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Topics - Maximilian

Pagine: [1]  2  3  ...  9 
1
Commenti sugli autori / Luca Boschi
« il: Domenica 25 Ott 2020, 20:53:42 »
Molti lo conoscono come autore di articoli, ma forse pochi sanno che Luca Boschi è stato negli anni '90 scrittore di storie.

La prima caratteristica della sua produzione a saltare all'occhio consiste nel rendere protagoniste figure poco utilizzate dalla maggioranza dei colleghi: Pluto, Sgrizzo e soprattutto Gancio, per il quale Boschi sembra avere una predilezione e per cui ha realizzato una storia che celebra il cinquantenario del personaggio. Ha creato una nuova dinamica affiancandolo spesso con Sfrizzo, di cui lo sceneggiatore in questione è stato, escluso Walsh, l'unico interprete.

Le vicende da lui create riguardano soprattutto temi della quotidianità, mentre mancano le grandi avventure di ampio respiro. Probabilmente egli non si sentiva sicuro di sfondare nella seconda tipologia di storie e ha preferito concentrarsi su argomenti a lui congeniali. Non si tratta di un aspetto negativo: ben vengano gli autori consci sia delle proprie capacità ma anche dei propri limiti che evitano quindi di creare fumetti deludenti perchè si sopravvalutano.
Invece, il buon Boschi ha saputo, nella sua modesta (quantitativamente, sia chiaro) opera ritagliarsi un proprio spazio in cui è ravvisabile la sua personalità ed il suo stile.

Ha creato storie divertenti e che intrattengono piacevolmente, non rinunciando a sperimentare ed a introdurre situazioni nuove per i nostri beniamini. Nei dialoghi e nella gestione dei tempi comici può essere scambiato per uno sceneggiatore con una certa carriera alle spalle e non per qualcuno che se n'è occupato occasionalmente. Poi, se devo essere sincero, non tutte le sue opere mi sono piaciute e un paio non mi hanno convinto del tutto, ma è da segnalare che sotto un certo livello qualitativo non è mai sceso. Ma nel complesso il mio giudizio si configura come più che positivo.

La sua migliore storia? Sicuramente Super Pippo e il sabotaggio di Gancio

2
Commenti sulle storie / Per chi suona il campanello
« il: Domenica 18 Ott 2020, 20:28:14 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2278-2

Questa storia  è uscita in concomitanza con l’anniversario della nascita di Hemingway, tuttavia va ben oltre il semplice omaggio. Anzitutto il titolo, oltre a citare un romanzo dello scrittore, ha un senso nella trama, in quanto per qualcuno suona effettivamente il campanello.

Il fumetto sfrutta la celebrazione del centenario per parlare di tutt’altro, ovvero della situazione di Topolino, sempre in giro in viaggi o imprese varie e quindi spesso mancante da casa, privo di un mestiere fisso e di una stabilità di qualsiasi tipo. Si riflette quindi su come il protagonista viva tale irregolarità e cosa significhino per lui le avventure che riempiono il suo tempo.
Compare, in una manciata di vignette, anche Pippo, in una interpretazione magistrale: egli riesce a capire l’amico meglio di tutti e mette in luce le intime, sebbene molto poco evidenti, caratteristiche che hanno in comune.

In poco più di venti pagine si riesce a creare una originale, efficace,  profonda e commovente riflessione su Topolino, semplice solo in apparenza e nell’esposizione, indagando fatti e situazioni evidenti a tutti e perciò dati per scontato, mentre qui vengono analizzati per coglierne l’autentica essenza.

Si tratta di una storia che chiunque ami il personaggio non potrà che apprezzare.

Grazie, Sisti.

3
Commenti sulle storie / Pippo e la grande minaccia
« il: Lunedì 7 Set 2020, 21:11:28 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1022-A

Questa bella vicenda si ricorda per essere particolarmente comica, a partire da Pippo che, travestendosi, non si riconosce allo specchio. E poi, quando esce di casa tutti identificano senza sforzo, nello stupore continuo del protagonista (anche quando compare un tizio uguale al camuffamento).
Fra l’altro al termine del fumetto questa situazione troverà spiegazione, rivelandosi quindi più di un elemento umoristico fine a sé stesso.

I personaggi che più mi hanno stupito sono stati Orazio e Topolino: il primo, sebbene non intervenga direttamente nell’aiutare Pippo, dimostra un forte orgoglio nel legame di amicizia, tanto d urlare contro i propri clienti e rischiando verosimilmente di perdere un contratto. Il secondo, nel suo essere preso entusiasticamente da qualcosa (di nemmeno tanto importante), non si accorge (se non più tardi e vagamente) di quello che gli accade intorno; tale utilizzo del personaggio ricorda molto Bill Walsh.

Vengono usati positivamente anche il protagonista e Manetta, il quale nel suo applicare le proprie mansioni alla lettera e con il massimo scrupolo, chiede di identificarsi a persone che conosce bene. E poi, dopo aver fornito a Pippo l’assicurazione di occuparsi a fondo del caso, getta via gli appunti presi ritenendo il problema di nessun conto.

La rivelazione sulla minaccia eponima non è in realtà sconvolgente, tuttavia non si tratta del punto focale della storia.

4
Commenti sulle storie / Topolino e il processo di Pluto
« il: Giovedì 13 Ago 2020, 21:41:41 »
https://inducks.org/story.php?c=YM+104

Questa vicenda, una delle migliori del periodo, spicca per varie ragioni.
•   Il nuovo accalappiacani si impunta di sopprimere Pluto e per raggiungere il suo obiettivo corrompe senza tentennamento alcuno i testimoni del processo
•   Topolino e Pippo non vanno tanto per il sottile e per riprendersi il cane si presentano dall’antagonista minacciandolo con mazze da baseball e compiendo a tutti gli effetti un sequestro di persona
•   Ciò di cui sopra sembra avvenire con il beneplacito della polizia.

Il sentimento di amicizia tra i protagonisti si manifesta nei fatti mentre viene ridotto al minimo nelle parole, annichilendo ogni traccia di facile e pedante retorica.

La storia mostra sfiducia nei confronti dei programmi per la rieducazione dei galeotti, malgrado Walsh usualmente tenda a presentare sotto una buona luce chi è malvisto dalla società. Si apprezza questa deviazione dalle situazioni tipiche dell’autore in quanto queste ultime rischiavano, a lungo andare, di diventare a loro volta uno stereotipo.

Curiosità: all’inizio si annuncia che il solito accalappiacani lascia il suo lavoro, tuttavia in seguito lo ritroveremo in quello stesso ruolo (ciò non stupisce, considerando la fine che fa chi ricopre tale mestiere in questa occasione).

5
Commenti sulle storie / Topolino e il congegno di Zweistein
« il: Venerdì 10 Lug 2020, 19:14:40 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2961-1

Questa vicenda è caratterizzata da una trama spionistica molto riuscita, in cui non si sa mai di chi ci si può fidare, tra i diversi personaggi che la popolano.
E’ dotata da un invidiabile ritmo che rende la sceneggiatura molto scorrevole e non c’è un attimo di pausa se non una volta arrivati alle spiegazioni finali (il plurale è d’obbligo). Un’ironia frizzante pervade la storia dall’inizio alla conclusione, in particolare nella scena in cui Topolino si infiltra nel centro di ricerca per recuperare la chiave. Dialoghi vivaci e continue sorprese completano il quadro.

Si nota un De Vita più ispirato del solito, il quale ottiene uno dei suoi risultati migliori.

6
Commenti sulle storie / Topolino e la vendetta di Luther Blot
« il: Venerdì 29 Mag 2020, 17:09:42 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2306-1

Topolino e la vendetta di Luther Blot è uno dei migliori fumetti disney di genere thriller, insieme ad alcune storie di Gottfredson, MM, Walsh e Darkenblot.

La vicenda narra il ritorno di un vecchio nemico di Basettoni che, uscito dal carcere, si propone di vendicarsi. Già lo spunto è ottimo, oltre a originale: avendo alle spalle una lunga carriera, è più che naturale che il commissario se la sia vista con molti pericolosi criminali. Per una volta è un suo nemico e non uno di Topolino a tornare (idea che meriterebbe di essere riutilizzata… )

In più, malgrado il titolo, il protagonista della vicenda è proprio Adamo, mentre il personaggio eponimo si vede poco. Pur ricoprendo Basettoni comunque il ruolo centrale, non bisogna dimenticare che si tratta di un racconto corale: viene narrata l’operazione di polizia che vede gli ispettori tentare di infiltrarsi nella banda di Luther Blot mentre l’indagine di Pippo, aiutato da Pluto, garantisce diverse risate.

Fra le sottotrame svolgentisi al presente si infilano gli episodi, colorati a tinte giallo-violacee, che rievocano l’antefatto. In questi flashback si vedono il carisma dell’antagonista e il suo rapporto con l’allora ispettore Basettoni. Il primo fa subito capire che tipo sia, quando le forze dell’ordine vengono ad arrestarlo e lui con arroganza quasi le minaccia apertamente, dimostrando che in città comanda lui.
Malgrado alla fine il poliziotto sia riuscito a incastrarlo (come il lettore sa dalle prime pagine), si mostra che per arrivare alla vittoria il nostro abbia trovato svariate difficoltà sul suo cammino e sia stato perfino ostacolato dalle istituzioni cittadine (rappresentate qui nella figura del giudice che scarcera Luther Blot, definendolo un pilastro della società, mentre Basettoni riceve una nota di demerito e il caloroso consiglio di lasciar perdere).
A questi  frammenti di un’altra epoca si aggiunge la scena in cui il potente  malavitoso racconta la situazione di Topolinia quand’egli si trovava all’apice della propria influenza, durante la quale controllava tutto il crimine presente in città e nessuno poteva opporglisi. Tale ricordo viene simboleggiato dalla magistrale vignetta in cui Luther mette letteralmente le mani sul centro urbano, abbracciandolo nella sua interezza.

Si apprezzano gli ottimi dialoghi, soprattutto nelle scene ambientate nei bassifondi, nelle quali l’umorismo, seppur non assente, si caratterizza come piuttosto contenuto: in ciò, come in altri punti, ricorda la già citata e coeva saga di MM.

Peccato solo per il finale un po’ sbrigativo:
Spoiler: mostra
Topolino sbuca da non si sa bene dove.


E’ stata effettuata l’ottima scelta di affidare la sceneggiatura alle matite di Dalla Santa, che rende perfettamente le atmosfere di questo tipo. Gli faccio giusto un appunto: nelle scene ambientate nel passato il futuro commissario è disegnato convincentemente più giovane, ma lo stesso non può dire dell’antagonista.

Non esito a definirla la miglior prova di Basettoni nonché una delle vette disneyane più alte raggiunte nel decennio.

7
Commenti sulle storie / Pippo e l’ultimo viaggio di Babbo Natale
« il: Martedì 5 Mag 2020, 11:30:31 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1569-A

Qualcuno potrebbe trovare strano che vi proponga in questo periodo una vicenda a tema natalizio e a tal proposito perfetta è la frase detta da Pippo in una delle prime vignette: “E allora? Bisogna aspettare Natale per essere più buoni?”

Premetto che ho sempre trovato piuttosto fastidiosa la presenza di Babbo Natale nei fumetti disney, tuttavia questa volta si sfrutta la sua esistenza come metafora della scomparsa dei valori della festa mentre la sua figura è tratteggiata in modo drammatico. Egli infatti è destinato a morire quando non ci sarà più nessun bambino a credere in lui. Toccherà a Pippo, uno dei pochissimi a cogliere ancora lo spirito più puro del Natale, a cercare di convincere i pargoli dell’esistenza del personaggio.
Divertenti sono i siparietti con Gilberto, la cui mente razionale e scientifica fa da contraltare all’animo sognatore dello zio. Sebbene lo studioso si comporti con una certa insofferenza nei confronti delle sue idee, alla fine dimostra comunque di ricordarsi di lui chiedendo tra i regali anche il trenino desiderato dallo svampito parente.
La storia mostra diversi tentativi del protagonista per portare a compimento la sua impresa: davvero azzeccate sono la scena con il ladruncolo e quella con i ragazzini che conoscono Babbo Natale solo come la mascotte dei centri commerciali (una riuscita metafora dell’età consumistica in cui gli aspetti più autentici di una festività vengono dimenticati, soppiantati nell’immaginario collettivo dalle sue derivazioni commerciali).
Nonostante l’argomento, si evita il facile buonismo e non ci si esime di trattarlo in modo cinico e disilluso.

Il fumetto rende giustizia a Pippo fornendogli una trama che solo lui poteva sostenere, ponendo in risalto gli ideali nei quali crede, senza negargli, malgrado sia solitamente presentato come un personaggio allegro e ottimista, scene di profonda (sebbene molto raccolta) tristezza.
Risulta buono anche l’utilizzo Topolino, Tip e Tap, pur nel loro limitato spazio.

Gli ottimi disegni coronano il tutto.
Contesto solo alla breve sequenza dell’attraversamento delle stagioni, di cui non ho compreso la funzione.

PS:  noto che in tale occasione Gilberto viene definito un bambino, mentre io l’ho sempre pensato più vecchio, circa intorno ai 17/18 anni (senza dubbio non meno di 15).

8
Commenti sulle storie / Topolino e la barriera invisibile
« il: Martedì 14 Apr 2020, 21:22:00 »
https://inducks.org/story.php?c=YM+042

Questa avvincente storia attua una riuscita mescolanza di generi, western e fantascienza, ottenendo una trama interessante e originale. Tale variazione sul tema la rende nettamente migliore delle precedenti avventure ambientate nel west, senza dimenticare la cura dei personaggi.

Già all’inizio del fumetto, Topolino stupisce facendo qualcosa mai prima di allora visto: rifiuta di partire per l’avventura. Già questo, che evita di imbrigliare il personaggio in un atteggiamento stereotipato (unitamente ad una motivazione più che plausibile), fa guadagnare diversi punti alla vicenda.
Quando arriva il momento, però, non esita di lanciarsi a capofitto nell’azione, mettendosi in gioco con entusiasmo e una certa propensione al rischio. Oltre al corpo non si esime dal far lavorare anche il cervello, elaborando vari piani per stanare il criminale (o per convincere Clarabella a partecipare facendo leva sul carattere di quest’ultima, in una scena particolarmente azzeccata). Il tutto dimostrando una tenacia fuori dal comune, passando per clamorosi fallimenti e attimi di sconforto.

Clarabella torna in grande spolvero, giungendo al suo ruolo più attivo sulle strisce gottfredsoniane. Non aveva una parte di rilievo da Topolino e il tesoro di Clarabella (per combinazione, anche quello un western; per ulteriore combinazione, anche lì si infatuava di un criminale). Il suo invaghimento per Gambadilegno potrebbe sembrare forzato, tuttavia ripensandoci ho realizzato che prima di allora i due non si erano mai incontrati direttamente, quindi è credibile che la donna creda che nel bandito ci sia del buono e che glie l’abbiano dipinto più crudele di quello che è in realtà.

Pippo è divertente, sebbene il ruolo di millantatore che lo caratterizza in questa occasione mi sembra si sposi con quanto il personaggio era stato fino a quel momento (e con quanto sarà in futuro). Ciò detto, lo si riconosce nel suo non rendersi conto del pericolo (a meno di quando se lo trova di fronte), per le canzoni stonate evidenziate dal lettering, per la goffaggine che dimostra nel duello con Pietro e comunque la volontà di rendersi utile.

Gambadilegno è dotato di un carisma che gli consente di comandare la banda nonché un compare più intelligente. Dimostra, oltrechè interesse personale, anche un certo divertimento nel compiere le sue imprese. Il meschino inoltre cerca di salvarsi la pellaccia lasciando che gli alleati vengano catturati dalla giustizia e anzi usandoli per coprirsi la fuga (ma per una volta, Topolino, che ci è già passato, lo anticipa).
Fa strano solo vederlo così gentile con le rapite, facendomi pensare che De Maris avesse uno stile troppo sobrio il quale non si adattasse troppo ad un personaggio così rude. Bisogna però considerare che le vittime dovessero desiderare di venire rapite in modo da non opporre resistenza, quindi tutto sommato può starci. Niente da eccepire invece sul fatto che Gambadilegno risparmi la vita a Pippo, dal momento che non lo considera una minaccia; e magari non lo uccide perché in fondo spera di reincontrarlo, dal momento che lo aveva fatto divertire.

Purtroppo il presupposto della trama ha un difetto: viene detto che Pietro ogni volta chiede un riscatto non troppo alto per non far fallire il ranch. Poiché il proprietario non sembra particolarmente abbiente, gli importi devono essere abbastanza bassi. La redditività non giustifica l’attività criminale messa in piedi, a maggior ragione tenendo conto dei mezzi dispiegati. Però ciò sicuramente non basta a scalfire la bellezza di quest’ottima storia.
E poi a me piace pensare che questa possa configurarsi come un lavoro di ripiego per Gambadilegno, il quale nel frattempo comincia a elaborare piani che vedremo attuati in vicende successive.

Inoltre, si segnala come le turiste nel loro egoismo non badino affatto ai soldi che Handlebar deve scucire per riscattarle; anzi magari se ne approfittano contando che lui non aiutandole rovinerebbe la sua reputazione.

9
Commenti sulle storie / Indiana Pipps e la formula di Nabupipp II
« il: Domenica 8 Mar 2020, 20:22:58 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2261-1

Questa vicenda mi ha colpito positivamente per vari motivi: anzitutto per l'argomento poco sfruttato della torre di Babele.
Ma soprattutto per un Indiana in grande spolvero, che mentre è stretto nella mao di un gorilla gigantesco, risponde con disinvoltura al telefono: "Rischio? Pericolo? Sì i interessa."
Poi è divertente la prima scena con le traduzioni, così come gli interventi degli sponsor (che vogliono varare il programma televisivo L'arcano misterioso del'enigma segreto) o la scoperta della stanza dei giochi.

Durante l'esplorazione Macchetto propone un suo stilema tipico, ovvero la narrazione parallela tra passato e presente. Nella prima hanno luogo le comiche interazioni fra il re e la madre che lo comanda bacchetta, fonte della vera motivazione per cui la torre fu costruita.

Dovrebbe anche rappresentare il debutto di Martina, ma non sono sicuro; inducks non la segnala tra i personaggi. Comunque lei, dopo questa avventura, per quanto mi riguarda avrebbe potuto tranquillamente uscire di scena senza far sentire la mancanza

10
Commenti sulle storie / Topolino ed Eta Beta l’indovino
« il: Lunedì 6 Gen 2020, 18:24:28 »
https://inducks.org/story.php?c=YM+111

Approcciandomi a questo fumetto ero estremamente incuriosito, dal momento che il titolo inglese "Mickey Makes a Killing" può tradursi anche come "Topolino commette un omicidio". In realtà la vicenda parla di tutt'altro, ma non sono rimasto minimamente deluso.

La storia è particolare innanzitutto perchè Topolino figura come protagonista, vittima e antagonista.
Le caratteristiche del personaggio vengono abilmente messe in discussione, mostrandone tutta la complessità. Soprattutto è molto bello quando Tip gli chiede se vuole salvare Eta Beta perchè gli stanno a cuore le sorti del suo amico oppure perchè quest'ultimo gli serve per arricchirsi: a tale quesito, lo stesso Topolino non sa rispondere.
In conclusione il protagonista esprime un notevole e inaspettato entusiasmo nel perdere tutto (e nell'essere sbattuto fuori da un negozio). Egli non manca nemmeno di far ridere, quando si finge un campagnolo ignorante, sfoggiando un idioma da Billy il Topo.

In tutto questo si incastra l'entrata in scena di Flip, in una sequenza quasi autonoma dalla trama principale. Si tratta inoltre della prima volta in cui Eta Beta manifesta la capacità di prevedere il futuro e inoltre nello stesso nasce l'odio per per il denaro.

Nella storia vengono mostrati i possibili pericoli derivanti dal benessere e dal consumismo che negli anni dell'immediato dopoguerra si affacciavano nella società statunitense.

11
Commenti sulle storie / Topolino e il "colpo" impossibile
« il: Venerdì 13 Dic 2019, 22:06:47 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL++889-A

Questa vicenda inizia come un ordinario giallo topolinesco (e il titolo non lascia presagire nulla di più), ma man mano che la narrazione procede si rivela ben di più.
Dopo un furto al museo, Topolino e Pippo si mettono ad indagare, questa volta con lo scopo di scrivere un servizio per il giornale per il quale lavorano: già questo punto denota un pizzico di originalità in più rispetto allo standard. Procedendo con la trama, però, si arriverà a delle scene che addirittura mi ricordano MM, seppure non a quel livello. La prima di esse corrisponde al confronto con l'informatore, dal quale il protagonista si reca per saperne di più. Lo stile di narrazione e i dialoghi, in cui il primo dichiara continuamente di non voler cantare e quindi fa passare i suoi messaggi tra le righe, denotano una certa maturità. Più avanti, Topolino tenta di farsi passare come possibile acquirente della merce trafugata e nel tragitto che lo porta al covo dei ricettatori viene sequestrato e incappucciato, al fine di non vedere percorso e meta. Al termine non manca un duello a bordo di aereo impazzito.

Sceneggiatura scorrevole e buon uso dei personaggi, dando anche a Pippo l'opportunità di rivelarsi utile, fanno il resto.

Infine, sono stato molto appagato dalla risoluzione del mistero, molto intelligente ed efficace, sebbene semplice (ma d'altronde all'inizio Pippo aveva anticipato che, essendo il caso troppo difficile, la soluzione non avrebbe dovuto esserlo per niente). E' una cosa che potrebbe pure funzionare nella realtà.

I disegni si attestano ad un livello discreto/buono. Non si tratta di certo di Scarpa al suo massimo, ma resta comunque ampiamente sopra la sufficienza.

12
Sfide e richieste di aiuto / Ordinare la grande dinastia dei paperi
« il: Mercoledì 20 Nov 2019, 21:30:46 »
Ho bisogno di una cortesia.
Qualcuno in possesso dell'opera, saprebbe ordinare cronologicamente i volumi della grande dinastia dei paperi in base alle storie?

13
Commenti sulle storie / Topolino e l'esaurimento nervoso
« il: Lunedì 18 Nov 2019, 21:29:06 »
https://inducks.org/story.php?c=YM+107

In questa breve molto divertente, che vede eccezionalmente protagonista Orazio, quest'ultimo è rimasto vittima di esaurimento nervoso e si trova in una condizione di agitazione totale che lo fa scattare per un nonnulla. I disegni contribuiscono a trasmettere tale stato, rendendo il corpo tremolante attorniato da linee cinetiche.

E così l'indefesso lavoratore distrugge il soffitto quando Topolino schiocca le dita, eccetera e sistema pure due rapinatori perchè gli facevano cedere i nervi. Molto divertente anche la sequenza in cui si mangia le unghie (a tal proposito, sono stato colpito dal colore delle sue mani, bianche, e non nere come immaginavo). E con la scusa della malattia tenta anche di farsi dare un bacio da una bella ragazza che passava di lì.
Notevole la striscia sul sonnambulismo, idea fra l'altro già usata da Walsh, tuttavia in questa occasione i personaggi finiscono addirittura su un grattacielo, rendendo la scena ancora più sbalorditiva.

E al termine delle peripezie, una volta guarito, Orazio, per distendere i nervi, cosa fa? Va a menare i boscaioli. La rissa che conclude è una genialata.

In definitiva la vicenda fornisce un interessante nonchè originale punto di vista sul personaggio, perfettamente calato nel ruolo. Come si fa a non voler ben a un autore così?

14
Commenti sulle storie / Tutto questo accadde domani
« il: Sabato 2 Nov 2019, 21:46:29 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3280-6P

Non è da tutti riuscire a confezionare un seguito convincente di una vicenda perfettamente conclusa. Eppure Casty riesce a riprendere e sviluppare alcuni elementi di Tutto questo accadrà ieri facendo si che questa continuazione appaia totalmente naturale.
Per evitare di ripetere la formula precedente viene cambiata l'ambientazione, con i personaggi del passato arrivati nel presente anzichè il contrario. Inoltre qui Gambadilegno ha realizzato il sogno che aveva nell'antecedente storia (oltrechè negli ombronauti) cosicchè l'obiettivo diventa, da fermarlo, a ripristinare il mondo com'era prima.

Tra le tematiche trattate non manca, come d'abitudine nell'autore, una stoccata alla tecnologia tuttavia qui viene introdotto uno spunto che egli non aveva ancora utilizzato: essa raccoglie informazioni, spiando praticamente, di chi l'adopera; inoltre si citano la spregiudicatezza delle aziende nel vendere i loro prodotti e la futilità delle motivazioni che portano conflitti tra gli stati.

Tutti i personaggi utilizzati sono in forma e lo spazio dedicato ad ognuno sapientemente bilanciato. Ho giusto qualche riserva sul Pippo del passato che viene caratterizzato del tutto similmente alla controparte attuale, mentre durante le sue prime apparizioni era dotato di una personalità ben diversa.

Molto peculiare è la struttura che la vicenda assume: le prime 4 puntate sono brevi introduzioni limitatamente comprensibili mentre il grosso della storia è spalmato nelle 2 conclusive. I prologhi possiedono una loro utilità in quanto chiariscono alcuni punti che senza di essi sarebbero rimasti oscuri; tuttavia inserire i primi nella giusta collocazione cronologica avrebbe probabilmente rallentato l'azione o smorzato il ritmo, perciò la soluzione adottata risulta una felice intuizione.

Una cosa non ho compreso: perchè Pippo parla proprio di un fantasma caraibico? Cioè, sente dei suoni e li attribuisce ad uno spettro, ma perchè caraibico?

15
Le altre discussioni / Personaggi Disney e filosofia
« il: Sabato 26 Ott 2019, 19:22:45 »
"Non considero povero colui che si accontenta di ciò che ha."
Questa frase di Seneca sembra riferirsi a Pippo. Infatti lui possiede un patrimonio limitato, eppure non se ne è mai preoccupato. Anzi, è sempre vissuto felicemente con le sue modeste proprietà, alle quali è legato da un grande affetto. Egli non ricerca la ricchezza e la mancanza di tale desiderio gli ha permesso di vivere con tranquillità, all'opposto della gente moderna che si affanna per il denaro.

Ne "La brevità della vita" Seneca afferma che, invece di bramare l'immortalità, dovremmo usare nel migliore dei modi il tempo che ci è concesso: stesso concetto che Pippo esprime in Topolino e l'operazione clessidra.

Avete notato personaggi fumettistici che si fanno portatori (anche involontariamente) di altre idee filosofiche?

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