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Zio Paperone e l'ultimo balab¨

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    Zio Paperone e l'ultimo balab¨
    Martedý 6 Set 2016, 11:27:29
    Non finiremo mai di ringraziare I Classici Disney (prima e seconda serie) per aver fatto conoscere tante storie belle e interessanti per chi all'epoca, per qualsiasi motivo, non avesse potuto leggerle su Topolino libretto.

    ╚ anche il mio caso per quanto riguarda la storia "Zio Paperone e l'ultimo balab¨", letta la prima volta nel 1981 grazie al Classico II serie "Paperone e la caccia ai dollari".
    All'epoca non avevo possibilitÓ di conoscere la storiografia disneyana, ma in seguito scoprii che la suddetta storia aveva un'importanza particolare in quanto la prima con il personaggio di Brigitta. Anche il fatto che fosse stato inventato da Romano Scarpa non lo seppi sul momento: quello che mi colpý in quell'occasione era il modo in cui Zio Paperone veniva rappresentato.

    Le sue fughe da Brigitta, che avevo giÓ letto in altre storie, non mi sembravano una novitÓ, ma il suo gesto di generositÓ nascosta non erano una consuetudine per l'epoca, forse anche perchŔ abituati al Paperone martiniano che era di tutt'altra pasta.

    La trama Ŕ anche di differente matrice rispetto alle classiche cacce al tesoro in parti remote del mondo o dell'universo. Qui la ricerca Ŕ imperniata su un introvabile animale da pelliccia, ma non per questo priva di colpi di scena ed interessanti risvolti.

    Rileggendo pi¨ volte la storia, nel corso degli anni, per˛, a mio avviso ci trovo un valore aggiunto: la presenza del sentimento dell'amore interpersonale.
    Sbaglier˛, ma qui l'autore ha voluto addirittura provare a dare un'origine alla relazione tra Paperone e Brigitta, accennando ad un regalo di "non" fidanzamento nel loro passato vissuto.
    Possiamo interpretarlo come l'ennesimo tentativo di raccontare la giovinezza, o meglio l'etÓ matura, di Paperone, pur senza descriverlo attraverso flashback, che allo stato attuale andrebbe a cozzare con le differenti visioni del passato paperoniano, e senza neanche scomodare i canoni di Don Rosa. E c'Ŕ l'amore anche verso il mondo animale, quando il nostro autore lascia trasparire a zio Paperone sentimenti di rimorso nell'aver affidato il balab¨ ad un pellicciaio. Siamo sinceri: abbiamo pochino tremato un po' tutti quando abbiamo visto il berretto indosso a Brigitta, anche perchŔ all'epoca il politically correct non era certo tenuto in considerazione; Ŕ da specificare che nel 1960 le mozioni ecologistiche erano per lo pi¨ sconosciute.

    Il miglior giudizio che possiamo dire di Paperone Ŕ sintetizzato in una vignetta nella quale i nipoti affermano "╚ il pi¨ gran tirchio di buon cuore che noi conosciamo" e poco prima Brigitta aveva detto "Sotto la tua scorza di avaro hai l'animo di un taccagno...ma se ti tirano per i capelli, sai diventare prodigo".

    Non era una normalitÓ per l'epoca vedere questa versione di Paperone (qualcosa di simile la ricordo solo nel finale di "Zio Paperone e la Stella del Polo") appunto perchŔ ci veniva rappresentato nei suoi aspetti negativi. A qualcuno potrebbe non piacere, ma personalmente un Paperone con sentimenti generosi lo apprezzo notevolmente e per me Ŕ stato positivo che molti altri autori in seguito lo abbiano rappresentato in tal modo.

    Altre chicche significative che colpiscono man mano che si rilegge la storia Ŕ scoprire tre gag una dietro l'altra nelle prime tre vignette: la sveglia che trilla "guadagnare guadagnare!", zio Paperone col rasoio che si rade la barba (non ricordo di averlo mai visto altre volte), e che canta sotto la doccia una parodia di una canzone dell'epoca ("Romantica" di Tony Dallara).

    Un'altra curiositÓ: Brigitta reclama il regalo per il suo onomastico, ma non Ŕ un tipo di festeggiamento usuale per un fumetto Disney. Ci˛ presupporrebbe celebrare un santo, ma in teoria non sarebbe possibile in quanto la visione fumettistica Ŕ stata laica da sempre: anche questo Ŕ spiegabile nel fatto che ci troviamo nel 1960?

    Tutto sommato, la storia ci lascia sensazioni positive ed anche il simpatico animaletto, pur se non comparendo pi¨ in futuro, avrebbe lasciato bei ricordi oltre che in noi lettori, anche nell'autore. La dimostrazione l'avremmo avuta diversi anni dopo, quando il balab¨ avrebbe fatto la sua apparizione nella tavola celebrativa di Romano Scarpa per il n.2000 di Topolino libretto.

    Ah, comunque la parola balab¨ effettivamente non esiste; questo perchŔ la prima volta che lessi questa storia, mi venne il dubbio se fosse effettivamente un termine reale e corsi a cercarla subito in un dizionario (non quello, per˛, che compare nell'ultima vignetta).
    In compenso, nella storia "Paperino e il disastro social" pubblicata in Topolino 3114 compare un evidente omaggio a Romano Scarpa, attraverso una frase di Paperoga che menziona la parola "balab¨".

    - Alfonso "Paperenzo Strafalcino" Torino

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