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Post - Francesco Torto

Pagine: [1]  2  3  ...  8 
1
Ciao paperi, vorrei riservare 2 posti in fiera e a pranzo se siamo ancora in tempo, grazie! Niente libri, che sto in ristrettezze... speriamo che la sorpresa non me ne farà pentire...

2
I Sondaggi / Re:Il miglior Pixar - Fase Preparatoria - Quarto Girone
« il: Domenica 16 Dic 2018, 16:33:22 »
Solo io ho visto la prima parte come introduzione e la seconda come la storia che si voleva raccontare?
Si può certamente vederla così, ma sarebbe un giudizio ancora peggiore: nelle intenzioni fanno film brutti e per coincidenza gli viene fuori qualche scena buona. Ma, non potendo nessuno di noi conoscere le intenzioni vere degli autori, cerco di riconoscer loro il beneficio del dubbio e considerare sempre la spiegazione meno deprimente...

Poi, in realtà, dato che è WALL-E il protagonista e non gli umani sulla Axiom, e dato che la prima parte (dove c'è solo WALL-E) occupa una parte consistente del minutaggio e dell'economia della storia, è difficile credere che l'idea originale fosse "film di fantascienza dove gli umani sono in balia di un robot cattivo ma vengono salvati da un robot buono". Inoltre nei vari making of e interviste hanno raccontato molte volte la genesi del progetto, e il seme iniziale era proprio la storia dell'ultimo robot rimasto su una Terra deserta.

3
I Sondaggi / Re:Il miglior Pixar - Fase Preparatoria - Quarto Girone
« il: Domenica 16 Dic 2018, 12:18:51 »
Sinceramente non riesco proprio a capire come possa non piacere WALL E, per me una delle opere più significative non solo della Pixar ma del cinema tutto, a meno di non essere proprio senza cuore... Con rispetto parlando, ovviamente
Il cuore è tutto nella prima parte, nella seconda secondo me c'è la melassa. La distinzione è sottile ma c'è.

4
I Sondaggi / Re:Il miglior Pixar - Fase Preparatoria - Primo Girone
« il: Domenica 16 Dic 2018, 12:14:45 »
Elimino chi elimina Arlo.




Questo è il girone piú facile per me: Up, che mi sono fatto piacere solo dopo molti anni e rivisioni, fu la sentenza definitiva sulla fine dell'era dorata Pixar, dopo le prime avvisaglie nella seconda parte di WALL-E, a cui non volevo credere. Con Up si formalizzava l'intenzione di tirare i remi in barca, di fare i film con lo stampino tanto il successo di pubblico e la sudditanza psicologia della stampa erano ormai assodati. Anche qui, dopo pochi minuti di illusione, si riprecipita nella convenzione. Un trauma che perdura ancora oggi, un tradimento della fiducia che non basterà una generazione alla Pixar per farsi perdonare. Se camperà ancora.



5
I Sondaggi / Re:Il miglior Pixar - Fase Preparatoria - Secondo Girone
« il: Domenica 16 Dic 2018, 11:57:52 »
Qui emerge la vergogna di questi ultimi anni infarciti di sequel inutili e dannosi. Pur turandomi il naso, quello su cui avevo piú aspettative era Monsters University: se il punto di forza del primo film era la caratterizzazione perfetta dei due protagonisti, era lecito aspettarsi scintille dalla storia di come si fossero conosciuti. E invece la mannaia della mediocrità si è abbattuta sugli autori della storia e il film non va oltre il passatempo.


Il sequel che mi faceva più paura di tutti fu invece Alla ricerca di Dory. La storia del primo film era compiuta, l'evoluzione dei personaggi è stata una iperbole pazzesca e non era immaginabile chiederne ulteriori sviluppi. Per questa ragione l'idea di concentrarsi su Dory è più da spin-off che da sequel, ma era prevedibile che il suo arco narrativo, dopo il balzo del primo film, sarebbe stato modesto e convenzionale. Cosí è stato, ma qualche idea intelligente (i nuovi personaggi a contorno e l'ingegnoso colpo di scena risolutivo) lo salva dalla mia, di mannaia.

6
I Sondaggi / Re:Il miglior Pixar - Fase Preparatoria - Terzo Girone
« il: Domenica 16 Dic 2018, 11:44:48 »
C'è un errore: leggo "Cars 2" ma non esiste. Ma non serve correggere il sondaggio, basta votarlo. Poi vado a correggere anche Wikipedia.

7
I Sondaggi / Re:Il miglior Pixar - Fase Preparatoria - Quarto Girone
« il: Domenica 16 Dic 2018, 11:35:52 »
Un girone infernale che fa riemergere tutti i preconcetti e i vizi di trent'anni di storia Pixar e del suo rapporto con il pubblico e con la stampa.
E non ho ancora visto gli altri gironi!


Se proprio devo trovare una pregiudiziale per l'accesso alle fasi finali bisogna scendere nel dettaglio dei singoli film e procedere non per esclusione dei preferiti ma per intolleranza al minimo vizio. Fra questi cinque i film viziati, cioè con qualche difetto intollerabile, sono solo due: Coco e WALL-E.


Il difetto di Coco, secondo me, è comune a quello di tutta la produzione Pixar degli anni '10: è feel-good, ovvero poco coraggioso nella psicologia dei personaggi, la cui unica ansia è costituita dal cattivo venuto a disturbare la quiete. Il marchio di fabbrica Pixar in precedenza era invece un disturbo cronico interno ai protagonisti (o, ai bei tempi, al cast corale) che lo distingueva da tutta la produzione animata per famiglie, ragione per cui la Pixar si è imposta come leader mentre tutti cercavano di imitarla. Oggi il coraggio è altrove, invece, è la Pixar ha tirato i remi in barca. Ha ancora idee sorprendenti, e sviluppi "variant" interessanti a tratti, ma le castra per rincorrere un pubblico meno esigente.


WALL-E soffre di questo difetto ma in una maniera talmente deliberata e provocatoria che il mio grido a khaaaaaaaaaan ancora riecheggia fra le mura del mio cinema. Prima e seconda parte di WALL-E sono due film diversi. Il primo è un mediometraggio incompiuto pietra miliare della storia del cinema che trascende anche i soliti meriti della Pixar e brilla di luce propria; il secondo è un episodio qualunque di un cartone di Disney Channel di fantascienza di quart'ordine.


Il mio voto, a questo punto, dovrebbe intuirsi. Se non vi riuscisse, vi basti sapere che chi ha votato Cars deve considerarsi un mio mortale nemico.

8
Commenti sugli autori / Re: Sio (Simone Albrigi)
« il: Giovedì 3 Ago 2017, 18:23:49 »
Riaccendo la discussione cogliendo l'occasione dell'uscita della nuova storia di Sio ma, soprattutto, sulla scia dell'entusiasmo che mi prende per la pubblicazione di "Ridi Paperoga".
Nutrivo un leggero fastidio per Sio e la sua popolarità da youtuber, finché non fece il video di "Luigi il pugilista" per Elio e le Storie Tese e il suo esordio su Topolino. In particolare credo che su Topolino abbia portato una rivoluzione non già provocatoria bensí programmatica. Ogni sua nuova comparsa sul Topo conferma questa mia convinzione. Poco fa su Facebook, reagendo a un'immagine della sua ultima storia pubblicata dall'account di Topolino Magazine, l'entusiasmo e la loquacità hanno preso possesso delle mie dita e è venuto fuori quanto segue, che voglio condividere qui perché sono piccolo e nero e su Facebook non mi segue nessuno:

Citazione
#Sio ha portato su Topolino quello che i migliori autori di Topolino di solito dovevano andare a fare fuori da Topolino, di nascosto, ma anche quello che i lettori di Topolino si dicevano intorno a Topolino, di nascosto, leggendo altro.

Sio ha imposto a Topolino una missione underground, anticonvenzionale, diseducativa e formativa, da cui ciecamente si cercava di proteggere il pubblico di minori, da decreto intesi come minorati. Ha imposto un linguaggio estremo nel senso, nel segno e nel disegno, e al pubblico ha richiesto l'impegno di decodificare la deformazione, rinunciando all'informazione, invitando alla accettazione del diverso e persino dell'assurdo, unico possibile anticonformismo.

Cazzate, giochi? Irresponsabilità? Complesso di inferiorità nei confronti del Canone? No, è una sfida. Perché il Canone ha superato la maturità e è marcito nell'autoreferenzialità piú pestilente, perché la responsabilità (piccola) è stata fraintesa col potere (piccolo). E perché il gioco è ricerca di sé e del mondo, che non è una cazzata: è il senso. Il senso della vita e il senso del nonsense, quindi.

La devastazione portata da Sio nella desolazione disneyiana è stata, sin da subito, incontenibile al punto che sbordava dal Topolino settimanale fino in pubblicazioni apposite, che cercando di razionalizzare il fenomeno si ritrovavano a celebrarlo pubblicando storyboard, versioni alternative di storie intere, affidandogli prefazioni, commenti, rubriche. E dalla rievocazione nostalgica della pubblicazione cult "Ridi Topolino", figlia di un'epoca che tutti gli addetti ai lavori sentenziavano "irripetibile", e se lo ripetevano come un mantra che assordisse ogni rilievo contrario, si è scoperto che, guarda un po', era ripetibile. Che, guarda un po', era necessario.

Tutto ciò è sublimato nella nuova, limitata (per ora), testata estiva #RidiPaperoga, in un formato inedito ma, guarda un po', perfetto: spillato, carta ruvida, pagine larghe, tascabile, mensile, comico, dedicato a un personaggio secondario, matto, sornione, curioso, ostile a ogni stereotipo, una sfida costante per ogni autore che lo affronti e non lo affondi nella soggezione dell'ordine costituito. "Ridi Paperoga" è il prototipo della rivista antologica del futuro, tanto per lo sfruttamento dei personaggi disneyiani quanto per qualunque nuovo tentativo creativo esterno che la Disney Italia/Panini, se sveglia, dovrebbe far carte false per ospitare nelle sue pagine e fare, finalmente, cultura.

Questa è la Storia nel suo compiersi. Sio è un punto di non ritorno: da ciò Topolino può rinascere moderno, vero, autorevole, potente, o può rigettarlo e rovinarsi per sempre nel ripido declino intrapreso quando, sciagurato, smise di (far) ridere.

Un po' esagero per il gusto di esagerare, sí. Ma in fondo in fondo difendo ogni parola che ho detto e sto seriamente tifando per la rivoluzione di Sio. Qualcuno condivide con me questo estremismo?

9
Mostre, Fiere e esposizioni / Re: Romics 2015 (dal 1 al 4 ottobre)
« il: Sabato 3 Ott 2015, 13:00:56 »
Io non sono neofita, ma l'ansia me la sarei risparmiata ugualmente... volevo fare un salto oggi pomeriggio, ma m'è passata la voglia...
Ritenterò domani mattina, se mi sveglio...

10
Tocca a un resoconto, tardivo, anche mio! Vedo che vi piacciono molto lunghi. Benissimo. Sfida accettata!

Non frequento molto assiduamente il forum, e per nessun altro autore mi sarei permesso di scrivere qualcosa nella mitica Biblioteca del Papersera, tranne che per Silvia Ziche. Non che sia più esperto (ho cannato gran parte delle vignette della maglietta celebrativa di Paperenzo, mea maxima culpa), ma sono sicuramente più ispirato da questa autrice che da anni chiamo in pubblico "la Dea" (e chi mi ascolta capisce subito di chi sto parlando) e che fra Angus Tales e Papernovela mi ha praticamente cambiato la vita. Perciò quando Pacuvio, a cui era ben nota la mia ossessione per la Dea, mi ha coinvolto nel premio Papersera di quest'anno ho accettato con prevedibile entusiasmo. Col medesimo entusiasmo ho aspettato l'evento reggiano per lunghi mesi. Ho sempre rimproverato a Pacuvio di preferire Reggio a Lucca, ragione per cui non eravamo mai riusciti a incontrarci, ma stavolta dovevo anch'io essere dei vostri.

Sono arrivato il venerdì non sapendo assolutamente cosa aspettarmi e infilandomi quasi all'ultimo minuto alla cena. Ma gli immensamente disponibili Paolo, Matteo e Marco (ecco, ora comincerò a confondere volti, nomi e nick... perdonatemi, sono un novellino) non me l'hanno fatto pesare e sono passati a prendermi in albergo con sprezzo del disorientamento satellitare.
Non sapevo che aspettarmi, dicevo, ma men che meno mi aspettavo che questo meeting nerd assumesse contorni anche gastronomici, e di tali proporzioni! Dimenticherò difficilmente la sublime magnata da sette portate di cucina trentina agli Amici del Rifugio Crucolo, oltre che le sublimi fattezze del personale di servizio femminile dedito persino alla spettacolare cerimonia del Parampimpoli flambé. E in questa magica cornice ho fatto la prima conoscenza di alcuni di voi; ma adesso non vi aspettate che mi ricordi i nomi o i nick, non ce la posso fare. Sono sicuro che non si offenderà nessuno se dico che l'unico nome/nick che mi ricordo è quello di Nunval, la cui manifesta superiorità è universalmente riconosciuta da tutti noi. Era una leggenda prima di conoscerlo, e il suo incontro non fa che confermarlo.

Il sabato mattina, purtroppo, le contingenze della dura realtà sono intervenute a infrangere l'idillio della sera prima. L'albergo mi fa pagare 6 euro per la colazione. Già da lì dovevo capire che la giornata non sarebbe filata proprio liscia liscia. Trovo un po' di sollievo nel passeggiare attraverso lo splendido centro storico di Reggio Emilia, sotto una pioggerella alla fin fine gradevole. Durante la passeggiata incontro qualche sportello bancomat. Mi dico che devo usarlo, perché mi è rimasto poco contante. Ma mi rispondo: "vuoi che non ci sia un bancomat in una Fiera campionaria?". All'arrivo in fiera si concretizza l'orrore: non c'è un bancomat. Lascio la valigia ai compassionevoli standisti del Papersera e mi avventuro per le strade deserte attorno alla fiera alla ricerca di uno straccio di sportello automatico. La pioggerella, che avesse variato o meno di intensità non lo so dire, ma mi sembrava men dolce adesso. Solo dopo 90 minuti e svariati chilometri di strada e insopportabili millimetri di pioggia trovo un maledetto sportello della BPER, che guardacaso non era nemmeno molto distante dalla fiera (a metà strada fra fiera e stazione AV). Non voglio nemmeno cominciare a ricordare che razza di giro in tondo ho fatto. Ho visto cose...
Erano le 11:00 del mattino e io volevo soltanto tornare a casa, e dormire, e dimenticare, e in silenzio piangere nel cuscino e non uscire più di casa per il resto dei miei giorni. Ma dovevo farmi forza. La Dea mi aspettava. Ero lì per lei. Avevo pagato una colazione SEI EURO, per lei. Non poteva finire così, con un timbro sul dorso della mano di una fiera mai visitata e le vesciche ai piedi.
Insomma torno in fiera e comincio a incontrare i paperseriani del sabato, fra cui il mio contatto Pacuvio e il sollazziano Bramo che pure non vedevo da secoli. I paperseriani duri e puri subito si accorgono di questo assembramento non autorizzato della Tana del Sollazzo e veniamo immediatamente additati come traditori, appestati, figli di un dio minore. :P
Ulteriore nota gastronomica inattesa: la mostra-mercato si tiene in concomitanza con la fiera della birra artigianale, dettaglio che gli altri resoconti hanno colpevolmente omesso! Per raggiungere i padiglioni del fumetto era obbligatorio attraversare quelli, ancora vuoti, della fiera della birra. Attraversarli significava essere colti da un odore cibo che non riesco a distinguere nettamente ma che ingenera effetti al limite dell'allucinogeno. L'Olimpo degli Dei deve profumare così. L'odore della felicità.

Ordunque è tempo del pranzo tanto atteso, e dell'arrivo di Lei: la Dea. Gaia allegra e felice come sempre, gusta con noi antipasti e pizza, per poi venire sommersa dagli omaggi e dagli interminabili onori. Nel frattempo arrivano anche altri sollazziani che non vedevo da tempo (Grrodon) o che non avevo mai incontrato (Vito & Isa). Avrei voluto passare un po' più di tempo con loro ma da una parte c'era la Ziche che mi attirava magneticamente, e dall'altra il posto libero vicino a loro è andato poi a occuparlo Luciano Gatto.
Gli eventi che hanno seguito il pranzo sono stati frenetici a dir poco. Al momento della premiazione c'era una tale concentrazione di grandi autori che si poteva percepire la tensione, il rischio di non riuscire a ottenere dediche e autografi, e è scattato il conseguente pedinamento degli autori a ogni passo. Io, che quando comincia a salire la tensione mi allontano e rinuncio a ogni pretesa, da ameba quale sono, solo per un pelo riesco a ottenere una dedica zichiana sulla Sketch Edition del PK Giant #1 (tenuto imbustato vergine e immacolato in tutti questi mesi proprio per l'occasione) e sul tanto agognato librone del Papersera, pochi minuti prima che se ne andasse a prendere il treno.

Svanita la Dea, riappaiono i depressi acciacchi della mattina e la voglia di tornarmene a casa. Qualcuno non l'ho nemmeno salutato, altri invece li avrò salutati almeno tre volte, visto che ci siamo riincontrati prima sul bus e poi in stazione, in partenza quasi tutti per le stesse destinazioni e alla stessa ora. E solo allora ho scoperto che il Papersera vanta una folta delegazione di abruzzesi! Ogni volta che dicevo di essere abruzzese qualcuno urlava: "Anch'io!", o "Anche $tizio!", o "Io ci sono nato!" o "Io ci ho la casa!". Abruzzesi in ogni dove. Ho perso il conto: Gladstone (con cui siamo tornati a casa insieme praticamente fino all'ultimo miglio), Dippy, l'aquilano, il pescarese (di nuovo, scusatemi per i nomi...), e non ricordo chi altro. E io che credevo di essere l'unico nerd d'Abruzzo.

Insomma, devo fare i complimenti a Paolo e a chi per/con lui per l'organizzazione di un evento di questa portata. A viverlo da dentro mi sono reso conto che non è affatto facile come poteva sembrare, e mantenere viva e rispettata una tradizione così per dieci anni è ancora più stupefacente. L'organizzazione ha mostrato professionalità, creatività, pazienza e disponibilità senza pari e che non mi sarei mai aspettato. È per questo che è stato così emozionante, anche per me che sono fuori dal giro e parecchio critico verso la Disney. Non so se parteciperò a altre Reggio, che è una meta lontana e spesso non sarei in grado di apprezzare pienamente certi autori premiati, ma spero di rincontrarvi a gruppetti meno massicci anche in altre fiere così da conoscerci un po' meglio (soprattutto con gli abruzzesi!).

Spero di essermi dilungato abbastanza. Nemmeno 8000 caratteri... si poteva fare di meglio :P

11
Il sito del Papersera / Re: Prenotazioni Premio Papersera 2015
« il: Mercoledì 13 Mag 2015, 17:09:37 »
Scusate il ritardone :-[
Se è possibile (no beh, DEVE essere possibile. Ho già prenotato treno e albergo da mesi!) mi prenoto anch'io. 1 (una) copia del libro, 1 (una) presenza in fiera e 1 (una) a pranzo. Io fralaltro arrivo il venerdì, quindi se organizzate qualcosa già dal giorno prima fate un fischio, grazie mille!

12
Commenti sugli autori / Re: Francesco Artibani
« il: Mercoledì 23 Mar 2011, 12:34:58 »
Alla ricerca del compromesso perduto... :P
Da lettore non posso fare a meno di distinguere, o di cercare di capire, quando un'opera è un'urgenza personale dell'artista e quando no, e nella maggioranza dei casi il "capolavoro" l'ho trovato nel primo caso (non foss'altro perché in quel caso i meriti sono solo suoi e deve condividerli il meno possibile col contesto). Un autore magari, non lo so, si dedica con eguale slancio e passione in qualunque tipo di lavoro si trovi coinvolto, voluto o meno.

13
Commenti sugli autori / Re: Francesco Artibani
« il: Mercoledì 23 Mar 2011, 12:06:04 »
Mi intruffffolo nella discussione cercando di venire a un compromesso per questi giudizi. Magari capolavoro è una parola che effettivamente va riservata per altro, ma è anche vero che PKNA non faceva solo il suo dovere di intrattenimento ma qualcosa di più. Il suo limite è che erano lavori su commissione, quindi comunque da parte degli sceneggiatori poteva esserci solo mestiere, senza il coinvolgimento autoriale/poetico di questo quell'autore.
Ma il fatto che siano lavori che abbiano lasciato il segno e non si siano fatti dimenticare non è solo un piacevole bonus, è l'indizio che per quanto impersonali quei lavori sono stati *importanti*. Per dire... se un giorno, quando Francesco Artibani avrà 80 anni e dovessero uscire le sue opere-omnie, le retrospettive, le mostre, ecc... (sogniamo in grande! :D), credo che ogni curatore intelligente di tali raccolte inserirà di certo anche più di un'opera del periodo "su commissione", Disney e non.

Quindi magari non usiamo la parola capolavoro, ma penso che né gli autori né i lettori debbano sottovalutare il lavoro fatto su PK. Se è indimenticato, c'è una ragione, e non è una ragione scontata. Quindi penso che i complimenti per quei lavori, cari autori, ve li beccherete in eterno :P
Io di mio posso dire che grazie a PKNA, e soprattutto grazie a determinati sceneggiatori (e Artibani è il primo della lista di questi autori, l'ho sempre pensato e anche detto) ho scoperto non solo il mondo dei fumetti (grazie agli autori di PKNA che sono usciti dalla Disney anche io lettore sono uscito dalla Disney e ho scoperto il Paradiso) ma anche quello della "scrittura per immagini" in generale (leggasi: "cinema", che oggi è la mia principale passione).

Avete fatto decisamente di più, molto di più, di quanto era richiesto a degli autori di storielle divertenti per "bambini svegli delle elementari" :P. Grazie infinite.
Io oggi non leggo più Topolino forse perché sono stato abituato troppo bene, e non mi pare che oggi sul topo si faccia più del necessario. Non è che vada rimproverato per questo, però la delusione/disillusione è innegabile.

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@pkthebest, ovviamente no, quello che ho cercato di spiegare io è un principio applicabile a qualunque discussione, pure quelle sulla politica, sul campionato di calcio, su x-factor o sul tempo metereologico :P

[PS: non so qui, ma su altri forum è deprecabile scrivere un post dopo l'altro, mentre è preferibile rispondere a tutti in un solo post (a costo di essere PROLISSI :P). Inoltre è inutile quotare un post intero, il quote si usa per riferirsi a frasi specifiche del post, a cui può risultare scomodo riferirsi a parole.
Non lo dico per bacchettarti, sono solo convenzioni che secondo me è bene rispettare :)]

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Avvertenza: parlo in generale, senza riferimenti personali a nessuno, né tantomeno offese o intenti ostracisti (di cui io stesso fui vittima, quindi figurarsi...)

Io credo che il problema non sia la lunghezza (che al limite è un problema personale dello stile di chi scrive, ma non può essere considerato un problema del forum) ma l'opportunità di intervenire.

Innanzitutto non tutti i thread sepolti da tempo hanno bisogno di essere ravvivati. Anzi, tutto il contrario. Se sono sepolti vuol dire che la discussione è chiusa, che tutto è stato detto, e quel thread adesso è lì a disposizione di chi vuole leggerlo.
Un post riassuntivo può essere sì utile. Ma cos'è un post riassuntivo? Per fare un riassunto di una cosa bisogna averla prima letta. Ma mi pare di aver capito che i post riassuntivi li ha fatti chi non aveva voluto/potuto rileggere tutto. Allora non è un post riassuntivo, ma è un proprio saggio breve fatto per il bisogno di esprimere il proprio parere, e non per ravvivare la discussione (che poi vorrei vedere come si ravviva... un conto è scatenare tante nuove pagine di discussione, un conto è scatenare tante interessanti nuove pagine di discussione, e non post che si crogiolano sulle solite cose trite e ritrite).
In sintesi: i post riassuntivi sono dannosi [ravvivano ciò che non ha bisogno di rivivere] e falsi [riassumono cose non lette].
Mi sembrano due argomenti sufficienti a far cadere la difesa dei post riassuntivi.

Un'altro tipo di interventi inopportuni, a cui pure si è fatto riferimento in questa discussione ma non si è approfondito quanto si sarebbe dovuto, sono le cosiddette "recensioni folli". Qui non si tratta di vecchi thread o retrospettive, ma di uscite periodiche e inedite che ogni settimana/mese/periodo una numerosa massa di utenti si precipita a "recensire", come se il forum fosse un'archivio dove conservare il proprio parere per poter dire "io c'ero". L'ideale sarebbe invece secondo me che per ogni "opera" ci fosse una sola recensione, e tutto il resto siano invece post discorsivi (se proprio c'è da discutere, e non una sequela di "sì, sono d'accordo", "è verissimo", "quoto in toto" et similia). Ulteriori recensioni sono accettabili solo se espongono un punto di vista sensibilmente differente da quello della prima recensione. Ma quanti ce ne possono essere di questi punti di vista? Due, massimo tre (ma di solito tertium non datur). Il resto deve essere discussione, non recensione.

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