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Fidelizzare lettori adulti

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OkQuack
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    Fidelizzare lettori adulti
    Domenica 26 Apr 2020, 22:21:26
    Capisco che il tema è parecchio delicato e sicuramente verrà ribadito il solito slogan che "Topolino è una rivista per bambini" (e sappiamo tutti che non è così,almeno non esclusivamente).
    Però vorrei sondare un po' le vostre opinioni circa questo argomento visto e considerato che questo periodaccio dovrebbe incentivare la gente a ri-prendere i fumetti in mano (per fortuna).

    A mio avviso un primo decisivo passo sarebbe garantito dalla rimozione (totale o parziale) di talune ridicole e ripetute censure.

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    Volkabug
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      Re:Fidelizzare lettori adulti
      Risposta #1: Lunedì 27 Apr 2020, 16:25:03
      Penso che non sia molto facile immaginare di liberarsi dalle censure, visto che sono anni, se non decenni, che, tra alti e bassi, hanno indirizzato il fumetto Disney dove è adesso; credo invece che sia più sensato ora come ora adattarsi a esse, cercando di realizzare storie che lancino un messaggio interessante senza soffermarsi troppo su ciò che ci è stato tolto. Non avremo Martina né Gottfredson ma quelli ce li si può rileggere tranquillamente, ciò che avremo adesso sarà comunque qualcosa specie se continueranno a lavorare autori come Casty, Ziche, Artibani, Enna e tanti altri. Comunque penso che la "fiducia" che la casa madre o l'editore ripongono nel fumetto italiano e, quindi, la libertà che gli concedono, siano direttamente proporzionali alle vendite ottenute... magari bisognerebbe prima che si risollevasse un po' la situazione.

      Come ho già detto in un altro mio post, è un dato di fatto che il Topo sia rivolto principalmente a un pubblico molto giovane; ma forse che non è stato più o meno sempre così? Solo che una volta forse ci si rivolgeva ai bambini con toni più intelligenti, ed è per questo che le storie piacevano (e piacciono tuttora) anche agli adulti; quindi anche oggi, e in teoria le buone intenzioni espresse dall'attuale direttore ci sono tutte, basterebbe solo che nei limiti dello stringente politically correct si realizzassero storie con un contenuto, un messaggio, una morale; poi da qui vengono gli intrecci interessanti, le caratterizzazioni dei personaggi, la varietà delle rappresentazioni; ma il punto di partenza è semplicemente, a mio parere, una buona idea come soggetto, che non sia invece la stanca e inutile ripetizione degli stessi stilemi.
      « Ultima modifica: Lunedì 27 Apr 2020, 16:33:46 da Volkabug »
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        Re:Fidelizzare lettori adulti
        Risposta #2: Lunedì 27 Apr 2020, 16:50:21
        Certo che vedere censurate salsicce e cibo di origine animale per poi ritrovarle tranquillamente in un cartone come Masha e orso (alla portata di bambini molto piccoli) è davvero risibile. 

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        Volkabug
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          Risposta #3: Lunedì 27 Apr 2020, 16:59:26
          Certo che vedere censurate salsicce e cibo di origine animale per poi ritrovarle tranquillamente in un cartone come Masha e orso (alla portata di bambini molto piccoli) è davvero risibile.

          Come negarlo? Ma sono solo alcuni dei paradossi, che peraltro sono anche interni alla stessa vasta produzione Disney: il fumetto italiano non ha le stesse libertà concesse alla produzione americana, ad esempio in Ducktales; in qualche topic precedente qualcuno ha persino azzardato l'ipotesi che dietro tutto questo ci sia quasi una volontà di pregiudicare la qualità della produzione nostrana e "affossare" il Topo... ma sicuramente rimarrà un mistero; certo è che la casa madre non ci considera uno dei suoi cavalli di battaglia, ma questo chissà da quanto.

          Invece, riguardo alla tematica del farsi pubblicità per fidelizzare vecchi e nuovi lettori, non sono esperto di queste cose ma penso che la strada dei social inevitabilmente non possa che fare bene... anche se non so fino a che punto.

          P.S. Wow, cugino di Alf... roba da 1000 e un post ;D
          « Ultima modifica: Lunedì 27 Apr 2020, 17:01:06 da Volkabug »
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          Cornelius Coot
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            Re:Fidelizzare lettori adulti
            Risposta #4: Lunedì 27 Apr 2020, 18:12:02
            il fumetto italiano non ha le stesse libertà concesse alla produzione americana, ad esempio in Ducktales;
            Riguardo le Ducktales e facendo un paragone con il nostro fumetto Francesco Artibani ha scritto che 
            "È un altro mercato rivolto a un pubblico diverso e gestito da persone differenti. Ha proprio altre regole, non c'è alcun confronto con il fumetto, sono settori distinti e non comunicanti."

            Questo riguardo l'introduzione nel cartone di una coppia di genitori gay che fra l'altro non sembrano dire nulla a tal proprosito ma vengono comunque evidenziati in tal senso con delle T-shirt e con una colorazione diversa (sul violaceo) rispetto agli altri paperi (che dovrebbe cromaticamente caratterizzarli come 'diversi').

            Anche questa iniziativa americana che sembrerebbe voler aprire il mondo Disney a tutti i tipi di famiglie, ricorre a dei metodi 'estetici' che mi lasciano perplesso, che sostituiscono la possibilità di avere dei dialoghi più chiari se non delle azioni più chiare (un abbraccio tra padri e figlia, un 'ciao papà' che sembrano non esserci - ma vedremo quando uscirà la terza serie).

            Tutto ciò per dire che anche dove sembra non esserci censura, in realtà c'è sotto altre forme. E le mamme americane che hanno protestato per questa apparizione genitoriale fine a se stessa (non dichiaratemente esplicata) sono le stesse che da noi protestano per altre amenità nei fumetti. Da noi la censura sembra più forte riguardo altri paesi europei, sempre nel campo del fumetto, ed è strano pensare che proprio la scuola italiana, la più importante da mezzo secolo a questa parte, quella che esporta in tutto il mondo i suoi prodotti, ne debba soffrire.
            « Ultima modifica: Lunedì 27 Apr 2020, 18:15:57 da Cornelius Coot »

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              Re:Fidelizzare lettori adulti
              Risposta #5: Lunedì 27 Apr 2020, 18:32:08
              il fumetto italiano non ha le stesse libertà concesse alla produzione americana, ad esempio in Ducktales;
              Riguardo le Ducktales e facendo un paragone con il nostro fumetto Francesco Artibani ha scritto che 
              "È un altro mercato rivolto a un pubblico diverso e gestito da persone differenti. Ha proprio altre regole, non c'è alcun confronto con il fumetto, sono settori distinti e non comunicanti."

              Questo riguardo l'introduzione nel cartone di una coppia di genitori gay che fra l'altro non sembrano dire nulla a tal proprosito ma vengono comunque evidenziati in tal senso con delle T-shirt e con una colorazione diversa (sul violaceo) rispetto agli altri paperi (che dovrebbe cromaticamente caratterizzarli come 'diversi').

              Anche questa iniziativa americana che sembrerebbe voler aprire il mondo Disney a tutti i tipi di famiglie, ricorre a dei metodi 'estetici' che mi lasciano perplesso, che sostituiscono la possibilità di avere dei dialoghi più chiari se non delle azioni più chiare (un abbraccio tra padri e figlia, un 'ciao papà' che sembrano non esserci - ma vedremo quando uscirà la terza serie).

              Tutto ciò per dire che anche dove sembra non esserci censura, in realtà c'è sotto altre forme. E le mamme americane che hanno protestato per questa apparizione genitoriale fine a se stessa (non dichiaratemente esplicata) sono le stesse che da noi protestano per altre amenità nei fumetti. Da noi la censura sembra più forte riguardo altri paesi europei, sempre nel campo del fumetto, ed è strano pensare che proprio la scuola italiana, la più importante da mezzo secolo a questa parte, quella che esporta in tutto il mondo i suoi prodotti, ne debba soffrire.

              Ma la censura al fumetto italiano classico non è cosa di adesso, bensì certamente avrà cominciato a esserci sin da quando nacque la Walt Disney Company Italia... se non prima, indipendentemente dalla casa madre ma più in relazione al mutato concetto di politically correct nel nostro paese, e questo non ha risparmiato una scuola Italiana di tutto rispetto, seppur si sia trattato di un processo molto graduale. Ciò non toglie che in tanti anni sono state comunque prodotte grandi perle del fumetto, o che l'abbassamento dell'età media del target ideale del Topolino libretto sia stato anch'esso la molla per realizzare a latere grandi ambizioni fumettistiche come PK... quello penso sia stato uno dei pochi periodi finora in cui ha funzionato questo sistema della ripartizione dei target tra testate diverse, anche se già allora questa scelta aveva causato un parziale abbassamento qualitativo delle storie sul Topo IMHO... riguardo al giornaletto attuale non so quanto in percentuale sia da imputare ai dettami della casa madre, che sono sicuramente presenti visti gli accenni che ne fa il direttore nelle interviste, e quanto alla censura nostrana: quest'ultima sicuramente già agiva ai tempi della De Poli, ma il peggiorare delle restrizioni che si è visto negli anni mette in luce che non è l'unico fattore.
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                Risposta #6: Lunedì 27 Apr 2020, 21:41:16
                Ma la censura al fumetto italiano classico non è cosa di adesso, bensì certamente avrà cominciato a esserci sin da quando nacque la Walt Disney Company Italia... se non prima, indipendentemente dalla casa madre ma più in relazione al mutato concetto di politically correct nel nostro paese, e questo non ha risparmiato una scuola Italiana di tutto rispetto,
                Solo restando al libretto, una certa censura c'è sempre stata, a partire dai bollini di Garanzia Morale dei primi anni '60 arrivati dopo i "Maledetti Fumetti" americani dei '40/50. Però l'epoca era diversa e le cose allora salvate dalla censura ci sembrano oggi censurabilissime. Da notare che in quello stesso periodo il cinema italiano, molto più sotto la lente della censura di quello odierno (apparentemente 'incensurabile'), ha prodotto dei capolavori celebrati in tutto il mondo e lo stesso Fellini diceva che la censura era come uno stimolo a fare meglio, a trovare alchimie pazzesche per oltrepassarla.

                Questo discorso può essere valido anche per i fumetti Disney (tra i meno colpiti, all'epoca delle 'grandi censure' americane) che, prima in America e poi in Italia, hanno prodotto altrettanti capolavori. Alcune censure di oggi si possono vedere anche con una certa ironia quando un rude uomo in un losco locale ordina una gazzosa bella frizzante. Meno ironica la scomparsa di pistole in scene dove vengono comunque evocate. Se non sono stati gli 'anni di piombo' italiani a provocare la loro scomparsa anche dalle pubblicità (non ricordo certa censura negli anni '80) saranno state sicuramente le mattanze americane dagli anni '90 in poi a far decidere alla Disney centrale (e a tutte le affiliate nel mondo) la cancellazione (comunque non generalizzata) delle armi da fuoco in fumetti per ragazzi.

                La mia perplessità su una maggiore censura riguardo una scuola importantissima (quella dei Disney italiani) rispetto alle altre non vuole intendere una minor qualità del prodotto (anche per il discorso fatto prima). Mi sorprende, più che altro, che queste storie censurate vengano poi lette in tutto il mondo, in tutte le lingue, con, immagino, le stesse censure originali, sempre che, a seconda dei paesi, non vengano poi 'riaggiustate' (ma non credo che un lavoro così 'certosino' venga fatto su dei prodotti comunque validi, a prescindere dalla censura e dal paese che forse neanche la coglierà - almeno non sempre).
                « Ultima modifica: Lunedì 27 Apr 2020, 21:52:53 da Cornelius Coot »

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                  Risposta #7: Martedì 28 Apr 2020, 11:54:35
                  Considerando che a monte di qualsiasi produzione ci sia,ovviamente, un tornaconto economico mi sorprende come la produzione nostrana non comprenda che l'eliminazione di taluni paletti e dunque la conseguente fidelizzazione di un pubblico più maturo possa solo essere un punto a suo favore.
                  Più lettori più business.
                  Ma non ho mica scoperto l'acqua calda...

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                    Re:Fidelizzare lettori adulti
                    Risposta #8: Martedì 28 Apr 2020, 12:59:43
                    Considerando che a monte di qualsiasi produzione ci sia,ovviamente, un tornaconto economico mi sorprende come la produzione nostrana non comprenda che l'eliminazione di taluni paletti e dunque la conseguente fidelizzazione di un pubblico più maturo possa solo essere un punto a suo favore.
                    Più lettori più business.
                    Ma non ho mica scoperto l'acqua calda...

                    Ma siamo sicuri che il vero problema sia fidelizzare un pubblico adulto? Non sono anni che diciamo che i bambini e i giovani non leggono più Topolino, almeno non quanto prima? Almeno gli adulti (che comunque non saranno mai il target principale di queste testate) se sono fan storici continuano a comprare i volumi con le ristampe, come anche il Topo quando è di qualità.
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                      Risposta #9: Martedì 28 Apr 2020, 16:55:57
                      Il lettore storico adulto prima o poi cesserà di esistere.
                      Se oggi la testata riuscisse ad integrare entrambi i target,aumentando così le vendite, non sarebbe meglio soprattutto per loro?

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                        Re:Fidelizzare lettori adulti
                        Risposta #10: Martedì 28 Apr 2020, 17:15:34
                        Considerando che a monte di qualsiasi produzione ci sia,ovviamente, un tornaconto economico mi sorprende come la produzione nostrana non comprenda che l'eliminazione di taluni paletti e dunque la conseguente fidelizzazione di un pubblico più maturo possa solo essere un punto a suo favore.
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                        Ma non ho mica scoperto l'acqua calda...

                        Credo che il discorso sia decisamente più complesso di così.
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                          Risposta #11: Mercoledì 29 Apr 2020, 09:28:05
                          storie migliori. meglio sceneggiate, con più ampio respiro piacerebbero di più anche ai bambini. secondo me non è tanto un problema di censura spicciola (il sigaro ecc) quanto di mancanza di coraggio nell'osare. osare proponendo storie più avventurose...il nuovo duck tales a parte qualche concessione al nuovo politicaly correct inutile ai fini dello svolgimento della trama propone storie avventurose e divertenti. non è che la gente si ammazza in duck tales. secondo me (casty docet) si possono fare storie interessanti anche con i limiti che può avere il fumetto Disney in generale e quello italiano attualmente.

                          ma servono storie più lunghe prima di tutto. se vuoi fare le storie di massimo 15 tavole per venire incontro all'abbassamento della soglia di attenzione del lettore nativo digitale che è abituato a fare zapping selvaggio fra 1000000 siti tutto il giorno...come fai a proporre qualche cosa che vada oltre la storiella scema? si anche qui ci sta chi ci riesce...ma per una grande avventura non bastano poche tavole.
                          ripropongo anche qui la mia idea...topolino con una sola storia lunga tutto il volumetto. nessuna continuity fra un topolino e l'altro. almeno una tantum secondo me sarebbe un esperimento da tentare...
                          « Ultima modifica: Giovedì 30 Apr 2020, 09:55:05 da RocK »

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                            Risposta #12: Mercoledì 29 Apr 2020, 11:23:25
                            ripropongo anche qui la mia idea...topolino con una sola storia lunga tutto il volumetto. nessuna continuity fra un topolino e l'altro. almeno una tantum secondo me sarebbe un esperimento da tentare...

                            Una tantum, sì... ma far disegnare e sceneggiare tutta questa mole di fumetto a una sola coppia di artisti non mi sembra molto pratico.
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                              Risposta #13: Giovedì 30 Apr 2020, 09:54:04
                              ripropongo anche qui la mia idea...topolino con una sola storia lunga tutto il volumetto. nessuna continuity fra un topolino e l'altro. almeno una tantum secondo me sarebbe un esperimento da tentare...

                              Una tantum, sì... ma far disegnare e sceneggiare tutta questa mole di fumetto a una sola coppia di artisti non mi sembra molto pratico.


                              i disegnatori bonelli lo fanno (tanto per rimanere in italia)

                               

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