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Gap generazionale, gusti personali: ma che senso ha allora confrontarsi?

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Gilberto 66
Pifferosauro Uranifago
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  • Ahhhh! Sono satollo... groan!
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    Parlare di oggettività e menzionare solo ciò che può portare acqua al proprio mulino però è troppo facile, dai

    La discussione è stata interessante e spero si possano cogliere altri spunti utili, ma se manca il confronto e si preferisce solo argomentare ciò che più piace, allora seguo il consiglio del buon Dippy e me ne tiro fuori pure io!
    Mi tiro fuori anch'io limitandomi a dire che, almeno per come la vedo, quando si parla di vendite non si parla di portare acqua al proprio mulino ma si parla di numeri, inconfutabili! E questi numeri non si possono declassare come fatto da Dippy ad argomenti risibili! Si è cercato di dirottare l'obiettivo vendite calcando sul dato dei 4 mitici numeri del '93 evidenziando in questo modo (ho notato con somma goduria o sbaglio?) come lo Zenit non fosse stato raggiunto nei 50/60/70 ma nei 90, dimenticando però che quello era solamente il punto d'arrivo, o plateau come si usa dire oggi, di un percorso lungo e faticoso ma che allo stesso tempo, perdonatemi se ribadisco, aveva avuto la sua crescita poderosa proprio in quei 60/70 che vi ostinate a non voler guardare, quasi che vi irriti addirittura il sentirli nominare, chissa perchè poi!!! In quel '93 che tutti conosciamo in definitiva si raggiungeva D'INERZIA un traguardo a dir poco mostruoso ma costruito molto prima, non è possibile sottacerlo questo! E per concludere quando, sempre nel mio caso, parlavo di dati delle vendite, intendevo soprattutto sottolineare la contraddizione per cui la tiratura, e quindi scusate anche il profitto, son buoni quando si vuol sdoganare qualsivoglia bizzarria in una testata ma non lo diventano più in quel contesto storico (Gentilini/Capelli) così importante di cui parliamo??? Mah!

    Se così vi par così sarà certamente, ma "a muso duro e con un piede nel passato e lo sguardo dritto sul futuro" io penso che i bambini di oggi e i ragazzini meritino molto di più di quello che Topolino gli offre: hanno bisogno, come tutti i giovani del passato, innanzi tutto di forti emozioni in tema di avventure e di non essere trattati come se nulla sapessero di cosa accade veramente fra uomini e donne, uomini e uomini, donne e donne che si Amano.
    Il fumetto Disney deve tornare quello che Walt indicò all'inizio: "Non un fumetto per bambini ma per ogni bambino che è in noi e che piaccia tanto contemporaneamente anche ai bambini". SmMickey SmMinnie
    Giusta analisi ma chissà perchè quando parliamo i vecchi, caro Doppio segreto, veniamo liquidati per carenza di argomentazioni specifiche o peggio perchè vogliamo imporre le nostre idee. Ma le idee è impossibile che cambino e nel discorrere di chiunque anche in questo forum ci sono idee giustamente consolidate, si tratta solo di ritenerle tutte equamente degne di rispetto e di civile espressione senza però attribuire a noi presunti vecchietti :)) la smania di volerle imporre solo perchè siamo numericamente inferiori!

    Indubbiamente Mario dobbiamo farcene una ragione, ti offro un bianchino di consolazione  ^-^ , come due anziani in osteris. Pensiamo a quante testate sono sparite (il mio amato Braccio do Ferro edizioni Metro) Topolino in fondo pur cambiato profondamente è in linea con quei tanti tanti anni fa. Anche se ora non lo leggo sono contento che esista ancora.
    Come premesso chiudo tirandomi fuori, anzi mi spiace proprio che si possano esser create tensioni dialettiche anche con persone che conosco oltretutto. Scelgo questo tuo post per concludere Paperotto, quello che da giorni ritengo il più bello e in fondo, passatemelo, quello scritto con più cuore. A proposito, ho amato anch'io Braccio di ferro e chiunque di noi non può che essere felice che Topolino continui ad esistere. Mi unisco a te e Mario per quel bianchino all'osteria e se gradiscono aggiungerei anche Paperparade e Doppio segreto a completare questa cinquina di nostalgici (?) che amano e conoscono il topo (anche quello di oggi, si) pur andando solo in particolari occasioni in edicola.

    P.S. Ho dimenticato di invitare per il bianchino il bravissimo Cornelius. E' sempre il più equilibrato fra tutti e anche lui come noi è...ehm diversamente fanciullo diciamo :)) :)) ;)
    « Ultima modifica: Lunedì 11 Mag 2020, 12:06:04 da Gilberto 66 »
    Finalmente due concorrenti degni di rispetto!  Avete notato i due Cucurbitoni di Casimiro?
    Sì...ma questa coppia di Catafurgi di Tamerlano li sovrasta!
    Ah! C'è anche un Decumbalione di Carlotta la Racchia!

    *

    Cornelius Coot
    Imperatore della Calidornia
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      Si è cercato di dirottare l'obiettivo vendite calcando sul dato dei 4 mitici numeri del '93 evidenziando in questo modo (ho notato con somma goduria o sbaglio?) come lo Zenit non fosse stato raggiunto nei 50/60/70 ma nei 90, dimenticando però che quello era solamente il punto d'arrivo, o plateau come si usa dire oggi, di un percorso lungo e faticoso ma che allo stesso tempo, perdonatemi se ribadisco, aveva avuto la sua crescita poderosa proprio in quei 60/70 che vi ostinate a non voler guardare, quasi che vi irriti addirittura il sentirli nominare, chissa perchè poi!!! In quel '93 che tutti conosciamo in definitiva si raggiungeva D'INERZIA un traguardo a dir poco mostruoso ma costruito molto prima, non è possibile sottacerlo questo!
      Non vorrei sbagliarmi ma Donald112 mette ironicamente in rilievo quei quattro numeri del '93 non per suggellare la vittoria dei Nineties ma per sottolineare che se si studiano solo i numeri di tiratura allora la gloria non va tanto alle storie quanto ai gadgets. I record strombazzati all'epoca di oltre un milione di copie furono frutto solo dei TopoWalkie, finiti i quali le copie tornarono a posizionarsi sulle 500.000 unità (la metà).
      In fondo questa ironia depone a favore dei Seventies visto che le tirature di quasi un milione di copie raggiunte a metà decennio non furono frutto di particolari gadgets ma la normalità di un settimanale arrivato al massimo dei traguardi, oltre i quali non poteva che esserci una discesa (più o meno ripida).

      Sono d'accordo che il discorso sulle vendite maggiori o minori non può determinare la qualità delle storie di periodi diversi. Però una cosa è sicura: i successi clamorosi del Topo anni '60 e '70 vanno sicuramente alle sue storie, ai suoi autori, ai suoi disegnatori (e, aggiungo, al suo direttore, il mitico Mario Gentilini). All'epoca non c'erano le tv private con i cartoni o i videogiochi (arrivati solo nella seconda metà dei '70) ma esistevano tanti altri fumetti in edicola e la tv, per quanto mono(bi)canale e in bianconero, aveva la sua parte dedicata ai ragazzi (dallo Zecchino d'Oro a Carosello ai pomeriggi quotidiani con, anche, i cartoni animati). Senza contare i dischi, gli album dei calciatori, il cinema, le tante ore passate all'aperto rispetto ad oggi.

      Ma se le storie dei '60/70 hanno avuto successo commerciale anche grazie alla loro bellezza, non è detto che chi ne ha avuto meno sia meno bello. Come si scriveva, troppo lontani i vari periodi storici per poter fare dei 'confronti diretti' (con tutte le grandi differenze che li fanno sembrare secoli diversi, non decenni). Al punto che mi chiedo come tanta recente ed attuale bellezza (considerando alcuni disegnatori ed alcuni autori), per quanto apprezzabile dalla nostra comunità sempre più ristretta di lettori, non sia un po' sprecata, nonostante la grande vetrina paniniana sappia mettere in giusto rilievo i suoi articoli.
      « Ultima modifica: Lunedì 11 Mag 2020, 14:43:10 da Cornelius Coot »

      *

      Luxor
      Dittatore di Saturno
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        Mi tiro fuori anch'io limitandomi a dire che, almeno per come la vedo, quando si parla di vendite non si parla di portare acqua al proprio mulino ma si parla di numeri, inconfutabili! E questi numeri non si possono declassare come fatto da Dippy ad argomenti risibili!


        I numeri sono inconfutabili, certo, ma il discorso era incentrato sulla qualità non sulla quantità, e penso si possa affermare che la quantità non corrisponde per forza alla quantità, altrimenti dovrei considerare certi film campioni d'incasso come quelli di Natale dei Vanzina dei capolavori del cinema e francamente dubito assai sia così.

        Inoltre, i numeri sono incontrovertibili, certo, ma se dobbiamo analizzare le vendite di ogni epoca allora ritengo sia corretto anche analizzare il contesto sociale, economico e politico di ogni periodo e oggi c'è una concorrenza spietata tra cinema, internet e videogiochi che all'epoca non esisteva affatto, lo scontro era giocato ad armi pari tra i vari fumetti in edicola.

        D'altronde, se la qualità dell'epoca pagasse ancora oggi, allora una testata come Uack, che ha pubblicato solo storie di un Maestro quale Barks, non sarebbe stata costretta a chiudere anzitempo e dopo aver provato a cambiare addirittura titolo per ben tre volte!


        Si è cercato di dirottare l'obiettivo vendite calcando sul dato dei 4 mitici numeri del '93 evidenziando in questo modo (ho notato con somma goduria o sbaglio?) come lo Zenit non fosse stato raggiunto nei 50/60/70 ma nei 90, dimenticando però che quello era solamente il punto d'arrivo, o plateau come si usa dire oggi, di un percorso lungo e faticoso ma che allo stesso tempo, perdonatemi se ribadisco, aveva avuto la sua crescita poderosa proprio in quei 60/70 che vi ostinate a non voler guardare, quasi che vi irriti addirittura il sentirli nominare, chissa perchè poi!!! In quel '93 che tutti conosciamo in definitiva si raggiungeva D'INERZIA un traguardo a dir poco mostruoso ma costruito molto prima, non è possibile sottacerlo questo!


        Credo che il senso di quell'intervento fosse volto soltanto a provare che la qualità del numero non c'entra affatto con la tiratura, infatti quei numeri sono i più venduti di sempre per via del gadget, ricordo che anch'io e mio fratello pigliammo due copie per avere ognuno il nostro e giocare insieme.

        I numeri dicono tanto, ma non possono dire tutto, è proprio sbagliata l'equazione che un prodotto che vende di più è perchè sia più bello degli altri, come prima ho portato l'esempio dei film dei Vanzina potrei dire che ci sono tantissimi prodotti meritevoli, nel cinema come nell'editoria, che hanno poco appeal e vendono molto meno di prodotti più famosi.


        E per concludere quando, sempre nel mio caso, parlavo di dati delle vendite, intendevo soprattutto sottolineare la contraddizione per cui la tiratura, e quindi scusate anche il profitto, son buoni quando si vuol sdoganare qualsivoglia bizzarria in una testata ma non lo diventano più in quel contesto storico (Gentilini/Capelli) così importante di cui parliamo??? Mah!


        Il fatto è che il focus non era incentrato sulla quantità, ma sulla qualità. Anche un prodotto dozzinale, se ben pubblicizzato, può fare soldi e generare profitti, ma ciò non lo fa diventare in automatico un prodotto di qualità!
        « Ultima modifica: Lunedì 11 Mag 2020, 14:35:52 da Luxor »
        The Rabbit Hunter! (Copyright by Gancio 08.II.16)


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        Donald112
        Papero del Mistero
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          Non vorrei sbagliarmi ma Donald112 mette ironicamente in rilievo quei quattro numeri del '93 non per suggellare la vittoria dei Nineties ma per sottolineare che se si studiano solo i numeri di tiratura allora la gloria non va tanto alle storie quanto ai gadgets.

          Credo che il senso di quell'intervento fosse volto soltanto a provare che la qualità del numero non c'entra affatto con la tiratura, infatti quei numeri sono i più venduti di sempre per via del gadget, ricordo che anch'io e mio fratello pigliammo due copie per avere ognuno il nostro e giocare insieme.

          I numeri dicono tanto, ma non possono dire tutto, è proprio sbagliata l'equazione che un prodotto che vende di più è perchè sia più bello degli altri, come prima ho portato l'esempio dei film dei Vanzina potrei dire che ci sono tantissimi prodotti meritevoli, nel cinema come nell'editoria, che hanno poco appeal e vendono molto meno di prodotti più famosi.

          Il fatto è che il focus non era incentrato sulla quantità, ma sulla qualità. Anche un prodotto dozzinale, se ben pubblicizzato, può fare soldi e generare profitti, ma ciò non lo fa diventare in automatico un prodotto di qualità!

          Esatto, avete capito cosa intendevo. Come ho già scritto non voglio entrare in merito alla questione delle migliori epoche né tantomeno affermare la superiorità degli anni 90'. L'unico giudizio che mi sento di dare riguarda gli anni di Topolino che ho vissuto "in diretta", ossia gli ultimi 20, dove ritengo migliore il medio periodo De Poli. Con quella frase contestavo il criterio, definito oggettivo, della tiratura come indice di qualità del Topolino e non ho altro da aggiungere a quanto già scritto nei due post precedenti.

            scusa a parte l'argomentazione un po' fragile, questi toni da romanzo d'appendice sono proprio necessari?

            Se il dato oggettivo di tirature e vendite di allora a confronto di ora sono un argomentazione fragile tutte le nostre chiacchiere che sono ?
            Per il romanzo d' appendice l' ultimo visto negli ultimi 60 anni è la Saga di Don Rosa. Assai più dickensiana che disneyana,  non mi appartiene.
            ;-)
            Che cos' ha il vecchio papero ? Sembra moribondo ! - Chi lo sa ! Vediamo dov'è diretto insieme a Paperino.

            *

            Volkabug
            Diabolico Vendicatore
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              scusa a parte l'argomentazione un po' fragile, questi toni da romanzo d'appendice sono proprio necessari?

              Se il dato oggettivo di tirature e vendite di allora a confronto di ora sono un argomentazione fragile tutte le nostre chiacchiere che sono ?
              Per il romanzo d' appendice l' ultimo visto negli ultimi 60 anni è la Saga di Don Rosa. Assai più dickensiana che disneyana,  non mi appartiene.
              ;-)

              Sono, appunto, chiacchiere  ;) ti consiglio comunque di leggere le risposte molto esaustive e convincenti che hanno dato a questa argomentazione nell’ultima pagina di topic. Detto ciò, mollo anche io :)
              Micropaperi! Dove siete?

               

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