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Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari

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    Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
    Risposta #2565: Martedì 16 Lug 2019, 08:07:22
    Ogni opera d'arte (e il fumetto, ricordiamolo, è una forma d'arte) merita rispetto e il rispetto passa anche attraverso la riproposizione di un prodotto nella sua forma originaria, che evidentemente a suo tempo è stata giudicata congrua e adatta al suo pubblico. Il problema potrebbe essere aggirato facilmente pubblicando un disclaimer che spieghi che determinate opere vanno contestualizzate
    Pur non avendo nulla da obiettare a quanto affermato, e anzi, auspicando anche io che si possa raggiungere un giorno tale livello di consapevolezza, credo tuttavia sia appropriato individuare nel mondo delle pubblicazioni disneiane (al di fuori della ristretta cerchia di conoscitori piu' esperti) una tendenza alla "contemporaneità" delle produzioni proposte nelle varie riviste, ovvero una sospensione dell'inquadramento temporale laddove si trovano a convivere pagina a pagina storie degli anni cinquanta con storie delle scorso anno come se entrambe fossero state realizzate solo pochi giorni addietro. Il fluire continuo del discorso disneiano (tranne alcune validissime eccezioni consacrate in edizioni apposite per "addetti ai lavori") avulso da una continuità interna e da una cronologia esterna, volge a quel tempo sospeso in cui ogni e qualsiasi lettore con il suo diverso grado di conoscenza, e' in condizione di trarre godimento dalle storie proposte nel perseguimento di una precisa scelta editoriale che richiede interventi di carattere "cosmetico" laddove ci si trovasse nell'impellenza di "de-contestualizzare" ulteriormente le tavole da un preciso momento storico e pretenderle sempre e solo contemporanee. La mia esperienza di lettore, in qualche modo un poco piu' consapevole, ne esce indubbiamente castrata, ma l'esperienza collettiva del fruitore medio ne ricava forse maggiori rassicurazioni, sentendo le storie ancor piu' vicine al proprio quotidiano.

    È probabile che il mondo Disneyano tragga giovamento da questo meccanismo, tuttavia mi sembra (per quel poco che vale la mia esperienza personale) che il mercato fumettistico globale vada in direzione del tutto opposta: il sempre più ampio interesse nei confronti di continuità, alberi genealogici e grandi saghe fa pensare che una parte consistente del pubblico oggi ABBIA GIÀ questo interesse. Sarebbe furbo secondo me approfittarne da parte dell'azienda, oltre che maggiormente rispettoso nei confronti dell'opera di artisti che hanno fatto la storia del fumetto italiano e non.

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    Giona
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      Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
      Risposta #2566: Giovedì 18 Lug 2019, 16:02:20
      Nel suo blog ospitato dal sito de il Giornale, Francesco Maria Del Vigo segnala che sul Washington Post è apparso un editoriale che accusa Il Re Leone nientemeno che di «fascismo»: http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/se-ora-anche-simba-diventa-fascista-1727824.html
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        Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
        Risposta #2567: Giovedì 18 Lug 2019, 16:53:39
        Credo che dovremmo esserne felici. Scavare all'interno di un'opera per elicitarne significati nascosti, cosci o inconsci, rapportare una certa visione passata del mondo a quella presente (e questo vale non solo per il Re Leone ma anche per le altre pellicole classiche Disney), tutto questo fa parte della critica. La stessa critica che per decadi ha sostanzialmente snobbato l'animazione e il fumetto considerandoli prodotti ludici, semplici, non necessitanti approfondimento. Anche se abbiamo pianto tutti guardando il Re Leone, non è male riflettere sul percorso del protagonista, che è un percorso totalmente lineare. Simba è un bravo cucciolo e diventa un bravo re. Lo sarebbe diventato comunque, anche se suo padre non fosse morto. Il suo non è un percorso di crescita e lui diventa re per diritto di sangue. Suo zio, debole fisicamente, è anche malvagio e ovviamente regna male, facendo soffrire tutti. Alla fine lo status quo viene ristabilito senza che l'ordine naturale delle cose sia mutato. Di più, l'ordine naturale appare come qualcosa di eterno cui è vano tentare di opporsi. Simba è destinato ad essere re e alla fine lo diventa, questo è tutto.
        Che si cominci a riflettere sulle grandi opere di intrattenimento non è cosa di cui dovremmo ridere, ma di cui dovremmo essere felici. Anche quando le conclusioni non ci convincono o non ci piacciono.

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          Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
          Risposta #2568: Giovedì 18 Lug 2019, 17:54:08
          A me, però, più che una riflessione sui contenuti dell'opera, questo articolo del Washington Post sembra solo un nuovo capitolo della versione odierna del maccartismo, dove al posto dei "comunisti" ci sono i "fascisti" ma la sostanza e, soprattutto, gli elementi ossessivi, sono invariati.

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            Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
            Risposta #2569: Giovedì 18 Lug 2019, 20:15:02
            Il Re Leone fascista... Ormai è la gara a chi la spara più grossa. Immagino che al progressismo modaiolo piaccia molto di più La Sirenetta, ragazza emancipata che spezza le catene del giogo tirannico-patriarcale della chiusa e razzista società sottomarina e spalanca le porte all'esotica cultura umanoide, fregandosene altamente della teoria reazionaria secondo cui gli uomini mangiano i suoi sudditi e userebbero come fenomeni da circo il suo popolo. E la fiocina è un'invenzione propagandistica dell'estrema destra. Al radical chic deve suonare gran bene.
            Certo che poi cadere nella trappola del matrimonio con un principe... Che banalità borghese.
            « Ultima modifica: Giovedì 18 Lug 2019, 20:57:44 da Rockerduck87 »
            E' questo quello che ci tocca? Una vita a lottare, senza tempo per gli amici... e alla fine sono solo i nemici a portarci delle rose.

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              Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
              Risposta #2570: Lunedì 22 Lug 2019, 15:03:58
              Nel suo blog ospitato dal sito de il Giornale, Francesco Maria Del Vigo segnala che sul Washington Post è apparso un editoriale che accusa Il Re Leone nientemeno che di «fascismo»: http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/se-ora-anche-simba-diventa-fascista-1727824.html

              Prendete un'ideologia politica esecrabile che abbia perso una guerra, e potrete dire su di essa tutto quello di negativo che vi passa per la testa vero o falso che sia purché negativo, e persino accusare chi vorrete per il più banale dei comportamenti: nessuno vi dirà nulla, ed anzi avrete quel quarto d'ora di celebrità che probabilmente era il vostro obiettivo, purché operiate, scriviate, diciate cose conformi al pensiero unico.

              Dallo stesso "Giornale", riporto questa notizia, che forse dovrebbe fare riflettere un po' tutti: http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-miss-michigan-pro-trump-viene-tolto-titolo-1730218.html.

              Non guardate al sostegno politico a Trump (criticabile ma non motivo di ritiro di un titolo, azzarderei), guardate ad un altro fatto lì riportato: se una non partecipa al "jihab day", a quel che ho capito, perché secondo lei, ritengo, il jihab non è simbolo di libertà bensì di oppresione (qualunque sia il motivo per il quale così ella pensi), diventa una retrograda passatista, islamofoba, razzista ecc ecc. Inventatevi voi un qualsiasi -foba o -ista che ci stia bene, e nessuno vi dirà nulla, purché agiate secondo il pensiero dominante per cui sei -ista se solo non pensi come tutti, soprattutto sei -ista e -fobo a piacimento se trovi una contraddizione, magari davvero esistente, in qualcosa che stia nel citato pensiero unico divenuto incriticabile, intoccabile, inalterabile: o pensi così, o sei fuori dal giro, anche quando ci sono tonnellate di -ismi da condannare in giro alla pari di quello giustamente esecrato di mussoliniana memora, davanti ai quali si chiudono gli occhi perché altrimenti diventi intorrerante, razzista, -fobo di qualcosa in nome di non si sa quale libertà di pensiero che sta uccidendo invece la vera libertà di pensare e soprattuto di esistere in capo a tanta gente, schiava in tutti i sensi senza che di essi a qualcuno davvero cali. Se non ti adatti a mettere il Jihab perché non lo trovi simbolo di libertà, sei una reietta che non capisce nulla della vera libertà: verrebbe da dire che c'è molto più Fascismo in questo che nelle ragioni per cui lo sarebbe il "Re Leone", ma soprassediamo.

              Se si vuole criticare "Il Re Leone", lo si faccia pure, legittimamente, ma magari su basi fondate, credibili e che possano anche essere scomode, ma non messe lì perché usando il pensiero unico tutto si può solo per far parlare di sé, persino, a quel che vedo, senza che mamma Disney abbia preso la briga di replicare. Ci sono mille ragioni fondate per le quali la Disney stessa potrebbe essere criticata: magari si parli di quelle, che invece potrebbero apparire intangibili perché conformi al suddetto pensiero unico dominante, e quindi, se solo le si evidenziano, si viene tacciati di qualche -ismo a scelta, e screditati (vedrete subito se avrete toccato la corda giusta, perché giungerà la replica piccata di chi di dovere).

              Purtroppo noi vecchiacci abbiamo strane idee. Io per esempio sono convinto che la vera uguaglianza sia l'avere pari dignità, pari diritti e pari doveri davanti alla legge, davanti alle Istituzioni e davanti agli altri, in proprio ed anche in altrui favore, come m'insegnarono a scuola troppi anni fa, quando l'Educazione Civica e la Storia erano materie critiche di quel che era lo stesso oggetto dei loro studi, e per questo meritavano la lettera maiuscola. Oggi, invece, sembra quasi che l'uguaglianza non sia quella, bensì l'essere tutti uguali nel senso di conformati ad un modello standard di pensiero, di azione, di logica, di modo di vestire e di tutto quel che pare a voi: tutti uguali perché cloni interscambiabili, e non perché, pur negli stessi diritti, doveri, dignità, ognuno di noi ha la possibilità coi suoi pregi e coi suoi difetti, di dire la sua ed aiutare il mondo a progredire proprio grazie alle diversità di ciascuno rispetto agli altri nel pensiero, nel modo di agire, nelle abilità fisiche e lavorative, e nelle capacità critiche.

              Ma il pensiero unico domina: quello per il quale, se correttamente si insegna a non fumare perché le sigarette fanno male, ecco che Disney deve apparire con le foto ritoccate perché non sia mai che un grande uomo potesse avere un difetto. Ve la spacciano come cosa giusta perché i nostri figli ed i nostri nipoti non emulino un comportamento sbagliato, ma vedrete che, tra una ventina d'anni, nessuno si ricorderà che Disney fumava, e lo si citerà a modello proprio perché egli, come le foto comproveranno, non è mai stato ritratto con una sigaretta in mano. Lo si vede come un nobile intento? Può darsi che lo si spacci per tale, ma per intanto un pezzo di verità è già stata modificata a piacimento, a uso e consumo di chi sulla figura di Disney avrà da ricavare avendola idealizzata oltre quelli che erano i suoi veri meriti. Ma sono certo di una cosa: se mai i miei due nipotini dovessero cadere in argomento (hanno quell'età in cui potrebbero avvicinarsi al mondo Disney), per esempio vedendo Manetta col sigaro in qualche vecchia storia, spiegherò loro la verità, senza filtri, però: e nessuno mi toglierà l'idea di aver fatto la cosa giusta.

              Sto esagerando col credere che i ricordi passati saranno in futuro così manipolabili? Può darsi. Può darsi che io sia solo un vecchio ciuco che sta facendo una brutta profezia, che io sia solo un Beniamino apparente senza che vi sia vera necessità di essere Beniamini.

              Me ne convincerò solo quando vedrò meno gente avere il proprio quarto d'ora di celebrità perché ha dato del fascista al "Re Leone".

              Scusate lo sfogo, ma spero di aver dato qualche interessante spunto di riflessione a chi vorrà leggerlo.

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                Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
                Risposta #2571: Lunedì 22 Lug 2019, 16:17:13
                Ma sono certo di una cosa: se mai i miei due nipotini dovessero cadere in argomento (hanno quell'età in cui potrebbero avvicinarsi al mondo Disney), per esempio vedendo Manetta col sigaro in qualche vecchia storia, spiegherò loro la verità, senza filtri, però: e nessuno mi toglierà l'idea di aver fatto la cosa giusta.
                Hai ragione da vendere. Anche da parte mia si saprà la verità.
                Il falso buonismo di cui oggi si vuole ammantare il fumetto Disney asseconda una sensibilità del tutto fuori luogo e ingenua come poco altro, in un controproducente tentativo di evadere una parte della realtà intesa come assoluto disvalore. Il disvalore è tuttavia necessario, perchè conoscerlo non significa abbracciarlo ma comprenderlo ed evitarlo, con tutti i conseguenti giusti insegnamenti per difendersene. Il drago va visto e combattuto e a nessuno è mai servito mettere la testa sotto la sabbia


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                  Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
                  Risposta #2572: Lunedì 22 Lug 2019, 18:28:15
                  Ma il pensiero unico domina: quello per il quale, se correttamente si insegna a non fumare perché le sigarette fanno male, ecco che Disney deve apparire con le foto ritoccate perché non sia mai che un grande uomo potesse avere un difetto. Ve la spacciano come cosa giusta perché i nostri figli ed i nostri nipoti non emulino un comportamento sbagliato, ma vedrete che, tra una ventina d'anni, nessuno si ricorderà che Disney fumava, e lo si citerà a modello proprio perché egli, come le foto comproveranno, non è mai stato ritratto con una sigaretta in mano. Lo si vede come un nobile intento? Può darsi che lo si spacci per tale, ma per intanto un pezzo di verità è già stata modificata a piacimento, a uso e consumo di chi sulla figura di Disney avrà da ricavare avendola idealizzata oltre quelli che erano i suoi veri meriti. Ma sono certo di una cosa: se mai i miei due nipotini dovessero cadere in argomento (hanno quell'età in cui potrebbero avvicinarsi al mondo Disney), per esempio vedendo Manetta col sigaro in qualche vecchia storia, spiegherò loro la verità, senza filtri, però: e nessuno mi toglierà l'idea di aver fatto la cosa giusta.
                  Alle superiori il mio prof di lettere mi ha insegnato che il fascismo non è solo quello politico, tipo Mussolini. Ci sono altre forme, più viscerali come quello che scrivi tu: il pensiero unico è una forma di fascismo.

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                  doppio segreto
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                    Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
                    Risposta #2573: Lunedì 22 Lug 2019, 19:30:13


                    Prendete un'ideologia politica esecrabile che abbia perso una guerra, e potrete dire su di essa tutto quello di negativo che vi passa per la testa vero o falso che sia purché negativo, e persino accusare chi vorrete per il più banale dei comportamenti: nessuno vi dirà nulla, ed anzi avrete quel quarto d'ora di celebrità che probabilmente era il vostro obiettivo, purché operiate, scriviate, diciate cose conformi al pensiero unico.

                     E' un discorso paradossale il tuo. Se un'ideologia è esecrabile, non c'è bisogno che perda una guerra per poterne dire tutto il male possibile.
                    Il nazismo e il fascismo non sono brutti e cattivi perché hanno perso la seconda guerra mondiale ma perché sono stati la causa della seconda guerra mondiale e ... per fortuna tua, mia e di tutti noi, hanno perso.
                      Purtroppo noi vecchiacci abbiamo strane idee. Io per esempio sono convinto che la vera uguaglianza sia l'avere pari dignità, pari diritti e pari doveri davanti alla legge, davanti alle Istituzioni e davanti agli altri, in proprio ed anche in altrui favore, come m'insegnarono a scuola troppi anni fa, quando l'Educazione Civica e la Storia erano materie critiche di quel che era lo stesso oggetto dei loro studi, e per questo meritavano la lettera maiuscola. Oggi, invece, sembra quasi che l'uguaglianza non sia quella, bensì l'essere tutti uguali nel senso di conformati ad un modello standard di pensiero, di azione, di logica, di modo di vestire e di tutto quel che pare a voi: tutti uguali perché cloni interscambiabili, e non perché, pur negli stessi diritti, doveri, dignità, ognuno di noi ha la possibilità coi suoi pregi e coi suoi difetti, di dire la sua ed aiutare il mondo a progredire proprio grazie alle diversità di ciascuno rispetto agli altri nel pensiero, nel modo di agire, nelle abilità fisiche e lavorative, e nelle capacità critiche. Ma il pensiero unico domina

                    Forte il Giornale che riesce a tramutare un pensiero dichiaratamente di sinistra in uno di destra.
                    Ma si sa, spesso gli opposti si toccano e confondono.




                    Da vecchiaccio a vecchiaccio: la vera uguaglianza è quella che ti hanno insegnato a scuola. Solo che, quasi sempre la usiamo per riempirci la bocca e ce ne scordiamo quando non ci fa più comodo o, crediamo non ci faccia più comodo.


                    Mettiamola in pratica se veramente ci crediamo, tutti i giorni e verso tutti e non a fasi alterne e ... vedrete che tutto sarà più bello.
                    « Ultima modifica: Lunedì 22 Lug 2019, 19:32:13 da doppio segreto »
                    Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

                    *

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                      Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
                      Risposta #2574: Lunedì 22 Lug 2019, 23:56:41
                      Al netto dei tuoi toni palesemente retorici e che, francamente, lasciano il tempo che trovano, trovo che dire che nazismo e fascismo (due ideologie peraltro abbastanza diverse, almeno inizialmente) abbiano causato l'ultimo conflitto sia semplicemente sbagliato. In senso ristretto è vero, ma non in senso largo. La storia è forse più di ogni altra la disciplina dove è applicata la legge del causa-effetto, in un ciclo continuo. Se qualcosa succede, è perché certe circostanze hanno fatto sì che ciò avvenga. Lungi da me attribuire arbitrariamente colpe, ma penso che se non ci fossero stati Wilson e Clemenceau di mezzo probabilmente le cose sarebbero andate in modo migliore. Entrambi, per motivi diversi, e seguendo idee diverse, furono la causa delle precondizioni dello scoppio della seconda guerra, tra Germania in bancarotta, e l'Italia, che dopo una guerra voluta da una minoranza di fanatici, (come Marinetti) ottenne pressappoco gli stessi territori che avrebbe ottenuto rimanendo neutrale. Ma le voci pacifiste furono costrette da entrambi i lati al silenzio. E poiché l'uomo ben di rado impara dai suoi errori, per principi utopistici e per becera vendetta si ottennero le condizioni già dette
                      « Ultima modifica: Martedì 23 Lug 2019, 09:11:45 da Hero of Sky »
                      Perchè di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni.                                                                                                 Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile

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                        Risposta #2575: Martedì 23 Lug 2019, 18:32:19
                        Ora, con più tranquillità vorrei dire una cosa molto importante, anzi la cosa importante.


                        La libertà di stampa e di pensiero è la cosa più preziosa che, almeno una parte dell'umanità, ha acquisito. 


                        Il Washington post, nella figura del suo critico, fa il suo mestiere: recensisce un film.


                        La cosa giusta per tutti, sarebbe quella di prendere atto, vedere il film, rammentare fra le altre cose quanto scritto dal Washington Post e ... giudicare con la propria testa.


                        A priori si è deciso che quello scritto dal Washington Post sia una corbelleria. Probabile che sia così ... forse non è così! E' giusto però che ognuno con la propria testa decida.


                        Questi continui scatti d'ira funesta verso idee che non corrispondono alle proprie, non fanno il bene di nessuno e sono lesive della libertà di pensiero e di stampa.


                        Un conto è arrabbiarsi giustamente verso ogni tipo di censura, un conto è volere che tutti la pensino come piace a noi e non vengano espresse opinioni a noi contrarie: questo è comunque sempre e ovunque esecrabile.


                        Il pensiero unico, fortunatamente -con buona pace de Il Giornale - non esiste, né quello paventato da certi ambienti della Sinistra, né quello sbandierato ad ogni piè sospinto da una certa Destra e, questo, così sarà, finché il Washington Post può dire quello che pensa e, in contrapposizione, il Giornale replicare.


                        Quanto agli "ismi", in Italia se ne è fatto di tutti i colori perché un "ismo" - lecito o non lecito che fosse - non andasse al Governo del Paese e, anche quando questo "ismo" non c'erà oggettivamente più, qualcuno ha continuato a evocarne la paura per poter rimanere al potere e ... ancora oggi qualcuno, a distanza di trent'anni, continua a farlo.


                        Quindi ragazzi ... andiamoci cauti, con certi discorsi e meditiamoci più sopra.
                        « Ultima modifica: Martedì 23 Lug 2019, 18:49:33 da doppio segreto »
                        Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

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                          Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
                          Risposta #2576: Martedì 23 Lug 2019, 21:14:24
                          Il Washington post, nella figura del suo critico, fa il suo mestiere: recensisce un film.


                          La cosa giusta per tutti, sarebbe quella di prendere atto, vedere il film, rammentare fra le altre cose quanto scritto dal Washington Post e ... giudicare con la propria testa.


                          A priori si è deciso che quello scritto dal Washington Post sia una corbelleria. Probabile che sia così ... forse non è così! E' giusto però che ognuno con la propria testa decida.


                          Questi continui scatti d'ira funesta verso idee che non corrispondono alle proprie, non fanno il bene di nessuno e sono lesive della libertà di pensiero e di stampa.


                          Un conto è arrabbiarsi giustamente verso ogni tipo di censura, un conto è volere che tutti la pensino come piace a noi e non vengano espresse opinioni a noi contrarie: questo è comunque sempre e ovunque esecrabile.

                          - Sì, ma se il suo mestiere lo fa coi piedi credo che sia legittimo muovere qualche critica. Se l'idraulico mi ripara il lavandino che perde e mi ritrovo la casa allagata che dovrei fare, alzare le spalle perché stava facendo solo il suo lavoro? Qui nessuno contesta l'analisi del Washington Post da un punto di vista ontologico semplicemente perché esiste, se ne criticano i contenuti. E questo è legittimo farlo.

                          - A priori? E tu come fai a dire che nessuno degli utenti che ha criticato il Washington Post ha letto l'articolo? Hai forse una sfera magica che ti permette di leggere nelle loro menti?  ???

                          - Eh no, un momento. Tra esporre la propria opinione e dire il falso c'è una bella differenza. Allora io posso dire che tu sei un pazzo assassino criminale pedofilo e usare come unica mia tesi che è la mia opinione, giusto (dimostrazione per assurdo)? E allora a che serve la scuola se tanto tutto è un'opinione? Perché io dovrei prendere un'insufficienza se dico che 2+2=5 e che l'Alighieri ha scoperto l'America? In fondo è solo un'opinione, darmi un'insufficienza non farebbe il bene di nessuno e sarebbe lesivo della libertà di pensiero e di stampa.

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                            Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
                            Risposta #2577: Mercoledì 24 Lug 2019, 00:55:37
                            ...


                            Piegare la realtà per far passare un determinato messaggio che si vuole passare a tutti i costi è libertà di stampa usata scorrettamente, si chiama disonestà intellettuale e malafede. Contro queste cose si reagisce con una sacrosanta resa in giro. Questo è solo un altro capitolo del  "fascismo ovunque", niente più e niente meno.

                            Comunque sono d'accordo su una cosa, inutile tirarla per le lunghe. Il Re Leone resta un capolavoro e questa povera critica delirante verrà dimenticata fra una settimana, e non servirà la censura.
                            « Ultima modifica: Mercoledì 24 Lug 2019, 01:57:36 da Rockerduck87 »
                            E' questo quello che ci tocca? Una vita a lottare, senza tempo per gli amici... e alla fine sono solo i nemici a portarci delle rose.

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                              Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
                              Risposta #2578: Mercoledì 24 Lug 2019, 01:25:31
                              https://www.youtube.com/watch?v=ingCSIUC2mw

                              leggevo che c'è addirittura gente che è convinta che "l'articolo" del WP sia una sorta di provocazione paradosso... ma di che parliamo XD
                              « Ultima modifica: Mercoledì 24 Lug 2019, 01:27:36 da Rockerduck87 »
                              E' questo quello che ci tocca? Una vita a lottare, senza tempo per gli amici... e alla fine sono solo i nemici a portarci delle rose.

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                                Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
                                Risposta #2579: Mercoledì 24 Lug 2019, 05:27:37
                                L'articolo in oggetto, basato su una legittima e, a tratti, condivisibile, opinione critica, parrebbe mancare di una doverosa premessa, ovvero che la preponderante maggioranza delle espressioni artistiche e culturali statunitensi è incardinata, quanto e più de Il Re Leone, nei concetti di καλοκαγαθία e di messianismo.
                                I medesimi parametri, che hanno ovviamente informato di sè, pur con diverse gradazioni, molteplici fasi della mutazione socio-politica umana, inclusa quella fascista, si costituiscono come chiavi di lettura necessarie, sebbene non sufficienti, a una maggiore comprensione de The Lion King, a iniziare proprio da quel nomignolo tristanzuolo e parassitario con cui è conosciuto l'antagonista, ovvero Scar (in questo degno omologo del Tersite omerico), "Cicatrice", personaggio cui non è concessa nemmeno la dignità di un nome e la cui cicatrice (di nome e di fatto) parrebbe forse essergli stata inflitta dallo stesso fratello: nel dialogo del film 2019 vi e' una differenza interessante rispetto all'animazione di venticinque anni prima:

                                Mufasa: Is that a challenge?
                                Scar: Temper, temper, I would't dream of challenging you, again.


                                dove in quell'again riaffiora tutta la complessità di un passato da cui traluce un precedente scontro che vide i due fratelli su opposti fronti. Qui non siamo già più nell'Amleto ma precipitiamo negli inferni del Riccardo III, altro sovrano sciancato e deformato. E dal regime dispotico di Riccardo al nazi-fascismo si tratta solamente di un passo, meravigliosamente sintetizzato nella concisione della scena di Be Prepared/Sarò Re, che muovendo da un ritmo di valzer sghembo, claudicante, si innesta nell'urgenza implacabile di una marcia prussiana riassumendo nel balzo di pochi istanti l'arcata implacabile in cui un disorganizzato gruppo di menti semplici si ritrova rapidamente trasformato in un'orrida macchina di morte dove l'"io" ha ormai abdicato al "noi".

                                Che la classe sociale dominante dei leoni non appaia altro che la riproposizione della "morale dei signori", come proposta da Nietzsche ne "La Genealogia", mi pare difficilmente confutabile, con tutte le conseguenze che questo comporta, a partire dall'"intrinseca giustizia" a fondamento della società piramidale che regola i rapporti fra carnivori (guerrieri) ed erbivori (agricoltori-servi)*. Si aggiunga a questo che la sospensione in un tempo eternamente circolare in cui è immersa la narrazione che inizia e termina perfettamente nello stesso punto (mi piace trovare prospettive di convergenza, se non formali almeno funzionali, fra The Circle of Life e Zadok the Priest, il primo dei Coronation Anthems handeliani, dove il lungo ostinato degli archi pare riflettersi nel bordone delle voci del coro Zulu), assevera maggiormente la divisione strutturale ed eterna in classi proposta dal film. Un a priori inconfutabile.
                                 
                                Resta poi inoppugnabile il colore giudaico-cristiano dell'attesa messianica (altro topos che innerva l'esperienza culturale americana) che permea tutto l'arco narrativo, dal battesimo/consacrazione tramite l'unzione di un sacerdote (unxérunt Salomónem, per l'appunto Zadok the Priest) ai presagi interpretati dagli áuguri sull'imminenza del ritorno del vero Re.

                                Ovviamente queste sono solamente alcune delle possibili letture cui può dare adito un capolavoro della statura del Re Leone, prono come tutti i classici a offrire continui e divergenti spunti di analisi.

                                *Eloquente il commento nella recensione del Guardian a questo proposito
                                Mufasa tells young Simba about all creatures being respected in a delicate balance, from the crawling ant to the leaping antelope. “But dad, don’t we eat the antelope?” asks Simba, and Mufasa replies sonorously: “Yes ... but when we die, our bodies become the grass, and antelopes eat the grass.” I always expect Simba to reply: “Erm, yeah, dad, but there’s a difference between dying of old age and getting killed and eaten in a state of terrified pain.”  
                                « Ultima modifica: Mercoledì 24 Lug 2019, 10:55:35 da tang laoya »
                                Mi avevano dato le mappe del percorso, ma nessuna idea circa i bizzarri paesaggi che avremmo attraversato durante lunghi mesi. - Per Nettuno Capitano! Con questa luna di sghimbescio gli sgombri cremisi fluttuano flessi!

                                 

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