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Topolino 3348 - Recensione di Gianni Santarelli

L’attesa per questo numero di Topolino era tutta legata a Zio Paperone e… giustizia per tutti. Storia disegnata da Mottura, annunciata circa due anni fa come di prossima pubblicazione e poi improvvisamente scomparsa, uno dei diversi casi di tempistiche redazionali totalmente sballati che si sono succeduti negli ultimi anni. Ora, decisamente a sorpresa, la ritroviamo tra le pagine del settimanale, senza una copertina dedicata (quella presente sembra riferirsi più all’altra storia con protagonista Paperone e comunque è abbastanza generica), in una anonima posizione centrale e, non c’è bisogno di dirlo, senza un riga di accompagnamento o spiegazione. Inutile perdersi in speculazioni o fantasiose ricostruzioni, non ho idea di come fosse lo script originale di Fontana e quindi mi limito a parlare di ciò che è stato pubblicato. Il titolo richiama esplicitamente un film piuttosto datato con Al Pacino, in cui l’attore interpreta la parte di un giovane avvocato alle prese con un giudice perverso che, oltre agli imputati, riesce a manovrare anche lui, costringendolo ad assumere la sua difesa in un caso di violenza. L’avvocato, di fronte alle prove della colpevolezza del suo assistito, preferirà scontrarsi con il sistema che pure rappresenta, rinunciando alla carriera. È una storia emblematica sull’etica professionale degli uomini di legge e sulle storture che alcuni di essi riescono a produrre, sfruttando cavilli e scorciatoie legali per travisare il concetto di giustizia. Fontana mantiene a grandi linee (visti i temi fin troppo espliciti del film) l’impostazione generale (Rose Nelson prende il ruolo che fu di Pacino, Zio Paperone in qualche modo è assimilabile al giudice suo rivale), ma sposta il discorso su un piano diverso. Quella che nel film è una storia di denuncia e di ingiustizie, diventa una storia di buoni sentimenti in cui è tutto troppo sfumato, dove mancano i colpevoli (o meglio uno c’è, ma viene subito dimenticato) e il messaggio che si vuol far passare e che è sacrosanto (“ognuno ha diritto ad un difensore”) finisce annacquato dal travisamento del messaggio della versione cinematografica. Là dove i contorsionismi tra codici e cavilli hanno il preciso scopo di aggirare la legge, permettono invece qui di poter affermare con decisione che Rose “non ha mai aggirato la legge”. Un cambio di prospettiva probabilmente obbligato, trattandosi di fumetti Disney, però forse è una fortuna che quello di Norman Jewison sia un film tutto sommato non famosissimo e certamente fuori dalla visuale dei piccoli lettori, che avranno così la loro bella favola, con personaggi puri (compresi i ladri) e la morale pronto uso. Delle altre storie del volume non c’è molto da dire. In Zio Paperone e la mobile bank, Sisti si perde in una vicenda tra il serio e il faceto, indeciso se dare qualche lezione di economia di base o piuttosto approntare una delle grandi imprese dello Zione, finendo per restare a metà del guado. Topolino e la lunga ricerca sembra scritta per far capire che cellulari, social e in genere la tecnologia, richiamati in continuazione nella vicenda, sono anche utili (ma va?). Peccato che non ci sia una gag, non ci sia suspense (sappiamo dall’inizio che Pluto è comunque in buone mani), si va avanti fino alla fine senza nessun interesse. La breve di Stabile regala qualche risata e diverse perplessità sui disegni di Amendola. Chiude il numero Young Indiana: non saprei proprio dire cosa questa serie aggiunga di nuovo alle avventure dell’archeologo, che ormai si trascinano stancamente da anni. L’ambientazione scolastica magari potrà favorire una maggiore immedesimazione da parte dei lettori di quella fascia d’età ma restano storielle senza verve, nè mordente. Oltre alle storie si segnalano un corposo articolo sui cani da slitta, una breve presentazione del 6 Nazioni di rugby e un intervista al vincitore del campionato mondiale di memoria

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Topolino 3348

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Paperinika
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    Topolino 3348
    Mercoledì 22 Gen 2020, 19:30:22


    Zio Paperone e l'alta finanza - Zio Paperone e la mobile bank
    Testi: Alessandro Sisti
    Disegni: Vitale Mangiatordi

    Topolino e la lunga ricerca
    Testi: Carlo Panaro
    Disegni: Giampaolo Soldati

    Zio Paperone e... giustizia per tutti
    Testi: Giorgio Fontana
    Disegni: Paolo Mottura

    Paperoga e il successo insensato
    Testi: Pietro Zemelo
    Disegni: Giuseppe Facciotto

    I corti di Paperino - Zac!
    Testi: Vito Stabile
    Disegni: Maurizio Amendola

    Young Indiana - Quattro salti su Marte (Ep. 4)
    Testi: Bruno Sarda
    Disegni: Marco Palazzi
    « Ultima modifica: Mercoledì 22 Gen 2020, 19:35:45 da Paperinika »

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    Toluk
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      Re:Topolino 3348
      Risposta #1: Mercoledì 22 Gen 2020, 21:54:03
      Paperone in piazza CLN a Torino...  :D

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        Re:Topolino 3348
        Risposta #2: Mercoledì 22 Gen 2020, 23:48:50
        Notizie sulla fantomatica e ultracensurata
        "Giustizia per tutti? " è stata davvero da censurare? ne è valsa la pena aspettare?

        Paperone in piazza CLN a Torino...  :D

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          Risposta #3: Giovedì 23 Gen 2020, 13:12:08
          ho letto "giustizia per tutti" (ho comprato topolino di questa settimana esclusivamente per questo motivo...)
          e francamente non ho capito perchè questa storia è stata "messa in ripostiglio" a quanto pare per svariati mesi.
          io personalmente non ci ho visto niente di scabroso...è chiaro che se uno vuol vederci chisacchè ce lo vede. ma ci sono state storie come "paperino portaborse" in cui l'eventuale satira era molto più palese...

          bho.

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            Re:Topolino 3348
            Risposta #4: Giovedì 23 Gen 2020, 15:45:59
            Topolino molto valido per tutte le sue storie (mi hanno fatto morire dal ridere le due con Paperoga), tranne che per la prima, quell'alta finanza. Ci poteva stare come riempitiva, non come storia di apertura, titolo che secondo me spettava alla storia di Giorgio Fontana e Paolo Mottura, che era veramente di alto livello. Detto sinceramente per me si poteva mettere come storia di apertura persino la storia con Topolino e Pluto, che aveva lo stesso numero di pagine di quella dell'alta finanza, però era decisamente migliore.

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              Re:Topolino 3348
              Risposta #5: Giovedì 23 Gen 2020, 16:15:02
              Copertina splendida con un Paperone in gran forma, invece mi domando se era il caso di mettere la pubblicità della statuina   di Paperone Gold accanto ad un Topolino di quest' estate...Boh!
              La storia "...e giustizia per tutti"    si rifà ad  un film con lo stesso titolo del 1979 con Al Pacino, un avvocato alle prese con palesi ed inspiegabili ingiustizie,  a volte con esiti drammatici, del sistema giudiziario americano. Innocenti condannati, colpevoli liberi, avvocati che accettano di difendere clienti palesemente indifendibili...(Se volete vederlo lo fanno Sab. 25 su La7).
              Il racconto su Pluto mi è piaciuto tanto,  come amante degli animali da compagnia sono molto sensibile agli eventuali smarrimenti. Ecco,  forse si poteva dare un' informazione in più spiegando l'importanza fondamentale del microchip in casi come questi.

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                Re:Topolino 3348
                Risposta #6: Giovedì 23 Gen 2020, 18:20:19
                "Giustizia per tutti": una storia,a mio avviso,attualissima poiché riflette alcune lacune (a volte davvero risibili) relative al sistema giudiziario che tende a non punire chi andrebbe punito.
                La trama si svolge bene e non annoia ed è accompagnata dagli splendidi (come sempre) disegni di Mottura.

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                luciochef
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                  Re:Topolino 3348
                  Risposta #7: Venerdì 24 Gen 2020, 01:04:19
                  Preso dalla curiosità ho letto subito la storia dello Zione che tante polemiche e domande aveva destato al tempo in cui fu "rimandata".
                  La storia è davvero davvero bella. Ha un ritmo incalzante ed in non troppe pagine riesce a delineare bene tutte le trame e spiegarle senza sembrare affrettata.
                  I disegni di Mottura poi sono davvero bellissimi e ricchi di espressività (fantastico il Paperone assalito dai dubbi che guarda la città di pagina 84 !!)

                  francamente non ho capito perchè questa storia è stata "messa in ripostiglio" a quanto pare per svariati mesi.
                  io personalmente non ci ho visto niente di scabroso...
                  È molto probabile che non si sia visto nulla di scabroso perché nel tempo passato si sia "corretta" la storia.
                  Ma sinceramente a me frega poco di quello che magari c'era e che non ho visto.
                  Per me questa resta una bellissima storia per come la vedo pubblicata ora, in questo modo.
                  E tanto mi basta...
                  Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

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                    Re:Topolino 3348
                    Risposta #8: Venerdì 24 Gen 2020, 15:33:11
                    Un numero di Topolino molto equilibrato per la qualità delle storie, molto bene  :D

                    Come ogni venerdì ho registrato il mio video settimanale dedicato al Topo: https://youtu.be/dt5TVusLEWA

                    Buona visione  ;)
                    "Anche io una volta ero curioso..."

                    Il mio canale YouTube dedicato ai fumetti Disney: The Fisbio Show  SmMickey


                    @instafisbio su Instagram: https://www.instagram.com/instafisbio/

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                      Re:Topolino 3348
                      Risposta #9: Venerdì 24 Gen 2020, 21:16:01
                      Paperone in piazza CLN a Torino...  :D

                      Ho adorato questa citazione alla bella Torino... Sono sempre rari gli omaggi a questa povera città...

                      Storia bellissima... Ho solo trovato forzato il legame zio/nipote quando lui era palesemente il padre dell'avocatessa

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                      Vincenzo
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                        Re:Topolino 3348
                        Risposta #10: Lunedì 27 Gen 2020, 17:37:04
                        E' sicuramente il miglior numero dall'inizio dell'anno, con ogni storia che ha qualcosa da dire.
                        La lunga ricerca ha il merito di riportare alla ribalta Pluto, negli ultimi tempi spesso in sordina, con una vicenda molto lineare ma che si lascia leggere con piacere.
                        Molto carine entrambe le brevi con protagonisti i cugini, così come riuscito è il quarto episodio di Young Indiana.
                        Tuttavia a farla da padrone è il protagonista della copertina, sia con la divertente storia d'apertura firmata Sisti-Mangiatordi che soprattutto con la tanto attesa Giustizia per tutti, caratterizzata da una sceneggiatura molto solida che fornisce alla trama un ritmo invidiabile.
                        Fontana parte da uno spunto originale per tratteggiare un ottimo Paperone, particolarmente infame ma sempre in grado di imparare dai propri errori e di redimersi. Il tema portante viene trattato con grande maturità e il personaggio dell'avvocatessa è riuscitissimo.
                        Ovviamente il comparto grafico è superbo, con un Mottura in stato di grazia nell'omaggiare anche la sua città.
                        If you can dream it, you can do it.

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                          Re:Topolino 3348
                          Risposta #11: Martedì 28 Gen 2020, 17:14:51
                          Ora, decisamente a sorpresa, la ritroviamo tra le pagine del settimanale, senza una copertina dedicata (quella presente sembra riferirsi più all’altra storia con protagonista Paperone e comunque è abbastanza generica), in una anonima posizione centrale e, non c’è bisogno di dirlo, senza una riga di accompagnamento o spiegazione.
                          Inutile perdersi in speculazioni o fantasiose ricostruzioni, non ho idea di come fosse lo script originale di Fontana e quindi mi limito a parlare di ciò che è stato pubblicato.
                          Il titolo richiama esplicitamente un film piuttosto datato con Al Pacino, in cui l’attore interpreta la parte di un giovane avvocato alle prese con un giudice perverso che, oltre agli imputati, riesce a manovrare anche lui, costringendolo ad assumere la sua difesa in un caso di violenza. L’avvocato, di fronte alle prove della colpevolezza del suo assistito, preferirà scontrarsi con il sistema che pure rappresenta, rinunciando alla carriera.
                          È una storia emblematica sull’etica professionale degli uomini di legge e sulle storture che alcuni di essi riescono a produrre, sfruttando cavilli e scorciatoie legali per travisare il concetto di giustizia.
                          Fontana mantiene a grandi linee (visti i temi fin troppo espliciti del film) l’impostazione generale (Rose Nelson prende il ruolo che fu di Pacino, Zio Paperone in qualche modo è assimilabile al giudice suo rivale), ma sposta il discorso su un piano diverso. Quella che nel film è una storia di denuncia e di ingiustizie, diventa una storia di buoni sentimenti in cui è tutto troppo sfumato, dove mancano i colpevoli (o meglio uno c’è, ma viene subito dimenticato) e il messaggio che si vuol far passare e che è sacrosanto (“ognuno ha diritto ad un difensore”) finisce annacquato dal travisamento del messaggio della versione cinematografica.
                          Là dove i contorsionismi tra codici e cavilli hanno il preciso scopo di aggirare la legge, permettono invece qui di poter affermare con decisione che Rose “non ha mai aggirato la legge”. Un cambio di prospettiva probabilmente obbligato, trattandosi di fumetti Disney, però forse è una fortuna che quello di Norman Jewison sia un film tutto sommato non famosissimo e certamente fuori dalla visuale dei piccoli lettori, che avranno così la loro bella favola, con personaggi puri (compresi i ladri) e la morale pronto uso.

                          Come sempre - senza ovviamente voler sminuire nessuno - sono le recensione dell'ingegner Gianni Santarelli con cui concordo maggiormente anche se, con il numero delle stelline, riesco ad essere, in linea di massima, ancor  più severo di lui.
                          Rispetto a Gianni, vorrei però dire la mia sul fatto che Fontana avrebbe mantenuto, a grandi linee, l'impostazione generale del film.
                          Io penso che aldilà dei ruoli assegnati all'avvocatessa e a Paperone e il ribadire finale che, sacrosantamente "ognuno ha diritto ad un difensore", la storia che Fontana imbastisce, ribalti completamente quello che è uno di quelli che sono i problemi più grandi della giustizia.
                          Nella società capitalistica - la nostra, quella vincente nel mondo - i ricchi  - e Paperone è il più ricco del mondo - sono quelli che si possono permettere il fior fiore dei difensori che, se non sempre, quasi sempre, vuoi con cavilli e, almeno in Italia in particolar modo con la prescrizione, fanno evitare ai loro clienti la giusta punizione che meriterebbero.
                          I poveracci, gli sfigati, i balordi, gli ultimi degli ultimi, invece spesso si devono accontentare di avvocati d'ufficio con tutte le conseguenze che ne ...  conseguono.
                          Il mondo della giustizia  che Fontana - e con lui la Disney italiana - ci rappresenta e che fa percepire ai giovanissimi e anche agli adulti che osannano questa storia, è esattamente il contrario di tutto ciò. Non male per una istituzione che si prefigge di essere educativa, direi.
                          « Ultima modifica: Martedì 28 Gen 2020, 17:23:22 da doppio segreto »
                          Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

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                          Vincenzo
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                            Re:Topolino 3348
                            Risposta #12: Martedì 28 Gen 2020, 18:47:56
                            Sì, in effetti Paperone è sempre stato l'esempio del lato peggiore del capitalismo, mica un personaggio tendenzialmente positivo che può sbagliare o essere nel torto ma mantiene sempre saldi i propri valori. Barks era solo un povero sfigato buonista che non merita riconoscimento alcuno.
                            E i Bassotti così come Gambadilegno e Macchia Nera sono gli ultimi degli ultimi, povere vittime di una società malvagia in cui tutti gli avvocati e tutti i giudici del pianeta Terra sono dei corrotti senza possibilità di appello che dovrebbero sempre essere trattati e rappresentati come tali.

                            E' uno scherzo, vero?
                            If you can dream it, you can do it.

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                              Re:Topolino 3348
                              Risposta #13: Martedì 28 Gen 2020, 19:10:21
                              Rispetto a Gianni, vorrei però dire la mia sul fatto che Fontana avrebbe mantenuto, a grandi linee, l'impostazione generale del film.
                              Io penso che aldilà dei ruoli assegnati all'avvocatessa e a Paperone e il ribadire finale che, sacrosantamente "ognuno ha diritto ad un difensore", la storia che Fontana imbastisce, ribalti completamente quello che è uno di quelli che sono i problemi più grandi della giustizia.
                              Nella società capitalistica - la nostra, quella vincente nel mondo - i ricchi  - e Paperone è il più ricco del mondo - sono quelli che si possono permettere il fior fiore dei difensori che, se non sempre, quasi sempre, vuoi con cavilli e, almeno in Italia in particolar modo con la prescrizione, fanno evitare ai loro clienti la giusta punizione che meriterebbero.
                              I poveracci, gli sfigati, i balordi, gli ultimi degli ultimi, invece spesso si devono accontentare di avvocati d'ufficio con tutte le conseguenze che ne ...  conseguono.
                              Il mondo della giustizia  che Fontana - e con lui la Disney italiana - ci rappresenta e che fa percepire ai giovanissimi e anche agli adulti che osannano questa storia, è esattamente il contrario di tutto ciò
                              Infatti ho scritto che il messaggio del film qui viene travisato o, nel migliore dei casi, cambiato. In effetti anche la tua lettura ci sta: quella che vediamo rappresentata è una "situazione "ideale" (non voglio dire utopistica), in cui anche i poveracci e gli sfigati vengono difesi alla pari di tutti.
                              Voglio però credere che Fontana volesse più che altro far vedere come dovrebbe essere la giustizia e non come effettivamente è. Non penso quindi che volesse dare delle false illusioni... forse.
                              Il punto è che trovo che sia tutto impostato male. Anzitutto non è vero che i bassotti sono sempre liberi, questo è un assunto che non ho capito. I bassotti, da sempre fanno dentro e fuori dal carcere, semplicemente scontano la pena ed escono, o al limite evadono, per poi farsi beccare di nuovo. L'asserzione che sono sempre liberi mi sembra una forzatura per dare avvio alla storia, anche se poi è l'avvocato stesso a dire che non sempre riesce a farli assolvere.
                              Poi c'è il fatto che quelle che loro compiono, e per le quali l'avvocato li difende, sono azioni con intenti criminosi palesi (ci sono anche i loro dialoghi a confermarlo, nel caso qualche anima candida potesse pensare che stiano su una talpa meccanica giusto per scavare un pozzo per irrigare le aiuole). Non si tratta quindi di difendere qualcuno accusato ingiustamente, alla tortora, per fare un esempio eclatante, ma di difendere chi un reato voleva commetterlo. Ora d'accordo che la legge non può punire le intenzioni e che quindi l'avvocato non la infrange facendoli assolvere, ma non è che ne esca così bene. Per di più quel "ognuno ha diritto ad un difensore" è bello, bellissimo, ma lei lo fa principalmente per saldare un debito di riconoscenza. Insomma è una situazione non così bianco/nero come forse voleva essere nelle intenzioni, ma piena di grigi.
                              Nel film invece si parla di veri errori giudiziari (che costano la vita a due innocenti condannati per sbaglio).
                              Per farla breve, non riesco a vedere in rose quel personaggio positivo che teoricamente dovrebbe essere
                              « Ultima modifica: Martedì 28 Gen 2020, 19:13:32 da piccolobush »

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                                Re:Topolino 3348
                                Risposta #14: Martedì 28 Gen 2020, 21:01:32
                                Il punto è che trovo che sia tutto impostato male. Anzitutto non è vero che i bassotti sono sempre liberi, questo è un assunto che non ho capito. I bassotti, da sempre fanno dentro e fuori dal carcere, semplicemente scontano la pena ed escono, o al limite evadono, per poi farsi beccare di nuovo. L'asserzione che sono sempre liberi mi sembra una forzatura per dare avvio alla storia, anche se poi è l'avvocato stesso a dire che non sempre riesce a farli assolvere.

                                Io l'ho interpretato come un modo di spiegare perché se una storia si conclude con l'arresto dei Bassotti in quella dopo loro si trovano di nuovo a piede libero. Non capita sempre (ci sono state molte storie che sono iniziate proprio con i Bassotti già in carcere) ma spesso sì. E, di fatto, la spiegazione di questa storia funziona perfettamente. I Bassotti vengono arrestati, l'avvocato li scagiona e nel fumetto successivo li ritroviamo pronti a organizzare una nuova rapina.
                                « Ultima modifica: Martedì 28 Gen 2020, 21:05:49 da Walecs »

                                 

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