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Topics - Maximilian

Pagine: [1]  2  3  ...  9 
1
Commenti sulle storie / Topolino e la vendetta di Luther Blot
« il: Venerdì 29 Mag 2020, 17:09:42 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2306-1

Topolino e la vendetta di Luther Blot è uno dei migliori fumetti disney di genere thriller, insieme ad alcune storie di Gottfredson, MM, Walsh e Darkenblot.

La vicenda narra il ritorno di un vecchio nemico di Basettoni che, uscito dal carcere, si propone di vendicarsi. Già lo spunto è ottimo, oltre a originale: avendo alle spalle una lunga carriera, è più che naturale che il commissario se la sia vista con molti pericolosi criminali. Per una volta è un suo nemico e non uno di Topolino a tornare (idea che meriterebbe di essere riutilizzata… )

In più, malgrado il titolo, il protagonista della vicenda è proprio Adamo, mentre il personaggio eponimo si vede poco. Pur ricoprendo Basettoni comunque il ruolo centrale, non bisogna dimenticare che si tratta di un racconto corale: viene narrata l’operazione di polizia che vede gli ispettori tentare di infiltrarsi nella banda di Luther Blot mentre l’indagine di Pippo, aiutato da Pluto, garantisce diverse risate.

Fra le sottotrame svolgentisi al presente si infilano gli episodi, colorati a tinte giallo-violacee, che rievocano l’antefatto. In questi flashback si vedono il carisma dell’antagonista e il suo rapporto con l’allora ispettore Basettoni. Il primo fa subito capire che tipo sia, quando le forze dell’ordine vengono ad arrestarlo e lui con arroganza quasi le minaccia apertamente, dimostrando che in città comanda lui.
Malgrado alla fine il poliziotto sia riuscito a incastrarlo (come il lettore sa dalle prime pagine), si mostra che per arrivare alla vittoria il nostro abbia trovato svariate difficoltà sul suo cammino e sia stato perfino ostacolato dalle istituzioni cittadine (rappresentate qui nella figura del giudice che scarcera Luther Blot, definendolo un pilastro della società, mentre Basettoni riceve una nota di demerito e il caloroso consiglio di lasciar perdere).
A questi  frammenti di un’altra epoca si aggiunge la scena in cui il potente  malavitoso racconta la situazione di Topolinia quand’egli si trovava all’apice della propria influenza, durante la quale controllava tutto il crimine presente in città e nessuno poteva opporglisi. Tale ricordo viene simboleggiato dalla magistrale vignetta in cui Luther mette letteralmente le mani sul centro urbano, abbracciandolo nella sua interezza.

Si apprezzano gli ottimi dialoghi, soprattutto nelle scene ambientate nei bassifondi, nelle quali l’umorismo, seppur non assente, si caratterizza come piuttosto contenuto: in ciò, come in altri punti, ricorda la già citata e coeva saga di MM.

Peccato solo per il finale un po’ sbrigativo:
Spoiler: mostra
Topolino sbuca da non si sa bene dove.


E’ stata effettuata l’ottima scelta di affidare la sceneggiatura alle matite di Dalla Santa, che rende perfettamente le atmosfere di questo tipo. Gli faccio giusto un appunto: nelle scene ambientate nel passato il futuro commissario è disegnato convincentemente più giovane, ma lo stesso non può dire dell’antagonista.

Non esito a definirla la miglior prova di Basettoni nonché una delle vette disneyane più alte raggiunte nel decennio.

2
Commenti sulle storie / Pippo e l’ultimo viaggio di Babbo Natale
« il: Martedì 5 Mag 2020, 11:30:31 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1569-A

Qualcuno potrebbe trovare strano che vi proponga in questo periodo una vicenda a tema natalizio e a tal proposito perfetta è la frase detta da Pippo in una delle prime vignette: “E allora? Bisogna aspettare Natale per essere più buoni?”

Premetto che ho sempre trovato piuttosto fastidiosa la presenza di Babbo Natale nei fumetti disney, tuttavia questa volta si sfrutta la sua esistenza come metafora della scomparsa dei valori della festa mentre la sua figura è tratteggiata in modo drammatico. Egli infatti è destinato a morire quando non ci sarà più nessun bambino a credere in lui. Toccherà a Pippo, uno dei pochissimi a cogliere ancora lo spirito più puro del Natale, a cercare di convincere i pargoli dell’esistenza del personaggio.
Divertenti sono i siparietti con Gilberto, la cui mente razionale e scientifica fa da contraltare all’animo sognatore dello zio. Sebbene lo studioso si comporti con una certa insofferenza nei confronti delle sue idee, alla fine dimostra comunque di ricordarsi di lui chiedendo tra i regali anche il trenino desiderato dallo svampito parente.
La storia mostra diversi tentativi del protagonista per portare a compimento la sua impresa: davvero azzeccate sono la scena con il ladruncolo e quella con i ragazzini che conoscono Babbo Natale solo come la mascotte dei centri commerciali (una riuscita metafora dell’età consumistica in cui gli aspetti più autentici di una festività vengono dimenticati, soppiantati nell’immaginario collettivo dalle sue derivazioni commerciali).
Nonostante l’argomento, si evita il facile buonismo e non ci si esime di trattarlo in modo cinico e disilluso.

Il fumetto rende giustizia a Pippo fornendogli una trama che solo lui poteva sostenere, ponendo in risalto gli ideali nei quali crede, senza negargli, malgrado sia solitamente presentato come un personaggio allegro e ottimista, scene di profonda (sebbene molto raccolta) tristezza.
Risulta buono anche l’utilizzo Topolino, Tip e Tap, pur nel loro limitato spazio.

Gli ottimi disegni coronano il tutto.
Contesto solo alla breve sequenza dell’attraversamento delle stagioni, di cui non ho compreso la funzione.

PS:  noto che in tale occasione Gilberto viene definito un bambino, mentre io l’ho sempre pensato più vecchio, circa intorno ai 17/18 anni (senza dubbio non meno di 15).

3
Commenti sulle storie / Topolino e la barriera invisibile
« il: Martedì 14 Apr 2020, 21:22:00 »
https://inducks.org/story.php?c=YM+042

Questa avvincente storia attua una riuscita mescolanza di generi, western e fantascienza, ottenendo una trama interessante e originale. Tale variazione sul tema la rende nettamente migliore delle precedenti avventure ambientate nel west, senza dimenticare la cura dei personaggi.

Già all’inizio del fumetto, Topolino stupisce facendo qualcosa mai prima di allora visto: rifiuta di partire per l’avventura. Già questo, che evita di imbrigliare il personaggio in un atteggiamento stereotipato (unitamente ad una motivazione più che plausibile), fa guadagnare diversi punti alla vicenda.
Quando arriva il momento, però, non esita di lanciarsi a capofitto nell’azione, mettendosi in gioco con entusiasmo e una certa propensione al rischio. Oltre al corpo non si esime dal far lavorare anche il cervello, elaborando vari piani per stanare il criminale (o per convincere Clarabella a partecipare facendo leva sul carattere di quest’ultima, in una scena particolarmente azzeccata). Il tutto dimostrando una tenacia fuori dal comune, passando per clamorosi fallimenti e attimi di sconforto.

Clarabella torna in grande spolvero, giungendo al suo ruolo più attivo sulle strisce gottfredsoniane. Non aveva una parte di rilievo da Topolino e il tesoro di Clarabella (per combinazione, anche quello un western; per ulteriore combinazione, anche lì si infatuava di un criminale). Il suo invaghimento per Gambadilegno potrebbe sembrare forzato, tuttavia ripensandoci ho realizzato che prima di allora i due non si erano mai incontrati direttamente, quindi è credibile che la donna creda che nel bandito ci sia del buono e che glie l’abbiano dipinto più crudele di quello che è in realtà.

Pippo è divertente, sebbene il ruolo di millantatore che lo caratterizza in questa occasione mi sembra si sposi con quanto il personaggio era stato fino a quel momento (e con quanto sarà in futuro). Ciò detto, lo si riconosce nel suo non rendersi conto del pericolo (a meno di quando se lo trova di fronte), per le canzoni stonate evidenziate dal lettering, per la goffaggine che dimostra nel duello con Pietro e comunque la volontà di rendersi utile.

Gambadilegno è dotato di un carisma che gli consente di comandare la banda nonché un compare più intelligente. Dimostra, oltrechè interesse personale, anche un certo divertimento nel compiere le sue imprese. Il meschino inoltre cerca di salvarsi la pellaccia lasciando che gli alleati vengano catturati dalla giustizia e anzi usandoli per coprirsi la fuga (ma per una volta, Topolino, che ci è già passato, lo anticipa).
Fa strano solo vederlo così gentile con le rapite, facendomi pensare che De Maris avesse uno stile troppo sobrio il quale non si adattasse troppo ad un personaggio così rude. Bisogna però considerare che le vittime dovessero desiderare di venire rapite in modo da non opporre resistenza, quindi tutto sommato può starci. Niente da eccepire invece sul fatto che Gambadilegno risparmi la vita a Pippo, dal momento che non lo considera una minaccia; e magari non lo uccide perché in fondo spera di reincontrarlo, dal momento che lo aveva fatto divertire.

Purtroppo il presupposto della trama ha un difetto: viene detto che Pietro ogni volta chiede un riscatto non troppo alto per non far fallire il ranch. Poiché il proprietario non sembra particolarmente abbiente, gli importi devono essere abbastanza bassi. La redditività non giustifica l’attività criminale messa in piedi, a maggior ragione tenendo conto dei mezzi dispiegati. Però ciò sicuramente non basta a scalfire la bellezza di quest’ottima storia.
E poi a me piace pensare che questa possa configurarsi come un lavoro di ripiego per Gambadilegno, il quale nel frattempo comincia a elaborare piani che vedremo attuati in vicende successive.

Inoltre, si segnala come le turiste nel loro egoismo non badino affatto ai soldi che Handlebar deve scucire per riscattarle; anzi magari se ne approfittano contando che lui non aiutandole rovinerebbe la sua reputazione.

4
Commenti sulle storie / Indiana Pipps e la formula di Nabupipp II
« il: Domenica 8 Mar 2020, 20:22:58 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2261-1

Questa vicenda mi ha colpito positivamente per vari motivi: anzitutto per l'argomento poco sfruttato della torre di Babele.
Ma soprattutto per un Indiana in grande spolvero, che mentre è stretto nella mao di un gorilla gigantesco, risponde con disinvoltura al telefono: "Rischio? Pericolo? Sì i interessa."
Poi è divertente la prima scena con le traduzioni, così come gli interventi degli sponsor (che vogliono varare il programma televisivo L'arcano misterioso del'enigma segreto) o la scoperta della stanza dei giochi.

Durante l'esplorazione Macchetto propone un suo stilema tipico, ovvero la narrazione parallela tra passato e presente. Nella prima hanno luogo le comiche interazioni fra il re e la madre che lo comanda bacchetta, fonte della vera motivazione per cui la torre fu costruita.

Dovrebbe anche rappresentare il debutto di Martina, ma non sono sicuro; inducks non la segnala tra i personaggi. Comunque lei, dopo questa avventura, per quanto mi riguarda avrebbe potuto tranquillamente uscire di scena senza far sentire la mancanza

5
Commenti sulle storie / Topolino ed Eta Beta l’indovino
« il: Lunedì 6 Gen 2020, 18:24:28 »
https://inducks.org/story.php?c=YM+111

Approcciandomi a questo fumetto ero estremamente incuriosito, dal momento che il titolo inglese "Mickey Makes a Killing" può tradursi anche come "Topolino commette un omicidio". In realtà la vicenda parla di tutt'altro, ma non sono rimasto minimamente deluso.

La storia è particolare innanzitutto perchè Topolino figura come protagonista, vittima e antagonista.
Le caratteristiche del personaggio vengono abilmente messe in discussione, mostrandone tutta la complessità. Soprattutto è molto bello quando Tip gli chiede se vuole salvare Eta Beta perchè gli stanno a cuore le sorti del suo amico oppure perchè quest'ultimo gli serve per arricchirsi: a tale quesito, lo stesso Topolino non sa rispondere.
In conclusione il protagonista esprime un notevole e inaspettato entusiasmo nel perdere tutto (e nell'essere sbattuto fuori da un negozio). Egli non manca nemmeno di far ridere, quando si finge un campagnolo ignorante, sfoggiando un idioma da Billy il Topo.

In tutto questo si incastra l'entrata in scena di Flip, in una sequenza quasi autonoma dalla trama principale. Si tratta inoltre della prima volta in cui Eta Beta manifesta la capacità di prevedere il futuro e inoltre nello stesso nasce l'odio per per il denaro.

Nella storia vengono mostrati i possibili pericoli derivanti dal benessere e dal consumismo che negli anni dell'immediato dopoguerra si affacciavano nella società statunitense.

6
Commenti sulle storie / Topolino e il "colpo" impossibile
« il: Venerdì 13 Dic 2019, 22:06:47 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL++889-A

Questa vicenda inizia come un ordinario giallo topolinesco (e il titolo non lascia presagire nulla di più), ma man mano che la narrazione procede si rivela ben di più.
Dopo un furto al museo, Topolino e Pippo si mettono ad indagare, questa volta con lo scopo di scrivere un servizio per il giornale per il quale lavorano: già questo punto denota un pizzico di originalità in più rispetto allo standard. Procedendo con la trama, però, si arriverà a delle scene che addirittura mi ricordano MM, seppure non a quel livello. La prima di esse corrisponde al confronto con l'informatore, dal quale il protagonista si reca per saperne di più. Lo stile di narrazione e i dialoghi, in cui il primo dichiara continuamente di non voler cantare e quindi fa passare i suoi messaggi tra le righe, denotano una certa maturità. Più avanti, Topolino tenta di farsi passare come possibile acquirente della merce trafugata e nel tragitto che lo porta al covo dei ricettatori viene sequestrato e incappucciato, al fine di non vedere percorso e meta. Al termine non manca un duello a bordo di aereo impazzito.

Sceneggiatura scorrevole e buon uso dei personaggi, dando anche a Pippo l'opportunità di rivelarsi utile, fanno il resto.

Infine, sono stato molto appagato dalla risoluzione del mistero, molto intelligente ed efficace, sebbene semplice (ma d'altronde all'inizio Pippo aveva anticipato che, essendo il caso troppo difficile, la soluzione non avrebbe dovuto esserlo per niente). E' una cosa che potrebbe pure funzionare nella realtà.

I disegni si attestano ad un livello discreto/buono. Non si tratta di certo di Scarpa al suo massimo, ma resta comunque ampiamente sopra la sufficienza.

7
Sfide e richieste di aiuto / Ordinare la grande dinastia dei paperi
« il: Mercoledì 20 Nov 2019, 21:30:46 »
Ho bisogno di una cortesia.
Qualcuno in possesso dell'opera, saprebbe ordinare cronologicamente i volumi della grande dinastia dei paperi in base alle storie?

8
Commenti sulle storie / Topolino e l'esaurimento nervoso
« il: Lunedì 18 Nov 2019, 21:29:06 »
https://inducks.org/story.php?c=YM+107

In questa breve molto divertente, che vede eccezionalmente protagonista Orazio, quest'ultimo è rimasto vittima di esaurimento nervoso e si trova in una condizione di agitazione totale che lo fa scattare per un nonnulla. I disegni contribuiscono a trasmettere tale stato, rendendo il corpo tremolante attorniato da linee cinetiche.

E così l'indefesso lavoratore distrugge il soffitto quando Topolino schiocca le dita, eccetera e sistema pure due rapinatori perchè gli facevano cedere i nervi. Molto divertente anche la sequenza in cui si mangia le unghie (a tal proposito, sono stato colpito dal colore delle sue mani, bianche, e non nere come immaginavo). E con la scusa della malattia tenta anche di farsi dare un bacio da una bella ragazza che passava di lì.
Notevole la striscia sul sonnambulismo, idea fra l'altro già usata da Walsh, tuttavia in questa occasione i personaggi finiscono addirittura su un grattacielo, rendendo la scena ancora più sbalorditiva.

E al termine delle peripezie, una volta guarito, Orazio, per distendere i nervi, cosa fa? Va a menare i boscaioli. La rissa che conclude è una genialata.

In definitiva la vicenda fornisce un interessante nonchè originale punto di vista sul personaggio, perfettamente calato nel ruolo. Come si fa a non voler ben a un autore così?

9
Commenti sulle storie / Tutto questo accadde domani
« il: Sabato 2 Nov 2019, 21:46:29 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3280-6P

Non è da tutti riuscire a confezionare un seguito convincente di una vicenda perfettamente conclusa. Eppure Casty riesce a riprendere e sviluppare alcuni elementi di Tutto questo accadrà ieri facendo si che questa continuazione appaia totalmente naturale.
Per evitare di ripetere la formula precedente viene cambiata l'ambientazione, con i personaggi del passato arrivati nel presente anzichè il contrario. Inoltre qui Gambadilegno ha realizzato il sogno che aveva nell'antecedente storia (oltrechè negli ombronauti) cosicchè l'obiettivo diventa, da fermarlo, a ripristinare il mondo com'era prima.

Tra le tematiche trattate non manca, come d'abitudine nell'autore, una stoccata alla tecnologia tuttavia qui viene introdotto uno spunto che egli non aveva ancora utilizzato: essa raccoglie informazioni, spiando praticamente, di chi l'adopera; inoltre si citano la spregiudicatezza delle aziende nel vendere i loro prodotti e la futilità delle motivazioni che portano conflitti tra gli stati.

Tutti i personaggi utilizzati sono in forma e lo spazio dedicato ad ognuno sapientemente bilanciato. Ho giusto qualche riserva sul Pippo del passato che viene caratterizzato del tutto similmente alla controparte attuale, mentre durante le sue prime apparizioni era dotato di una personalità ben diversa.

Molto peculiare è la struttura che la vicenda assume: le prime 4 puntate sono brevi introduzioni limitatamente comprensibili mentre il grosso della storia è spalmato nelle 2 conclusive. I prologhi possiedono una loro utilità in quanto chiariscono alcuni punti che senza di essi sarebbero rimasti oscuri; tuttavia inserire i primi nella giusta collocazione cronologica avrebbe probabilmente rallentato l'azione o smorzato il ritmo, perciò la soluzione adottata risulta una felice intuizione.

Una cosa non ho compreso: perchè Pippo parla proprio di un fantasma caraibico? Cioè, sente dei suoni e li attribuisce ad uno spettro, ma perchè caraibico?

10
Le altre discussioni / Personaggi Disney e filosofia
« il: Sabato 26 Ott 2019, 19:22:45 »
"Non considero povero colui che si accontenta di ciò che ha."
Questa frase di Seneca sembra riferirsi a Pippo. Infatti lui possiede un patrimonio limitato, eppure non se ne è mai preoccupato. Anzi, è sempre vissuto felicemente con le sue modeste proprietà, alle quali è legato da un grande affetto. Egli non ricerca la ricchezza e la mancanza di tale desiderio gli ha permesso di vivere con tranquillità, all'opposto della gente moderna che si affanna per il denaro.

Ne "La brevità della vita" Seneca afferma che, invece di bramare l'immortalità, dovremmo usare nel migliore dei modi il tempo che ci è concesso: stesso concetto che Pippo esprime in Topolino e l'operazione clessidra.

Avete notato personaggi fumettistici che si fanno portatori (anche involontariamente) di altre idee filosofiche?

11
Commenti sulle storie / Estrelita
« il: Giovedì 17 Ott 2019, 22:11:48 »
https://inducks.org/story.php?c=I+MM++++2-1

Ecco una grande storia artibanica permeata di mistero.
Lo spunto di partenza con la ricerca dell'amico scomparso (tant'è che io lo ritenevo passato a miglior vita) risulta senza dubbio interessante; aggiungiamoci un Topolino molto spontaneo e una Vera Ackermann che fa mostra di tutta la propria ambiguità ed ecco confezionata un'avventura con i fiocchi.
La trama mi ha sorpreso in diversi punti, anzitutto in uno dei suoi punti salienti, la gita fuori porta: MM era definita come la saga focalizzata su Anderville tuttavia in questa occasione l'azione si sposta quasi del tutto al di fuori di essa. Inoltre avevo subito considerato come cattivi quelli che
Spoiler: mostra
poi si rivelano i federali
mentre mai mi sarei aspettato che
Spoiler: mostra
i ladri dell'automobile erano d'accordo con Vera.


Umoristicamente, ho gradito soprattutto la scena in cui gli avventori di Little Caesar vogliono salvare Sonny perchè deve loro dei soldi.
Sono oltremodo interessanti i temi trattati: programmi di protezione per testimoni, riciclaggio di denaro, infiltrazione criminale nel mondo politico-economico...

A sorpresa, ho apprezzato pure i disegni di Zironi, a cui associo abitualmente più il bizzarro-fantastico.

Purtroppo, non mancano alcuni difetti.
Anzitutto quando Topolino va a chiedere aiuto alla polizia locale confessa di avere espatriato nascosto nel bagagliaio. Dimostra eccessiva ingenuità e sarebbe stata parecchio meglio l'invenzione di una scusa, per quanto assurda. Però ho apprezzato le battute seguenti tale sequenza: "State commettendo un errore. O forse l'ho commesso io."
Ma, ancora più importante, ho sgradito il fatto che quelli del bar con l'ausilio di oggetti come mazze da baseball si sbarazzino dei cecchini armati di mitragliatrici (senza nemmeno coglierli di sorpresa). Appartiene alla tipologia di scene infantili che ogni tanto si trova sul settimanale contro le quali proprio questa serie si schierava apertamente.

PS: prima di iniziare a leggere pensavo che Estrelita fosse il nome di una donna

12
Commenti sulle storie / Topolino e il tacchino
« il: Sabato 5 Ott 2019, 17:57:51 »

https://inducks.org/story.php?c=YM+086

Questa volta Topolino vuole ammazzare un tacchino.
Infatti esso, destinato alla cena per il Ringraziamento, è divenuto spropositamente grande a causa di vitamine dategli incautamente da Pippo. Seguono quindi lotte molto divertenti fra il protagonista, che cercherà in tutti i modi di farlo fuori, e l'animale. In particolare, non si può non spanciarsi quando prende un'accetta per tagliargli il collo e alla fine si ritrova ad usarla, attrezzo comicamente sproporzionato, per affettare carote. Ho anche apprezzato oltremodo quando Topolino, con ghigno malefico stampato, pensa tra sè e sè di "ucciderlo con gentilezza".

La conclusione offre un finale lieto per tutti, nel quale il diverso/anomalo walshano - rappresentato stavolta da un uccello troppo cresciuto- viene accettato dal gruppo. La storia  mostra perciò un perfetto bilanciamento tra i buoni ed i cattivi sentimenti, entrambi inclusi nel mio personaggio preferito e responsabili del suo fascino.

13
Commenti sulle storie / Topolino 30 anni dopo
« il: Sabato 21 Set 2019, 17:06:51 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2249-6

Topolino 30 anni dopo narra una vicenda davvero particolare, puntando i riflettori su un aspetto che nelle storie disney non viene quasi mai affrontato, ossia lo scorrere del tempo, raccontando eventi posteriori all'eterno presente in cui i fumetti sono ambientati.

La trama comincia con Topolino che si sveglia invecchiato di trent'anni e anche la sua casa ha subito gli effetti del tempo. Piras è stata una scelta adeguata per raffigurare gli ambienti lasciati al degrado, tra polvere, muffa e ragnatele. Le condizioni dell'abitazione del protagonista possono avere due motivazioni, entrambe intrise di sottile, ma profonda, malinconia: Topolino non ha più le forze o la voglia di curare la propria dimora. Il secondo caso è ancora più triste del primo: significa che Topolino, invecchiando, ha perso la forza di volontà, malgrado la forte determinazione sia uno degli aspetti che lo caratterizzi maggiormente (e uno dei miei preferiti).

Pippo, invece, giustamente non sembra cambiato molto malgrado il peso degli anni. Ciò fornisce un senso di sollievo contrariamente all'evoluzione del rapporto con Minni: dopo un litigio (probabilmente gravissimo, in relazione agli effetti) ella se n'è andata a vivere lontano e da ben due decenni non ha fornito sue notizie. Anche questo è un duro colpo, considerando che i due sono sempre visti come gli eterni fidanzati e si dà per scontato che continueranno a vivere insieme. E' vero che entrambi hanno avuto, nel corso della storia, interessi sentimentali differenti, ma in ogni caso sempre temporanei e di poca durata. Questa volta è presente un inedito senso di ineluttabilità.

Spoiler: mostra
Alla fine, logicamente, lo status quo va ristabilito ma ciò non cancella le sensazioni che si sono provate fino a quel punto. E' comunque molto bella la vignetta in cui Topolino torna sè stesso davanti allo specchio.


Una curiosità: l'ambasciatore ha fattezze parecchio somiglianti al conte Micragna, solo più umanizzate

14
Commenti sulle storie / Topolino e l'evasione clinica
« il: Sabato 24 Ago 2019, 16:29:07 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL++990-A

Questa ragguardevole prova di Pezzin presenta diversi motivi di interesse.
Anzitutto il crimine perpetrato, e dunque la trama che si sviluppa intorno ad esso, è molto originale. Inoltre mostra quanto la criminalità sia organizzata e professionista nel suo campo ed agisce in modo tutto sommato plausibile, utilizzando come coperture attività innocenti. Anche la maniera in cui i nostri eroi si cavano d'impaccio non pecca di inverosimiglianza.
Si segnala che l'atmosfera trapelante dalle pagine si attesta su un livello di pericolosità maggiore di gran parte delle storie.

Non mancano azione e umorismo (ricordo in particolare la sequenza del cloroformio, durante la quale Pippo lo usa a modo suo ma comunque funzionante. La spiegazione del piano riesce non solamente a non annoiare, ma anche a suscitare genuino interesse.
In tutto questo l'autore riesce a inserire un riferimento ai falsi invalidi.

L'unica pecca secondo me si concretizza nel finale, quando Basettoni afferma che i suoi hanno catturato il resto della banda liquidando in due parole la questione e la battuta conclusiva di Pippo, ben poco divertente (malgrado gli altri personaggi ridano).

15
Cinema, musica e letteratura / Terry Gilliam
« il: Martedì 6 Ago 2019, 15:02:58 »
Il mio regista preferito attualmente in attività, insieme a Cristopher Nolan.
Ogni suo film, i quali vanno dal fiabesco al distopico, contiene diverse peculiarità che lo fanno imprimere nella memoria dello spettatore. Dei suoi ho visto i seguenti (in questo ordine).

I fratelli Grimm e l'incantevole strega: non il suo migliore, ma sicuramente buono e, cosa non scontata, dotato di una trama originale. Degna di nota la faccia cancellata.

Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo: uno dei migliori del regista. In questo tripudio immaginifico si passa di continuo dal nostro mondo a quello nascosto contenuto nello specchio. Verso la fine è facile confondersi (come in quasi tutte le opere del cineasta) ma non lo considero un difetto

Brazil: un altro pezzo da novanta Gilliamesco. Tratta di una distopia sommersa dalla burocrazia e si fa notare anche per l'indifferenza della gente alle tragedie che accadono sotto i loro occhi. Il film prende il titolo da una canzone che viene posizionata nei punti più impensati della pellicola. Fra gli autori coinvolti spicca un ottimo Michael Palin nel ruolo dell'ambiguo amico del protagonista; a tal proposito, ineffabile la trovata della tipologia di maschere che indossa.

La avventure del barone di Munchhausen: più leggero, ma molto comico, in particolare la parte ambientata sulla luna (rappresentata solo come la porzione illuminata, fra la'ltro). Divertenti il servo veloce che scava il pavimento quando prende la rincorsa o quando insegue il proiettile, la battuta del solletico sotto i piedi, o dialoghi del tipo:
- Dovete arrendervi
- Ma noi stiamo vincendo
- Sì, ma noi ci siamo già arresi la volta scorsa. Adesso è il vostro turno
Curiosamente, mentre nel film precedente Jonathan Price interpretava l'uomo che voleva fuggire dalla dittatura della burocrazia, questa volta ricopre proprio il ruolo del freddo burocrate.

Paura e delirio a Las Vegas: tra tutti i film di Gilliam, questo è quello che ho apprezzato di meno. Non mancano nè dialoghi divertenti nè scene gilliamesche (le visioni provocate dalla droga) ma questi occupano poco spazio relativamente alla durata complessiva del lungometraggio. Comunque, merita sicuramente una visione

The zero theorem - Tutto è vanità: quando ho terminato la visione l'unica parola che avevo per descriverlo era "ingiudicabile"; nemmeno avrei saputo dire se mi fosse piaciuto o no. Ora riconosco che si tratta di un bel film che si chiede se è possibile la solitudine in un mondo perennemente connesso. Nel futuro rappresentato le pubblicità seguono i passanti, il feticismo ha raggiunto livelli tali da far nascere la chiesa di Batman redentore e anche il sesso viene praticato in modo rigorosamente virtuale.

L'esercito delle 12 scimmie: un film sui viaggi nel tempo in cui l'argomento viene trattato in maniera diversa dal solito e la struttura della trama fa sì che ogni tanto sorgano dei dejà vu: elementi che uno è sicuro di aver già visto o sentito durante il corso della pellicola ma che non ricorda dove o quando. Quindi per cogliere tutti i dettagli credo di necessitare di altre 5 o 6 visioni. Ad un certo punto ci si domanda perfino se il protagonista sia realmente un viaggiatore del tempo in missione o se ciò faccia parte della sua immaginazione, quest'ultima elemento costante della filmografia di Gilliam

Una curiosità, che neanche io mi aspettavo di trovare: Gilliam legge Dick

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