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Topolino 3361 - Recensione di Paperinika

È innegabile che ogni nuova storia di Casty susciti, in chi segue più o meno assiduamente Topolino, curiosità ed aspettative. La copertina di Andrea Freccero ispirata alla storia di Casty.Nonostante nel corso degli anni si sia guadagnato l’indiscusso riconoscimento di autore di kolossal quasi come uno dei più acclamati registi cinematografici, è indubbio che la sua verve e la sua creatività spicchino anche nelle storie più semplici, qui intese non come una caratteristica dispregiativa ma, tutt’altro, come un ottimo contraltare a quelle che sono, vuoi per lunghezza, vuoi per complessità di trama e tematiche affrontate, delle storie più impegnative. Quindi, dicevamo, storie semplici a prima vista, che rappresentano anche loro l’universo dei Topi sempre così ben rappresentato dall’autore goriziano, con il suo solito stile fresco, vivace e coinvolgente. E anche la storia di questa settimana non fa eccezione a questo suo marchio di fabbrica. Topolino e la casa dei dipinti che fingono (in inglese Mickey Mouse and the house of the pretending paintings) è una storia di lunghezza standard, ma che nelle sue 35 tavole a metà tra il thriller, il gotico e la fiaba più o meno cupa riesce a toccare le corde giuste che ci fanno sorridere, emozionare e spesso anche immedesimare nei personaggi rappresentati. Andiamo quindi alla scoperta, in parallelo all’avventura vissuta da Topolino e Pippo dopo l’acquisto del villino per le vacanze, anche la storia del pittore Odoard Crunch, che a seguito di un amore non corrisposto cerca sfogo nella pittura, senza rendersi conto di stare sprofondando man mano nella tristezza e nella depressione. In una similitudine con Dorian Gray, i quadri iniziano a riflettere sempre più il lato intimo e nascosto del loro autore, ingrigiscono, soffrono, fino a che – lo scopriremo poi sul finale – cuando menos piensas sale el sol (come cantava anche Shakira qualche anno fa), e insieme al protagonista scopriamo che tutte le sofferenze possono essere superate e la serenità può venire ritrovata quando meno ce lo aspettiamo, all’improvviso. L’ingresso di Topolino nel mondo dei quadri di Odoard Crunch.Il tutto sapientemente condito sia dal registro caratteristicamente humor dell’autore, sia da un tratto grafico per certi versi vintage ma che, a parere di chi scrive, ben si confà alle storie dell’autore, realizzando quella perfetta sinergia tra testi e disegni che difficilmente si può trovare quando le mani e le menti di sceneggiatore e disegnatore non sono le stesse. Anche perché a vedere tavole come quella a pag. 32, viene davvero impossibile chiedersi se ci potesse essere di meglio. Si potrebbe obiettare che alcuni passaggi sul finale siano un po’ troppo affrettati, ma sarebbe davvero un dettaglio che non inficia nella maniera più assoluta il risultato della storia. Se proprio devo muovere una critica, la faccio piuttosto al titolo, che trovo personalmente non in linea con quello che viene rappresentato nella storia. Come seconda portata del numero abbiamo il terzo episodio di Zio Paperone e la pietra dell’oltreblù, seconda saga italiana di Bruno Enna con i disegni di Alessandro Perina. In questa puntata i paperi sono in trasferta a Firenze, ormai prossimi alla fine della vicenda, e con ancora un finale tutto da scrivere. La narrazione si presenta molto più coinvolgente della precedente avventura leonardesca, e ci offre anche dei siparietti degni di nota (come non pensare al dialogo tra Zio Paperone e il calzolaio fiorentino?). Segue poi un nuovo episodio della serie Miao (Cronache feline) intitolata a Malachia, dal titolo Una visita sgradita (Giorgio Salati/Enrico Faccini), avventura simpatica e per nulla banale. Altro piatto forte della settimana è Zio Paperone e il Criptodeposito (Alessandro Sisti/Vitale Mangiatordi), che ci accompagna alla scoperta del mondo delle criptovalute, e lo fa, grazie alla maestria della sceneggiatura, grazie a uno scenario più che credibile e realistico. Sicuramente molto interessante, e forse lo sarebbe stato ancora di più se ci fosse stato a corredo un redazionale di approfondimento sull’argomento. Dopo un’ennesima breve martoriata dalla censura, in chiusura troviamo Paperino e il ritorno del bassotto trasformista (Mazzoleni/Held) che riprende un personaggio già visto alcuni anni fa. La trama qui è gradevole ma non è niente di eccezionale, e i disegni, purtroppo, non aiutano ad apprezzarla maggiormente. Non si capisce se la somiglianza tra i due personaggi attorno ai quali ruota la vicenda è lasciata all’immaginazione del lettore – magari per facilitarne la distinzione ai lettori più giovani – o se davvero la popolazione di Paperopoli ha dei seri problemi di vista. In ogni caso, piccolezze a parte, è davvero un numero di ottima qualità, come non se ne leggevano da un bel po’. Al netto di pochi dettagli quasi tutte quelle presentate sono storie di sostanza e non solo di fumo, e questo non può che portare ad un ottimo risultato!

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Topolino 3361

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Vincenzo
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    Re:Topolino 3361
    Risposta #30: Sabato 25 Apr 2020, 18:26:40
    Sono del partito di chi è rimasto pienamente soddisfatto dalla storia.
    Qualche pagina in più ambientata nella realtà dei dipinti ci sarebbe stata alla grande, ma gli "spiegoni" sul rapporto fra artista e opere li avrei trovati superflui, per quello che era il contesto della storia.
    Una storia che parla di sentimenti umanissimi con una classe coinvolgente, accompagnata da un comparto grafico sublime, in cui i personaggi si muovono con una vitalità straordinaria, arricchita da gag davvero riuscite.
    Un Casty insomma in forma smagliante, più delle sue ultime prove per quanto mi riguarda, compreso il Castello sulla Luna.
    Il resto del numero comunque non sfigura, fra l'ottimo episodio della serie Raffaellesca e la divertente breve con Malachia e le buonissime prove di Sisti e Mazzoleni.
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      Re:Topolino 3361
      Risposta #31: Domenica 26 Apr 2020, 10:48:11
      trovo il Casty disegnatore una sorta di anacronismo grafico sul Topo e tante volte mi chiedo quel soggetto come sarebbe stato interpretato da un’altra mano, magari scelta in base ai peculiari toni della storia da raccontare... premesso questo, la componente autoriale a me non dispiace e l’estetica “vintage” una tantum credo ci possa stare benissimo sulla rivista

      la casa dei dipinti che fingono è senza dubbio piacevole e dagli spunti interessanti, credo tuttavia sia una di quelle storie cui probabilmente avrebbe giovato molto una estetica forte e particolare per restare bene impressa nell’immaginario, in breve un disegnatore più votato al bizzarro e al surreale
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        Risposta #32: Domenica 26 Apr 2020, 11:29:06
        Ti riferisci a Celoni?
        Perchè di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni. Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile

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          Re:Topolino 3361
          Risposta #33: Domenica 26 Apr 2020, 12:23:12
          la casa dei dipinti che fingono è senza dubbio piacevole e dagli spunti interessanti, credo tuttavia sia una di quelle storie cui probabilmente avrebbe giovato molto una estetica forte e particolare per restare bene impressa nell’immaginario, in breve un disegnatore più votato al bizzarro e al surreale

          Non saprei. Solitamente chi ha un tratto più 'estremo' finisce quasi sempre ad esasperare il tono, rendendolo più paradossale e comico/grottesco che creepy. Penso a Intini, a Picone, a Lavoradori...
          Questa è una storia dal sapore gotico, elegante ed austero. Personalmente avrei faticato a leggerla con uno stile grafico troppo surreale.
          Ti dirò, forse fra i disegnatori in scuderia avrei visto bene Roberto Vian (alla X-Mickey, per intenderci). O un Celoni (non è una caso che abbia illustrato la trilogia gotica di Enna), o un Mottura. Al massimo un Faccini, ma pur sempre accostandosi a Casty.
          Il fatto che una storia venga ideata, sceneggiata e disegnata dallo stesso autore, a me ha sempre ispirato una sorta di fiducia: non necessariamente in termini di qualità, ma quantomeno in termini di 'fedeltà' rispetto all'idea.

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            Risposta #34: Domenica 26 Apr 2020, 12:48:42
            la casa dei dipinti che fingono è senza dubbio piacevole e dagli spunti interessanti, credo tuttavia sia una di quelle storie cui probabilmente avrebbe giovato molto una estetica forte e particolare per restare bene impressa nell’immaginario, in breve un disegnatore più votato al bizzarro e al surreale

            Non saprei. Solitamente chi ha un tratto più 'estremo' finisce quasi sempre ad esasperare il tono, rendendolo più paradossale e comico/grottesco che creepy. Penso a Intini, a Picone, a Lavoradori...
            Questa è una storia dal sapore gotico, elegante ed austero. Personalmente avrei faticato a leggerla con uno stile grafico troppo surreale.
            Ti dirò, forse fra i disegnatori in scuderia avrei visto bene Roberto Vian (alla X-Mickey, per intenderci). O un Celoni (non è una caso che abbia illustrato la trilogia gotica di Enna), o un Mottura. Al massimo un Faccini, ma pur sempre accostandosi a Casty.
            Il fatto che una storia venga ideata, sceneggiata e disegnata dallo stesso autore, a me ha sempre ispirato una sorta di fiducia: non necessariamente in termini di qualità, ma quantomeno in termini di 'fedeltà' rispetto all'idea.

            Celoni, Mottura e Faccini erano proprio i primissimi nomi cui avevo pensato per questo genere di storia, più Cavazzano e Mastantuono che tutto possono :)
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              Re:Topolino 3361
              Risposta #35: Domenica 26 Apr 2020, 13:27:19
              Ieri Casty, nella live al the Fisbio Show, ha specificato che inizialmente questa storia avrebbe dovuto avere dei toni sì horror, ma più votati verso il comico (alla Rampiro di Transvitania per intenderci), per cui il tratto di Faccini sarebbe stato perfetto. Poi, man mano che Casty proseguiva a scrivere, la storia assumeva un carattere sempre meno comico e più serioso e perciò il tratto di Faccini non sarebbe stato più congeniale ai toni che l'autore friulano voleva trasmettere.
              O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

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              Vincenzo
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                Risposta #36: Domenica 26 Apr 2020, 14:29:25
                Sì, i toni delle due storie sono piuttosto diversi, credo che qui il tratto di Faccini avrebbe stonato un po'.
                Una coppia Casty-Celoni invece sarebbe qualcosa di magnifico, sotto sotto spero sia questa la collaborazione  mai vista con l'autore di Gorizia citata dal direttore nell'editoriale di qualche numero fa.
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                  Re:Topolino 3361
                  Risposta #37: Domenica 26 Apr 2020, 16:17:32
                  Dico la mia sui dipinti.

                  Storia stupenda, si è già detto molto in queste pagine. Leggendola, ho provato un'emozione che non capita spesso. Se vi fate cullare dalla sospensione dell'incredulità, troverete un viaggio onirico di quelli che difficilmente si son visti e si vedranno nel topo. Seriamente, ragazzi, capisco fare le pulci all'intreccio. MA... MA... Qui Casty è riuscito veramente a mettere in scena la depressione. Non quella fatte di lacrimone e di "me tapino". Quella che ti fa vedere veramente tutto nero.

                  Spoiler: mostra

                  -Giansorriso: (la spensieratezza, le risate, la gioia) è grigio e spento sia fisicamente che caratterialmente. Non sa cosa è una barzelletta. La depressione ti toglie la voglia di ridere.
                  -Spiaggia al tramonto: già il fatto che il "tramonto" del titolo sia una notte senza stelle serve ad avvertire il lettore. La depressione ti fa arrivare a cercare la solitudine, dopo che tutti li hanno finito di divertirsi e trascorrere ore liete. Gli ombrelloni li sono testimonianza di una giornata finita, "fantasmi", come detto dal topo
                  -Picnic sui prati: Picnic invernale, natura morta, e tre figure senza volto, senza elementi riconducibili alla forma umana, intenti a mangiare come azione meccanica, senza niente che possa tramettere niente se non un file utilitaristico alla vita da proseguire.
                  -Le tortorelle: simbolo di pace, in questo caso interiore, trasformato in simbolo di morte (d'altronde, le cornacchie nella letteratura sono sempre associate a cimiteri o alla morte in genere). Il bianco passa al nero. La gioia alla tristezza. La vita alla morte.
                  -La ragazza dei miei sogni: ovviamente la causa di tutto questo. Il quadro più "normale" a prima vista, ma la personalità del personaggio quando entra in scena trasuda quello che il pittore vedeva in Elaine, e quindi nell'intero genere femminile. Una persona bella, ma non una bella persona. Una persona che fa innamorare, senza scampo, per il puro diletto di farlo. Una persona che magari dopo aver soggiogato la sua vittima (come Topolino o Pippo), l'avrebbe lasciato senza un vero motivo, magari traendone gusto e gioia delle sofferenze provocate. Infatti è lei l'alfiere del mondo onirico tratto dalla visione distorta dalla depressione di Crunch (nome scelto puramente a caso, vero Munch?).

                  E poi Topolino entra in quel mondo. Nella psiche di un uomo depresso. Una selva oscura, una spiaggia deserta, una città senza una sola fonte di luce e calore. Finestre vuote, lampioni spenti, una onnipresente luna, che quando verrà spaccata, lascerà tutto quel mondo nel buio più totale. Una. Sola. Unica. Fonte di luce. Prima del buio più totale, magari definitivo.
                  Poi Pippo. Una barzelletta, un momento felice, pag 38 ultima vignetta. Niente intorno è cambiato. I personaggi sorridono, ma niente è cambiato. Non basta un momento allegro per rischiarare quella lunga notte.

                  Poi... Ritorna Crunch. Ritorna perché le tele non si sono aggiornate. Nel suo racconto lui parla di fiammiferi. Ora mi chiedo. Quelle tele rappresentavano quello che vedeva e sentiva dentro lui. Bruciando le tele avrebbe bruciato il suo mondo. Lui veramente avrebbe bruciato SOLO le tele? O magari era intenzionato a fare qualcosa di più... estremo?

                  Fortunatamente questo è un fumetto Disney, quindi lui trova la sua Susanna, e la cosa si sistema, anche grazie ai molti nipotini  ;)  (anche se a questo punto mi chiedo: se i quadri sono tornati com'erano prima di trasformarsi, allora la ragazza dei sogni non sarebbe dovuta essere Susanna... ma la donna bionda di prima (che, anche se celata, non era di sicuro Susanna)


                  Che dire ragazzi. Casty colpisce (e mi colpisce) ancora. Tavole in più? Il nostro lato esteta le richiede, le parti centrali sono incredibili, ma la narrazione no, non le richiede. Meglio centellinare che strabordare.

                  Da leggere, rileggere e... incorniciare! (Sguoz sguoz XD)
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                    Re:Topolino 3361
                    Risposta #38: Domenica 26 Apr 2020, 18:43:08
                    Giusto per precisare, quando ho detto che avrei preferito qualche pagina in più, non intendevo dire che la trama doveva essere più lunga ma semplicemente che avrei preferito veder approfonditi alcuni punti della storia. Per renderla più amalgamata più piena, non so come spiegarmi, per togliere quella sensazione di frettolosità che molte volte hanno le storie di questa lunghezza.
                    Non so se mi sono spiegato, non sono bravo a scrivere...  ???

                    Spoiler: mostra
                    e come abbia potuto Odoard Crunch lasciare a suo tempo la casa senza nemmeno provvedere a distruggere i quadri che, oltretutto, avrebbero già dovuto percepire il mutato umore del loro autore (ok, si è innamorato e poi? E' scappato con Susanna senza nemmeno tornare a casa a fare la valigia?).
                    Ed è un peccato perché Casty notoriamente studia a fondo le sue storie proprio per evitare buchi narrativi, inoltre le atmosfere spettrali hanno il loro effetto.
                    Sul momento lo avevo pensato anche io, pero rileggendo la storia mi sono accorto che
                    Spoiler: mostra
                    lui non dice mai di non essere tornato a casa, quindi si può dedurre che semplicemente non sia più salito nella mansarda e di conseguenza i quadri non lo hanno più visto.


                    Mi ha fatto ridere una cosa:
                    Spoiler: mostra
                     i personaggi dei quadri erano dispiaciuti perche lui non era più tornato, ma in realtà lui si era recato in paese per compera i fiammiferi con cui voleva bruciare i quadri dovrebbero essere contenti, perchè cosi si sono salvati

                    *

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                      Re:Topolino 3361
                      Risposta #39: Domenica 26 Apr 2020, 22:09:58
                      Non capita spesso, quindi quando capita bisogna evidenziarlo con forza: questo è un numero da 5 stelle! :)

                      E non (solo) per merito di Casty, che comunque sbanca con una di quelle storie che si leggono e si rileggono a ripetizione fino a consumare le pagine!

                      Zio Paperone e la pietra dell'oltreblu' mi sta piacendo molto, anche più di quella di Leonardo da Vinci dell'anno scorso (e ho visto che molti altri la pensano così!)...
                      In questo episodio, poi, ci si avvia alla conclusione, quindi non vedo l'ora di leggere la... "resa dei conti"!

                      Miao (Cronache feline) "Una visita sgradita è un piccolo gioiellino di disegni e di umorismo!
                      Solo per fare sue esempi:

                      "G-Guardate! La BELVA DISTRUTTRICE è tornata!"

                      "D-Dì trentatrè..." "Miao!"

                       ;D

                      Non è da sottovalutare, poi, Zio Paperone e il Criptodeposito: Alessandro Sisti dimostra ancora una volta la sua bravura con una storia molto interessante sia per la trama, sia per l'argomento molto attuale (sul quale, tra l'altro, ammetto la mia pressoché totale ignoranza)!
                      Io, poi, ho un debole per Vitale Mangiatordi, che ultimamente vedo pubblicato un po' di più che in precedenza, e la cosa mi rende felice! :)

                      Anche Paperino e il ritorno del bassotto trasformista è molto divertente! Certo, è su un gradino più basso rispetto alle altre, ma è comunque una lettura piacevole; e comunque, non sarà certo questa (e neanche Pippo & Cops "Un nascondiglio praticamente imperfetto", una tipica riempitiva piena di censure) a rovinare la media di un numero veramente riuscito! :)

                      Ma parliamo di Topolino e la casa dei dipinti che fingono, che è indubbiamente la storia principale dell'albo!
                      Ho letto nei commenti precedenti qualche "lamentela" (tra virgolette) su alcuni difetti della storia, che in qualche caso hanno precluso il pieno godimento della lettura...
                      Be', anche a me è capitato qualche volta, ma non in questa: infatti, io non ho notato proprio niente, almeno alla prima lettura! Ero, infatti, talmente preso dalla storia, dall'ambientazione, dai personaggi, dai disegni, che semplicemente non ho fatto caso a nient'altro!
                      Certo, dopo la terza o la quarta lettura, ho cominciato a notare anch'io qualche incongruenza e qualcosa "nello spazio bianco" che non mi quadrava in pieno, ma fa parte del gioco: a forza di notare particolari, e di fantasticare sulla "vita segreta" dei personaggi, qualcosa esce fuori per forza!
                      Ma, a mio parere, non sono difetti decisivi per la qualità della storia, che è comunque molto alta! :)

                      In conclusione, complimenti a tutti!
                      Numeri così ti risollevano il morale! :)
                      Io son nomato Pippo e son poeta
                      Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
                      Verso un'oscura e dolorosa meta

                      *

                      Hansen
                      Allegro Castoro

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                        Re:Topolino 3361
                        Risposta #40: Lunedì 27 Apr 2020, 00:39:46
                        Si numero molto riuscito questo anche se la storia di casty pecca un po' sul finale un po' troppo sbrigativo

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                          Re:Topolino 3361
                          Risposta #41: Lunedì 27 Apr 2020, 12:17:16
                          Scrivo poco ma per Casty mi 'scomodo' volentieri.

                          Sarà che il Casty cupo è il mio preferito ma trovo questa storia una delle sue migliori e come molte delle sue migliori ci trovo sempre lo stesso 'difetto': è corta  ;D ;D

                          Come per 'qualcosa nel buio' anche qui non ne ho abbastanza, è come quando quando chiedi un piatto ti arriva perfetto in tutto ma quando lo finisci qualche altra 'cucchiaiata' ci sarebbe stata volentieri. Il confine tra numero giusto (ammesso esista) e 'troppo' non sono certo in grado di tracciarlo io, personalmente la parte del 'viaggio' trovo sia la migliore e avessi mai dovuto mettere qualche tavola in più l avrei fatto li ma magari c'è un motivo se di lavoro non faccio lo sceneggiatore  ???

                          Quindi non do voti ma ringraziamenti a Casty , questo topolino va nella zona 'chicche' della mia libreria. 
                          1980 - 2020 Verso i 40 anni di ininterrotta presenza degli Amici Topolinesi e Paperopolesi in casa mia

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                            Re:Topolino 3361
                            Risposta #42: Lunedì 27 Apr 2020, 18:21:25
                            Mi unisco anche io al coro di complimenti per questo ottimo numero di Topolino.
                            La storia iniziale mi è piaciuta molto e le sequenze all'interno del dipinto sono tra le migliori mai realizzate da Casty: come hanno detto in diversi l' atmosfera era quella che si respira nei film di Tim Burton (peraltro il personaggio di Giansorriso mi ha ricordato molto Pinco Paolo e Panco Pillo di "Alice in Wonderland"). Ottimo uso di Pippo (in un mare buio di tristezza e malinconia è l'unica fiammella di luce che riesce a far uscire un minimo di allegria con le sue barzellette).

                            Prosegue bene la saga di Raffaello che mi sta coinvolgendo molto di più rispetto a quella Leonardesca dell'anno scorso. Visto che hanno prodotto una continuity tra le due saghe sarebbe bello dedicarne una anche a Dante il prossimo anno per il 700esimo anniversario dalla morte.

                            Altra serie che mi sta piacendo è quella sull'economia dove Sisti riesce a trattare temi spinosi e molto attuali (questa settimana le criptomonete) senza trascurare le gag.

                            Molto divertente l'episodio di Malachia che ritengo tra i migliori pubblicati.

                            Infine mi ha sorpreso in positivo anche l'ultima storia con uno spunto originale
                            Spoiler: mostra
                            alleanza tra Paperino e Bassotti
                            e scene divertenti.

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                              Re:Topolino 3361
                              Risposta #43: Martedì 28 Apr 2020, 00:52:11
                              Come tanti genitori "quarantenati", in questo periodo - oltre al telelavoro - mi sto anche ritagliando un ruolo come maestro, di terza elementare per la precisione. "E chissenefrega!" Direte voi...

                              Giusto, giustissimo!

                              Il mio infatti è solo un vergognoso preambolo per giustificare - o meglio dare un tono di autorevolezza - un commento che altrimenti potrebbe sembrare solo l'apprezzamento acritico di un fanboy ("boy"? Magari!).

                              In pratica, tra una tabellina e il disegno di una foglia, mi sono trovato a ristudiare gli elementi caratterizzanti la fiaba: un racconto di carattere fantastico e di intrattenimento, dove domina il "meraviglioso" ed agiscono insieme (spesso contrapposti) esseri umani e personaggi fantastici in una vicenda che può essere risolta (o causata) da un eroe grazie all'aiuto di un'oggetto magico.

                              Cominciate a vedere la relazione con la storia del Castellan?

                              I nostri due "esseri umani" nel senso più ampio del termine, e cioè come qualcuno con cui sia possibile identificarsi e per cui parteggiare durante la vicenda, sono ovviamente Topolino e Pippo, e dopo una prima breve parte introduttiva ed umoristica, si calano perfettamente nell'atmosfera fantastica del racconto: segreti oggi perduti di stregoni indiani, animali "magici" come le cornacchie/tortorelle che di fatto guidano Pippo verso l'ingresso nel loro mondo, una serie di antagonisti dove spicca chiaramente la "Spezzacuori" sia per il suo aspetto sia per l'aura di pericolosità e seduzione insieme che la circondano.

                              La soluzione della vicenda con l'intervento del cosiddetto "aiutante magico", nella persona di Odoard Crunch, che salva gli eroi ma senza uccidere il nemico (o sì? La Spezzacuori della versione finale la trovo molto meno interessante di quella "dark", e poi diventa un semplice dipinto bisimensionale, senza più vita...)

                              Ed è questo insomma che Casty ha fatto: una fiaba, moderna per ambientazione e rimandi, ma classica per struttura e funzioni, pienamente fruibile da un pubblico di lettori giovani/giovanissimi, in piena sintonia con il livello "culturale" che si trovano ad acquisire a scuola.

                              D'altra parte, come ogni *bella* storia Disney che si rispetti, anche questa è fruibile e godibile da parte di un pubblico più adulto (financo troppo, come il sottoscritto) grazie ai diversi occhi e strumenti interpretativi che sono a nostra disposizione.

                              Non voglio addentrarmi nel discorso di mappare la struttura della storia di Casty con gli schemi morfologici della fiaba di Popper (anche se credo si potrebbe fare agevolmente), ma condividere con voi il pensiero che, se stiamo parlando di una fiaba, forse non c'è bisogno di andare a cercare il pelo nell'uovo...

                              Capisco quelli che hanno trovato troppo distante dal loro "sentire" alcuni passaggi o la mancanza di spiegazioni, ma è - ovviamente IMVHO - un peccato, perché l'utilizzo della chiave di lettura "logico-razionale" di una fiaba ne altera la percezione, conduce verso un canale interpretativo errato... per esagerare un po' è come se tentassi di fare una traduzione dal latino con l'elenco telefonico del 1986 anziché con il vocabolario: ciò che è riportato all'interno dell'elenco del telefono è corretto ed inconfutabile, ma forse non è lo strumento da usare.

                              Concludo il pistolotto sottolineando alcuni aspetti memorabili della storia, a cominciare dalle vignette "speciali": quella doppia con tutti i personaggi usciti dai quadri (pag. 41), quella con il cuore spezzato lungo tutta la spiaggia al termine del quale silenziosa la Spezzacuori attende l'arrivo di Topolino (pag. 35, devo trovare il modo di scannerizzarla senza sfondare il fascicolo.. non è che qualcuno di voi l'ha già fatto?), la quadrupla quando entrano nel salone dei quadri (pag. 19), ed ovviamente quella a tutta pagina con Topolino che entra nel mondo delle ombre/quadri.

                              Ci sarebbe poi da aggiungere anche qualcosa a proposito dell'aspetto psicologico della storia, ma non capendoci molto dell'argomento, mi giustifico a priori se utilizzerò termini a sproposito, sperando comunque di riuscire a spiegare quello che ho in mente.... e che fa parte di elucubrazioni personali che credo vadano oltre le reali intenzioni del narratore...

                              Pensate a Crunch: in preda ad un insostenibile mal di vivere si rivolge al vecchio indiano per avere delle sostanze che gli permettano di crearsi un "paradiso artificiale temporaneo", e di nascondere "sotto il tappeto" le sue paure, ansie e rimpianti. Non nego che a me il richiamo a tematiche legate all'utilizzo di droghe mi sia venuto in mente... ed in effetti il suo quasi omonimo Edvard Munch fu schiavo dell'alcol per parte della sua vita, e la Spezzacuori non faticherei a credere sia stata ispirata dalla figura della Madonna di Munch o da qualcuna delle sue figure femminili presenti nei suoi bozzetti a carboncino. Un parallelismo piuttosto sorprendente, sebbene indicato con chiarezza con la storpiatura del nome del protagonista.

                              La fuga dalla realtà del pittore, che diventa possibile grazie ad un nuovo amore, gli permette di lasciarsi alle spalle il passato, ma non di eliminarlo, e questo continuerà ad esistere - mettendo in pericolo altre vite - finché non sarà lui, il creatore del problema, ad affrontarlo per mettere la parola fine al tutto. E la soluzione sarà ridurre i potenti dipinti di gioventù a "quadretti" convenzionali e rassicuranti per la vecchiaia, che ormai non possono contribuire alla formazione di spunti narrativi interessanti, portandoci così alla fine della storia, che arriva quindi (per riprendere il discorso di chi avrebbe voluto qualche pagina in più) al momento giusto.

                              Siate clementi con il mio sproloquio qui sopra, forse dettato anche dall'orario, ma mi piace credere che questo sia un altro punto di forza di una storia: andare a smuovere idee, associazioni, riflessioni ardite al limite dello sconclusionato e che molto probabilmente differiscono da persona a persona, ma che scambiate reciprocamente possono portare ad un arricchimento del bagaglio culturale di ciascuno dei partecipanti.

                                - Paolo
                              Orrore! Panzaal non è Panzaal!

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                              Atius
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                                Re:Topolino 3361
                                Risposta #44: Martedì 28 Apr 2020, 12:54:42
                                Con un po' in ritardo, veniamo alla mia recensione settimanale.

                                Altra bella copertina di Andrea Freccero, anche se avrei gradito che, una volta tanto, la redazione l'avesse fatta disegnare allo stesso Casty, che sono sicuro avrebbe saputo trasmettere più inquietudine rispetto al tratto decisamente più allegro dell'attuale supervisore artistico.

                                Si parte con Topolino e la casa dei dipinti che fingono, che dimostra come Casty riesca a trasmettere messaggi profondi anche in una storia di poco più di trenta tavole, e non necessariamente solo in kolossal o storie a puntate. Un viaggio nel mondo interiore di un artista dalla personalità contorta che riesce a emozionarti dalla prima all'ultima tavola. Come già detto da altri utenti, depressione, uso di droghe, (suicidio forse?): sono tante le possibili interpretazioni che si possono dare a questa piccola perla della produzione castiana. Se poi, a tutto ciò, aggiungiamo un Castellan particolarmente ispirato anche ai disegni (la tavola di pagina 32 credo che sia una delle migliori della sua intera carriera) credo che si possa definire una delle migliori storie degli ultimi anni. Magari il finale avrebbe dovuto essere meno sbrigativo: forse, anche se Casty stesso, al the Fisbio Show, ha spiegato che gli interessava che la storia cambiasse improvvisamente registro: da quasi horror a fiaba moderna. Poetica ed emozionante. Complimenti a Casty.

                                Ci si avvia alla conclusione per quanto riguarda Zio Paperone e la Pietra dell'Oltreblú. Come già scritto da altri utenti, mi sta coinvolgendo più della precedente saga italiana. Enna costruisce una trama solida, condita dagli ottimi disegni di Alessandro Perina. Speriamo che il finale sia all'altezza delle precedenti puntate.

                                Per quanto riguarda Miao, cronache feline - Una visita sgradita possiamo dire che è un valido intermezzo, che strappa una risata, ben supportato dai disegni del sempre ottimo Faccini.

                                Zio Paperone e il criptodeposito riesce a mettere in luce le migliori doti di Sisti: quello di saper intrattenere e divertire facendo anche apprendere qualche nozione di attualità. La storia si presenta come una classica sfida tra Rockerduck e Zio Paperone: un modo leggero per trattare un tema insidioso per un pubblico di bambini come quello delle criptovalute.

                                Si chiude con una divertente storia di Mazzoleni: Paperino e il ritorno del Bassotto trasformista. Un alleanza inusuale che fa da contorno a un insieme di gag abbastanza riuscite, e che chiude il numero con un dolce sapore in bocca. Unica cosa, non ho ben capito perché
                                Spoiler: mostra
                                Paperino si complichi la vita travestendosi da Bassotto trasformista, quando avrebbe potuto semplicemente lo stesso Paperinik (una personalità di spicco) a smentire l'identità del già citato Bassotto trasformista
                                .

                                Un numero davvero riuscito, che merita, come minimo, 4 stelle.
                                O Patria, mia solleva il capo affranto / Sorridi ancora, o bella tra le belle / o madre delle madri asciuga il pianto! / Il ciel per te s'accenda di fiammelle / Splendenti a rischiarar ancor la via / Sì che tu possa riveder le stelle! / Dio ti protegga Italia, così sia.

                                 

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