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Topolino 3356 - Recensione di Chen Dai-Lem

Topolino 3356 Non so se questo Topolino risenta un po’ del clima triste che aleggia nel Paese a causa del Coronavirus, ma di sicuro non riesce a distrarci in questo momento. Gli editoriali parlano di cose che non si sa quando vedremo: uno è dedicato all’Europeo di calcio già rimandato all’anno venturo, uno al live action di Mulan che avremmo dovuto vedere al cinema, ma in questo periodo neanche ricordiamo più la sensazione di sederci sulle poltroncine rosse a gustare un bel film in compagnia. Un articolo è dedicato alla giornata mondiale della felicità, che di questi tempi, diciamocelo, è passata un po’ in secondo piano e almeno con l’ultimo possiamo rinfrancarci… perché sì, per fortuna il gelato possiamo mangiarlo anche a casa! Se pensavamo di risollevarci con le storie, però, non ci va molto bene. Questa settimana finisce 19.999 leghe sotto i mari (Artibani/Pastrovicchio) lasciando un po’ di perplessità. Il lettore scivola tra le pagine, accompagnato forse più dai bellissimi disegni che dalla suspense creata dalla trama, ma quello che purtroppo manca alla storia per fare un salto di qualità, per passare da buona a memorabile, è la mancanza delle emozioni forti che Verne riusciva a creare con i suoi romanzi. Qui vengono molto depotenziate e temo che la maggior parte della responsabilità ce l’abbia Pippo. Pippo è un personaggio meraviglioso ma, secondo me, non adatto a impersonare il Capitano Nemo: un carattere molto complesso, molto affascinante ma allo stesso tempo inquietante, fatto di ombre prima ancora che di luci. Quello che esce da Pippo è… Pippo! In questo caso, un inventore geniale ma comunque svampito, privo del carisma del protagonista di Verne. La perplessità continua anche nel nuovo progetto che prende avvio questa settimana e che il direttore Bertani ci anticipa nell’editoriale: Topolino, le origini, una serie che dovrà portarci nel passato di Topolino e farci capire un po’ di più della sua giovinezza, come in un romanzo di formazione. Il primo episodio, Vita vera, sceneggiato da Danilo Deninotti affiancato ai disegni da Fabrizio Petrossi, vede Topolino lasciare l’università e tornare a Topolinia, dove incontra l’amico Pippo e ottiene quasi per caso il suo primo incarico di giornalista. Nella storia non manca una citazione a Young Donald Duck (serie pubblicata di recente nelle pagine del settimanale), in una sorta di crossover, pratica che ormai pare consolidata all’interno del libretto, dove troviamo continui rimandi tra serie. La narrazione però non riesce ad entusiasmare il lettore, che ha l’idea di trovarsi di fronte a qualcosa di già visto e non aggiunge niente di rilevante a ciò che sapeva già di Topolino; vedremo se magari le puntate successive riusciranno ad essere più avvincenti. Buona prova, invece, per Roberto Gagnor e Claudio Sciarrone e il loro secondo episodio di Area 15. In Qui, Quo, Qua – La collezione dei ricordi i due riescono a catturare tutte le manie e i tic dei collezionisti che affollano le fiere del fumetto. Difficile non riconoscersi nei protagonisti quando cercano il minimo difetto nella costina di un albo prima di comprarlo o nella ricerca compulsiva di action figure che, al di là del valore commerciale, rivestono un enorme valore sentimentale grazie ai ricordi che i personaggi riprodotti rievocano. Tra un sorriso e un sospiro, questa storia ci ricorda in questo momento difficile un mondo che ci è caro e che speriamo di rivivere al più presto. Pippospot – Alta pressione di Alessio Coppola è una breve che dovrebbe, forse, divertire, ma che non riesce fino in fondo nel compito, mentre più carina è La Banda Bassotti e la concorrenza di quartiere (Panini/Limido), dove la banda meno temibile di Paperopoli cerca di incastrare una coppia di ladri concorrenti e, per farlo, chiede aiuto a tutta la criminalità della città… il risultato, come sempre, è un disastro! La storia più bella del numero, infine, è sicuramente quella di Marco Rota, Paperino e l’approdo sfortunato della Dollaro bucato. Paperino, su una barca al largo delle isole del Pacifico, confessa ai nipoti un’avventura sfortunata, avvenuta anni prima, del cui esito infausto Zio Paperone non è del tutto a conoscenza. Il lettore viene rapito dal racconto di Paperino e dai meravigliosi disegni dell’autore milanese e arriva in fondo all’avventura facendo anche un sorriso. Un numero quindi un po’ sottotono, speriamo di risollevarci con il prossimo!

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Topolino 3356

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Andy98
Evroniano
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    Re:Topolino 3356
    Risposta #15: Martedì 24 Mar 2020, 00:00:56
    Dunque la domanda te la pongo allora qui e la estendo anche a tutti i vari recensori settimanali di Topolino: come vi ponete rispetto allo svelamento delle "vere" origini di Topolino rapportate a quelle che sono invece le ... reali. :blank:


     La domanda è in realtà, rivolta a chiunque voglia dire la sua in merito

    A mio modo di vedere, queste "origini" altro non sono che parte di una recente tendenza - in cui inserirei senza problemi anche Young Indiana - inseguita allo scopo, probabilmente, di far breccia su un pubblico più giovane, che tuttavia è controproducente almeno per due ragioni: da una parte, perché non aggiungono niente di nuovo ai personaggi, mentre dall'altra perché denotano quasi una paura da parte degli autori di spingersi verso il futuro, di prendere  le creature di Topolino e cercare di realizzare qualcosa di diverso. Ma ciò sarebbe meglio farlo con i veri personaggi, non con la loro versione giovanile di turno.

    Altra tendenza, forse più marcata, è la sovrabbondanza di storie non auto-conclusive: nel numero precedente finiva Paperinikland di Gervasio, e intanto iniziavano Area 15 di Gagnor - che forse può essere fruibile separatamente - e 19.999 leghe sotto i mari di Artibani; in questo numero, invece, finisce la storia di Artibani, vi è un'altra puntata della serie di Gagnor, e nel mentre comincia già una nuova serie sulle "origini" di Topolino. Da lettore abitudinario, non risento troppo di questa scelta, però comprendo che il lettore occasionale potrebbe essere infastidito dallo spendere tre euro per poi trovarsi magari tre storie su cinque che sono continuazioni di altre iniziate nei numeri precedenti.
    Però rimango sempre dello stesso parere: non è all'aumentare della quantità che viene fuori una nuova qualità: preferisco di gran lunga più auto-conclusive come l'ottima storia di Rota - che, vuoi per i disegni, vuoi per l'impianto narrativo, mi ha fatto proprio fare un bel tuffo nel passato - rispetto a serie come Area 15, che oltre a non incontrare il mio gusto, non riesce proprio a lasciarmi nulla se non la sensazione di noia - ma ciò potrebbe anche essere dovuto al fatto che non rientro nel pubblico di riferimento, dunque potrei essere molto di parte nel mio giudizio.

    Noto, inoltre, sempre a riguardo della serie di Gagnor, che iniziano ad aleggiare gli effetti della piccola saga di Enna, dato che Qua è di nuovo al centro della vicenda, si allontana temporaneamente dai suoi fratelli e stringe nuove amicizie, che a questo giro brillano più per caratterizzazione grafica che per altro - non che gli altri quattro avessero tutto questo gran spessore, eh. Sopravvissuta, invece, la tendenza di fare di Quo l'animo romantico tra i tre, mentre Qui resta poco definito.

    A parte la già citata storia di Rota, dunque, il numero per me non ha molto da offrire.
    Purtroppo, non ho mai letto il romanzo di Verne - nonostante ne abbia una versione a fumetti presa con Il Giornalino riposta in qualche polveroso meandro della mia mansarda - quindi non posso apprezzare in pieno la versione Disney di Artibani, mentre le storie centrali di produzione nostrana sono decisamente dimenticabili.
    « Ultima modifica: Martedì 24 Mar 2020, 00:03:20 da Andy98 »

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      Re:Topolino 3356
      Risposta #16: Martedì 24 Mar 2020, 03:36:25
      Però rimango sempre dello stesso parere: non è all'aumentare della quantità che viene fuori una nuova qualità
      ...soprattutto se spezzi una storia di 60 tavole in 3 puntate da 20 tavole, o una da 30 in due da 15.
      Personalmente non la comincio nemmeno e la inizio quando ho tutte le puntate da leggere.

      C'e' stata una volta, ai tempi delle "foglie rosse" e degli "Young", che non ci ho capito nulla per un po'... avevo fuori scaffale qualcosa come 8 numeri tra episodi a puntate e intrecci vari fra storie "young".
      C'erano anche episodi che venivano presentati prima come spin-off e poi come episodio 4 di una serie che era ormai finita col 3: una confusione indicibile che continuava anche negli indici che non riportavano il titolo corretto.

      Non catturano il lettore di passaggio e disturbano quello affezionato.
      Quindi: a che pro?

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        Re:Topolino 3356
        Risposta #17: Martedì 24 Mar 2020, 10:54:10
        preferisco di gran lunga più auto-conclusive come l'ottima storia di Rota - che, vuoi per i disegni, vuoi per l'impianto narrativo, mi ha fatto proprio fare un bel tuffo nel passato - rispetto a serie come Area 15, che oltre a non incontrare il mio gusto, non riesce proprio a lasciarmi nulla se non la sensazione di noia - ma ciò potrebbe anche essere dovuto al fatto che non rientro nel pubblico di riferimento, dunque potrei essere molto di parte nel mio giudizio.
        Ti dico una cosa: io sono un adolescente e concordo alla perfezione con la tua opinione. Anch'io non sto sopportando Area 15 e ho preferito la storia di Rota, nonostante io non abbia mai letto storie vecchie di decenni e decenni fa. Quindi secondo me la redazione, se pensa di attirare noi giovani con queste serie con i ragazzini, si sbaglia di grosso, perché, a dire la verità, io mi rispecchio di più in Paperino e Topolino (da adulti, che sia chiaro, non "young"), che in Qui, Quo, Qua e Tip, Tap. W le storie con gli adulti come protagonisti!

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          Re:Topolino 3356
          Risposta #18: Martedì 24 Mar 2020, 16:26:36
          Se da una parte è comprensibile la critica verso prodotti di "ringiovanimento", francamente non capisco questo odio rivolto ad Area 15, che si sta rivelando dal mio punto di vista una serie molto gradevole: la redazione è evidente che abbia cominciato un'operazione per dare più risalto a Qui, Quo e Qua, iniziata con Tre Paperi in Gioco, proseguita con X-Music e Area 15: e si sta anche rivelando interessante per capire finalmente i vari interessi e passioni dei nipotini, abbozzati da Bruno Enna e proseguiti da Roberto Gagnor. Io la vedrei anche sotto questo punto di vista, non partendo subito prevenuti perché "è un prodotto (o dovrebbe essere) per bambini".
          O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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            Re:Topolino 3356
            Risposta #19: Martedì 24 Mar 2020, 18:01:56
            preferisco di gran lunga più auto-conclusive come l'ottima storia di Rota - che, vuoi per i disegni, vuoi per l'impianto narrativo, mi ha fatto proprio fare un bel tuffo nel passato - rispetto a serie come Area 15, che oltre a non incontrare il mio gusto, non riesce proprio a lasciarmi nulla se non la sensazione di noia - ma ciò potrebbe anche essere dovuto al fatto che non rientro nel pubblico di riferimento, dunque potrei essere molto di parte nel mio giudizio.
            Ti dico una cosa: io sono un adolescente e concordo alla perfezione con la tua opinione. Anch'io non sto sopportando Area 15 e ho preferito la storia di Rota, nonostante io non abbia mai letto storie vecchie di decenni e decenni fa. Quindi secondo me la redazione, se pensa di attirare noi giovani con queste serie con i ragazzini, si sbaglia di grosso, perché, a dire la verità, io mi rispecchio di più in Paperino e Topolino (da adulti, che sia chiaro, non "young"), che in Qui, Quo, Qua e Tip, Tap. W le storie con gli adulti come protagonisti!

            Qui, Quo, Qua e Tip e Tap sono comunque pilastri del fumetto disneyano. Preferisco vederli sempre più protagonisti rispetto a personaggi sovrasfruttati storicamente come Paperino.

            If you can dream it, you can do it.

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              Re:Topolino 3356
              Risposta #20: Martedì 24 Mar 2020, 18:13:36

              La vasta opera di riorganizzazione di larga parte del pantheon per via zoomorfa della Disney italiana, avviata sotto la gestione Bertani, è encomiabile.

              Ma, mentre riesco a valutare la portata di un progetto di rifondazione / attualizzazione del mito di Paperinik, così come il nuovo corso impresso alle prime di copertina o ai redazionali molto accurati, al contrario la novità degli impianti narrativi che coinvolgono i cuccioli di Paperopoli e di Topolinia non riesco a decifrarla.

              Cicli di avventure come 'Area 15' oggi, così come 'Tre Paperi in Gioco' a suo tempo, sembrano non lasciare alcuna curiosità al di là della fruizione immediata di una lettura lesta e distratta...
              Nonostante la discesa in campo dei migliori Autori sulla piazza, questa invenzione narrativa (perché tale credo che sia) sfugge secondo me ad ogni valutazione.
              Dovremmo rinunciare a tentare di interpretarla, semplicemente perché inintelligibile.
              Dobbiamo invece prendere atto che avventure del genere ci sono, che esistono, ma che trascendono la nostra facoltà critica perché rifiutano l' uso delle categorie razionali...


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                Re:Topolino 3356
                Risposta #21: Martedì 24 Mar 2020, 19:34:16
                Però rimango sempre dello stesso parere: non è all'aumentare della quantità che viene fuori una nuova qualità: preferisco di gran lunga più auto-conclusive come l'ottima storia di Rota - che, vuoi per i disegni, vuoi per l'impianto narrativo, mi ha fatto proprio fare un bel tuffo nel passato - rispetto a serie come Area 15, che oltre a non incontrare il mio gusto, non riesce proprio a lasciarmi nulla se non la sensazione di noia - ma ciò potrebbe anche essere dovuto al fatto che non rientro nel pubblico di riferimento, dunque potrei essere molto di parte nel mio giudizio.
                Non v'è dubbio!

                Cicli di avventure come 'Area 15' oggi, così come 'Tre Paperi in Gioco' a suo tempo, sembrano non lasciare alcuna curiosità al di là della fruizione immediata di una lettura lesta e distratta...
                Nonostante la discesa in campo dei migliori Autori sulla piazza, questa invenzione narrativa (perché tale credo che sia) sfugge secondo me ad ogni valutazione.
                Dovremmo rinunciare a tentare di interpretarla, semplicemente perché inintelligibile.
                Dobbiamo invece prendere atto che avventure del genere ci sono, che esistono, ma che trascendono la nostra facoltà critica perché rifiutano l' uso delle categorie razionali...
                A mio modesto avviso, nella spasmodica ricerca dell'originalità si è, forse, giunti alla conclusione che i "cuccioli" di Paperopoli e Topolinia (che rappresentano personaggi perennemente in bilico tra i principali ed i secondari) potessero reggere la scena da soli al posto degli "adulti", al duplice fine di proporre contenuti che sapessero meno di già visto e, ad un tempo, magari risultare più d'attrattiva per quella fascia di giovani lettori che ad un certo punto tendono ad abbandonare l'ambito Disney (magari per farvi ritorno dopo alcuni lustri).
                « Ultima modifica: Martedì 24 Mar 2020, 19:36:28 da Gancio »
                Tritumbani fritti!

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                  Re:Topolino 3356
                  Risposta #22: Martedì 24 Mar 2020, 20:33:23
                  Io non vedo di cattivo occhio il rinnovamento di Qui, Quo e Qua, anzi. Penso che si stiano finalmente iniziando a sfruttare delle sfaccettature del trio che fino ad oggi erano appena abbozzate. Questo può solo arricchire l'universo narrativo di cui fanno parte.

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                    Re:Topolino 3356
                    Risposta #23: Martedì 24 Mar 2020, 21:22:00
                    francamente non capisco questo odio rivolto ad Area 15
                    Perché ormai è un'esagerazione, nell'ultimo anno ci sono state veramente troppe storie con i giovani come protagonisti! Specifico: sarebbe bello tornare a vedere sul Topolino storie classiche dei nipotini, ma del livello per esempio della fantastica storia con Qui Quo Qua che dovevano scoprire chi fosse il rinnovatore del Manuale delle Giovani Marmotte, storia scritta da Marco Nucci. Quella sì che era una bella storia, perché era classica, ma contemporanea. Quello che voglio dire è basta con questa forzatura in cui debbano per forza esserci delle band di cui ne faccia parte solo uno dei nipotini, basta con queste infantilate come usare la musica per scopi "salva- mondo". Ripeto: se questo tipo di storie ci fossero ogni tanto, andrebbero bene, ma ormai è un continuo! Le storie dei nipotini devono essere contemporanee, ma classiche per poter attrarre maggior pubblico possibile, come il capolavoro di Nucci citato prima, perché chi è che vorrebbe vedere i nipotini che non sono più insieme nelle proprie storie? In fondo in "I nipoti di Paperino", il primo cortometraggio animato in cui si sono visti, nessuno riuscirebbe a immaginarseli separati! Quindi in conclusione, più storie con adulti (in cui ci si immedesima facilmente)! Meno storie con i giovani! Oppure, se ce ne devono per forza essere tante, allora BELLE storie, ciò significa classiche, ma contemporanee, in cui i nipotini sono ancora "fratelli" e non "amici in band musicali e squadre di calcio separate"! Tendo a precisare che ho voluto esprimere la mia opinione (spero di essere stato chiaro), senza offendere gli altri o le opinioni altrui.

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                    Atius
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                      Re:Topolino 3356
                      Risposta #24: Martedì 24 Mar 2020, 22:00:03
                      Nella prima parte del tuo post potrei anche essere d'accordo, in fondo tra YDD, Young Indiana e ora anche Topolino le origini si sono state fatte tante (forse troppe) serie che miravano a riscrivere la gioventù dei personaggi principali dell'universo disneyano, e la cosa comincia anche un po' ad annoiarmi.
                      Nella seconda parte del post, tu dici che le storie con i nipotini, per attrarre la maggior fetta di pubblico possibile, devono essere storie classiche con i nipotini come li abbiamo sempre conosciuti. Ma l'intento di questa operazione di caratterizzazione di Qui, Quo e Qua non credo sia "attrarre il pubblico", ma quella di mostrarci che i nipotini non sono, (perdonatemi l'immagine) tre facce della stessa medaglia, ma tre individui a sé. In storie come quella di Nucci va più che bene mostrare i nipotini come li abbiamo sempre visti: il focus deve essere sulla vicenda del diario in questo caso, ma questo progetto, di cui suppongo faccia parte anche area 15, ha evidentemente una finalità ben diversa. Stare sulla classicità va bene, è lo ha dimostrato la buona storia di Nucci, ma è giusto anche buttarsi in qualcosa di diverso come questa operazione di "divisione"(insomma, prima di Tre Paperi in Gioco sfido chiunque a ricordarsi che Qua fosse quello col berretto verde, Qui quello col berretto rosso e Quo quello col cappello blu).
                      O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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                        Re:Topolino 3356
                        Risposta #25: Martedì 24 Mar 2020, 22:05:43
                        Se da una parte è comprensibile la critica verso prodotti di "ringiovanimento", francamente non capisco questo odio rivolto ad Area 15, che si sta rivelando dal mio punto di vista una serie molto gradevole: la redazione è evidente che abbia cominciato un'operazione per dare più risalto a Qui, Quo e Qua, iniziata con Tre Paperi in Gioco, proseguita con X-Music e Area 15: e si sta anche rivelando interessante per capire finalmente i vari interessi e passioni dei nipotini, abbozzati da Bruno Enna e proseguiti da Roberto Gagnor. Io la vedrei anche sotto questo punto di vista, non partendo subito prevenuti perché "è un prodotto (o dovrebbe essere) per bambini".

                        Se devo essere sincero, da parte mia c'è abbastanza indifferenza verso Area 15.
                        Ammetto di aver criticato duramente la saga di Enna a suo tempo, e nonostante approvi l'idea di differenziare i nipotini, non riesco più a trovare motivi di interesse davanti a questi prodotti, evidentemente studiati per un pubblico in cui non rientro, vuoi per età, vuoi per testa, e in questo ci vedo il grande limite: a proporre una storia come quella citata da Flash X si riesce a coinvolgere un pubblico molto più vasto, mentre serie come quelle recenti - che hanno addirittura monopolizzato il Topolino ad un certo punto - non possono adempire a tale scopo proprio per come vengono concepite. Non è che partono in un modo e poi prendono una piega differente, bensì cominciano e proseguono uniformemente al pubblico selezionato.
                        In passato, avrei probabilmente analizzando più a fondo la storia, ma mi rendo conto che finirei col ripetermi in maniera odiosa, pertanto, ciò che mi resta della serie sono gli ottimi disegni di Sciarrone, che preferirei vedere su ben altri generi.

                        Io non vedo di cattivo occhio il rinnovamento di Qui, Quo e Qua, anzi. Penso che si stiano finalmente iniziando a sfruttare delle sfaccettature del trio che fino ad oggi erano appena abbozzate. Questo può solo arricchire l'universo narrativo di cui fanno parte.

                        Mi trovo d'accordo, però preferirei una soluzione diversa all'abbassamento del target di riferimento, perché a mio avviso è proprio questo il problema maggiore.

                        (insomma, prima di Tre Paperi in Gioco sfido chiunque a ricordarsi che Qua fosse quello col berretto verde, Qui quello col berretto rosso e Quo quello col cappello blu).

                        Hai appena perso la sfida...  ;D

                        *

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                          Re:Topolino 3356
                          Risposta #26: Mercoledì 25 Mar 2020, 09:50:08
                          Se da una parte è comprensibile la critica verso prodotti di "ringiovanimento", francamente non capisco questo odio rivolto ad Area 15, che si sta rivelando dal mio punto di vista una serie molto gradevole: la redazione è evidente che abbia cominciato un'operazione per dare più risalto a Qui, Quo e Qua, iniziata con Tre Paperi in Gioco, proseguita con X-Music e Area 15: e si sta anche rivelando interessante per capire finalmente i vari interessi e passioni dei nipotini, abbozzati da Bruno Enna e proseguiti da Roberto Gagnor. Io la vedrei anche sotto questo punto di vista, non partendo subito prevenuti perché "è un prodotto (o dovrebbe essere) per bambini".

                          Se devo essere sincero, da parte mia c'è abbastanza indifferenza verso Area 15.
                          Ammetto di aver criticato duramente la saga di Enna a suo tempo, e nonostante approvi l'idea di differenziare i nipotini, non riesco più a trovare motivi di interesse davanti a questi prodotti, evidentemente studiati per un pubblico in cui non rientro, vuoi per età, vuoi per testa, e in questo ci vedo il grande limite: a proporre una storia come quella citata da Flash X si riesce a coinvolgere un pubblico molto più vasto, mentre serie come quelle recenti - che hanno addirittura monopolizzato il Topolino ad un certo punto - non possono adempire a tale scopo proprio per come vengono concepite. Non è che partono in un modo e poi prendono una piega differente, bensì cominciano e proseguono uniformemente al pubblico selezionato.
                          In passato, avrei probabilmente analizzando più a fondo la storia, ma mi rendo conto che finirei col ripetermi in maniera odiosa, pertanto, ciò che mi resta della serie sono gli ottimi disegni di Sciarrone, che preferirei vedere su ben altri generi.

                          Io non vedo di cattivo occhio il rinnovamento di Qui, Quo e Qua, anzi. Penso che si stiano finalmente iniziando a sfruttare delle sfaccettature del trio che fino ad oggi erano appena abbozzate. Questo può solo arricchire l'universo narrativo di cui fanno parte.

                          Mi trovo d'accordo, però preferirei una soluzione diversa all'abbassamento del target di riferimento, perché a mio avviso è proprio questo il problema maggiore.

                          (insomma, prima di Tre Paperi in Gioco sfido chiunque a ricordarsi che Qua fosse quello col berretto verde, Qui quello col berretto rosso e Quo quello col cappello blu).

                          Hai appena perso la sfida...  ;D

                          La mia critica nel post di Flash X stava nel fatto che è inutile accanirsi come prodotti come il blocco "Tre Paperi in Gioco-X Music-Area 15" per chiedere a gran voce storie come quella di Marco Nucci sul diario delle giovani marmotte, con i tre paperi uniti come li abbiamo sempre visti. Tralasciando il target e la frequenza con cui sono uscite queste saghe (su cui posso benissimo darti ragione), il mio discorso era un altro, lo stesso che feci a suo tempo per Tre Paperi in Gioco: storie classiche come quella sul diario delle giovani marmotte ci saranno sempre sul Topolino, ma ciò a cui punta questo "progetto di rinnovamento" di Qui, Quo e Qua è, come ho già scritto, fornire i nipotini di tre personalità proprie, sempre uniti, ma diversi, non attraendo, magari, la più ampia fetta di pubblico possibile.

                          P.s. per i colori sarà che sono io un disastro :D
                          O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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                            Re:Topolino 3356
                            Risposta #27: Mercoledì 25 Mar 2020, 10:16:36
                            Nella prima parte del tuo post potrei anche essere d'accordo, in fondo tra YDD, Young Indiana e ora anche Topolino le origini si sono state fatte tante (forse troppe) serie che miravano a riscrivere la gioventù dei personaggi principali dell'universo disneyano, e la cosa comincia anche un po' ad annoiarmi.
                            Nella seconda parte del post, tu dici che le storie con i nipotini, per attrarre la maggior fetta di pubblico possibile, devono essere storie classiche con i nipotini come li abbiamo sempre conosciuti. Ma l'intento di questa operazione di caratterizzazione di Qui, Quo e Qua non credo sia "attrarre il pubblico", ma quella di mostrarci che i nipotini non sono, (perdonatemi l'immagine) tre facce della stessa medaglia, ma tre individui a sé. In storie come quella di Nucci va più che bene mostrare i nipotini come li abbiamo sempre visti: il focus deve essere sulla vicenda del diario in questo caso, ma questo progetto, di cui suppongo faccia parte anche area 15, ha evidentemente una finalità ben diversa. Stare sulla classicità va bene, è lo ha dimostrato la buona storia di Nucci, ma è giusto anche buttarsi in qualcosa di diverso come questa operazione di "divisione"(insomma, prima di Tre Paperi in Gioco sfido chiunque a ricordarsi che Qua fosse quello col berretto verde, Qui quello col berretto rosso e Quo quello col cappello blu).

                            quo l'ho sempre saputo, ma qui e qua li ho invertiti per tutta la mia vita, sarà un casino adesso riabituarmi

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                              Re:Topolino 3356
                              Risposta #28: Mercoledì 25 Mar 2020, 19:45:40
                              Se devo essere onesto, QQQ li ho sempre visti come un unicum, quasi un personaggio unitario seppur suddiviso in tre paperetti - sarà che sono ancora affezionato alle storie in cui i 3 parlavano scomponendo la frase in tre spezzoni, con un pezzo per ciascuno - per cui mi interessa davvero molto poco questa esasperata ricerca di una personalità differenziata "per colore di berretto"... ma a che pro, poi? Farli recitare separatamente e/o in competizione/contrasto tra loro? No grazie, ne risulterebbe una snaturalizzazione dei personaggi che non accetto!
                              Tritumbani fritti!

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                                Re:Topolino 3356
                                Risposta #29: Mercoledì 25 Mar 2020, 20:27:08
                                No, io non la vedo come un'operazione di questo tipo, che andrebbe sì a snaturare i nipotini. Penso che la finalità sia solo quella di introdurre nel loro mondo delle passioni, degli interessi (vedi quello di Qua per la musica, ad esempio) che vadano meglio a delineare le proprie personalità. Le storie in cui i nipotini sono un unicum ci sono (proprio sul 3357, nella storia dedicata a Newton, i nipotini agiscono come li abbiamo sempre conosciuti) e sempre ci saranno: trovo il tutto un tentativo di approfondimento, ecco.
                                O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

                                 

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