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Post - Maximilian

Pagine: [1]  2  3  ...  237 
1
Testate Regolari / Re: I Grandi Classici Disney n.44 - Agosto 2019
« il: Domenica 18 Ago 2019, 14:37:05 »
La sezione Superstar a parte la storia del grande Barks è costituta da riempitive americane
Le hai lette?

2
Commenti sulle storie / Re:Topolino e le meraviglie del domani
« il: Mercoledì 14 Ago 2019, 14:54:36 »
https://inducks.org/story.php?c=YM+064

Questa storia, veramente epica e maestosa, rappresenta senza dubbio uno dei punti più alti del primo Walsh.

Anzitutto abbiamo un Gambadilegno, mai così pericoloso, carismatico ed inquietante, che giganteggia alla grande. Si tratta della prima volta in cui mira a conquistare il mondo e tale minaccia è palpabile lungo tutta la parte ambientata a Mekkakia. Questo nuovo ruolo ben si adatta con le vecchie caratteristiche del personaggio, tra le quali viene ripreso il suo invaghimento per Minni.
La sequenza dove egli comincia a sospettare dell'identità di Topolino, dopo uno starnuto di quest'ultimo, e culmina con le spaventose pupille a lapide raggiunge vette d'inquietudine che (presumibilmente) mai sul fumetto disney si erano viste.

Con un Pietro del genere, esisteva il forte rischio che gli altri personaggi risultassero ombre al suo confronto, ma per fortuna ciò non avviene a differenza di diverse occasioni negli anni '30.
Topolino infatti riesce a emergere, grazie alla sua personalità che lo vede protagonista di varie gag, al muso duro in cui affronta il robot-sosia nonostante ne abbia paura (o al modo che escogita per farlo parlare), alla sua essenza di persona semplice al quale il mondo del futuro sembra innaturale (vedere la scena del picnic), al suo nuovo invaghimento (poteva mancare?), alla sua timidezza e insicurezza, alla furia che lo pervade durante il duello conclusivo...

Una (altra) nota di merito va a Minni: inizialmente, quando vede l'atteggiamento del fidanzato con Mimi (che secondo me non è nemmeno fisicamente tanto bella, comunque), diventa acida, non gli rivolge la parola e quando conosce il sosia-robot fa l'antipatica dicendo che lo preferisce all'originale. Poi però
Spoiler: mostra
dopo la morte di Mimi
, nonostante l'abbia odiata, consola Topolino per la sua scomparsa. Quella vignetta in cui resta vicino al fidanzato nel suo dolore tenendogli la mano, oltre ad essere forse la cosa più commuovente che io mai abbia visto o letto, segna per me l'apice raggiunto dal personaggio.

Il professor Numbspiegel è ridotto in modo tale da sembrare un reduce di un campo di concentramento. Vista la data di pubblicazione non sembrerebbe una coincidenza, tuttavia io credevo che la verità sui lager fosse stata rivelata solo al termine della guerra.

Non mancano riflessioni importanti: una volta terminato il secondo conflitto mondiale, l'umanità avrebbe compreso la necessità della pace o avrebbe continuato imperterrita a farsi la guerra? Questo fumetto, ambientato in un futuro molto prossimo, fornisce una risposta inequivocabile su come il suo autore la pensasse.
Nella società dell'avvenire non ci sono più crimini, ma allora perchè continuare a mantenere con i soldi dei contribuenti un corpo di polizia, i cui agenti oziano tutto il tempo?

Rimangono solo un paio di dubbi (probabilmente voluti):
- chi ha mandato quei vestiti a Topolino? Sembrerebbe che sia stato proprio Numbspiegel, ma come ha fatto dalla sua posizione?
- come mai Gambadilegno vuole che Topolino sia sostituito da un robot se tanto subito dopo lo fa ammazzare? Propendo per l'idea che, prima di togliergli la vita, volesse farlo soffrire vedendosi rifiutato dai suoi cari

Infine, riporto qui un mio precedente messaggio sulle anticipazioni contenute in questa vicenda:

Questa storia è piena di previsioni. Qualche esempio:
- videotelefoni
- "facce di plastica"
- bambini precoci (soprattutto nella pubertà)
- distributori automatici
- decadenza del sistema scolastico
- cibi in pillole
- canzoncine durante le attese al telefono
- il fatto che la seconda guerra mondiale sarebbe finita di lì a poco

Il futuro con gli edifici a molti metri da terra anticipa il cartone I Jackson.

Alcuni elementi, come il fatto che tutti i robot sono nemici tranne quella che stringe una relazione con il protagonista e la stessa robot creata con lo scopo di essere oggetto del desiderio maschile, verranno ripresi in Balde Runner.

La produzione di un esercito in segreto anticipa Guerre Stellari ed in particolare la scena in cui i robot fabbricano altri automi non può non ricordare (a me) l battuta di C3PO: "Macchine che costruiscono macchine!" Ma soprattutto, a pensarci bene, tutto il piano dell'antagonista ricorda quello della saga cinematografica:
Spoiler: mostra
Gambadilegno controlla sia l'esercito attaccante sia, grazie ai suoi replicanti, la politica e i governi. Quindi, una volta scatenata la guerra, qualunque fazione trionfi, lui non può che vincere.

A proposito della tecnologia, fa veramente strano vedere videofonini a schermo piatto che però mantengono il vecchio cerchio rotatorio per comporre il numero.

3
Sfide e richieste di aiuto / Re:Paperi, Topi e Fantasmi
« il: Martedì 13 Ago 2019, 14:29:56 »
P.S. La storia del Texas è già presente in elenco.
Sì, avevo notato. Tuttavia mi sembrava giusto dichiararla la migliore del genere

4
Sfide e richieste di aiuto / Re:Paperi, Topi e Fantasmi
« il: Lunedì 12 Ago 2019, 14:52:25 »
Topolino e il fantasma della valle

Volevo chiederti, Galerius, come mai questa ricerca di storie ectoplasmatiche? Sei attratto forse dalle atmosfere lugubri?
Comunque, per me la migliore del genere è indubbiamente questa


5
Avevo completamente rimosso questa discussione; vediamo di recuperare

Riguardo questa storia ne ho parlato il 7 dicembre 2014 (risposta n.33), ma mi rendo conto che non eri certo tenuto a leggere tutti gli interventi
Ma magari l'avevo pure letta, però lì per lì non la ricordavo.

il periodo di ambientazione è definito genericamente come medioevo.
Più alto che basso medioevo, secondo me. Momentaneamente non saprei dire se all'interno della trama compaiano indicazioni più precise: bisognerebbe chiederlo a qualcuno fresco di lettura
Comunque, io la aggiungerei (magari tra virgolette o con altro stratagemma grafico che evidenzi la sua appartenenza ai casi limite), non fosse altro per completezza e perchè il viaggio nel tempo ha comunque effetti importanti sulla storia, non essendo un evento isolato della medesima.

6
Commenti sulle storie / Re:C'era una volta...in America
« il: Giovedì 8 Ago 2019, 15:23:54 »
Topolino e l'ultimo cowboy

Inaspettatamente, questa volta il Topolino di turno cambia mentre Pippo rimane lo stesso dell'avventura precedente, a fare da collante tra le due storie.
Si tratta purtroppo di una delle più deboli della saga, soprattutto nella parte centrale, in cui interviene un Gambadilegno piuttosto anonimo, ma si riscatta nel finale, con una poetica tavola conclusiva.

Buona in particolare la gag di Pippo che tenta di domare l'automobile come se fosse un cavallo.

Mi ha ricordato in più punti la saga di Paperon De Paperoni, non solo per l'impresario circense Barnum, ma anche per la fine dell'epoca western, con erezione di fili spinati e cowboy che vedono il tramonto del loro tempo.

Topolino e il sogno americano

Questa volta Pezzin fa le cose in grande, dando alla serie una grande conclusione.
Continua il discorso sul cowboy ormai appartenente al passato, il quale comincia una nuova vita, ma soprattutto la storia si ricorda per un Topolino reso cinico affarista dalle delusioni ricevute. Anche Minni discreta segretaria fa la sua figura e si intuisce che tiene di più al suo principale di quanto lasci trasparire dai suoi dialoghi: un affetto descritto magistralmente in modo molto delicato.

Essi però sono personaggi di secondo piano, rispetto a quello che assurge, eccezionalmente per questa ultima puntata, a protagonista della storia, cioè Pippo. La trama segue infatti il suo punto di vista, introducendo Topolino in media res quando il suo carattere e la sua condizione sociale sono già cambiati.

Per l'occasione De Vita sfoggia tutto il suo splendore, a proposito di cui noto un solo neo: i truffatori possiedono espressioni che fanno intuire sin da subito la loro intenzioni di imbrogliare.

Pezzin decide di concludere la saga alla fine degli anni venti, con un evento drammatico che qui viene solo accennato, probabilmente perchè i periodi storici successivi sono già stati vissuti al presente dai personaggi disney (e non a caso i primi fumetti riflettevano le condizioni di miseria dovute alla grande depressione). Al termine abbiamo una pagina che offre una carrellata dei personaggi di questa saga interpretati da Topolino, Minni e Pippo: un modo di concludere davvero apprezzato.

7
Scrivendo "il razzismo sta negli autori e non nei personaggi" è parso, almeno a me, che alludessi alle creature dei fumetti come figure con una psicologia ben definita, ma che gli autori della storia avrebbero "traviato". Accusa abbastanza fuori luogo se applicata proprio ai pionieri del fumetto Disney che hanno gettato le basi della caratterizzazione di Mickey.
Non ci siamo capiti.

Intendevo dire che le idee degli autori non sempre si rispecchiano nei personaggi che muovono. Il fatto che un personaggio di fantasia agisca o pensi in un certo modo non significa che il suo autore giudichi idoneo o corretto tale comportamento od opinione.
Nel caso specifico, se un'opera contiene caratteri stereotipati, è l'autore a rappresentarli così e non dipendono dalla volontà del protagonista.

8
il punto qui toccato è importantissimo perché è quello su cui si basa tutta la discussione che alcuni hanno sostenuto per appioppare a Topolino il demerito di essere "particolarmente razzista".
Questo, per quanto ho potuto constatare, non è stato sostenuto da nessuno

9
Cinema, musica e letteratura / Re:Terry Gilliam
« il: Mercoledì 7 Ago 2019, 11:26:44 »
Parnassus l'ho visto una sola volta ma sicuramente necessiterà di una seconda visione per poterlo apprezzare appieno
Come tutti i film del regista, del resto

Passo ora ai film non ancora visti da Maximilian
E Tideland? Fra quelli che mi mancano è quello che mi ispira di più

Jabberwocky, che in Italia non è mai uscito al cinema né è stato doppiato
E cosa aspettano? Con tutta la cinematografia di infima categoria che importiamo, proprio questo devono lasciare indietro?

10
Testate Speciali / Re:Topomistery 1-4
« il: Mercoledì 7 Ago 2019, 11:13:03 »
Il promontorio delle nebbie mi manca, ma una Pezzin/De Vita di base promette bene
Merita, se vi fidate del mio giudizio

Gradevole anche le lettere ipnotiche

11
Trovo comunque forzato pensare come in 80 anni di storie si possa parlare di una psicologia lineare per ogni personaggio. Ci sono sicuramente dei principi caratteriali, che lo stesso Gottfredson ha contribuito a definire, ma fondamentalmente ogni autore passato e presente ha fornito una sua particolare identificazione dei personaggi Disney, alcune più apprezzabili di altre.
Mi sfugge cosa c'entri questo discorso con quello di cui si parlava

12
Cinema, musica e letteratura / Terry Gilliam
« il: Martedì 6 Ago 2019, 15:02:58 »
Il mio regista preferito attualmente in attività, insieme a Cristopher Nolan.
Ogni suo film, i quali vanno dal fiabesco al distopico, contiene diverse peculiarità che lo fanno imprimere nella memoria dello spettatore. Dei suoi ho visto i seguenti (in questo ordine).

I fratelli Grimm e l'incantevole strega: non il suo migliore, ma sicuramente buono e, cosa non scontata, dotato di una trama originale. Degna di nota la faccia cancellata.

Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo: uno dei migliori del regista. In questo tripudio immaginifico si passa di continuo dal nostro mondo a quello nascosto contenuto nello specchio. Verso la fine è facile confondersi (come in quasi tutte le opere del cineasta) ma non lo considero un difetto

Brazil: un altro pezzo da novanta Gilliamesco. Tratta di una distopia sommersa dalla burocrazia e si fa notare anche per l'indifferenza della gente alle tragedie che accadono sotto i loro occhi. Il film prende il titolo da una canzone che viene posizionata nei punti più impensati della pellicola. Fra gli autori coinvolti spicca un ottimo Michael Palin nel ruolo dell'ambiguo amico del protagonista; a tal proposito, ineffabile la trovata della tipologia di maschere che indossa.

La avventure del barone di Munchhausen: più leggero, ma molto comico, in particolare la parte ambientata sulla luna (rappresentata solo come la porzione illuminata, fra la'ltro). Divertenti il servo veloce che scava il pavimento quando prende la rincorsa o quando insegue il proiettile, la battuta del solletico sotto i piedi, o dialoghi del tipo:
- Dovete arrendervi
- Ma noi stiamo vincendo
- Sì, ma noi ci siamo già arresi la volta scorsa. Adesso è il vostro turno
Curiosamente, mentre nel film precedente Jonathan Price interpretava l'uomo che voleva fuggire dalla dittatura della burocrazia, questa volta ricopre proprio il ruolo del freddo burocrate.

Paura e delirio a Las Vegas: tra tutti i film di Gilliam, questo è quello che ho apprezzato di meno. Non mancano nè dialoghi divertenti nè scene gilliamesche (le visioni provocate dalla droga) ma questi occupano poco spazio relativamente alla durata complessiva del lungometraggio. Comunque, merita sicuramente una visione

The zero theorem - Tutto è vanità: quando ho terminato la visione l'unica parola che avevo per descriverlo era "ingiudicabile"; nemmeno avrei saputo dire se mi fosse piaciuto o no. Ora riconosco che si tratta di un bel film che si chiede se è possibile la solitudine in un mondo perennemente connesso. Nel futuro rappresentato le pubblicità seguono i passanti, il feticismo ha raggiunto livelli tali da far nascere la chiesa di Batman redentore e anche il sesso viene praticato in modo rigorosamente virtuale.

L'esercito delle 12 scimmie: un film sui viaggi nel tempo in cui l'argomento viene trattato in maniera diversa dal solito e la struttura della trama fa sì che ogni tanto sorgano dei dejà vu: elementi che uno è sicuro di aver già visto o sentito durante il corso della pellicola ma che non ricorda dove o quando. Quindi per cogliere tutti i dettagli credo di necessitare di altre 5 o 6 visioni. Ad un certo punto ci si domanda perfino se il protagonista sia realmente un viaggiatore del tempo in missione o se ciò faccia parte della sua immaginazione, quest'ultima elemento costante della filmografia di Gilliam

Una curiosità, che neanche io mi aspettavo di trovare: Gilliam legge Dick

13
Commenti sulle storie / Re:Le peggiori storie che abbiate letto
« il: Martedì 6 Ago 2019, 14:18:29 »
Topolino e il fiume del tempo ?? stai scherzando vero
Ne ho già parlato ampiamente nella discussione della storia

14
Citazione
Se il Topolino del dopoguerra sarà, inevitabilmente percepito come un Topolino più a "Destra" perché giustamente, sarà contro il comunismo di Stalin, confermando la sua natura assolutamente DEMOCRATICA,  continuerà comunque ad essere sempre quel ragazzo pronto ad accogliere chiunque nella sua casa, anche e, soprattutto i "diversi: Eta Beta, il Gorilla Cirillo ..., dimostrando che fra lui e le varie culture non ci sono muri ma per lui è fondamentale l'ACCOGLIENZA.

Attenzione, però, perché di quello stesso periodo non mancano neanche rappresentazioni stereotipate di popoli estranei alla cultura americana. Rileggere, ad esempio, "Il Selvaggio Giovedì" o "Nel Paese dei Califfi", per quanto in linea di massima sia vero ciò che dici.
Questa risposta non è coerente con l'intervento precedente. Se è vero che quei personaggi sono rappresentazioni figlie del razzismo*, il razzismo sta negli autori, non certo nei personaggi. Come dicevo nel mio messaggio di alcuni giorni fa, si confondono due argomenti differenti (idee dei personaggi e degli autori).

*In realtà, di razzista non c'è nulla in quelle storie (se non nell'occhio di chi le guarda) ma questo è un altra faccenda ancora

Citazione
Si dovette aspettare Kennedy, quindi gli anni '60, perché il PD americano rigettasse apertamente il razzismo provocando una scissione con l'ala dei "Dixiecrats". Gottfredson a quel punto era ormai stato ridotto ad autore di strip della domenica...
Che io sappia le domenicali erano sempre illustrate da Gonzales

Per quanto riguarda la parziale smilitarizzazione di Medioka, io la interpreto così: è stata propria la corsa agli armamenti per la conquista del terzo mondo a provocare, per mezzo delle tensioni che in seguito si sono create, lo scoppio della prima guerra mondiale, evento che ha devastato il continente. Consci di ciò sia Topolino sia Gottfredson (per una volta gli ideali di autore e personaggio coincidono) suggeriscono di porre un freno sul fronte militare per evitare l'innescarsi di altri conflitti del genere.

Inoltre, volevo porre l'accento su una questione (che magari sanno già tutti, ma pazienza): prestate attenzione a quando si parla di regimi comunisti. Il comunismo è un sistema che non si è mai concretizzato nella storia, con forse alcune eccezioni limitate nel tempo e nello spazio. Nemmeno in Russia. Infatti il comunismo prevede che tutto appartenga a tutti, mentre in URSS, Jugoslavia, eccetera, tutto apparteneva allo stato; il quale a sua volta era guidato da una persona sola o comunque da un gruppo ristretto.

L'ultimo intervento di Giona, seppure non attinente al fumetto, è molto interessante. Si vocifera che persino la persecuzione degli ebrei da parte del nazismo abbia avuto più motivazioni economiche di quanto comunemente si crede.

15
Cinema, musica e letteratura / Re:Che libro c'è sul comodino?
« il: Domenica 4 Ago 2019, 17:15:07 »
Il vecchio e il mare

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