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Quel maledetto giorno del 1962

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    Quel maledetto giorno del 1962
    Mercoledì 11 Mar 2020, 18:50:16
    Salve a tutti.
    Se ho sbagliato sezione me ne scuso già ora ma non sono ancora pratico del forum.
    Il titolo, lo ammetto, potrebbe essere fuorviante ma riprende un argomento che mi sta a cuore.
    Sappiamo che nel 1962 Romano Scarpa propose a Mario Gentilini di realizzare delle storie a strisce su Topolino nel segno della tradizione gottfredsoniana ( il suo sogno, dopo l'animazione ).
    E sappiamo anche che Gentilini si dimostrò interessato al progetto ma non a pagare Scarpa "a peso d'oro" per realizzarlo dato che Topolino era appena diventato un settimanale ( o lo sarebbe divenuto a breve - al momento non ricordo - ) e gli servivano dunque dei disegnatori prolifici.
    Ora, ipotizziamo che Gentilini gli avesse detto di sì, come sarebbe cambiata, secondo voi, la carriera di Scarpa ?

    Dal canto mio, credo che lavorando al ritmo di un paio di storie da oltre cento pagine l'anno Scarpa avrebbe abbandonato i paperi limitandosi forse a disegnare qualche storia di altri autori per arrotondare lo stipendio ( penso soprattutto a quelle di Chendi e Cimino ).
    Credo che Cavazzano sarebbe arrivato lo stesso ( Scarpa era alla disperata ricerca di un inchiostratore ) e che anzi, essendo coinvolto nelle storie a strisce, Scarpa lo avrebbe "corretto" ancor di più.
    Questo mi fa pensare che forse la Mondadori avrebbe assunto un disegnatore nuovo che lavorasse magari a basso costo per colmare il vuoto lasciato da uno Scarpa impegnato sui propri progetti col risultato che diverse storie avrebbero avuto un comparto grafico peggiore.

    Per quanto riguarda le strip, credo che sarebbe stata un'esperienza elettrizzante.
    Scarpa sarebbe stato il miglior Scarpa ( giovane, motivato e ancora pieno di idee ) e ci avrebbe regalato qualcosa di unico ed irripetibile qui in Italia che probabilmente avrebbe tenuto alta la reputazione del personaggio di Topolino in quello che fu invece il periodo più buio della sua storia.
    Non dimentichiamo inoltre che in quel periodo il formato a striscia vendeva ancora.
    Penso tuttavia che attorno al 67/68 l'esperimento avrebbe mostrato la corda, complice l'affrancarsi di Cavazzano.
    E dunque Scarpa avrebbe chiuso con quest'elettrizzante fase della sua carriera per diventare un autore impegnato soprattutto a disegnare storie altrui.
    Uno Scarpa costretto a ritmi di lavoro serrati, soprattutto sui paperi, è quello che abbiamo visto negli Anni 60 ; per cui credo che la sua qualità sarebbe calata per poi riprendersi via via che avanzava il nuovo decennio.
    Su Topolino, invece, sarebbe maturato prima vista l'esperienza delle storie a strisce.
    Paradossalmente, Cavazzano avrebbe sfondato un po' dopo proprio poichè per tanti anni si sarebbe "fatto la mano" su Topolino e non sui paperi.
    E di ció avrebbe sofferto più che altro Cimino ( fu Cavazzano a portare Pezzin alla Disney ).

    E Scarpa nei 70 cos'avrebbe prodotto ?
    Al di là dei parastinchi e dei Mondiali di Calcio ( storie realizzate per formati speciali ) credo che avrebbe scritto principalmente storie sui paperi, magari riprendendo il filone di Filo e Brigitta che aveva abbandonato.
    Non credo invece che, non avendo avuto modo di introdurre Gancio, avremmo avuto modo di vedere Bruto.

    Con gli Anni 80 e l'assunzione al ruolo "celebrativo" conferitogli implicitamente da Gentilini sono certo che avremmo avuto Il Milione ( anche se, non avendo probabilmente Scarpa inventato Paperetta, Paperina sarebbe stata Kokachin- con conseguente riscrittura di parte della storia ambientata nel presente - ), il ferro d'oro ( commissionatagli dal comune di Venezia ), i tesori de' Paperoni, le Paperolimpiadi ( altra missione celebrativa che però forse sarebbe stata diversa da come la conosciamo ) e il "mitico ticket" ( commissione per l'inaugurazione di Disneyland Paris ).
    Sospetto anche che avrebbe ugualmente scritto Minnotchka, ma in formato normale ( posto che non so se avrebbe mai scritto la regina d'Africa ).

    E voi cosa pensate ?
    Datemi la vostra opinione, che discutere sul maestro veneziano è sempre un piacere. :)

    Per capirci, io divido la carriera di Scarpa nelle seguenti fasi :

    1953-1956 : Etá degli albori ( solo disegni )
    1956-1962 : Età dell'oro
    1962-1974 : Dark Age ( poche storie per la maggior parte divertenti e poco più anche se figurano pure dei capisaldi quali : Altacraz, Canguro di corallo, Ultraghiaccio, Parastinchi e Mondiali )
    1975-1980 : Età d'argento
    1981-1994 : Età delle grandi storie celebrative
    1995-2005 : Età crepuscolare ( poche storie in prevalenza brevi realizzate principalmente fuori da Topolino )
    « Ultima modifica: Mercoledì 11 Mar 2020, 18:54:41 da Buntz alle sorgenti Delta »

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    Cornelius Coot
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      Re:Quel maledetto giorno del 1962
      Risposta #1: Mercoledì 11 Mar 2020, 20:35:53
      Quando ho letto il titolo del topic ho pensato al 5 agosto, visto che in California Marilyn Monroe si suicidò (forse) e in Sud Africa Nelson Mandela fu arrestato per ritrovare la libertà solo 28 anni dopo.
      Per quanto meno drammatica, la decisione di Gentilini di non far fare a Scarpa le strisce e, soprattutto, di non adeguare il suo stipendio alla qualità delle storie ma solo alla quantità, portò alla fine di quel periodo aureo scarpiano che, se si fosse prolungato, ci avrebbe regalato sicuramente altre perle, sia riguardo i topi che i paperi.

      Però non sono d'accordo nel definire 'dark' il periodo 1962-74 (che anni fa, nella cronologia generale di un volume sul libretto, noi del Papersera definimmo d'argento, come tu hai fatto per la seconda metà dei '70 scarpiani): un decennio o poco più che, al contrario, ha brillato di luci diverse: i disegni del Maestro si sono allungati, stilizzati, hanno preso maggior brio, probabilmente grazie a due fattori: le chine di Cavazzano e la maggior velocità del tratto dovuta al numero di storie che era teoricamente raddoppiato (considerando il passaggio del libretto da quindicinale a settimanale) ma praticamente decuplicato per Scarpa che, sposatosi da poco, cercava di guadagnare più del solito per la nuova situazione familiare.
       
      Senza contare che illustrare storie di altri autori (penso soprattutto a Cimino che ha reso popolare la coppia Filo-Brigitta) ha sicuramente arricchito la mente e le matite di Scarpa per nuovi soggetti propri che esploravano nuovi campi: in questo periodo mette in scena (da autore completo) il ritorno di Gancio in coppia con Pippo, crea Paperetta e tutto il suo mondo (riprendendo Doretta Doremì come sua nonna e Gedeone come suo capo nel Grillo della Sera), caratterizza ancor più Paperone fra le rivalità con Rockerduck e le fughe da Brigitta. Solo saltuariamente riprende Topolino ma lo farà molto bene proprio in quella seconda metà dei '70 da te definità 'argentata' (soprattutto con la creazione di Bruto con il quale farà nuova coppia e anche con un nuovo nemico: Plottigat, il cugino di Gambadilegno).
      Un periodo, quello '62-'74, non di capolavori come il precedente ma comunque molto interessante, divertente, che ha arricchito la quotidianità paperopolese di nuove situazioni impensabili negli anni '50.

      Tra i tanti "what if" che segnali, non credo che Cavazzano avrebbe ritardato la sua carriera se Scarpa avesse continuato a sfornare poche storie 'indimenticabili': il ritmo più 'lento' anche delle sue chine avrebbe comunque maturato un cambiamento che forse, grazie proprio ai tempi più lunghi, gli avrebbe permesso magari di anticipare (e non posticipare) il suo debutto come disegnatore completo che è stato comunque precoce (aveva solo 20 anni).

      Tornando a Scarpa, credo anch'io che gli sviluppi dagli anni '80 in poi sarebbero rimasti più o meno quelli:
      la fase delle storie 'indimenticabili', se si fosse prolungata per tutti i '60, non è detto che sarebbe durata all'infinito. Certi cicli sono comunque destinati a finire naturalmente, al di là di compensazioni economiche più o meno adeguate. Mickey Mouse avrebbe sicuramente giovato di maggior protagonismo in quel decennio ma poi, come scrivi, nei '70 forse non avrebbe avuto il fortunato ciclo 'brutiano' che invade anche gli '80, arricchiti ulteriormente dai cicli di Zenobia e delle Strip Stories (a cavallo dei '90) a cui finalmente arriva dopo quasi trent'anni di 'attesa'.
      « Ultima modifica: Mercoledì 11 Mar 2020, 20:50:06 da Cornelius Coot »

        Re:Quel maledetto giorno del 1962
        Risposta #2: Mercoledì 11 Mar 2020, 22:01:48
        Ciao, Cornelius. :)

        Per quanto meno drammatica, la decisione di Gentilini di non far fare a Scarpa le strisce e, soprattutto, di non adeguare il suo stipendio alla qualità delle storie ma solo alla quantità, portò alla fine di quel periodo aureo scarpiano che, se si fosse prolungato, ci avrebbe regalato sicuramente altre perle, sia riguardo i topi che i paperi.

        Sono d'accordo su Topolino ma credo proprio che per rendere al meglio Scarpa avrebbe volentieri rinunciato ai paperi lasciando che a occuparsene fossero tutti gli altri sceneggiatori allora in forza alla Mondadori ( in particolar modo l'allora amico Cimino, che gradiva Brigitta e Filo Sganga anche se in assenza di Zio Paperone e le lucciole industriali forse non avremmo mai avuto l'alleanza tra i due ).


        Però non sono d'accordo nel definire 'dark' il periodo 1962-74 (che anni fa, nella cronologia generale di un volume sul libretto, noi del Papersera definimmo d'argento, come tu hai fatto per la seconda metà dei '70 scarpiani): un decennio o poco più che, al contrario, ha brillato di luci diverse: i disegni del Maestro si sono allungati, stilizzati, hanno preso maggior brio, probabilmente grazie a due fattori: le chine di Cavazzano e la maggior velocità del tratto dovuta al numero di storie che era teoricamente raddoppiato (considerando il passaggio del libretto da quindicinale a settimanale) ma praticamente decuplicato per Scarpa che, sposatosi da poco, cercava di guadagnare più del solito per la nuova situazione familiare.

        Ho parlato di Dark Age perchè rispetto al periodo 1975-1980 la quantità e qualità delle storie ( con le dovute eccezioni che ho menzionato ) era decisamente più bassa.
        Lo vedo come uno Scarpa "che aveva smesso di crederci" e che pertanto preferì dedicarsi nel tempo libero a storie "sfiziose" piuttosto che avventure ambiziose ( poi è chiaro che se ti salta fuori una storia come Paperino e la sposa promessa c'è molto di cui essere allegri ).
        Per quel che riguarda il suo tratto, trovo che esso raggiunga un ottimo livello attorno al 1968 e che da lì in avanti è andato lentamente perfezionandosi fino a raggiungere la perfezione di Storie Stellari molti anni dopo.
        Comunque, ho rinunciato da tempo a capire se sia stato Scarpa ad influenzare Cavazzano o viceversa.
        Probabilmente sono vere entrambe le cose ( nella ben più tardiva Zio Paperone e gli icebergs volanti, per dire, Paperone sembra quasi disegnato da Scarpa ).


        Senza contare che illustrare storie di altri autori (penso soprattutto a Cimino che ha reso popolare la coppia Filo-Brigitta) ha sicuramente arricchito la mente e le matite di Scarpa per nuovi soggetti propri che esploravano nuovi campi: in questo periodo mette in scena (da autore completo) il ritorno di Gancio in coppia con Pippo, crea Paperetta e tutto il suo mondo (riprendendo Doretta Doremì come sua nonna e Gedeone come suo capo nel Grillo della Sera), caratterizza ancor più Paperone fra le rivalità con Rockerduck e le fughe da Brigitta.
        Posto che di Paperetta m'interessa il giusto ( chissà a chi ne avrebbe commissionato la creazione Gentilini se non fosse stato Scarpa ? ) e che in caso di storie a strisce probabilmente Gancio non sarebbe stato proposto, ho la sensazione che Scarpa su Filo, Brigitta e Rockerduck ci sarebbe "tornato" negli Anni 70 ( si pensi a storie quali Zio Paperone e il veggente dei guadagni, Zio Paperone e il codice degli affari o Zio Paperone e l'indagine Foxan ).


        Solo saltuariamente riprende Topolino ma lo farà molto bene proprio in quella seconda metà dei '70 da te definità 'argentata' (soprattutto con la creazione di Bruto con il quale farà nuova coppia e anche con un nuovo nemico: Plottigat, il cugino di Gambadilegno).

        Pensa che a mio avviso, invece, in quel periodo fece ben di meglio coi paperi ( anche se storie quali la Magnon 777, il Pippo-lupo, le pedine dell'emiro, i bottoni imperiali, il cavatappi di Tuzco e il ponte di Losaulito sono delle primizie ). :)


        Un periodo, quello '62-'74, non di capolavori come il precedente ma comunque molto interessante, divertente, che ha arricchito la quotidianità paperopolese di nuove situazioni impensabili negli anni '50.

        Non lo nego.


        Tra i tanti "what if" che segnali, non credo che Cavazzano avrebbe ritardato la sua carriera se Scarpa avesse continuato a sfornare poche storie 'indimenticabili': il ritmo più 'lento' anche delle sue chine avrebbe comunque maturato un cambiamento che forse, grazie proprio ai tempi più lunghi, gli avrebbe permesso magari di anticipare (e non posticipare) il suo debutto come disegnatore completo che è stato comunque precoce (aveva solo 20 anni).

        In realtà il mio è un unico What If che cerca di tener conto delle varie conseguenze.
        Secondo me Cavazzano era ancora troppo giovane per esordire prima del 1967 ma coi fenomeni non si sa mai. :)
        Più che altro, parlavo del fatto che ripassando storie su Topolino sia lui che lo stesso Scarpa avrebbero avuto un tratto sui paperi probabilmente un po' diverso.


        Tornando a Scarpa, credo anch'io che gli sviluppi dagli anni '80 in poi sarebbero rimasti più o meno quelli:
        la fase delle storie 'indimenticabili', se si fosse prolungata per tutti i '60, non è detto che sarebbe durata all'infinito. Certi cicli sono comunque destinati a finire naturalmente, al di là di compensazioni economiche più o meno adeguate. Mickey Mouse avrebbe sicuramente giovato di maggior protagonismo in quel decennio ma poi, come scrivi, nei '70 forse non avrebbe avuto il fortunato ciclo 'brutiano' che invade anche gli '80, arricchiti ulteriormente dai cicli di Zenobia e delle Strip Stories (a cavallo dei '90) a cui finalmente arriva dopo quasi trent'anni di 'attesa'.

        Al 99 % non avremmo avuto Bruto ma se penso a quel che ci siamo persi con le strips negli Anni 60 ...
        Comunque, sì, è chiaro che col tempo sarebbe calato ( com'è in effetti accaduto ).

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        Cornelius Coot
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          Re:Quel maledetto giorno del 1962
          Risposta #3: Giovedì 12 Mar 2020, 13:29:47
          Ciao, Cornelius. :)
          Ciao Buntz (la 't' è una distrazione o l'hai messa apposta?) e benvenuto al Papersera  :)
          ...credo proprio che per rendere al meglio Scarpa avrebbe volentieri rinunciato ai paperi lasciando che a occuparsene fossero tutti gli altri sceneggiatori allora in forza alla Mondadori ( in particolar modo l'allora amico Cimino, che gradiva Brigitta e Filo Sganga anche se in assenza di Zio Paperone e le lucciole industriali forse non avremmo mai avuto l'alleanza tra i due )
          Per quanto il suo personaggio preferito fosse Topolino, Scarpa amava molto anche Zio Paperone, sicuramente più di Paperino (almeno leggendo alcuni stralci di sue interviste). Al di là dei personaggi principali, direi che gli piacessero sia Topolinia che Paperopoli, con tutti gli altri protagonisti già esistenti o creati da lui. Non a caso, fra i grandi autori disneyani mondiali, indirizzati solo verso i topi o i paperi, è l'unico che si sia diviso equamente fra le due città. Riprendendo volentieri, quando poteva, anche personaggi dimenticati di Gottfredson o Barks (dal one shot di Doretta al ritorno del Dottr Enigm fino ai camei di Patrizia Pig o Topesio). Per cui non credo che avrebbe rinunciato ai paperi e se in qualche modo fosse stato costretto non l'avrebbe fatto certo volentieri.
          ...se penso a quel che ci siamo persi con le strips negli Anni 60 ...
          Chissà come sarebbero state, considerando che le uniche che ha fatto sono le quattro storie a cavallo fra '80 e '90. Le avrebbe messe in verticale, avrebbe disegnato delle 'cornicette', avrebbe creato nuovi personaggi o utilizzato alcuni minori di Gottfredson, come accaduto per quelle che conosciamo? Tutto sommato, considerando che questa particolare tecnica di scrittura (e disegno) forse non avrebbe avuto lungo corso nella sua carriera (più che altro per motivi editoriali), penso che aver aspettato trent'anni ed esserci arrivato allo zenit delle sue potenzialità (i disegni delle Strip Stories sono fantastici) non sia stato affatto male.

            Re:Quel maledetto giorno del 1962
            Risposta #4: Giovedì 12 Mar 2020, 14:11:29
            Ciao, Cornelius. :)
            Ciao Buntz (la 't' è una distrazione o l'hai messa apposta?) e benvenuto al Papersera  :)
            Grazie, Cornelius.
            Sì, temo di aver commesso un errore. :'(


            ...credo proprio che per rendere al meglio Scarpa avrebbe volentieri rinunciato ai paperi lasciando che a occuparsene fossero tutti gli altri sceneggiatori allora in forza alla Mondadori ( in particolar modo l'allora amico Cimino, che gradiva Brigitta e Filo Sganga anche se in assenza di Zio Paperone e le lucciole industriali forse non avremmo mai avuto l'alleanza tra i due )
            Per quanto il suo personaggio preferito fosse Topolino, Scarpa amava molto anche Zio Paperone, sicuramente più di Paperino (almeno leggendo alcuni stralci di sue interviste). Al di là dei personaggi principali, direi che gli piacessero sia Topolinia che Paperopoli, con tutti gli altri protagonisti già esistenti o creati da lui. Non a caso, fra i grandi autori disneyani mondiali, indirizzati solo verso i topi o i paperi, è l'unico che si sia diviso equamente fra le due città. Riprendendo volentieri, quando poteva, anche personaggi dimenticati di Gottfredson o Barks (dal one shot di Doretta al ritorno del Dottr Enigm fino ai camei di Patrizia Pig o Topesio). Per cui non credo che avrebbe rinunciato ai paperi e se in qualche modo fosse stato costretto non l'avrebbe fatto certo volentieri.

            Secondo me avrebbe fatto entrambe le cose : ripescacci di lusso alternati a nuove idee.
            Non so però se avrebbe dato a Topolino un'altra spalla ( di certo non Eta Beta - troppo potente - nè Gancio - troppo "maschio" - ).


            ...se penso a quel che ci siamo persi con le strips negli Anni 60 ...
            Chissà come sarebbero state, considerando che le uniche che ha fatto sono le quattro storie a cavallo fra '80 e '90. Le avrebbe messe in verticale, avrebbe disegnato delle 'cornicette', avrebbe creato nuovi personaggi o utilizzato alcuni minori di Gottfredson, come accaduto per quelle che conosciamo? Tutto sommato, considerando che questa particolare tecnica di scrittura (e disegno) forse non avrebbe avuto lungo corso nella sua carriera (più che altro per motivi editoriali), penso che aver aspettato trent'anni ed esserci arrivato allo zenit delle sue potenzialità (i disegni delle Strip Stories sono fantastici) non sia stato affatto male.

            Credo che la soluzione grafica sarebbe stata quella che si adottò con le quattro strips.
            Sui disegni ti do assolutamente ragione : lo Scarpa degli Anni 80-90 ( soprattutto 90 ) era al suo apice.
            Tuttavia, va detto che le quattro strip sono molto disomogenee.
            Brogaboom è un capolavoro ma la banda dello starnuto è una giallo piuttosto scialbo da 30 pagine o poco più che per qualche misteriosa ragione è stato trasformato in una storia da 120.
            Gli uomini vespa mi è sempre piaciuta, ma è telefonatissima quasi da subito, mentre Minnotchka ha delle cose notevoli anche se soffre di una certa "pesantezza" ( l'attacco personale di Scarpa al comunismo è veramente molto forte ).
            Immagino che se le avesse fatte quasi trent'anni prima, quand'era giovane, motivato e con, diciamolo, idee migliori, avremmo potuto avere almeno un 3-4 storie del livello di Brigaboom ( anche se i disegni sarebbero stati meno belli ). :)

            P.S. Per curiosità, cosa pensi della questione Cimino ?
            Se negli Anni 60 Scarpa avesse disegnato meno sue storie ( o non ne avesse disegnate affatto ) cosa pensi che sarebbe successo ?
            Sarebbe emerso lo stesso ?
            « Ultima modifica: Giovedì 12 Mar 2020, 14:40:26 da Bunz alle sorgenti Delta »

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              Re:Quel maledetto giorno del 1962
              Risposta #5: Giovedì 12 Mar 2020, 15:06:28
              Mah, sinceramente il formato di Topolino non mi pare per nulla adatto alle strisce, che avevano senso nei quotidiani, dovendo proseguire giorno per giorno e con uno spazio ristretto. Infatti per me Ciao Minnothcka avrebbe funzionato egualmente a tavole, precisando che non la considero fra le migliori storie di Scarpa.

              Cosa avrebbero dato in più al personaggio di Topolino e alla carriera da artista di Scarpa?
              If you can dream it, you can do it.

                Re:Quel maledetto giorno del 1962
                Risposta #6: Giovedì 12 Mar 2020, 15:34:47
                Mah, sinceramente il formato di Topolino non mi pare per nulla adatto alle strisce, che avevano senso nei quotidiani, dovendo proseguire giorno per giorno e con uno spazio ristretto.
                Occhio però che negli Anni 60 ( soprattutto la prima metà ) le strisce ( non quotidiane ) andavano ancora in Italia.
                È stato negli Anni 70 che hanno perso appeal.

                Cosa avrebbero dato in più al personaggio di Topolino e alla carriera da artista di Scarpa?

                La mia opinione è che in quello che è stato oggettivamente il peggior periodo della storia del personaggio avere uno Scarpa che sfornasse grandi storie ( e pure facilmente riconoscibili visto il particolare tipo di formato ) avrebbe aiutato Topolino a non cadere nel baratro di scarsa popolarità nel quale a tutti gli effetti piombò ( e dal quale non si è mai ripreso del tutto ).
                I paperi sarebbero stati comunque la forza trainante ma senza quel divario imbarazzante che si è creato.
                Inoltre, è anche possibile che le idee proposte da Scarpa in quelle strips sarebbero poi state riprese da altri.

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                Cornelius Coot
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                  Re:Quel maledetto giorno del 1962
                  Risposta #7: Giovedì 12 Mar 2020, 19:02:44
                  P.S. Per curiosità, cosa pensi della questione Cimino ?
                  Se negli Anni 60 Scarpa avesse disegnato meno sue storie ( o non ne avesse disegnate affatto ) cosa pensi che sarebbe successo? Sarebbe emerso lo stesso ?
                  Penso proprio di si perché la forza delle sue sceneggiature, dei suoi dialoghi era dirompente e anche perché all'epoca c'erano altri validissimi disegnatori che avrebbero 'coperto' le storie assegnate a Scarpa (e che hanno comunque illustrato buona parte della sua opera)
                  Mah, sinceramente il formato di Topolino non mi pare per nulla adatto alle strisce, che avevano senso nei quotidiani, dovendo proseguire giorno per giorno e con uno spazio ristretto.
                  In effetti le quattro Strip Stories di Scarpa, al di là della bontà dei soggetti, hanno forse più un valore 'estetico', di forma che di sostanza: la striscia di per se dovrebbe essere singola e uscire quotidianamente. L'autore trovò un 'compromesso' facendone uscire un tot a settimana, adeguandole al formato libretto e adeguando lo stesso libretto a loro, rovesciandolo e inserendo frecce divisorie che guidavano i lettori su come leggerle e guardarle. Forse inventò un nuovo tipo di striscia (se mai in passato fosse stata utilizzata da altri autori in altri albi nel mondo) che però non ebbe successo (e poco senso in un albo a fumetti settimanale), visto che oltre a lui nessun altro autore torno a cimentarsi con questa tecnica narrativa.

                  Secondo me Scarpa volle realizzare un suo vecchio sogno americano, di quando bambino leggeva le storie di Gottfredson negli albi italiani dove le strisce originali erano rimontate a storia unica o a puntate. Magari già all'epoca sapeva che nei quotidiani americani uscivano tutti i giorni, chissà (e comunque lo avrà saputo da ragazzo, negli anni '40). Immagino si rendesse conto che il suo desiderio era 'impossibile' (cambiati i tempi, visto che anche in America le strip a continuazione erano state bandite dalla metà dei '50) e infatti Gentilini e la Mondadori gli dissero di no. Solo quando subentrò la Disney Italia (all'epoca desiderosa di novità e cambiamenti che portarono al 'rinascimento disneyano' dei '90) questo suo vecchio pallino poté essere realizzato ma fu quasi un lusso permesso solo a un grande artista, visto che la cosa nacque e si estinse in pochi anni, senza coinvolgere altri autori.

                  Alla fine mi chiedo se nei quotidiani italiani ci siano mai state strisce vere e proprie, come in quelli americani (non contando le pagine umoristiche o altro). Altrimenti le velleità di Scarpa si sarebbero potute realizzare proprio nel media più idoneo ad ospitarle. Il fatto che avesse un contratto con la Mondadori (e successivamente con Disney Italia) non credo gli avrebbe precluso di poter collaborare con i quotidiani, disegnando e scrivendo proprio come faceva il suo autore di riferimento, Floyd Gottfredson.
                  « Ultima modifica: Giovedì 12 Mar 2020, 19:05:27 da Cornelius Coot »

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                    Re:Quel maledetto giorno del 1962
                    Risposta #8: Giovedì 12 Mar 2020, 23:12:32
                    Sappiamo che nel 1962 Romano Scarpa propose a Mario Gentilini di realizzare delle storie a strisce su Topolino nel segno della tradizione gottfredsoniana ( il suo sogno, dopo l'animazione ).
                    E sappiamo anche che Gentilini si dimostrò interessato al progetto ma non a pagare Scarpa "a peso d'oro" per realizzarlo dato che Topolino era appena diventato un settimanale ( o lo sarebbe divenuto a breve - al momento non ricordo - ) e gli servivano dunque dei disegnatori prolifici.
                    Ora, ipotizziamo che Gentilini gli avesse detto di sì, come sarebbe cambiata, secondo voi, la carriera di Scarpa ?

                    E voi cosa pensate ?
                    Datemi la vostra opinione, che discutere sul maestro veneziano è sempre un piacere. :)
                    Probabilmente ti deluderò ma io non riesco a giocare troppo con i "se" in questo argomento, come del resto, in generale.


                    In mancanza dei "se" è molto importante però vedere cosa è accaduto realmente.


                    Le storie a strisce giornaliere che Gottfredson e compagni disegnarono dal 1930 al 1955, al netto dell'intoppo durante e subito dopo la seconda guerra mondiale, sono caratterizzate da due fattori principali: il primo sono un continuità e il secondo, nella loro cadenza giornaliera, si presentavano con 4 - a volte 5 e a volte solo 3 - vignette - che dovevano sempre finire con una gag o con una situazione di suspense che avevano il compito di invogliare il lettore a continuare la lettura giorno dopo giorno.


                    Nel 1955 Mario Gentilini, incaricò Guido Martina di fare storie che riportassero in auge il personaggio di Eta Beta. Ne furono fatte due: Topolino e il doppio segreto di Macchia Nera e Topolino e il topazio dello zio in ozio, la prima disegnata da Scarpa la seconda da Carpi. Entrambe avevano in comune il fatto di pescare dalle strisce giornaliere, riproponendo personaggi ad esse legate.


                    L'anno successivo Romano Scarpa propose la sua prima storia scritta con protagonista Mickey: Topolino e il mistero di Tapioco Sesto.


                    Questa storia come tutte quelle scritte successivamente da Scarpa - al netto delle medio /brevi con Gancio - fino al 1967 con Topolino e l'ultraghiaccio, furono concepite da Scarpa con la logica delle strisce giornaliere: sono sostanzialmente una continuità e sono divise in strisce di quattro o cinque vignette, al cui termine c'è la gag o il momento di suspense. Se la continuità, ovviamente, la si percepisce maggiormente nel ciclo con Atomino Bip Bip,  c'è sempre una continua linea che mai cade in contraddizioni e, addirittura, nella storia Topolino e la dimensione Delta c'è un richiamo esplicito a Topolino e il mistero di Tapioco Sesto e, questa a sua volta, si può sostanzialmente collegare al Doppio Segreto.


                    E' dunque pur vero che Gentilini per una questione di costi, disse di no a Scarpa e lo utilizzò per disegnare storie di altri autori, ma Scarpa dopo il 1962, produsse comunque altre 4 storie nella logica delle strisce giornaliere.


                    Scarpa ricominciò a pubblicare storie con una linea di continuità con la lunga saga di Gancetto dalla fine del 1975 e, nel 1983, con Topolino e la regina d'Africa anche queste ripresero nel pieno la tradizione della gag o della suspense ogni quattro vignette.


                    Le ultime quattro di queste storie furono disegnate proprio come strisce giornaliere perché da parte del direttore Gaudenzio Capelli ci fu la disponibilità ad esaudire questo suo desiderio giovanile anche perché nel frattempo, la testata era andata nelle mani della Disney Italia e anche negli Stati Uniti, iniziò una nuova serie di storie a strisce giornaliere mai pubblicate - purtroppo - in Italia.
                      mentre Minnotchka ha delle cose notevoli anche se soffre di una certa "pesantezza" ( l'attacco personale di Scarpa al comunismo è veramente molto forte ). 

                    Non è così! SmBho2


                    Facciamo parlare Scarpa così siamo sicuri di prenderci: "Ma quale anticomunismo! E' una topostrojka" (...) Certo, un riferimento ai regimi illiberali dell'Est c'è. Ma il tiranno Sberleff è sconfitto più che per la sua ideologia perché si rivela un volgare truffatore non troppo diverso, purtroppo dai furfanti di casa nostra. E poi Minnotchka e gli altri funzionari, alla fine del fumetto, non rinunciano ai loro ideali, non vogliono diventare capitalisti ma, più semplicemente, vivere in un paese più libero e dalle frontiere aperte. Proprio come Gorbaciov, che ha sempre dichiarato di voler restare socialista.".

                    Da annotare, a proposito dei furfanti di casa nostra, che proprio l'anno precedente era scoppiato il caso di Mani Pulite.
                    « Ultima modifica: Venerdì 13 Mar 2020, 09:46:37 da doppio segreto »
                    Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

                      Re:Quel maledetto giorno del 1962
                      Risposta #9: Venerdì 13 Mar 2020, 11:52:53

                      Altrimenti le velleità di Scarpa si sarebbero potute realizzare proprio nel media più idoneo ad ospitarle. Il fatto che avesse un contratto con la Mondadori (e successivamente con Disney Italia) non credo gli avrebbe precluso di poter collaborare con i quotidiani, disegnando e scrivendo proprio come faceva il suo autore di riferimento, Floyd Gottfredson.

                      Ecco, questo sarebbe stato molto interessante.
                      In effetti, non credo che, qualora vi fosse stato l'interessamento di un quotidiano nazionale, Scarpa ( né tanto meno Gentilini che, anzi, probabilmente sarebbe stato contento di una tale pubblicità ) si sarebbe rifiutato.
                      Certo, un'attività di questo genere avrebbe richiesto la piena disponibilità del maestro veneziano.

                      Sappiamo che nel 1962 Romano Scarpa propose a Mario Gentilini di realizzare delle storie a strisce su Topolino nel segno della tradizione gottfredsoniana ( il suo sogno, dopo l'animazione ).
                      E sappiamo anche che Gentilini si dimostrò interessato al progetto ma non a pagare Scarpa "a peso d'oro" per realizzarlo dato che Topolino era appena diventato un settimanale ( o lo sarebbe divenuto a breve - al momento non ricordo - ) e gli servivano dunque dei disegnatori prolifici.
                      Ora, ipotizziamo che Gentilini gli avesse detto di sì, come sarebbe cambiata, secondo voi, la carriera di Scarpa ?

                      E voi cosa pensate ?
                      Datemi la vostra opinione, che discutere sul maestro veneziano è sempre un piacere. :)
                      Probabilmente ti deluderò ma io non riesco a giocare troppo con i "se" in questo argomento, come del resto, in generale.

                      Figurati !
                      Benchè inutili nel pratico ritengo questi giochi utili nel teorico poichè ci permettono di riflettere criticamente sull'argomento trattato ( seppur senza alcuna certezza, o quasi ).

                      Le storie a strisce giornaliere che Gottfredson e compagni disegnarono dal 1930 al 1955, al netto dell'intoppo durante e subito dopo la seconda guerra mondiale, sono caratterizzate da due fattori principali: il primo sono un continuità e il secondo, nella loro cadenza giornaliera, si presentavano con 4 - a volte 5 e a volte solo 3 - vignette - che dovevano sempre finire con una gag o con una situazione di suspense che avevano il compito di invogliare il lettore a continuare la lettura giorno dopo giorno.

                      Nel 1955 Mario Gentilini, incaricò Guido Martina di fare storie che riportassero in auge il personaggio di Eta Beta. Ne furono fatte due: Topolino e il doppio segreto di Macchia Nera e Topolino e il topazio dello zio in ozio, la prima disegnata da Scarpa la seconda da Carpi. Entrambe avevano in comune il fatto di pescare dalle strisce giornaliere, riproponendo personaggi ad esse legate.

                      L'anno successivo Romano Scarpa propose la sua prima storia scritta con protagonista Mickey: Topolino e il mistero di Tapioco Sesto.

                      Questa storia come tutte quelle scritte successivamente da Scarpa - al netto delle medio /brevi con Gancio - fino al 1967 con Topolino e l'ultraghiaccio, furono concepite da Scarpa con la logica delle strisce giornaliere: sono sostanzialmente una continuità e sono divise in strisce di quattro o cinque vignette, al cui termine c'è la gag o il momento di suspense. Se la continuità, ovviamente, la si percepisce maggiormente nel ciclo con Atomino Bip Bip,  c'è sempre una continua linea che mai cade in contraddizioni e, addirittura, nella storia Topolino e la dimensione Delta c'è un richiamo esplicito a Topolino e il mistero di Tapioco Sesto e, questa a sua volta, si può sostanzialmente collegare al Doppio Segreto.

                      E' dunque pur vero che Gentilini per una questione di costi, disse di no a Scarpa e lo utilizzò per disegnare storie di altri autori, ma Scarpa dopo il 1962, produsse comunque altre 4 storie nella logica delle strisce giornaliere.

                      Scarpa ricominciò a pubblicare storie con una linea di continuità con la lunga saga di Gancetto dalla fine del 1975 e, nel 1983, con Topolino e la regina d'Africa anche queste ripresero nel pieno la tradizione della gag o della suspense ogni quattro vignette.

                      Le ultime quattro di queste storie furono disegnate proprio come strisce giornaliere perché da parte del direttore Gaudenzio Capelli ci fu la disponibilità ad esaudire questo suo desiderio giovanile anche perché nel frattempo, la testata era andata nelle mani della Disney Italia e anche negli Stati Uniti, iniziò una nuova serie di storie a strisce giornaliere mai pubblicate - purtroppo - in Italia.

                      La tua è una disamina molto interessante e, anzi, ti ringrazio per avermi messo a conoscenza di cose che non sapevo ( benché sapessi di Tapioco VI, Ultraghiaccio e Regina d'Africa non pensavo che tutte le sue storie su Topolino seguissero l'impostazione delle strisce - limite mio che non ho notato questo particolare - ).
                      È evidente, però, che di questa impostazione Scarpa non fosse del tutto convinto ; in caso contrario non avrebbe avanzato la proposta a Gentilini.

                      Lo vedi, comunque, che questa discussione è servita ?
                      Ho imparato una cosa nuova. ;)

                        mentre Minnotchka ha delle cose notevoli anche se soffre di una certa "pesantezza" ( l'attacco personale di Scarpa al comunismo è veramente molto forte ). 
                      Non è così! SmBho2
                      Facciamo parlare Scarpa così siamo sicuri di prenderci: "Ma quale anticomunismo! E' una topostrojka" (...) Certo, un riferimento ai regimi illiberali dell'Est c'è. Ma il tiranno Sberleff è sconfitto più che per la sua ideologia perché si rivela un volgare truffatore non troppo diverso, purtroppo dai furfanti di casa nostra. E poi Minnotchka e gli altri funzionari, alla fine del fumetto, non rinunciano ai loro ideali, non vogliono diventare capitalisti ma, più semplicemente, vivere in un paese più libero e dalle frontiere aperte. Proprio come Gorbaciov, che ha sempre dichiarato di voler restare socialista.".

                      Suvvia !
                      La storia È un attacco al comunismo e a tutto quel che ha rappresentato ; lo si sente in ogni singola vignetta.
                      Tra l'altro, è abbastanza semplice intuirlo se si conosce l'orientamento politico di Scarpa ( liberale ma di matrice conservatrice ; un doroteo radicalizzato, insomma ).
                      Anche perchè il comunismo è stato l'URSS e Gorbachev, guarda caso uno che piace a Scarpa, l'uomo che, dopo aver tentato invano un'opera di riforma liberale, l'ha smantellata.

                      È forse un caso che sia stata l'ultima storia da lui scritta per Topolino e che per più di un anno non abbia disegnato nulla ( sì, penso che avesse ricevuto un silent ban ) e che ci sia voluta un'eternità prima di vederla ristampata ?
                      « Ultima modifica: Venerdì 13 Mar 2020, 13:05:36 da Bunz alle sorgenti Delta »

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                      doppio segreto
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                        Re:Quel maledetto giorno del 1962
                        Risposta #10: Venerdì 13 Mar 2020, 19:16:22
                        La tua è una disamina molto interessante e, anzi, ti ringrazio per avermi messo a conoscenza di cose che non sapevo ( benché sapessi di Tapioco VI, Ultraghiaccio e Regina d'Africa non pensavo che tutte le sue storie su Topolino seguissero l'impostazione delle strisce - limite mio che non ho notato questo particolare - ).
                        È evidente, però, che di questa impostazione Scarpa non fosse del tutto convinto ; in caso contrario non avrebbe avanzato la proposta a Gentilini.

                        Lo vedi, comunque, che questa discussione è servita ?
                        Ho imparato una cosa nuova. ;)
                        Ne sono contento ... a qualcosa ogni tanto servo! ;D ;)
                        Suvvia ! La storia È un attacco al comunismo e a tutto quel che ha rappresentato ; lo si sente in ogni singola vignetta. Tra l'altro, è abbastanza semplice intuirlo se si conosce l'orientamento politico di Scarpa ( liberale ma di matrice conservatrice ; un doroteo radicalizzato, insomma ). Anche perchè il comunismo è stato l'URSS e Gorbachev, guarda caso uno che piace a Scarpa, l'uomo che, dopo aver tentato invano un'opera di riforma liberale, l'ha smantellata. È forse un caso che sia stata l'ultima storia da lui scritta per Topolino e che per più di un anno non abbia disegnato nulla ( sì, penso che avesse ricevuto un silent ban ) e che ci sia voluta un'eternità prima di vederla ristampata ?

                        Suvvia è rivolto a me o a Scarpa, visto che le parole da me riportate sono le sue? :blank:


                        Comunque, non voglio insistere anche perché qui puoi trovare tutto bene scritto su come andò!


                        Quanto a Gorbaciov - o Gorbachev - non aveva certo intenzione di apportare una riforma liberale: la sua voleva essere una riforma che portava ad uno Stato di diritto Socialista. Non gli è riuscita perché era troppo tardi e perché aveva troppi nemici interni.


                        Gorbaciov rimane a tutt'oggi un grande uomo Socialista!

                        Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

                         

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