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Post - Maximilian

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1
Commenti sugli autori / Luca Boschi
« il: Domenica 25 Ott 2020, 20:53:42 »
Molti lo conoscono come autore di articoli, ma forse pochi sanno che Luca Boschi è stato negli anni '90 scrittore di storie.

La prima caratteristica della sua produzione a saltare all'occhio consiste nel rendere protagoniste figure poco utilizzate dalla maggioranza dei colleghi: Pluto, Sgrizzo e soprattutto Gancio, per il quale Boschi sembra avere una predilezione e per cui ha realizzato una storia che celebra il cinquantenario del personaggio. Ha creato una nuova dinamica affiancandolo spesso con Sfrizzo, di cui lo sceneggiatore in questione è stato, escluso Walsh, l'unico interprete.

Le vicende da lui create riguardano soprattutto temi della quotidianità, mentre mancano le grandi avventure di ampio respiro. Probabilmente egli non si sentiva sicuro di sfondare nella seconda tipologia di storie e ha preferito concentrarsi su argomenti a lui congeniali. Non si tratta di un aspetto negativo: ben vengano gli autori consci sia delle proprie capacità ma anche dei propri limiti che evitano quindi di creare fumetti deludenti perchè si sopravvalutano.
Invece, il buon Boschi ha saputo, nella sua modesta (quantitativamente, sia chiaro) opera ritagliarsi un proprio spazio in cui è ravvisabile la sua personalità ed il suo stile.

Ha creato storie divertenti e che intrattengono piacevolmente, non rinunciando a sperimentare ed a introdurre situazioni nuove per i nostri beniamini. Nei dialoghi e nella gestione dei tempi comici può essere scambiato per uno sceneggiatore con una certa carriera alle spalle e non per qualcuno che se n'è occupato occasionalmente. Poi, se devo essere sincero, non tutte le sue opere mi sono piaciute e un paio non mi hanno convinto del tutto, ma è da segnalare che sotto un certo livello qualitativo non è mai sceso. Ma nel complesso il mio giudizio si configura come più che positivo.

La sua migliore storia? Sicuramente Super Pippo e il sabotaggio di Gancio

2
Commenti sulle storie / Re:Zio Paperone e l'oasi esclusiva
« il: Sabato 24 Ott 2020, 18:38:59 »
Me la ricordo molto, è una delle mie preferite di Michelini.

Il tema ecologico si configura come dominante, tuttavia lo affiancano:
- l'avidità dei politici ed il loro minimo senso del dovere, dal momento che di fronte ad un problema scelgono di scioperare, con quello che ne consegue
- l'onnipotenza dei plutocrati che, tramite i migliori avvocati, li fa trionfare di fronte alla legge, calpestando le esigenze delle masse
- la superficialità dei turisti. A un certo punto Paperino afferma "a forza di distruggere la natura e le bellezze dell'isola, nessuno vi vi andrà più in vacanza"; invece nelle tavole successive si assiste  ai turisti contenti di vivere in un mondo di plastica.

Non mi ha soddisfatto però il finale con la distruzione totale: mi è sembrato un modo poco ingegnoso per risolvere la trama. Cionondimendo esso dà luogo allo scambio di battute più divertente del fumetto:
- Fuggiamo a nuoto!
- Ma io, senza yatch, non so nuotare

3
Le altre discussioni / Re:I.N.D.U.C.K.S.
« il: Lunedì 19 Ott 2020, 22:01:26 »
Qui viene segnalato Basettoni, ma non compare

4
Commenti sulle storie / Per chi suona il campanello
« il: Domenica 18 Ott 2020, 20:28:14 »
https://inducks.org/story.php?c=I+TL+2278-2

Questa storia  è uscita in concomitanza con l’anniversario della nascita di Hemingway, tuttavia va ben oltre il semplice omaggio. Anzitutto il titolo, oltre a citare un romanzo dello scrittore, ha un senso nella trama, in quanto per qualcuno suona effettivamente il campanello.

Il fumetto sfrutta la celebrazione del centenario per parlare di tutt’altro, ovvero della situazione di Topolino, sempre in giro in viaggi o imprese varie e quindi spesso mancante da casa, privo di un mestiere fisso e di una stabilità di qualsiasi tipo. Si riflette quindi su come il protagonista viva tale irregolarità e cosa significhino per lui le avventure che riempiono il suo tempo.
Compare, in una manciata di vignette, anche Pippo, in una interpretazione magistrale: egli riesce a capire l’amico meglio di tutti e mette in luce le intime, sebbene molto poco evidenti, caratteristiche che hanno in comune.

In poco più di venti pagine si riesce a creare una originale, efficace,  profonda e commovente riflessione su Topolino, semplice solo in apparenza e nell’esposizione, indagando fatti e situazioni evidenti a tutti e perciò dati per scontato, mentre qui vengono analizzati per coglierne l’autentica essenza.

Si tratta di una storia che chiunque ami il personaggio non potrà che apprezzare.

Grazie, Sisti.

5
I Sondaggi / Re:Il TopoOscar nella Storia - 2012
« il: Mercoledì 14 Ott 2020, 23:00:44 »
Questo è l'anno in cui non ho rinnovato l'abbonamento, ormai stanco di storie sempre più banali e soporifere, con eccezioni notevoli ma sempre meno frequenti. Partecipare a questo sondaggio è stato un po' come vedere se, a distanza di anni, era veramente la qualità a essere calata o piuttosto la mia percezione di essa.
Pensavo che probabilmente lo avrei scoperto migliore di come lo ricordavo, invece non e così; mentre nella prima parte dell'anno ho trovato diverse storie belle, nella seconda metà si diradano enormemente, ancora di più di quanto la mia memoria testimoniasse.

3 punti a:
Topolino e gli Ombronauti
Darkenblot

2 punti a:
Topolino e l'anatema ridanciano
Topolino e l'operazione clessidra

1 punto a:
Topolino e il congegno Zweistein
Topolino e il club degli spettri
Topolino e la Saga Burocratica
Zio Paperone e la profezia a ritroso
Codice Olimpo
Topolino e i segreti dell'Area 52
Topolino e il mostruoso tartan delle nebbie
Indiana Pipps e i giardini di Asgard
Paperino e la rimpatriata con (doppia) sorpresa
Topolino e la conchiglia di Kunguroa

6
Commenti sugli autori / Re:Sisto Nigro
« il: Mercoledì 14 Ott 2020, 21:46:15 »
Non sapevo avesse firmato il ciclo di storie dumasiane dei Tre Moschettieri che non erano affatto male nel settimanale a inizio 2000.
A me piaceva, sebbene soffrisse del fatto che gli antagonisti fossero sempre gli stessi. Le migliori sono quella del cuoco rapito e quella del ventaglio.

Ricordo con affetto, l'ombra del giaguaro, che letta in tenera età mi colpì molto per l'atmosfera sinistra.
Il segreto della ballata perduta è un bel giallo non scontato, coniugato con il genere western (adattato ai tempi).
Ma la mia preferita è la spada del paladino, una vicenda piuttosto originale per Indiana.

7
Testate Speciali / Re: L'opera (in)completa di Carl Barks & Floyd Gottfredson
« il: Mercoledì 14 Ott 2020, 21:31:00 »
Questo che esce è eccellente: giornalista, misterioso S, il tesoro di Clarabella, il paese dei califfi, Pluto corridore.

Questo e il quarto sono numeri eccezionali (e anche il quinto). Imperdibili.
Tutti sono eccellenti, chi lo nega?
Poi ovviamente, dovendo esprimere preferenze:
i volumi migliori sono l'8, il 10 e l'11 (soprattutto il 10)

8
Commenti sulle storie / Re:I mercoledi' di Pippo
« il: Mercoledì 14 Ott 2020, 19:02:30 »
Visto che ho difficoltà a trovare le raccolte della Panini, vorrei cercare di prendermi direttamente qualche Topolino contententi tali storie.
Secondo voi quali sono le migliori? Escludete quelle dal 1999 in avanti, perché le ho già lette.
Ne ho lette poche, di quelle, quindi il mio giudizio è parziale.
Comincio col dire che considero i segreti dell'agente segreto la più banale.
Bene avvocati alla sbarra e Topolino alla riscossa, ma non tra le migliori.
Le mie preferite sono cuori flambè, il giallo a premi, attraverso lo specchio e cappa e spada.
La minaccia del brontolosauro, da quel che ricordo è un po' altalenante: da una parte ha dei momenti davvero esilaranti, tra gli apici della serie; dall'altra contiene anche qualche battuta più scontata.

9
Commenti sugli autori / Re:Floyd Gottfredson
« il: Sabato 10 Ott 2020, 20:49:54 »
Una cosa che apprezzo del tratto di Gottfredson consiste nel fatto che ambientava le storie, per quanto fantastiche, nel mondo reale. Infatti nel corso dei decenni raffigurava automobili, vestiti ed altri elementi seguendo l'evoluzione che questi avevo effettivamente.
Già durante la seconda metà degli anni '30 ha diradato progressivamente le ghette e, in tutti gli anni '40, personalmente ricordo un solo cappello a cilindro.

In seguito invece la maggior parte dei disegnatore è rimasta ancorata a rappresentazioni divenute anacronistiche, in nome di una non meglio precisata tradizione (quando colui che l'ha iniziata non si faceva problemi a progredire e adattarsi ai tempi).
Ancora nel terzo millennio, quando appare un riccone, lo si caratterizza con accessori ormai obsoleti, come tube, monocoli e bastoni da passeggio. E negli anni '90 e oltre si continuavano a disegnare pipe e sigari mentre nella realtà sono stati quasi del tutto soppiantati dalle sigarette (oggi non compaiono più nemmeno i primi, ma per motivi che ora non vorrei rivangare perchè non pertinenti con il presente discorso).

10
Commenti sulle storie / Re:Topolino e il vandalo del plenilunio
« il: Venerdì 9 Ott 2020, 21:24:35 »
Davvero una storia "tosta"
Sapresti argomentare?

11
Più che altro vorrei acquistarne solo uno dei due e in generale solo quelli più imprescindibili per motivi economici, anche se capisco che gott sia tutto imprescindibile
Allora dovrai aspettare parecchio perchè i volumi migliori sono l'8, il 10 e l'11 (soprattutto il 10).Prima che escano...

12
Le altre discussioni / Re:Insoliti animali umanizzati
« il: Mercoledì 7 Ott 2020, 19:51:45 »
L'antagonista di questa storia sembra un incrocio tra un cavallo e un ippopotamo

13
Poichè ho sempre preferito la sostanza alla forma, contro la superficialità dilagante della società in cui viviamo, per me la storia ha sempre avuto l'importanza primaria. Una volta ero ancora più estremista, nel senso che per me i disegni non contavano nulla ai fini della qualità di un fumetto; oggi attribuisco loro circa il 20%, variabile a seconda dei casi (mai più del 30%, però).

Questo anche per per come il prodotto viene realizzato: si parte dall'idea, che la trama sviluppa, la sceneggiatura dettaglia la trama e il disegno illustra ciò che è contenuto nella sceneggiatura.
Ciò che sta alla base condiziona pesantemente ciò che viene dopo.

se invece è una breve che punta tutto sul divertimento "da una botta e via", può anche avere una trama inesistente o quasi, ma se ha dei bei disegni è comunque apprezzabile!

Una breve sicuramente non può essere caratterizzata da una trama complessa, tuttavia se si basa su idee banali o stupide nemmeno le matite possono salvarla.

tutta la serie di storie danesi, pubblicate spesso nell' era De Poli su Topolino, disegnate magistralmente da Cavazzano: queste storie non miglioravano grazie al tratto di Cavazzano, al massimo facevano pensare a quanto fossero sprecati i suoi disegni su delle sceneggiature per lo più sconclusionate.
on vado pazzo per le danesi ma è d'uopo sottolineare che lo stesso ha illustrato svariati prodotti italiani altrettanto, se non più, scadenti.

14
Mah... Io non so che fare. Ho già gran parte degli Anni D'Oro di Topolino (che vorrei completare), però questi volumi mi intrigano molto... Voi cosa mi consigliate?
Compra i volumi in bianco e nero e, nel caso la collana non giunga al termine, recupera il resto con gli anni d'oro

15
Commenti sulle storie / Re:Topolino e lo spettro fallito
« il: Lunedì 28 Set 2020, 13:48:00 »
Questa è presumibilmente la storia in cui Walsh critica più aspramente la sua patria.

Anzitutto la polizia torna, com’era caratteristica dei primi anni ’30, ad un ruolo negativo. Tuttavia, mentre i rappresentanti delle forze dell’ordine dell’epoca erano semplicemente sciocchi, vili oppure venivano tratti in inganno sull’identità del colpevole, qui la questione assume connotati più profondi.
Il primo agente che compare nella vicenda rifiuta – consapevolmente - di arrestare un pericoloso pluriomicida, lasciandolo a piede libero e impunito, mentre svolge efficacemente il proprio mestiere quando si tratta di multare un cittadino onesto, il quale resta senza protezione ne confronti del criminale. Si tratta dell’ennesima stoccata all’ipocrisia dilagante del tempo.
In seguito, quando la popolazione si sente minacciata e preme per l’intervento della polizia, essa, non potendo catturare il colpevole, decide di imprigionare qualcuno che non c’entra niente, in quella che può essere vista come una ricerca di un capro espiatorio per placare l’opinione pubblica. Lo stesso avveniva nei veri USA del Maccartismo, con l’unica differenza che in questo caso i perseguiti erano i presunti simpatizzanti sovietici.

Inoltre gli emarginati, non trovando altro posto nella comunità e non avendo niente da perdere, vengono attirati nelle spire del crimine e sfruttati a tal fine. I fantasmi rappresentano coloro che per lo stato non esistono, così come chi, in alcuni paesi del terzo mondo, non essendo registrato all’anagrafe non può vantare il riconoscimento di alcun diritto e viene schiavizzato senza scrupoli*; gli spettri, purchè con il certificato di nascita, posseggono anche quello di morte, dunque per quanto diversi dagli schiavi attuali, ricadono nella medesima situazione.
Si noti che, malgrado il governo non consideri questi reietti, pretende comunque che essi paghino le tasse (si veda la striscia con un ispettore fiscale che si reca da Topolino calcolare quanto Black Brian deve all’erario).
Ma soprattutto, mentre ufficialmente lo stato non sa e non si cura dei fantasmi, sotto sotto approva la loro condizione: il dottor Doom li asserve tramite regolare contratto, suggerendo così che la legge sia in combutta con chi lucra sulla pelle degli esclusi.

Infine lo stesso Topolino, per tornare a vivere nella società normale (rappresentata in questo caso da Minni), deve sottostare al conformismo che la governa: oltre a congedarsi con gli ectoplasmi dichiara la loro inesistenza, così come rinnega la vicenda appena vissuta.

Ho notato che in questo periodo gli argomenti trattati dalle varie storie cominciano a diventare meno espliciti, in un contrasto abbastanza netto rispetto alle prime opere del divino.

*Mentre scrivevo mi sono reso conto che si possono fare parallelismi anche con aspetti dei paesi cosiddetti civili o avanzati, non ultima l’Italia.

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