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La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca

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    Re: La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca
    Risposta #45: Venerdì 22 Dic 2006, 10:36:59
    Citazione
    donrosa è repubblicano o democratico?

    Leggiti "Una lettera da casa"! Non puoi non conoscerla! E lascia perdere 'ste @!#ate inutili!!!  >:(
    Io son nomato Pippo e son poeta
    Or per l'Inferno ce ne andremo a spasso
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      Re: La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca
      Risposta #46: Venerdì 22 Dic 2006, 11:19:05
      faccio notare che nell'ultima pagina della storia in una vignetta i 3 nipotini si cambiano le magliette. (ahiahai coloristi, state accuorti-.-)


      faccio notare che nell'ultima pagina della storia in una vignetta i 3 nipotini si cambiano le magliette. (ahiahai coloristi, state accuorti-.-)

      secondo me don rosa non ha capito bene paperino, o forse si vuole allontare dal paperino barksiano.. le storie sui magnifici 3 non mi dicono niente, sinceramente. una lettera da casa ammetto di non averla letta, se non qualche vignetta in inglese.
      "I tre nipotini che si cambiano le magliette" per me non è un errore, ma una necessità dovuta al fatto che lo sfondo è nero.
      Di questa storia non sono piaciute a me alcune cose:
      - la caratterizzazione di Paperino
      - il "buonismo animalista" del giovane Paperone ("non mangiano me e io non mangio loro"), per me assolutamente non plausibile nel 1897.
      - la cavalcata dei due caribú in contemporanea (esagerazione: ne bastava uno)
      Per il resto, il giudizio è assolutamente positivo.
      "Coi dollari, coi dollari si compran le vallate / Così le mie ricchezze saran settuplicate" (da Paperino e l'eco dei dollari)

        Re: La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca
        Risposta #47: Venerdì 22 Dic 2006, 11:21:25
        E stica**i? Non credo che il credo politico di Don Rosa o di Barks abbia una qualche valenza ai fini del nostro discuterne. Ti dò un consiglio: se proprio vuoi professarti donrosiano sfegatato meglio iniziare col recuperare Una Lettera da Casa piuttosto che svolgere indagini e dietrologie politiche di dubbia utilità.
        Poi fai come vuoi, eh.

        vabbè era solo per parlare.. non mi sembra di aver detto niente di male. comunque sto facendo del mio meglio per recuperare le storie che ho perso, purtroppo i dindini scarseggiano ( ce li ha tutti paperone...)   ;D

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          Re: La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca
          Risposta #48: Venerdì 22 Dic 2006, 15:29:14
          Citazione
          Osservo inoltre che sembra una costante di Rosa il cambiare "a suo arbitrio" lo status eroico di figure piu' o meno note: qui e in altri episodi della saga ne sono vittime le leggende del West (gli servira' per far giganteggiare Paperone, ma a me pare un suo limite come autore)
           
          Non credo sia un limite di Rosa, che ha dimostrato di saper caratterizzare splendidamente i personaggi storici che più gli piacevano, come Theodore Roosvelt o Geronimo. Personalmente gradisco molto come Don sfata alcune grandi personalità.  

          Forse non mi ero espresso del tutto chiaramente: spesso (ovviamente non nel caso di re Artu') si ha l'impressione che Rosa abbia bisogno di sfatare le leggende per far meglio risaltare Paperone, che risulta quasi l'unico eroe autentico - e' questo che mi sembra un limite. Per esempio, la superiorita' di Paperone in questa storia sarebbe piu' convincente se le tre "leggende del West" non fossero degli imbranati che non sanno nemmeno attaccare i cani a una slitta.

          Citazione
          - il "buonismo animalista" del giovane Paperone ("non mangiano me e io non mangio loro"), per me assolutamente non plausibile nel 1897.

          Anch'io sono stato un po' infastidito da questo dettaglio. Ed in generale ho trovato il Paperone di questa storia un po' troppo dimentico del denaro - avrei preferito, ad esempio, piu' ambiguita' nella scena in cui scopre che il Mucchio Selvaggio ha portato via Doretta e la pepita. In "La stella del polo" il fascino di Doretta e' inscindibile dal miliardo di dollari che gli deve, solo nell'ultima vignetta si scopre che non e' in gioco solo l'avidita'; qui invece l'avarizia appare solo come uno schermo dietro cui nascondersi. Sara' che il giovane Paperone provava piu' sentimenti, non era tanto dominato dalla dollarolatria (l'evoluzione descritta nella saga e' convincente); pero' questa spiegazione non mi soddisfa del tutto.

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            Re: La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca
            Risposta #49: Domenica 24 Dic 2006, 02:49:37
            Lo aspettavamo da troppo tempo e finalmente è giunto. Il capitolo 8 bis della saga che si va finalmente a interporre tra l'ottavo L'Argonauta del Fosso dell'Agonia Bianca e l'otto tris, Cuori nello Yukon. Ad esser proprio precisini si potrebbe inserire in questa cronologia su Doretta anche il lungo flashback presente nella Stella del Polo di Barks (tra l'8 e l'8 bis) e quello de L'Ultima Slitta per Dawson (tra l'8 tris e il 9). Ma filologismi sterili a parte, possiamo finalmente dire che con questa storia ogni lacuna è stata colmata, e dopo cinquant'anni in cui la storia tra Doretta e Paperone era stata sempre aggirata, abbiamo finalmente il tassello definitivo. E ora non c'è più altro da dire.
            Anzi no, c'è da dire che il tassello è così definitivo da passare alla storia anche come la storia a fumetti Disney più spinta di sempre, visto che in più di un'occasione Don Rosa si lascia andare ad allusioni, sottintendimenti e battute equivoche. E se da un lato la cosa può esaltare il nostro lato più nerd, dall'altro è il segnale di come le cose vadano male laggiù in Egmont, casa editrice in cui un solo autore può fare quello che vuole, mentre gli altri vivono all'ombra di schiaccianti ereditità stilistiche, nonchè di regole astruse come "non si può utilizzare Pico de Paperis in nessuna storia", "non si può disegnare una storia col singhiozzo" o "non si può dire la parola GESSETTO".
            Ma giusto o sbagliato, ormai questa storia è stata fatta e così come le altre si va ad aggiungere al vangelo degli appassionati. Per prima cosa mi sento di dire che appena aperto l'albo ho avuto una gradita sorpresa che mi ha ripagato del disgusto dell'aver dovuto cercare Zio Paperone per una settimana in ogni angolo di Padova. La gradita sorpresa son le chine. Dopo anni e anni che le storie di Don vanno peggiorando sotto l'aspetto grafico, appesantite da inchiostrature in perfetto stile superchicche, qui ci ritroviamo finalmente di fronte alla linea leggera della Saga, piacevole e non opprimente. Una scelta mirata o un casuale rinsavimento? Fattostà che questo ha contribuito ad aumentare il mio gradimento verso LaPrigioniera. Certo, il tratto di Don Rosa è invecchiato maluccio e lì proprio non c'è niente da fare, però con le chine leggere è tutta un'altra cosa. Ma cos'è un mio post su Don Rosa senza le consuete e necessarie critiche? Stavolta metto alla gogna l'inizio della storia. A parte che gradirei che Don si decidesse sul presentarci questi extra come flashback o ambientati direttamente al passato, ad ogni modo rimango dell'idea che alle prese con la Saga, Don sia nel suo elemento, si senta a suo agio e i risultati si vedono. Oltretutto dovendo per forza raccontare il passato di Paperone, Don si libera dell'esigenza di dover infilare la continuity in ogni balloon e la mette direttamente in primo piano, senza soffocamenti, snaturamenti o forzature eccessive. Il contrasto tra il Don ansioso e citazionoso e il narratore serafico e disteso si ha tutto nell'inizio, che partendo nel presente, è zeppo di citazioni, riferimenti, dialoghi poco spontanei tra Paperino e nipotini. Ma è un piccolo prezzo da pagare, che permette di avere il simpatico finale, e visto che è solo una cornice non me ne preoccuperei troppo. C'è da preoccuparsi un po' di più per le guest star che ormai Don inserisce appena può. Una ogni tanto può starci ma così è troppo, sembra di star guardando i Simpson, ci mancano solo i doppiaggi celebri. E oltretutto la sottotrama di Wyatt Earp e soci è ben poco interessante e noiosa, sembra ficcata lì tanto per dare alla storia un corpo, da adornare con le scaramucce tra i due piccioncini. Scaramucce adorabili, beninteso. Molto bello invece il finale che dopo il climax vede la famosa scena del congedo narrataci di Barks, piegata ad esigenze narrative che anzichè schiacciarla, una volta tanto, la valorizzano. In ultimis voglio spezzare una lancia in favore del Paperone supereroe che molti additano come eccessivo. A me piace, ci sta tutto e diverte pure. Non è certo questo che cambierei nelle storie di Don Rosa.
            Concludo con una nota di demerito per la redazione che con un numero come questo si è permessa di trattare la storia come una schifezzuola senza dotarla di una bella introduzione.
            « Ultima modifica: Domenica 24 Dic 2006, 02:50:08 da Grrodon »

              Re: La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca
              Risposta #50: Domenica 24 Dic 2006, 18:22:27
              Lo aspettavamo da troppo tempo e finalmente è giunto. Il capitolo 8 bis della saga che si va finalmente a interporre tra l'ottavo L'Argonauta del Fosso dell'Agonia Bianca e l'otto tris, Cuori nello Yukon. Ad esser proprio precisini si potrebbe inserire in questa cronologia su Doretta anche il lungo flashback presente nella Stella del Polo di Barks (tra l'8 e l'8 bis) e quello de L'Ultima Slitta per Dawson (tra l'8 tris e il 9). Ma filologismi sterili a parte, possiamo finalmente dire che con questa storia ogni lacuna è stata colmata, e dopo cinquant'anni in cui la storia tra Doretta e Paperone era stata sempre aggirata, abbiamo finalmente il tassello definitivo. E ora non c'è più altro da dire.
              Anzi no, c'è da dire che il tassello è così definitivo da passare alla storia anche come la storia a fumetti Disney più spinta di sempre, visto che in più di un'occasione Don Rosa si lascia andare ad allusioni, sottintendimenti e battute equivoche. E se da un lato la cosa può esaltare il nostro lato più nerd, dall'altro è il segnale di come le cose vadano male laggiù in Egmont, casa editrice in cui un solo autore può fare quello che vuole, mentre gli altri vivono all'ombra di schiaccianti ereditità stilistiche, nonchè di regole astruse come "non si può utilizzare Pico de Paperis in nessuna storia", "non si può disegnare una storia col singhiozzo" o "non si può dire la parola GESSETTO".
              Ma giusto o sbagliato, ormai questa storia è stata fatta e così come le altre si va ad aggiungere al vangelo degli appassionati. Per prima cosa mi sento di dire che appena aperto l'albo ho avuto una gradita sorpresa che mi ha ripagato del disgusto dell'aver dovuto cercare Zio Paperone per una settimana in ogni angolo di Padova. La gradita sorpresa son le chine. Dopo anni e anni che le storie di Don vanno peggiorando sotto l'aspetto grafico, appesantite da inchiostrature in perfetto stile superchicche, qui ci ritroviamo finalmente di fronte alla linea leggera della Saga, piacevole e non opprimente. Una scelta mirata o un casuale rinsavimento? Fattostà che questo ha contribuito ad aumentare il mio gradimento verso LaPrigioniera. Certo, il tratto di Don Rosa è invecchiato maluccio e lì proprio non c'è niente da fare, però con le chine leggere è tutta un'altra cosa. Ma cos'è un mio post su Don Rosa senza le consuete e necessarie critiche? Stavolta metto alla gogna l'inizio della storia. A parte che gradirei che Don si decidesse sul presentarci questi extra come flashback o ambientati direttamente al passato, ad ogni modo rimango dell'idea che alle prese con la Saga, Don sia nel suo elemento, si senta a suo agio e i risultati si vedono. Oltretutto dovendo per forza raccontare il passato di Paperone, Don si libera dell'esigenza di dover infilare la continuity in ogni balloon e la mette direttamente in primo piano, senza soffocamenti, snaturamenti o forzature eccessive. Il contrasto tra il Don ansioso e citazionoso e il narratore serafico e disteso si ha tutto nell'inizio, che partendo nel presente, è zeppo di citazioni, riferimenti, dialoghi poco spontanei tra Paperino e nipotini. Ma è un piccolo prezzo da pagare, che permette di avere il simpatico finale, e visto che è solo una cornice non me ne preoccuperei troppo. C'è da preoccuparsi un po' di più per le guest star che ormai Don inserisce appena può. Una ogni tanto può starci ma così è troppo, sembra di star guardando i Simpson, ci mancano solo i doppiaggi celebri. E oltretutto la sottotrama di Wyatt Earp e soci è ben poco interessante e noiosa, sembra ficcata lì tanto per dare alla storia un corpo, da adornare con le scaramucce tra i due piccioncini. Scaramucce adorabili, beninteso. Molto bello invece il finale che dopo il climax vede la famosa scena del congedo narrataci di Barks, piegata ad esigenze narrative che anzichè schiacciarla, una volta tanto, la valorizzano. In ultimis voglio spezzare una lancia in favore del Paperone supereroe che molti additano come eccessivo. A me piace, ci sta tutto e diverte pure. Non è certo questo che cambierei nelle storie di Don Rosa.
              Concludo con una nota di demerito per la redazione che con un numero come questo si è permessa di trattare la storia come una schifezzuola senza dotarla di una bella introduzione.

              quoto tutto, però non mi è chiaro un punto. cosa c'è di male nella parola gessetto o nel personaggio di pico?
              p.s= sinceramente il personaggio del giudice roy mi è piaciuto molto :)
              p.p.s= mi piacerebbe moltissimo conoscere il tuo parere sulla caratterizzazione di paperino. :-/

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                Risposta #51: Domenica 24 Dic 2006, 18:38:32
                Gessetto è un terribile insulto per i nordici, una parola utilizzata per denigrare le nutrie. Per quanto riguarda la mia opinione sul Paperino di Don Rosa non è poi così terribile, lo trovo un personaggio in netta ripresa.

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                  Risposta #52: Lunedì 25 Dic 2006, 22:57:38
                  Io ho trovato questa storia meravigliosa. L'ho già scritto sul post dedicato a ZP 206. A mio parere non c'è un cartoonist disneyano all'altezza di Don Rosa. Molti non condivideranno, ma Don Rosa è l'unico che riesce a suscitarmi quelle particolari emozioni che provavo (e provo tuttora rileggendole) con le storie di Barks (e di alcune di Scarpa).
                  Marco Travaglini


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                    Risposta #53: Mercoledì 27 Dic 2006, 13:48:05
                    avevo ZP lì da un po', ed oggi ho avuto il tempo di leggere la storia in questione

                    il "solito" Don, impegnato a riempire meticolosamente tutti quegli spazi che erano stati lasciati all'immaginazione dei lettori e con l'insana tendenza ad umanizzare eccessivamente i paperi

                    i personaggi di contorno (Wyatt Earp & co.) non incidono per nulla, sono decisamente "dimenticabili"

                    la storia ha comunque i suoi momenti e riesce a non risultare pesante nonostante il solito uso intensivo di dialoghi



                    "Si 50 millions de personnes disent une bêtise, c'est quand même une bêtise." - Anatole France

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                      Re: La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca
                      Risposta #54: Mercoledì 27 Dic 2006, 14:23:11
                      A mio parere non c'è un cartoonist disneyano all'altezza di Don Rosa.

                      Per fortuna! ;D

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                        Re: La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca
                        Risposta #55: Sabato 30 Dic 2006, 15:25:44
                        Dopo una lunga attesa, letta.
                        Mi aspettavo di più, forse per l'atmosfera creata su questa storia, ma la trovo più banale di come poteva apparire, più scontata.
                        Siamo lontani da Cuori nello Yukon, figuriamoci da La stella del Polo  :(.
                        La parte più bella per me rimane comunque le gag di contorno del temibile giudice, soprattutto quando medita di lasciare l'incarico  ;D.
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                          Re: La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca
                          Risposta #56: Domenica 31 Dic 2006, 00:55:24
                          segnalo che giovedì, alle 14 su Italia 7 verrà trasmesso L'uomo del West, di cui è questa la trama (da Film Tv)  ;) :

                          "Dopo la fine della Guerra civile, schiere di pionieri - mandriani e agricoltori - si spingono sempre più a Ovest, colonizzando vastissimi territori. Ma i due gruppi hanno interessi contrastanti, e il conflitto è spesso aspro. Autoinvestitosi dell'autorità di "uomo della legge", il mandriano Roy Bean presiede processi sommari contro i ladri di bestiame, che finiscono invariabilmente impiccati. Ma anche Bean ha un punto debole (la passione per l'attrice Lily Langtry), e l'avventuriero Cole Hardin saprà sfruttarlo a proprio vantaggio...

                          Wyler narra da par suo una vicenda che John Huston riprenderà in _L'uomo dai sette capestri_ (1972)."
                                   
                          In memoria di chi ci ha "cucinato" tante storie memorabili...

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                            Risposta #57: Mercoledì 3 Gen 2007, 17:12:53
                            Anche se la discussione si è un po' affievolita, aggiungo solo ora il mio commento, perché ho aspettato di essere in ferie per avere un po' di tempo per rileggermi tutte le storie di Don Rosa che riguardano il passato di Paperone, in particolare il suo passato con Doretta (una bella introduzione in ZP206 dove ricordare, tra l'altro, in che numeri di ZP erano state pubblicate no, eh?)

                            Beh, devo dire che "La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca" l'ho trovata una bella storia. Solo che mi ha dato l'idea che Don Rosa citasse più se stesso che Barks, e che questa storia fosse un po' superflua, visto quante volte era già tornato sull'argomento.
                            In questa storia Don Rosa aggiunge ben poco a quello che già si era immaginato altrove, partendo da riferimenti lasciati tra le righe da Barks... e, come diceva Brigitta nel topic di ZP206, poteva anche essere superfluo esplicitare quelle sfumature nella trama che Barks lasciava non per trascuratezza, ma per lasciar lavorare l'immaginario del lettore, ognuno con le sue suggestioni e storie personali...

                            Invece, riferendomi ad un commento in questo topic, non saprei dire se Don Rosa è il miglior artista disneyano in circolazione... secondo me non è il migliore né come disegnatore (e su questo sarei abbastanza categorico) né come autore (penso che a parte i dodici capitoli originali della Saga, il suo continuo ritornare al passato di Paperone e il suo "dover" sempre infilare qua e là riferimenti all'universo Barksiano lo penalizzi molto). Il "problema" è che Don Rosa incarna sia la figura di autore che disegnatore per cui, ora che Gottfredson, Barks e Scarpa non sono più tra noi, è difficile trovare un artista completo con cui confrontarlo.
                            --- Andrea

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                              Re: La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca
                              Risposta #58: Mercoledì 3 Gen 2007, 17:55:16
                              Il "problema" è che Don Rosa incarna sia la figura di autore che disegnatore per cui, ora che Gottfredson, Barks e Scarpa non sono più tra noi, è difficile trovare un artista completo con cui confrontarlo.

                              Sono d'accordo con te sul giudizio (negativo) su Don Rosa disegnatore  e in parte autore, ma non sull'ultima frase: anche se non ci sono altri autori completi come i grandi nomi che tu citi, non per questo dobbiamo elogiare Don Rosa perchè è l'unico in circolazione! Sarà l'unico, ma un unico scarso (per me) dunque meglio niente che lui!

                                Re: La prigioniera del Fosso dell'Agonia Bianca
                                Risposta #59: Mercoledì 3 Gen 2007, 18:06:25
                                Io penso, da grande fan Donrosiano, che Don non sia il massimo come disegnatore (preferisco infatti altri come Cavazzano), e neanche come autore (ce ne sono diversi altrettanto o più bravi), ma come autore completo è il migliore in circolazione.
                                Potrei aggiungere anche (ma sarebbe forse un po' meno oggettivo) che secondo me è uno dei migliori di sempre, insieme a Barks, Gottfredson, Scarpa ed altri maestri...
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