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C'era una volta...in America

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Maximilian
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    Re:C'era una volta...in America
    Risposta #105: Giovedì 20 Dic 2018, 17:25:48
    Topolino e il tesoro della Mayflower

    Malgrado l'intento sia (come apertamente dichiarato nella prima didascalia) ripercorrere la storia degli Stati Uniti, la saga non parte, come sarebbe logico aspettarsi, da Colombo, ma da un secolo dopo le vicende del celebre navigatore.
    Il fulcro della puntata è la partenza della Mayflower (leggendo il titolo ero convinto che l'episodio si ambientasse interamente a bordo), dunque in questo caso si guardano da vicino gli eventi storici, mentre in seguito resteranno di solito sullo sfondo. Leggendo ho appreso che i padri pellegrini hanno intrapreso quel viaggio perchè perseguitati (immagino per motivi religiosi, vista l'epoca). Tuttavia qualcosa non torna perchè gli olandesi sono tradizionalmente protestanti, così come gli inglesi (tecnicamente anglicani, ma in pratica credo che le differenze siano minime).

    Il fumetto è costituito da una trama semplice ma funzionante, che ha il pregio di presentare le guardie in combutta con i banditi. I personaggi sono usati bene, in particolare spicca il ruolo simpatico e non scontato assegnato a Pippo.

    Topolino e i trafficanti di Boston

    Questa per me è una delle vette della serie.
    Dalla precedente avventura sono passati quasi 100 anni, un salto temporale anomalo, in quanto da ora in avanti si procederà di al massimo pochi decenni alla volta.
    I coloni, tra i quali Topolino, cominciano a non sopportare le ingerenze del governo inglese e li vediamo con problemi economici non indifferenti. Pezzin dipinge un Topolino preoccupato ma volto anche all'azione, notevole nella lotta nella fabbrica clandestina che termina in un incendio.

    Inoltre è incredibile quanto l'argomento trattato sia attuale: immigrati senza diritti civili e costretti a lavorare in nero con paghe da fame, sfruttati da un ricco che ne approfitta per incrementare le proprie sostanze. Sembra veramente un'idea narrativa concepita in questi giorni.
    Sia il tema che la situazione storica vengono raccontati con naturalezza e anche il finale, il quale avrebbe potuto facilmente risultare propagandistico, avviene in modo spontaneo e convincente.

    Un appunto sui nomi: simpatico Birban, ma Beniamino Franklin non si può proprio sentire.

    Topolino e il grande cielo

    Questo episodio è ragguardevole per diversi punti.
    Innanzitutto mentre leggevo credevo che alla fine Topolino avrebbe trovato il resto della spedizione (per poi magari decidere di abbandonarla definitivamente).
    Poi mi ha colpito la scena in cui Topolino viene trovato disperso nella neve da un indiano.
    Infine si apprezza la veridicità storica:
    Spoiler: mostra
    gli europei hanno potuto conquistare i territori occidentali anche perchè vi hanno trovato i nativi in rivalità fra loro. E credo che alcun di loro si siano effettivamente alleati con gli invasori.


    Un'altra cosa che ha sbugiardato le mie previsioni:
    Spoiler: mostra
    quando Pippo perde i sensi, ero straconvinto che fingesse per vedere come Topolino se la sarebbe cavata da solo.


    Inoltre è la prima volta, probabilmente non solo all'interno della serie ma in assoluto, che Pippo interpreta la parte di maestro di Topolino.

    Buona anche la gag conclusiva: magari non originalissima, ma l'ho gradita.

    Beniamino o Benjamin che sia... purché Franklin ;)
    Hai ragione; ho corretto
    « Ultima modifica: Mercoledì 30 Gen 2019, 15:57:22 da Maximilian »

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      Re:C'era una volta...in America
      Risposta #106: Giovedì 20 Dic 2018, 22:06:04
      La Regina Elisabetta considerava i puritani alla stregua di una setta e pericolosi quasi quanto i cattolici. Per questo fuggirono. Nella storia inglese l'ultimo puritano che ha rivestito un ruolo importante è Cromwell, e non è andata bene... Per quanto riguarda le storie io purtroppo ho letto solo un episodio, quindi giudicare mi sembra inopportuno
      Perchè di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni

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      Maximilian
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        Re:C'era una volta...in America
        Risposta #107: Venerdì 21 Dic 2018, 17:39:50
        Non avevo pensato alla questione puritana, che collocavo temporalmente più avanti

        Per quanto riguarda le storie io purtroppo ho letto solo un episodio, quindi giudicare mi sembra inopportuno
        Puoi sempre limitarti a commentare quello

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        Maximilian
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          Re:C'era una volta...in America
          Risposta #108: Martedì 8 Gen 2019, 16:18:38
          Intervista a George Washington

          Ho gradito la trama della presente storia, tuttavia paga alcuni difetti che la rendono la più debole della saga.
          Anzitutto le motivazioni che hanno spinto e spingono l'uno e l'altro fronte a darsi battaglia non vengono adeguatamente esplicate. All'inizio si spiega che il monarca inglese tassa i coloni d'oltreoceano e fin qui tutto bene. Il problema è che non si va oltre. Gli stessi protagonisti non si interrogano minimamente se sia giusto o sbagliato sostenere la ribellione.
          Molto meglio aveva fatto Pezzin nei trafficanti di Boston, dove l'atto rivoluzionario era giustificato: lì era il convincente punto di arrivo di un certo percorso, qui viene dato per scontato.

          Inoltre, quando Gambadilegno fa esplodere la bomba, i personaggi rimangono illesi. D'accordo, l'autore non voleva farli morire. Però poteva inventarsi un qualche escamotage che ne giustificasse la sopravvivenza. Invece no: la bomba scoppia a pochi centimetri da loro e non si fanno niente.

          Aggiungiamoci che ho trovato il Pippo di questa occasione un po' poco caratterizzato.

          Topolino e il penultimo dei mohicani

          Tale vicenda si distacca particolarmente dalla linea della saga, sembrando quasi un capitolo aggiuntivo. Infatti nè ci presenta un nuovo Topolino, nè procede con la trama (con l'eccezione che Oliver Pipp trova una fidanzata, evento non fondamentale e che comunque avrebbe potuto essere riassunto in poche parole nell'episodio successivo senza necessitarne uno dedicato), nè tratta un avvenimento significativo nella storia degli USA.
          Tuttavia, forse proprio a causa della sua atipicità, mi è piaciuta, poichè permette una narrazione di stampo diverso dal solito. In più manca Gambadilegno, la cui presenza nelle altre puntate fa da subito intuire che il personaggio si occupa di qualcosa di losco.

          La vicenda è interessante e divertente, a partire dai nomi degli indiani, allo scontro con l'orso passando per i deliri di Mente che vaga. Ricordo anche che quando i due protagonisti stanno per affondare, la guida si lamenta (del fatto che non possono più pagarla).

          La soluzione finale è semplice eppure nemmeno io fino a quel momento ci avevo pensato.

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            Risposta #109: Sabato 26 Gen 2019, 16:22:43
            Topolino e il tesoro della Mayflower

            Malgrado l'intento sia (come apertamente dichiarato nella prima didascalia) ripercorrere la storia degli Stati Uniti, la saga non parte, come sarebbe logico aspettarsi, da Colombo

            Beniamino Franklyin
            Veramente non sarebbe logico partire da Colombo, lui è arrivato ad El Salvador, stato dell'America Centrale, poi finito sotto bandiera spagnola. Quindi con gli Stati Uniti non c'entra proprio niente.
            Beniamino Franklyn è sempre stato utilizzato in italia, sinceramente non mi da fastidio.
            « Ultima modifica: Sabato 26 Gen 2019, 16:33:34 da Donaldmouse »

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              Risposta #110: Domenica 27 Gen 2019, 13:42:24
              Veramente non sarebbe logico partire da Colombo, lui è arrivato ad El Salvador, stato dell'America Centrale, poi finito sotto bandiera spagnola.

              San Salvador
              , nelle isole Bahamas. El Salvador, tra l'altro, è affacciato solo sull'Oceano Pacifico, quindi Colombo non ci sarebbe mai potuto arrivare via mare.
              Citazione
              Quindi con gli Stati Uniti non c'entra proprio niente.
              Sono d'accordo: infatti ho sempre trovato un po' fuori luogo il capitolo della "Storia e gloria della dinastia dei Paperi" intitolato Paperin De La Scalogna e il re dell'arena, pur trovandolo molto divertente.

              Citazione
              Beniamino Franklyn è sempre stato utilizzato in italia, sinceramente non mi da fastidio.
              Sono d'accordo, così come non mi dà fastidio Giorgio Washington.
              « Ultima modifica: Domenica 27 Gen 2019, 13:45:11 da Giona »
              "Coi dollari, coi dollari si compran le vallate / Così le mie ricchezze saran settuplicate" (da Paperino e l'eco dei dollari)

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                Risposta #111: Domenica 27 Gen 2019, 14:42:01
                Veramente non sarebbe logico partire da Colombo, lui è arrivato ad El Salvador, stato dell'America Centrale, poi finito sotto bandiera spagnola.

                San Salvador
                , nelle isole Bahamas. El Salvador, tra l'altro, è affacciato solo sull'Oceano Pacifico, quindi Colombo non ci sarebbe mai potuto arrivare via mare.
                Citazione
                ho fatto confusione, grazie per la correzione

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                Maximilian
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                  Risposta #112: Martedì 29 Gen 2019, 17:20:22
                  Veramente non sarebbe logico partire da Colombo, lui è arrivato ad El Salvador, stato dell'America Centrale, poi finito sotto bandiera spagnola. Quindi con gli Stati Uniti non c'entra proprio niente.
                  Sì, è vero, non ci avevo pensato. Però dire che non c'enntra niente mi pare eccessivo dato che se non fosse stata scoperta l'America la storia degli USA sarebbe stata indiscutibilmente diversa. Comunque, gli Stati Uniti celebrano il Columbus Day, perciò l'avvenimento è in qualce modo sentito.

                  Citazione
                  Beniamino Franklyn è sempre stato utilizzato in italia, sinceramente non mi da fastidio.
                  Certamente è dovuto al fatto che io lo conosciuto inizialmente come Benjamin Franklin, tuttavia la versione semi-italianizzata proposta da Pezzin provoca in me un senso stridentemente cacofonico.

                  Topolino e la bella del fiume

                  (Solo io credevo che il titolo si riferisse alla Minni di turno?)

                  Questa vicenda presenta vari elementi tipici della serie (in particolare nel ruolo dato ai vari personaggi), attestandosi nella media.
                  Si segnala un Pippo nei panni di un comico inventore strampalato (sbaglio o tale scelta è stata proposta anche in altre occasioni?) e che permette trattare tecnologie come la macchina a vapore che all'epoca cominciavano a diffondersi. Divertenti sia le sue creazioni sia il suo passare continuamente da un progetto all'altro.
                  Ricordo inoltre l'azzeccato e comico scambio di battute:
                  "Scusate, vi avevo scambiato per un amico."
                  "Non hai sbagliato: i sono amico di tutti."

                  Questa volta ci viene presentato un Topolino, combattivo e tenace, che non si arrende fino all'ultimo e che non lesina sul menare le mani quando serve. In parte anche Gambadilegno, sebbene purtroppo esca di scena senza combattere fino in fondo.

                  Topolino e la battaglia di Alamo

                  Questa vicenda anzitutto mi ha permesso di conoscere un fatto storico che prima ignoravo, nonchè informazioni su quel Davy Crockett di cui spesso ho sentito dire ma senza saperne nulla.

                  La storia prende l'avvio in modo simile a Intervista a George Washington, con il nuovo Topolino che abbandona i genitori (senza che essi vengano più mostrati in seguito) per partire in cerca d'avventura. Con la suddetta ha in comune anche l'argomento, ossia la guerra. A tal proposito noto che però, malgrado il tema bellico, non venga mai mostrata nessuna scena di battaglia propriamente detta, cosa che accadrà anche nel film Mulan. La narrazione si sofferma invece su viaggi per raggiungere il luogo del combattimento, imboscate e compiti da svolgersi nelle retrovie come il recapito di importanti messaggi. Curiosamente, alla battaglia vera e proprio che da il titolo alla storia viene concesso lo spazio di una sola vignetta.

                  In questa occasione Gambadilegno ha un ruolo diverso dal solito prepotente o truffatore visto in precedenza, diventando un generale senza scrupoli che vuole combattere fino all'ultimo sangue e infierire anche sugli indifesi.

                  La conclusione è amara e atipica:
                  Spoiler: mostra
                  per tutta la durata dell'avventura il protagonista si prepara a partecipare alla battaglia e il suo desiderio resta inappagato.
                  Inoltre, in chiusura la vicenda abbandona i personaggi per abbracciare una prospettiva più ampia, commentata da una didascalia di carattere prettamente storico/cronachista, la quale potrebbe essere benissimo tratta da un testo scolastico o enciclopedico. Il senso di amarezza viene accentuato dal narratore che lascia Topolino nel suo dolore per parlare degli eventi più grandi di lui e di importanza nazionale.

                  *

                  hendrik
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                    Re:C'era una volta...in America
                    Risposta #113: Mercoledì 30 Gen 2019, 07:26:31
                    Beniamino o Benjamin che sia... purché Franklin ;)
                    ... non ferma a Verkuragon!

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                      Re:C'era una volta...in America
                      Risposta #114: Mercoledì 30 Gen 2019, 09:23:08
                      Se vogliamo essere precisi, sono i vichinghi ad aver "scoperto" L'America. Io di questa saga ho letto solo l'episodio con il Topolino di Springfield e il Pippo eremita, con Gambadilegno che faceva affari sporchi con i nativi
                      Perchè di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni

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                        Risposta #115: Lunedì 25 Feb 2019, 15:52:22
                        Topolino e la via dell'Oregon

                        In questa vicenda spiccano particolarmente i personaggi di Topolino e Minni (mentre Pippo e gli altri restano un po' ai margini). Il primo è stato temprato dalle varie avventure, a noi ignote, che ha vissuto dopo Alamo. Infatti dalla precedente storia a questa sono passati diversi anni e il personaggio è cambiato, indurito dalle vicissitudini della vita. Per quanto riguarda la seconda, è molto intraprendente e indipendente e non si lascia mettere in ombra facilmente dalla sua metà: mi trovo abbastanza d'accordo con quanto scritto da Bramo tempo fa, eccetto per:

                        Insomma, è anche diversa dalla Minni attuale, che ha sì un bel caratterino, ma spesso in senso gratuito, mentre Clementina ha quell’atteggiamento per un ideale indipendentista.

                        Non credo che questa Minni sia poi differente da quella standard: anche quella agisce in tal modo per dei motivi, sebbene non sempre vengano esplicitati.

                        Passando alla trama, essa può dividersi in due blocchi: il primo, in cui si procede più a rilento, e il secondo che prende le mosse da quando Topolino si allontana per vivere un'avventura in solitaria. Ho preferito sicuramente la seconda parte, fatta di inseguimenti, imboscate e duelli, mentre in precedenza il viaggio si caratterizzava solamente per una serie di ostacoli/sabotaggi i quali rivelavano piuttosto palesemente le intenzioni di Gambadilegno.

                        Si noti poi l'indiano che critica Topolino di aver inserito errori di ortografia nei segnali di fumo.

                        Il finale non è del tutto lieto ma la sua non convenzionalità unita al messaggio che lancia lo rendono degno di lettura.

                        Topolino e la febbre dell'oro

                        Come si intuisce dal titolo, la vicenda tratta un argomento di grande importanza nella storia degli USA. Gli immigrati dall'Europa bramano l'oro i cui giacimenti sorgono sulle terre dei pellirosse (i quali non conoscono il valore di questo metallo) e i primi tentano di scacciare i secondi per fame di ricchezza: agiscono, come già ci aveva mostrato Pezzin, non con azioni bellicose ma servendosi dell'inganno.

                        Divertente il personaggio di Pippo, come il nome Patatontas e battute come il fatto che la sua fidanzata valga alcuni cavalli (perchè preziosa).

                        Per quanto riguarda Topolino, notevoli i sogni su Clementina che non riesce a scrollarsi dalla testa e la sua decisione nel poetico finale.
                        La conseguente azione di Gambadilegno in un primo momento invece mi ha rovinato la lettura, in quanto troppo stupida. Riflettendoci, però, essa acquista senso ammettendo che abbia agito in quel modo per orgoglio e disprezzo nei confronti dell'avversario. Non so se l'autore l'intendeva così, ma io preferisco interpretarla come ho detto.

                        Topolino e il cavallo di ferro

                        Anche stavolta viene avvertito un segno che l'America sta cambiando: la costruzione di un treno non implica solo una variazione nei modi di viaggiare ma implica anche una modifica dei territori attraversati nonchè un collegamento più stretto tra le coste atlantica e pacifica che conferisce alle due una maggiore unità di luoghi appartenenti allo stato.

                        Apprendiamo che Topolino continua a sentire la mancanza di Minni e che ha iniziato a cercarla. Buono anche l'utilizzo di Basettoni e, soprattutto, Gambadilegno: in questa occasione nom un semplice truffatore, ma
                        Spoiler: mostra
                        un funzionario corrotto invischiato nella rivalità tra aziende rivali;
                        inoltre per conseguire i suoi interessi, non si pone scrupoli a suscitare una guerra con gli indiani.

                        La storia è bella, però ho riscontrato una soluzione eccessivamente veloce, mentre per me avrebbe meritato più spazio.

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                        Maximilian
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                          Re:C'era una volta...in America
                          Risposta #116: Lunedì 22 Apr 2019, 18:15:25
                          Topolino e la legge del far west

                          In questa vicenda particolare ci viene mostrato Wild Bill Pippock, ovvero come potrebbe diventare Pippo da vecchio. La figura del personaggio è molto riuscita ed è ammantata (sebbene non del tutto) dalla malinconia della gioventù ormai lontana e dall'inarrestabile declino delle capacità possedute un tempo.

                          Inoltre ci viene presentata la realtà dei saloon fatta da ballerine (nel caso specifico, Clarabella), e prepotenti da grilletto e rissa facile, liberi di creare trambusto perchè protetti dal signore locale, mentre la legge non riesce ad intervenire efficacemente. Tuttavia Topolino non si perde d'animo e da agli sgherri di Gambadilegno la lezione che si meritano.
                          Dopodichè cercherà di riportare alto il morale del vecchio sceriffo, dal quale a sua volta imparerà qualcosa, ed a fornirgli la giusta motivazione per il duello finale: scontro in cui il pippide vorrà affrontare contando sulle sue sole forze.

                          Da notare che rispetto a La via dell'Oregon Clarabella ha messo una parrucca.

                          Topolino e il lungo sentiero

                          Questa è stato il mio primo incontro con C'era una volta in America; tale puntata infatti era contenuta in uno dei miei primissimi (e rovinatissimi) numeri di topolino. Purtroppo però diverse pagine consecutive dell'albo si sono staccate e sono andate irrimediabilmente perdute: tra queste c'era gran parte della storia in questione, di cui si sono salvate le ultime circa dieci tavole.
                          Ciò è avvenuto prima che avessi letto l'episodio (probabilmente non ero ancora bene capace) e quindi per anni sono rimasto con la curiosità di conoscere il resto della vicenda. In tempi recenti sono riuscito a recuperarla completa e diverse immagini, come il cowboy che cade da cavallo e certe pose di Topolino, hanno risvegliato ricordi che non sapevo di conservare.

                          Ciò detto si tratta di un buona prova, per esempio per il reincontro fra Topolino e Minni, narrato con delicatezza, soprattutto nel poetico finale. Inoltre è interessante la sequenza del viaggio, che l'autore infarcisce di azzeccate gag.

                          Ritorna anche lo stesso Gambadilegno de Il cavallo di ferro, tuttavia non so quanti lettori all'epoca l'abbiano riconosciuto (tra gli episodi passavano diversi mesi): per meglio identificarlo si sarebbe dovuto colorargli l'abbigliamento come in quella storia, tuttavia non è stato fatto secondo me per non farlo confondere con il Pietro de La legge del far west (che infatti ha in comune i colori degli abiti con il predecessore: scelta che si è rivelata quindi infelice).

                          Infine si tratta anche del mio primo incontro con Macchia Nera, malgrado non l'abbia riconosciuto per molto tempo: infatti nei fumetti della mia infanzia agiva praticamente sempre incappucciato mentre qui aveva (eccetto per una breve scena) il capo scoperto. Ho impiegato anni a realizzare che si trattasse dello stesso personaggio.

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                          Maximilian
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                            Re:C'era una volta...in America
                            Risposta #117: Giovedì 8 Ago 2019, 15:23:54
                            Topolino e l'ultimo cowboy

                            Inaspettatamente, questa volta il Topolino di turno cambia mentre Pippo rimane lo stesso dell'avventura precedente, a fare da collante tra le due storie.
                            Si tratta purtroppo di una delle più deboli della saga, soprattutto nella parte centrale, in cui interviene un Gambadilegno piuttosto anonimo, ma si riscatta nel finale, con una poetica tavola conclusiva.

                            Buona in particolare la gag di Pippo che tenta di domare l'automobile come se fosse un cavallo.

                            Mi ha ricordato in più punti la saga di Paperon De Paperoni, non solo per l'impresario circense Barnum, ma anche per la fine dell'epoca western, con erezione di fili spinati e cowboy che vedono il tramonto del loro tempo.

                            Topolino e il sogno americano

                            Questa volta Pezzin fa le cose in grande, dando alla serie una grande conclusione.
                            Continua il discorso sul cowboy ormai appartenente al passato, il quale comincia una nuova vita, ma soprattutto la storia si ricorda per un Topolino reso cinico affarista dalle delusioni ricevute. Anche Minni discreta segretaria fa la sua figura e si intuisce che tiene di più al suo principale di quanto lasci trasparire dai suoi dialoghi: un affetto descritto magistralmente in modo molto delicato.

                            Essi però sono personaggi di secondo piano, rispetto a quello che assurge, eccezionalmente per questa ultima puntata, a protagonista della storia, cioè Pippo. La trama segue infatti il suo punto di vista, introducendo Topolino in media res quando il suo carattere e la sua condizione sociale sono già cambiati.

                            Per l'occasione De Vita sfoggia tutto il suo splendore, a proposito di cui noto un solo neo: i truffatori possiedono espressioni che fanno intuire sin da subito la loro intenzioni di imbrogliare.

                            Pezzin decide di concludere la saga alla fine degli anni venti, con un evento drammatico che qui viene solo accennato, probabilmente perchè i periodi storici successivi sono già stati vissuti al presente dai personaggi disney (e non a caso i primi fumetti riflettevano le condizioni di miseria dovute alla grande depressione). Al termine abbiamo una pagina che offre una carrellata dei personaggi di questa saga interpretati da Topolino, Minni e Pippo: un modo di concludere davvero apprezzato.

                             

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