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Topolino 3395 - Recensione di Simone Devoto

Quella delle festività natalizie è un’opportunità per molti lettori occasionali di tornare tra le pagine dei fumetti Disney, cercando al loro interno un po’ di magia del Natale: non è infatti casuale l’incredibile successo di testate come Natalissimo, recentemente confermato in un’intervista dal direttore Alex Bertani. Tutto questo rende il Natale un’ottima occasione per Panini di mettere in vetrina la propria produzione fumettistica Disney, sia tramite uscite aggiuntive dedicate, sia con le tradizionali storie a tema su Topolino. Sul settimanale le feste di Natale iniziano a partire da questa settimana, come anticipato dalla calda e bellissima copertina illustrata da Andrea Freccero, che riprende la tradizione delle copertine componibili natalizie suddivise su più numeri, e dall’indice stesso del volume. Già in apertura troviamo infatti la prima parte di Topolino e le piccole verità del Natale, prima storia natalizia di Marco Nucci e terza apparizione del personaggio di Mister Vertigo, questa volta nuovamente con i disegni di Fabrizio Petrossi. Dopo due storie incentrate sul potere distruttivo di frottole e fake news, in questa occasione verrà dimostrato che anche la verità, se gestita in maniera superficiale, può risultare pericolosa. In una Topolinia ancora scossa dagli eventi descritti nelle precedenti avventure della serie è infatti stata indetta una “festa della sincerità” in vista del Natale, con l’obiettivo apparente di sensibilizzare la cittadinanza contro la facile diffusione di notizie false, ma con l’effetto di creare tensione in vista delle feste. Un approccio interessante considerato il contesto natalizio della storia, che fa attendere con buone aspettative la seconda puntata. Le precedenti storie di Mister Vertigo, dopo un’idea di partenza molto accattivante e una prima parte coinvolgente, si erano dimostrate un po’ deboli e frettolose nella risoluzione finale: ci auguriamo che, la prossima settimana, la conclusione di questa terza prova rappresenti finalmente l’occasione per questo nuovo antagonista di “spiccare il volo”. Quest’anno il Natale a Topolinia sembra all’insegna della tensione… A seguire troviamo Gamba e i Lucciconi di Natale, interamente scritta e disegnata da Giuseppe Zironi. Si tratta di una vicenda natalizia dalla struttura più classica, in cui Pietro scopre un suo lato buono e trova redenzione nei buoni sentimenti. Per quanto, descritta in questo modo, possa sembrare una storia che sa tanto di già visto, sia per la tematica che per la rilettura di Gambadilegno in una luce positiva, l’esecuzione da parte di Zironi è ottima e riesce veramente a catturare quella “magia del Natale” descritta in precedenza nascosta tra le pagine dei fumetti. Si tratta di una lettura fresca e piacevole, che non risulta appesantita dalla facile retorica che spesso affligge questo tipo di storie. Anche Zio Paperone e l’energia sentimentale, sceneggiatura e disegni di Marco Rota, è una storia molto classica che declina, in una sua ennesima versione moderna, il Canto di Natale di Dickens. Il tema, decisamente non inedito, non viene però in questo caso riscattato da un’esecuzione appesantita da un particolare gusto per il fantastico e per l’assurdo, lasciandoci dunque con una storia che, pur immergendoci nello spirito delle feste, non risulta memorabile. A chiudere il numero troviamo Zio Paperone e il fantomatico ipergigacolossaliardo, di Giorgio Fontana e Nicola Tosolini, e Filo & Brigitta e i tesori di serie B: Il tosaerba di Attila, di Roberto Gagnor e Nico Picone. La prima è un’ottima riempitiva incentrata sugli improbabili nomi di numeri che siamo ben abituati a leggere su Topolino per descrivere le incalcolabili ricchezze paperoniane e che da tempo abbiamo smesso questionare, capace di strappare più di una risata mentre seguiamo Paperone nella sua caccia a una nuova cifra. Il nuovo episodio dei Tesori di serie B si trova invece in linea con le altre storie di questa serie, con una trama nel complesso buona ma appesantita da un umorismo eccessivamente basato su anacronismi e citazioni a elementi di cultura popolare. Topolino 3395 è nel complesso un ottimo numero, con piacevoli storie prevalentemente a tema natalizio che ci immergono già nel clima delle feste. La prossima settimana, Topolino 3396 ci porterà nel vivo delle celebrazioni, soprattutto con la conclusione di Topolino e le piccole verità del Natale. Il Natale secondo Pietro

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Topolino 3395

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Grande Tiranno
Pifferosauro Uranifago
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    Topolino 3395
    Mercoledì 16 Dic 2020, 14:49:37
    Indice:
    Copertina (disegno: A. Freccero, colori: A. Cagol)
    Che aria tira a... Paperopoli (testi e disegni: S. Ziche)
    Topolino e le piccole verità del Natale - episodio 1 (testi: M. Nucci, disegni: F. Petrossi)
    Gamba e i lucciconi di Natale (testi e disegni: G. Zironi)
    Zio Paperone e l'energia sentimentale (testi e disegni: M. Rota)
    Zio Paperone e il fantomatico ipergigacolossaliardo (testi: G. Fontana, disegni: N. Tosolini)
    Filo & Brigitta e i tesori di serie B: il tosaerba di Attila (testi: R. Gagnor, disegni: N. Picone)
    Paperino & Paperoga di male in campeggio - questione di capienza (testi e disegni: N. Tosolini) - storia da una pagina



    L'albo ha 164 pagine (compresa copertina, seconda, terza e quarta di copertina). In omaggio è abbinato un poster natalizio con le copertine ad opera di Freccero dei numeri 3343 e 3344.

    Ciao!

    Il Grande Tiranno
    « Ultima modifica: Venerdì 18 Dic 2020, 16:03:36 da Grande Tiranno »
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    Micio Nero
    Evroniano

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      Re:Topolino 3395
      Risposta #1: Mercoledì 16 Dic 2020, 16:03:36
      La storia d'apertura sinceramente non mi piace molto... capisco che è un mondo di fantasia e che la storia è realizzata per un pubblico non proprio adulto ma, senza spoilerare troppo, a Topolinia sono davvero tutti così tonti? Mah!

      D'altro canto, la storia con protagonista Gambadilegno mi è piaciuta davvero un sacco! Bello vederlo protagonista unico in una storia dove non c'è il solito, scontato conflitto con Topolino.

      Sulla storia di Rota poco da dire, non è il mio autore/disegnatore preferito, e le storie a quattro strisce per pagina non funzionano su una rivista del formato di Topolino (e dico questo dopo aver letto la versione digitale su uno schermo da 22", sul Topo cartaceo le vignette sono probabilmente microscopiche...). Perchè pubblicare una storia straniera di 17 anni fa quando c'è tanto talento casalingo da poter utilizzare?

      La storia di Fontana/Tosolini è simpatica e, anche qui senza spoilerare, sono contento che Paperino finalmente dica ad alta voce ciò che tutti noi almeno una volta abbiamo pensato!  ;D

      Bella anche la storia finale, con un'altra coppia di personaggi secondari elevati per l'occasione a protagonisti. Simpatica la trama, e simpatiche le citazioni sparse qua e là per la storia (la mia preferita è quella de La Storia Fantastica/The Princess Bride!).

      Alla barba spaziale!

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      Andy392
      Pifferosauro Uranifago
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        Re:Topolino 3395
        Risposta #2: Mercoledì 16 Dic 2020, 16:45:49
        La storia d'apertura sinceramente non mi piace molto... capisco che è un mondo di fantasia e che la storia è realizzata per un pubblico non proprio adulto ma, senza spoilerare troppo, a Topolinia sono davvero tutti così tonti? Mah!
        Non ho in mano la storia ma è successo anche nella prima storia di Mr. Vertigo e non faccio fatica a immaginare a cosa ti riferisci...



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        tang laoya
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          Re:Topolino 3395
          Risposta #3: Giovedì 17 Dic 2020, 02:46:24
          Io invece continuo a restare piacevolmente interessato dalla serie di Mr. Vertigo, sebbene gli argomenti trattati siano pesantemente imbrigliati dalla cornice etico-culturale che permea il nostro giornaletto.
          Tuttavia, al netto del riallineamento mentale necessario a traslare, come attraverso lenti di ingrandimento, i piccoli dispetti infantili in un rapporto più corposo e adulto di verità/menzogna, trovo assolutamente intrigante questa collusione fra il potere politico e quello economico allo scopo di controllare le opinioni e le reazioni (comprese le attitudini alla spesa, da sempre meglio indagate in ambito paperopolese - si veda a questo proposito quanto il marchio P&P ricalchi il più celebre PdP), della popolazione.
          E la figura di Vertigo, come agente del caos, insinua nelle atmosfere un costante, e secondo me efficace, livello di inquietudine.

          Uno degli aspetti fondamentali della figura di Vertigo è rappresentato dall'impossibilità di definire le sue motivazioni, che cosa lo spinga ad agire costantemente come fattore di disgregazione sociale, quale sia il fine ultimo cui tende. E qui si parrà in prospettiva una grande sfida per questa serie: si è solitamente portati a contrapporre alla fake news l'indagine approfondita e razionale di un fatto, un'analisi di motivazioni e sviluppi alla luce di elementi comprovati, da cui se si arrivasse nel prossimo futuro a delineare un Vertigo puro agente del male, si preciterebbe nel filone del complottismo, delle eminenze grigie, dei poteri forti, andando a intaccare dall'interno lo spirito stesso della serie.
          Sono davvero curioso di leggere quali sviluppi Nucci ha progettato per il futuro.

          Spoiler: mostra
          Un paio di note più leggere
          -in una metropoli con almeno una mezza dozzina di criminali seriali a piede libero, se il discorso di investitura del nuovo sindaco si incentrasse sull'organizzazione di un piccolo gioco di società, avremmo ulteriori motivi per mettere in dubbio l'efficacia del sistema democratico in quanto tale;
          -a riprova di quanto la Topa non sia l'interesse primario del nostro eroe, Topolino, invece di prendere immediatamente l'opportunità di fare ammenda per la balla a proposito del traffico che ha appena detto a Minnie, pensa bene di confessare all'amico del cuore di avergli dato buca la settimana prima...
          « Ultima modifica: Giovedì 17 Dic 2020, 09:18:27 da tang laoya »
          Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

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          Leopk!
          Bassotto

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            Re:Topolino 3395
            Risposta #4: Giovedì 17 Dic 2020, 18:05:36
            Bellissimo il poster!!!! A voi è piaciuto?
            Non male, comunque, anche il Topolino bella la prima storia... a volte la verità fa male! :)
                           LPK

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            Andy392
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              Re:Topolino 3395
              Risposta #5: Giovedì 17 Dic 2020, 19:04:49
              Da quante pagine è composto la storia di Mr. Vertigo?



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              Grande Tiranno
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                Risposta #6: Giovedì 17 Dic 2020, 19:06:20
                Da quante pagine è composto la storia di Mr. Vertigo?
                21  ;).

                Ciao!

                Il Grande Tiranno
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                  Re:Topolino 3395
                  Risposta #7: Venerdì 18 Dic 2020, 00:21:22
                  La cover di Andrea Freccero splendida, con una deliziosa atmosfera natalizia che si completerà la settimana prossima. Già che ci sono pongo un dubbio che ho da tempo ormai: qualcuno ha capito se Freccero tornerà anche a disegnare storie? Oppure ormai realizza solo copertine?
                  Torna Mister Vertigo e lo fa con un primo episodio di due che è volato via. Ho iniziato a leggere e mi sono ritrovato magicamente alla fine. Questo non è altro che un sintomo che la storia era scorrevole e interessante in ogni punto, senza dubbio la migliore dell'albo. A causa dell'iniziativa del nuovo sindaco, tutti i Topolinesi
                  Spoiler: mostra
                  cominceranno a litigare dopo tante piccole verità.
                  Storia ottima, ma in fondo parliamo di Marco Nucci, che non riesce a fare storie sotto la media qualitativa, proprio non ci riesce! Veramente gli faccio i miei complimenti e anche a Petrossi con i suoi disegni innevati molto gradevoli. Non vedo l'ora di vedere tutte queste storie su Topolino Extra e, facendo due calcoli veloci, mi verrebbe da dire che, se facessero un volume più o meno della grandezza di Foglie Rosse, sarebbe appunto un albo contenente tutto Vertigo fino a questa terza storia di Natale. Poi le storie del villain di Topolino che vedremo nel 2021 saranno sicuramente il contenuto del secondo numero dedicato al personaggio. Tornando alla storia in sé, sono proprio curioso e, perché no, ansioso di vedere cosa accadrà nella seconda puntata e se questi
                  Spoiler: mostra
                  litigi
                  si fermeranno. Ormai con Marco Nucci non dico neanche "ho paura che il secondo episodio deluda le aspettative venutesi a creare con il primo" perché so già che al limite potrà stupirmi in positivo ancora una volta. Speriamo di vedere, alla fine della seconda puntata l'ennesimo finale aperto che mette suspence e crea questa fantastica continuity.
                  La storia di Pietro Gambadilegno è secondo me partita male per poi riprendersi verso la seconda metà. Infatti mi sono abbastanza annoiato per un bel pezzo ma dopo devo ammettere che si è rivelata una storia molto profonda e introspettiva per il personaggio di Gamba, di cui in questa storia ci viene mostrato
                  Spoiler: mostra
                  il suo nascosto lato buono, forse dovuto anche allo Spirito del Natale.
                  Quindi tutto sommato Zironi se l'è cavata, non come per Topolino Giramondo ma meglio di tante altre storie a prima vista noiose. Sui disegni invece non ho nulla da dire: belli, veramente belli, anche perché, come dico sempre, ricordano moltissimo Massimo De Vita.
                  Torna Marco Rota con una storia danese e, se quella di prima era introspettiva per Gambadilegno, questa lo è per Zio Paperone. Un'ottima prova, in cui vediamo addirittura un riferimento alla $aga di Don Rosa, con Paperone da bambino che lucida le scarpe e ottiene la Numero Uno. Questi riferimenti, presenti ormai in molte storie ultimamente, li apprezzo molto, perché rappresentano quella che è la realtà genealogica dei nostri amici Paperi. I disegni di Marco Rota sono i classici "classici" che per i miei occhi sono pura gioia.
                  La storia successiva di Giorgio Fontana è una storia di carattere comico riuscitissima in cui vediamo una cara amica di Pico bravissima in matematica che mi ha fatto sbellicare insieme alle gag di Paperino e Zio Paperone sparse un po' per tutta la storia. "Ti sento sempre usare quei numeri assurdi... esistono davvero o li dici a caso?" è la frase detta da Paperino a pagina 104 nella quarta vignetta e, veramente, sarò esagerato io, ma mi ha fatto morire dal ridere. Ed è così più o meno tutta la storia, con una trama che si gioca, se vogliamo, su un qualcosa che noi vediamo da secoli sulle pagine del Topolino ma a cui nessuno all'interno delle storie stesse aveva mai fatto caso: i numeri esagerati usati da Paperone per contare il suo denaro sono sempre stati numeri fantocci, giusto per creare la gag. Qui invece appunto tutto è concentrato su questo concetto dei numeri "inventati" ed è veramente risata dopo risata. Sembra strano ma consiglio molto la storia anche se non è una storia di ampio respiro!
                  Chiude l'albo un altro gradito ritorno, quello dei Tesori di serie B di Filo e Brigitta, con un capitolo che non è che mia abbia fatto proprio impazzire. Diciamo che forse è quello meno riuscito, però ci sono situazioni divertenti (come la gara dei tosaerba) e la storia di per sé funziona quindi discreta.
                  La one-page story di Paperino e Paperoga è finalmente una gag minimamente riuscita (con Paperoga che
                  Spoiler: mostra
                  si chiude dentro un bagaglio per dimostrare che c'è spazio
                  ) dopo una marea di settimane con gag forzate tra Nonna Papera, Ciccio e Paperino Paperotto.
                  Il poster che compone le copertine di Natale dell'anno scorso è molto più grande di quanto mi aspettassi ed è fantasmagorico. Devo solo capire dove appenderlo.  :P
                  Per quanto riguarda il prossimo numero sarà qualcosa di particolare a causa dell'"unione" tra le tre storie ambientate a Paperopoli. Di rilevante importanza è sicuramente che avremo Marco Gervasio (con Paperinik) e Marco Nucci (la seconda parte di Mister Vertigo + Newton Pitagorico) all'interno dello stesso numero, il che vorrà dire che ci sarà tanta carne al fuoco, tutta carne che mi godrò alla grande.
                  E a proposito di Marco Gervasio, su questo numero, in terza di copertina, ci viene riproposto il teaser (che abbiamo già visto a Lucca Changes) della nuova saga di Fantomius in quattro puntate più un prologo. Partirà dal 6 gennaio quindi ormai manca poco. Riuscirò a resitere? ;D
                  « Ultima modifica: Sabato 19 Dic 2020, 02:07:51 da Flash X »

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                    Re:Topolino 3395
                    Risposta #8: Venerdì 18 Dic 2020, 00:28:42
                    Da quante pagine è composto la storia di Mr. Vertigo?
                    21  ;).

                    Ciao!

                    Il Grande Tiranno
                    In realtà 22.

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                      Re:Topolino 3395
                      Risposta #9: Venerdì 18 Dic 2020, 11:38:58
                      Io vorrei esortare tutti a valutare nel complesso la saga di Vertigo, che inizia a stagliarsi un po' più chiara; dopo un secondo round che aveva lasciato troppe domande e una sensazione di incompiutezza generale (insieme ai disegni di Ottavio Panaro che, non me ne voglia, guardandoli a posteriori ora che è tornato Petrossi, mi sembrano più inadeguati per questa vicenda di come li avevo giudicati a inizio novembre), questa nuova storia ci permette di tirare le somme; si tratta, a mio parere, per Mr Vertigo, di un'unica lunga storia, per quanto intesa come una serie di avventure all'apparenza autoconclusive. Non ricordo casi preesistenti: si tratta di una struttura diversa da quella della saghe classiche, mentre potrebbe essere accostata più facilmente a DD o PK, e tuttavia gli episodi sono ancora meno divisibili secondo me. Tutto dipende dal fatto che la vicenda di Vertigo si snoda e si fa più complessa di avventura in avventura, senza soluzione di continuità, in un rapporto di causa-effetto tra le varie storie che viene ad essere il quadro di uniformità che forse stavamo aspettando; sappiamo ancora poco, tuttavia possiamo finalmente delineare il percorso del personaggio: Vertigo si allea (? più o meno consapevolmente) con Charlie Torvo e gli propone di ingannare la città per effettuare rapine, evidentemente forte di una qualche formazione nell'arte della persuasione, oppure semplicemente consapevole del potere dei social media (che peraltro è l'inquietante e affascinante filo conduttore della serie), e c'è di mezzo anche una marionetta, il cui ruolo non è però ancora chiaro; successivamente inizia ad essere più ambizioso, e a voler imbastire un piano più complesso di dominio, che prevede l'alleanza con un ricco imprenditore come Mr. Applepine per sfruttare nuovamente la suggestionabilità dei topolinesi, stavolta per guadagnare "onestamente": il confine tra lecito e illecito si fa più confuso, e lo stesso Topolino fatica a stare dietro agli sviluppi della vicenda, che assume toni più realistici; infine,
                      Spoiler: mostra
                      probabilmente grazie a Vertigo, Applepine viene addirittura eletto sindaco, così dopo il potere criminale e dopo quello economico vediamo entrare in scena quello politico, che nei fumetti Disney è ancor meno rappresentato; e viene coinvolto da Vertigo -ottima idea di Nucci- un terzo personaggio, un nuovo imprenditore di nome Mr. Pappy, inquietante giocattolaio che si arricchisce grazie all'iniziativa di Applepine.
                      Vertigo sta dietro a tutta la macchinazione, e non è chiaro dove voglia arrivare; a questo punto premetto che, trattandosi per di più ancora della prima puntata, e ipotizzando che questa sia la tappa finale della saga (ma potrebbe non essere così), non sono per nulla sicuro che il finale sarà convincente, visto che tutta la vicenda potrebbe risolversi in mille modi estremamente banali e raffazzonati. Voglio però sperare che, invece, il piano di Vertigo arriverà a una convincente compiutezza, e che gli stessi strambi personaggi di cui si è circondato abbiano il loro adeguato sviluppo, come questa prima puntata de Le piccole verità del Natale mi permette di immaginare.

                      In tutto ciò, Nucci rivela aspetti sempre nuovi di storia in storia, come per Applepine, non manca di caratterizzare bene Topolino & amici, di arricchire la narrazione con siparietti comici domestici (che forse in L'incubo di Mr Vertigo erano stati un filino meno curati). Adesso ritrova le matite di Petrossi, estremamente funzionali al suo modo di raccontare e generare dubbi e sospetti di vignetta in vignetta, e come in un anno ideale a Topolinia ci porta sotto le festività natalizie senza dimenticare gli accadimenti degli scorsi mesi, proponendo ad esempio una Minni e un Pippo assolutamente identici a quelli che aveva già tratteggiato, quindi credibili, ma ora ulteriormente coinvolti dal punto di vista emozionale per via dell'atmosfera di rabbia e risentimento che serpeggia. Questi particolari, tutti insieme, determinano quella sensazione di unità generale della saga che finalmente si percepisce, e permettono di rivalutare positivamente (e molto, secondo me) la storia, fermo restando chiaramente che le carte in tavola potrebbero essere rimescolate in negativo in qualsiasi futuro episodio). Per il momento mi trovo assolutamente soddisfatto, in particolare di questa incertezza generale sulle reali intenzioni di Vertigo, che ritengo Nucci stia portando avanti senza stancare il lettore... ovviamente mi sono dovuto andare a rileggere L'incubo di Mr Vertigo perché mi sfuggivano alcuni passaggi, e per fortuna che avevo portato con me i numeri relativi, perché avrei potuto lasciarli a Roma dove studio... trovo che le introduzioni redazionali dovrebbero essere più esaustive nel fare il "riassunto delle puntate precedenti".

                      Per il resto, voglio elogiare l'avventura di Gambadilegno realizzata da Zironi, e fare i miei più sentiti complimenti al maestro: mi ha regalato una piccola grande perla, come non ne ricordavo dai tempi del Babbo Natale nero o del Natale n.1999... una rappresentazione crude e realistica del mondo carcerario, un Pietro mai troppo bonario come siamo abituati a vederlo in certe altre rappresentazioni, un messaggio natalizio che in questo contesto scalda davvero il cuore, senza ipocrisie o buonismi, grazie a una trama scorrevole e convincente... grazie del bel regalo di Natale :)
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                        Re:Topolino 3395
                        Risposta #10: Venerdì 18 Dic 2020, 13:58:22
                        Copertina meravigliosa!!!mette di buon umore soltanto a guardarla :heart: con tutti quei dettagli dorati è proprio LA copertina delle feste  :inLove:
                        Anche il prossimo numero avrà dettagli luccicanti?

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                          Re:Topolino 3395
                          Risposta #11: Venerdì 18 Dic 2020, 14:13:53
                          Copertina meravigliosa!!!mette di buon umore soltanto a guardarla :heart: con tutti quei dettagli dorati è proprio LA copertina delle feste  :inLove: Anche il prossimo numero avrà dettagli luccicanti?
                          Direi di si   ;D


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                            Topolino 3395
                            Risposta #12: Venerdì 18 Dic 2020, 16:34:40
                            Recensione Topolino 3395


                             Quella delle festività natalizie è un’opportunità per molti lettori occasionali di tornare tra le pagine dei fumetti Disney, cercando al loro interno un po’ di magia del Natale: non è infatti casuale l’incredibile successo di testate come Natalissimo, recentemente confermato in un’intervista dal direttore Alex Bertani. Tutto questo rende il Natale un’ottima occasione per Panini di mettere in vetrina la propria produzione fumettistica Disney, sia tramite uscite aggiuntive dedicate, sia con le tradizionali storie a tema su Topolino.

                             Sul settimanale le feste di Natale iniziano a partire da questa settimana, come anticipato dalla calda e bellissima copertina illustrata da Andrea Freccero, che riprende la tradizione delle copertine componibili natalizie suddivise su più numeri, e dall’indice stesso del volume.

                             Già in apertura troviamo infatti la prima parte di Topolino e le piccole verità del Natale, prima storia natalizia di Marco Nucci e terza apparizione del personaggio di Mister Vertigo, questa volta nuovamente con i disegni di Fabrizio Petrossi. Dopo due storie incentrate sul potere distruttivo di frottole e fake news, in questa occasione verrà dimostrato che anche la verità, se gestita in maniera superficiale, può risultare pericolosa. In una Topolinia ancora scossa dagli eventi descritti nelle precedenti avventure della serie è infatti stata indetta una “festa della sincerità” in vista del Natale, con l’obiettivo apparente di sensibilizzare la cittadinanza contro la facile diffusione di notizie false, ma con l’effetto di creare tensione in vista delle feste.

                             Un approccio interessante considerato il contesto natalizio della storia, che fa attendere con buone aspettative la seconda puntata. Le precedenti storie di Mister Vertigo, dopo un’idea di partenza molto accattivante e una prima parte coinvolgente, si erano dimostrate un po’ deboli e frettolose nella risoluzione finale: ci auguriamo che, la prossima settimana, la conclusione di questa terza prova rappresenti finalmente l’occasione per questo nuovo antagonista di “spiccare il volo”.

                             
                            Quest’anno il Natale a Topolinia sembra all’insegna della tensione…

                            A seguire troviamo Gamba e i Lucciconi di Natale, interamente scritta e disegnata da Giuseppe Zironi. Si tratta di una vicenda natalizia dalla struttura più classica, in cui Pietro scopre un suo lato buono e trova redenzione nei buoni sentimenti. Per quanto, descritta in questo modo, possa sembrare una storia che sa tanto di già visto, sia per la tematica che per la rilettura di Gambadilegno in una luce positiva, l’esecuzione da parte di Zironi è ottima e riesce veramente a catturare quella “magia del Natale” descritta in precedenza nascosta tra le pagine dei fumetti. Si tratta di una lettura fresca e piacevole, che non risulta appesantita dalla facile retorica che spesso affligge questo tipo di storie.

                             Anche Zio Paperone e l’energia sentimentale, sceneggiatura e disegni di Marco Rota, è una storia molto classica che declina, in una sua ennesima versione moderna, il Canto di Natale di Dickens. Il tema, decisamente non inedito, non viene però in questo caso riscattato da un’esecuzione appesantita da un particolare gusto per il fantastico e per l’assurdo, lasciandoci dunque con una storia che, pur immergendoci nello spirito delle feste, non risulta memorabile.

                             A chiudere il numero troviamo Zio Paperone e il fantomatico ipergigacolossaliardo, di Giorgio Fontana e Nicola Tosolini, e Filo & Brigitta e i tesori di serie B: Il tosaerba di Attila, di Roberto Gagnor e Nico Picone. La prima è un’ottima riempitiva incentrata sugli improbabili nomi di numeri che siamo ben abituati a leggere su Topolino per descrivere le incalcolabili ricchezze paperoniane e che da tempo abbiamo smesso questionare, capace di strappare più di una risata mentre seguiamo Paperone nella sua caccia a una nuova cifra. Il nuovo episodio dei Tesori di serie B si trova invece in linea con le altre storie di questa serie, con una trama nel complesso buona ma appesantita da un umorismo eccessivamente basato su anacronismi e citazioni a elementi di cultura popolare.

                             Topolino 3395 è nel complesso un ottimo numero, con piacevoli storie prevalentemente a tema natalizio che ci immergono già nel clima delle feste. La prossima settimana, Topolino 3396 ci porterà nel vivo delle celebrazioni, soprattutto con la conclusione di Topolino e le piccole verità del Natale.

                             
                            Il Natale secondo Pietro



                            Voto del recensore: 4/5
                            Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                            http://www.papersera.net/wp/2020/12/18/topolino-3395/

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                              Re:Topolino 3395
                              Risposta #13: Venerdì 18 Dic 2020, 16:39:41
                              Anche io mi sento di dare ancora fiducia in Mister Vertigo, anche se nutro delle perplessità su questo episodio ma voglio attendere l'ultima parte. Purtroppo invece a me Pedrossi non mi fa impazzire come disegnatore per questa storia e sono convinto che se fosse stata fatta da un Mottura o uno Sciarrone, o anche un Pastrovicchio, magari andando un pò oltre la gabbia classica delle storie stile PK, l'atmosfera generale ne avrebbe risentito davvero in positivo. Peccato. Spero almeno che se verrà raccolta in topolino extra venga  ricolorata con un pò più di atmosfera come è stato per FOGLIE ROSSE.




                              Io vorrei esortare tutti a valutare nel complesso la saga di Vertigo, che inizia a stagliarsi un po' più chiara; dopo un secondo round che aveva lasciato troppe domande e una sensazione di incompiutezza generale (insieme ai disegni di Ottavio Panaro che, non me ne voglia, guardandoli a posteriori ora che è tornato Petrossi, mi sembrano più inadeguati per questa vicenda di come li avevo giudicati a inizio novembre), questa nuova storia ci permette di tirare le somme; si tratta, a mio parere, per Mr Vertigo, di un'unica lunga storia, per quanto intesa come una serie di avventure all'apparenza autoconclusive. Non ricordo casi preesistenti: si tratta di una struttura diversa da quella della saghe classiche, mentre potrebbe essere accostata più facilmente a DD o PK, e tuttavia gli episodi sono ancora meno divisibili secondo me. Tutto dipende dal fatto che la vicenda di Vertigo si snoda e si fa più complessa di avventura in avventura, senza soluzione di continuità, in un rapporto di causa-effetto tra le varie storie che viene ad essere il quadro di uniformità che forse stavamo aspettando; sappiamo ancora poco, tuttavia possiamo finalmente delineare il percorso del personaggio: Vertigo si allea (? più o meno consapevolmente) con Charlie Torvo e gli propone di ingannare la città per effettuare rapine, evidentemente forte di una qualche formazione nell'arte della persuasione, oppure semplicemente consapevole del potere dei social media (che peraltro è l'inquietante e affascinante filo conduttore della serie), e c'è di mezzo anche una marionetta, il cui ruolo non è però ancora chiaro; successivamente inizia ad essere più ambizioso, e a voler imbastire un piano più complesso di dominio, che prevede l'alleanza con un ricco imprenditore come Mr. Applepine per sfruttare nuovamente la suggestionabilità dei topolinesi, stavolta per guadagnare "onestamente": il confine tra lecito e illecito si fa più confuso, e lo stesso Topolino fatica a stare dietro agli sviluppi della vicenda, che assume toni più realistici; infine,
                              Spoiler: mostra
                              probabilmente grazie a Vertigo, Applepine viene addirittura eletto sindaco, così dopo il potere criminale e dopo quello economico vediamo entrare in scena quello politico, che nei fumetti Disney è ancor meno rappresentato; e viene coinvolto da Vertigo -ottima idea di Nucci- un terzo personaggio, un nuovo imprenditore di nome Mr. Pappy, inquietante giocattolaio che si arricchisce grazie all'iniziativa di Applepine.
                              Vertigo sta dietro a tutta la macchinazione, e non è chiaro dove voglia arrivare; a questo punto premetto che, trattandosi per di più ancora della prima puntata, e ipotizzando che questa sia la tappa finale della saga (ma potrebbe non essere così), non sono per nulla sicuro che il finale sarà convincente, visto che tutta la vicenda potrebbe risolversi in mille modi estremamente banali e raffazzonati. Voglio però sperare che, invece, il piano di Vertigo arriverà a una convincente compiutezza, e che gli stessi strambi personaggi di cui si è circondato abbiano il loro adeguato sviluppo, come questa prima puntata de Le piccole verità del Natale mi permette di immaginare.

                              In tutto ciò, Nucci rivela aspetti sempre nuovi di storia in storia, come per Applepine, non manca di caratterizzare bene Topolino & amici, di arricchire la narrazione con siparietti comici domestici (che forse in L'incubo di Mr Vertigo erano stati un filino meno curati). Adesso ritrova le matite di Petrossi, estremamente funzionali al suo modo di raccontare e generare dubbi e sospetti di vignetta in vignetta, e come in un anno ideale a Topolinia ci porta sotto le festività natalizie senza dimenticare gli accadimenti degli scorsi mesi, proponendo ad esempio una Minni e un Pippo assolutamente identici a quelli che aveva già tratteggiato, quindi credibili, ma ora ulteriormente coinvolti dal punto di vista emozionale per via dell'atmosfera di rabbia e risentimento che serpeggia. Questi particolari, tutti insieme, determinano quella sensazione di unità generale della saga che finalmente si percepisce, e permettono di rivalutare positivamente (e molto, secondo me) la storia, fermo restando chiaramente che le carte in tavola potrebbero essere rimescolate in negativo in qualsiasi futuro episodio). Per il momento mi trovo assolutamente soddisfatto, in particolare di questa incertezza generale sulle reali intenzioni di Vertigo, che ritengo Nucci stia portando avanti senza stancare il lettore... ovviamente mi sono dovuto andare a rileggere L'incubo di Mr Vertigo perché mi sfuggivano alcuni passaggi, e per fortuna che avevo portato con me i numeri relativi, perché avrei potuto lasciarli a Roma dove studio... trovo che le introduzioni redazionali dovrebbero essere più esaustive nel fare il "riassunto delle puntate precedenti".

                              Per il resto, voglio elogiare l'avventura di Gambadilegno realizzata da Zironi, e fare i miei più sentiti complimenti al maestro: mi ha regalato una piccola grande perla, come non ne ricordavo dai tempi del Babbo Natale nero o del Natale n.1999... una rappresentazione crude e realistica del mondo carcerario, un Pietro mai troppo bonario come siamo abituati a vederlo in certe altre rappresentazioni, un messaggio natalizio che in questo contesto scalda davvero il cuore, senza ipocrisie o buonismi, grazie a una trama scorrevole e convincente... grazie del bel regalo di Natale :)

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                                Re:Topolino 3395
                                Risposta #14: Venerdì 18 Dic 2020, 16:54:47
                                vediamo addirittura un riferimento alla $aga di Don Rosa, con Paperone da bambino che lucida le scarpe e ottiene la Numero Uno.
                                Beh, mica è un'invenzione di Don Rosa...

                                 

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