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Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari

2683 · 118069

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Pacuvio
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    Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
    Risposta #2640: Mercoledì 17 Giu 2020, 14:31:37
    Speriamo che la statua di Cornelius Coot a Paperopoli sopravviva a questo momento di follia

    https://www.facebook.com/uncadonalddank/photos/a.108784617526194/116116440126345/?type=3&theater

     ;D

    (allego per chi non ha fb, ma specifico che non è opera mia)
    « Ultima modifica: Mercoledì 17 Giu 2020, 14:33:10 da Pacuvio »

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    Volkabug
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      Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
      Risposta #2641: Mercoledì 17 Giu 2020, 14:53:04
      A Paperopoli ci saranno state manifestazioni ambientaliste contro il vecchio Cornelio per via della sua cattiva fama di venditore di pelli animali. A organizzarle il Club delle Ragazze, in prima fila Paperina che per l'occasione sfoggia un visone.
      Micropaperi! Dove siete?

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        Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
        Risposta #2642: Mercoledì 17 Giu 2020, 15:31:56
        Coot razzista non credo proprio. A parte la sua misteriosa e non ufficiale storia d'amore con Duckaontas (una papera india nativa calisotiana sicuramente giovane come lui e non certo una 'dodicenne'...), i rapporti con le popolazioni native sono sempre stati narrati in maniera tranquilla e collaborativa, almeno riguardo la fascia costiera perché all'interno, nel Far West, la situazione era sicuramente più 'complicata'. E le grandi migrazioni dei Neri dal Sud razzista verso il Nord e l'Ovest non erano ancora cominciate.

        Egli combatté inizialmente contro gli spagnoli sostituiti dai messicani che, ottenuta l'indipendenza, dal 1821 fino al 1848 hanno posseduto la California e il Calisota e dunque, per un trentennio (1818-1848) Paperopoli fu una 'enclave' anglofona indipendente in terre sostanzialmente ispaniche, prima spagnole e poi messicane  (lo sono ancor oggi, dai nomi di stati e città alla popolazione in gran parte latinoamericana). Ho trovato una foto della statua di Coot tratta dalle DuckTales dove Fort Duckburg è diventato un sito turistico rimasto apparentemente intatto.

                                   

        Nei fumetti sappiamo che Paperone lo acquistò da Casey Coot facendo radere al suolo il Forte per costruirvi il suo Deposito (azione sicuramente 'anti-storica', considerando gli eventi che vi furono). Non sarebbe male l'idea di una sua ricostruzione in qualche altra parte vicino la città, anche solo come attrazione turistica e storica, visto che ci fu combattuta la battaglia 'al popcorn' di Coot contro gli spagnoli.

        Evidentemente all'epoca (primi del '900) non vi era una grande sensibilità storica sebbene il Forte avesse subito diversi danni durante la Guerra di Secessione. Però quel che restava poteva essere protetto e riedificato. Invece, per motivi economici, Casey Coot, nipote di Cornelius, lo cedette a Paperone che tutto pensava meno che alla storia (se non la sua che a Paperopoli stava per iniziare).

        Nelle DuckTales tutto ciò non sembra essere accaduto (il Forte è addirittura una meta turistica, per quanto poco visitata). Nei fumetti, come scrivevo prima, potrebbe essere riedificato così com'era su qualche altra altura per tornare ad essere un altro simbolo (in fondo il più vecchio) della città. Sembrerebbe una 'americanata' tipo Las Vegas ma in fondo non si è lontani da lì.

        https://paperpedia.fandom.com/it/wiki/Collina_Ammazzamotori
        https://paperpedia.fandom.com/it/wiki/Forte_Paperopoli
        https://paperpedia.fandom.com/it/wiki/Battaglia_di_Paperopoli

                                                             
        « Ultima modifica: Martedì 23 Giu 2020, 15:31:01 da Cornelius Coot »

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          Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
          Risposta #2643: Mercoledì 17 Giu 2020, 15:59:33
          A Paperopoli ci saranno state manifestazioni ambientaliste contro il vecchio Cornelio per via della sua cattiva fama di venditore di pelli animali. A organizzarle il Club delle Ragazze, in prima fila Paperina che per l'occasione sfoggia un visone.

          Paperina, in compagnia di Brigitta e Chiquita, le vedo meglio come Karen.
          A protestare là fuori, dove gli eroi combattono pezzi di bronzo e marmo, ci vuole Paperetta YeYe, passata da "abbasso l'inquinamento" ad "abbasso le statue".
          Il radical chic è l'esempio più sporco e osceno di chi finge di perdere il proprio ruolo sociale per mantenerlo
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            Risposta #2644: Mercoledì 17 Giu 2020, 16:07:22
            Anche Geremia Ratt rischierà qualcosa a Topolinia?  ;D
            Purtroppo sappiamo poco o nulla del fondatore della città dei topi: chissà se avrà qualche scheletro nell'armadio... :surprised:


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              Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
              Risposta #2645: Mercoledì 17 Giu 2020, 18:29:01
              Nei fumetti sappiamo che Paperone lo acquistò da Clinton Coot facendo radere al suolo il Forte per costruirvi il suo Deposito (azione sicuramente 'anti-storica', considerando gli eventi che vi furono).
              Non sono stato io a venderglielo, ma mio figlio Casey Coot.

              Non sarebbe male l'idea di una sua ricostruzione in qualche altra parte vicino la città, anche solo come attrazione turistica e storica, visto che ci fu combattuta la battaglia 'al popcorn' di Coot contro gli spagnoli.
              È già successo, nella storia di Don Rosa Le Giovani Marmotte - Q.U.E.S.T.I.O.N.E. D.I. G.E.R.G.O. (1997), fumetto celebrativo per il sessantesimo anniversario della creazione di Qui, Quo e Qua. Attraverso un flashback ci viene narrato il modo in cui i tre sono entrati nelle Giovani Marmotte: hanno dovuto superare una prova che consisteva nel recuperare i resti del Forte, in modo che potesse essere ricostruito nella Foresta Nera. Oggi il forte ricostruito è un'attrazione turistica:




              Bello comunque, anche se amaro vista la situazione, il fotomontaggio della statua di Cornelius Coot con la scritta sopra. In effetti, erano giorni che mi aspettavo sbucasse fuori un'immagine del genere, quasi mi dispiace di non averla fatta io o di non aver fatto un commento in cui la citavo.

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                Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
                Risposta #2646: Mercoledì 17 Giu 2020, 23:47:14
                Non sono stato io a venderglielo, ma mio figlio Casey Coot.
                Oops, correggo subito caro figliuolo (questi nipoti...)  ;D

                Molto interessante la storia di Don Rosa che andrò a (ri)leggere (vista la dimenticanza). Questo Forte ricostruito potrebbe essere utilizzato anche dai nostri autori come luogo turistico ed iconico della città (insieme agli altri luoghi famosi che conosciamo) o per storie legate alle GM. Poteva essere inserito anche nel plastico di Paperopoli, ora che ci penso. Ma le sinergie tra Panini ed Egmont (o fra singoli autori delle due case editrici) sono praticamente inesistenti.

                  Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
                  Risposta #2647: Lunedì 22 Giu 2020, 16:11:17
                  Anche Geremia Ratt rischierà qualcosa a Topolinia?  ;D
                  Purtroppo sappiamo poco o nulla del fondatore della città dei topi: chissà se avrà qualche scheletro nell'armadio... :surprised:


                  E dalla prospettiva direi che quella statua è grande come l'intera Paperopoli

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                    Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
                    Risposta #2648: Giovedì 25 Giu 2020, 22:42:28
                    La Splash Mountain dei parchi Disney non sarà più a tema Song of the South, ma a La principessa e il ranocchio.
                    Il radical chic è l'esempio più sporco e osceno di chi finge di perdere il proprio ruolo sociale per mantenerlo
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                      Risposta #2649: Domenica 28 Giu 2020, 12:31:59
                      La Splash Mountain dei parchi Disney non sarà più a tema Song of the South, ma a La principessa e il ranocchio.
                      Quando si tratta di politically correct la Disney non perde tempo a spiegare alcune situazioni mostrate nei suoi vecchi cartoni o fumetti: leva, taglia, cancella, omette, sostituisce. Non conosco bene i racconti dello Zio Tom (letti adesso su Wiki) e mi piacerebbe trovare il lungometraggio. La Disney dovrebbe imparare da Hollywood che in questo periodo, magari esagerando come si esagera sempre in America nei periodi di schizzofrenìa collettiva (non dimentichiamo l'epoca del Maledetti Fumetti, del Codice Hays, del Maccartismo), non sembra voler cancellare o riadattare episodi di suoi vecchi film ma spiegarne il come e il perché, contestualizzandoli nel periodo storico in cui sono stati prodotti (anche perché la cosa sarebbe tecnicamente complicata, non semplice come cancellare delle frasi dai baloon). Idea che avevamo espresso anche noi del forum riguardo i vecchi fumetti Disney di Martina ed altri colleghi, non tanto da censurare ma da 'spiegare' con note introduttive (progetto che non credo andrà mai in porto).
                      « Ultima modifica: Domenica 28 Giu 2020, 17:02:42 da Cornelius Coot »

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                        Risposta #2650: Domenica 28 Giu 2020, 13:42:32
                        La discriminante penso consista nel destinatario del prodotto: siccome la Disney realizza opere per i bambini, non può permettersi di seguire le orme di Hollywood. I bambini vengono considerati soggetti troppo facilmente influenzabili, perché non in grado di fruire un’opera come I racconti dello zio Tom senza avere l’idea di riprodurre nel mondo contemporaneo quel tipo di divisione sociale. Il problema però è che c’è il rischio di iniziare a vedere minacce in qualunque tipo di film.
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                          Risposta #2651: Domenica 28 Giu 2020, 16:04:49
                          Secondo me questa è una grossa sciocchezza. Io da bambino ero tutt'altro che manipolabile e ho sempre saputo distinguere realtà e fantasia
                          Perchè di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni. Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile

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                            Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
                            Risposta #2652: Domenica 28 Giu 2020, 16:46:04
                            Che ti posso dire, vallo a dire al Moige ;D
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                              Risposta #2653: Domenica 28 Giu 2020, 20:40:49
                              Ritengo più che altro probabile che la Disney abbia colto l'occasione per tagliare i ponti definitivamente con il suo film più problematico, già rinnegato ben prima dell'era social e del sorgere di un certo tipo di inquisizione. Nessuno sano di mente potrebbe definire una giostra come quella "razzista", ma è la sua origine il punto dolente.
                              Il radical chic è l'esempio più sporco e osceno di chi finge di perdere il proprio ruolo sociale per mantenerlo
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                                Risposta #2654: Domenica 28 Giu 2020, 22:51:04
                                Ritornando alla questione dello Zio Tom, questo dei Racconti è forse l'unico lavoro di Walt Disney collegato ai neri d'America. Mi sono spesso chiesto come Walt, vissuto in un periodo di forte segregazione razziale appena allentatasi con il Civil Rights Act del 1964, due anni prima della sua morte, non avesse mai pensato a fare qualcosa che parlasse del 'problema negro' (come allora veniva chiamato in alcuni reportage di giornali e riviste italiane se non in libri specifici). Come poteva un artista così grande, paladino dei buoni sentimenti, convivere con le tante contraddizioni che un paese come l'America aveva al suo interno, senza fare qualcosa? Chissà se le grandi e drammatiche lotte civili dei neri svoltesi durante l'ultimo decennio della sua vita lo avranno in qualche modo toccato, al punto che, se non fosse morto, avrebbe potuto scrivere o progettare qualcosa al riguardo? In forma ovviamente non politica ma comunque 'leggibile'.

                                Non conoscendo i Racconti non posso dire se già nel 1946 questo lungometraggio poteva essere visto come qualcosa di 'impegnato' riguardo una questione, quella dei neri, che di lì a poco sarebbe scoppiata in tutta la sua virulenza. Se Disneyland lo ha tolto evidentemente no, anzi: vi avrà visto alcune situazioni considerate oggi politically uncorrect. Hollywood negli anni '50 proponeva diversi film a sfondo razziale e anche la Tv cominciava a considerare la presenza di artisti neri (Nat King Cole fu il primo entertainer nero ad avere un suo show in prima serata) e dunque mi chiedo se anche Walt Disney, a modo suo, tra cartoni, film, documentari, avrebbe potuto o voluto toccare quel tema scottante che tra la metà dei '50 e la metà dei '60 sconvolgeva quotidianamente l'America. Apparentemente no, visto che uscirono la Bella Addormentata, la Carica dei 101, la Spada nelle Roccia, Mary Poppins... ma già con il Libro della Giungla si andava fuori da ambientazioni eurocentriche e Mowgli è stato, forse, il primo protagonista non bianco (a parte lo Zio Tom) della filmografia disneyana.
                                « Ultima modifica: Domenica 28 Giu 2020, 22:59:42 da Cornelius Coot »

                                 

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