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Topolino 3316 - Recensione di Paperinika

E' il numero celebrativo dei cinquant'anni di Paperinik, nato nel 1969 da Guido Martina ed Elisa Penna per le matite di G.B. Carpi. La storia che celebra questa ricorrenza è affidata a Marco Gervasio, che con la sua Paperinik, tutto cominciò così ci offre la sua personale visione dei fatti che già  ci vennero narrati cinquant'anni fa. Il compito di riprendere il personaggio degli esordi, vessato in ogni modo dal parentame e dalla mala sorte è senza dubbio arduo, e l'autore sceglie di illustrare quanto accaduto dal punto di vista di Fantomius, che viaggiando nel tempo sembra manovrare i fili che portano Paperino a diventare Paperinik, non sappiamo ancora bene se più diabolico vendicatore o ladro gentiluomo anche lui, visto che, a quanto afferma lo stesso Lord Quackett, c'è bisogno di un Fantomius in ogni epoca. Il risultato finale non sembra essere convincente fino in fondo, dato che viene a mancare quella componente di rivalsa di Paperino che chi ha letto la storia originale ha ben presente.
L'argomento comunque meriterebbe una disgressione più approfondita, che ci auspichiamo di trattare separatamente nei prossimi giorni.
A seguire abbiamo Zio Paperone e il guazzabuglio linguistico (Panaro/Ermetti), storia di stampo classico e per la verità non troppo originale, con zio Paperone e nipoti in trasferta per accaparrarsi un affare e l'inciampo nei soliti malviventi che lo rapiscono per ottenere un riscatto: una risoluzione che all'interno dell'intera trama sembra alquanto deboluccia e la sensazione è che il finale sia arrivato all'improvviso.
Le due centrali, Gambadilegno e la fuga domestica (Zemelo/Del Conte) e Paperoga e l'invadente rampicante (Salati/Gatto), sono due storie brevi "allungate" però su più pagine di quanto forse sarebbe stato sufficiente. Quella con Gambadilegno è poco più di una gag allungata, e la seconda con Paperoga, per quanto più articolata, sembra veramente troppo portata per le lunghe.
Topolino, Pippo e l'invenzione del cucù (Deninotti/Vian) è invece una storia che rientra nel filone della macchina del tempo e dei paradossi temporali ad essa collegati. Questa volta Topolino e Pippo si recano nella Foresta Nera e dovranno evitare che un paradosso temporale cancelli l'esistenza degli orologi a cucù.
A chiudere il numero ci pensa Paperino e il segreto della 313 (Michelini/De Vita). La storia, originariamente apparsa nel 1995, viene qui riproposta (e per l'occasione divisa in due puntate) per accompagnare il gadget abbinato a Topolino in questo e nel prossimo numero, e si presenta fresca e piacevole come lo era anni fa. Vediamo qui raccontate le origini della 313 ai tempi in cui Paperino si trovava - come ci racconta lui stesso - in Messico per girare un film, situazione che ricalca quella di uno dei corti più famosi del nostro, Don Donald, uscito nel 1937.
A corollario delle storie, una breve intervista a Francesco Artibani che ci anticipa la storia della prossima settimana in cui torneranno due vecchie conoscenze: Gancio e Bruto.

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Topolino 3316

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Kraven
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    Re:Re:Topolino 3316
    Risposta #90: Martedì 18 Giu 2019, 11:24:09
    ma che BILLO questo scambio di commenti positivi alla storia, e ultimamente è rara questa "affluenza"!
    Detto questo, sono personalmente tra i detrattori della storia semplicemente perché trovo troppo forzato questo young Fantomius time traveler che muove QUASI ogni passo di Paperino.
    Diciamo che un Fantomius vecchiotto che compie solo QUALCHE azione ci sarebbe potuto stare, e sarebbe stato quasi poetico. Ma leggendo questa storia sembra quasi che tutto tutto sia stato orchestrato dal gentilpapero.
    « Ultima modifica: Martedì 18 Giu 2019, 11:29:10 da Kraven »
    "Puoi scommerci stupido soldatino. Lui è stato geneticamente creato per cacciare..."

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    MiTo
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      Re:Topolino 3316
      Risposta #91: Mercoledì 19 Giu 2019, 01:04:02
      Ne avete tante, ne ho lette molte e vorrei dare il mio contributo alla discussione, nonostante la settimana sia agli sgoccioli.
      Ci sarà qualche spoiler nel mio commento, per cui state attenti. Anche se credo che ormai abbiate già letto tutti o quasi.

      Paperinik, tutto cominciò così ovviamente è, volente o nolente, il cuore del numero. Personalmente questa storia ha suscitato in me sensazioni contrastanti. Rivedere le origini del Papero Mascherato mi ha fatto un enorme piacere, e osservare quelle stesse vignette in chiave moderna mi ha affascinato. Ammetto di essere stato diversi minuti con il Topolino in una mano e una ristampa dell'originale nell'altra. La storia in sé è piacevole, anche se mi unisco al coro di chi avrebbe voluto vederla sviluppata in più tavole.
      Venendo invece alla questione intrinseca: questa rivisitazione serviva? Forse, ma forse no. In generale, parlando da grande estimatore del lavoro di MG, ritengo che Fantomius abbia un difetto fondamentale: egli è vittima della sua stessa infallibilità che, salvo rarissimi capitomboli, lo rende invincibile senza colpo ferire. Naturalmente sappiamo che chi vince sempre, senza versare o quasi una goccia di sudore, risulta suscitare ben poca empatia nel pubblico. Nonostante il carisma di cui il lord è ammantato. Il fatto che egli guidi la nascita di Paperinik lo rende ancora una volta infallibile, per di più dove non credevamo fosse possibile che lo fosse.
      Fantomius è un grande personaggio. Ha solo bisogno della sua Kryptonite.

      Per quanto riguarda Paperino e il segreto della 313 è una storia eccellente. Dai testi ai disegni passando per i colori di Barberini è tutto estremamente piacevole e godibile. Sul fatto di pubblicarla come ristampa: le storie d'epoca (anche non troppo) che facciano capolino di tanto in tanto sulla testata ammiraglia di inediti non mi dispiace. Specie se si tratta di ottime storie come questa. Tuttavia non condivido affatto il dividerla in due parti. Sia perché una ristampa non è un'inedita, sia perché, in particolare, il segreto della 313 era serata concepita come storia autoconclusiva e quindi spezzettarla risulta artificioso. Senza neppure una lunghezza della storia tale da giustificarne la divisione.
      Non metto ovviamente in discussione le scelte editoriali, che da un po' sembrano aver acquistato un maggiore coraggio in diverse ambito. Ma da lettore non riesco a esimermi dallo scrivere queste osservazioni.

      Facendo un discorso più generale vorrei che le opinioni, positive e negative, purché ovviamente pacate nei modi e nella forma, non vengano percepite come minacce o insulti al lavoro degli autori o della redazione, bensì come riscontri sinceri da parte di un pubblico che, in una piccolissima parte, noi rappresentiamo.

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      Lunatico
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        Re:Topolino 3316
        Risposta #92: Giovedì 20 Giu 2019, 01:53:12
        Ciao a tutti!
        Sono nuovo del forum, lieto di conoscervi.
        Vorrei anch'io dire la mia sulla storia di Gervasio, che ho avuto modo di leggere qualche giorno fa.
        "Paperinik, tutto cominciò così" è una storia che ho trovato difettosa sotto diversi punti di vista, e che non è riuscita a comunicarmi quasi niente.
        Premessa: non vorrei apparire superbo nel definire difettosa una storia di un autore affermato come Marco Gervasio. Solo che, come il cuoco che prepara un piatto al  cliente, è il cliente che in ultima istanza, pur non avendo certo le doti culinarie del cuoco, deve giudicare il suo operato, no? E, se il cliente trovasse il piatto troppo salato, farebbe bene a dire al cuoco del difetto e a ritenere che andasse messo meno sale, no? Ecco, questo è il modo in cui mi sto approcciando alla questione, da cliente che giudica il pasto servitogli e che, purtroppo, non è riuscito a goderselo.
        Innanzi tutto, il primo problema della storia è l'estrema brevità: come si può sperare di raccontare la storia di Martina in meno di metà delle pagine? Ribadisco, non è responsabilità di Gervasio la cosa (credo), ma io sto valutando la storia, NON l'autore o i paletti che ha avuto o gli sono stati imposti.
        La storia scorre velocissima, alcune sequenze storiche sono state tagliate e mentre Fantomius mette e toglie cose, vorresti chiedergli di rallentare e spiegare meglio cosa intenda con frasi sibilline tipo: "Ogni epoca ha bisogno di un Fantomius" o "Ho fatto bene a sceglierlo!"
        Fantomius ha forse viaggiato per millenni nel passato e nel futuro per creare suoi emuli? E' troppo folle e nonsense perfino per lui. Tra l'altro, per quale motivo, dato che non si capisce il perché di questo delirante proposito.
        E cosa avrebbe visto esattamente in Paperino? Per quanto virtuoso, nella storia in questione non fa nulla, assolutamente nulla che dovrebbe spingere Fantomius a sceglierlo come suo "erede". Certo, forse Fantomius può averlo spiato dietro le quinte e aver visto cose che il lettore ignora... ma non dovrei essere io, lettore, a spiegarmi da solo i punti oscuri della trama. Dovrebbe essere Gervasio, che forse non ha voluto o non ha proprio potuto, vista la ridicola brevità dello spazio concessogli.
        Già solo arrivati a questo punto, per me la storia sarebbe stata da rielaborare completamente. Ma i problemi continuano...
        Paperinik, pilotato e aiutato in toto da Fantomius, alla fine della storia è passato completamente in secondo piano. Certo, Paperino ha durante la storia un piccolo margine decisionale... e ci mancherebbe! Dovrebbe "solo" essere lui il protagonista (o almeno, co-protagonista) della vicenda. Invece è una macchietta, inconsciamente manovrata da un oscuro burattinaio dai propositi imperscrutabili.
        Perfino l'ultima parola è lasciata a Fantomius, prima della parola "Fine dell'Inizio". Sarebbe stato più poetico se invece, almeno per le battute finali, si fosse fatto da parte, dando al neonato Paperinik lo spazio e l'enfasi che avrebbe meritato.
        Vorrei ora porre l'accento su altre cose che mi hanno infastidito durante la lettura:
        1) Il pretesto del viaggio temporale: Perché inserire in una storia, che trae spunto da una vicenda un po' gotica e un po' noir, un elemento così ultra-fantascientifico? Mi ha fatto storcere il naso, come un ingrediente fuori posto, come del cioccolato su una carbonara. Il cioccolato di per se è anche buono, ma va sui dolci, non sulla pasta. Lasciamo i viaggi nel tempo a PK e a Zapotec, che si fondano su quello, e lasciamo Paperinik alle sue tinte gotiche e noir. Davvero pessimo come pretesto per aver Fantomius nel presente. E dire che sarebbe bastato un Fantomius ormai anziano, rintanato a villa Rosa, che, prima di spirare, decideva di trovare un erede... magari citando le prime vignette del 12 capitolo della $aga, a loro volta omaggio a Quarto Potere. Ma no, inseriamo fantascienza senza un minimo di criterio.
        2) Lo stile: Ora, il Topolino recente ha saputo regalare storie dalla vaga atmosfera "Dark": Darkenblot, PKNE, perfino il ciclo narrativo di Brigittik, che ai tempi mi sembrò grottesco (ma divertente :'D). Quanto è adatto uno stile del genere a Paperinik? Nella storia di Gervasio, invece, I colori sono così accesi, le ombre così poco marcate, di notte il cielo è blu scuro... dov'è il nero? Il buio?! I gargoyle, l'atmosfera spettarle, gotica, noir, che dovrebbe trasudare ogni pagina e ogni inquadratura? Dov'è la pioggia, la tempesta, e soprattutto... un po' di sano silenzio per enfatizzare la potenza visiva delle scene clou? Mi rendo perfettamente conto che nella storia di Martina tutto questo non c'è... ma cavoli, il pk-team ci ha abituati a tavole dalla potenza visiva portentosa, cosa costava coinvolgerli per creare delle tavole memorabili come l'esplosione di Villa Rosa o la genesi di Paperinik? E anche il suo anniversario...

        Insomma, tirando le somme, l'idea alla base di "Paperinik, tutto cominciò così" era male? No, anzi. L'idea di arricchire la trama di Martina con la figura di Fantomius era potenzialmente eccezionale. Purtroppo una buona idea iniziale non salva una storia che pecca ovunque e risulta con le ossa rotte in un confronto impietoso con l'originale.
        Peccato, peccato davvero. Non sono felice o gratificato di aver scritto queste righe. Almeno ho esternato le mie perplessità.
        Grazie a chi ha letto fin qui!  :))
        « Ultima modifica: Giovedì 20 Giu 2019, 01:57:45 da Lunatico »

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        MG
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          Re:Topolino 3316
          Risposta #93: Giovedì 20 Giu 2019, 02:55:48
          , Paperino ha durante la storia un piccolo margine decisionale..
          Non è assolutamente vero. Come ho già ripetuto 100 volte e come hanno detto altri utenti Paperino decide tutto. Ogni cosa. Dall’inizio (se tenere la villa o rivelare la verità) alla fine (se rivelare chi sia il vero ladro). Passando per la decisione tutta suadi seguire le orme di Fantomius, , di andare da Archimede,di rubare le maschere, di  rubare a Paperone e in particolare il materasso, di affrontare gli agenti e potrei continuare per ore. Ma invece mi fermo perché mi sono stancato. Siccome tutto ciò lo avevo già detto è ovvio che per me diventa “pesante” anche perché non ascoltato da chi non vuol ascoltare. Quindi a posto così.

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          Lunatico
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            Re:Topolino 3316
            Risposta #94: Giovedì 20 Giu 2019, 10:12:16
            Ciao Gervasio, sono decisamente sorpreso che tu abbia letto e commentato il mio post. Mi sento lusingato e un po' imbarazzato allo stesso tempo. Ci avrei dedicato più tempo e più cura, se avessi saputo che mi avresti risposto :'D
            Vorrei davvero sincerarmi che tu non abbia presto la mia "recensione" come un giudizio sulla tua persona o sulla tua carriera come sceneggiatore, che rispetto profondamente. Anzi, hai il grande merito di aver dato lustro e forma a Fantomius, con storie da un sapore molto particolare, a partire anche solo dalla colorazione o dalla scelta di ambientarle in un'epoca ben precisa.
            Mi spiace aver percepito così invasiva la presenza di Fantomius rispetto a quella di Paperinik... in effetti quello che dici è vero, però la percezione che continuo ad avere della lettura è che Paperinik sia in secondo piano, anche alla fine della vicenda... davvero, non si tratta di un ragionamento rigoroso, è solo la sensazione immediata che mi comunica la storia.
            Forse è dovuta alla brevità della vicenda e alla presenza continua di Fantomius, forse al fatto che lo abbia aiutato così tanto durante la vicenda, o che giudichi continuamente le sue scelte... nel suo insieme, tutte queste cose mi hanno fatto percepire Paperinik, rispetto a Fantomius, "una macchietta".
            Detto questo, sono molto felice del tuo proposito di continuare a parlare del Paperinik Vendicatore, i numeri dove compariranno le nuove storie del tuo ciclo narrativo saranno un acquisto obbligato ;)
            Grazie ancora per l'attenzione! :))
            « Ultima modifica: Giovedì 20 Giu 2019, 10:14:13 da Lunatico »

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              Re:Topolino 3316
              Risposta #95: Giovedì 20 Giu 2019, 12:54:38
              Non è assolutamente vero. Come ho già ripetuto 100 volte e come hanno detto altri utenti Paperino decide tutto. Ogni cosa.
              In apparenza sembra così, ma ciò che delude molti lettori è il contesto.
              Nella storia di Martina è la Dea Bendata che concede a Paperino l'opportunità di riscattarsi dalle sue oppressioni, dove Paperino decide di diventare Paperinik a seguito di un colpo di mera fortuna, e dunque grazie al Fato, Destino, Provvidenza, Caso, e cioè grazie ad una semplice casualità o, se vogliamo, grazie a Qualcuno o Qualcosa che è superiore ad ognuno di noi, quindi una realtà incontrollabile che accettiamo come tale.
              Anche nella tua storia Paperino decide da solo, ma la differenza sostanziale - e, pemettimi, non di poco conto - è che qui lo spunto per la decisione di Paperino non è una casualità, ma l'operato di qualcuno in carne e ossa (e piume) che lo conduce verso la strada della possibile scelta. Il punto - direi - non è tanto concedere l'apparenza che la decisione finale sia di Paperino, ma il fatto che questa sia indotta consapevolmente ed in modo pianificato da qualcun altro, che si dimostra il regista di tutta l'operazione.
              Ben si è detto che mentre nella storia originale il protagonista è Paperino e il lettore concentra la sua attenzione e le sue emozioni su di lui, nella tua storia non riesco a dire lo stesso, essendo la scena rubata da un'altra persona che ne governa l'andamento, e cioè Fantomius, tant'è che persino l'ultima parola è la sua.
              La storia è pur intestata a Paperinik, ma in fondo sembra più una storia di Fantomius che non di quell'altro, le cui origini non sono più dettate dal Caso, ossia un elemento imperscrutabile e che funge da semplice pretesto per dare il 'la' alle ben più interessanti vicende di Paperinik, ma da un personaggio ben delineato le cui motivazioni non solo sono esplicitate ma rischiano di diventare anche il perno  principale della storia, domandandosi il lettore perchè Fantomius voglia avere un sostituto in ogni epoca, come faccia a viaggiare nel tempo, etc.. Voglio dire: sono domande che nascono spontanee nel lettore e inducono in lui un interesse che lo devia da quello che dovrebbe essere il personaggio principale della storia, cioè quel Paperinik di cui pur si vogliono narrare le origini, ma che passa in secondo piano proprio perchè il lettore non può ignorare l'altro personaggio che in buona sostanza gestisce l'intera vicenda.
              A ben vedere, se nella sua storia l'intento di Martina era quello di riscattare Paperino, succube di Paperone, e dargli la sua rivincita, nella tua rivisitazione lo stesso Paperino si smarca da Paperone per finire tuttavia - e soprattutto inconsapevolmente! - nelle mani di un altro: in definitiva non si è sottratto al suo destino di persona manipolata, seppur indirettamente. Ripeto, è vero che le decisioni sono prese liberamente da Paperino, ma un conto è che siano indotte dal Caso e un altro è che lo siano da qualcun altro. Tutti accettiamo il Caso (o l'equivalente) e tutti ci riteniamo ad esso soggetti, proprio perchè è 'democratico' e nessuno vi sfugge, ma non tutti siamo disposti ad accettare che altre persone inducano le nostre decisioni, preferendo quantomeno sapere se c'è qualcuno che ci ha dato una mano, anche magari in buona fede, semplicemente perchè potremmo decidere di non accettarla. Paperino non sa che tutto quel che gli accade è frutto dell'intervento di Fantomius, ritenendo che sia il frutto di una casualità e per questo risultando ancora una volta turlupinato.
              Per parafrasare, se ho successo nella vita posso dire che è tutto merito mio, me lo sono guadagnato da solo, ma devo dire anche grazie a qualche colpo di fortuna. Se poi scopro che il colpo di fortuna è stato determinato da qualcun altro, nessuno mi toglie i miei meriti personali, ma il mio senso di soddisfazione - non potrai negarlo - scema, anche perchè magari quell'aiuto (per mie ragioni personali) avrei potuto non accettarlo.
              E non era questo lo spirito delle origini martiniane, che invece volevano proprio un papero finalmente pieno artefice del suo destino e che cogliesse l'occasione per il suo riscatto, senza nessuno alle sue spalle, e non per nulla Martina ha scelto l'espediente (credibile o meno, non è questo il punto) della lettera recapitata per errore: lo scopo era proprio dare un pretesto, un'occasione e magari un'ispirazione che sollecitasse la coscienza di Paperino e lo portasse a dire in piena autonomia: "E' arrivato il mio momento!". Paperino diventa autore di se stesso.
              Per quanto si possa dire che anche nella nuova storia la coscienza di Paperino è solo sollecitata e le sue azioni non sono direttamente controllate, è vero, ma la discriminante rispetto alla storia originale è che la sollecitazione non è frutto della casualità, cui tutti indistintamente siamo soggetti, ma del preciso operato di qualcuno che ancora un volta tesse le fila della vita di Paperino e la cui presenza è ben percepibile nella storia rivisitata, così come si rischia che lo sia in tutta la successiva vita di Paperinik, che da ora sarà visto sempre all'ombra di Fantomius. Altro che riscatto!
              In breve, l'intervento di Fantomius mortifica quel senso di rivalsa di Paperino che anima le origini 'originali' e che si perde o almeno si affievolisce visibilmente nella tua nuova interpretazione.


              *

              MG
              Pifferosauro Uranifago
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                Re:Topolino 3316
                Risposta #96: Giovedì 20 Giu 2019, 13:23:13
                Paperino non sa che tutto quel che gli accade è frutto dell'intervento di Fantomius, ritenendo che sia il frutto di una casualità e per questo risultando ancora una volta turlupinato.
                Questa è la tua opinione, legittima. Così come è legittimo se a qualcuno non piace l'idea di inserire Fantomius. La mia opinione invece è diversa. Ed è che se Paperino sapesse di essere stato "scelto" da Fantomius stesso sarebbe ancora più fiero e felice di quanto lo è pensando che a sceglierlo sia stata la Fortuna. Ringrazierebbe il suo Mentore, altro che turlupinato. Ma non lo sa e non lo saprà, quindi lui continua a pensare che a sceglierlo sia stata la Fortuna. E rimanendo assolutamente artefice del suo destino e compiendo in futuro le azioni che lui deciderà e vorrà compiere. ma ripeto, ognuno ha la sua visione. Questa è la mia.

                *

                MG
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                  Re:Topolino 3316
                  Risposta #97: Giovedì 20 Giu 2019, 13:24:06
                  i numeri dove compariranno le nuove storie del tuo ciclo narrativo saranno un acquisto obbligato
                  Grazie e spero che ne rimarrai soddisfatto.

                  *

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                    Re:Topolino 3316
                    Risposta #98: Giovedì 20 Giu 2019, 14:19:19
                    se Paperino sapesse di essere stato "scelto" da Fantomius stesso sarebbe ancora più fiero e felice di quanto lo è pensando che a sceglierlo sia stata la Fortuna
                    Perchè non dirglielo? Certo, non in questa storia, dovendo Paperino restare inconsapevole, ma in futuro? Escludi che Fantomius possa incontrare Paperino e rivelargli la verità?


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                    Gumi
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                      Re:Topolino 3316
                      Risposta #99: Giovedì 20 Giu 2019, 15:26:56
                      Dato che ci siamo aggiungo un piccolo parere anche io!

                      Premetto subito che, per come la vedo io, "le intenzioni di Martina" sono un concetto abbastanza discutibile: questo perché nessuno di noi SA quali fossero le reali intenzioni del professore nello scrivere questa storia. Probabilmente si tratta di una delle numerose storie che Martina scriveva "un tanto al chilo", per voler essere addirittura brutale. Son convinto che Gervasio ci abbia lavorato molto di più del Professore (e mi piacerebbe se ci fossero sempre storie che, come questa, siano in grado di accendere l'interesse dei lettori, tra critiche ed elogi - e la discussione!)

                      Questo per dire che secondo me interpretare Martina può essere un'arma a doppio taglio e soprattutto che nessuno può realmente affermare che la sua "interpretazione" di ciò che Martina avrebbe voluto dire (se pure voleva dire qualcosa) sia quella corretta.

                      Tralaltro il "diabolico vendicatore" non è neanche l'unica storia in cui Paperino si ribella alle angherie dello Zio (o del cugino): così su due piedi mi viene in mente il revival dell'indipendenza, giusto per dire, ma in ogni caso raramente il povero Paperino riesce ad avere la meglio sul parentame.
                      Quindi alla domanda "basta mettersi un costume per diventare improvvisamente in grado di difendersi?" l'autore della storia di questa settimana risponde "no, non basta". Paperino deve fare dell'esperienza come "ladro mascherato", e quindi ha bisogno di un aiuto.
                      Il ragionamento è legittimo, ma certo ciò che ha fatto alzare parecchi scudi è l'idea di molti del "sì, ma a me piaceva l'idea che ce la potesse fare da solo, che contando solo sulle sue forze potesse per una volta avere la meglio.

                      Certo tutto è figlio del contesto storico della produzione di Martina, dove abbiamo Paperino sì vessato da una fidanzata petulante, da uno zio avido, da un cugino arrivista e fortunato e da dei nipotini saccenti e fastidiosi, ma Paperino stesso in quel contesto non è un personaggio migliore di loro. Ed è solo per le sue sfortune che siamo portati ad avere un po' di empatia nei suoi confronti. E quindi siamo felici di vederlo trionfare.

                      Tale caratterizzazione ovviamente può andare bene, ma non troppo a lungo, altrimenti questo "per una volta" perderebbe di senso, così come la nostra empatia. E infatti nelle storie future Martina cambia via via caratterizzazione al personaggio, che diventa a un certo punto quasi una "guardia del corpo" di Zio Paperone, pur mantenendo una costante e evidente volontà di agire per sé stesso e senza condizionamenti.

                      Tornando dunque alla storia in edicola la scorsa settimana, devo dire in ogni caso fila bene, Gervasio fa un lavoro coerente e i commenti sulla "riscrittura" dei dialoghi lasciano il tempo che trovano: d'altronde sono passati 50 anni e il mondo è cambiato talmente tanto che non mi sorprendo possano essere cambiate quattro parole nelle nuvolette.

                      Ma dunque, direte, cos'è che non ti ha convinto?
                      Non mi ha convinto l'interventismo di Fantomius.

                      No, posso concordare che Fantomius "aiuti" la fortuna di Paperino (d'altronde coi ragionamenti che facciamo oggi, qualcuno si sarebbe sicuramente lamentato del fatto che Paperino abbia un colpo di fortuna così sfacciato, per giunta ai danni del cugino gastone), come rimango concorde nel non voler cambiare il nome sul pacco, cosa cui mi son dato ben due risposte:
                      1) cambiarlo sarebbe stato andare contro Martina;
                      2) se è un esame, quello di Fantomius nei confronti di Paperino, allora è giusto che la prima prova sia appunto quella di impossessarsi di una cosa che non gli appartiene.

                      Quindi che Fantomius sia il motore della vicenda non mi disturba affatto.
                      Quello che non mi è piaciuto è che durante tutto il corso della vicenda ci sia Lord Quackett che dispone le situazioni per favorire il nostro. E non mi è piaciuto perché nella lettura ho avvertito l'impressione che Paperinik non ce la potesse fare da solo. Ed è una impressione (mia, per carità, ma consistente e persistente) che mi ha purtroppo "rovinato" la lettura.
                      Quackett toglie le trappole, muove la candela, mette la formula delle maschere nel cassetto di archimede. Insomma non si limita a dare il via all'azione, come auspicavo, ma si rivela una presenza costante (e mi sia consentito dire, ingombrante) durante tutto il corso della vicenda.
                      Sì, in questa maniera si spiegano un sacco di questioni che martina, bontà sua (ma che je ne fregava a lui, l'avrà scritta in contemporanea ad altre tre, sta storia), aveva lasciato in sospeso - e non è un male, anzi. Ma a me rimane l'impressione (un retrogusto) che Paperinik senza l'aiuto costante (e non solo iniziale) di fantomius non ce l'avrebbe fatta.

                      Si scade nel novero dei gusti personali ovviamente, ma avrei preferito un Fantomius meno presente e più "fantasma", che muove sì i fili della vicenda, ma senza l'intervento costante e "premuroso" che è stato scelto di raccontare.
                      « Ultima modifica: Giovedì 20 Giu 2019, 15:38:01 da Gumi »

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                        Re:Topolino 3316
                        Risposta #100: Giovedì 20 Giu 2019, 15:52:40
                        Quackett toglie le trappole, muove la candela, mette la formula delle maschere nel cassetto di archimede. Insomma non si limita a dare il via all'azione, come auspicavo, ma si rivela una presenza costante (e mi sia consentito dire, ingombrante) durante tutto il corso della vicenda.
                        Rispondo volentieri (velocemente, se no non le vedrete le storie di Paperinik!;)). Nulla da dire, appunto perché i gusti sono gusti e l'idea può piacere o meno. Riguardo le tre "azioni" di Fantomius che citi, accetto giustamente quella delle trappole, ma per le altre due (la candela e la formula delle maschere) vorrei far notare solo questo:
                        1) La candela. Fantomius la toglie (per il grosso rischio) e poi la rimette al suo posto. Nessuno in realtà, men che meno Paperino, si accorge che la candela è stata tolta. E dunque si può dire che la candela "non si sia mai mossa dal suo posto"!;)
                        2) La formula delle maschere la mette Fantomius, verissimo. Ma se non la metteva lui, la inventava Archimede. Non Paperino. Cioè, cerco di spiegarmi, Paperino ruba le maschere. Chi le avesse inventate (o meglio chi avesse scritto la formula) a lui interessa poco o nulla. Anzi... nulla!;)
                        Ah, giuste le tue considerazioni sul "nome sul pacco"!:) Torno a lavoro!:)
                        P.S.
                        Per Bunny 777: nulla è escluso! Per ora non è previsto.

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                          Re:Topolino 3316
                          Risposta #101: Giovedì 20 Giu 2019, 16:05:14
                          Per Bunny 777: nulla è escluso! Per ora non è previsto.
                          Grazie in ogni caso  delle tue risposte ed interventi.


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                            Re:Topolino 3316
                            Risposta #102: Giovedì 20 Giu 2019, 17:01:29
                            Da lettore innamorato del Paperinik Diabolico Vendicatore avevo un'altissima aspettativa per questa storia celebrativa del personaggio, ma tutto il mio entusiasmo è svanito pian piano pagina dopo pagina durante la lettura.

                            A differenza di molti non sono qui per criticare la storia perché riprendeva pari pari molte vignette della versione originale, bensì l'aver pensato e voluto utilizzare la figura di Fantomius/Lord Quackett in ogni momento chiave delle trama a tal punto da rendere quasi monotona la lettura. Cosa che non volevo assolutamente che accadesse in cuor mio.

                            Così facendo sono state indirettamente sminuite/messe in secondo piano le figure di Paperino e Paperinik indebolendone la personalità. 

                            A questo punto di Paperinik c'è solo il nome all'interno del titolo a farne il "protagonista" della storia?

                            Sia chiaro che il mio metro di giudizio e di paragone è la storia originale di Martina, ben vengano in futuro ambientazioni e caratterizzazioni del personaggio in quello stile (con tutti i limiti al giorno d'oggi) ma avrei avuto piacere di rivederle anche in questa occasione, soprattutto aggiungerei.



                            Dal mio punto di vista (mio di lettore) Fantomius sta subendo un'involuzione come avvenne per il Topolino detective perfettino (periodo Muci se ben ricordo), che storia dopo storia diventava sempre più odioso ed antipatico quando ogni caso lo chiudeva in un battibaleno e il Macchia Nera o Gambadiegno di turno erano nemici paragonabili ad un ladruncolo di periferia.

                            Ecco questo è quello che mi sta accadendo con lui..

                            Lo scrivo a malincuore e lo dico come fan della prima ora del personaggio di Fantomius e Lord Quackett, amante della "prima stagione" di storie in cui rimasi affascinato e ricordo anche di aver fatto qui sul forum i complimenti a Gervasio, ma è giusto che io sia sincero ed esprima il mio disappunto strettamente personale.


                            Vorrei che le future storie mi possano far tornare ad amare il suo personaggio e a godermi la lettura di Paperinik il Diabolico Vendicatore, questo è ciò che mi auguro.



                            -Fabio
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                              Re:Topolino 3316
                              Risposta #103: Giovedì 20 Giu 2019, 21:59:48
                              Ho letto la storia di Gervasio solo ora a causa del ritardo nella consegna del numero. Il mio giudizio è abbastanza neutro: non la boccio però mi sarei aspettato qualcosa di meglio (l'ho trovata  inferiore rispetto a i due vendicatori ma anche ad altre storie minori della saga).

                              Tralasciando i vari legami con la storia d'origine ed entrando nel merito della storia in sé, ciò che non mi piaciuto in particolare è la presenza del Fantomius giovane e nel pieno delle forze. Mi sarebbe invece piaciuto vedere un Fantomius anziano e ormai stanco alla ricerca di un suo erede (l'età non sarebbe stata un problema dato che nella saga di Fantomius compare anche il giovane Paperone). Come hanno detto anche altri sarebbe stato molto romantico. Inoltre si sarebbe evitato l'espediente del nuovo viaggio nel tempo: su "I due vendicatori" come unicum ci stava ma qui Fantomius sembra cominciare a farne abuso (mi sembra di capire inoltre che Paperino non sarà il suo unico erede ma ne cercherà uno per ogni epoca).
                              Visto che è stato molto disponibile, vorrei chiedere a Marco Gervasio se ha intenzione in futuro di far comparire il personaggio di Fantomius/Lord Quackett da anziano in qualche episodio della saga o in qualche altra storia ambientata nel presente.

                              Invece ho trovato interessante l'anticipazione sulla fine di Fantomius (nel 1929 a causa della crisi finanziaria che manderà sul lastrico parecchi ricchi): penso che sarebbe un bel tema da affrontare in una delle future storie di Fantomius (anche se penso sarebbe alquanto complicato da raccontare, data la delicatezza dei temi).

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                                Re:Topolino 3316
                                Risposta #104: Venerdì 21 Giu 2019, 09:33:55
                                (l'età non sarebbe stata un problema dato che nella saga di Fantomius compare anche il giovane Paperone)

                                Su questo non ne sarei tanto sicuro.

                                Non credo che per gli sceneggiatori Disney oggigiorno invecchiare un personaggio del cast principale (quale è oramai fantomius) sia una cosa molto semplice da farsi approvare...

                                d'altronde siamo in un periodo di estremo controllo su ciò che viene pubblicato, con il rischio sempre presente di vedere correzioni dell'ultimo momento perché chi controlla decide che alcune cose (canna da pesca anyone?) non possono passare. E quindi anche l'invecchiamento diventa un argomento tabù. Purtroppo.


                                 

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