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Topics - Maximilian

Pagine: [1]  2  3  ...  8 
1
Commenti sulle storie / Topolino ed Eta Beta l’indovino
« il: Lunedì 6 Gen 2020, 18:24:28 »
https://inducks.org/story.php?c=YM+111

Approcciandomi a questo fumetto ero estremamente incuriosito, dal momento che il titolo inglese "Mickey Makes a Killing" può tradursi anche come "Topolino commette un omicidio". In realtà la vicenda parla di tutt'altro, ma non sono rimasto minimamente deluso.

La storia è particolare innanzitutto perchè Topolino figura come protagonista, vittima e antagonista.
Le caratteristiche del personaggio vengono abilmente messe in discussione, mostrandone tutta la complessità. Soprattutto è molto bello quando Tip gli chiede se vuole salvare Eta Beta perchè gli stanno a cuore le sorti del suo amico oppure perchè quest'ultimo gli serve per arricchirsi: a tale quesito, lo stesso Topolino non sa rispondere.
In conclusione il protagonista esprime un notevole e inaspettato entusiasmo nel perdere tutto (e nell'essere sbattuto fuori da un negozio). Egli non manca nemmeno di far ridere, quando si finge un campagnolo ignorante, sfoggiando un idioma da Billy il Topo.

In tutto questo si incastra l'entrata in scena di Flip, in una sequenza quasi autonoma dalla trama principale. Si tratta inoltre della prima volta in cui Eta Beta manifesta la capacità di prevedere il futuro e inoltre nello stesso nasce l'odio per per il denaro.

Nella storia vengono mostrati i possibili pericoli derivanti dal benessere e dal consumismo che negli anni dell'immediato dopoguerra si affacciavano nella società statunitense.

2
Commenti sulle storie / Topolino e il "colpo" impossibile
« il: Venerdì 13 Dic 2019, 22:06:47 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL++889-A

Questa vicenda inizia come un ordinario giallo topolinesco (e il titolo non lascia presagire nulla di più), ma man mano che la narrazione procede si rivela ben di più.
Dopo un furto al museo, Topolino e Pippo si mettono ad indagare, questa volta con lo scopo di scrivere un servizio per il giornale per il quale lavorano: già questo punto denota un pizzico di originalità in più rispetto allo standard. Procedendo con la trama, però, si arriverà a delle scene che addirittura mi ricordano MM, seppure non a quel livello. La prima di esse corrisponde al confronto con l'informatore, dal quale il protagonista si reca per saperne di più. Lo stile di narrazione e i dialoghi, in cui il primo dichiara continuamente di non voler cantare e quindi fa passare i suoi messaggi tra le righe, denotano una certa maturità. Più avanti, Topolino tenta di farsi passare come possibile acquirente della merce trafugata e nel tragitto che lo porta al covo dei ricettatori viene sequestrato e incappucciato, al fine di non vedere percorso e meta. Al termine non manca un duello a bordo di aereo impazzito.

Sceneggiatura scorrevole e buon uso dei personaggi, dando anche a Pippo l'opportunità di rivelarsi utile, fanno il resto.

Infine, sono stato molto appagato dalla risoluzione del mistero, molto intelligente ed efficace, sebbene semplice (ma d'altronde all'inizio Pippo aveva anticipato che, essendo il caso troppo difficile, la soluzione non avrebbe dovuto esserlo per niente). E' una cosa che potrebbe pure funzionare nella realtà.

I disegni si attestano ad un livello discreto/buono. Non si tratta di certo di Scarpa al suo massimo, ma resta comunque ampiamente sopra la sufficienza.

3
Sfide e richieste di aiuto / Ordinare la grande dinastia dei paperi
« il: Mercoledì 20 Nov 2019, 21:30:46 »
Ho bisogno di una cortesia.
Qualcuno in possesso dell'opera, saprebbe ordinare cronologicamente i volumi della grande dinastia dei paperi in base alle storie?

4
Commenti sulle storie / Topolino e l'esaurimento nervoso
« il: Lunedì 18 Nov 2019, 21:29:06 »
https://inducks.org/story.php?c=YM+107

In questa breve molto divertente, che vede eccezionalmente protagonista Orazio, quest'ultimo è rimasto vittima di esaurimento nervoso e si trova in una condizione di agitazione totale che lo fa scattare per un nonnulla. I disegni contribuiscono a trasmettere tale stato, rendendo il corpo tremolante attorniato da linee cinetiche.

E così l'indefesso lavoratore distrugge il soffitto quando Topolino schiocca le dita, eccetera e sistema pure due rapinatori perchè gli facevano cedere i nervi. Molto divertente anche la sequenza in cui si mangia le unghie (a tal proposito, sono stato colpito dal colore delle sue mani, bianche, e non nere come immaginavo). E con la scusa della malattia tenta anche di farsi dare un bacio da una bella ragazza che passava di lì.
Notevole la striscia sul sonnambulismo, idea fra l'altro già usata da Walsh, tuttavia in questa occasione i personaggi finiscono addirittura su un grattacielo, rendendo la scena ancora più sbalorditiva.

E al termine delle peripezie, una volta guarito, Orazio, per distendere i nervi, cosa fa? Va a menare i boscaioli. La rissa che conclude è una genialata.

In definitiva la vicenda fornisce un interessante nonchè originale punto di vista sul personaggio, perfettamente calato nel ruolo. Come si fa a non voler ben a un autore così?

5
Commenti sulle storie / Tutto questo accadde domani
« il: Sabato 2 Nov 2019, 21:46:29 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3280-6P

Non è da tutti riuscire a confezionare un seguito convincente di una vicenda perfettamente conclusa. Eppure Casty riesce a riprendere e sviluppare alcuni elementi di Tutto questo accadrà ieri facendo si che questa continuazione appaia totalmente naturale.
Per evitare di ripetere la formula precedente viene cambiata l'ambientazione, con i personaggi del passato arrivati nel presente anzichè il contrario. Inoltre qui Gambadilegno ha realizzato il sogno che aveva nell'antecedente storia (oltrechè negli ombronauti) cosicchè l'obiettivo diventa, da fermarlo, a ripristinare il mondo com'era prima.

Tra le tematiche trattate non manca, come d'abitudine nell'autore, una stoccata alla tecnologia tuttavia qui viene introdotto uno spunto che egli non aveva ancora utilizzato: essa raccoglie informazioni, spiando praticamente, di chi l'adopera; inoltre si citano la spregiudicatezza delle aziende nel vendere i loro prodotti e la futilità delle motivazioni che portano conflitti tra gli stati.

Tutti i personaggi utilizzati sono in forma e lo spazio dedicato ad ognuno sapientemente bilanciato. Ho giusto qualche riserva sul Pippo del passato che viene caratterizzato del tutto similmente alla controparte attuale, mentre durante le sue prime apparizioni era dotato di una personalità ben diversa.

Molto peculiare è la struttura che la vicenda assume: le prime 4 puntate sono brevi introduzioni limitatamente comprensibili mentre il grosso della storia è spalmato nelle 2 conclusive. I prologhi possiedono una loro utilità in quanto chiariscono alcuni punti che senza di essi sarebbero rimasti oscuri; tuttavia inserire i primi nella giusta collocazione cronologica avrebbe probabilmente rallentato l'azione o smorzato il ritmo, perciò la soluzione adottata risulta una felice intuizione.

Una cosa non ho compreso: perchè Pippo parla proprio di un fantasma caraibico? Cioè, sente dei suoni e li attribuisce ad uno spettro, ma perchè caraibico?

6
Le altre discussioni / Personaggi Disney e filosofia
« il: Sabato 26 Ott 2019, 19:22:45 »
"Non considero povero colui che si accontenta di ciò che ha."
Questa frase di Seneca sembra riferirsi a Pippo. Infatti lui possiede un patrimonio limitato, eppure non se ne è mai preoccupato. Anzi, è sempre vissuto felicemente con le sue modeste proprietà, alle quali è legato da un grande affetto. Egli non ricerca la ricchezza e la mancanza di tale desiderio gli ha permesso di vivere con tranquillità, all'opposto della gente moderna che si affanna per il denaro.

Ne "La brevità della vita" Seneca afferma che, invece di bramare l'immortalità, dovremmo usare nel migliore dei modi il tempo che ci è concesso: stesso concetto che Pippo esprime in Topolino e l'operazione clessidra.

Avete notato personaggi fumettistici che si fanno portatori (anche involontariamente) di altre idee filosofiche?

7
Commenti sulle storie / Estrelita
« il: Giovedì 17 Ott 2019, 22:11:48 »
https://inducks.org/story.php?c=I+MM++++2-1

Ecco una grande storia artibanica permeata di mistero.
Lo spunto di partenza con la ricerca dell'amico scomparso (tant'è che io lo ritenevo passato a miglior vita) risulta senza dubbio interessante; aggiungiamoci un Topolino molto spontaneo e una Vera Ackermann che fa mostra di tutta la propria ambiguità ed ecco confezionata un'avventura con i fiocchi.
La trama mi ha sorpreso in diversi punti, anzitutto in uno dei suoi punti salienti, la gita fuori porta: MM era definita come la saga focalizzata su Anderville tuttavia in questa occasione l'azione si sposta quasi del tutto al di fuori di essa. Inoltre avevo subito considerato come cattivi quelli che
Spoiler: mostra
poi si rivelano i federali
mentre mai mi sarei aspettato che
Spoiler: mostra
i ladri dell'automobile erano d'accordo con Vera.


Umoristicamente, ho gradito soprattutto la scena in cui gli avventori di Little Caesar vogliono salvare Sonny perchè deve loro dei soldi.
Sono oltremodo interessanti i temi trattati: programmi di protezione per testimoni, riciclaggio di denaro, infiltrazione criminale nel mondo politico-economico...

A sorpresa, ho apprezzato pure i disegni di Zironi, a cui associo abitualmente più il bizzarro-fantastico.

Purtroppo, non mancano alcuni difetti.
Anzitutto quando Topolino va a chiedere aiuto alla polizia locale confessa di avere espatriato nascosto nel bagagliaio. Dimostra eccessiva ingenuità e sarebbe stata parecchio meglio l'invenzione di una scusa, per quanto assurda. Però ho apprezzato le battute seguenti tale sequenza: "State commettendo un errore. O forse l'ho commesso io."
Ma, ancora più importante, ho sgradito il fatto che quelli del bar con l'ausilio di oggetti come mazze da baseball si sbarazzino dei cecchini armati di mitragliatrici (senza nemmeno coglierli di sorpresa). Appartiene alla tipologia di scene infantili che ogni tanto si trova sul settimanale contro le quali proprio questa serie si schierava apertamente.

PS: prima di iniziare a leggere pensavo che Estrelita fosse il nome di una donna

8
Commenti sulle storie / Topolino e il tacchino
« il: Sabato 5 Ott 2019, 17:57:51 »

https://inducks.org/story.php?c=YM+086

Questa volta Topolino vuole ammazzare un tacchino.
Infatti esso, destinato alla cena per il Ringraziamento, è divenuto spropositamente grande a causa di vitamine dategli incautamente da Pippo. Seguono quindi lotte molto divertenti fra il protagonista, che cercherà in tutti i modi di farlo fuori, e l'animale. In particolare, non si può non spanciarsi quando prende un'accetta per tagliargli il collo e alla fine si ritrova ad usarla, attrezzo comicamente sproporzionato, per affettare carote. Ho anche apprezzato oltremodo quando Topolino, con ghigno malefico stampato, pensa tra sè e sè di "ucciderlo con gentilezza".

La conclusione offre un finale lieto per tutti, nel quale il diverso/anomalo walshano - rappresentato stavolta da un uccello troppo cresciuto- viene accettato dal gruppo. La storia  mostra perciò un perfetto bilanciamento tra i buoni ed i cattivi sentimenti, entrambi inclusi nel mio personaggio preferito e responsabili del suo fascino.

9
Commenti sulle storie / Topolino 30 anni dopo
« il: Sabato 21 Set 2019, 17:06:51 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2249-6

Topolino 30 anni dopo narra una vicenda davvero particolare, puntando i riflettori su un aspetto che nelle storie disney non viene quasi mai affrontato, ossia lo scorrere del tempo, raccontando eventi posteriori all'eterno presente in cui i fumetti sono ambientati.

La trama comincia con Topolino che si sveglia invecchiato di trent'anni e anche la sua casa ha subito gli effetti del tempo. Piras è stata una scelta adeguata per raffigurare gli ambienti lasciati al degrado, tra polvere, muffa e ragnatele. Le condizioni dell'abitazione del protagonista possono avere due motivazioni, entrambe intrise di sottile, ma profonda, malinconia: Topolino non ha più le forze o la voglia di curare la propria dimora. Il secondo caso è ancora più triste del primo: significa che Topolino, invecchiando, ha perso la forza di volontà, malgrado la forte determinazione sia uno degli aspetti che lo caratterizzi maggiormente (e uno dei miei preferiti).

Pippo, invece, giustamente non sembra cambiato molto malgrado il peso degli anni. Ciò fornisce un senso di sollievo contrariamente all'evoluzione del rapporto con Minni: dopo un litigio (probabilmente gravissimo, in relazione agli effetti) ella se n'è andata a vivere lontano e da ben due decenni non ha fornito sue notizie. Anche questo è un duro colpo, considerando che i due sono sempre visti come gli eterni fidanzati e si dà per scontato che continueranno a vivere insieme. E' vero che entrambi hanno avuto, nel corso della storia, interessi sentimentali differenti, ma in ogni caso sempre temporanei e di poca durata. Questa volta è presente un inedito senso di ineluttabilità.

Spoiler: mostra
Alla fine, logicamente, lo status quo va ristabilito ma ciò non cancella le sensazioni che si sono provate fino a quel punto. E' comunque molto bella la vignetta in cui Topolino torna sè stesso davanti allo specchio.


Una curiosità: l'ambasciatore ha fattezze parecchio somiglianti al conte Micragna, solo più umanizzate

10
Commenti sulle storie / Topolino e l'evasione clinica
« il: Sabato 24 Ago 2019, 16:29:07 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL++990-A

Questa ragguardevole prova di Pezzin presenta diversi motivi di interesse.
Anzitutto il crimine perpetrato, e dunque la trama che si sviluppa intorno ad esso, è molto originale. Inoltre mostra quanto la criminalità sia organizzata e professionista nel suo campo ed agisce in modo tutto sommato plausibile, utilizzando come coperture attività innocenti. Anche la maniera in cui i nostri eroi si cavano d'impaccio non pecca di inverosimiglianza.
Si segnala che l'atmosfera trapelante dalle pagine si attesta su un livello di pericolosità maggiore di gran parte delle storie.

Non mancano azione e umorismo (ricordo in particolare la sequenza del cloroformio, durante la quale Pippo lo usa a modo suo ma comunque funzionante. La spiegazione del piano riesce non solamente a non annoiare, ma anche a suscitare genuino interesse.
In tutto questo l'autore riesce a inserire un riferimento ai falsi invalidi.

L'unica pecca secondo me si concretizza nel finale, quando Basettoni afferma che i suoi hanno catturato il resto della banda liquidando in due parole la questione e la battuta conclusiva di Pippo, ben poco divertente (malgrado gli altri personaggi ridano).

11
Cinema, musica e letteratura / Terry Gilliam
« il: Martedì 6 Ago 2019, 15:02:58 »
Il mio regista preferito attualmente in attività, insieme a Cristopher Nolan.
Ogni suo film, i quali vanno dal fiabesco al distopico, contiene diverse peculiarità che lo fanno imprimere nella memoria dello spettatore. Dei suoi ho visto i seguenti (in questo ordine).

I fratelli Grimm e l'incantevole strega: non il suo migliore, ma sicuramente buono e, cosa non scontata, dotato di una trama originale. Degna di nota la faccia cancellata.

Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo: uno dei migliori del regista. In questo tripudio immaginifico si passa di continuo dal nostro mondo a quello nascosto contenuto nello specchio. Verso la fine è facile confondersi (come in quasi tutte le opere del cineasta) ma non lo considero un difetto

Brazil: un altro pezzo da novanta Gilliamesco. Tratta di una distopia sommersa dalla burocrazia e si fa notare anche per l'indifferenza della gente alle tragedie che accadono sotto i loro occhi. Il film prende il titolo da una canzone che viene posizionata nei punti più impensati della pellicola. Fra gli autori coinvolti spicca un ottimo Michael Palin nel ruolo dell'ambiguo amico del protagonista; a tal proposito, ineffabile la trovata della tipologia di maschere che indossa.

La avventure del barone di Munchhausen: più leggero, ma molto comico, in particolare la parte ambientata sulla luna (rappresentata solo come la porzione illuminata, fra la'ltro). Divertenti il servo veloce che scava il pavimento quando prende la rincorsa o quando insegue il proiettile, la battuta del solletico sotto i piedi, o dialoghi del tipo:
- Dovete arrendervi
- Ma noi stiamo vincendo
- Sì, ma noi ci siamo già arresi la volta scorsa. Adesso è il vostro turno
Curiosamente, mentre nel film precedente Jonathan Price interpretava l'uomo che voleva fuggire dalla dittatura della burocrazia, questa volta ricopre proprio il ruolo del freddo burocrate.

Paura e delirio a Las Vegas: tra tutti i film di Gilliam, questo è quello che ho apprezzato di meno. Non mancano nè dialoghi divertenti nè scene gilliamesche (le visioni provocate dalla droga) ma questi occupano poco spazio relativamente alla durata complessiva del lungometraggio. Comunque, merita sicuramente una visione

The zero theorem - Tutto è vanità: quando ho terminato la visione l'unica parola che avevo per descriverlo era "ingiudicabile"; nemmeno avrei saputo dire se mi fosse piaciuto o no. Ora riconosco che si tratta di un bel film che si chiede se è possibile la solitudine in un mondo perennemente connesso. Nel futuro rappresentato le pubblicità seguono i passanti, il feticismo ha raggiunto livelli tali da far nascere la chiesa di Batman redentore e anche il sesso viene praticato in modo rigorosamente virtuale.

L'esercito delle 12 scimmie: un film sui viaggi nel tempo in cui l'argomento viene trattato in maniera diversa dal solito e la struttura della trama fa sì che ogni tanto sorgano dei dejà vu: elementi che uno è sicuro di aver già visto o sentito durante il corso della pellicola ma che non ricorda dove o quando. Quindi per cogliere tutti i dettagli credo di necessitare di altre 5 o 6 visioni. Ad un certo punto ci si domanda perfino se il protagonista sia realmente un viaggiatore del tempo in missione o se ciò faccia parte della sua immaginazione, quest'ultima elemento costante della filmografia di Gilliam

Una curiosità, che neanche io mi aspettavo di trovare: Gilliam legge Dick

12
Commenti sulle storie / Topolino e lo sbrogliamento imbrogliato
« il: Sabato 3 Ago 2019, 14:51:31 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+3218-2

Una delle migliori prove di Vitaliano, la quale approfondisce l'ironia del personaggio di Topolino ("Meglio un po' prima che un po' dopo, come mi piace sempre dire"). Si nota anche una Clarabella altezzosa ("Non vorrete mica farmi tornare da loro" "Certo che no. Non ci fidiamo a mandarti in giro con quelle preziose opere d'arte").

Un susseguirsi di dialoghi brillanti e divertenti, fra cui ricordo:

- Riordinerò le scarpe
- E come?
- Nel modo più semplice: dividerò le destre dalle sinistre

- Anche se tu sei un capitano e io solo un tenente, ricordati che siamo fratelli
- E tu, anche se siamo fratelli, ricordati che io sono un capitano e tu solo un tenente

- E' solo la mia opinione
- Esatto. Quella è la tua opinione e, per di più, sbagliata

- Possiamo smettere con questa pantomima dei gemelli? Noi non siamo fratelli
- Se è per questo, non siamo nemmeno lontani parenti. Siamo cresciuti nello stesso carcere e per caso abbiamo lo stesso cognome

Descrive bene il rapporto tra Pippo e Topolino, soprattutto nel finale, in cui il primo esprimo la sua filosofia.
Bello anche l'Orazio furioso che distrugge i dipinti

Mi aspettavo che il tizio con baffi e occhiali che incontra per caso Topolino durante i discorsi di quest'ultimo e li commenta, avrebbe avuto un ruolo nella trama

Limido compie un lavoro di alto livello, con il suo tratto vivace, dinamico ed espressivo

13
Non Solo Disney / Batman
« il: Lunedì 29 Lug 2019, 14:50:32 »
Dopo aver visto i film di Nolan e Burton mi sono incuriosito ai fumetti di questo personaggio e della città in cui si muove.
Il problema è che in rete non ho trovato molte informazioni che offrano una panoramica per orientarsi in questa produzione. Non saprei quindi da dove cominciare a leggere e quindi chiedo qui se esiste qualche esperto in materia.

14
Commenti sulle storie / Topolino e gli orfani di guerra
« il: Giovedì 11 Lug 2019, 16:25:07 »

https://inducks.org/story.php?c=YM+061

Ecco una storia meravigliosa come poche.
Un thriller piacevolmente inquietante, costruito in uno spazio abbastanza limitato (sole 30 strisce).
Misteriosi attentati si susseguono ad un ritmo ansiogeno, mentre la città, teatro della vicenda, assume contorni claustrofobici in quanto non più sicura da infiltrazioni nemiche. Da paura l'agente segreto che spia dalla finestra, il poliziotto che si rivela un tedesco ma soprattutto la sparizione dei bambini, avvenuta da una vignetta all'altra che riprendono la stessa inquadratura apparentemente a pochi secondi di distanza ma durante i quali qualcosa di ignoto è successo. Anche una passante nei paraggi risulta sorpresa e non ha realizzato cosa di preciso sia avvenuto tanto da non avere la certezza che i ragazzini fossero stati veramente lì.

Non mancano comunque le risate, come quando Topolino mette il pannolino a Pluto o la lezione di inglese di Pippo. A tal proposito, quella striscia si conclude con Topolino che insegue arrabbiato e impugnando una scopa l'amico, una scena che si ripeterà in futuro.
Per quanto riguarda la vicina di casa ficcanaso, si noti che non è la stessa di questa striscia, poichè i cognomi - Jones e Green - sono differenti, nonostante il ruolo del personaggio sia il medesimo (e anche l'aspetto non diverge più di tanto).

Una delle scene migliori si ha quando Topolino, per confortare e fare forza agli orfani, lancia il gelato contro il manifesto di Hitler

La storia termina con un finale stranissimo, in cui avviene un colpo di scena inaspettato in quanto del tutto scollegato alla trama.

Si tratta, purtroppo, dell'ultima occasione nella quale Topolino ha a che fare direttamente con i nemici di guerra. E' un gran peccato dato che dall'entrata degli Stati Uniti nel conflitto fino alla sua conclusione sono passati quasi 4 anni mentre le vicende più propriamente belliche nel fumetto sono durate soltanto alcuni mesi: sicuramente la formula si sarebbe potuto sfruttare di più.
Inoltre, questa è probabilmente l'ultima volta che Walsh utilizza stilemi/elementi narrativi gottfredsoniani e demarisiani: in seguito William Crozier intraprenderà una strada assolutamente personale.

15
Commenti sulle storie / Minni e l'avventuroso prelievo
« il: Sabato 22 Giu 2019, 15:00:21 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2454-1

In questa storia bella e originale viene posto al centro una volta tanto il personaggio di Minni senza l'ingombrante presenza del fidanzato, qui solo ricordato. La protagonista risulta ben utilizzata e con le giuste dosi di sensibilità e intraprendenza, oltrechè al passo con i tempi.
Tratta il ruolo delle donne senza scadere nel femminismo gratuito.

Fra l'altro ho sempre immaginato che questo fosse il seguito di un'avventura precedente che avesse a che fare con Topolino, altrimenti non comprendo come mai i due scienziati (dei quali rammento ancora i nomi, Alfor e Bedek) lo stavano cercando, pur non conoscendolo direttamente. Qualcuno conferma?
Inoltre l'equivoco delle orecchie causa una vignetta da me sempre trovata divertente, dove Bedek tira a Minni i padiglioni auricolari dichiarando: "Non dovresti indossare l'elmo del potere! Toglilo subito!"

Il fumetto mi ha colpito anche per un particolare inusuale da trovare in questo tipo di narrazione, ossia la presenza di un' "extracomunitaria" venditrice ambulante.

PS: ma che antipatica l'amica di Minni che appare in questa occasione.

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