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Topolino 3345 - Recensione di Giani Santarelli

Il primo numero del 2020 segna il ritorno di Double Duck sul settimanale a distanza di un anno e mezzo dall’ultima apparizione. Vitaliano (con Zanchi ai disegni) fa risorgere l’Actinia, apparentemente sconfitta proprio in quella occasione, per trasformarla in una P2 in versione papera e avere quindi il pretesto per richiamare in servizio il papero dalle mille vite segrete.

Caratterizzata dal tipico umorismo dell’autore, “arricchita” (non si sa bene perché) da citazioni gratuite a Fantozzi e Totò, gravata dalle storture editoriali che affliggono da tempo le storie Disney italiane, ha comunque tutto per essere una classica avventura della serie, ovvero piacevole pur con tutte le riserve del caso.

C’è un passaggio però sul quale sprecare qualche parola in più: è chiaro ormai come determinati argomenti, tra cui le armi da fuoco, siano pressoché banditi dalle storie ed è fuori di dubbio che gli autori lo sappiano fin troppo bene. Qual è quindi lo scopo di inserire una scena come quella delle pagine 41-42? Prima mostrare delle pistole e due personaggi potenzialmente pericolosi e subito dopo rivelare che le prime sono dei giocattoli e i secondi degli elementi inoffensivi?

Vorrei pensare che si tratti di un modo dell’autore per evidenziare le assurdità a cui devono sottostare, ma mi è più facile credere che non si sia rinunciato all’occasione per una gag la quale, però, stride in maniera fastidiosa con il contesto in cui viene generata.

Comunque sia, Double Duck resta l’unica cosa degna di nota di questo numero. Il resto è ordinaria amministrazione di poco interesse.

Zemelo era fino a non troppo tempo fa uno dei giovani autori più promettenti, con idee molto valide. Ora sembra avviato verso una discesa irrefrenabile fatta di storie irrisolte (Perfettopoli), storielle dimenticabili (le molte brevi degli ultimi due anni) e personaggi dimenticati che sarebbe stato meglio restassero tali (Nocciola e Gilberto).

Spero vivamente torni ai livelli a cui ci aveva abituato e che riesca anche a fare quell’ultimo salto di qualità a cui era atteso prima di questa lunga ed anonima parentesi.

Amelia befana per forza rientra nelle storie del periodo: è una riempitiva piuttosto riuscita, una simpatica variazione su un tema ormai difficile da trattare in maniera originale.

Paperina e la casa armonica è una anonima breve, una gag di poche pagine con Paperoga, neanche particolarmente divertente. La cito unicamente perché non riesco a capacitarmi dell’involuzione della Migheli, una disegnatrice con ormai una attività ventennale e proveniente dall’Accademia Disney che incappa sovente in veri e grossolani errori. Basti la vignetta conclusiva di questa storia come sintesi di una parabola discendente iniziata ormai da tempo.

Salati e Faccini prendono in giro il fenomeno dei gatti social, ma sono Alessandro Sisti e Giampaolo Soldati ad introdurre un progetto e un argomento decisamente più importanti: illustrare i principi basilari della programmazione, o meglio del coding. Il coding sta trovando spazio anche nelle scuole dell’obbligo con l’obiettivo non di formare dei programmatori ma di far invece acquisire una forma mentis specifica, utile anche nella vita di tutti i giorni. Questa prima puntata è essenzialmente introduttiva e priva di riferimenti specifici (il software usato dai nipotini potrebbe essere Scratch o un qualunque altro dello stesso genere) ma chissà che le successive non siano maggiormente ricche di dettagli, magari accompagnate da redazionali all’altezza.

L’albo si chiude con una nuova serie dedicata alle avventure giovanili di Indiana Pipps: Bruno Sarda non si rassegna e cerca di tenere a galla il suo personaggio più famoso rovistando nei suoi anni al college. Peccato che con l’abbassarsi dell’età del protagonista si abbassi notevolmente anche quella del target: storia, per ora, banale e rivolta ad un pubblico da scuola primaria.

Per completare coerentemente il numero, anche l’apparato redazionale è scarno e poco interessante: la rubrica sportiva di Licari, i soliti consigli per la lettura, un gattaro della rete, cose così.

L’anno insomma non inizia certamente alla grande

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Charlie Hebdo e la libertà di satira

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Sergio di Rio
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    Re: Charlie Hebdo e la libertà di satira
    Risposta #90: Venerdì 13 Feb 2015, 12:34:46
    Intanto, a oltre un mese dall'attentato, Charlie Hebdo si è inevitabilmente fermato da un po', non avendo praticamente più una redazione. Tuttavia il numero successivo alla strage, alla faccia dei censori e dei fanatici che volevano bloccarlo, ha avuto una tiratura di oltre 7 milioni di copie, cioè praticamente più del doppio di quelle che stampa in un anno intero!
    Solo in Italia si sono vendute 268.000 copie, più del quadruplo della sua distribuzione abituale in Francia.
    E' previsto tuttavia che riprenda le pubblicazioni fra un paio di settimane.

    Secondo me legge giustissima.

    Ti sembra giusta una legge che di fatto impone per decreto una verità storica?
    Certo che se uno approva quella legge poi non può venire a dire "Je suis Charlie".
    La Francia è una grossa contraddizione.

    Colgo l'occasione (credevo che qualcuno ne avrebbe parlato ma finora non l'ha fatto nessuno quindi il tema lo propongo io): che ne pensate di quello che ha detto Papa Francesco sul pungo a chi offende la mamma?

    Sembra una boutade li per li, tutto sommato innocua se detta fuori contesto. Però in riferimento alle vicende, mi sembra inopportuna, vagamente tendente a giustificare le ragioni dei terroristi. Non credo fosse quella la sua intenzione ovviamente.
    « Ultima modifica: Venerdì 13 Feb 2015, 12:38:01 da Sergio_di_Rio »

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      Re: Charlie Hebdo e la libertà di satira
      Risposta #91: Venerdì 13 Feb 2015, 22:43:53
      Ho avuto diversi problemi di connessione e non ho potuto dire come la penso sull'intervento di Papa Francesco.

      Beh, sinceramente penso che Francesco abbia detto la cosa più vera e più intelligente nel mare di ipocrisia successivo all'attentato al giornale. Dare un pungo a chi offende non è giusto, ma, cribbio, è umano. E noi siamo esseri umani. Intelligenti e dotati di ragione, ma anche imperfetti e preda dell'istinto. Le parole di Francesco non erano una difesa a quanto successo; era semplicemente dire se offendi deliberatamente, una reazione te la devi aspettare, non perché sia giusto ma perché è umano.

      Purtroppo in quei giorni qualsiasi cosa che non fosse Je suis Charlie, veniva presa come un giustificare il terrorismo.
      Sinceramente penso che l'Occidente dovrebbe cercare di capire meglio le ragioni di queste persone, non perché siano nel giusto, ma semplicemente perché è solo capendo cosa li spinge che si può vincere questa battaglia per la libertà.

      So che vado leggermente OT (ma neanche tanto): da qualche giorno sul web impazza la polemica contro Alessandro Siani, reo di aver fatto una battuta su un bambino cicciottello. Gli stessi che rivendicavano il diritto per Charlie di offendere, oggi "crocifiggono" Siani per una battuta, magari inopportuna, ma solo una battuta. Non è un paese di ipocriti?

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        Re: Charlie Hebdo e la libertà di satira
        Risposta #92: Venerdì 13 Feb 2015, 22:49:03
        Mark, lo scopri oggi che il nostro è un Paese di ipocriti? (e anche di banderuole incoerenti, aggiungerei)


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        Sergio di Rio
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          Re: Charlie Hebdo e la libertà di satira
          Risposta #93: Venerdì 13 Feb 2015, 23:38:47
          So che vado leggermente OT (ma neanche tanto): da qualche giorno sul web impazza la polemica contro Alessandro Siani, reo di aver fatto una battuta su un bambino cicciottello. Gli stessi che rivendicavano il diritto per Charlie di offendere, oggi "crocifiggono" Siani per una battuta, magari inopportuna, ma solo una battuta. Non è un paese di ipocriti?

          E' un mondo di ipocriti, per favore non facciamo provincialismo da due soldi.
          Cosa pensate che negli altri paesi sia diverso? Che esista la coerenza in Malesia o in Honduras?
          Non diciamo stupidaggini.

          La Francia accetta il dileggio dell'Islam ma gli parte l'embolo se si sfiorano anche di striscio gli ebrei (e anche CH ne sa qualcosa) e reprime brutalmente con multe salate e anni di galera.
          Il mondo piange se si rappresenta un africano come un ritardato, ma ride se c'è l'italiano mafioso o l'americano obeso.

          Purtroppo la maggior parte della gente non è in grado di concepire queste differenze, per cui pretende che sia fatto tutto secondo i propri desideri e le proprie sensibilità, è totalmente incapace di comprendere le conseguenze di quello che sostiene.

          Se un commando di esaltati giustiziasse Siani in difesa dei bambini grassi, tutto il mondo direbbe "Je Suis Sianì".

          Prendere in giro un bambino grasso, soprattutto da parte di un adulto è inopportuno. Ma lo è anche insultare una religione.
          Il punto è, che se si crede seriamente nella libertà di parola, che dovrebbe essere un valore sacro (ma non lo è, almeno in Europa) allora si evita di rompere le scatole ogni volta che qualcuno dice la sua e si accetta tutto.
          Tanto CH quanto Siani.

          Non c'è coerenza in queste reazioni, nè una sincera difesa della satira.
          Infatti si tratta, banalmente, di politicamente corretto. Che, lo dice la parola stessa, è legato a questioni politiche.
          Per cui le categorie da difendere sono solo alcune e non altre, a seconda della convenienza politica del momento.

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            Risposta #94: Sabato 27 Giu 2015, 09:29:51
            E’ proprio quello che intendo dire, che poi è quello che avviene negli USA, dove tutte le idee sono legali ma le azioni vengono punite in maniera anche durissima.
            E’ questo il modello che bisognerebbe importare in Europa, dove invece siamo pieni di reati di opinione, che spesso rasentano il ridicolo.

            A proposito di legalizzare le idee e punire le azioni, sai quanti danni stanno provocando gli antivaccinisti propagandando le loro idee? Le idee e le parole possono sembrare fumo, ma hanno un potere molto importante: convincono. Dammi pure del seguace dell'Ingsoc, ma mi sentirei molto più tranquillo se quei cialtroni fossero impossibilitati a parlare.

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            Sergio di Rio
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              Risposta #95: Sabato 27 Giu 2015, 15:01:30

              A proposito di legalizzare le idee e punire le azioni, sai quanti danni stanno provocando gli antivaccinisti propagandando le loro idee? Le idee e le parole possono sembrare fumo, ma hanno un potere molto importante: convincono. Dammi pure del seguace dell'Ingsoc, ma mi sentirei molto più tranquillo se quei cialtroni fossero impossibilitati a parlare.

              Anch'io mi sentirei più tranquillo se quelli che dicono che certe persone debbano essere impossibilitate a parlare fossero impossibilitati a parlare...ma nella libertà di parola ci credo sul serio e quindi sono fermamente convinto che anche loro debbano parlare ;)

              Riguardo ai vaccini ma anche su tutto il resto esiste quella cosa chiamata CORRETTA INFORMAZIONE, oltre che la normale intelligenza delle persone che porta tranquillamente a discernere la scienza dallo sciocchezzume complottista.

              I vaccini sono perlopiù perfettamente sicuri ed efficaci ma...come tutto in medicina. la possibilità di effetti collaterali c'è, rara ma c'è, lievi o gravi che siano. Una corretta informazione deve dire anche questo.
              Ci sono poi situazioni come quella del vaccino anti-polio, coltivato su rene di scimmia, nel quale è stata scoperta la presenza dell'SV40, virus che secondo alcuni potrebbe avere potenziale oncogeno, secondo altri no, ma insomma la questione è dibattuta, e per scoprire la verità non si può fare altro che studiare e fare ricerca.

              In ambito scientifico è assolutamente impensabile porre dogmi di questo genere, perchè come è accaduto in passato, anche teorie consolidate possono essere riviste alla luce di nuove scoperto.
              Un sacco di farmaci messi in commercio in passato sono stati ritirati perchè si sono scoperti gravi effetti collaterali a lungo termine.
              Coi vaccini è ormai prassi consolidata da tempo e l'efficacia è stata provata, però, perchè rimanere col dubbio che qualcosa possa andare storto?

              Al netto delle sciocchezze sull'autismo e sul controllo della mente da parte delle case farmaceutiche, non bisogna mai smettere di studiare certe cose così importanti per la salute.

              La ricerca non può e non deve mai avere limiti, di nessun tipo. Sia essa storica che scientifica.

              Tanto per fare un esempio, qualche mese fa lo scandaloso parlamento italiano si è affannato a votare una legge contro il negazionismo dell'Olocausto, del quale frega più o meno poco a nessuno ma a tutti gli "onorevoli" interessava molto compiacere la comunità ebraica.

              Unica voce fuori dal coro, Elena Cattaneo, che non a caso è una scienziata e quindi a differenza dei suoi colleghi non ha interesse a compiacere una qualche associazione, ma ha interesse nella ricerca, e ha dichiarato che, pur non condividendo certe teorie, "non è ammissibile imporre limiti alla ricerca e allo studio di una teoria".
              Sia essa storica, come in quel caso, sia essa scientifica.

              Ecco, io mi fido di queste considerazioni fatte da una persona intelligente che sa davvero cosa vuol dire fare ricerca.

              Con le assurde leggi sul negazionismo si rischia di togliere l'olocausto dalla sua natura di fatto storico e farlo diventare un dogma, una sorta di religione che non ammette eresie.
              Ecco, cerchiamo di non far nascere anche la Religione del Vaccino ;)

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                Re: Charlie Hebdo e la libertà di satira
                Risposta #96: Venerdì 2 Set 2016, 17:25:43

                Libertà di satira di fronte ad una prova ancor più difficile: questa volta è più 'complicato' essere 'Tutti Charlie' anche perché la cosa ci riguarda direttamente come italiani: immagino però che se avessero ironizzato su terremotati iraniani o turchi la reazione negativa sarebbe stata la stessa.

                Magari avendo letto dei famosi spaghetti all'amatriciana e delle polemiche sulle ricostruzioni fatte con materiali scadenti l'autore della vignetta ha pensato di unire le due cose: il sugo come sangue, le gratinate come detriti, le lasagne come macerie. La polemica sarebbe giusta ma il modo di affrontarla decisamente... 'forte' (come tradizione). Anche la fisionomia dei personaggi ricorda un po' certe vignette razziste verso gli ebrei fatte tanti anni fa (e magari ancor oggi).

                La reazione negativa deriva dall'aver messo al centro della scena (in una posizione sicuramente ridicola e umiliante) dei soggetti che sono vittime innocenti: ma il dito puntato non è su di loro (che sono il tramite spettacolare e shoccante che CH ben conosce per attirare l'attenzione) ma su quelle persone che, con le loro decisioni avventate, hanno permesso che accadesse tutto ciò. Può offendere la forma (sicuramente) ma non la sostanza di questa vignetta.





                Una seconda vignetta in risposta alle polemiche suscitate in Italia dalla prima vede una persona gridare 'Italiani, non è CH che costruì le vostre case ma la Mafia' (all'estero ogni cosa che non va nel nostro paese viene ad essa genericamente collegata).








                « Ultima modifica: Venerdì 2 Set 2016, 18:32:26 da leo_63 »

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                  Re: Charlie Hebdo e la libertà di satira
                  Risposta #97: Venerdì 2 Set 2016, 18:18:44
                  Semplicemente disgustoso.

                  E mò tutti quelli che si professavano CH 'ndo stanno?
                  Tritumbani fritti!

                    Re: Charlie Hebdo e la libertà di satira
                    Risposta #98: Venerdì 2 Set 2016, 18:51:57
                    Deplorevole. :-X

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                      Re: Charlie Hebdo e la libertà di satira
                      Risposta #99: Venerdì 2 Set 2016, 19:08:25
                      Cose come questa mi fanno desiderare che i francesi

                      ***commento moderato***

                      come la vedete la censura nel topic della libertà di satira?

                      Non si possono accettare certe frasi

                      - Gumi
                      .
                      « Ultima modifica: Martedì 6 Set 2016, 01:04:04 da teoo »
                      If you can dream it, you can do it.

                        Re: Charlie Hebdo e la libertà di satira
                        Risposta #100: Venerdì 2 Set 2016, 19:11:08
                        Hanno il loro solito pessimo gusto.

                        Ma non mi indigno, non rispondo schifato, non protesto per la banalizzazione, non vado a casa loro con il mitra.

                        Mi dissocio e ignoro. È solo una battuta venuta male.

                        La seconda, invece, è una brutta generalizzazione.
                        Quella non si deve ignorare, in casi come questo ignorare significherebbe dar ragione, accettare che possa essere detto che le case italiane sono costruite dai mafiosi.
                        Ecco, questo non mi sta bene.

                        *

                        Solomon Cranach
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                          Re: Charlie Hebdo e la libertà di satira
                          Risposta #101: Venerdì 2 Set 2016, 19:19:51
                          Le vignette che realizzarono qualche mese fa e che fecero "incazzare" (per usare un eufemismo) i terroristi erano di altrettanto cattivo gusto.

                          Diciamo che, se ho appoggiato il "Je suis Charlie", era più per il mondo della satira in generale (perché non mancano i bravi autori in questo campo, ovviamente), anziché per il loro caso specifico (con tutto il rispetto per le persone morte).
                          « L'UNICA DIFFERENZA FRA LA FOTOCAMERA E NOI
                          È CHE LA FOTOCAMERA, QUESTA STUPIDA, NON SBAGLIA MAI,
                          MENTRE NOI SBAGLIAMO IN CONTINUAZIONE, IN OGNI DISEGNO.
                          ED È QUESTO CHE CREA LA MAGIA!
                          »

                          J. Giraud

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                            Re: Charlie Hebdo e la libertà di satira
                            Risposta #102: Venerdì 2 Set 2016, 19:28:45
                            Cose come questa mi fanno desiderare che i francesi *** ***.
                            E la differenza con loro che ci credono tutti mafiosi dove starebbe, di grazia?  :P

                            Diciamo che, se ho appoggiato il "Je suis Charlie", era più per il mondo della satira in generale (perché non mancano i bravi autori in questo campo, ovviamente), anziché per il loro caso specifico (con tutto il rispetto per le persone morte).
                            Scusami la franchezza, ma mi sembra troppo comodo ragionare cosi: o uno si infastidisce per tutte le battute di pessimo gusto (comprese quelle sul profeta, che non ci riguardano ma che tu stesso definisci di altrettanto cattivo gusto) oppure si lascia passare tutto in nome dell'insopprimibile libertà di espressione tanto cara ad alcuni utenti, pur se la cosa ci tocca da vicino.

                            Certo, la soluzione non può mai ed in alcun modo essere farli fuori a colpi di mitra, l'unica soluzione è deplorare ed ignorare, tuttavia ora molti benpensanti capiranno che certe cose non sono satira, ma semplice espressione di totale mancanza di rispetto, e come tali non possono essere tollerate.



                            Je ne suis pas charlie hebdo!
                            « Ultima modifica: Martedì 6 Set 2016, 01:04:52 da teoo »
                            Tritumbani fritti!

                            *

                            frrr7
                            Papero del Mistero
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                              Re: Charlie Hebdo e la libertà di satira
                              Risposta #103: Venerdì 2 Set 2016, 19:41:47
                              Cose come questa mi fanno desiderare che i francesi *** ***.

                              Charlie Hebdo non è la Francia intera come la mafia non è l'Italia intera, spero che un giorno impareremo a non generalizzare, e, sopratutto, spero che un giorno impareremo a non augurare la morte a qualcuno semplicemente perché si è in disaccordo. Sarà un gran giorno quello, un passo avanti per una società che si autodefinisce avanzata.


                              A me personalmente questo genere di satira (se vogliamo chiamarla così) non piace, come mi piace poco il black humor.
                              Comunque indignarsi lo trovo normale, indignare è quello che CH fa di mestiere, e non fa sconti a nessuno questa è la copertina uscita il giorno dopo gli attentati di Parigi di novembre



                              e questa una vignetta pubblicata dopo l'attentato di Nizza.


                              ciao



                              « Ultima modifica: Martedì 6 Set 2016, 01:05:56 da teoo »

                                Re: Charlie Hebdo e la libertà di satira
                                Risposta #104: Venerdì 2 Set 2016, 19:43:09
                                @Gancio

                                Per me, finché sono battute, anche pessime, anche offensive, anche su mia mamma, va bene. Mi arrabbio un po', magari. Mi arrabbio molto, magari. Gli chiedo di smetterla, magari.
                                Però l'altro può farlo, non è vincolato da quello che gli chiede il resto del mondo.
                                È una giusta libertà usata in modo sbagliato, ma non per questo va limitata.

                                Piuttosto, la vignetta nuova è pessima e becera disinformazione. Quella sì che va contestata.

                                 

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