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Post - Andy98

Pagine: [1]  2  3  ...  14 
1
Topolino / Re:Topolino 3383
« il: Giovedì 24 Set 2020, 23:24:18 »
Io mi chiedo una cosa più, diciamo, "tecnica": com'è possibile che d'improvviso in quest'ultimo periodo (corrispondente all'uscita del quarto e quinto episodio di Paperbridge) sono usciti così tanti commenti negativi a una serie che, se anche tralasciamo il mio pensiero personale, era stata apprezzata inizialmente da tantissimi utenti?

Credo che la ragione sia abbastanza elementare: trattandosi di una storia a puntate, è normale che ci siano state eventuali aspettative disattese nel finale.
Dopodiché, può capitare di avere opinioni contrastanti di parte in parte: ad apprezzamento delle prime puntate, può seguire noia o disappunto nelle successive, magari al punto che il giudizio complessivo penda più per il negativo anziché per il positivo, e viceversa. Oppure, come accade nei cartoni, nelle serie TV o nei telefilm, un continuo alternarsi di posizioni.

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Topolino / Re:Topolino 3383
« il: Giovedì 24 Set 2020, 22:23:20 »
Tuttavia è un peccato che, oltre ad averci regalato due benefici minuti di ilarità, il troll ci abbia anche segnalato una vera e propria caduta di stile da parte del buon Marco Gervasio, che indubbiamente risentito per la critica di Manuel Crispo si è sentito in dovere di metterlo alla gogna su un social, dove i suoi fedeli ammiratori possono permettersi di denigrarlo senza problemi.

Francamente, credo che la vicenda si commenti da sola: a critica legittima si risponde con astio e avversione nei confronti di un pensiero altro, differente dal proprio, ma non per questo necessariamente di inferiore valore. L'utente in questione sarà anche stato piuttosto duro e schietto nell'esprimere il suo giudizio, tuttavia mai è risultato offensivo, tant'è vero che il suo post ha ricevuto un buon numero di "polliciate", un po' come è accaduto con le precedenti osservazioni di Piccolobush. Immagino che un simile gradimento non lo avrebbero suscitato degli insulti gratuiti, pertanto, al di là dell'aridità espressiva dei succitati - che comunque fa parte del loro modo di porsi, non è un linguaggio ideato appositamente nei confronti di Paperbridge, come anni di commenti possono tranquillamente testimoniare - non riesco a giustificare questo improvviso astio da parte dell'autore, il quale non si è mai sottratto al confronto.

P.S. Giusto per puntualizzare: l'universo di Fantomius ad un certo punto ha smesso di interessarmi (probabilmente l'avrò anche scritto ad un certo punto, prima di rinchiudermi nel mio silenzio apatico), e Paperbridge per svariate ragioni non ha fatto eccezione. Il fatto di essere finito nella cosiddetta "minoranza" di lettori che non ha apprezzato il lavoro di Gervasio rende la mia posizione irrilevante al confronto di coloro che si sono cimentati nella tessitura di sperticate lodi? Non penso proprio, però stando a quanto è venuto fuori, così sembrerebbe...

3
Topolino / Re:Topolino 3377
« il: Lunedì 17 Ago 2020, 21:38:07 »
Una volta ogni tanto mi fa piacere essere nel torto, e ringrazio il buon Gervasio per aver condiviso un po' del suo tempo con noi, chiarendo questo "equivoco" visivo che testimonia sempre più l'importanza del costante dialogo che deve sussistere tra sceneggiatura e disegni.

4
Topolino / Re:Topolino 3377
« il: Domenica 16 Ago 2020, 17:46:50 »
Questa storia delle pistole è davvero ridicola...

Com'è ancora più ridicolo il fatto che a pagina 50 la pistola sia stata censurata solo nella prima vignetta, producendo un effetto ancora più paradossale e risibile. Oltretutto, mi risulta che i congegni di Paperinik abbiano utilizzi e proprietà differenti da quelli di un'arma da fuoco, quindi non capisco perché proprio adesso qualcuno si sia fatto venire il pallino di censurarli...

In questo difficile periodo, dove il dibattito civile sembra pressoché impossibile, mi è capitato di incappare in gente che per sminuire la cultura dell'interlocutore utilizzasse il Topolino come "massimo livello di informazione": un po' verrebbe da dargli ragione, visto che certi rimaneggiamenti offendono proprio l'intelligenza del lettore...

5
E io che pensavo che con la storia degli scacchi "razzisti" si fosse proprio toccato il fondo... Mi devo (purtroppo) ricredere: ogni volta che la piaga del "politicamente corretto" fa la sua comparsa sulla scena della chiacchiera quotidiana, ecco che se ne esce con una polemica sempre più ridicola...
 
Ormai è solo un mezzo adottato da certe persone per nascondere la propria ipocrisia e per ritenersi moralmente superiori ad altre persone, tuttavia quando il fragile specchio che essi usano per far riflettere solo ciò che vogliono mostrare si frantumerà, a quel punto non dominerà solo l'insofferenza generale, bensì trionferanno proprio quelle idee, soprattutto quelle nocive e velenose, contro cui gli stessi paladini del "politicamente corretto" credono di lottare...

Il dato più triste di tutta questa vicenda è che vediamo tutto questo accadere in un'era in cui tutti potrebbero formarsi correttamente e, soprattutto, criticamente, se solo lo volessero...

6
Topolino / Re:Topolino 3372
« il: Sabato 11 Lug 2020, 21:13:50 »
E da quali atteggiamenti avresti percepito questo rifiuto?
Allora, più che altro proprio da "3 Paperi in gioco" in cui (vado a memoria) non ricordo quale/quali nipotini aveva/avevano risposto male a Paperino. Quella storia mi aveva fatto un effetto non buono, semplicemente perché avvertivo l'inizio di qualcosa di negativo data l'adolescenza ovvia dei nipotini in quella storia. È forse proprio il fatto che io nella realtà non sopporto gli adolescenti maleducati che rubacchiano e appena sentono la polizia scappano. Sono lo stesso tipo di persone che di solito vedono l'adulto come il nemico. E, pur sapendo che su Topolino non ci saranno MAI casi espliciti del genere, ho sempre il timore che la cosa possa essere leggermente più evidenziata.

Guarda caso, è proprio l'esempio che ti ho fatto nel mio commento di cui sopra. Oltre a non essere un esempio di "rifiuto dell'autorità", la scena dovrebbe essere contestualizzata: Paperino insisteva affinché Qua giocasse a calcio coi suoi fratelli, senza sforzarsi, tra l'altro, di comprendere il suo interesse per la musica. La replica stizzita ed impulsiva di Qui Quo - che può starci in un adolescente - serviva proprio a far aprire gli occhi allo zio, che in quel momento non si stava comportando come una vera figura di riferimento.

Oltretutto, cosa c'entrano gli "adolescenti che rubacchiano e appena sentono la polizia scappano" con i tre nipotini? Il mondo di Topolino è ormai solo bianco e nero - purtroppo - una loro replica un po' più feroce non può davvero farti sorgere il terrore di un così grande stravolgimento. Inoltre, se non erro, sei tu stesso un adolescente, quindi dovresti riuscire a guardare alla tua realtà con un occhio meno distanziato rispetto al mio o a quello di altri utenti. Non so che gente tu conosca - dire "frequenti" mi verrebbe un po' difficile pensare, vista la tua affermazione - ma se ripenso ai tempi che furono quando avevo la tua età, non mi sento di riconoscere questa tua visione.

Comunque, appoggio l'interpretazione di Volkabug e di altri utenti: i nipotini che ritrovi in queste storie potrebbero benissimo avere la tua età, quindi ragazzini di terza media/prima superiore, che si avviano alle loro prime esperienze e via dicendo.

7
Topolino / Re:Topolino 3372
« il: Sabato 11 Lug 2020, 20:28:02 »
La cosa che spero è che non si avveri mai quello scenario del rifiuto dell'autorità a cui secondo me ci si sta avvicinando troppo con questo progetto.

Il rifiuto dell'autorità?
Non mi sembra che sia avvenuto, nemmeno in Tre paperi in gioco - che ricordiamo essere il capostipite dell'intero filone legato alle differenziazioni dei nipotini - e non penso nemmeno che lo vedremo mai sulle pagine del Topolino.
Preciso: non è semplicemente rimproverando lo zio - come è avvenuto nella succitata storia - che si rifiuta l'autorità, quindi di conseguenza non mi vengono in mente tra gli episodi di Area 15 - che tra un po' nemmeno mi ricordo, dato che non mi è mai interessata come serie - oppure tra le varie storie incentrate su questi nipotini in cui si sfiori tale rifiuto... Se potessi fornire qualche esempio su cui ragionare, te ne sarei grato...

8
Commenti sugli autori / Re:Enrico Faccini
« il: Domenica 21 Giu 2020, 16:38:27 »
Dunque Sulla vecchia ferrovia non è un esperimento isolato, e ciò mi fa molto piacere.
Vedere un autore giocare con un mezzo espressivo che ben conosce non ha prezzo: sovvertire lo schema tipico del fumetto a seconda della piega comica che si vuole ottenere è un qualcosa che sempre più autori dovrebbero fare, ed è decisamente un piacere vederlo sulle pagine di Topolino.

9
Non dimentichiamoci che anche il Topolino in un certo senso sta contribuendo a questa visione falsata della realtà secondo cui un protagonista, un "buono", un amico di un protagonista o di un "buono", deve essere scevro da ogni forma di cattiveria. Addirittura, come già tristemente si è appurato, nelle pagine del settimane è quasi del tutto scomparsa la malvagità.

Oltretutto, nella prima puntata del Torneo delle cento porte una figura antagonista è l'allenatore ingaggiato da Cuordipietra che, oltre al ghigno maligno, esibisce - guarda caso - una bella coppia di ritti e lunghi baffi da malvagio. Certo, è vero che il personaggio in questione non è (al momento) un cattivo, però fa sorridere che una forma di opposizione ai protagonisti abbia una rappresentazione così stereotipata. Sarebbe già un ottimo punto di partenza se si evitasse di dare al male una precisa forma fisiognomica.

10
Insomma, il compulsivo bisogno di "politicamente corretto" sta degenerando in (ridicoli) tentativi di cancellare totalmente frammenti di storia e di cultura... possibile mai che si stia perdendo di vista il concetto di contesto? Il fatto che una "rappresentazione culturale" sia superata per quelli che sono i nostri tempi non vuol dire che non abbia più niente da comunicarci né che debba meritarsi l'oblio. Ogni qualvolta mi arriva voce di notizie, polemiche o manifestazioni di questo genere rimango sempre più allibito, non solo da coloro che animano queste azioni, ma anche e soprattutto dall'ignoranza e dalla dabbenaggine di chi li appoggia.

P.S. Qualche giorno fa ho addirittura letto che il povero Taddeo dei Looney Tunes non potrà più usare il fucile per cacciare, bensì una falce... Che tristezza vedere cartoni che hanno fatto la nostra storia rovinati così!
Ripeto: possibile mai che il concetto di contesto si stia perdendo di vista?

11
Topolino / Re:Topolino 3368
« il: Mercoledì 10 Giu 2020, 22:45:34 »
Il Faccini di questa settimana è davvero degno di nota, anche solo per la brillante architettura delle vignette, che gioca sia con il lettore sia con lo schema classico del fumetto stesso.
Sperimentare con la griglia del fumetto non è facile, in quanto presuppone che lo spazio sia attivo partecipe del racconto, anziché essere un vuoto contenitore da riempire con precise istantanee temporali, e l'autore ha avuto una brillante intuizione che potrebbe portare una ventata di novità al taglio narrativo con cui ha proposto molte delle sue storie mute.

Mi auguro che anche altri disegnatori seguano il suo esempio, giacché se è vero che le trame si ripetono - soprattutto i ben consolidati schemi, sempre cari a molti sceneggiatori - è sì vero che una messa in scena differente le renderebbe quasi "inedite" e "originali", e, di riflesso, divertenti e fruibili.

12
Le altre discussioni / Re:Politically correct, censure e rimaneggiamenti vari
« il: Mercoledì 10 Giu 2020, 21:34:11 »
Ah, ma si parla del feticcio che ha infestato le pagine del ciclo Pippo & Cops, e io che stavo pensando a chissà che roba...  ;D

Ormai, sul Topolino è decisamente normale possedere uno di quei giocattolini, ma in assenza di ciò, un pugno in bella vista è sempre una valida alternativa.

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Topolino / Re:Topolino 3367
« il: Martedì 9 Giu 2020, 22:35:40 »
Ci si lamenta spesso che i personaggi Disney siano troppo schematici e che soffrano di un background troppo ripetitivo.
Panaro ha scritto una storia che, a parte risulti scorrevole e ben scritta, ci mostra un Paperino finalmente diverso.
Un papero senza grandi aspirazioni, che si culla sulle sicurezze "monotone" della sua esistenza ma che, come raffigurato in questa occasione, avrebbe il "sogno" di ripercorrere le orme dello Zione.
Ovviamente con un orizzonte temporale molto dilazionato ! Sia perchè non si potrebbe affrettare una successione tra i due (visto che il tempo è cristallizzato nelle storie disneyane e questi personaggi ricoprirànno in eterno i rispettivi ruoli), sia perchè è nell'indole di Paperino voler apprendere con calma, estrema calma. Ma siccome sappiamo tutti che proprio questa è la sua indole, il colpo finale di Panaro riesce a dare una ventata di freschezza e nuova profondità al personaggio.

Una chiave di lettura alquanto interessante, anche se, a mio avviso, la storia racchiude un gradevole sottotesto metaletterario, come se Panaro stesse giocando col suo tipico canovaccio, sicché, dando l'impressione di procedere verso l'usuale e monotona direzione, scomponesse quest'ultima pezzo dopo pezzo, arrivando così ad un finale né stucchevole né sentimentalista, per quanto il macchinario narrativo che c'è dietro non sia sempre fluido su più punti. Apprezzabile, comunque, il tentativo di seguire un'approccio differente.

A proposito di questo numero, mi ha fatto molto piacere trovare una storia con Rockerduck protagonista - come ho fatto intuire a più riprese in passato, è uno dei miei personaggi preferiti - per quanto la storia in questione c'è da dire che non sia particolarmente trascendentale, con il personaggio sempre più vicino ad un generico rivale di Paperone disposto a concedersi alcune scorrettezze, ma credo in questo caso il difetto emerga per via del suo ruolo da protagonista (nonostante esserlo non sia equivalente ad occupare la giusta sponda della morale, eh...).

Infine, Gedeone già non mi convinceva quando Artibani lo aveva fatto ritornare ne Il segreto di Cuordipietra, e figuriamoci se ci riesce una storia di dieci pagine, dove c'è veramente poco spazio per instaurare la giusta alchimia/rivalità con Paperone. Mi spiace, ma il Gedeone autentico per me resta quello de I gamberi in salmì: il battibeccare in continuazione non è una condizione sufficiente affinché la relazione tra due personaggi sia ben scritta o funzionale alla trama.

Questa volta sono perfettamente d'accordo con la recensione che è stata pubblicata stasera.
Quello che francamente mi stupisce, è come possano piacere storie come queste in cui ai personaggi è stata tolta qualsiasi tridimensionalità per ridurli ad un'orda di puppazzetti ghignanti calati in vicende frenetiche e senza logica. Mi ricordano i cortometraggi di Benny Hill ma meno divertenti.
Salvo si e no la storia di Casty, ma purtroppo anche questo autore talvolta si adegua a ciò.

Altro pensiero condivisibile, tuttavia è ormai risaputo che per il Topolino attuale le sfumature di grigio sono pressoché inesistenti, quindi non vedo perché stupirsene più di tanto.

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Commenti sugli autori / Re:Guido Martina
« il: Martedì 12 Mag 2020, 12:18:06 »


questo benemerito utente ha fatto la scansione di quasi tutte le storie del professore  :inLove:

Con questa deliziosa scoperta hai rallegrato la giornata ad un povero tapino, ti ringrazio!  ;D

15
Topolino / Re:Topolino 3361
« il: Mercoledì 29 Apr 2020, 23:35:35 »
In mezzo a parecchie storie noiose, o comunque che poco lasciano al di là di quei cinque minuti necessari alla loro fruizione, Topolino e la casa dei dipinti che fingono è una piacevole sorpresa da parte di un Casty che permette al Topolino di ospitare pagine di profonda leggerezza, senza che queste scadano nello psicologismo spicciolo, e non a caso apprezzo la splendida analisi che ne fa Alby67, sincera testimonianza che questo giornaletto può ancora raccontare qualcosa dietro a quel fiume di parole oltre cui spesso non si guarda più, convinti che non si nasconda nient'altro rispetto a ciò che viene proferito.

Ma il fumetto non è solo parola: la forza della sua rappresentazione sta nel mutuo dialogo tra testi e disegni, e a Casty riesce perfettamente di realizzare tale intreccio. Ho letto che diversi vorrebbero accompagnare le sceneggiature castyane ai barocchi e serpeggianti affreschi di un Celoni o di un Mottura - e non nascondo che appagherebbe molto anche i miei sensi - tuttavia l'elemento visivo prenderebbe troppo il sopravvento e rimarrebbe più l'impressione di una storia dalla bella forma ma dal vacuo contenuto, ed è per questo che preferisco la più equilibrata geometria castyana, con quel Topolino dalla smorfia che tanto compatisce le bizzarrie dell'amico, quanto rimane perplesso nel momento in cui fiuta l'inghippo, o l'illogicità di certi atteggiamenti, o con quella linea che è capace sia di stemperare le situazioni sia di infonderle quel minimo elemento di tensione che è bene vivere durante la lettura; in una parola: fluidità.

Fluido, altresì, è il modo in cui l'autore è riuscito a combinare una tipica storia "thriller" di Topolino e Pippo con una precisa seppur sottesa indagine sui turbamenti di un artista che brama di essere tale. A riguardo, mi tornano in mente - ma solo perché l'ho recuperato di recente e ci ho scritto sopra qualche riflessione - le pagine del Tonio Kröger di Mann dedicate alla critica dell'arte, in cui il protagonista, proiezione irrequieta dello stesso autore, condanna il cosiddetto "sentimento caldo", basato sul subitaneo impulso creativo e sul trionfo delle emozioni come soggetto dell'opera d'arte. Ecco, vedo in Odoard Crunch quel prototipo di artista, convinto che l'arte si basi sull'esplicita rappresentazione delle proprie emozioni, senza che vi sia dietro una ricerca né un linguaggio adatto a fissarle. Si dice che un artista sia introspettivo per definizione, e non è un caso, infatti, che sotto l'effetto della magia i quadri rivelino in maniera indelebile quello che è realmente: essi diventano la carne che rivela ciò che vi è di in-visibile nell'autore, veri e propri fantasmi che racchiudono quanto di più essenziale vi sia nello stesso Crunch, cioè un povero uomo dominato da emozioni negative, ansia, depressione, frustrazione, desideroso di eliminarle attraverso un sentimento.

Infine, vorrei fare notare come fino alla pagina trenta Casty abbia quasi lasciato intendere che il pittore sia tristemente defunto - forse nemmeno di morte naturale - salvo poi dover rientrare - purtroppo - nel tipico dualismo Disney, contrapponendo a tutto questo "grigiore" il salvifico principio dell'amore, che trionfa sul male, ristabilisce l'armonia perduta, e via dicendo con la solita filastrocca ben nota. Rimane però da osservare che, senza questo tempestivo intervento delle forze del bene, probabilmente Odoard Crunch si sarebbe dato fuoco assieme alle sue opere, o almeno così sembrerebbero dirci quelle pagine bianche che interrompono le intime confessioni dello stesso pittore.

E la bellezza di questa storia sta anche nel fartelo pensare, poco importa se verrai smentito nella tavola successiva. Si scorge, in tutto questo, la sagace e attenta costruzione di Casty, che ha bisogno di essere supportata anche dai suoi disegni, ed è anche per questo che faticherei a vedere le sue opere con altro tratto, fatta eccezione per Faccini, il cui tratto ben funziona in presenza di alte dosi di surrealismo (Topolino e il rampiro di Transvitania ne è l'esempio lampante).

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