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Topics - Andy98

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Off Topic / Sui sette vizi capitali
« il: Mercoledì 23 Ago 2017, 00:27:29 »
Questione molto complicata quella che sto per proporvi, tuttavia immagino che potrebbe dare avvio ad un'interessante scambio di idee e pertanto sono curioso di sentire le vostre risposte.

Insomma, conoscete il mio districarmi tra testi filosofici e modernisti, e il mio particolare interesse su tutte quelle tematiche che riguardano l'interiorità del singolo individuo, e da appassionato di letteratura non posso che interrogarmi e chiedere a voi un parere circa i famigerati sette vizi capitali.
Sarebbe interessante, oltre a conoscere quale tra i sette è secondo voi quello in assoluto deleterio, grave, degenerativo per l'uomo nella sua esistenza (che è poi lo scopo principale della mia discussione), sapere proprio come li classificate, se riconoscete che uno di essi ne racchiuda molti di più... e così via.

Preciso che non lo chiedo a livello teologico: la stessa dottrina cristiana considera la superbia il più grave tra tutti, poiché Lucifero osò considerarsi al livello se non al di sopra di Dio e tentò in maniera fallimentare di spodestarlo. Quello che chiedo è di calare il discorso nel contesto della vita di tutti i giorni, non vi chiedo la giustificazione teologica o quella mediata dalla teologia, quanto la vostra idea personale.

Qualora qualcuno non se li ricordasse sono, in ordine alfabetico: accidia, avidità, gola, ira, invidia, lussuria, superbia.

Dante, forse anche per via della mentalità medievale, improntata su un teocentrismo quasi esasperato, ha proposto nella sua seconda cantica la seguente divisione, dal più grave al meno grave: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola, lussuria.

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A riguardo sono piuttosto confuso, però avverto come più pericolose l'invidia, la superbia e l'avarizia, più che altro perché a riguardo è molto facile tratteggiarne le ragione e soprattutto proporre dei modelli di riferimento: la letteratura, infatti, è piena di modelli esemplari, e lo stesso Dante sentiva gravare più di tutte la sua colpa di superbia, come scrittore e come politico, sicché già si sentiva sulla schiena l'enorme macigno che avrebbe dovuto trascinare per tutta la prima cornice del Purgatorio; come esempio di avidità, invece, penso a Mazzarò, il protagonista della novella La roba di Verga, la cui intera vita si è basata sul mero accumulo materiale, al punto che, se non ricordo male, è arrivato a farsi seppellire con la sua stessa "roba" di modo che nessuno potesse averne accesso; emblema dell'invidia, per fare un esempio, si può trovare in Grimilde, che arriva a volere il cuore dell'innocente figliastra anche per una questione di superbia (ed ecco che già i vizi si intersecano fra loro): parlando con un parente, mi ha detto che dall'invidia nascono tutti gli altri vizi, per tale ragione sarebbe il peggiore tra tutti.

Sulla gola, che non ho mai sottovalutato, pur non percependolo come il peggiore tra tutti, mi è stata offerta un'interessantissima interpretazione: i vizi non sono altro che una gola mascherata, sicché avidità e invidia sono una "gola mancata", la lussuria una "gola sessuale", l'ira una "gola negata" , e la superbia e l'accidia una "gola appagata".

Più banalizzata e sottovalutata la lussuria, a mio avviso: non la peggiore, ma nemmeno il vizio più inerme tra tutti. Tutti respiriamo un'atmosfera sessuale, in fondo, la tensione al piacere è diversa in ciascuno di noi, però nella lussuria vedo l'impulso più distruttore tra tutti, anche più dell'ira. Ho come l'impressione che la lussuria non si consumi esclusivamente nel momento in cui il piacere lo si prova, e ci sono tante manifestazioni che per colpa di essa risultano anche più pericolose ed inquietanti.

Passa molto inosservata l'accidia, anzi, curiosando in rete ho trovato parecchia gente che manco sapeva cosa fosse; e anche sapendolo, molti l'hanno interpretata solo come pigrizia cronica, perciò l'ha addirittura sottodimensionata. Sarà a mio modo di vedere il più innocuo (ma come ho detto prima, sono abbastanza confuso, per questo voglio confrontarmi), tuttavia guardo all'accidia sia come una forma di egoismo puro sia come un vizio che ci impedisce di cambiare il nostro punto di vista o addirittura la nostra vita: insomma, in termini di esistenza personale sarebbe il vizio peggiore tra tutti, rovina prima di tutto noi stessi.

In chiusura, l'ira è senza di dubbio un vizio in cui mi sono rispecchiato tantissimo: sento distante la lussuria, mentre avverto come terribilmente vicina l'ira, il vizio in assoluto più imprevedibile, quello che sai che potrebbe manifestarsi in quasi tutti ma a cui non ci pensi. Una vera rovina appena si scatena... per questa ragione (il cioè essere circoscritto in istanti temporali di varia lunghezza) lo vedo un po' come lo spartiacque tra i vizi che reputo più pericolosi (invidia, superbia e avidità) e quelli che invece mi appaiono "meno gravi" (accidia, gola e lussuria).

Detto ciò... a voi la parola e le riflessioni: sono davvero curioso di sentire i vostri punti di vista, in attesa di definire con più sicurezza il mio.  ;)

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