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La netta prevalenza della sinistra nell'orientamento politico degli appassionati

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    Ricordo che una particolare storia breve americana di Zio Paperone (mi sfugge il nome, e me la sono anche semidimenticata, ma in sostanza lui dimostrava il suo genio imprenditoriale da zero puntando su un bene alimentare di largo consumo che per qualche ragione scarseggiava, arrivando a venderlo a peso d'oro, mentre gli altri intorno a lui si mostravano stolidi, spreconi e avventati) veniva spesso utilizzata dai liberali/liberisti, non nel senso di liberals, ovviamente, a fini propagandistici, per dire che il libero mercato è meglio dello Stato, la meritocrazia e l'iniziativa individuale sono belle e cose del genere.

    Quindi, sì, diciamo che la politica (in senso lato) è ovunque e ogni autore ci mette un po' della sua visione, pensare che possa essere possibile il contrario lo trovo puerile. Per esempio io non condivido la solita, trita critica al consumismo che si trova un po' ovunque, non solo nei fumetti (consumismo, parola che in realtà non ha gran significato: il capitalismo è il sistema meno peggio che abbiamo trovato, quello sul quale, piaccia o meno, si fonda la realtà attuale, ed esso si basa sui consumi, c'è poco da fare: se la gente smette di consumare, comprando anche cose non proprio strettamente indispensabili, chiudono negozi, fabbriche, ecc. e i lavoratori finiscono a spasso, e purtroppo dare il Reddito di cittadinanza a tutti non sarebbe sostenibile), ma anche le continue prese per i fondelli dell'arte contemporanea di Scarpa (mi pare una roba un po' banale, di uno che non ha approfondito o ragionato a sufficienza sulla cosa: ci sono degli eccessi nell'ambiente, e chiaramente portare un orinatoio in una mostra proclamandolo opera d'arte funziona la prima volta, poi basta, ma ci sono anche molte menti geniali, e poi suvvia, che dovrebbero fare gli artisti di adesso, riproporre angioli e maronne che si vedevano secoli fa? sarebbe una roba grottesca, lontana dalla sensibilità attuale, sarebbero artigiani, non artisti). Però cosa ci vogliamo fare? Scarpa ovviamente resta una leggenda, anche se 'ste cose mi portano al facepalm (ma nel contesto di un fumetto con paperi e topi magari mi strappano talvolta un sorriso, pur trovandole di fondo poco lungimiranti).

    Per il resto, sì, la sinistra (anche abbastanza militante) ovunque è un po' una piaga, soprattutto perché la sinistra è vissuta inevitabilmente come una religione, molto spesso, vedi i liberals americani, i social justice warrior e l'odioso politicamente corretto che ovviamente stiamo importando. (Per carità, ci sono eccessi pure nel campo opposto, vedi Trump e in generale quelli che sono ossessionati dalla lotta al politically correct; e tornare alla selvaggia e grezza libertà di linguaggio e di espressione dei tempi d'oro sarebbe comunque impensabile anche senza SJW e affini; il politicamente scorretto, quello "sano" e raffinato, dei Monty Python, non quello strumentale e bifolco alla Trump, dà per scontato il rispetto di certe idee e minoranze, ma molti non afferrano questa cosa... insomma, nella società attuale è oggettivamente una roba molto complicata da fare). Però alla fine, visto che ritengo la politica ineliminabile, meglio questo (in fondo sono fumetti che un po' di "buonismo" ce l'hanno scopito nel DNA) che trovarsi con un Topolino o un Paperino sovranisti :D .
    « Ultima modifica: Mercoledì 21 Ago 2019, 10:00:32 da elettroaddomesticato »

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    Maximilian
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      portare un orinatoio in una mostra proclamandolo opera d'arte
      Nella realtà hanno fatto di peggio

      angioli e maronne
      Problemi con la tastiera?

      Comunque, non colgo il nesso tra la politica e l'arte moderna

        L'accoglienza del "diverso" in casa di Topolino nelle storie di Gottfredson mi sembra un po' poco per poter definire di sinistra il personaggio, e conseguentemente spiegare questa prevalenza ideologica oggettiva così dominante fra gli appassionati. Personalmente continuo a non spiegarmela. Anzi può essere curioso notare che nelle strisce di Donald Duck di Taliaferro, così come nelle storie di Barks, la visione degli autori si riveli in realtà piuttosto conservatrice, date le critiche velate alla società di allora, in periodi di progresso tecnologico e nuove abitudini di vita ed ambizioni, tutti aspetti duramente criticate attraverso le disavventure quotidiane di Paperino. L'universo del Topolino di Gottfredson e Scarpa è meno ricco di queste situazioni, concentrandosi per 25 anni quasi solo in avventure di lungo respiro, ma anche in esse mi sembra difficile scorgere un Topolino schierato.

          L'accoglienza del "diverso" in casa di Topolino nelle storie di Gottfredson mi sembra un po' poco per poter definire di sinistra il personaggio, e conseguentemente spiegare questa prevalenza ideologica oggettiva così dominante fra gli appassionati. Personalmente continuo a non spiegarmela. Anzi può essere curioso notare che nelle strisce di Donald Duck di Taliaferro, così come nelle storie di Barks, la visione degli autori si riveli in realtà piuttosto conservatrice, date le critiche velate alla società di allora, in periodi di progresso tecnologico e nuove abitudini di vita ed ambizioni, tutti aspetti duramente criticate attraverso le disavventure quotidiane di Paperino. L'universo del Topolino di Gottfredson e Scarpa è meno ricco di queste situazioni, concentrandosi per 25 anni quasi solo in avventure di lungo respiro, ma anche in esse mi sembra difficile scorgere un Topolino schierato.
          La discussione si è, indubbiamente sviluppata, sul Topolino di Gottfredson, di per sé, non può certo dare una spiegazione al quesito che tu poni.


          Come ho già affermato, non ho nessun argomento per potere affermare che veramente i lettori di Topolino, siano prevalentemente di Sinistra, come tu sostieni. Per quel che mi riguarda, forse è così o forse no.


          Penso però con certezza che il prodotto Topolino, nella sua interezza, sia stato sempre sapientemente fatto, in modo da poter essere percepito: di tutti. Ed è questo che lo ha reso così famoso, famigliare e universale, nelle ormai varie ere storiche che ha superato.


          Quanto agli autori attuali, anche a me sembra di cogliere una certa propensione più verso la Sinistra che la Destra, leggendo i contenuti dell Topolino prodotto.


          Ora, ammesso e non concesso, che sia veramente così, non penso che ci sia una motivazione di base che vada ricercata in una scelta voluta ma, più semplicemente, è probabile che il mondo fumettistico Disney, desti molto più interesse presso potenziali autori che si riconoscono in certi valori piuttosto che in altri.


          Ma qui mi fermo! :)
          Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

            L'accoglienza del "diverso" in casa di Topolino nelle storie di Gottfredson mi sembra un po' poco per poter definire di sinistra il personaggio
            Lo credo anch'io: la tolleranza c'entra con la politica solo fino ad un certo punto

            date le critiche velate alla società di allora, in periodi di progresso tecnologico e nuove abitudini di vita ed ambizioni, tutti aspetti duramente criticate attraverso le disavventure quotidiane di Paperino. L'universo del Topolino di Gottfredson [...] è meno ricco di queste situazioni
            Di Gottfredson devi aver letto poco, per pensarla così

              L'accoglienza del "diverso" in casa di Topolino nelle storie di Gottfredson mi sembra un po' poco per poter definire di sinistra il personaggio
              Lo credo anch'io: la tolleranza c'entra con la politica solo fino ad un certo punto

              Concordo, anche perché ho conosciuto tante persone di sinistra che di tolleranza verso certe minoranze ne avevano ben poca.

                Citazione da: doppio segreto

                Come ho già affermato, non ho nessun argomento per potere affermare che veramente i lettori di Topolino, siano prevalentemente di Sinistra, come tu sostieni. Per quel che mi riguarda, forse è così o forse no.
                Beh, i lettori nel loro complesso comprendono anche una significativa percentuale di bambini e ragazzini, che verosimilmente si trovano in un'età in cui non si hanno ancora idee politiche precise. Vanno ovviamente esclusi. Riguardo gli appassionati più "grandicelli", ed adulti, tale prevalenza mi sembra però molto evidente. Io, come accennavo, l'ho notata sui social network, dove ho ovviamente moltissimi contatti relativi al mondo del fumetto, Disney in particolare. La stessa prevalenza evidente si può notare anche fra gli autori, come tu stesso pure osservi. Non credo ci siano dubbi su questo presupposto. Volendo considerare che non può trattarsi di un caso, e che tale percentuale non rispecchia affatto quella nazionale generale, come tutti sappiamo, la sfida è appunto cercare di spiegarla.

                Citazione da: doppio segreto
                Penso però con certezza che il prodotto Topolino, nella sua interezza, sia stato sempre sapientemente fatto, in modo da poter essere percepito: di tutti. Ed è questo che lo ha reso così famoso, famigliare e universale, nelle ormai varie ere storiche che ha superato.
                Questa è appunto la stessa impressione che ho avuto io in vent'anni di lettura appassionata, e che mi fa propendere per una spiegazione avulsa dai contenuti  delle storie ma, proprio per questo, affatto scontata.

                Citazione da: doppio segreto
                Ora, ammesso e non concesso, che sia veramente così, non penso che ci sia una motivazione di base che vada ricercata in una scelta voluta ma, più semplicemente, è probabile che il mondo fumettistico Disney, desti molto più interesse presso potenziali autori che si riconoscono in certi valori piuttosto che in altri.
                Infatti, la questione è proprio questa. Perché il fumetto attrae molto maggiormente persone con questa tendenza di visione politica piuttosto che con quella opposta? Continuo a non spiegarmelo; magari mi considererete anche ingenuo, ma solo in tempi molto recenti ho notato questo particolare che accomuna una così grande percentuale degli appassionati, mentre invece davo per scontato una varietà di pubblico molto più ampia da questo punto di vista.
                « Ultima modifica: Mercoledì 11 Set 2019, 22:39:54 da Max »

                  Riguardo gli appassionati più "grandicelli", ed adulti, tale prevalenza mi sembra però molto evidente. Io, come accennavo, l'ho notata sui social network, dove ho ovviamente moltissimi contatti relativi al mondo del fumetto, Disney in particolare. La stessa prevalenza evidente si può notare anche fra gli autori, come tu stesso pure osservi. Non credo ci siano dubbi su questo presupposto. Volendo considerare che non può trattarsi di un caso, e che tale percentuale non rispecchia affatto quella nazionale generale, come tutti sappiamo, la sfida è appunto cercare di spiegarla.

                  Citazione da: doppio segreto
                  il mondo fumettistico Disney, desti molto più interesse presso potenziali autori che si riconoscono in certi valori piuttosto che in altri.
                  Infatti, la questione è proprio questa. Perché il fumetto attrae molto maggiormente persone con questa tendenza di visione politica piuttosto che con quella opposta? Continuo a non spiegarmelo; magari mi considererete anche ingenuo, ma solo in tempi molto recenti ho notato questo particolare che accomuna una così grande percentuale degli appassionati, mentre invece davo per scontato una varietà di pubblico molto più ampia da questo punto di vista.
                  Non ho contatti proficui con le reti sociali e dunque mi fido e prendo atto di quello che tu affermi.


                  Forse ci dovremmo domandare, più in generale se, a leggere e a scrivere, sono persone tendenzialmente di Destra o, persone tendenzialmente di Sinistra.
                  Domanda se vuoi, provocatoria, ma che ha la sua ragion d'essere secondo me.


                  Fatta la domanda e lasciando assolutamente in sospeso la risposta io mi limito a constatare questo: oggi più che mai, si pensa sia opportuno - o giusto - affermare che Destra e Sinistra siano assolutamente obsolete e che vadano, pertanto, superate nell'ambito del dibattito politico-sociale.


                  Personalmente penso che non ci sia nulla di più sbagliato: le idee e i valori di Destra e di Sinistra - riportati e contestualizzati nelle varie epoche storiche - preesistono la nascita della dicotomia Destra e Sinistra ed esisteranno finché l'Umanità vivrà su questa Terra, rinnovandosi e rielaborandosi di continuo. Potranno chiamarle in altro modo ma quella tipica contrapposizione di valori che fa sì, che ognuno di noi, anche se non vuole ammetterlo, sia più orientato da una parte rispetto all'altra - fatto salve, ovviamente le svariate sfumature - e che spesso, nel nostro modo di essere  e pensare, possano in una qualche maniera sovrapporsi, sempre c'è stata e sempre ci sarà.


                  Tutto questo pippettone per collegarmi al fatto che noto che tu parli più di fumetti in generale che dei fumetti Disney nell'ultima parte del tuo scritto e, questo mi ha richiamato alla mente quanto è accaduto un anno fa, quando Maurizio Martina postò sul suo profilo facebook  questo .


                  Tiziano Sclavi, intervistato da Repubblica, così rispose.


                  Ora estrapolo: anche se è sempre dalla parte dei poveri, degli indifesi, degli immigrati, delle minoranze di qualsiasi tipo, non appartiene a nessun partito politico. Dylan è un anarchico. Anche qui: è un anarchico in senso esistenziale, non politico.

                  Ora, me la si può girare come la si vuole. ma i valori di Dylan, sono valori di Sinistra più che di Destra e  .... SmZorro  il resto viene di conseguenza.
                  « Ultima modifica: Giovedì 12 Set 2019, 17:33:19 da doppio segreto »
                  Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

                    Riguardo gli appassionati più "grandicelli", ed adulti, tale prevalenza mi sembra però molto evidente. Io, come accennavo, l'ho notata sui social network, dove ho ovviamente moltissimi contatti relativi al mondo del fumetto, Disney in particolare. La stessa prevalenza evidente si può notare anche fra gli autori, come tu stesso pure osservi. Non credo ci siano dubbi su questo presupposto. Volendo considerare che non può trattarsi di un caso, e che tale percentuale non rispecchia affatto quella nazionale generale, come tutti sappiamo, la sfida è appunto cercare di spiegarla.

                    Citazione da: doppio segreto
                    il mondo fumettistico Disney, desti molto più interesse presso potenziali autori che si riconoscono in certi valori piuttosto che in altri.
                    Infatti, la questione è proprio questa. Perché il fumetto attrae molto maggiormente persone con questa tendenza di visione politica piuttosto che con quella opposta? Continuo a non spiegarmelo; magari mi considererete anche ingenuo, ma solo in tempi molto recenti ho notato questo particolare che accomuna una così grande percentuale degli appassionati, mentre invece davo per scontato una varietà di pubblico molto più ampia da questo punto di vista.
                    Non ho contatti proficui con le reti sociali e dunque mi fido e prendo atto di quello che tu affermi.


                    Forse ci dovremmo domandare, più in generale se, a leggere e a scrivere, sono persone tendenzialmente di Destra o, persone tendenzialmente di Sinistra.
                    Domanda se vuoi, provocatoria, ma che ha la sua ragion d'essere secondo me.


                    Fatta la domanda e lasciando assolutamente in sospeso la risposta io mi limito a constatare questo: oggi più che mai, si pensa sia opportuno - o giusto - affermare che Destra e Sinistra siano assolutamente obsolete e che vadano, pertanto, superate nell'ambito del dibattito politico-sociale.


                    Personalmente penso che non ci sia nulla di più sbagliato: le idee e i valori di Destra e di Sinistra - riportati e contestualizzati nelle varie epoche storiche - preesistono la nascita della dicotomia Destra e Sinistra ed esisteranno finché l'Umanità vivrà su questa Terra, rinnovandosi e rielaborandosi di continuo. Potranno chiamarle in altro modo ma quella tipica contrapposizione di valori che fa sì, che ognuno di noi, anche se non vuole ammetterlo, sia più orientato da una parte rispetto all'altra - fatto salve, ovviamente le svariate sfumature - e che spesso, nel nostro modo di essere  e pensare, possano in una qualche maniera sovrapporsi, sempre c'è stata e sempre ci sarà.


                    Tutto questo pippettone per collegarmi al fatto che noto che tu parli più di fumetti in generale che dei fumetti Disney nell'ultima parte del tuo scritto e, questo mi ha richiamato alla mente quanto è accaduto un anno fa, quando Maurizio Martina postò sul suo profilo facebook  questo .


                    Tiziano Sclavi, intervistato da Repubblica, così rispose.


                    Ora estrapolo: anche se è sempre dalla parte dei poveri, degli indifesi, degli immigrati, delle minoranze di qualsiasi tipo, non appartiene a nessun partito politico. Dylan è un anarchico. Anche qui: è un anarchico in senso esistenziale, non politico.

                    Ora, me la si può girare come la si vuole. ma i valori di Dylan, sono valori di Sinistra più che di Destra e  .... SmZorro  il resto viene di conseguenza.

                    Raccogliendo la provocazione e provando a dare un contributo anche alla luce della mia esperienza personale: avendo sempre militato in ambienti di destra fin da giovanissimo, posso assicurare che si legge e si scrive e spesso ciò che si legge e si scrive è assai interessante. Il punto è che spesso, per ragioni che adesso sarebbe troppo complicato esaminare, quello delle destre continua ad essere un mondo "a parte". La stessa cosa vale per il mondo del fumetto. Questo interessa ed è interessato, in realtà, moltissimo, almeno ad alcuni settori di quell'area, quali per esempio la Nuova Destra di Marco Tarchi e dei Campi Hobbit a cavallo fra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, ed alcuni personaggi e saghe sono diventati iconici per questo mondo. Valga su tutti l'esempio di Hugo Pratt e la sua saga Corta sconta detta arcana in cui Corto Maltese incontra nientepopodimeno che il Barone Urgen Stenberg, mito della destra radicale da sempre. Che poi Pratt non c'entrasse niente, personalmente, con la destra, ha poca importanza: era ovvio che venisse "adottato". Quanto ai fumetti Disney, l'interesse c'è eccome, e basta leggersi la voce dedicata sul famosissimo (almeno per noi) dizionario dei Fascisti immaginari di Luciano Lanna e Filippo Rossi. Il punto è che poi l'appassionato destrorso non frequenta l'ambiente degli appassionati, non va ai saloni, non si iscrive al Papersera (a parte me, forse  :))) e chiaramente qui si aprirebbe un discorso troppo lungo sul perchè e si andrebbe fuori tema.


                      Raccogliendo la provocazione e provando a dare un contributo anche alla luce della mia esperienza personale: avendo sempre militato in ambienti di destra fin da giovanissimo, posso assicurare che si legge e si scrive e spesso ciò che si legge e si scrive è assai interessante. Il punto è che spesso, per ragioni che adesso sarebbe troppo complicato esaminare, quello delle destre continua ad essere un mondo "a parte". La stessa cosa vale per il mondo del fumetto. Questo interessa ed è interessato, in realtà, moltissimo, almeno ad alcuni settori di quell'area, quali per esempio la Nuova Destra di Marco Tarchi e dei Campi Hobbit a cavallo fra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, ed alcuni personaggi e saghe sono diventati iconici per questo mondo. Valga su tutti l'esempio di Hugo Pratt e la sua saga Corta sconta detta arcana in cui Corto Maltese incontra nientepopodimeno che il Barone Urgen Stenberg, mito della destra radicale da sempre. Che poi Pratt non c'entrasse niente, personalmente, con la destra, ha poca importanza: era ovvio che venisse "adottato". Quanto ai fumetti Disney, l'interesse c'è eccome, e basta leggersi la voce dedicata sul famosissimo (almeno per noi) dizionario dei Fascisti immaginari di Luciano Lanna e Filippo Rossi. Il punto è che poi l'appassionato destrorso non frequenta l'ambiente degli appassionati, non va ai saloni, non si iscrive al Papersera (a parte me, forse  :)) ) e chiaramente qui si aprirebbe un discorso troppo lungo sul perchè e si andrebbe fuori tema.
                      Hai fatto molto bene a raccogliere la mia provocazione. :)
                      Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

                        Che gli autori siano perlopiù di sinistra è un fatto certo o una vostra impressione? Lo hanno affermato chiaramente?

                        Riguardo ai lettori, magari sono maggiormente di sinistra perchè la popolazione italiana si orienta di più verso questo schieramento. Ed è probabile che alle elezioni non vi sia una superiorità netta perchè gli elettori si riconoscono negli ideali espressi dai partiti ma non come vengano applicati (o dalle personalità che li rappresentano).

                          Che gli autori siano perlopiù di sinistra è un fatto certo o una vostra impressione? Lo hanno affermato chiaramente?

                          Riguardo ai lettori, magari sono maggiormente di sinistra perchè la popolazione italiana si orienta di più verso questo schieramento. Ed è probabile che alle elezioni non vi sia una superiorità netta perchè gli elettori si riconoscono negli ideali espressi dai partiti ma non come vengano applicati (o dalle personalità che li rappresentano).
                          Non sono affatto sicuro di aver compreso quello che tu vuoi dire ma, se c'è una cosa di cui sono assolutamente certo è che gli elettori italiani - il popolo italiano - è maggiormente di Destra che di Sinistra e questo, storicamente da sempre.
                          Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

                          *

                          tang laoya
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                            Complesso trarre le fila in un mosaico tanto esteso e variegato quale il mondo disneiano, in un'arcata che coinvolge decenni e si squaderna su diversi continenti abbracciando culture e sensibilità e contesti talvolta radicalmente opposti fra loro.
                            Restringendo il campo di indagine al mondo rappresentato nel fumetto italiano, mi parrebbe di individuare una certa tendenza conservatrice di fondo che trova una sua esplicita incarnazione nel basso bordone dello status quo: tutto può cambiare a patto che nulla cambi; questa aderenza intrinseca alla costruzione stessa delle storie, quasi paradigma inviolabile, mi sembra incarni se non valori strettamente di destra, quantomeno una decisa inclinazione al conservatorismo. A questo aspetto formalistico, si aggiunge poi un approccio contenutistico estremamente prudente nell'accettare certi mutamenti della contemporaneità, soprattutto di carattere sociale, approccio che pare quasi conoscere un ulteriore irrigidimento negli ultimi anni e che ancora mi porta a considerare questa letteratura come decisamente informata di valori conservatori.

                            Tanto per uscir fuor di teoria e metter della carne sotto ai denti, porterò a esempio un ottimo lavoro di lettura sociale come "Paperino e il dollaro fatale" (la Secchi/Guerrini IP-3200-1): quanto accade all'angolo di via delle Topaie e via del Rusco, cuore del quartiere Tormento, immagine spietata e assolutamente non filtrata di tante periferie metropolitane del mondo, incide in maniera assolutamente marginale nelle vite dei protagonisti, i quali, attraverso approcci diversi ma tutti allo stesso grado retorici, disquisiscono sulle magnifiche sorti e progressive del futuro di questi sfortunati.
                            Allo slancio apparentemente gratuito dei tre paperini, motivato però unicamente dalle sventure individuali di un amico, fa da contraltare l'approccio assolutamente borghese e tartufesco della zia, tutta charities mirate a confermarne lo status sociale; da una parte l'amministrazione comunale fa allegramente spallucce nel più plateale menefreghismo ammantato di qualche spruzzata di arte oratoria e di leguleismo d'accatto dall'altra l'uomo comune, incarnato da Paperino, non essendo in grado di vedere oltre il proprio becco, si mette la coscienza a posto con l'idea di donare alla causa un dollaro, fra l'altro nemmeno raccolto dalle proprie tasche. E' il capitale l'unico in grado di fornire soluzioni, il mercato e' l'unica risposta concreta al rilancio di quel quartiere degradato, un centro commerciale che dia possibilità autentiche al bisogno di posti di lavoro, di infrastrutture, di riassetto della situazione urbanistica e il piano e' bello che pronto, senza fronzoli ne sofisticherie retoriche, sulla scrivania del plutocrate. Non siamo qui molto distanti dalla società di Reagan e della Thatcher. Sullo sfondo restano gli abitanti di questo quartiere cui è tolta qualsiasi possibilità di riscatto e la cui vita, e l'eventuale miglioramento delle condizioni della stessa, sono totalmente affidati alle mani di lontani demiurghi appollaiati nell'Olimpo della loro società borghese. Tutto quel che segue, il bambino che offre la soluzione con i ragnetti magnetici e si guadagna un investimento a perdere per la ricostruzione del quartiere, e' ovviamente pura favola (realismo magico da Miracolo a Milano) nella quale non credono nemmeno gli autori.
                            « Ultima modifica: Lunedì 16 Set 2019, 03:57:36 da tang laoya »
                            Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

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                            Maximilian
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                               (1)
                              Non sono affatto sicuro di aver compreso quello che tu vuoi dire ma, se c'è una cosa di cui sono assolutamente certo è che gli elettori italiani - il popolo italiano - è maggiormente di Destra che di Sinistra e questo, storicamente da sempre.
                              Questa mi giun giunge del tutto nuova, ma mi fido del giud giudizio di uno che ha vissuto nella realtà dei decenni passati. Ma durante gli anni '70 e '80 i partiti principali non erano la democrazia cristiana e il partito comunista, ossia un movimento di centro e uno di sinistra?

                              tutto può cambiare a patto che nulla cambi; questa aderenza intrinseca alla costruzione stessa delle storie, quasi paradigma inviolabile, mi sembra incarni se non valori strettamente di destra, quantomeno una decisa inclinazione al conservatorismo.
                              Si tratta semplicemente di una condizione indispensabile per la narrativa seriale.

                                Non sono affatto sicuro di aver compreso quello che tu vuoi dire ma, se c'è una cosa di cui sono assolutamente certo è che gli elettori italiani - il popolo italiano - è maggiormente di Destra che di Sinistra e questo, storicamente da sempre.
                                Questa mi giun giunge del tutto nuova, ma mi fido del giud giudizio di uno che ha vissuto nella realtà dei decenni passati. Ma durante gli anni '70 e '80 i partiti principali non erano la democrazia cristiana e il partito comunista, ossia un movimento di centro e uno di sinistra?
                                La Democrazia Cristiana era un partito di Centro al cui interno c'erano una forte componente di Centro - Destra e una minoritaria di Centro Sinistra, Il collante che teneva unito  questo partito, pur nelle diversità, nell'ambito dell'atmosfera dettata dalla guerra fredda e da ordini che venivano dalle alte gerarchie cattoliche, era l'anticomunismo e l'impedire che il PCI andasse al governo.
                                Nel 1973, con il colpo di stato in Cile del generale Pinochet, appoggiato dall'America di Kissinger e Nixon, dopo la proposta di Berlinguer - segretario del PCI - di avviare una nuova stagione politica che avrebbe dovuto portare a governare assieme i due massimi partiti, da lui definita di "compromesso storico", inizio da parte di Aldo Moro - presidente della DC - una ricerca di avvicinamento al PCI che porto al governo monocolore della Democrazia Cristiana, appoggiato dall'esterno anche dal PCI. Erano gli anni di piombo, il periodo più terribile della nostra storia repubblicana. L'esperienza però si avviò verso il tramonto con il rapimento di Aldo Moro da parte delle brigate rosse e l'uccisione della sua scorta e, il successivo, assassinio del presidente DC. Nel 1979, questa esperienza arrivò al suo capolinea e il PCI ritornò all'opposizione., mentre si formò un governo che, facendo perno sulla DC era appoggiato sia dai Socialisti che da forze laiche minori, fra cui anche il PLI. All'interno di tutti questi partiti era fortemente maggioritaria la componente di Destra.
                                Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

                                 

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