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Topolino 3327 - Recensione di piccoloRecensoreCresce

"Credo alla fine sia arrivato: non è certamente il primo numero di Topolino a non avere grandi motivi di interesse per un lettore adulto, ma credo sia il primo [della gestione De Poli] in cui avverto fortemente la sensazione di essere inadeguato mentre ne leggo i contenuti".
Scrivevo queste righe esattamente un anno fa. Era un altro settimanale, con un'altra direzione (non potevo sapere che di lì a poco la De Poli sarebbe stata sostituita da Bertani) ma quel senso di inadeguatezza non si è mai sopito del tutto ed è tornato prepotentemente con il numero di questa settimana.
Però non è tornato da solo. Si è fatto accompagnare dal senso di imbarazzo e dal senso di "ma allora ditelo che mi state prendendo per il sedere!".
La mazzata finale mi arriva dalla storia "Reginella e il crapulongo sbadigliante": conosco bene il lavoro di Vito Stabile in Disney e non gli si può non riconoscere un sincero amore per i personaggi e una non banalità  delle tematiche: come e perché l'autore di "Detective Donald" è quindi finito a (ha dovuto?) prestare la sua penna a questa operazione di rilancio di Reginella?
Se proviamo ad analizzare la storia facendo finta di ignorare tutto il background a cui è inevitabilmente collegata, abbiamo una avventura risibile, una storiellina per bambini, infantile, con personaggi ritratti senza nessuno spessore. Gli ingredienti? Una minaccia rappresentata da una specie di pelouche che sbadiglia (un'orrenda minaccia, davvero. O forse un omaggio a Cimino, ma un omaggio venuto proprio male), uno svolgimento surreale e nonna Papera che appare così, de botto, senza senso. Fino ad arrivare al "colpo di scena" finale con Kranz. Come dite? Non è Kranz? E' la zia? No, guardate bene, notate l'"imprevedibile" entrata in scena, l'arma in mano, il discorsetto di rivalsa: è Kranz con la parrucca.
Più che nonna Papera mi è sembrato di leggere una storia di nonna Abelarda. Bei fumetti anche quelli, ma avevo 8 anni e a 10 già ero passato ai supereroi della Corno.
Ma il peggio è quando si realizza che al centro di tutto c'è Reginella. Il personaggio, nella sua concezione originaria, è fortemente destabilizzante per l'universo papero perché rappresenta tutto ciò che Paperina non è e non sarà mai. Anzi, che non dovrà mai essere. E' l'amore puro e semplice.
Per forza di cose, nel fumetto Disney italiano di oggi, un rapporto del genere è intollerabile, irrealizzabile, inconcepibile. E questo si può anche comprendere (in fondo era una situazione border line anche 50 anni fa). Si comprende meno l'aver spogliato totalmente Reginella dei suoi tratti salienti: quella che era una sovrana forte nella sua apparente fragilità, disposta a metter la ragion di stato e la salvezza del suo popolo davanti alla sua stessa felicità diventa ora una scialba regina sui generis alle prese con faccende frivole come la cucina di corte, mostri che sbadigliano e fringuelli che non cantano.
Il fatto è che la Panini da tempo cerca di tenere il piede in due scarpe, alla ricerca di un difficile compromesso: da un lato un pubblico giovane che è stato individuato come quello di riferimento per la rivista, dall'altro il pubblico degli appassionati di vecchia data, facili prede (paganti) di deleterie nostalgie.
Si prende quindi un vecchio personaggio e lo si "riscrive", lo si trasforma praticamente in un nuovo character (d'altra parte per la stragrande maggioranza dei lettori più giovani lo è comunque, nuovo) lasciandogli giusto le fattezze originali, un simulacro, una Lamia che con le sue ingannevoli fattezze adesca gli stolti romantici lettori del tempo che fu.
Operazione più che legittima, ma che mi sento di poter definire irrispettosa (il termine tecnico più calzante credo sia "paracula", ma suvvia, adeguiamoci al lessico per ottenni).
Tuttavia si potrebbe passare anche sopra a tutto, se almeno il risultato fosse soddisfacente. Ma se le storie successive saranno simili alle ultime due, quanto ne sarà  davvero valsa la pena? Dopotutto sono anni che sul settimanale vengono pubblicate storie dello stesso basso livello (e anche peggiori), avrebbero potuto continuare ad adagiarsi sugli squallori senza necessariamente cercare il colpo ad affetto, rovinando il ricordo a chi, le storie originali, le ha amate e ha ingenuamente sperato di riviverle di nuovo.
Sul resto del numero non trovo ci sia molto da aggiungere: la prima puntata della nuova storia di Enna è interessante più per gli sviluppi che promette (e a cui allude il direttore nell'editoriale, le vicende che vedremo dovrebbero avere ripercussioni permanenti sui personaggi coinvolti) che per lo svolgimento. Come introduzione fa il suo dovere, nonostante qualche dialogo posticcio: non è ben chiaro se l'autore stia cercando complicità nel giovane lettore parafrasandone (malamente) il linguaggio o se piuttosto lo stia prendendo in giro.
In quanto a "Young Donald Duck", l'ho già  detto che sono troppo vecchio per queste cose? Storia la cui lettura si può affrontare esattamente come la visione del film citato tra le sue pagine: proudly, shamelessly, and gloriously brainless.
Per i contenuti extra-fumetto, la rubrica dei Topoviaggi si occupa di alcuni dei parchi e giardini del nostro paese mentre per chi ama la lettura ci son alcune pagine di consigli librari.

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Topolino 3327

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Paper_Butler
Gran Mogol
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    Re: Topolino 3327
    Risposta #75: Lunedì 2 Set 2019, 19:29:34
    Un breve commento sulla saga di Bruno Enna con i nipotini: secondo me promette bene. La prima puntata mi è piaciuta, l’ho trovata divertente e anche realistica su certe dinamiche che possono venire a crearsi nelle famiglie tra adulti e (pre) adolescenti. In particolare mi è sembrata molto azzeccata l’immagine di Qua con sempre indosso le cuffione, a creare distacco dal mondo circostante, che, almeno all'inizio, suscita forte irritazione in Paperino: non è difficile rivedervisi! Queste diverse sfaccettature di caratteri e passioni dei nipotini hanno un ottimo potenziale: staremo a vedere come evolveranno le situazioni, di sicuro in questa prima parte l’autore è riuscito a mettermi parecchia curiosità.

    Invece devo dire che non sto apprezzando granché l’altra saga dedicata ai ragazzi in crescita, “Young Donald Duck”, a parer mio troppo stereotipata e forzatamente “giovanilistica”: un tipico prodotto “americano”, nel senso negativo, vuoto e superficiale del termine. E dire che la prima puntata non mi era dispiaciuta... Ma probabilmente sono io ad avere un’età fuori target!

    Non so, poi, se sia il caso di riproporre Reginella come nella storia di questo numero. Capisco che gli autori si ritrovino con la necessità di allontanarla da Paperino (o comunque di non farla interagire con lui in determinate maniere), ma così mi sembra che la sua figura sia un po’ banalizzata, in un certo senso quasi “snaturata”. La storia non l’ho trovata brutta, diciamo nella media, in alcuni punti mi ha anche fatto sorridere, ma è il fatto che la protagonista sia quella Reginella che abbiamo imparato a conoscere in frangenti ben diversi a non convincermi. Magari, chissà, questo farla interagire in avventure minori (e un po' forzatamente) con i parenti di Paperino prelude a qualcosa di avvincente e al momento imprevedibile: in quest’ottica la cosa potrebbe assumere un significato differente... O forse è semplicemente un’evoluzione del personaggio, un modo per tenerlo vivo - ma decisamente sotto tono - al di là delle restrizioni imposte, e allora, per quanto mi riguarda, permarrebbero forti dubbi sulla validità dell’operazione.

    Il resto del numero è nella media, a parte i disegni di Lavoradori, che personalmente non riesco a digerire. Mi ha fatto piacere trovare a fine libretto una “one page” disegnata dal maestro Chierchini.

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    ilFumettista
    Papero del Mistero

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      Re: Topolino 3327
      Risposta #76: Martedì 3 Set 2019, 14:33:42
      Mi spiegate chi è piccoloRecensoreCresce, autore della bella analisi di questo fascicolo? Non lo ho mai visto sul forum...
      -ilFu
      ma sarò stupido??? Magari è pure quello un errore del restyling. Scusate.
      « Ultima modifica: Martedì 3 Set 2019, 18:13:38 da ilFumettista »

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      Ciube27
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        Re: Topolino 3327
        Risposta #77: Mercoledì 4 Set 2019, 16:19:58
        Mi è piaciuta molto la prima puntata della serie di Enna e devo diire che non mi ha disturbato l'uso di espressioni giovanili. Devo dire che me ne aspettavo molte di più e, per essere sincero, avevo paura che venissero utilizzate espressioni orripilanti come balzare, skinnare o cringe.
        Inoltre ho trovato molto più in character questo linguaggio usato da QQQ che dal professore di YDD ch chiede di essere taggato dai sui studenti sui social.  SmBho SmBho

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          Re: Topolino 3327
          Risposta #78: Venerdì 6 Set 2019, 12:15:29
          Mi è piaciuta molto la prima puntata della serie di Enna e devo diire che non mi ha disturbato l'uso di espressioni giovanili. Devo dire che me ne aspettavo molte di più e, per essere sincero, avevo paura che venissero utilizzate espressioni orripilanti come balzare, skinnare o cringe.
          Inoltre ho trovato molto più in character questo linguaggio usato da QQQ che dal professore di YDD ch chiede di essere taggato dai sui studenti sui social.  SmBho SmBho

          Concordo, anche perché da quello che avevo letto qui credevo che la storia sarebbe stata farcita di espressioni giovanili, invece sono talmente poche che si possono contare sulle dita di una mano. Non so se i ragazzini di 11-12 anni si esprimono in questo modo, ma a me è sembrato un modo "metaforico" di sottolineare la distanza che c'è tra Paperino e i suoi nipoti, a prescindere che il gergo sia quello di un dodicenne o meno. Ben vengano uno "scialla" e un "camomillati" piuttosto che "cringe" e "bro".

           

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