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Cornelius Coot
Imperatore della Calidornia
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    Re:Massimo De Vita
    Risposta #210: Lunedì 15 Giu 2020, 11:18:49
    Leggendo l'intervista di De Vita ai Ventenni mi chiedo una cosa: se c'è l'agiatezza economica, se non dovessero sussistere problemi di salute (come si ipotizzava riguardo le cause dell'abbandono), se il rapporto con Bertani dovesse chiarirsi circa il rispetto di sceneggiature originali dell'autore, se le matite disegnano ancora benissimo, in uno stile sicuramente apprezzato dal 'nuovo corso' (nonostante l'autore lamenti una mancata evoluzione negli ultimi anni... sarà che a me questo attuale tratto piace tantissimo) perché non continuare a fare ciò che si è fatto negli ultimi 59 anni?

    Posso capire certe lamentele in un autore a metà carriera che deve decidere se lasciare o continuare un percorso lavorativo in virtù di diverse situazioni (crisi del fumetto, problemi economici, diritti d'autore, rapporti problematici con redazione e direzione...) ma, considerando la situazione di De Vita descritta prima, tutto sommato 'privilegiata' (un privilegio meritato considerando la sua lua lunga carriera ad altissimi livelli, quelli di un Maestro) egli potrebbe permettersi di volare 'più alto' scegliendo solo cose che lo convincono e magari lasciando ad altri cose che non gli aggradano.

    Pensando a Cavazzano e a Rota, suoi colleghi e Maestri della stessa generazione, che continuano con apparente tranquillità ed appagamento la loro arte, non vedo perché anche De Vita non potrebbe fare lo stesso. Probabile anche una questione caratteriale, certe 'spigolature' più morbide negli altri e più accentuate in lui. Spero solo che questa pausa di un anno e mezzo (dal dicembre 2018, ultimo lavoro di De Vita per Topolino) abbia un suo termine e non sia già quell'addio che avevamo tutti dato per scontato.

    Nonostante tutto penso che certi problemi potrebbero risolversi, considerando l'importanza dell'autore in questione e la passione e l'entusiasmo per la Nona Arte che traspaiono dalle interviste e dagli editoriali del direttore Bertani. Spero proprio che l'anno prossimo De Vita festeggi il suo 60° con sue nuove storie in una ritrovata armonia generale.

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      Re:Massimo De Vita
      Risposta #211: Lunedì 15 Giu 2020, 11:40:55
      Glielo avevo chiesto nei commenti sotto a un suo video. Mi ha detto che sarà molto difficile realizzare l'eventualità
      Perchè di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni. Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile. Antidarwinista

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        Re:Massimo De Vita
        Risposta #212: Lunedì 15 Giu 2020, 11:56:08
        Leggendo l'intervista di De Vita ai Ventenni mi chiedo una cosa: se c'è l'agiatezza economica, se non dovessero sussistere problemi di salute (come si ipotizzava riguardo le cause dell'abbandono), se il rapporto con Bertani dovesse chiarirsi circa il rispetto di sceneggiature originali dell'autore, se le matite disegnano ancora benissimo, in uno stile sicuramente apprezzato dal 'nuovo corso' (nonostante l'autore lamenti una mancata evoluzione negli ultimi anni... sarà che a me questo attuale tratto piace tantissimo) perché non continuare a fare ciò che si è fatto negli ultimi 59 anni?


        Io credo che il fatto che sia stata così censurata la sua ultima storia con il  suo soggetto ispirata al Grande Fratello mi fa capire che finchè non cambiano le maglie della censura un autore come De Vita non sarà mai disposto a scendere a compromessi...

        Non è in una situazione simile Pezzin?

        Ps ho visto che anche Artibani lascia trasparire un certo malcontento leggendo i suoi commenti sotto il link di questa intervista che ha pubblicato sul suo profilo...

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        Cornelius Coot
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          Re:Massimo De Vita
          Risposta #213: Lunedì 15 Giu 2020, 12:31:57
          Io credo che il fatto che sia stata così censurata la sua ultima storia con il  suo soggetto ispirata al Grande Fratello mi fa capire che finchè non cambiano le maglie della censura un autore come De Vita non sarà mai disposto a scendere a compromessi...
          Non è in una situazione simile Pezzin?
          Ps ho visto che anche Artibani lascia trasparire un certo malcontento leggendo i suoi commenti sotto il link di questa intervista che ha pubblicato sul suo profilo...
          Mi chiedo se questa censura riguardo il GF (tematiche televisive intoccabili?) sia stato per DeVita un caso unico o forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Al tempo stesso non capisco come in pochi anni si sia passati dai 'grandi ritorni' della De Poli, di autori che avevano lasciato ai tempi della Muci, a questa nuova censura ispirata da chi? Dalla Panini (che è entrata nel 2013) o dalla nuova direzione?

          Bertani subentra proprio nell'ottobre 2018 e la storia di De Vita censurata esce a dicembre. Nel caso sarebbe stata, forse, la prima di una serie di censure successive che avrebbero portato alla non pubblicazione di altre sue storie. Ma De Vita è stato spesso anche solo disegnatore di testi altrui, attività che avrebbe sospeso per protesta (questa sua ultima storia con Indiana e Super Pippo potrebbe essere stata disegnata prima del dicembre '18)   

          Quanti possibili censori ci sono in giro riguardo il fumetto disneyano?
          La Disney stessa, dai suoi studi californiani? La Panini, che invece mi ispirava una certa libertà cretativa?
          La direzione, con direttori più progressisti (De Poli) ed altri più conservatori (Muci e, forse, Bertani)?
          Le 'ambasciate', con ambasciatori italiani della Disney più realisti del re?
          Tutti questi spinti da chi? Dalle mamme del Moige? Sembra di essere tornati ai tempi dei Meledetti Fumetti, dove queste mamme (e papà) provocavano roghi pubblici spingendo i figli a liberarsi di tanto 'pericoloso' cartaceo.

          Continuo a chiedermi se anche autori di altri paesi soffrano di questa situazione. Marco Rota potrebbe sicuramente mettere a paragone i paesi scandinavi con il nostro, la Egmont con la Panini e le eventuali influenze della Disney su un editore storico come quello danese (quindi più 'forte') ed uno nuovo in campo disneyano come l'italiano.

          « Ultima modifica: Lunedì 15 Giu 2020, 12:39:31 da Cornelius Coot »

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            Risposta #214: Lunedì 15 Giu 2020, 12:35:06
            È un po' triste vedere che nell'immaginario collettivo il Grande Fratello sia una trasmissione trash e non la personificazione del Partito di 1984
            Perchè di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni. Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile. Antidarwinista

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              Re:Massimo De Vita
              Risposta #215: Lunedì 15 Giu 2020, 12:46:05
              Quoto Hero of Sky! Non ho letto l'ultima di de Vita, ma chiaramente nell'intervista si riferisce al grande fratello orwelliano, mica alla spazzatura televisa.
              Rileggendo la storia in quest'ottica, si capisce dove è stato censurato?



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                Re:Massimo De Vita
                Risposta #216: Lunedì 15 Giu 2020, 12:47:41
                È un po' triste vedere che nell'immaginario collettivo il Grande Fratello sia una trasmissione trash e non la personificazione del Partito di 1984
                Non intristirti per me, caro Hero. Ho effettivamente confuso il programma tv col libro di Orwell (leggendo velocemente l'articolo) ma l'occhio indagatore che tutto controlla resta comunque. Può provocare polemiche e danni sia nel 1948, nel 1984 o nel 2020, sia nella realtà reale che in quella virtuale televisiva che poi è sempre collegata alla vita reale. Per fortuna non sono uno con la puzza sotto il naso che definisce trash o spazzatura televisiva un programma (autentico esperimento sugli umani) che venti anni fa ha rivoluzionato il media televisivo.
                « Ultima modifica: Lunedì 15 Giu 2020, 13:49:09 da Cornelius Coot »

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                  Re:Massimo De Vita
                  Risposta #217: Lunedì 15 Giu 2020, 13:17:42
                  Bertani subentra proprio nell'ottobre 2018 e la storia di De Vita censurata esce a dicembre. Nel caso sarebbe stata, forse, la prima di una serie di censure successive che avrebbero portato alla non pubblicazione di altre sue storie. Ma De Vita è stato spesso anche solo disegnatore di testi altrui, attività che avrebbe sospeso per protesta (questa sua ultima storia con Indiana e Super Pippo potrebbe essere stata disegnata prima del dicembre '18)   

                  Quanti possibili censori ci sono in giro riguardo il fumetto disneyano?
                  La Disney stessa, dai suoi studi californiani? La Panini, che invece mi ispirava una certa libertà creativa?
                  La direzione, con direttori più progressisti (De Poli) ed altri più conservatori (Muci e, forse, Bertani)?
                  Le 'ambasciate', con ambasciatori italiani della Disney più realisti del re?
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                  Continuo a chiedermi se anche autori di altri paesi soffrano di questa situazione. Marco Rota potrebbe sicuramente mettere a paragone i paesi scandinavi con il nostro, la Egmont con la Panini e le eventuali influenze della Disney su un editore storico come quello danese (quindi più 'forte') ed uno nuovo in campo disneyano come l'italiano.

                  Non possiamo avanzare ipotesi senza alcuna base. Nulla ci fa sospettare che la direzione Bertani sia più o meno criticabile rispetto alle precedenti, perché non abbiamo i dati sufficienti a comprendere il quadro, soprattutto quando ci sono pareri personali fortemente contrastanti, tra chi lo elogia e chi lo condanna. Oltretutto è ancora molto presto. Gli altri paesi apparentemente soffrono di meno della censura dalla casa madre, ma solo secondo l'opinione di alcuni autori nostrani, che non sappiamo quanto sia attendibile. Di una cosa possiamo essere sicuri: la Disney non dà molto credito al mondo del fumetto, e non esita ultimamente a correre a estremi rimedi pur di rispettare norme di politically correct sempre più imprevedibili. Ma se De Vita si lamenta della censura applicata a una storia nel 2018, Pezzin si lamenta delle bocciature drastiche dei suoi soggetti in un periodo lontano ormai quasi 20 anni: questo ci fa capire che i fattori che influenzano la censura sono sicuramente molteplici, e personalmente ne deduco anche che ci saranno certamente aspetti sia positivi che negativi del periodo che stiamo vivendo, rispetto al passato, per quanto ci possa spaventare un rapido "pensionamento" di più autori storici.
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                    Re:Massimo De Vita
                    Risposta #218: Lunedì 15 Giu 2020, 17:52:22
                    Citazione
                    Già da un paio di anni non mi sentivo più in sintonia con la redazione di Topolino Magazine e vi era anche stato un cambio traumatico nella persona del direttore (in questo caso, della direttrice)
                    Da come risponde alla prima domanda, l'entrata in direzione di Bertani non ha influito sulla sua decisione di ritirarsi. E comunque Cornelius, la storia Indiana Pipps e il falso pianeta è uscito a settembre 2019 non l'anno precedente.



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                    Cornelius Coot
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                      Re:Massimo De Vita
                      Risposta #219: Lunedì 15 Giu 2020, 19:38:38
                      E comunque Cornelius, la storia Indiana Pipps e il falso pianeta è uscito a settembre 2019 non l'anno precedente.
                      A maggior ragione la storia potrebbe aver subito una censura 'bertaniana' visto che il nuovo direttore era entrato da circa un anno e non da pochi mesi come avevo scritto rifacendomi ad un dicembre '18 che da qualche parte ho letto. Probabile che negli anni della De Poli le sue sceneggiature avessero vita più facile ed infatti ha definito 'traumatico' il cambio di direzione.
                      « Ultima modifica: Lunedì 15 Giu 2020, 20:08:23 da Cornelius Coot »

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                        Re:Massimo De Vita
                        Risposta #220: Martedì 16 Giu 2020, 10:47:04
                        le interviste a pezzin e de vita hanno lasciato trapelare una personalità molto "forte" di entrambi. non sorprende che litighino con tutti ...
                        tutti e 2 poi sono avvelenati per il fatto che dopo una vita di lavoro non hanno ricevuto delle condizioni contrattuali-lavorative soddisfacenti. e da questo pdv non si può dar loro torto soprattutto se altri editori danno condizioni migliori.

                        De vita è il mio disegnatore preferito. dispiace che si è ritirato ma credo che ne abbia pure il diritto dopo tanti anni.

                        *

                        Negritas
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                          Re:Massimo De Vita
                          Risposta #221: Martedì 16 Giu 2020, 11:06:36
                          Mi intrometto in questa discussione perchè l'addio di De Vita è sempre un addio. Ma...

                          L'addio a una testata della quale si vendono 25-30.000 copie a settimana non è l'addio a una testata che vende(va) 1.000.000 di copie (e oltre) a settimana.

                          Insomma, non ci vedo nulla di eclatante. La cosa eclatante è che Topolino settimanale, dopo decenni di gloria, è oramai un giornalettino senza pretese per lettori saltuari... in Italia ci sono 7915 comuni e Topolino vende 3.7 albi per comune.

                          In pratica lo leggono gli iscritti del forum, i Ventenni e altri nostalgici che a volte ne comprano una copia per poi non rifare più lo stesso errore fino al nuovo numero che avrà una storia di Casty.

                          Ecco perchè l'addio di De Vita, tra tanti altri motivi, ci sta tutto.

                          E' finita un'epoca.

                          *

                          Volkabug
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                            Risposta #222: Martedì 16 Giu 2020, 12:36:19
                            Io non me la sento di condividere toni così tragici... voglio dire, questi dati sono oggettivi, ma parlare di "crollo dopo decenni di gloria" mi appare un poco esagerato, perché pone troppo l'accento sull'apparente "sconfitta" della testata nei confronti della concorrenza: in realtà il crollo delle vendite di Topolino è stato determinato molto più dall'allontanamento di milioni di italiani in generale dalla lettura, piuttosto che dall'abbassamento di qualità del giornaletto stesso -che c'è stato, ma non è così catastrofico come molti sostengono-. Quindi voglio confidare che, in forma cartacea o in quella digitale, un giorno Topolino tornerà non dico ai fasti di un tempo, ma comunque a un livello di fama maggiore.
                            « Ultima modifica: Martedì 16 Giu 2020, 12:38:11 da Volkabug »
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                              Risposta #223: Martedì 16 Giu 2020, 13:13:04
                              Ora però voglio la versione integrale di Indiana Pipps e il falso pianeta! Che c'era da cambiare in una storia simile dico io? Leggendo l'intervista non posso comunque che concordare col maestro su tutto.

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                                Re:Massimo De Vita
                                Risposta #224: Martedì 16 Giu 2020, 14:57:15
                                Io non me la sento di condividere toni così tragici (...) il crollo delle vendite di Topolino è stato determinato molto più dall'allontanamento di milioni di italiani in generale dalla lettura (...)

                                Eh no, io sono un editore, non condivido questo discorso. Questo sì che è tragico.

                                In Italia ci sono ancora milioni di lettori che leggono a volte cavolate ma più spesso cose bellissime (Harry Potter, che è geniale, ha venduto e continua a vendere da anni tantissime di quelle copie...). E' la qualità che fa la differenza.

                                Non diciamo che l'uva è acerba. E' il lupo che non ci arriva.

                                 

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