro a beccare Mickey proprio in una sua rara azione 'irregolare'.

          Quattro episodi riguardanti 'I paperini e l'allegra fattoria' sono impaginati come una unica storia lunga, eliminando i titoli originari iniziali. Vic Lockman e Pete Alverado portano il sonnambulo Ciccio a mungere di notte la mucca Margherita per riempire una tinozza di latte per farci il bagno, come Cleopatra della quale aveva letto notizie su un libro, sperando anch'egli di diventare bello e affascinante. Una volta risolto il mistero del poco latte diurno di Margherita, Nonna Papera si immerge anche lei nella tinozza sperando in qualche effetto benefico. Uova d'oro dipinte dai nipotini per uno scherzo a Ciccio e uova d'oro vere di alcuni malfattori squotono la pace nella fattoria della Nonna. Per fortuna lo sceriffo della zona, avvisato da un gioielliere a cui avevano rubato dell'oro, risolve la questione. Infine sono le talpe a non permettere a Ciccio di fare tranquilli pisolini e sarà lui stesso a risolvere la questione strimpellando canzoni inascoltabili al punto da far fuggire i roditori. Nonostante ciò, per aver mangiato un intero secchio di gelato all'interno di un pozzo (regalo per i nipotini nascosto lì dalla 'nonnina' - come la chiamano i nipoti solitamente), alla fine Ciccio si ritrova lo stesso secchio sulla testa.
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          Diversi giochi in questo numero estivo:
          'Gli automobilisti matti' sono Paperino, Josè Carioca, Pippo, Gastone e Paperina insieme nella spider del biondo papero, concorrenti in una pista con quattro ingressi dove i giocatori, attraverso dei dadi, possono decidere scontri per mandare fuori gara alcuni avversari, come in un vero autoscontro.
          'Caccia al ladro' (che si rifà al film di Hitchkock uscito pochi anni prima) vede il disegno di una casa a quattro piani (tipo quella di Barbie che sarà creata due anni dopo) in cui i giocatori con dei dadi devono stanare un ladro in una delle diverse stanze.
          In terza di copertina pubblicità di alcuni Libri d'Oro della Mondadori a 2000 lire ciascuno (Peter Pan, il Cavalier Dodipetto, Saturnino Farandola, il Viaggio di Babar) + la Rosa di Bagdad a 2800 lire.


          SETTEMBRE 1957



          https://inducks.org/issue.php?c=it%2FAT++++9

          Nella storia d'apertura di Martina troviamo la prima Miss Paperett 'italiana' illustrata da Perego. Se come altezza ricorda quella barksiana (che esordirà quattro anni dopo insieme ad Amelia), nell'età relativamente più giovane come nei capelli biondi con coda può essere considerata un prototipo di quella attuale che conosciamo da almeno trent'anni.
          "Paperino e la lotta della lotteria" vede lo zio di QQQ tragicamente sfortunato anche per un incidente stradale dalle nefaste conseguenze ("otto ossa ingessate, dodici costole raddrizzate, sei metri quadrati di pelle vulcanizzata, 352 punti e tre chilometri di bende"). Alla domanda di Paperone su quanti minuti di vita gli restino (lo zione non conosce, però, l'identità del ferito, totalmente bendato come una mummia) il medico risponde: "Se non interverranno complicazioni... se non sopravverrà la polmonite... se il cuore continuerà a battere... se i polmoni riusciranno a respirare... forse ha una probabilità su un milione di sopravvivere!"
          Tutto ciò nell'Ospedale degli Inguaribili sulla cui targa d'ingresso è scritto "Chi entra NON SA mai quando e SE uscirà".
          Il contrasto con la fortuna di Gastone (di ritorno da una vacanza vinta alle Hawaii) stride ancor di più, vincitore di una lotteria grazie all'unico biglietto perso dal venditore Paperino e portato dal vento all'interno del suo appartamento proprio in occasione del tragico incidente. Donald non avrà diritto neanche al 10% del milione del primo premio, avendo venduto proprio a Gastone (per soli 10 dollari) la matrice originale, sicuro che il biglietto vincente fosse andato perso. A rimetterci è anche lo Zio Paperone che aveva creduto di aver acquistato tutti i mille biglietti della lotteria quando invece erano solo 999. E tutto per un passivo delle sue aziende ritenuto troppo alto, non volendo tener conto che l'attivo lo era comunque molto di più.

          "Topolino e il lago dei furfanti" è una bella storia gialla di Carl Falberg, illustrata da Paul Murry e ambientata in Canada dove Pippo cerca di diventare (inutilmente) una 'giubba rossa'. Topolino lo raggiunge e, per riprendere un cavallo scappato da un avamposto, è coinvolto in un giro di scavi illeciti organizzati da Gambadilegno e Piedone che oggi conosciamo come Sgrinfia. Coinvolta è anche una tribù di nativi indiani, raggirata da Pietro e impiegata nei lavori di scavo per ritrovare dei tesori sepolti dal nonno di Sgrinfia (alias Piedone) ai tempi della Corsa all'Oro, come scritto in un suo vecchio diario. Non immaginando che si tratti solo di botti di sale, considerato all'epoca in 'tesoro' per sciogliere i ghiacci. Curiosa l'espressione di Pippo nel voler riprendere il cavallo fuggito, vedendolo dietro una siepe (quando in realtà è un alce): "Cavallino, cavalluccio! Vieni a mamma! Eccoti un po' di zucchero!"

          In "Paperino e lo spirito cavalleresco" di Carl Barks Donald viene preso in giro dai partecipanti ad una festa in costume organizzata dalla miliardaria Getrude, socia del Club femminile insieme a Paperina, dal titolo "Desideri insoddisfatti": ogni invitato dovrà presentarsi vestito come il tipo di persona che ha sempre desiderato di essere senza riuscirci.
          Il motivo di tanto scherno deriva dal fatto che Paperino si presenta con una pesantissima e rumorosa armatura da cavaliere medievale e questo, come ribadito più volte, nell'era del nylon! Anche una risentita Paperina, vestita alla messicana con un copricapo simile a quello di Donna Duck, gli dice che è fuori moda e molto 'ingombrante'. Ma un incidente con dei leoni scappati da gabbie appositamente installate nella villa dell'eccentrica miliardaria, trasformerà Paperino da pagliaccio ad eroe visto che i felini, nel morderlo, non riescono a rompere il suo 'ferreo' costume, rientrando poi, doloranti ai denti e alle unghie, nelle loro gabbie.
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          La storia di Falberg è interrotta da diverse pagine di giochi: quello del X (le tavole delle moltiplicazioni dove bisogna stare attenti allo zero), del Tre per Due con tre pedine (sei per due giocatori) che devono avanzare dai rispettivi lati in diverse caselle, senza mai indietreggiare, ed arrivare prima delle altre nelle opposte caselle di partenza.
          Altro gioco quello del Salto di Fratel Coniglietto con un dado da tirare a turno per passare da una casella all'altra (con relative regole) fino a raggiungere l'ultima.
          Quarta di copertina per i francobolli Astra, i più belli soltanto per i 'ragazzi in gamba': inviando il tagliando, per sole 1000 lire si riceveranno regali che ne valgono 4000!
          « Ultima modifica: Martedì 29 Ago 2017, 19:41:23 da leo_63 »

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            Re: Almanacco Topolino 1956-1965
            Risposta #19: Sabato 1 Lug 2017, 20:19:17
            Okay. Mi accodo dicendo "le mie".

            Topolino e la ferrovia di Ferragosto*: Una festività ignota agli Americani è occasione per inanellare una sequela di gags che un po’ ricordano il fenomeno Famiglia Passaguai, cosa non comune nelle avventure martiniane con Topolino (ma non unica: vedi gli inconvenienti a catena di Topolino e la febbre del fieno del 1957 e di Topolino e l'interminabile domenica del 1981).
            Martina non manca comunque di inserire anche qui un risvolto criminoso: la "manovalanza" che vuol far esplodere il treno per una faccenda di scommesse e appalti.
            I lettori si chiederanno il perché dell’insolito cappello che Topolino indossa in questa storia. Ecco la spiegazione: nel 1942 l’autarchia vietava tutti i prodotti americani, dunque Topolino (protagonista di un brand troppo remunerativo) fu ufficialmente scimmiottato da un personaggio umano – ancorché caricaturale – di nome Tuffolino, creato ad hoc da Federico Pedrocchi. La prima avventura del neonato personaggio fu il remake (non dichiarato, ovviamente) di Topolino agente di pubblicità (1941) di Merrill De Maris e Floyd Gottfredson, dal titolo Tuffolino agente di pubblicità. In seguito furono editi altri 3 episodi, stavolta completamente originali, scritti da Pedrocchi e disegnati (tutti eccetto l’ultimo, probabilmente di Gustavo Petronio) da Pier Lorenzo De Vita. De Vita, durante il disegno della primissima storia del nuovo personaggio, aveva sotto mano le strisce originali di Gottfredson nelle quali Topolino indossava la peculiare divisa da "terzo assistente del direttore artistico", con sulla testa un basco alla francese tipico dei pittori.
            15 anni dopo, lavorando alla prima sua storia sul mondo dei Topi disneyani, il modello di De Vita è ancora quello. Notiamo come l’ispirazione parte ovviamente da Gottfredson, da Paul Murry, da Tony Strobl, ma già guardando Pippo si vede che De Vita si sta incamminando verso il suo personale stile, come peraltro aveva già fatto coi Paperi sin dalla sua prima storia, Paperino e la bella del ballo (1955). Un’altra sua avventura con Topolino uscirà quasi 2 anni dopo e sarà Topolino e la stella dello sceriffo (1959): in essa non vi sarà più la minima traccia di “soggezione” artistica.                                                                                  
            L'affollata “sestupla” di pag. 10 contribuisce a farci presente che la storia fa appello in primis all’italianità del lettore. L’insieme ricorda infatti, oltre ovviamente ai Panorami d’Agosto disegnati dallo stesso De Vita Sr. per i Topolini dei primi anni ’50, la famosa illustrazione di Giove Toppi denominata Treno popolare (1934). Per le panoramiche ovviamente dovremmo risalire ad anni antecedenti (gli affollamenti di alcuni vignettisti francesi cui si ispirò anche Jacovitti, come Albert Dubout) ma fermarci a Giove Toppi rappresenta già qualcosa.





            *non scrivete mai ferragosto in minuscolo, è scorretto.
            « Ultima modifica: Sabato 1 Lug 2017, 20:20:38 da Sam_Spade »
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              Re:Almanacco Topolino 1956-1965
              Risposta #20: Domenica 4 Feb 2018, 09:11:20
              Strabravi i due commentatori pluridecorati che ripescano dalle lontane ere geologiche davvero le radici della tradizione italiana. Alcuni disegni appartengono alle più basse stratificazioni del paleozico :-)

              Ma già vediamo spuntare il nome di miss Paperett, Amelia non esisteva eppure la storia con i bassotti la evoca. Le spinte propulsive verso il futuro sono dunque avvertibili.

              Le storie americane sia come stile che per contenuto hanno già un buon equilibrio ed una tradizione, ricordiamo infatti che sono gia' gli anni di piena fioritura di Carl Barks .

              I nostri autori ancora alquanto acerbi quindi hanno al momento tutto da imparare. La vecchia generazione come traspare anche dai disegni, deve apprendere lo stile Disney ad un età ormai matura. Col tempo Perego e De Vita troveranno un giusto compromesso col loro stile precedente, che tuttavia li renderà nel bene e nel male ''outsider''. La nuova generazione di disegnatori apprendera' invece lo stile barksiano direttamente e subito sarà più piacevole ; nello stesso tempo la brutale e sanguinolenta macelleria fisica e verbale ''martiniana'' verrà trasformata in salumi saporiti sempre più raffinati (prima lardo e mortadella, poi crudo, cotto, speck ... e loro gustose varianti :-)  )

              Attendiamo quindi gli sviluppi successivi con l'augurio di non vedere piu' spennature così reali e sadiche.

              Mentre la sola minaccia di spennare, che rimarrà dagli anni sessanta in avanti, è necessaria e sufficiente in certi casi per vivificare a dovere l' azione, la messa in pratica e la sua illustrazione è per me inaccettabile in questi fumetti, di una tale crudeltà e sadismo che mi guasta tutto il piacere della lettura.
              La differenza sembra sottile ma è enorme e decisiva: nel primo caso rido e mi sollazzo, nel secondo mi deprimo per la sofferenza fisica chiaramente inferta e mostrata.
               Una bella regolata quindi ancora ci vuole.
              Che cos' ha il vecchio papero ? Sembra moribondo ! - Chi lo sa ! Vediamo dov'è diretto insieme a Paperino.

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                Risposta #21: Sabato 17 Mar 2018, 13:43:29
                Bellissima la collana almanacco di Topolino......io ne ho circa 200 numeri(ovviamente anche con quelli dopo il 1965)......prima o poi cerchero' di chiuderla
                « Ultima modifica: Sabato 17 Mar 2018, 13:45:06 da jan80 »

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                  Re:Almanacco Topolino 1956-1965
                  Risposta #22: Lunedì 30 Lug 2018, 09:41:12
                  Complimenti Cornelius, ottimo lavoro!
                  Ma quali sono le quotazioni giuste per i primi tre numeri?
                  Appassionato del fumetto e amante della buona tavola.

                   

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