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Topolino 3358 - Recensione di Matteo Gumiero

Ottimo numero il 3358. La copertina ci porta a dedurre che sia Zucchero il grande protagonista del numero della settimana ma, fortunatamente, si tratta di un falso indizio. Di sicuro non leggerete da queste pagine l’ennesima filippica contro i Vip che fanno di volta in volta capolino sul settimanale, anche perché va certamente detto che il format scelto ormai da diverso tempo per queste occasioni (copertina + intervista) permette di dare sì un certo risalto all’ospite, ma anche di lasciarlo rapidamente da parte e concentrarsi sul resto del giornale. Il punto debole del numero in effetti può essere rintracciato proprio nelle tre brevi strip di una pagina poste a corredo dell’intervista al cantante reggiano. Nessuna infatti ci appare particolarmente ispirata. Ma passando oltre l’inserto musichereccio e nel resto del numero ci imbattiamo in una serie di storie tutte molto godibili. La storia di apertura del numero è Topolino e il richiamo dell’Outback, che vede una prova da autore completo di Beppe Zironi. La storia fa parte della serie Topolino giramondo ed è forse la più riuscita di questo ciclo. Il protagonista stavolta si trova a fronteggiare le difficoltà del deserto australiano ed è suo malgrado testimone di un rapimento. Possiamo notare un riferimento al celebre romanzo di Jack London Il richiamo della foresta sia nelle suggestioni evocate dal titolo, sia in alcuni rimandi nella trama. Il Topolino di Zironi è sempre gradevolissimo dal punto di vista grafico e il suo tratto graffiante è l’ideale per mostrare la natura selvaggia dell’inospitale territorio australiano. Si prosegue poi con la seconda storia di Marco Nucci e Stefano Intini con protagonista il personaggio di Newton Pitagorico. Anche stavolta il risultato è molto buono. Newton Pitagorico e la pistola aspira-arcobaleno è una storia divertente e ben costruita, che si prende il giusto respiro per raccontare gli avvenimenti e inserire piccole digressioni che vivacizzano la narrazione, fonte di ottime gag umoristiche. I disegni di Intini in questo senso sono ideali in quanto contribuiscono al tono allegro e scanzonato della storia. Allegria che lasciamo da parte nel leggere la quarta puntata di Area 15, la saga “teen” di Roberto Gagnor e Claudio Sciarrone. Buona fortuna Qua è una storia che fa della malinconia (unita ad un pizzico di sentimentalismo) la sua cifra stilistica, andando ad analizzare in maniera abbastanza verosimile i classici problemi di chi sta crescendo, mettendoli in rapporto alla loro controparte adulta (Paperino, in questo caso). La scelta di proporre metà della storia senza dialoghi accentua in maniera molto piacevole il dialogo che segue, in particolare il momento netto in cui paperino rompe il silenzio. Tuttavia la parte muta risulta un pochino macchinosa e non sempre immediata nella comprensione, soprattutto a causa delle vignette “disegnate”, francamente evitabili. Godibile anche Zio Paperone e la regola sregolata, una breve intelligente in cui Marco Bosco riesce, in poche pagine, a mostrare l’applicazione di una legge fondamentale del marketing: il principio di Pareto. Amendola non impressiona e risulta anzi particolarmente legnoso. Il numero si conclude con la storia in due parti Paperino e Paperoga in…una notte al deposito, che vede ai testi l’accoppiata Giorgio Fontana e Giulio D’Antona e ai disegni Federico Franzò ed Emanuele Virzì. Interessante l’idea di proporre il racconto di una stessa vicenda da due differenti punti di vista ed è simpatico anche il pretesto che fa da base all’intreccio. Il risultato è buono, anche se forse non mi sarebbe dispiaciuto trovare maggiore verve nella sceneggiatura e nei dialoghi perché questo buono spunto potesse essere sfruttato in maniera ancora migliore.
Insomma un numero in cui nessuna storia spicca in maniera particolare, ma solamente perché si tratta di tutte storie di buon livello, piacevoli da leggere e da commentare.

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Topolino 3363

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Cornelius Coot
Imperatore della Calidornia

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    Re:Topolino 3363
    Risposta #30: Mercoledì 13 Mag 2020, 23:19:48
    Fantomius - La luce di Zeus
    Visto che ci troviano ad Amsterdam avrei preferito vedere maggiormente i canali con quelle palazzine alte e inclinate. La città si vede ma non viene fuori con le sue caratteristiche vedute ariose (a parte qualche ciclista di passaggio in strade piuttusto trafficate: all'epoca non c'erano ancora le ZTL). Un bel giallo, in ogni caso, con sorprese non scontate e personaggi sempre molto ben caratterizzati.
    Le GM in : Operazione Alaska   (seconda puntata)
    Questa operazione mi sembra un brodo molto allungato, nella prima come nella seconda puntata.
    Bei panorami, ragazzini pieni di entusiasmo con un Gran Mogol attento ad ogni minimo particolare che li riguarda per scegliere il suo vice. L'unica situazione che mi ha incuriosito è stata l'apparizione dell'anziana (neanche poi tanto) pioniera Amka che mi ha fatto ricordare la egmontiana Klondike Annie. In questo caso nessun collegamento con zio Paperone, in tutt'altre faccende affaccendato (e dire che ne poteva dare di consigli ai suoi nipotini, viste le zone da loro battute).
    Gastone e Nonna Papera scomodi testimoni
    La storia più sorprendente del numero, con una realistica visione di cosa può accadere ai testimoni di fatti incresciosi: cambio di identità, spostamenti di residenza, continui pericoli sempre in agguato. Ottimo soggetto di Riccardo Secchi anche per l'utilizzazione della coppia del titolo. Mi è sembrato un po' strano l'accanimento del ristoratore su una anziana papera ma le sue preferenze verso lo chef erano probabilmente dovute anche alla fortuna di Gastone (e a farne le spese questa volta è stata Elvira).
    Indiana Pipps e il bowling del faraone
    Gradevole avventura archeo con una trovata di Nigro (quella del titolo) che è fondamentale nello svolgimento finale. Dopo la serie adolescenziale mi pare che le apparizioni di Kranz abbiano un senso più compiuto. Bella tavola finale di Ermetti con le piramidi al chiaro di luna.
    Zio Paperone e il Giro da capogiro   (prologo)
    Soprende vedere Gastone responsabile del Deposito (vista l'assenza di parecchio parentame) ma evidentemente lo ziastro conta sulla sua fortuna. Non so cosa si inventerà Bruno Enna per farci restare incollati a questo Giro solo fumettistico (visti gli eventi) dal momento che il plot è sempre stato stra abusato: quante volte, in occasioni di manifestazioni sportive, Paperone si è presentato con un suo team raccapezzato alla buona? Staremo a vedere. Alla fine del prologo Scrooge lascia la conferenza stampa un po' à la Trump.
    « Ultima modifica: Mercoledì 13 Mag 2020, 23:45:04 da Cornelius Coot »

     

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