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Topolino Fuoriserie 3 - PK: Danger Dome - Recensione di Manuel Crispo

Gilda Policastro una volta ha scritto: «La critica mostra ma non dimostra». E così, in un’epoca in cui ogni opera dell’ingegno umano sembra essere destinata ineluttabilmente a qualche forma di processo pubblico più o meno ragionato, non è inutile considerare come non esista formula chimica o procedimento alchemico in grado di dimostrare che i difetti percepiti in una determinata storia siano realmente tali. Il giudizio critico si basa su una serie di convenzioni estetiche storicamente determinate. Un incompreso Marcel Proust, snobbato dagli intellettuali del tempo, si abbassò a pubblicare la Recherche a proprie spese. Se Roberto Gagnor, sceneggiatore torinese classe 1977, sia un novello Proust, solo il tempo saprà dircelo. Famoso per aver dotato Brigitta di un alter-ego supereroistico e per parodie come Quacklight e Topolino e il ritorno alla Dolce Vita, complici anche gli studi effettuati in campo cinematografico, lo stile di Gagnor si è sempre distinto per un umorismo “televisivo”, eroicomico e carnevalesco, ricco di citazioni, antifrasi e modi di dire mutuati da certa serialità teen alla CW: a prima vista non proprio l’ideale per l’ennesimo re-start di PK, personaggio che negli anni Novanta fu al centro di una piccola rivoluzione in termini di linguaggio fumettistico in casa Disney Italia. In questi mesi di polemiche furibonde, innescatesi in seguito alla pubblicazione del primo episodio di questo nuovo rilancio pikappico, Un nuovo eroe, si sono spesi fiumi di parole nel tentativo di definire una formula, un ingrediente magico che circoscriva l’essenza di PK. C’è stato chi ha parlato di serietà e di grandi temi; chi di comprimari dalla grande profondità psicologica; chi di rottura della gabbia disneyana, con vignette allungate moderne e inquietanti; chi ha giustamente puntato i riflettori sul maestoso worldbuilding, sulla pianificazione certosina, sulla sapiente integrazione delle citazioni (un esempio per tutti, il lungo rifacimento presente in Terremoto di Francesco Artibani della famosa tavola di Steve Canyon analizzata da Umberto Eco nel suo saggio Apocalittici e integrati) all’interno del narrato. Hanno tutti ragione. Ineluttabilmente, non esiste distillatore in grado di separare l’essenziale dall’accessorio nella complessa formula estetico-narrativa del vecchio PK. Certo molti lettori, nel corso della miniserie PKNE pubblicata sulle pagine di Topolino fra il 2014 e il 2018, hanno lamentato la mancanza di un certo “qualcosa”. Tanti, me compreso, hanno invocato maggiore indipendenza editoriale rispetto al settimanale, e questa indipendenza è arrivata nel 2019 con Un nuovo eroe, primo di una serie di cartonati alla francese da una cinquantina di pagine l’uno. Di PK, evroniani e larvali comprimari Un nuovo eroe non ha avuto l’accoglienza critica che forse i suoi autori si attendevano. A farne le spese è stato soprattutto Alberto Lavoradori, già colonna portante del vecchio PKNA, i cui disegni insolitamente poco curati hanno attirato critiche feroci – a tratti davvero eccessive. Molti lettori delusi, stuzzicati anche dal cambio di disegnatore in corsa, attendevano il seguito della vicenda per poter fare un primo (ineluttabile) bilancio sulla nuova miniserie pikappica. Il seguito si intitola Danger Dome ed è stato pubblicato nel maggio di quest’anno avaro di fiere, in una specie di ovattato silenzio mediatico. Come già il suo predecessore, questo nuovo volume vanta una copertina realizzata da Andrea Freccero e Max Monteduro, interessante nel tratto e nel colore ma sempre stranamente fuori posto, statica, nella quale la tempoliziotta Lyla Lay occupa incomprensibilmente uno spazio di rilievo. Ai disegni della storia la new entry Roberto Vian, artista mestrino classe 1965 che ha raccolto il testimone del veterano Lavoradori mostrando un tratto e una sensibilità compositiva che non avrebbero sfigurato sulle pagine del vecchio PKNA. La vicenda, ancora una volta suddivisa in due tempi, riparte da PK e l’alieno insettoide Derrick in fuga dalla macchina qui rinominata Danger Dome, veicolo cingolato debitore del celebre Tarkus che dal 1971 campeggia sulla copertina dell’omonimo disco degli Emerson, Lake & Palmer. Non ci è dato sapere quando il malvagio evroniano rinnegato Tuiroon si sia intrufolato nel Danger Dome dato che sul finale di Un nuovo eroe si trovava a bordo di una astronave dal riconoscibile design evroniano. Veniamo informati che il Danger Dome è di fatto un veicolo privato appartenente allo stesso Tuiroon, il che collima poco (per ciò che sappiamo del popolo evroniano) con il suo aspetto da “armadillo corazzato”. Perdersi PK e Derrick vengono catturati dai Decimator, fuggono, si avvicinano emotivamente, mentre Lyla, un insolito Uno in versione “crapa fluttuante” e i membri dei cosiddetti PKorps si lanciano nei deserti del pianeta Shikaar per salvare l’eroe dalla furia di Tuiroon. Fra una scazzottata e una corsa su zoomorfiche motociclette corazzate, Gagnor e Vian ci trasportano in un’avventura frenetica che presenta due degli errori di scrittura tipici degli sceneggiatori alle prime armi: un profluvio di situazioni e personaggi poco approfonditi compressi in uno spazio esiguo (il che rende indecifrabili molti passaggi della vicenda, complici anche le numerose incongruenze fra questo episodio e il precedente) e allo stesso tempo una macro-trama semplicistica e banale, che nella sua essenza ricorda in più punti cose già viste e sperimentate. Il cliffhanger con cui si conclude questo quarto tempo della saga di Gagnor è sufficiente a far tremare i polsi di ogni Pker che nutra ancora un briciolo di amore per questo bistrattato universo narrativo. Tante le domande che questo volume lascia senza risposta. Perché Tuiroon viaggia su una base mobile a forma di roditore terrestre? Che fine fanno i vestiti di Derrick quando si trasforma in larva, e a che serviva regredire per colpire il Decimator? Perché mai, su una base evroniana, dovrebbe esserci una sala chiamata Makgupheen? Quando mai i veicoli evroniani hanno avuto le ruote? Da quando Uno è in grado di trasportarsi fisicamente ovunque voglia? Che cosa accade esattamente nella cella anti-evasione? Cosa esattamente fa esplodere PK alla fine dello scontro con Tuiroon? Quand’è che Lyla ha cominciato a parlare come una galeotta appena uscita da un regime di carcere duro? Interrogato in merito alle evidenti dissonanze stilistiche fra il suo PK e quello che tutti i Pkers hanno imparato a conoscere nell’arco di più di vent’anni, Roberto Gagnor ha fornito un blocco di motivazioni oscillanti fra la legittima ricerca di una propria voce autoriale e un malcelato disinteresse per il worldbuilding pikappico. Danger Dome appare costruita su un misto di automatismi di scrittura, comprimari dalla profondità del cartone e battute “alla Marvel” che sovente finiscono col cedere all’assertività per colmare buchi narrativi generati dallo scarso spazio e da una cattiva gestione vettoriale della pagina. Le pur belle tavole di Vian si trovano spesso a soffocare, compresse fra i mille avvenimenti che lo sceneggiatore torinese si è imposto di infilare a forza in una avventura che ineluttabilmente finisce col collassare sotto il peso di un’architettura insicura. Fra una vignetta e l’altra si aprono vasti crateri di senso. Il frenetico storytelling gagnoriano si ribella a tal punto al concetto di sequenzialità dell’azione che in più momenti sembra di trovarsi di fronte una sorta di proto-fumetto, un fortunato superstite dell’epoca di Will Eisner. Gagnor ha affermato di essersi ispirato, per la sua storia di fughe e inseguimenti, ai film americani “alla Mad Max”, dimenticando forse che quei film problematizzavano la violenza e l’istinto di sopravvivenza dell’uomo. A me appare evidente come Danger Dome non problematizzi alcunché, e non esponga nulla se non il proprio carnascialesco vuoto di idee e di cuore. Ma non posso dimostrarvelo.

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Topolino Fuoriserie 2 - PK Danger Dome di Roberto Gagnor e Roberto Vian

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Kraven
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    Mi limito a dare la mia solidarietà a Hendrik, che finora ha sempre argomentato e spiegato le sue opinioni in maniera civile. Testa alta, ché basta leggere lo scambio per farsi un'opinione. E tu avresti solo da insegnare.

    PS: @Kraven, mi sa che il discorso dell'evoluzione/teste parlanti è semplicemente un errore dei balloon (tant'è che non appare neanche la mini-testina in questa storia).
    Sbagli, in live è stato confermato da Gagnor che c'è un motivo ben preciso per cui la testa più piccola non appare più, e perchè ora è il 'gregario' a parlare per primo, e non il corpo principale di Tuiroon (il 'serpente').

    Non stento a credere che in live abbiano deciso di metterci una pezza e di spiegarlo "in story" nel prossimo volume, ma ci penserei prima di dire "sbagli": non è raro che col cambio di disegnatore ci siano mini errori simili.
    Sbagli perché è una dichiarazione ufficiale :P E quindi fino a prova contraria è l'unica versione possibile, per quanto ci viene detto.
    Che poi possa essere "una pezza" hai tutte le ragioni del mondo, sono stato io il primo a crederci, ed è proprio per questo che posi la domanda ;)
    "Puoi scommerci stupido soldatino. Lui è stato geneticamente creato per cacciare..."

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    Sommo Zotnam
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      Guarda, è una discussione che non mi interessa fare. Puoi credere in ciò che vuoi e buon per te. In situazioni simili altri come Sisti e Sciarrone si son limitati ad avere l'umiltà di dire "è stato un errore". Pace e si va avanti. Ribadisco, io eviterei di dire "sbagli" (anche perché poi sennò mi viene da rispondere "io no, ma lui sì!" :P :P). Non intasiamo ulteriormente il topic sul tema comunque, il messaggio è chiaro e abbiamo spiegato le nostre posizioni :)
      « Ultima modifica: Giovedì 21 Mag 2020, 14:19:47 da Sommo Zotnam »

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      Sommo Zotnam
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        Con un certo ritardo mi sono recuperato la live e tutto il papocchio di commenti sul Paper che sono seguiti...
        ...

        [CUT]


        Assolutamente perfetto. Ecco, credo che aldilà di oziose discussioni sul fatto che sia voluto/pianificato o meno il fatto che Tuiroon parli da altre bocche nella seconda storia di due (anche sticazzi, pure se fosse), il vero tema sia stato mirabilmente sintetizzato da Grrodon qui.
        « Ultima modifica: Giovedì 21 Mag 2020, 15:07:48 da piccolobush »

          Con un certo ritardo mi sono recuperato la live e tutto il papocchio di commenti sul Paper che sono seguiti...
          ...
          [CUT]
          Che chiunque legga questo post. Sottolinea egregiamente ancora una volta come non siano le nuove idee che Gagnor porta in tavola il problema, che anzi mi sarebbero interessate un sacco (nuovi personaggi, pianeti misteriosi, viaggi nel tempo...), ma l'approccio e le prerogative con cui queste storie sono scritte.

          capiamo il voler manifestare il proprio consenso, ma da ora in poi evitiamo i post superflui di condivisioni ravvicinate (che tra l'altro appesantiscono la lettura) e limitiamoci ai like ;) - Pacuvio
          « Ultima modifica: Giovedì 21 Mag 2020, 15:06:52 da Franz Manuzzi »

            Non ho ancora letto l'albo, ma vorrei fare alcune considerazioni di carattere generale...

            Sostanzialmente, a me sembra che questa pubblicazione sia stata concepita male fin dal principio!

            Innanzitutto, il formato (ma è già stato detto tutto al riguardo, per cui non mi dilungo)...

            Poi, la distribuzione, assolutamente inadeguata!
            Certo, se fosse stato un anno normale, io l'avrei probabilmente presa al Comicon, ma mica tutti vanno alle fiere...

            Poi, la "periodicità" (rigorosamente tra virgolette!): francamente, una storia a puntate pubblicata ogni 6 mesi non mi sembra una cosa giusta...
            Però, è anche vera una cosa: se ho capito bene, era stata pensata come un'opera "autoriale", cioè con una sola coppia autore/disegnatore (con quest'ultimo cambiato in corsa) al lavoro: devo dire che l'idea non era male, ma forse era poco fattibile, proprio per i tempi di lavorazione...
            Sarebbe stato meglio, a mio parere, fare una miniserie di tot uscite mensili, tutte dello stesso autore, ma con disegnatori diversi, in modo da mantenere una periodicità decente (e, forse, anche per permettere a tanti di digerirla meglio!); un po' come alcune miniserie di Nathan Never di qualche anno fa, per chi conosce il personaggio...
            Ovviamente, non sono l'editore, quindi non conosco la fattibilità di tutto ciò; però, da lettore, sono sicuro che l'avrei apprezzata di più!

            Di sicuro, PK non è un fumetto come gli altri: una certa reazione da parte dei lettori (anzi, di questi lettori in particolare!) era preventivabile, quindi andava tutto studiato meglio...
            Io son nomato Pippo e son poeta
            Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
            Verso un'oscura e dolorosa meta

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            Sommo Zotnam
            Sceriffo di Valmitraglia
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              Qui a Roma è stato distribuito abbastanza bene (si trovava anche in edicola!).
              Il formato, come detto, ovviamente tutti preferiremmo più pagine e prezzo minore. Però, anche se proprio non fosse possibile fare altrimenti, non mi sento di condannare nemmeno questo formato. Il prezzo è altino ma diluito con le uscite non regolari si ammortizza. 10 euro al mese magari no, 10 ogni due o tre mesi già non è male. E sì, 6 mesi tra un episodio e l'altro è un tempo troppo lungo per una storia a puntate (specie se con ciascun episodio di poche pagine e oltretutto non entusiasmanti). Ma penso che in questo caso abbia giocato un ruolo da un lato l'ingresso di un nuovo disegnatore "in medias res", dall'altro i vari problemi dovuti al coronavirus.

              Per quanto mi riguarda quindi un Topolino Fuoriserie bimestrale o trimestrale che pubblichi le avventure di PK (magari scritte da un Sisti o un Artibani) è promosso. Magari senza avere coppie fisse immutabili.

              *

              V
              Dittatore di Saturno
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                A novembre scrivevo nella recensione di un nuovo eroe (che trovate qui: http://www.papersera.net/wp/2019/11/07/topolino-fuoriserie-n-1-pk-un-nuovo-eroe/): "apprezziamo la scommessa e il rischio che si sono presi editori e autori, ma ne vediamo per ora limiti e approssimazioni" e anche "con questo primo numero premiamo comunque il coraggio dell’iniziativa".

                Spiace che dopo sei mesi dovuti al cambio di disegnatore in corsa, ci troviamo nella stessa situazione. Danger Dome (da qui in poi DD) presenta gli stessi difetti di fondo di UNE: retorica affrettata e fine a se stessa, espedienti umoristici di bassa lega (chi ha detto sbobba?), confusione totale. Il tutto, purtroppo, affossato da un soggetto modesto. Se UNE proponeva un tema nuovo ed intrigante (Paperinik solo in un luogo ostile), DD non propone niente. Vediamo solo come Paperinik venga impriogionato, evada, combatta, venga di nuovo imprigionato, evada di nuovo e partecipi ad un altro combattimento. Per poi cambiare di nuovo scenario e proporre un altro "colpo di scena", come in UNE. Sinceramente, troppo poco....

                Quello che colpisce sta pero nella sostanziale confusione. Tavole e vignette si susseguono con poca chiarezza e mancanza di coerenza. Tutto accade perche cosi deve essere, senza farsi troppe domande. Come lettore, sono stato colpito dalla mancanza di interesse per questa corsa senza fili logici.

                I personaggi non aiutano. Se Paperinik eccede in fumosa retorica (un difetto che anche Artibani aveva avuto in PKNE), gli altri non brillano per presenza. In 44 tavole e situazione nuove, introdurre una caterva di new entry puo essere una buona idea, se sai come scriverle. I pkorps sono delle figurine monodimensionali incolori, mentre Uno e Lyla potevano essere tranquillamente eliminati (l'utilizzo della tempolizia, in questo contesto alieno, lo trovo del tutto fuori luogo). Tuiroon e un nemico che, a causa del cambio di disegnatore, viene stravolto nel design, ma per ora non mi dice molto. Mentre Derrick il moscone e quello che ne esce meglio. Nulla di nuovo, ma comunque funzionante.

                Vian realizza un buon lavoro, con inquadrature affascinanti. I colori non lo massacrano come era successo con lavoradori.

                Che cosa resta di questo secondo capitolo, quindi? Poco o nulla. E non mi sento molto coinvolto dalle rivelazioni di Ur-Evron. Mi sembra pero che la redazione, con la scelta di realizzare una storia a puntate nell'arco di mesi, abbia chiesto decisamente troppo al lettore. Fornisce una storia mediocre con una pausa temporale devastante.

                Watchmen usciva in 12 numeri mensili. Idem Civil War. Qui abbiamo una storia con forti pretese che non funziona come uscita singola, e non credo che possa guadagnare da una lettura complessiva, com'era per PKNE.

                Infine, spezzo una lancia in favore dei lettori, che con amore e garbo scrivono i loro pareri. E quello che possono fare, a fronte del prodotto che si trovano in mano. Sta agli autori realizzare un buon prodotto, seguendo le loro idee. Ma pretendere di avere fiducia in un "grande piano" di cui a stenso si vedono i contorni, mi sembra un po' eccessivo.
                Quando hai capito che è tutto uno scherzo, essere Il Comico è l'unica cosa sensata.
                Watchmen, Alan Moore and Dave Gibbons

                Disney Compendium Don Rosa: http://www.ilsollazzo.com/c/disney/lista/fumetti-donrosa

                Il mio mercatino: http://www.papersera.net/forum/index.php/topic,6635.0.html

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                conker
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                  I tempi sono quelli che sono, la scelta del peculiare (e costoso) formato e la periodicità in sincrono con le maggiori fiere del fumetto sono scelte precise e ponderate... non avrebbero rischiato la distribuzione di un prodotto di questo tipo senza il traino delle fiere del fumetto, Lucca in primis
                  "Si 50 millions de personnes disent une bêtise, c'est quand même une bêtise." - Anatole France

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                    Vorrei anche io dire la mia sull'ultima avventura del Vecchio Mantello Tarlato.

                    Premesso che sono contento per il nuovo formato, per la scelta di affidare le storie a nuovi autori (la prova di Vian nel complesso mi è piaciuta, a parte un paio di cose di cui parlerò più avanti) e per il desiderio di proporre situazioni, comprimari e nemici nuovi per il protagonista (anche se la presenza degli Evroniani tradisce un po' lo spirito delle dichiarazioni di programma).

                    Già avevo alcune perplessità dopo aver letto "Un nuovo eroe": c'erano cose che non avevo proprio digerito. I nuovi personaggi li ho trovati privi di una caratterizzazione vera e propria, privi di motivazioni e spesso schizofrenici: l'esito del combattimento con Ed mi è sembrato insensato e il cambio di sponda di Hellenoire l'ho trovato privo di un vero sviluppo del personaggio, non sembrandomi plausibile che un individuo cambi intenzioni e valori in così breve tempo. Poi c'è un elemento della trama che ho trovato totalmente illogico: PK invia il segnale con l'extransformer, ma questo segnale come fa a raggiungere la Ducklair Tower che si trova non solo in un altro punto dello spazio, ma anche del tempo? Anche le licenze poetiche hanno dei limiti.

                    Tornando a Danger Dome: ho avuto alcune difficoltà proprio nella comprensione della storia. Ci sono sequenze in cui non si capisce cosa stia succedendo. La tavola di PK ed Ed nella sala motori e quella della fuga dalla cella con la colluttazione con l'evroniano le ho trovate indecifrabili. Comunque, al di là di queste criptiche sequenze, le sperimentazioni grafiche di Roberto Vian sono molto interessanti e il formato più grande rispetto a quello di Topolino valorizza il tratto dell'artista di Mestre, davvero talentuoso (ma questo, secondo me, si sapeva dai tempi di X-Mickey).

                    La trama generale è molto semplice, anche troppo: PK cerca di rubare all'evroniano Tuiroon i Galaxy Gate, che se ho capito bene sono mezzi per aprire varchi spazio-temporali, per generare bolle isolate rispetto al continuum o a cambiare la Storia (ma non si capisce se perché permettono di andare indietro e cambiare gli eventi o se perché permettono di farlo tramite una sorta di hackeraggio dal presente). Alla fine PK, aiutato dai PKorps, Uno, Lyla e un Derrick dalla redenzione troppo prevedibile e poco convincente, li recupera. Ma Tuiroon riesce a sottrarre un Galaxy Gate dopo la battaglia e spedisce PK nel passato all'epoca di Ur Evron, l'Adamo evroniano.
                    Una storia che per la sua eccessiva linearità forse avrei visto più adatta a comparire su Topolino che su una serie più sperimentale come PK, però può essere questione di gusti.

                    Sullo svolgimento della trama, trovo che le soluzioni delle scene presenti siano in buona parte troppo semplicistiche e affrettate. Non si crea mai tensione, i protagonisti non sembrano mai veramente in difficoltà: PK e Derrick vengono catturati... si liberano subito col trucco più vecchio del mondo, PK perde conoscenza e rimane solo nella sala motori... e Derrick lo salva due vignette dopo, il salto del dirupo sembra preoccupare i nostri eroi... nella tavola dopo sono già tutti sani e salvi, Tuiroon ha tra le mani artefatti pericolosissimi per la sicurezza dell'Universo... basta prenderli e portarli nella Ducklair Tower, gli eroi sono intrappolati in una cella... Uno li libera nella pagina successiva senza sforzo, Derrick sembra cedere alla proposta di Tuiroon... e scopriamo che era un bluff nella pagina stessa! Per tutta la durata della storia ho faticato a trovare situazioni che potessero richiamare attenzione o far sorgere interesse.

                    Sui personaggi: credo che ce ne siano troppi. La folla è tale che sembra che tutti, a parte PK e i cattivi, sgomitino per ritagliarsi uno spazietto. Lyla e Hellenoire sono impegnate in perenne battibecco nato da non si sa cosa, Uno svolge le sue funzioni di IA e basta, come avrebbe voluto padron Ducklair, Derrick fa il finto cinico pronto a imbuonirsi come già detto, Ed e Chanook fanno un siparietto omosex che cita Chiamami col tuo nome e Clums fa il decimo uomo delle partite di calcetto, chiamato giusto perché è peccato mettere tutti un euro in più e giocare spaiati. Lodevole la voglia di integrare il cast, ma penso che la smania di farlo abbia portato a un'accozzaglia che rende più pesante la lettura. Comunque, dovendo scegliere, avrei eliminato proprio Uno e Lyla, visto che lasciare PK senza i suoi punti di riferimento è a mio avviso una scelta intrigante (come fu a suo tempo per Pk2).

                    Detto ciò, spero che l'avventura editoriale del Papero Mascherato continui, visto che secondo me il personaggio offre ancora molti spunti. Spero che si ampli il parco autori: non so se siano disponibili o se ne abbiano la voglia, ma mi piacerebbe molto rivedere ai testi Sisti, Artibani e magari Enna (lontano dal personaggio dai tempi del reboot) e ai disegni non solo il ritorno del sempreverde Pastrovicchio e di Sciarrone, ma anche Vian e disegnatori della vecchia guardia come Guerrini, Mottura, Freccero e Celoni.

                    *

                    Vito65
                    Cugino di Alf
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                    • ex Generale Westcock
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                      Sulla questione della periodicità "dilatata" del Fuoriserie: io sono uno di quelli che qualche giorno fa, in questo topic, si è lamentato degli eccessivi intervalli fra una storia e l'altra, ritenendo che, stando così le cose, sarebbe stato meglio continuare la pubblicazione su Topolino. Conker, poco sopra, ha sottolineato le necessità di politica editoriale, che sottostanno ad un certo tipo di periodicità, e che certamente sono state ponderate: ma allora si pubblichino delle storie autoconclusive, non storie a puntate! Così è defatigante, e l'annuncio di Gagnor di qualche giorno fa, che vi saranno ancora tanti episodi, scoraggia già solo per questo.
                      Cornelius  ha ipotizzato che la direzione editoriale forse, a suo parere, intende effettuare una scrematura dei lettori, per vedere chi seguirà il "nuovo corso": boh... bisognerebbe incrementarli i lettori, non scremarli...Nello stesso post, inoltre, Cornelius paragona i fedelissimi pikers a dei passeggeri di un mezzo in corsa che protestano con il guidatore ma intanto stanno attaccati alle maniglie del finestrino: ottima metafora, mi ci ritrovo. Bisogna vedere fino a quando resistono i passeggeri, e fino a quando resiste l'autovettura, fra una curva e l'altra!
                      Sul merito del c.d. "nuovo corso": ieri sera ho riletto casualmente Frammenti d' Autunno, ed inevitabilmente mi sono ritrovato a paragonare le sensazioni e il senso di profondità che continua a trasmettermi questa e tante altre storie di PKNA e PK2, e il nuovo corso, dove finora ci viene offerta solo azione, azione, azione. E' solo questo il nuovo che ci viene offerto? C'è da dire, in verità, che questa caratteristica era preponderante anche nelle storie della PKNE: alcuni dei passaggi più affrettati di queste ultime erano spesso giustificati in nome della prevalenza dell'azione; ricordo, solo per fare un esempio fra i più significativi, che sul Sollazzo, a fronte di chi protestava per lo scarso pathos delle tavole che presentavano l' incontro fra Uno e Pk, Pastrovicchio rispondeva che i ritmi serrati, nella concitazione dell'azione, non consentivano di dare spazio alle emozioni: in qualche modo ho giustificato, pur non condividendo, che la pubblicazione su Topolino potesse incidere sui registri narrativi delle storie, e che ciò determinasse una prevalenza del registro "action", ma adesso che c'è una pubblicazione apposita, non la si sfrutta al meglio?
                      Che dire? Gagnor promette che non intende deludere i suoi lettori, speriamo: staremo a vedere. Intanto, spero che la determinazione con cui sta mostrando di non voler prendere in considerazione le critiche e le argomentazioni proposte da noi lettori non significhi che, in cuor suo, non ci mediti un po': mi starebbe anche bene che non ci desse soddisfazione esplicita, se si soffermasse ugualmente sulle riflessioni e sugli spunti venuti fuori da questa discussione.
                      « Ultima modifica: Giovedì 21 Mag 2020, 23:50:21 da Vito65 »

                        Cornelius  ha ipotizzato che la direzione editoriale forse, a suo parere, intende effettuare una scrematura dei lettori, per vedere chi seguirà il "nuovo corso": boh... bisognerebbe incrementarli i lettori, non scremarli....
                        Però una collana a 10 euro non li incrementa di certo. Resterà lo 'zoccolo duro' dei pkers. Secondo me Bersani, riguardo Pikappa, ha pensato: meglio 10 lettori che pagano 10 euro piuttosto che 20 che ne pagano 3. Vuoi seguire le gesta del tuo eroe preferito? Facile pagare 3 euro con Topolino. Dovrai pagarne 10 col Fuoriserie.

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                          Però una collana a 10 euro non li incrementa di certo. Resterà lo 'zoccolo duro' dei pkers. Secondo me Bersani, riguardo Pikappa, ha pensato: meglio 10 lettori che pagano 10 euro piuttosto che 20 che ne pagano 3. Vuoi seguire le gesta del tuo eroe preferito? Facile pagare 3 euro con Topolino. Dovrai pagarne 10 col Fuoriserie.

                          Beh ma una pubblicazione magari sui 6 euro non cartonata secondo me andava già benissimo... io non apro mai molto il borsellino un po' come la vecchia tuba, però tra 3 euro del settimanale e 10 euro di questo ci sono tante vie di mezzo... comunque interessante il parere di Bersani, ormai il topic tocca proprio tutti ;D
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                            Però una collana a 10 euro non li incrementa di certo. Resterà lo 'zoccolo duro' dei pkers. Secondo me Bersani, riguardo Pikappa, ha pensato: meglio 10 lettori che pagano 10 euro piuttosto che 20 che ne pagano 3. Vuoi seguire le gesta del tuo eroe preferito? Facile pagare 3 euro con Topolino. Dovrai pagarne 10 col Fuoriserie.

                            Beh ma una pubblicazione magari sui 6 euro non cartonata secondo me andava già benissimo... io non apro mai molto il borsellino un po' come la vecchia tuba, però tra 3 euro del settimanale e 10 euro di questo ci sono tante vie di mezzo... comunque interessante il parere di Bersani, ormai il topic tocca proprio tutti ;D

                            Guarda conoscendo un po' il mercato, un brossurato sarebbe venuto 7 € ad andare bene ma più facilmente 8 €.
                            La Soffitta di Camera Mia è un canale youtube che tratta di fumetti. Ogni Lunedì il video sul Topolino della settimana precedente.

                            https://www.youtube.com/lasoffittadicameramia

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                              Appunto ci sono molte vie di mezzo, sarebbe stato comunque meglio, anche perché trovo inadeguato il cartonato per questo numero di pagine IMHO.
                              Micropaperi! Dove siete?

                                Cornelius  ha ipotizzato che la direzione editoriale forse, a suo parere, intende effettuare una scrematura dei lettori, per vedere chi seguirà il "nuovo corso": boh... bisognerebbe incrementarli i lettori, non scremarli....
                                Però una collana a 10 euro non li incrementa di certo. Resterà lo 'zoccolo duro' dei pkers. Secondo me Bersani, riguardo Pikappa, ha pensato: meglio 10 lettori che pagano 10 euro piuttosto che 20 che ne pagano 3. Vuoi seguire le gesta del tuo eroe preferito? Facile pagare 3 euro con Topolino. Dovrai pagarne 10 col Fuoriserie.
                                Perfetto, Cornelius: ma è abbastanza probabile che i 10 lettori che pagano 10 euro diventino particolarmente esigenti rispetto al prodotto che hanno pagato o, per usare la tua azzeccatissima metafora, rispetto al biglietto salato della corsa in Fuoriserie. Probabilmente il lettore/viaggiatore in questione si aspetta qualcosa che si avvicini a Frammenti d'Autunno, o a Le Parti e il Tutto, più che una continua action, action, action...Per carità, bella l'azione e la dinamicità di Pk, ma fino ad un certo punto...Come hai detto tu, dopo tante curve pericolose affrontate con le mani aggrappate alle maniglie dell'auto, ci si comincia a chiedere quando arriva il rettilineo...

                                 

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