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Topolino 3353 - Recensione di Chen Dai-Lem

In questi giorni in cui l’Italia è preoccupata per l’epidemia Coronavirus, è bello trovare conforto nella lettura di un buon numero di Topolino, che si apre con la bella copertina di Giorgio Cavazzano, dedicata alla storia di apertura da lui illustrata: Paperinikland – Prima puntata. Dopo il promettente prologo della scorsa settimana, qui l’avventura entra nel vivo e tutta Paperopoli scopre le intenzioni del magnate Red Duckan, mentre si avvicina l’inaugurazione del parco di divertimenti dedicato a Paperinik. Ovviamente Paperone non è contento che qualcun altro sfrutti un’idea che avrebbe potuto avere lui, ma il meno felice è Paperino che, deciso ad intervenire per salvare l’immagine di Paperinik, si reca da Archimede per avere nuovi congegni, incappando però in un grosso imprevisto. La trama di Marco Gervasio parte da una buona idea e si sviluppa molto bene, arrivando al climax che lascia il lettore con il fiato sospeso. Il problema infatti pare irrisolvibile, ma siamo sicuri che Paperinik anche stavolta riuscirà a vincere; per scoprire come, dovremo però attendere sette giorni. Il numero prosegue poi con Ciccio e la versione migliore, sceneggiata da Pietro B. Zemelo, accompagnato ai disegni da Marco Mazzarello. Nonna Papera e gli altri contadini sono sotto pressione, perché lo speculatore McDouche vuole comprare tutti i terreni per avviare una produzione intensiva di succhi di frutta. Alla fattoria le cose non vanno nel migliore dei modi, perché i tempi di raccolta sono lunghi e Ciccio non dà una grande mano ma, grazie ad un dispositivo di Archimede, arriverà un nuovo Ciccio da una dimensione parallela: molto più efficiente, ma dai principi forse non proprio solidi. Ciccio non è semplice da usare, ma Zemelo riesce a cucirgli addosso (finalmente!) una buona storia, che non cade nella ripetizione e che nobilita il personaggio. Molto piacevole è anche Topolino e i colpi che verranno (Mazzoleni/Amendola). Topolino, grazie ad una macchina a gettoni presente al Luna Park, riesce a prevedere tutti i colpi che la criminalità di Topolinia sta progettando, non sapendo che questo non è altro che l’ennesimo piano di Gambadilegno, volto ad eliminare la concorrenza per impossessarsi di un prezioso tesoro. L’avventura si sviluppa in modo molto gradevole, sfoderando anche qualche battuta divertente; peccato per i sigari di Manetta cancellati (dovremmo esserci abituati, invece è ancora strano vederlo con la bocca in posizioni strane, mentre l’ombra continua in qualche vignetta a fumare impunemente). Fa invece piacere vedere le pistole in mano alle forze dell’ordine, scampate alla censura. Segue un’altra buona prova del ciclo di brevi Miao, questa volta con il titolo Pennichella Numero Uno. Anche in questo caso Malachia è protagonista di una storia in cui si unisce la trama semplice e divertente di Giorgio Salati ai disegni tondi e rassicuranti di Enrico Faccini, creando un insieme davvero godibile. Un po’ sottotono invece Un salto nel passato – L’incredibile corsa (Valentini/Vian) e Zio Paperone e l’alleanza doppio smacco (Troelstrup/Rota). Non possiamo dire di trovarci di fronte a due brutte storie, ma entrambe propongono trame che sanno un po’ di già visto: nel primo caso Pippo e Zapotec vanno indietro nel tempo per cercare di recuperare un triciclo a motore disperso nel deserto del Gobi durante la corsa Pechino-Parigi del 1907, ma qualcosa non va per il verso giusto; mentre nel secondo caso ci troviamo di fronte all’ennesima alleanza fallimentare tra i Bassotti e Amelia. Per quanto riguarda i redazionali, partiamo dall’editoriale del direttore Bertani, che ci anticipa l’inizio di 19.999 Leghe sotto i mari nel numero 3355 con i testi di Francesco Artibani e i disegni di Lorenzo Pastrovicchio, storia in due parti, alla quale sarà allegato un modellino del Nautilus destinato principalmente ai più piccoli. Segue poi un lungo articolo a cura di Francesca Agrati, che ci illustra la trama ed alcuni personaggi del nuovo film di animazione Pixar Onward – Oltre la magia, in uscita nei cinema il 5 marzo. Speriamo che, nonostante l’emergenza attualmente in corso, le sale di tutta Italia riaprano permettendoci di andarlo a vedere.

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Topolino 3354

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Atius
Pifferosauro Uranifago

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  • "Dentro spazzatura!" "Fuori iettatura"
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    Re:Topolino 3354
    Risposta #15: Lunedì 9 Mar 2020, 18:53:17
    Secondo me suddividerla in tre episodi è stata la scelta più saggia. A me, personalmente, non ha annoiato e consideriamo anche che, fosse stata divisa in due parti, si sarebbe rischiato di tralasciare o di riassumere troppo qualche passaggio: meglio invece un primo episodio più introduttivo, un secondo in cui magari la trama scorre più lenta ma vengono districati alcuni nodi e un terzo in cui mi auguro avvengano i tipici colpi di scena della storie del Diabolico Vendicatore.

    P.s. Paperino sa dell'esistenza di un supereroe chiamato Paperinik e di un parco divertimenti a lui dedicato dal momento che, al ritorno a casa dal laboratorio di Archimede, i nipotini stanno guardando il notiziario proprio mentre si sta parlando dei suddetti argomenti.
    « Ultima modifica: Lunedì 9 Mar 2020, 19:11:55 da Atius »
    O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

    *

    Dippy
    Diabolico Vendicatore

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    • Tra un corto e una sciocca sinfonia...
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      Re:Topolino 3354
      Risposta #16: Lunedì 9 Mar 2020, 21:43:18
      La storia di Pisapia, come altre sue precedenti, è molto bella: si dimostra essere un ottimo autore completo. Non sono molto d'accordo con chi vede in lui un autore donrosiano; anzi, a ma sembra che i suoi dialoghi e i suoi disegni abbiano un piacevole tocco naif che manca di certo a un più rigido Don Rosa, collocato su altri stili narrativi. In un paio di vignette invece mi è parso di vedere personaggi molto gottfredsoniani nello stile (mi riferisco ai signori di pagina 129 e 137).
      La seconda puntata di Paperinik mi sembra girare un po' a vuoto; forse soffre il fatto di essere una giunzione tra le narrazioni iniziali e i dispiegamenti finali. Ma mi restano dei dubbi sul giro serale alle giostre. A che serve di preciso quella sequenza?
      Non mi farei nemmeno troppi problemi per le spiegazioni di Archimede sulle caramelle mai prese. Gervasio, lui sì, è donrosiano nella coerenza filologica delle sue storie, quindi non mi aspetto che questa continuity interna venga seguita in storie di altri autori.
      La storia iniziale invece ha lasciato molto deluso anche me: difficile da leggere, appesantita di dialoghi lunghi e priva di una vera narrazione. Sembra una storia molto affannata e affannosa.
      Le brevi infine le metto tranquillamente nel mazzo: fanno numero e riempimento, senza troppe pretese.
      « Ultima modifica: Lunedì 9 Mar 2020, 21:47:58 da Dippy »
      Sappiate che tutte le cose sono così: un miraggio, un castello di nubi... Nulla è come appare  -  Buddha

      https://ilnumeroprimopiugrande.wordpress.com/author/arcelli1947/

      https://unnumeroprimoadunmiliardodicifre.wordpress.com/

       

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