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Rodolfo Cimino

1008 · 165961

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    Ringraziamenti a Special Mongo
    Risposta #1005: Domenica 12 Apr 2020, 01:31:10
    Scrivo su questo deludente forum dopo anni. Vorrei ringraziare pubblicamente Special Mongo di aver quotato, nel 2016, alcuni miei interventi del 2009 in cui ho cercato di proporre una discussione sul significato politico-sociale delle storie di Rodolfo Cimino, fornendo anche un esempio specifico di lettura di una storia ciminiana alla luce delle teorie di Marx. All'epoca rinunciai, perché mi trovai di fronte ad utenti disinteressati, oltre che superficiali e offensivi. Pare che questo sia capitato anche a Special Mongo, una delle pochissime persone che abbia scritto qualcosa di veramente interessante su Rodolfo Cimino, prontamente criticato dai superficiali che preferiscono leggere Cimino dal punto di vista di eterni bambini. Una interpretazione dell'opera di Cimino è ancora da scrivere, e se questo avverrà dovrà essere portata avanti da esegeti seri, con spiccate competenze storico-critiche e approfondite cognizioni sociologiche e filosofiche. Impossibile parlare del significato delle storie di Rodolfo Cimino, inoltre, senza far riferimento alla sua vita privata e pubblica, alla sua esperienza politica e giudiziaria. Nulla di serio è stato scritto finora su Cimino, tanto meno da esaltati improvvisati pseudofilologi disneyani  il cui vanto, anni fa, ricordo, era unicamente quello di conoscere direttamente gli autori. Finendo così per scrivere e addirittura stampare libri collettivi su Cimino dal contenuto superficiale, ridicolo e dilettantesco; di nessun interesse. Non intendo ora subire la vostra arrogante ignoranza come avvenuto molti anni fa. Vorrei solo dire a Special Mongo, l'unico che abbia dimostrato un'impostazione seria su Cimino e abbia suggerito la via giusta da percorrere, di rispondermi se legge ancora questo forum. 
    « Ultima modifica: Domenica 12 Apr 2020, 01:33:13 da Reginella portami via »

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      Re:Rodolfo Cimino
      Risposta #1006: Domenica 12 Apr 2020, 02:08:31




      Ripropongo la mia interpretazione politico-filosofica della storia ciminiana "Zio Paperone e i calcoli irregolari" in TL 2793.

      La storia di Cimino esprime una filosofia di fondo molto più trasparente rispetto a tante altre dello stesso autore (in fondo, le sue sceneggiature possono essere considerate variazioni su un unico tema). Si può dire che questa volta l'ultraottantenne sceneggiatore sia uscito davvero allo scoperto.
      Il popolo "verde" rappresenta la realizzazione della forma economica socialista così come vagheggiata da Marx in "Per la critica del programma di Gotha" (1875), uno dei pochissimi luoghi in cui il pensatore di Treviri descrive - sia pure molto prudentemente - le caratteristiche del socialismo definitivo - ovvero del socialismo successivo alla fase transitoria della "dittatura" del proletariato -, nel quale per la prima volta nella storia lo scontro tra le classi e la dialettica materialistica cesseranno di esistere. In una società senza classi, senza stato, senza alcun potere politico, senza mercato, in cui anche la moneta è abolita (una società che dovrà per necessità superare dialetticamente e contemporaneamente inglobare la forma economica precedente, ovvero quella borghese-capitalistica), la distribuzione delle risorse avverrà indipendentemente dalla capacità di produzione di ciascuno, secondo la formula (divenuta celebre) "ognuno secondo la sua capacità, ad ognuno secondo i propri bisogni".
      Sicché è inutile, a differenza di ciò che pensa Paperone, calcolare esattamente quel che si produce per ricevere il "giusto" (pag. 160 e 161), giacché secondo la teoria marxiana dell'equivalenza lavoro-valore questa concezione del "giusto" (quella corrispondente all'ottica paperoniana) nasconde il furto del lavoro altrui attraverso la produzione di plusvalore, essendo il lavoro una merce che, a differenza di tutte le altre, consente di produrre valore aggiuntivo (cfr. "Il capitale", 1867-1885, cap. 2 e passim; "Lineamenti fondamentali della critica dell'economia politica", 1859). Paperone dunque non può ottenere l'equivalente del lavoro erogato sotto forma di valore-merce, come lui evidentemente si attenderebbe in base alle leggi capitalistiche dello scambio (non importa che tale scambio sia mediato o meno dal denaro), perché ciò gli consentirebbe di rubare, di alienare il lavoro altrui. In una società socialista, il "giusto" corrisponde a ciò di cui ciascuno ha bisogno, a prescindere dalla sua capacità di erogare lavoro e di produrre merci, come allo zione viene spiegato dal gran saggio (pag. 162).
      A differenza della visione di Marx, secondo cui la forma economica socialista non ha affatto carattere utopistico, bensì scientifico, e avrebbe dovuto (sulla base di leggi economiche deterministiche) affermarsi ovunque (a livello globale, planetario), e non in un solo paese, Cimino raffigura il socialismo proprio come un'utopia, possibile solo in un'enclave celata al resto del mondo, e anzi addirittura giustificata dalla necessità di sopravvivere in un ambiente ostile (concetto ripetuto due volte, dal gran saggio a pag. 159 e da Paperino a pag. 162). Gli abitanti di Calcolonia praticano anzi scambi economici con pastori che vivono al di fuori del loro sistema (pag. 159 e 160), cosa impensabile secondo Marx, perché appunto l'affermazione dell'economia socialista non prevede la sopravvivenza delle precedenti forme economiche.
      Consapevolmente o no, Cimino evidenzia anche le inevitabili, intrinseche, connotazioni totalitarie della società socialista che, a differenza da quanto affermato da Marx, non può sopravvivere se non rendendo obbligatorio per tutti il lavoro, e istituendo un'autorità (in questo caso, le "autorità monetarie": pag. 162, vign. 4) che stabilisce in maniera autocratica, e con criteri inevitabilmente arbitrari, quali siano i bisogni di ciascun cittadino (secondo la famosa formula della "dittatura sui bisogni" coniata da Agnes Heller e ripresa da una lunga tradizione di critica al socialismo marxiano da parte del pensiero liberale). Né manca la rappresentazione della repressione di qualunque forma di critica e di ribellione al sistema (attuata non attraverso la fucilazione o i gulag, bensì l'annusare obbligatorio da parte di Paperone di caciotte "non mitigate", pag. 163); repressione senza la quale, come hanno dimostrato numerosi pensatori liberali e come la storia stessa del comunismo realizzato nelle più diverse parti del mondo ha mostrato), tale sistema non avrebbe alcuna probabilità di reggere.

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      luciochef
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        Re:Rodolfo Cimino
        Risposta #1007: Domenica 12 Apr 2020, 12:59:13
        Scrivo su questo deludente forum dopo anni.
        perché mi trovai di fronte ad utenti disinteressati, oltre che superficiali e offensivi.
        Nulla di serio è stato scritto finora su Cimino, tanto meno da esaltati improvvisati pseudofilologi disneyani  il cui vanto, anni fa, ricordo, era unicamente quello di conoscere direttamente gli autori. Finendo così per scrivere e addirittura stampare libri collettivi su Cimino dal contenuto superficiale, ridicolo e dilettantesco; di nessun interesse.

        Al netto della valenza delle sue tesi, che non oso contraddire se sono scaturite da una così fervida convinzione, noto con piacere che dopo 10 anni ha aspettato il giorno della Santa Pasqua per elargire messaggi di pace, distensivi e privi di rancore alcuno....

        Non intendo ora subire la vostra arrogante ignoranza
        Se non vuole subire l'arrogante ignoranza degli altri utenti, se non ha interesse a sentire le opinioni degli altri che potrebbero essere in disaccordo con le sue, se il suo unico interesse è rapportarsi esclusivamente con Special Mongo (persona squisita che saluto caramente) non ha pensato di inviargli un messaggio privato ed evitare queste piazzate ?
        Le auguro una serena Pasqua che, principalmente, non si basi sulle amichevoli emozioni da Lei elargite verso noi altri.
        Io sono un cattivo... e questo è bello! Io non sarò mai un buono e questo non è brutto! Io non vorrei essere nessun altro... a parte me.

         

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