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Topolino 3383 - Recensione di Chen Dai-Lem

Si conclude in questo numero Paperbridge, la serie in cinque puntate scritta e disegnata da Marco Gervasio che ci ha tenuto compagnia nelle scorse settimane e a cui è dedicata anche la copertina di Andrea Freccero. È giunto quindi il momento di tirare le somme. La storia ad una prima lettura risulta abbastanza riuscita anche grazie alle suggestive atmosfere del college e delle confraternite, che molta presa hanno nell’immaginario collettivo. I colori rétro, già ampiamente usati in tutta la saga di Fantomius, non fanno che aumentare la sensazione di mistero. I problemi sorgono però se vogliamo scavare un pochino sotto la patina. Ci rendiamo conto, infatti, che – come purtroppo a volte capita nelle storie dell’autore – la trama scorre via senza particolari colpi di scena e senza essere approfondita al meglio. Un esempio a supporto di quella che è comunque un’impressione personale è la scoperta, avvenuta nello scorso episodio, che riguarda il Professor Krimen, guida e mentore della Confraternita dei Mascherati. Ebbene, il personaggio, chiaro riferimento a una classica storia di Guido Martina, non viene in alcun modo introdotto nel corso della trama, quindi la sua rivelazione non sortisce alcun effetto nello spettatore e finisce per diventare un po’ una citazione fine a sé stessa. E non è l’unico caso, basti pensare alla ripresa del “sursum corda” o alla comparsa di un noto personaggio nell’ultima vignetta; un cliffhanger che apre ad un secondo ciclo di storie, ma che al contempo sembra messo lì solo per far spalancare la bocca ai lettori. La sensazione è che l’autore sia sempre più impegnato in una insistente ricerca di una continuity fra le sue storie e quelle dei suoi predecessori, nell’incessante inseguimento del fuoco d’artificio, e tralasci poi di sviluppare la trama, che ha anche un buon potenziale ma non riesce ad esplodere. Anche i personaggi sono abbastanza stereotipati: da una parte abbiamo i ricchi arroganti, dall’altra i poveri intelligenti, da un lato il bene e dall’altro il male, ma in una divisione talmente netta, talmente sottolineata che risulta un pochino stucchevole. Nel mezzo si posiziona Quacky, ricco e arrogante all’inizio, che grazie anche al nuovo amico Tommy e all’amore per la sorella di quest’ultimo cambia e si posiziona in una sorta di limbo, indeciso se fare la cosa giusta o rimanere fedele ai vecchi amici. Anche questa sua evoluzione appare però un po’ casuale perché non viene approfondito molto il rapporto di amicizia con Tommy. L’enigma da risolvere… Il fatto che poi nessuno dei due (giovani paperi promettenti, iscritti ad un college prestigioso) riesca a decifrare inizialmente il Libro degli errori lascia sconcertati (le cose poi che vi sono scritte non suscitano neanche un qualche effetto comico). Detto questo non ci troviamo sicuramente di fronte ad una brutta storia ma, appunto, forse sarebbe preferibile una citazione in meno e un po’ più di attenzione ai dettagli. Prosegue in questo numero anche la nuova serie Minni prêt-à-porter sceneggiata da Valentina Camerini, con la prima parte dell’episodio In passerella ragazze, disegnata da Marco Mazzarello. Minni deve aiutare l’amica stilista Betty a realizzare una collezione di moda per partecipare ad una importante sfilata in un grande centro commerciale. Purtroppo come spesso accade, Betty, sotto pressione, attraversa un blocco creativo e tocca a Minni aiutarla, riportandola ai tempi della scuola, quando creare era ancora solo un divertimento e non un lavoro. La sfilata ha quindi luogo, ma la puntata si interrompe proprio sul più bello e non sappiamo se la collezione creata dalle due amiche sarà apprezzata da pubblico e critici oppure no. La storia è molto carina, la trama semplice ma fresca e, come già detto la settimana scorsa, ricorda un po’ le atmosfere di Minni & Company, storico mensile degli anni Novanta dedicato a un pubblico per la maggior parte femminile. Bella l’idea poi di concludere l’episodio lasciando un po’ di suspense nei lettori che dovranno attendere una settimana per conoscere l’esito della sfilata. Paperino e l’effetto Ingordzilla (Pesce/Bertolucci) vede Ciccio ingigantito per errore da un’invenzione di Archimede e i danni, ahilui!, ricadono sul parente più ricco della pigra oca: Paperon de’ Paperoni. La storia è molto carina, richiama le sensazioni dei grandi giganti delle pellicole, da Godzilla appunto (a cui il titolo fa riferimento) a King Kong, ma l’effetto finale risulta molto mitigato trattandosi di Ciccio, il più mansueto e goloso personaggio di Paperopoli, un po’ come nel film Tesoro, mi si è allargato il ragazzino, commedia fantascientifica degli anni Novanta (sequel di Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi) dove era un pupone gigante a “terrorizzare” la città. Fumetto e cinema a confronto In L’assistente talentuoso (Panaro/Guerrini), Archimede, oberato come sempre di lavoro, mette un annuncio per cercare un nuovo assistente e, quando finalmente lo trova, trascura un pochino il suo fedele amico Edi. La storia è semplice, portata avanti di mestiere, e scorre via liscia dall’inizio alla fine. Notare le divertenti citazioni musicali riadattate per Archimede! Vita da rock band: Registrare un disco (Salati/Urbano) assolve al suo ruolo di breve, presentandoci tutti gli step che servono per arrivare ad avere una registrazione professionale completa, conditi con qualche simpatica gag. Zio Paperone e il dedalo invisibile (Moscato/Vian), infine, è una classica avventura di Paperone e nipoti che, di ritorno da un viaggio a Diafanovia, si imbattono in un castello invisibile e si mettono alla ricerca del tesoro di Ottico VIII; purtroppo non sono gli unici ad essere sulle tracce del prezioso forziere. I disegni di Vian ci restituiscono un’atmosfera un po’ inquietante, soprattutto nella caratterizzazione dei nemici. Passando ai redazionali, proseguono anche in questo numero i reportage dedicati ai viaggi e al mondo della natura: questa volta la meta è la giungla del Borneo. In conclusione, ricordiamo che nell’editoriale il Direttore Bertani ci prepara ad una nuova serie ambientata nella Roma repubblicana da lui ideata in collaborazione con Matteo Venerus e con i disegni di Emmanuele Baccinelli, in partenza proprio sulle pagine di Topolino la prossima settimana. Nello stesso numero farà il suo esordio anche Licia Troisi (nota scrittrice fantasy a cui è dedicato anche un articolo) in coppia con Francesco Artibani.

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Topolino 3383

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Andrex
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    Topolino 3383
    Mercoledì 23 Set 2020, 09:59:25
    Topolino numero 3383 finalmente in edicola!

    Copertina disegnata da Andrea Freccero e colorata da Andrea Cagol

    le storie di questo numero:

    - Paperbridge, capitolo 5 - IL LIBRO DEGLI ERRORI (Soggetto, sceneggiatura e disegni di Marco Gervasio)
    - Minni pret-a-porter - IN PASSERELLA, RAGAZZE! - Prima parte (Soggetto e sceneggiatura di Valentina Camerini - Disegni di Marco Mazzarello)
    - ARCHIMEDE E L'ASSISTENTE TALENTUOSO (Soggetto e sceneggiatura di Carlo Panaro - Disegni di Francesco Guerrini)
    - Vita da rock band - REGISTRARE UN DISCO (Soggetto e sceneggiatura di Giorgio Salati - Disegni di Emilio Urbano)
    -  PAPERINO E L'EFFETTO INGORDZILLA (Soggetto e sceneggiatura di Riccardo Pesce - Disegni di Federico Bertolucci)
    - ZIO PAPERONE E IL DEDALO INVISIBILE (Soggetto e sceneggiatura di Roberto Moscato - Disegni di Roberto Vian)

    Lo trovate in edicola anche insieme a 2 francobolli di paperino al prezzo maggiorato di 5,00€.


    Paperone non è tirchio, è solo prudente

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    Vito65
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      Re:Topolino 3383
      Risposta #1: Mercoledì 23 Set 2020, 23:38:53
      A conclusione di questa prima stagione di Paperbridge faccio i miei complimenti a Marco Gervasio per l'abilità con cui, dai pochi essenziali tratti dati da Guido Martina, abbia saputo creare e dare carattere e spessore psicologico al personaggio di Fantomius, e per la competenza con cui inserisce nei suoi racconti spunti desunti dal corpus martiniano e donrosiano, armonizzandoli perfettamente alle situazioni descritte nelle sue trame.
      « Ultima modifica: Mercoledì 23 Set 2020, 23:48:32 da Vito65 »

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      Manuel Crispo
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        Re:Topolino 3383
        Risposta #2: Giovedì 24 Set 2020, 09:10:21
        Ho avuto, almeno inizialmente, un certo grado di benevolenza per la saga di Fantomius: benevolenza che è andata scemando man mano che diminuiva l’indipendenza narrativa del progetto e aumentava il legame con le storie di Martina. Oggi appare evidente che Gervasio si consideri il “Don Rosa” del Professore. Al di là del mio disprezzo per la continuità fra le storie Disney e la mia non eccelsa considerazione di Rosa come artista, un pregio indubbio della Saga è la sua attenta pianificazione. Pianificazione che qui è mancante. Si procede a suon di citazioni, colpi di scena, lo stesso lavoro di taglia-e-cuci fatto da Rosa però fiaccamente, con qualche risibile tentativo di depistaggio (Quacky?), tensione narrativa inesistente, i disegni sono quello che sono... Mi sorprende sentir parlare di approfondimento psicologico, poi mi ricordo che nel fumetto Disney italiano effettivamente Fantomius (con questo young Fantomius mascherato da altro) è comunque un progetto ambizioso, per quanto danneggiato dall’evidente improvvisazione del tutto e dal livello crescente di fan service.
        Di che tipo di ambizione si tratta? La nuova gestione di Topolino vuole “fare il manga”, sta cercando di recuperare i lettori che col tempo sono passati a letture intrinsecamente più interessanti e immersive. Ho i miei dubbi che ci riuscirà. Paperbridge è il tentativo fallito di generare finalmente un’epica interna a Fantomius, a metà cede e finisce ancora una volta col parassitare il carisma di altri personaggi e altre storie, con un finale da serie CW che mi ha causato un certo imbarazzo.
        Chiudo con un piccolo fun fact: Paperbridge è il nome di un ponte di carta costruito nel Lake District in Cumbria. È sgargiante e ci si può camminare, ma è un’installazione temporanea.
        “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

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          Re:Topolino 3383
          Risposta #3: Giovedì 24 Set 2020, 09:31:57
          Io la penso all'opposto: Gervasio ha fatto uno studio enorme per creare queste vicende (anche per la saga di Fantomius), sia dal punto di vista storico che da quello del fumetto Disney. Perché non lodare tutte queste citazioni alla Saga di Don Rosa, alle storie vendicative del Paperinik di Martina e alle sue stesse storie come autore?
          tensione narrativa inesistente
          Credo invece che la tensione nell'aria di questa storia sia uno degli elementi portanti della trama.
          i disegni sono quello che sono
          Allora probabilmente non ti piace neanche lo stile del Maestro Giorgio Cavazzano, perché Gervasio, nel disegno, è molto ispirato a lui con personaggi tondeggianti, ambientazioni pulite...

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          Manuel Crispo
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            Re:Topolino 3383
            Risposta #4: Giovedì 24 Set 2020, 09:56:52
            i disegni sono quello che sono
            Allora probabilmente non ti piace neanche lo stile del Maestro Giorgio Cavazzano, perché Gervasio, nel disegno, è molto ispirato a lui con personaggi tondeggianti, ambientazioni pulite...

            Non sequitur. A parte che non vedo somiglianze tra lo stile di Gervasio, con le sue prospettive sballate e i personaggi tutti uguali, e quello di Cavazzano, chi dice che non debba piacermi Cavazzano solo perché Gervasio in qualche modo ci si ispira? Non cercare di indovinare i miei pensieri.

            Tralasciando il tuo giudizio sulla saga, che ti appartiene e non discuto, vorrei sapere in che consiste il lavoro enorme fatto da Gervasio. Gli errori storici partono dalla prima tavola, con tutte quelle macchine che nel 1903 non stanno né in cielo né in terra.

            “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

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            Filo Sganga
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              Re:Topolino 3383
              Risposta #5: Giovedì 24 Set 2020, 12:03:52
              Io devo dire la verità, ero sorpreso del progetto Paperbridge e ne ho apprezzato l'idea. Apprezzo anche la tendenza generale di trame più immersive e psicologiche, personaggi più approfonditi, e atmosfere da serie TV. In tutte le nuove storie promosse da Bertani per ora secondo me questa cosa è riuscita solo a metà. In questa storia in particolare ho visto sicuramente impegno e considero la storia molto meglio di molte altre blasonate che stanno uscendo sul topo, vedi quella di Minni(Per la quale ho un giudizio totalmente negativo). Però mi dispiace vedere un'operazione così importante e potenzialmente interessante riuscita solo a metà: la faccenda del bottone secondo me un pò buttata lì, alcuni dialoghi che potevano essere riusciti meglio e spiegati meglio e un finale con quel personaggio che entra in scena che non capisco: perchè lui, che c'entra? Ha un motivo oppure entra in scena per fare fan service?

              Perchè non ha presupposti da insegnante in nessuna storia che io ricordi. O magari mi sono perso qualcosa io.
              Mi piacerebbe in tutto questo una discussione educata e chiarificatrice anche da parte dell'autore, a cui riconosco sicuramente più meriti, tra cui il fatto di creare sempre un acceso dibattito nelle sue storie, il che è un segnale indubbiamente positivo.

              A me lo stile di disegno piace.

              Minni pret a porter come dicevo prima la boccio senza mezzi termini. Per me probabilmente non è il mio target, ma la vedo estremamente superficiale e forzata. I personaggi sono per il momento davvero macchiette  superficiali e bizzose col pilota automatico. Quasi un insulto per il mondo femminile.
              « Ultima modifica: Giovedì 24 Set 2020, 12:35:51 da Filo Sganga »

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                Re:Topolino 3383
                Risposta #6: Giovedì 24 Set 2020, 12:39:13
                 lo stile di Gervasio, con le sue prospettive sballate (...)
                 Non cercare di indovinare i miei pensieri.
                [/quote]

                "Prospettive sballate"? ehm...

                "Non cercare di indovinare i miei pensieri", detto da chi ha prima asserito che io mi ritengo "il Don Rosa di Martina" cercando d'indovinare i miei pensieri?

                Mi spiace ragazzi, questa volta mi tiro fuori e non partecipo alla discussione chiaramente provocatoria.

                (Filo, sì ovviamente quel personaggio alla fine ha un motivo ben preciso per essere lì... che potrai scoprire nella seconda stagione. Paperbridge è andato molto bene e ringrazio tutti voi e tutti i lettori che non sono qui. A presto.)

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                  Re:Topolino 3383
                  Risposta #7: Giovedì 24 Set 2020, 13:03:20
                  Io credo che Gervasio sin dai primi episodi della saga del "suo" Fantomius sia riuscito a mettere in evidenza la duplicità del personaggio, un nobile ricco che conosce e disprezza i difetti e i vizi della sua casta, e ruba sempre e solo ai loro danni. In effetti, non è un personaggio del tutto positivo, non ruba ai ricchi per dare ai poveri, ruba per la soddisfazione di farla in barba a chi lo sottovaluta. Non rinuncia ai suoi privilegi ma, quando mette la maschera, la maschera non lo nasconde, bensì rivela appieno questo altro aspetto della sua personalità.
                  Secondo me, in Paperbridge Gervasio è riuscito a mostrare il percorso psicologico che porterà Fantomius ad essere un personaggio "doppio", un uomo complesso con un lato oscuro della sua personalità, ed è riuscito, in particolare, ad evidenziare il conflitto interiore del nobile che apprezza un mondo diverso dal suo ma non intende rinunciare al suo status, tanto che, da adulto, sceglierà di vivere appieno questa sua duplicità, e ne farà un caratteristica saliente della sua vita.
                  Come ho già scritto nel precedente post, io apprezzo le citazioni e i rimandi a Martina e a Don Rosa: a qualcuno potranno legittimamente non piacere, ma mi sembra che siano sempre sapientemente dosati, mai stonati o in contraddizione fra loro, e questo mi sembra frutto di studio e di approfondimento, il che è a mio parere, meritevole.
                  « Ultima modifica: Giovedì 24 Set 2020, 13:32:18 da Vito65 »

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                  salimbeti
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                    Re:Topolino 3383
                    Risposta #8: Giovedì 24 Set 2020, 13:32:02
                    Io credo che Gervasio sin dai primi episodi della saga del "suo" Fantomius sia riuscito a mettere in evidenza la duplicità del personaggio, un nobile ricco che conosce e disprezza i difetti e i vizi della sua casta, e ruba sempre e solo ai loro danni. In effetti, non è un personaggio del tutto positivo, non ruba ai ricchi per dare ai poveri, ruba per la soddisfazione di farla in barba a chi lo sottovaluta.

                    Infatti è questo il Fantomius "originale" così come inteso da Martina. Non un moderno Robin Hood ma un ladro per proprio conto che appunto ruba ai ricchi che lo snobbano e lo sottovalutano. Gentiluomo perchè compie i propri furti con destrezza senza commettere "crimini violenti" sullo stile per esempio di Arsenè Lupin.
                    La questione del "ruba ai ricchi per dare ai poveri"  è stata un' aggiunta forzata ed una interpretazione  moderna dovuta alle restrizioni imposte agli autori e alla redazione dall' attuale politically Correct. Poi per carità  può anche succedere che compia qualche azione  filantropica  ma non è questo lo scopo principale dei suoi furti.

                    *

                    Manuel Crispo
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                      Re:Topolino 3383
                      Risposta #9: Giovedì 24 Set 2020, 14:49:42
                      in Paperbridge Gervasio è riuscito a mostrare il percorso psicologico che porterà Fantomius ad essere un personaggio "doppio", un uomo complesso con un lato oscuro della sua personalità, ed è riuscito, in particolare, ad evidenziare il conflitto interiore del nobile che

                      Se parliamo di un percorso psicologico, non potrei essere meno d'accordo. Sappiamo molto del passato di Quackett. Lo abbiamo visto bambino opporsi subito alla rigidità dei membri del suo ceto, sappiamo come è nato il costume, a chi si è ispirato per divenire un ladro, abbiamo visto la prima volta che si è mascherato, la sua prima missione di ladro. Qui Quackett è un personaggio completamente diverso, si comporta come quei nobilastri che ha sempre disprezzato senza che il suo comportamento sia spiegato, come se l'autore avesse rimosso dalla memoria i flashback con cui ha (a questo punto inutilmente) appesantito le sue ultime storie.

                      io apprezzo le citazioni e i rimandi a Martina e a Don Rosa: a qualcuno potranno legittimamente non piacere, ma mi sembra che siano sempre sapientemente dosati, mai stonati o in contraddizione fra loro

                      Anche qui, dissento. Ogni nuova avventura di Fantomius presenta un maggior numero di elementi esterni introdotti forzatamente. Paperone con le sue sorelle, il fantasma di Notre Duck, la pepita uovo d'anatra e così via. In questa saga ce ne sono ben due, entrambi problematici:
                      Spoiler: mostra
                       la scuola del Krimen, che vabbé, come fa Krimen a stare a Londra nel 1903, aveva 200 anni nel 1971?; e il personaggio misterioso, anche qui troppo presto, ogni volta il loro incontro viene spostato sempre più indietro, va a finire che si conoscono fin dall'asilo
                      . Non vedo dosaggi sapienti qui, stiamo parlando non di semplici citazioni ma di pilastri su cui si regge la trama, nel primo caso di Paperbridge, nel secondo di tutta la saga di Fantomius.

                      Sui disegni, appoggio qui una vignetta presa dalla seconda o terza pagina del primo episodio.



                      In questa vignetta, Quacky è alto circa quanto la ruota dell'auto (stiamo parlando di un diametro apparente di circa mezzo metro) e salta con disinvoltura da un'altezza pari a quasi la sua altezza. Il disegno dell'automobile è anche molto impreciso per quanto riguarda gli sportelli: quello anteriore si prolunga fino alla cornice di legno, mentre quello posteriore è più corto di svariati centimetri lasciando uno spazio evidente. Anche le linee sono abbastanza storte, e non si capisce come possa lo sportello rimanere chiuso. Trascurando il fatto che quel modello di Rolls-Royce viene da 25 anni nel futuro.
                      “O con amore o con odio, ma sempre con plutocratica sicumera”.

                      *

                      MG
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                        Re:Topolino 3383
                        Risposta #10: Giovedì 24 Set 2020, 15:41:43
                        Da quando Quackett era un bambino con le sue certezze a quando è divenuto Fantomius in età adulta (con altre certezze) c'è tutto un lungo percorso anche di psicologia interiore che ha attanagliato la sua adolescenza (anche io da bambino ero in un modo, poi da ragazzo mi sono uniformato al gruppo di amici, poi sono cambiato di nuovo... è la vita). Chi avrà voglia di seguire la seconda stagione (in tanti per fortuna)  avrà modo di vedere questo cambiamento evolutivo interno al personaggio.
                        Grazie a Vito, Flash e gli altri per i complimenti.
                        Non commento la vignetta "sbagliata" presentata da Crispo (con le gravi imprecisioni sugli sportelli) se non confermandogli che ha ragione, non so disegnare e sbaglio tutte le prospettive come afferma risoluto. È risaputo. Per fortuna su Topolino ci sono tantissimi altri disegnatori più esperti e precisi di me e potrà appassionarsi con i loro disegni.
                        Un caro saluto, a presto.
                        « Ultima modifica: Giovedì 24 Set 2020, 15:46:26 da MG »

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                          Re:Topolino 3383
                          Risposta #11: Giovedì 24 Set 2020, 16:31:14

                          Se parliamo di un percorso psicologico, non potrei essere meno d'accordo. Sappiamo molto del passato di Quackett. Lo abbiamo visto bambino opporsi subito alla rigidità dei membri del suo ceto, sappiamo come è nato il costume, a chi si è ispirato per divenire un ladro, abbiamo visto la prima volta che si è mascherato, la sua prima missione di ladro. Qui Quackett è un personaggio completamente diverso, si comporta come quei nobilastri che ha sempre disprezzato senza che il suo comportamento sia spiegato, come se l'autore avesse rimosso dalla memoria i flashback con cui ha (a questo punto inutilmente) appesantito le sue ultime storie.
                           
                          Il fatto che da bambino si opponeva alla rigidità del membri del suo ceto non significa che da teenager non abbia cambiato atteggiamento e si sia adeguato ad un comportamento aristocratico e spocchioso, le persone modificano i tratti caratteriali nel corso della loro vita a seguito di amicizie, ambienti sociali, condizionamento parentale ec.. (anche io a 6 anni ero troppo irrequieto, poi a 15 ero troppo tranquillo , a 25  troppo arrogante e spericolato, poi a trenta più serio ed ora di nuovo più tranquillo ma poco serio come da teenager...)  nel caso di Lord Quackett lo "spirito ribelle della fanciullezza" è ancora presente , assopito ma presente visto che da subito inizia a non gradire molto gli atteggiamenti troppo bulleschi dei suoi amici. Questo è un percorso psicologico che altro dovrebbe essere! 



                          Anche qui, dissento. Ogni nuova avventura di Fantomius presenta un maggior numero di elementi esterni introdotti forzatamente. Paperone con le sue sorelle, il fantasma di Notre Duck, la pepita uovo d'anatra e così via. In questa saga ce ne sono ben due, entrambi problematici:
                          Spoiler: mostra
                           la scuola del Krimen, che vabbé, come fa Krimen a stare a Londra nel 1903, aveva 200 anni nel 1971?; e il personaggio misterioso, anche qui troppo presto, ogni volta il loro incontro viene spostato sempre più indietro, va a finire che si conoscono fin dall'asilo
                          . Non vedo dosaggi sapienti qui, stiamo parlando non di semplici citazioni ma di pilastri su cui si regge la trama, nel primo caso di Paperbridge, nel secondo di tutta la saga di Fantomius.
                          In base a quale regola sono  Introdotti forzatamente? Questo dipende dal gusto personale è chiaro che se un lettore  non gradisce i richiami a personaggi di altre storie e di altri autori o i collegamenti filologici qualsiasi cosa può essere forzata. Cosa vuol dire pilastri su cui si regge la trama? La maggior parte dei personaggi inseriti della saga di Fantomius facevano parte della trama della storia come appunto il Fratello (primo fantasma della cattedrale) o il duca pazzo avo della famiglia Quackett, o lostesso Paperone che torna in incognito per pochi giorni. Poi ci sono giustamente anche dei veloci richiami a personaggi che in quel periodo erano presenti a Paperopoli o erano parenti di personaggi principali.
                          Per quanto riguarda le età dei personaggi non necessariamente (a meno di indicazioni precise ) le storie devono essere immaginate come ambientate nel periodo della loro pubblicazione , per chi decide di "immaginarsi" una sequenza di situazioni filologiche temporali (tipo Don Rosa per intenderci) è chiaro che se decide di approfondire un personaggio nel 1903 la  futura situazione in cui viene citato non va immaginata nell'anno della pubblicazione del Topolino. Poi quando mai ci si è fatto problema nelle storie Disney  della logica età dei personaggi ...Paperone è assodato che ha fatto la corsa all'oro nel Klondike ...quindi anche lui nelle storie di oggigiorno dovrebbe avere 200 anni? Oppure non si possono più fare avventure ambientate durante la corsa all'oro nel Klondike di fine 800?...Stessa cosa per praticamente tutti i personaggi

                          Sui disegni, appoggio qui una vignetta presa dalla seconda o terza pagina del primo episodio.



                          In questa vignetta, Quacky è alto circa quanto la ruota dell'auto (stiamo parlando di un diametro apparente di circa mezzo metro) e salta con disinvoltura da un'altezza pari a quasi la sua altezza. Il disegno dell'automobile è anche molto impreciso per quanto riguarda gli sportelli: quello anteriore si prolunga fino alla cornice di legno, mentre quello posteriore è più corto di svariati centimetri lasciando uno spazio evidente. Anche le linee sono abbastanza storte, e non si capisce come possa lo sportello rimanere chiuso. Trascurando il fatto che quel modello di Rolls-Royce viene da 25 anni nel futuro.
                          Ma queste osservazioni sono applicabili a moltissimi  disegnatori di storie Disney, non stiamo valutando i disegni che devono per forza essere iper realistici di TEX o Martin Mistere o Diabolik. Le macchine di Sciarrone in fast Michey per esempio sono sproporzionate inventate ed assurde, anche alcune vignette o scene disegnate da Carpi e Scarpa erano in alcuni casi sproporzionate, storte o con una prospettiva strana, stessa cosa per diverse vignette di Barks.  Dove invece hai ragione è che Gervasio non ha ben realizzato che le auto del 1903 non potevano essere simili a quelle che normalmente rappresentava nella saga degli anni 20, in ogni caso compaiono solo nelle scene iniziali della prima storia ed essendosi reso conto della svista sicuramente nelle prossime serie di avventure farà più attenzione a rapprentare auto dei primi del 1900
                          « Ultima modifica: Giovedì 24 Set 2020, 16:44:02 da salimbeti »

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                            Re:Topolino 3383
                            Risposta #12: Giovedì 24 Set 2020, 17:00:27

                            Non commento la vignetta "sbagliata" presentata da Crispo (con le gravi imprecisioni sugli sportelli) se non confermandogli che ha ragione, non so disegnare e sbaglio tutte le prospettive come afferma risoluto. È risaputo. Per fortuna su Topolino ci sono tantissimi altri disegnatori più esperti e precisi di me e potrà appassionarsi con i loro disegni.
                            Un caro saluto, a presto.
                            Bravo è la risposta che infatti darebbe qualsiasi  artista e sceneggiatore di talento!
                            I mediocri invece si offenderebbero cercando di dimostrare che loro opere sono indubbiamente "perfette"

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                              Re:Topolino 3383
                              Risposta #13: Giovedì 24 Set 2020, 17:50:21
                              Un numero con un tot di storie buone, una meravigliosa e un ultima banale.
                              Prima di leggere a quale di queste categorie appartengono secondo me le varie storie del numero, provate un po' a indovinare.
                              Ebbene, Paperbridge è la storia meravigliosa, nonché apice del numero. Ho apprezzato tantissimo questo e gli episodi precedenti perché si tratta di una trama perfetta e ricca di citazioni, come
                              Spoiler: mostra
                              la sursum corda degli anelli di Cagliostro e il professore di latino Krimen della storia martiniana
                              e colpi di scena, come invece
                              Spoiler: mostra
                              l'arrivo di Cuordipietra Famedoro, classico nemico del futuro Fantomius (oltre che di Paperone),
                              e il fatto che la trama sia chiaramente sospesa con la conferma di una seconda stagione. Di questa cosa sono contentissimo! Così adesso non solo il Grande Marco continuerà a sfornarci regolarmente storie di Paperinik e di Fantomius adulto, ma anche la gioventù di quest'ultimo diventerà qualcosa di regolare sul Topolino. E spero non solo lì: aspetto con soddisfazione le ristampa di Paperbridge da qualche parte. E ora che so che questi 5 capitoli sono solo l'inizio, presumo che la saga verrà ristampata in Definitive, più che altro per dare uniformità con Fantomius visto che le due saghe sono collegatissime: magari possono inserirla proprio in volumi col titolo "Fantomius" e dunque renderli proprio parte della saga, perché in fondo c'erano i capitoli "Il nobile dietro la maschera" e "Dolly Paperika" che parlavano del passato di Fantomius. Tutto ciò per dire che sono felicissimo di ciò che questo autore ci fa vivere con queste forti sensazioni nelle sue trame e questa miticissima continuity e non vedo l'ora di poter leggere nuove storie su Topolino dedicate ai Due Vendicatori e alla giovinezza di uno di loro, ma anche di poter ammirare tutta la produzione di MG in Definitive (Fantomius e Paperbridge) e su Topolino Extra (forse per Paperinik sceglieranno questa modalità di ristampa, ma qui per me è indifferente: sarei contento se fosse qui, come lo sarei se fosse nel formato brossurato Definitive).
                              Sulla storia di Minni non mi esprimo troppo perché ovviamente non è il mio genere. Generalmente però questa seconda storia non è molto coinvolgente. Poi magari mi sbaglio e a una lettrice può entusiasmare.
                              La storia di Archimede è abbastanza riuscita per la sceneggiatura e molto riuscita per i caratteristici disegni di Guerrini.
                              Vita da rock band è la storia banale del numero e non convince in nulla, purtroppo neanche nei disegni.
                              La storia di Paperino è una storia molto riuscita e divertentissima. Vedere Ciccio così grande è un qualcosa che mi ha fatto ridere non ho appena ho realizzato le conseguenze. Ecco, così devono essere le storie comiche! Oppure anche meglio, quando abbiamo Faccini! :))
                              L'ultima storia, con Zio Paperone e nipoti come protagonisti, è molto particolare nella trama, anche se avrei voluto ulteriori dettagli sulla spiegazione di ciò che accade. Sicuramente è una storia bella e avvincente, se vogliamo. I disegni di Roberto Vian sono una garanzia.
                              Anche la one-page finale, per la quale questa volta si passa da Faccini a Coppola, è molto divertente.
                              Numero che vi consiglio assolutamente per il finale di Paperbridge!

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                              Andy392
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                                Re:Topolino 3383
                                Risposta #14: Giovedì 24 Set 2020, 18:01:42
                                Dove viene segnato che Paperbridge è ambientato nel 1903?



                                 

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