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Topolino 3338 - Recensione di Chen Dai-Lem

L’editoriale di questa settimana ci fa respirare ancora il clima festoso di Lucca Comics: il direttore Bertani, che scrive queste righe proprio nel bel mezzo della fiera, ringrazia tutti quanti sono passati allo stand per salutare non solo i componenti della redazione, ma anche i molti ospiti presenti al PalaPanini. Fa piacere vedere che in molti, oltre a salutare i grandi nomi, come Don Rosa e Marco Rota, abbiano fatto la fila per salutare i giovani emergenti, come il “nostro” Emmanuele Baccinelli. Proprio come finisce l’ebbrezza della kermesse lucchese, lasciandosi alle spalle una vera e propria marea di emozioni, così questo Topolino scende un po’ dalle vette toccate sette giorni fa, ma rimane un numero di buona qualità. Riusciamo infatti a ritrovare al suo interno sia le note moderne che Claudio Sciarrone ci regala con il terzo episodio di Foglie rosse, la cui traiettoria prosegue speditamente, lasciando la curiosità di conoscerne il seguito, sia quel tocco molto classico che Marco Rota riesce a dare alla sua Ingorgopoli. Leggendo questa storia, infatti, il lettore può quasi fare un salto indietro nel tempo, ritrovando un modo di sceneggiare e di caratterizzare i personaggi (soprattutto i comprimari, dal poliziotto al camionista) che era un po’ che non si vedeva nelle pagine del settimanale. Se a questo aggiungiamo la nota abilità al disegno dell’autore milanese, la storia non può che considerarsi riuscita; basta infatti una qualsiasi vignetta di traffico a farti sentire la claustrofobia che probabilmente ha percepito anche Paperino, così come basta la tavola finale a farti respirare tutta la vastità delle strade americane che abbiamo imparato a conoscere nei film. Piacevole è anche Paperino bodyguard in prestito (Sisti/Panaro), in cui Paperone, per non sfigurare di fronte ai partecipanti del Mondial Pocoeconomic Forum, si ritrova a necessitare urgentemente di un bodyguard. E chi meglio di Paperino può svolgere questo compito, soprattutto gratis? L’avventura offre delle buone gag e mostra un Paperino normale, non necessariamente ed eccessivamente imbranato.   Una buona prova la offrono anche Gaja Arrighini e Vitale Mangiatordi con Gastone e la fortuna stregata. Il biondo papero, a causa di un sortilegio di Amelia, perde temporaneamente la sua proverbiale fortuna e Paperina, impietosita dalla sua situazione, lo soccorre, dandogli il pretesto per provare a conquistarla, anche con l’inganno: i conflitti con Paperino che seguono fanno sorridere in più occasioni. L’unica storia breve del numero è Ciccio e il metodo antistress (Bosco/Chierchini). Bosco realizza una buona sceneggiatura utilizzando un personaggio che non offre molti margini di movimento (si sa, Ciccio o mangia o dorme), ma, proprio a partire dai suoi limiti, riesce a creare una storia un po’ diversa rispetto al solito. Dispiace un po’ rivedere i disegni di Giulio Chierchini (purtroppo recentemente scomparso), ben lontani dai livelli a cui l’autore ligure ci ha abituati. Per quanto riguarda i redazionali, non possiamo non citare l’articolo su Petra realizzato dallo stesso Alex Bertani, che ci illustra le meraviglie del luogo non solo attraverso le parole, ma anche e soprattutto attraverso delle immagini straordinarie. Complimenti al direttore fotoreporter!

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Qual è stata la miglior epoca per Topolino?

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Cornelius Coot
Imperatore della Calidornia

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    Re:Qual è stata la miglior epoca per Topolino?
    Risposta #15: Venerdì 1 Mar 2019, 11:26:04
    I due decenni 1960s e 1970s , subito dopo 1980s-1990s. Dagli anni 2000 in poi tante belle chicche e persino capolavori, ma sporadici.
    La non considerazione del decennio 1950s dipende da fattori extra storie (copertine, redazionali, rubriche...) o dal fatto che la maggior parte dei soggetti erano (soprattutto nella prima metà dei '50) di importazione americana? Immaginando che, per questo topic, tu dia importanza anche alla originalità di una produzione esclusivamente per il libretto e non di sola importazione.

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    raes
    Pifferosauro Uranifago

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      Re:Qual è stata la miglior epoca per Topolino?
      Risposta #16: Venerdì 1 Mar 2019, 12:41:59
      Io adoro tutto quello che va dai '50 e '90, ma potrei essere influenzato dal fatto che erano le storie che leggevo da bambino...
      sei stato bambino per 40 anni?

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      paolo87
      Sceriffo di Valmitraglia

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        Re:Qual è stata la miglior epoca per Topolino?
        Risposta #17: Venerdì 1 Mar 2019, 14:02:26
        Sono stato bambino negli anni '90 e oltre alle storie nuove leggevo quelle dei decenni precedenti ristampate sulle varie testate. Mi sembrava chiaro :D

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          Re:Qual è stata la miglior epoca per Topolino?
          Risposta #18: Giovedì 21 Mar 2019, 02:59:19
          Anni 90. Ma più che altro gli anni 90 per le grandi parodie Disney, capolavori!

            Re:Qual è stata la miglior epoca per Topolino?
            Risposta #19: Mercoledì 24 Apr 2019, 12:59:18
            Io preferisco il 50, dove ancora non ci stava un fumetto eccessivamente moderno e anche le storie erano rimarcate sullo stile originale.
            Quelle di oggi invece sono pessime, disegni fatti di fretta e storyboard con poco feeling e fin troppa routine.
            dal 60 ad oggi ho un atteggiamento "cosi cosi" perché troppi cambiamenti repentini nella nostra realtà hanno trasmesso cambiamenti continui nelle storie Disney.

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              Re:Qual è stata la miglior epoca per Topolino?
              Risposta #20: Venerdì 26 Apr 2019, 11:36:39
              Il 20° secolo! Sono un nostalgico. :)

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              OkQuack
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                Re:Qual è stata la miglior epoca per Topolino?
                Risposta #21: Mercoledì 1 Mag 2019, 13:27:09
                Sicuramente quando non esistevano le odierne,stupide e inutili censure.

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                doppio segreto
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                  Re:Qual è stata la miglior epoca per Topolino?
                  Risposta #22: Domenica 2 Giu 2019, 21:31:45

                  Dal mio punto di vista gli anni fra il 1955 e il 1961, hanno partorito fra le storie migliori della scuola italiana relative a Topolinia, supportate poi dalle storie migliori disegnate da Paul Murry.
                  Notevoli anche le storie di Paperopoli, anche se la polarizzazione è meno accentuata e più discontinua e si alterna anche in altri periodi.
                  Non so se vi è mai capitato di immaginare che cosa avrebbero scritto i lettori di epoche antecedenti al Papersera e a internet, se avessero potuto anche loro recensire i vari numeri di Topolino che uscivano e, come si sarebbero comportati con le stelline che concludono ogni recensione.


                  Sarebbe interessante, ora, poter recensire molti di quei numeri del passato per poter vedere cosa salta fuori anche in rapporto al presente.


                  Se qualcuno chiedesse: qual è, secondo voi, in linea di massima, il più bel numero di Topolino?


                  Domanda impossibile? Assurda?


                  Può darsi!


                  Eppure io una risposta mia ce l'avrei a quella domanda.


                  I più bei numeri di Topolino in assoluto sono due perché si completano a vicenda: il 247 e il 248.


                  Mai nella storia di Topolino, sia precedente che seguente, furono proposte assieme tre storie in due puntate e, tutte e tre erano notevolissime.


                  In quei numeri non ci sono né Scarpa né Martina, ma un Bottaro ai massimi storici che firma in Paperino il paladino, in veste di trama e di disegno, una storia indimenticabile, piena di energia e battute indimenticabili.


                  C'è poi due volte Ennio Missaglia, dapprima con Topolino e i pirati del Mar Giallo, disegnata da un sempre favoloso Giovan Battista Carpi, dove da una parte Topolino, Pippo e Minnie, vengono tratteggiati in una maniera superba e, dall'altra, l'eterno nemico Gambadilegno è presentato in tutta la sua spavalda e pasticciona grandezza.
                  In contraltare, nella storia Topolino e il re dei mendicanti,  Ennio Missaglia supportato ora dai meravigliosi disegni di Giulio Chierchini, ci regala la storia che consacra Macchia Nera come capo di tutta la malavita topoliniana e lo sdogana per sempre. Qui, un Gambadilegno insolitamente terrorizzato da una figura "sconosciuta e terribile" che minaccia di ucciderlo, si affida per la prima volta proprio a Topolino per essere salvato. Un racconto stupendo che ogni volta che rileggo mi fa domandare cosa abbia lasciato nei lettori di allora che, come Topolino, si saranno chiesti alla fine della prima puntata sgomenti:"Se non è Gambadilegno chi può essere il vero re dei mendicanti?".


                  A queste tre storie si affiancano poi due brevi: nel 247, Pippo assunto & licenziato, tipica simpatica breve storia proveniente dagli States e, nel 248, Zio Paperone  e la bacchetta magica, uno dei tanti piccoli gioiellini di Carl Barks.


                  Due numeri veramente superiori all'ennesima potenza - e anche irripetibili - che, meriterebbero non 5 stelle ma ... di più, molto di più! Due numeri che ogni vero amante di Topolino, se non li ha già, non può non cercare di procurarseli nella sua collezione. SmMickey
                  « Ultima modifica: Domenica 2 Giu 2019, 21:35:36 da doppio segreto »
                  Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

                    Re:Qual è stata la miglior epoca per Topolino?
                    Risposta #23: Venerdì 27 Dic 2019, 15:59:46
                    Personalmente amo particolarmente le storie pubblicate negli anni a cavallo tra '70 e '80. Benché i tratti dei fumetti fossero più essenziali rispetto ad ora, a mio parere i contenuti delle storie erano molto più avvincenti, e le trame più intricate. L'inventiva e la cura degli stessi testi erano davvero apprezzabili, tanto che pure un adulto poteva divertirsi nel leggere alcuni dialoghi tra personaggi: i sottintesi e le arguzie non mancavano. Poi, da allora, c'è stato un lento declinare verso la banalità: ora la targhettizazione è chiaramente verso i più piccini e la fantasia è talmente ridotta al lumicino, che sono costretti a fumettizzare i vip del momento e magari sbatterli in copertina o dedicare loro dei veri e propri sequel, come con Topalbano. Mi sono interrogato più volte, per capire se ciò fosse causato da un mio personale diverso punto di vista, che con il crescere dell'età diventa ovviamente ed inevitabilmente più critico, così sono andato a ripescare qualche bella storia di quei tempi, che non avevo mai letto in vita mia ... devo dire che la differenza, considerata la scarsa qualità delle storie di oggi, è evidente.
                    Fortunatamente ci sono molte eccezioni, ma non sono sufficienti a compensare il divario che si è venuto a creare.  Se poi oltre alle storie, prendiamo in considerazione la qualità delle rubriche dei Topolino di allora (Qui Paperino Quack, Se lo sai rispondi... solo per citarne alcune) o la bellezza delle copertine (quelle di Topolino 1179, Topolino 1182, 1194 e 1195 ad esempio), direi che siamo al ti piace vincere facile di un famoso spot di qualche anno fa! Speriamo soltanto che questo lento declinare verso il peggio non porti il nostro amato settimanale a scomparire, visto che già deve fare i conti con una società che legge sempre meno e che preferisce rimbambirsi con i like e i post, magari trincerandosi dietro ad uno smartphone anziché farsi incuriosire da una storia o apprezzare le vignette di un fumetto!
                    « Ultima modifica: Venerdì 27 Dic 2019, 16:09:59 da CompareOrso »

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                    Vincenzo
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                      Re:Qual è stata la miglior epoca per Topolino?
                      Risposta #24: Venerdì 27 Dic 2019, 17:35:13
                      Le storie di Topalbano sono magnifiche...
                      Parlando di copertine, direi che le ultime non hanno niente da invidiare a nessuno.
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                        Re:Qual è stata la miglior epoca per Topolino?
                        Risposta #25: Venerdì 27 Dic 2019, 18:38:57
                        Concordo con Vincenzo. Soprattutto sulla qualità delle copertine. Quelle di questa settimana e di settimana scorsa sono cover natalizie splendide, e, di quest'anno, me ne ricordo in particolare una di Freccero dedicata al Klondike e ispirata ad un noto quadro di Barks... semplicemente magnifica.

                         

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