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Topolino 3391 - Recensione di Simone Devoto

Il progetto di Marco Gervasio con la saga di Fantomius è senza dubbio ambizioso nel suo tentativo di creare un solido universo narrativo a sé stante dipanato su diverse storie interconnesse tra loro. Il suo merito maggiore, forse, è aver usato il trucco del ladro gentiluomo per riproporre al pubblico moderno le atmosfere del Paperinik delle origini, il diabolico vendicatore di Martina che da troppo tempo aveva completamente lasciato il passo a un semplice vigilante mascherato al servizio della giustizia. Sull’onda del successo di questa serie è di un anno fa la decisione di affidare a Gervasio l’intera gestione del personaggio di Paperinik sul settimanale, con l’obiettivo di creare una maggiore coerenza narrativa e una continuity, nei limiti del possibile, con le avventure originali del Professore. Si inserisce in questo filone la storia di apertura di questo numero, il primo episodio di Caccia a Paperinik, con Davide Cesarello alle matite. La storia, come le altre successive al “reboot” dell’eroe mascherato, si pone in stretto collegamento con una delle avventure classiche di Paperinik: La bella addormentata. Zio Paperone cerca infatti di acquistare per la seconda volta il quadro che era stato motore della vicenda originale, ma le cose vanno storte e a farne le spese è proprio Paperino, dal momento che il dipinto è stato (di nuovo!) rubato dal museo che lo custodiva: un innocente Paperinik rimane incastrato come colpevole. Le premesse della storia sono interessanti: lo spunto di Paperinik ricercato dalla polizia non è certo del tutto inedito ma è un tema che da tempo manca sul settimanale e che rende più delicata, e potenzialmente più avvincente, la gestione da parte di Paperino della sua doppia identità. Anche i riferimenti a Martina assumono un ruolo più secondario rispetto ad altre avventure dello stesso ciclo diventando così funzionali alla storia, senza che avvenga il contrario come in certe occasioni nel passato. Si attende dunque ora la prossima puntata, in cui sarà interessante osservare come e se Paperino riuscirà a gestire in sinergia le sue due identità, messe l’una contro l’altra dalle circostanze. Chi ha incastrato Paperinik? Troviamo a seguire la seconda puntata di Sir Topleton e la sfida al Grande Bianco. Continua in questo numero la riproposizione in salsa Disney della spedizione di Ernest Shackleton, che nel 1914 si era posto come obiettivo l’attraversamento dell’Antartide, seguendo sempre in maniera piuttosto fedele i reali avvenimenti storici. La vicenda viene presentata da Sergio Cabella come una serrata sequenza di eventi, talvolta separati da una significativa distanza temporale, dando quasi la sensazione di leggere degli estratti di un diario di bordo. Questa struttura fa sì che la trama cada a tratti in secondo piano, rendendo veri protagonisti della vicenda i paesaggi e le sensazioni. Magistrali le meravigliose illustrazioni di Paolo Mottura, il cui tratto si adatta benissimo alla rappresentazione di ambienti e situazioni estreme come possono essere quelle delle esplorazioni polari. Il secondo episodio copre il duro inverno affrontato dall’equipaggio, la partenza via mare al disgelo sulle scialuppe e il finale approdo a Elephant Island. La prossima settimana scopriremo come i nostri marinai saranno riusciti ad affrontare le insidie del viaggio, forse per loro meno congeniale, sulla terraferma. Come nell’episodio precedente, sono assenti redazionali di accompagnamento sulla vera storia dell’Endurance: un vero peccato, visto che sicuramente avrebbero impreziosito l’esperienza di lettura. Le meravigliose atmosfere antartiche catturate da Mottura Tra le brevi ritroviamo un nuovo episodio di X-Music, una serie che si sta dimostrando un buon compromesso per portare i VIP su Topolino in maniera non troppo invasiva, relegandoli a storie che, senza particolari pretese, cercano di strappare un sorriso facendo allo stesso tempo da vetrina ai personaggi paperizzati in questione. Pippo e il buon uso del sovrappiù elettrico, di Giorgio Fontana e Gianfranco Florio lascia poco a lettura ultimata, se non un po’ di confusione sul funzionamento della corrente elettrica a Topolinia, mentre Paperino fotografo espressivista, sceneggiata da Paul Halas, è un’ottima breve dal sapore classico, rafforzata dalla presenza di Marco Rota ai disegni. Fa strano ritrovare così spesso il suo tratto su un Topolino che tanto ha puntato sul “ringiovanimento” dello stile, ma si tratta di un’eccezione più che benvenuta. Topolino e l’avventura della Minni alata, con Roberto Gagnor ai testi e Valerio Held ai disegni, rappresenta un nuovo episodio de La storia dell’arte di Topolino, sicuramente non uno dei più riusciti. Il furto dell’opera da parte di Gambadilegno e Trudy diventa il pretesto per una lezione di storia da parte di un ologramma sulle vicissitudini della statua stessa. L’episodio presenta gli anacronismi e la commistione di eventi passati e futuri tipici di tante storie di Gagnor, che però stonano particolarmente in una storia che avrebbe lo scopo principale di essere educativa. Ad una versione romanzata di eventi reali se ne affiancano altri completamente fittizi, ponendo il lettore in difficoltà nel distinguere la realtà dalla fantasia. Conclude il numero una piacevole sorpresa, Paperoga e il sonnambulismo risolutore, di Giulio D’Antona e Carlo Limido. Si tratta di una storia che fornisce uno spaccato di vita urbana paperopolese e che ricorda molto nella struttura le brevi degli anni Novanta. A spiccare è una buona caratterizzazione di Paperoga, con la sua iperattività e incapacità di mantenere la concentrazione troppo a lungo su uno stesso progetto. Nel complesso, Topolino 3391 è un buon numero, nella media dell’ultimo periodo. Sebbene non brilli certo per le brevi, troviamo un promettente inizio della nuova storia a puntate di Paperinik e un’ottima continuazione de La sfida al Grande Bianco, che da sole meritano di considerare l’acquisto dell’albo nell’attesa, tra una settimana, della loro continuazione.

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Tiratura Topolino

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Volkabug
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    Re:Tiratura Topolino
    Risposta #1455: Sabato 18 Apr 2020, 10:28:54
    Che poi la quotidianità, se ben descritta nelle sue varie sfaccettature, può essere vista come plot per adulti mentre i marziani o i viaggi intergalattici, se utilizzati più come fumo che arrosto, come plot per bambini.

    In teoria sì, ma io mi riallaccio a quanto ha affermato il direttore nella recente intervista su The Fisbio Show: i bambini di oggi non sono quelli del Topolino Junior, io per primo che mi ritengo cresciuto a 23 anni, quando ero bambino e compravo il Topo dell'era Muci mi sono disabbonato molto presto, verso i 9-10 anni, perché preferivo le storie dei Classici e Grandi Classici... a quell'età non ero certo un paperseriano edotto che osanna Gottfredson e Barks! I bambini di oggi poi hanno contenuti potenzialmente infiniti a portata di pollice con gli smartphone, sono ben più smaliziati... quindi non dico di adeguarsi allo stile dei video di YouTube, ma banalmente, nei limiti del politically correct, scrivere avventure più complesse, con "più arrosto che fumo" e più messaggi educativi anche (come il buon Bertani auspicava), significa catturare la loro attenzione. Perché di fatto i contenuti dell'internet sono molti, variegati e attirano, ma anche lì manca l'"arrosto", quello che il Topo ogni tanto sa dare!
    « Ultima modifica: Sabato 18 Apr 2020, 10:53:27 da Volkabug »
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      Re:Tiratura Topolino
      Risposta #1456: Lunedì 25 Mag 2020, 17:00:12
      Riferendosi anche all'ottima intervista del buon Fisbio a Bertani, che dice che Topolino ancora vende molto, quanto vende? Quanto secondo voi ha influito il nuovo direttore sulla tiratura e sulle vendite? Ultimamente vedo Topolino sempre più pop, sempre più sulla bocca di tutti che ne parlano, e l'impressione è quasi che stia avvenendo seppur molto tenue una piccola rinascita. E' solo una mia impressione?

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        Re:Tiratura Topolino
        Risposta #1457: Lunedì 25 Mag 2020, 17:25:15
        Riferendosi anche all'ottima intervista del buon Fisbio a Bertani, che dice che Topolino ancora vende molto, quanto vende? Quanto secondo voi ha influito il nuovo direttore sulla tiratura e sulle vendite? Ultimamente vedo Topolino sempre più pop, sempre più sulla bocca di tutti che ne parlano, e l'impressione è quasi che stia avvenendo seppur molto tenue una piccola rinascita. E' solo una mia impressione?

        Pur non essendo un grande fan di questo nuovo corso, la mia sensazione è comunque che si stia facendo breccia nei cuori dei più piccoli, soprattutto con le nuove saghe di Qui Quo Qua; probabilmente quindi un certo aumento di vendite ci sarà, favorito anche dai numerosi gadget. La sensazione inoltre che ultimamente Topolino sia sulla bocca di tutti la condivido anch'io, sebbene comunque penso che l'isolamento obbligato di questi mesi abbia in un certo senso favorito l'acquisto di un passatempo rilassante e rassicurante come Topolino.
        Luca Giacalone

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          Re:Tiratura Topolino
          Risposta #1458: Mercoledì 3 Giu 2020, 12:52:12
          Sarebbe bello avere dei dati più ufficiali...

          Riferendosi anche all'ottima intervista del buon Fisbio a Bertani, che dice che Topolino ancora vende molto, quanto vende? Quanto secondo voi ha influito il nuovo direttore sulla tiratura e sulle vendite? Ultimamente vedo Topolino sempre più pop, sempre più sulla bocca di tutti che ne parlano, e l'impressione è quasi che stia avvenendo seppur molto tenue una piccola rinascita. E' solo una mia impressione?

          Pur non essendo un grande fan di questo nuovo corso, la mia sensazione è comunque che si stia facendo breccia nei cuori dei più piccoli, soprattutto con le nuove saghe di Qui Quo Qua; probabilmente quindi un certo aumento di vendite ci sarà, favorito anche dai numerosi gadget. La sensazione inoltre che ultimamente Topolino sia sulla bocca di tutti la condivido anch'io, sebbene comunque penso che l'isolamento obbligato di questi mesi abbia in un certo senso favorito l'acquisto di un passatempo rilassante e rassicurante come Topolino.

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          Max
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            Re:Tiratura Topolino
            Risposta #1459: Mercoledì 1 Lug 2020, 11:56:04
            In realtà non è difficile comprendere i motivi delle variazioni di tiratura in diverdi periodi dell'anno. Anche in mancanza di contenuti speciali, durante l'estate e le vacanze natalizie (e questo fin dall'anteguerra) si vende abbastanza di più, per ovvie ragioni, perciò è perfettamente normale che la tiratura si adegui.
            Ma quello che vorrei porre alla vostra attenzione è un altro dato, forse passato un po' in sordina: nella sua recente intervista, De Vita ha parlato di 30000 copie: possibile che oggi sia questa la vendita (o, peggio, la tiratura) di Topolino? Se così fosse, vorrebbe dire che dal 2013, anno in cui venne divulgata, se non ricordo male, una diffusione dell'ordine delle 100000/120000 copie, con una vendita verosimilmente non inferiore alle 80000 circa. Se fosse confermato, vorrebbe dire che in tutto sommato pochi anni c'è stato un vero tracollo, superiore alle peggiori aspettative.

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              Risposta #1460: Lunedì 7 Dic 2020, 00:13:33
              Da quanto detto da Alex Bertani dalla live di oggi, la quarantena non ha incrementato particolarmente le vendite però sono aumentati gli abbonamenti a causa della difficoltà a raggiungere le edicole. Mi ha sconcertato quando ha detto che dopo diversi anni sotto Panini, quest'anno il settimanale chiuderà il bilancio in positivo. Significa che prima la situazione era davvero grigia!   :'(



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                Risposta #1461: Lunedì 7 Dic 2020, 02:41:53
                Da quanto detto da Alex Bertani dalla live di oggi, la quarantena non ha incrementato particolarmente le vendite però sono aumentati gli abbonamenti a causa della difficoltà a raggiungere le edicole. Mi ha sconcertato quando ha detto che dopo diversi anni sotto Panini, quest'anno il settimanale chiuderà il bilancio in positivo. Significa che prima la situazione era davvero grigia!   :'(
                Non credo si riferisse ad un bilancio economico negativo (altrimenti la testata sarebbe stata da chiudere), ma ad un trend per cui ogni anno si perdevano acquirenti, pur restando il bilancio positivo, mentre finalmente in questo 2020 se ne sono guadagnati, aumentando le vendite rispetto all'anno scorso.

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                  Re: Tiratura Topolino
                  Risposta #1462: Giovedì 24 Dic 2020, 22:55:22
                  Questo Paese è abituato a tirar su i bambini come ignoranti e/o imbecilli.
                  Non esistono più attività ludico-educative, basta schiaffare i piccoli davanti ad un monitor (vuoi che sia una TV, un PC, un tablet, o cos'altro). Non si insegna più a leggere. Anzi, non si insegna più a VOLER leggere. Perciò, un passatempo che implichi lettura, implica uno sforzo non strettamente necessario, e si preferisce qualcosa di più semplice, ma- ahimè!- anche più lobotomizzante.
                  Siamo diseducati alla lettura fin da piccoli, questo è il problema. Probabilmente anche i contenuti hanno un proprio ruolo in questa discesa vertiginosa, ma credo che si tratti pur sempre di una percentuale esigua.

                  Siamo un popolo che sta allevando gente ignorante, ecco qual è il problema. E anche se non si trattasse del problema maggiore, rimane pur sempre il primo in ordine cronologico. TUTTO dipende dall'infanzia, dalla scuola; un ambiente dove non è più permesso educare, dove la strada più semplice è diventata- chissà perchè- la migliore (ve lo dice uno che ha in casa due maestre che hanno praticamente le braccia legate) e dove da essere insegnanti si è passati all'essere babysitter (con il dovuto rispetto anche per questa categoria).

                  Educhiamo alla lettura. Educhiamo!
                  Così che la gente possa finalmente decidere cosa leggere. Perchè l'importante (ed è ciò che manca oggi) è proprio questo, e lo ribadisco: la voglia di leggere!
                  Scusate il necropost. Da ex bambino che ha iniziato a leggere prestissimo, e con avidità (non avevo ancora cinque anni) mi sento di condividere in toto il tuo post. Infatti spesso non mi riconosco un simile di quelli che descrivi. Il problema è essenzialmente educativo, è verissimo
                  Perchè di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni. Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile. Il globalismo è un'ideologia maligna che combatto fieramente da anni, e nulla mi farà cambiare idea

                   

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