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Topolino Fuoriserie 3 - PK: Danger Dome - Recensione di Manuel Crispo

Gilda Policastro una volta ha scritto: «La critica mostra ma non dimostra». E così, in un’epoca in cui ogni opera dell’ingegno umano sembra essere destinata ineluttabilmente a qualche forma di processo pubblico più o meno ragionato, non è inutile considerare come non esista formula chimica o procedimento alchemico in grado di dimostrare che i difetti percepiti in una determinata storia siano realmente tali. Il giudizio critico si basa su una serie di convenzioni estetiche storicamente determinate. Un incompreso Marcel Proust, snobbato dagli intellettuali del tempo, si abbassò a pubblicare la Recherche a proprie spese. Se Roberto Gagnor, sceneggiatore torinese classe 1977, sia un novello Proust, solo il tempo saprà dircelo. Famoso per aver dotato Brigitta di un alter-ego supereroistico e per parodie come Quacklight e Topolino e il ritorno alla Dolce Vita, complici anche gli studi effettuati in campo cinematografico, lo stile di Gagnor si è sempre distinto per un umorismo “televisivo”, eroicomico e carnevalesco, ricco di citazioni, antifrasi e modi di dire mutuati da certa serialità teen alla CW: a prima vista non proprio l’ideale per l’ennesimo re-start di PK, personaggio che negli anni Novanta fu al centro di una piccola rivoluzione in termini di linguaggio fumettistico in casa Disney Italia. In questi mesi di polemiche furibonde, innescatesi in seguito alla pubblicazione del primo episodio di questo nuovo rilancio pikappico, Un nuovo eroe, si sono spesi fiumi di parole nel tentativo di definire una formula, un ingrediente magico che circoscriva l’essenza di PK. C’è stato chi ha parlato di serietà e di grandi temi; chi di comprimari dalla grande profondità psicologica; chi di rottura della gabbia disneyana, con vignette allungate moderne e inquietanti; chi ha giustamente puntato i riflettori sul maestoso worldbuilding, sulla pianificazione certosina, sulla sapiente integrazione delle citazioni (un esempio per tutti, il lungo rifacimento presente in Terremoto di Francesco Artibani della famosa tavola di Steve Canyon analizzata da Umberto Eco nel suo saggio Apocalittici e integrati) all’interno del narrato. Hanno tutti ragione. Ineluttabilmente, non esiste distillatore in grado di separare l’essenziale dall’accessorio nella complessa formula estetico-narrativa del vecchio PK. Certo molti lettori, nel corso della miniserie PKNE pubblicata sulle pagine di Topolino fra il 2014 e il 2018, hanno lamentato la mancanza di un certo “qualcosa”. Tanti, me compreso, hanno invocato maggiore indipendenza editoriale rispetto al settimanale, e questa indipendenza è arrivata nel 2019 con Un nuovo eroe, primo di una serie di cartonati alla francese da una cinquantina di pagine l’uno. Di PK, evroniani e larvali comprimari Un nuovo eroe non ha avuto l’accoglienza critica che forse i suoi autori si attendevano. A farne le spese è stato soprattutto Alberto Lavoradori, già colonna portante del vecchio PKNA, i cui disegni insolitamente poco curati hanno attirato critiche feroci – a tratti davvero eccessive. Molti lettori delusi, stuzzicati anche dal cambio di disegnatore in corsa, attendevano il seguito della vicenda per poter fare un primo (ineluttabile) bilancio sulla nuova miniserie pikappica. Il seguito si intitola Danger Dome ed è stato pubblicato nel maggio di quest’anno avaro di fiere, in una specie di ovattato silenzio mediatico. Come già il suo predecessore, questo nuovo volume vanta una copertina realizzata da Andrea Freccero e Max Monteduro, interessante nel tratto e nel colore ma sempre stranamente fuori posto, statica, nella quale la tempoliziotta Lyla Lay occupa incomprensibilmente uno spazio di rilievo. Ai disegni della storia la new entry Roberto Vian, artista mestrino classe 1965 che ha raccolto il testimone del veterano Lavoradori mostrando un tratto e una sensibilità compositiva che non avrebbero sfigurato sulle pagine del vecchio PKNA. La vicenda, ancora una volta suddivisa in due tempi, riparte da PK e l’alieno insettoide Derrick in fuga dalla macchina qui rinominata Danger Dome, veicolo cingolato debitore del celebre Tarkus che dal 1971 campeggia sulla copertina dell’omonimo disco degli Emerson, Lake & Palmer. Non ci è dato sapere quando il malvagio evroniano rinnegato Tuiroon si sia intrufolato nel Danger Dome dato che sul finale di Un nuovo eroe si trovava a bordo di una astronave dal riconoscibile design evroniano. Veniamo informati che il Danger Dome è di fatto un veicolo privato appartenente allo stesso Tuiroon, il che collima poco (per ciò che sappiamo del popolo evroniano) con il suo aspetto da “armadillo corazzato”. Perdersi PK e Derrick vengono catturati dai Decimator, fuggono, si avvicinano emotivamente, mentre Lyla, un insolito Uno in versione “crapa fluttuante” e i membri dei cosiddetti PKorps si lanciano nei deserti del pianeta Shikaar per salvare l’eroe dalla furia di Tuiroon. Fra una scazzottata e una corsa su zoomorfiche motociclette corazzate, Gagnor e Vian ci trasportano in un’avventura frenetica che presenta due degli errori di scrittura tipici degli sceneggiatori alle prime armi: un profluvio di situazioni e personaggi poco approfonditi compressi in uno spazio esiguo (il che rende indecifrabili molti passaggi della vicenda, complici anche le numerose incongruenze fra questo episodio e il precedente) e allo stesso tempo una macro-trama semplicistica e banale, che nella sua essenza ricorda in più punti cose già viste e sperimentate. Il cliffhanger con cui si conclude questo quarto tempo della saga di Gagnor è sufficiente a far tremare i polsi di ogni Pker che nutra ancora un briciolo di amore per questo bistrattato universo narrativo. Tante le domande che questo volume lascia senza risposta. Perché Tuiroon viaggia su una base mobile a forma di roditore terrestre? Che fine fanno i vestiti di Derrick quando si trasforma in larva, e a che serviva regredire per colpire il Decimator? Perché mai, su una base evroniana, dovrebbe esserci una sala chiamata Makgupheen? Quando mai i veicoli evroniani hanno avuto le ruote? Da quando Uno è in grado di trasportarsi fisicamente ovunque voglia? Che cosa accade esattamente nella cella anti-evasione? Cosa esattamente fa esplodere PK alla fine dello scontro con Tuiroon? Quand’è che Lyla ha cominciato a parlare come una galeotta appena uscita da un regime di carcere duro? Interrogato in merito alle evidenti dissonanze stilistiche fra il suo PK e quello che tutti i Pkers hanno imparato a conoscere nell’arco di più di vent’anni, Roberto Gagnor ha fornito un blocco di motivazioni oscillanti fra la legittima ricerca di una propria voce autoriale e un malcelato disinteresse per il worldbuilding pikappico. Danger Dome appare costruita su un misto di automatismi di scrittura, comprimari dalla profondità del cartone e battute “alla Marvel” che sovente finiscono col cedere all’assertività per colmare buchi narrativi generati dallo scarso spazio e da una cattiva gestione vettoriale della pagina. Le pur belle tavole di Vian si trovano spesso a soffocare, compresse fra i mille avvenimenti che lo sceneggiatore torinese si è imposto di infilare a forza in una avventura che ineluttabilmente finisce col collassare sotto il peso di un’architettura insicura. Fra una vignetta e l’altra si aprono vasti crateri di senso. Il frenetico storytelling gagnoriano si ribella a tal punto al concetto di sequenzialità dell’azione che in più momenti sembra di trovarsi di fronte una sorta di proto-fumetto, un fortunato superstite dell’epoca di Will Eisner. Gagnor ha affermato di essersi ispirato, per la sua storia di fughe e inseguimenti, ai film americani “alla Mad Max”, dimenticando forse che quei film problematizzavano la violenza e l’istinto di sopravvivenza dell’uomo. A me appare evidente come Danger Dome non problematizzi alcunché, e non esponga nulla se non il proprio carnascialesco vuoto di idee e di cuore. Ma non posso dimostrarvelo.

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Topolino Fuoriserie 2 - PK Danger Dome di Roberto Gagnor e Roberto Vian

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    Secondo voi dobbiamo aspettarci un nuovo cambio di disegnatore per il terzo volume? Comunque non so voi ma io sono davvero preoccupato: che io ricordi ci erano state date diverse informazioni riguardo l'origine stessa di Evron e dal momento che la conoscenza di Gagnor della lore pikappica mi pare degna di uno che ha appena letto il libretto introduttivo che veniva dato insieme al gioco Chi è PK?(e lo dico con tutto l'affetto del mondo visto che è un autore che di solito apprezzo), bhe non posso che attendere con preoccupazione di sapere cosa accadrà. Spero che Shiikar si riveli, che ne so, una delle prime colonie evroniane in assoluto, perchè non vedo in alcun modo come potrebbe incastrarsi nella lore evronina efficacemente(cosa che invece Sisti con la questione degli sciami, non ha danneggiato nulla, bensì arricchito). Poi voglio dire, di incoerenze ce n' erano anche ai tempi( il famoso consiglio imperiale, generali prima tutti neri provvisti di coda e un momento dopo dall'aspetto solido...) però...

    *

    Dippy
    Diabolico Vendicatore
       (3)

    • ****
    • Post: 1612
    • Tra un corto e una sciocca sinfonia...
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       (3)
      Probabilmente (sicuramente?) rappresenterò un voce fuori dal coro, almeno in parte. Seppur con notevole ritardo, ho letto questo secondo volume, ma nel farlo mi sono prima riletto il precedente. Li ho letti, insomma, insieme. Ne è venuta fuori una visione d'insieme differente da quella che ci si potrebbe immaginare. Le lunghe pause tra un volume e l'altro non giovano di certo (ma questa non è una colpa di nessuno, Gagnor in primis), né alla memoria, né allo sviluppo narrativo, soprattutto in relazione alla poca foliazione; la storia però, così letta, ha uno sviluppo più ampio e le dinamiche rappresentate si dipanano e comprendono meglio. Resto dell'idea che alcune "smussature" dovrebbero essere fatte; nell'insieme, tuttavia, se proprio volessi "dare i punti", direi che questa seconda puntata mi sembra meglio riuscita della precedente, ma sono, e resto, fermamente convinto che giudicare una storia (perché di questo stiamo parlando), leggendola in questa maniera, sia un errore di fondo. Al netto di tutti i discorsi che si possono fare sulla continuity, o su altri aspetti di trame verticali, orizzontali o diagonali (esistono, poi?), che si possono, e devono, fare, ma che vedo collocati su un altro piano.
      Anche il cambio di disegnatore ha giovato alla leggibilità, c'è poco da dire. Mi spiace, in fondo, di questo cambio in corso d'opera: ritengo fermamente giusto avere affidato il primo numero a Lavoradori, perché giusto era ripartire da lui. Forse l'unico errore in tal senso è stato quello di non provare a variare un poco lo stile per avvicinarlo maggiormente a quello delle storie precedenti, al tratto del primo Lavoradori stesso.
      In conclusione, se c'è un progetto più ampio alle spalle (mi pare che Gagnor avesse paventato una ricostruzione del PKteam, in una diretta con Fisbio), penso che qui si potrebbero stare gettando delle basi per il proseguio.  Mi rendo conto che questo PK è diverso da altri, ma la cosa mi intriga...
      Sappiate che tutte le cose sono così: un miraggio, un castello di nubi... Nulla è come appare  -  Buddha

      https://ilnumeroprimopiugrande.wordpress.com/author/arcelli1947/

      https://numeriprimiaritmeticamodulare.wordpress.com/

        Il problema mio è proprio quello che tu citi purtroppo, ovvero le lunghe e oserei dire quasi immotivate lunghe pause tra un volume e l'altro. La storia non mi sta piacendo per niente, ma ammetto che probabilmente la starei digerendo molto meglio se, che ne so, fosse uscito un volume ogni mese e quindi ce la fossimo levata di torno in tempi relativamente brevi. Invece così, senza alcuna sicurezza o indicazione riguardo l'uscita del prossimo volume, o di quante altre parti ci vorranno per finire questo "arc", non posso che sentirmi ostaggio di Gagnor e ovviamente non posso che sperare che la "tortura" finisca presto visto che Artibani e Sisti hanno aperto un sacco di sottotrame che spero il signore non finiscano nel dimenticatoio lasciando nuovamente PK un opera monca( beh voglio dire Sisti ha promesso che non dovremo riaspettare 17 anni per una nuova storia su xadhoom ???). Quindi il mio problema non è con la storia in sè ma con il modo con cui sta venendo proposta lasciando la saga in questo limbo gagnoriano, cosa che ai vecchi tempi non era un problema dato che se una storia era così così pazienza, ci rifaremo il mese prossimo( tipo il passaggio da Prima Dell'Alba a Le Parti E Il Tutto per dire).Fosse stata proposta in altra maniera probabilmente l'avrei apprezzata molto di più insomma, e il comportamento estremamente pretenzioso di Gagnor certo non aiuta :-X. Nel modo con cui sta venendo presentata ora non posso che vederla come un macigno che blocca la saga a tempo indeterminato, per dire :(.

          Le lunghe pause non sono immotivate. Il volume doveva uscire a marzo ed è uscito con due mesi di ritardo perché hanno cambiato il disegnatore. E ricordiamoci che è una cosa sperimentale, nessuno ha mai pubblicato storie inedite Disney su questo formato e non potevano certo sapere gli esiti. Se i risultati commerciali di questo esperimento sono buoni, cercheranno di ridurre i tempi di pubblicazione aumentando gli autori. E come ha scritto Dippy, sicuramente ci sarà un nuovo PK-Team e probabilmente vorranno puntare al trimestrale (come c'è scritto sulla quarta di copertina).



            Lo capisco ma a questo punto penso che avrei preferito ogni volume una storia a sè (certo 48 pagine son pochine ma Frittole ha mostrato nei suoi brevi sprazzi di lucidità che si possono produrre storie di buon livello anche con un numero ridotto di pagine) piuttosto che una storia a puntate che potrebbe ache metterci un anno o più a finire, per di più una storia per niente o poco entusiasmante e diretta da un Gagnor più tossico che mai nel confronto coi lettori.

            *

            Luxor
            Dittatore di Saturno

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              Secondo voi dobbiamo aspettarci un nuovo cambio di disegnatore per il terzo volume?

              No, se ricordo bene ho letto che Vian sta già disegnando la nuova storia.
              The Rabbit Hunter! (Copyright by Gancio 08.II.16)


                No, se ricordo bene ho letto che Vian sta già disegnando la nuova storia.
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                Una buona notizia ( anche se il design di questo Ur-Evron a mio parere un se pò vede :o )...Speriamo questo ciclo di storie finisca il prima possibile in modo da poter andare a chiudere le sottotrame di Artibani e Sisti, per poi dirigersi( si spera) verso lidi ancora inesplorati, non potrei accettare di nuovo un finale monco con tutte queste premesse (occhio Sisti hai tempo fino al 2033 eh :D).

                 

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