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Topolino 3359 - Recensione di Gianni Santarelli

La storia di una rivista pluridecennale e con periodicità settimanale come Topolino è naturalmente ricca di numeri senza infamia e senza lode, numeri sui quali si potrebbe glissare senza problemi. Anche perchè quando, come in questo caso, nessuna storia colpisce in maniera particolare diventa difficile scrivere qualcosa. Tuttavia è giusto che chi cerca una guida o un parere sull’opportunità di spendere l’iperbolica cifra di 3 euro o semplicemente chi vuole leggere una voce differente per concordare con o dissentire da essa, abbia quel che desidera. Vediamo quindi come descrivere questa 3359-esima uscita della rivista a fumetti per antonomasia (si nota che sto tirando in lungo perché veramente è un numero che non mi ispira affatto?). Innanzitutto notiamo che ben tre sono storie divise in più parti (questa è diventata una situazione molto ricorrente sotto la nuova gestione), quindi è necessario aspettare che si concludano per dare un giudizio completo. Comunque possiamo dare un’occhiata a quanto finora avvenuto. Il cinquecentenario della morte di Raffaello è l’occasione per celebrarlo sul settimanale con una storia scritta da Bruno Enna e disegnata da Alessandro Perina. Trattandosi della prima puntata non c’è molto da dire: si introduce il tema principale (la ricerca di una particolare pietra), vengono presentati i personaggi coinvolti, ci si riallaccia alla precedente storia “artistica”, Paperino, Qui, Quo, Qua e il grande gioco geniale, sempre dello stesso autore e si rimane in attesa dell’episodio successivo. Nulla che faccia presagire qualcosa di epocale, comunque. D’altra parte Amelia ha smesso di dire qualcosa nel 1963, ha tentato la carta del rilancio nazional-popolare negli anni ’90 e continua stancamente a vivacchiare da allora, ormai tragica parodia di sé stessa. Aspettarsi qualcosa di memorabile è utopistico, meglio confidare che la bravura di Enna ci regali una storia almeno dignitosa. Area 15 finora era stata davvero una bella sorpresa: ha saputo raccontare bene e senza particolari sbavature la vita di normali adolescenti, divisa tra famiglia, scuola, amici, sogni e passioni. Una narrazione efficace, a tratti delicata, mai sopra le righe. Improvvisamente Gagnor sente il bisogno di tornare all’antico rispolverando il suo caratteristico umorismo e infilando qualche banalità di troppo senza riuscire ad essere divertente come forse avrebbe voluto. La storia registra così un passaggio a vuoto proprio in corrispondenza dell’ultimo episodio, limitandosi a fare facile “ironia” sulle fiere del fumetto e i suoi frequentatori. Topolino, le origini sembra una serie inutile, viene portata avanti come una serie inutile ma non lasciatevi ingannare: è veramente una serie inutile. Non serve neanche scomodare Gottfredson perché comunque, in un universo narrativo vasto come quello Disney, ci può essere spazio per tutto, anche per versioni contrastanti o diverse di uno stesso personaggio. Quello che è importante è come vengono raccontate. Alla fine, per capire cosa non va in questo progetto di Deninotti basta confrontarlo con qualcosa di molto più recente del Topolino anni ’30, ovvero con Paperino Paperotto (di Enna principalmente, ma anche Fasano ed altri). In quel caso gli autori hanno creato ex novo un mondo comunque coerente con quanto già scritto in precedenza, con personaggi nuovi e una nuova ambientazione. Quelle che leggiamo non sono le storie di un piccolo Paperino ma, come è giusto che sia, di un Paperino piccolo. In questa serie, già l’ambientazione è (forzatamente) monca: ritroviamo Topolino e Pippo appena dopo il college ma nulla sappiamo di loro e delle loro eventuali famiglie, nè dei loro trascorsi. Sono semplicemente gli stessi di oggi ma con qualche anno in meno. Topolino è già lui, con la sua innata propensione alle indagini e lo stesso vale per il suo amico, già alle prese con la soffitta dei bis-bis. Dopo Topolinia 20802 insomma, ancora una serie che cerca vanamente di svecchiare il personaggio simbolo della Disney. Relativamente a questo episodio poi, bisogna dire che Ottavio Panaro non è certo il disegnatore più adatto per dare credibilità a gangster e fuorilegge, con i suoi personaggi orrendamente “pucciosi” e dall’aspetto bonario. Paperino e i naufragi a ripetizione è un’insipida storiella danese che vorrebbe farsi forte dei disegni di un Rota che ha però perso (parliamo comunque di una storia del 2007) la freschezza dei suoi anni migliori. Riguardo Ciccio, Paperinik e le creature della fattoria, l’ho letta ormai due giorni fa e ancora mi sto chiedendo cosa ho letto. Un trip di peperonata di Faraci? Un omaggio, ridicolmente malriuscito, ai B-movie degli anni ’50 (Attacco alla Terra e simili)? Forse persino qualcosa che sfocia nell’avanguardia artistica? Vallo a sapere. Spiace solo vedere coinvolto il nome di Leoni in una simile baracconata. A completare il volume ci sono una intervista ad Enna e Perina sulla loro ultima storia, una breve presentazione di Raffaello e un articolo dedicato a Nicolò Govoni, un giovane giornalista che si occupa di programmi educativi rivolti a orfani e profughi.

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Topolino 3358

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Ottone
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    Re:Topolino 3358
    Risposta #15: Giovedì 9 Apr 2020, 15:14:04
    Se in Australia è mattina a Topolinia è notte e una chiamata notturna allarma sempre.

    Per essere corretti, se in Australia è mattina, a Topolinia è pomeriggio. Il chiarimento voleva essere tra pomeriggio in Australia e notte a Topolinia?

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      Re:Topolino 3358
      Risposta #16: Venerdì 10 Apr 2020, 07:20:26
      Per essere corretti, se in Australia è mattina, a Topolinia è pomeriggio. Il chiarimento voleva essere tra pomeriggio in Australia e notte a Topolinia?

      Giusto, hai ragione.
      Evidentemente Topolino era stanchissimo e si è alzato nel primo pomeriggio, il tempo di una doccia e passa mezzora, Minni va a letto moooolto presto, etc etc  :D

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        Risposta #17: Martedì 14 Apr 2020, 18:29:14
        Grande Zironi  :D ottima prova, continua così! Adorabile il tuo Topolino, ma ottimi anche i deliziosi personaggi (e antagonisti) con cui si confronta! Una ventata d'aria fresca. Piccolo appunto: una Minni furiosa sul finale ci stava, con lo squillo della suoneria a rovinare il romanticismo del paesaggio e un piccolo balloon che mostrasse la sua faccia imbronciata.

        Sono riuscito a recuperare questo numero al volo prima che fosse di nuovo mercoledì, ci tenevo tanto dopo aver letto le recensioni positive. Non posso che lodare la storia di Sciarrone e Gagnor per l'originale impostazione narrativa. Come accennava qualcuno, pure io ho fatto un po' di fatica a comprendere il significato degli "ideogrammi" di Qua, ma sono anche questi il pezzo forte del tormento del personaggio. Devo dire che da tempo non vedevo una rappresentazione dei paperi così incisiva ed efficace nel rendere l'emozione e il sentimento, oserei dire che mi ricordano la grande espressività dei volti barksiani, ma non voglio esagerare: certo è che il talento comunicativo di Sciarrone lo sta innalzando ai vertici dei grandi maestri IMHO.

        Gradevole la storia disegnata da Amendola, interessante e assolutamente della lunghezza giusta... come dovrebbero essere anche le storielle con Pippo che fa affari.

        Riguardo alla conclusiva, anche io ho apprezzato sia i disegni che il soggetto, ma credo che ciò che non ha funzionato non sia stata tanto la lunghezza eccessiva, quanto il personaggio di Paperoga: al termine del primo tempo ero assolutamente curioso di leggere la versione del secondo cugino, poiché, nonostante tutte le varie conclusioni fossero in linea di massima prevedibili, mi ero divertito molto a gustarmi le peripezie di Paperino contro un nemico immaginario; tuttavia, la seconda parte è venuta a noia semplicemente perché Paperoga non convinceva, avrei preferito infatti una versione più "facciniana" o "pezziniana" del simpatico papero, con un umorismo basato quindi sulla graziosa sbadataggine e spirito naif del cugino, e non su arzigogolate elucubrazioni quali quelle che abbiamo visto. Abbastanza telefonato ed evitabile anche il finale dello zione.

        E per quanto riguarda Newton Pitagorico, ottima serie! Trovo perfetta l'accoppiata Nucci/Intini, quest'ultimo assolutamente in piena forma. Direi la più divertente ed entusiasmante del numero.
        Micropaperi! Dove siete?

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          Re:Topolino 3358
          Risposta #18: Martedì 14 Apr 2020, 21:31:51
          Rece un po' tardiva.  ;)

          -Topolino e il richiamo dell’outback - Premetto che non sono estimatore dei disegni di Zironi, troppo piatti e abbozzati per i miei gusti. Anche la storia non l'ho trovata un gran che, per certi tratti inutilmente stucchevole e con ingenuità che non pensavo di trovare ancora nel 2020: Topolino impara in un paio di vignette a usare con maestria il boomerang meglio di un aborigeno e, peggio ancora con esso spaccare di netto una mazza da baseball che per giunta torna indietro dopo aver colpito l'obieettivo (e che è, il Grande Boomerang del Grande Mazinga!?!???). E con il cellulare che squilla nel momento più inopportuno, non si capisce se Topolino stia scherzando o parlando sul serio quando dice che deve assolutamente rispondere alla sua fidanzata... Voto 6- .

          -Newton Pitagorico e la pistola aspira-arcobaleno - Vedo con piacere che stanno tornando poco alla vlta personaggi che pensavo orma definitivamente caduti nel dimenticatoio come Cip&Ciop, Malachia e qui il nipote genietto - buon sangue non mente - ma ancora inesperto e pasticcione di Archimede Pitagorico. Storia simpatica perlopiù incentrata sul senso di inferiorità del nipote nei confronti dello zio dimenticando l'importanza degli anni di esperienza (e con un pizzico di presunzione che fa trascurare la soluzione più semplice per risolvere i problemi più complessi). I disegni di Intini aggiungono sempre quella comicità che non guasta mai in questo genere di storie. Voto 8.

          -Area 15 - Buona fortuna Qua - Come già detto più volte, non ho mai amato le storie pseudoadolescenziali che il più delle volte finiscono nel cadere nello stucchevole. Ma questa vede finalmente un normale adolescente, Qua, confidare i propri problemi con il suo adulto di riferimento ovvero lo zio Paperino che nonostante i mille impegni trova il tempo per dedicarsi a lui. Complici i disegni di Sciarrone, è stata per me una delle migliori storie degli ultimi tempi. Voto 9 1/2.

          -Zio Paperone e la regola sregolata - Breve che lascia un poco perplessi, in effetti il riccastro avrebbe potuto spiegarsi decisamente meglio. Voto 6/7

          -Paperino e Paperoga in…una notte al deposito - Storia forse prevedibile ma ugualmente divertente. Personalmente ho preferito i disegni di Franzò. Voto 8

          Nel complesso un buon numero.

          GioReb

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            Re:Topolino 3358
            Risposta #19: Martedì 14 Apr 2020, 22:35:02
            Rece un po' tardiva.  ;)

            -Topolino e il richiamo dell’outback - Premetto che non sono estimatore dei disegni di Zironi, troppo piatti e abbozzati per i miei gusti. Anche la storia non l'ho trovata un gran che, per certi tratti inutilmente stucchevole e con ingenuità che non pensavo di trovare ancora nel 2020: Topolino impara in un paio di vignette a usare con maestria il boomerang meglio di un aborigeno e, peggio ancora con esso spaccare di netto una mazza da baseball che per giunta torna indietro dopo aver colpito l'obieettivo (e che è, il Grande Boomerang del Grande Mazinga!?!???). E con il cellulare che squilla nel momento più inopportuno, non si capisce se Topolino stia scherzando o parlando sul serio quando dice che deve assolutamente rispondere alla sua fidanzata... Voto 6- .


            Beh de gustibus per i disegni, ma riguardo all'ingenuità ricorda sempre che siamo di fronte a un fumetto con un certo target... esiste la sospensione dell'incredulità; il titolare della rivista è un topo eroico e in gamba che in qualche modo se la cava sempre, nel 1930 con Gottfredson come nel 2020 con Zironi. Del resto, all'interno di una sola storia, in mezzo a tutte le varie vicende da affrontare, l'autore è riuscito a inserire la scena con il boomerang ben due volte, così da mostrarci Mickey dapprima fallire e poi eccellere; molti gli avrebbero fatto fare centro al primo colpo solo perché è lui. Io anzi proprio per questi particolari evidenziati apprezzo particolarmente questo lavoro di Zironi.
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              Re:Topolino 3358
              Risposta #20: Mercoledì 22 Apr 2020, 16:28:59
              come da un po' di Topolino a questa parte, la prima metà del giornalino tende a essere molto piacevole... la seconda decisamente meno

              belli gli scorci australiani tratteggiati da Zironi nella storia di apertura in una storia che ha buon ritmo e non annoia mai, ho molto apprezzato in alcuni frangenti l'uso più libero della gabbia... Nucci/Intini confermano la perfetta sinergia di questo team creativo con un altro episodio divertentissimo in cui l'umorismo dei testi si fonde con quello visivo, anche qui i personaggi "secondari" (dai granchietti di Coccodega Bay ai pennuti di questa storia) contribuiscono notevolmente alla vis comica della storia... Area 15 in un episodio che tocca diverse corde, comico, sentimentale ma non stucchevole, finanche filosofico e poetico (alcune sbavature grafiche, tipo Qua che esce di casa salutando Quo e Qua? o le proporzioni del deposito rispetto ai paperi che sembra piccolissimo durante l'attacco di Amelia ed enorme qualche pagina più avanti, non inficiano comunque la bontà complessiva)
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                Re:Topolino 3358
                Risposta #21: Venerdì 1 Mag 2020, 21:05:44
                Non avevo avuto ancora modo di leggere il numero, ora che l'ho fatto lasciatemi dire: l'episodio di Area 15 è proprio un piccolo capolavoro! Ho avuto voglia di rileggerla appena l'ho finita, bellissima atmosfera, ottima caratterizzazione dei personaggi e azzeccatissima la scelta di proporre la prima parte della storia in forma "muta".
                Insomma, una storia che ho davvero adorato!
                Disneyani si nasce ed io, modestamente, lo nacqui!

                 

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