Papersera.net

×
Pagina iniziale
Edicola
Showcase
Calendario
Topolino settimanale
Hot topics
Post non letti
Post nuovi dall'ultima visita
Risposte a topic cui hai partecipato
In edicola
3 | |
3 | |
4 | |
3 | |
3 | |
3 | |
3 | |
2 | |
1 | |
2 | |
3 | |
2 | |

Visualizza post

Questa sezione ti permette di visualizzare tutti i post inviati da questo utente. N.B: puoi vedere solo i post relativi alle aree dove hai l'accesso.


Post - doppio segreto

Pagine: [1]  2  3  ...  46 
1
Le altre discussioni / Re:Personaggi Disney e filosofia
« il: Mercoledì 30 Ott 2019, 16:19:59 »
Secondo Giulio Giorello, nel suo libro "La filosofia di Topolino" "Il Novecento - epoca di alcune delle più audaci e terribili scoperte della scienza, dalla relatività di Einstein alla doppia elica del DNA - ha trovato il suo genio perturbatore in un Topo che per spregiudicatezza nel mettere in discussione la costellazione degli stereotipi, non ha nulla da invidiare a Bertrand Russel , a Claude Lévi-Strauss o a Paul K. Feyerabend."
Il nostro Mickey dopo alcuni cartoni animati, prende le mosse sui quotidiani, il 13 gennaio 1930 nell'ambito delle strisce giornaliere. Si tratta di un "ragazzo di campagna che vorrebbe emulare Charles Lindbergh". A tal proposito si costruisce in maniera assai artigianale un apparecchio con cui parte per approdare in un'isola deserta.
Ebbene questo non sarà che l'inizio di un lungo peregrinare che lo porterà a viaggiare in ogni dove. "Topolino è una sorta di Ulisse del nostro tempo, solo in apparenza appagato dalla quiete domestica in una tranquilla villetta, ma che non vede l'ora che qualcuno o qualcosa lo attragga fuori dall'uscio e lo impegni in qualche peripezia nella Giungla d'asfalto, tra gangster, imbroglioni, contrabbandieri o rapinatori più o meno sofisticati. (...) e così lo vediamo minatore nel deserto, navigatore nei mari del Sud o tra i ghiacci dell'Artico, viaggiatore interplanetario o addirittura esploratore del passato o del futuro (...)".
Quello che Floyd Gottfredson ed i suoi vari collaboratori, attraverso le strisce, hanno creato "è una sorta di grande ed unico romanzo di formazione ove Topolino cresce e cambia al mutare del suo Paese. Dagli anni Trenta agli anni Cinquanta del secolo scorso, questo straordinario eroe, ha lasciato gli scenari dell'America rurale precedente alla Grande Depressione per gettarsi nelle sfide più rischiose della modernità: dalla difesa della libertà di stampa agli ambigui prodigi della scienza che è sempre ad un passo dall'essere asservita alla guerra; dall'impossibilità della giustizia di fronte agli spietati meccanismi della burocrazia alla difficoltà, quasi insuperabile, del trattare con le culture <altre>(...).
Come giustamente tu metti in evidenza, in questo contesto, la figura di Pippo è assolutamente centrale per contribuire "a definire la stessa filosofia di Topolino.
Dopotutto Goofy vuol dire sempliciotto, e il nostro Pippo è un po' come il Simplicio che nelle opere dialogiche di Galileo Galilei, smessi i panni del grande commentatore aristotelico del VI secolo d.C., diventa la <spalla> degli attori che sposano il punto di vista della nuova fisica e della nuova astronomia. E allo stesso modo Pippo, dà a Topolino spunti sottili e stimolanti - ma a poco a poco definisce sempre meglio la propria personalità e la propria peculiare <intelligenza>."
Nel dopo guerra "Topolino (...) si è tramutato gradualmente in un buon borghese, che affronta mostri e criminali in difesa della <società aperta>, senza porsi nemmeno tante domande e guardandosi bene dal farsi troppi problemi. Non negheremo che sia diventato, nel corso del tempo, amico e collaboratore di poliziotti (...). E la filosofia, che a prima vista potrebbe sembrare estranea a questo buon cittadino, in realtà si riprende le sue rivincite, non foss'altro perché il Topolino tutto legge e ordine è nato ribelle, non solo un burlador campagnolo, ma un ostinato dissenziente capace di battersi contro ogni forma di prevaricazione, anche se l'esito non è affatto scontato, e la vittoria non è sempre lì, dietro la porta. La sua parabola risulta allora filosofica nel senso pieno del termine; quello che Gottfredson e i suoi sceneggiatori hanno modellato è un Topo sempre più dubbioso sull'Universo e il complicato mondo che uomini e topi hanno costruito."
In realtà i viaggi più importanti di Topolino "sono quelli nel mondo delle idee, perché Topolino è un topo che medita. Nelle sue Meditazioni metafisiche, Cartesio, affrontava l'ipotesi sconcertante che un <un certo Genio Maligno>, sommamente potente e astuto avesse impiegato la sua abilità nell'ingannarlo e <che il cielo, l'aria, la terra, i colori, le figure, i suoni e tutte le cose esterne> fossero solo <beffe dei sogni con cui egli ha teso trappole alla mia credulità>. E incominciava a indagare che cosa restasse di lui dopo tutti questi dubbi. La risposta era <un animale che dubita>; e se Topolino fa lo stesso, dobbiamo chiamarlo topo dubitante. Ma sono questi dubbi che lo fanno (e ci fanno) esistere."
Giorello, nel suo libro prede spunto da 12 storie di Topolino, 10 del periodo delle strisce e 2 no, queste sono Topolino e il terrore dei mari e Topolino e la fiamma eterna di Kaloa.
In tutte queste storie, il filosofo italiano ci guida attraverso il percorso filosofico intrinseco e, fra esse c'è anche la nostra amata Topolino e la casa misteriosa, dove si parte dai versi finali del Faust di Goethe "L'eterno Elemento femminile /ci trae verso l'alto" per arrivare, appunto a Cartesio e qui, Giorello, si domanda "se avrebbe potuto mai sospettare che il suo temuto Genio maligno avrebbe indossato le fattezze e la minigonna dell'impavida Drusilla?"

2
Commenti sulle storie / Re:Topolino e il bel gagà
« il: Sabato 12 Ott 2019, 17:42:55 »

Io ricordo che
Spoiler: mostra
Mortimer abbia premiato economicamente entrambi, ricompensandoli per il tesoro cercato e rivelatosi fasullo e per i pericoli incontrati durante l'avventura, architettata dallo stesso per smascherare Lupo.
Ma a questo punto mi fai venire il dubbio.
Oddio, se così fosse veramente, vorrebbe dire che nella versione che ho io è stata tagliata questa parte. E a questo punto il dubbio me lo fai venire a me.
.
avventura nell'isola di Spettro
Un errore del genere non è poi grave, ma proprio da te non me lo aspettavo.

Se è per quello ne faccio anche di molto peggiori, in effetti.
Avrei dovuto scrivere in Africa nei luoghi dove Spettro è nato e vissuto. Mi è venuto l'isola perché mi sono confuso con Topolino e i pirati, non considerando che lì vi era stato portato da Topolino nella storia del 1932.



3
Commenti sulle storie / Re:Topolino e il tacchino
« il: Giovedì 10 Ott 2019, 19:37:35 »
Dove ti rifornisci di tali dosi di conoscenza?
Le mie conoscenze le debbo in buonissima parte a quella integrale che fu "Gli anni d'oro di Topolino" edito dal Corriere della Sera e, a Luca Boschi, in particolare, a cui va il mio più grande riconoscimento.


Visto però che sono un po' anzianotto già alcune informazioni mi venivano dalla collana d'inizio anni 70 "il Topolino d'oro".


Poi però ci sono anche due libri fondamentali: "In tappola col topo" di Antonio Faeti e "La filosofia di Topolino" di Giulio Giorello e Ilaria Cozzaglio.


Infine, un infinitesima parte dipende anche dalle mie elucubrazioni. :blank:
  A dire il vero per quasi tutti gli anni '40 - dopo Topolino e il selvaggio Giovedì - le storie sono state scollegate fra loro, eccetto un numero limitatissimo di casi.
queste storielle con storie di più ampio spessore
Qui non si tratta di un errore, mi sento di dover fare una precisazione: il termine storielle sembra riferirsi a qualcosa di scadente, mentre in realtà le strisce del periodo furono di ragguardevole qualità.

Bè, non così limitato direi. Comunque io per continuità intendevo più che altro : mai interrotte da strisce auto-conclusive.
Per quanto riguarda il termine storielle, hai ragione, ho usato un termine sbagliato che non è assolutamente nei miei pensieri.

4
Commenti sulle storie / Re:Topolino e il bel gagà
« il: Giovedì 10 Ott 2019, 19:16:04 »
Infine, ho usato il termine borghese nella sua accezione più larga, ovvero tutto ciò che non è proletario: lo si capisce già confrontando l'appartamento bello e confortevole in cui Topolino abiterà, con le fattorie in cui i personaggi si muovono, tra una miseria e l'altra, in questa storia.
Topolino è sempre stato, dal punto di vista economico e sociale, l'uomo medio. Tu lo definisci proletario, ma in realtà possiede già a partire da questa storia una casa tipicamente della classe benestante. Nè si può dire che abbia impellenti problemi economici, dal momento che quando organizza il minigolf non lo fa tanto per guadagnare ma per trovarsi un passatempo.
Inoltre, direi che hai preso proprio l'esempio sbagliato poichè ha il gruzzoletto messo da parte ottenuto alla fine dell'avventura precedente: non a caso, quando scopre le condizioni della famiglia della fidanzata, si offre di aiutarla economicamente.



Ma io non ho mai detto che Topolino fosse proletario in questa storia!  :D ho parlato delle abitazioni dei personaggi, in generale del contesto sociale... e di sicuro la famiglia di Minni, altro principale comprimario, non se la passa bene economicamente quanto Topolino; che, come detto, non avevo classificato come proletario, anche se, ora che mi hai detto che il gruzzolo da parte l'aveva solo dall'avventura precedente (che, ammetto, non ho letto), potrei dedurre che anche lui in partenza non navigasse nell'oro.
Io direi che Paperinik ha sostanzialmente ragione ma che anche Maximilian, non ha tutti i torti.


Maximilian tu parli di un gruzzolo che Topolino ha messo assieme nella storia precedente ma, a me, salvo ricordi sbagliati, non mi risulta che da Topolino nella valle infernale - bellissima storia - Mickey ne sia uscito con un qualche premio in denaro. Poi smentiscimi pure se sbaglio.


Il gruzzolo che Topolino offre al papà di Minnie è quello che lui ha guadagnato mettendo su il minigolf all'inizio della storia con gli animali della fattoria e, la sua casa, da cui esce fischiettando dall'inizio, è sempre quella fattoria iniziale. A Tognone dice che lui non ne ha bisogno, ma questo è nello spirito di assoluta generosità che ha da sempre pervaso il nostro Mickey.


Certo, le case in generale, sono diventate più belle - pensa alla casa di Minnie, dove il bel Gagà intona la canzone mentre lei suona il piano - la grande città si sta avvicinando, ma tutto questo è legato, ancora una volta, a quel clima politico che stava cambiando.


Certamente Topolino, come Minnie e i personaggi principali, rappresentano gli americani medi che con l'avvento di Roosevelt , sono pervasi da un forte senso dell'ottimismo, tenaci, cocciuti e pronti a lottare per una società sana e onesta, a inventarsi nuovi lavori e dar vita alla loro fantasia, ma, la loro fragilità economica è assolutamente palpabile ad ogni piè sospinto. Basta che qualcuno porti via le uova fatte dalle  galline  o che, ancor peggio, venga derubata la banca, per far sì che tutta la popolazione si ritrovi nella miseria più nera.


D'altra parte Maximilian, ancora 7 anni dopo, pur vivendo i nostri personaggi già in una sostanziale città e in una vita assolutamente borghese, le cose non sono poi così cambiate: basta che ancora una volta le borse segnino al nero che ecco il nostro Topolino che era diventato milionario dopo la sua avventura nell'isola di Spettro, ritrovarsi completamente senza un cent e a dover cercare disperatamente un lavoro qualsiasi che, come ben sappiamo, lo porterà ad essere apprendista idraulico presso Giuseppe Tubi.

5
Topolino / Re:Topolino 3333
« il: Giovedì 10 Ott 2019, 18:08:53 »
Non sono affatto un sostenitore dei rifacimenti delle storie del passato che, anzi, ho sempre mal tollerato.


Nel caso di Topolino e il condominio dei fantasmi, la mia attenzione è stata subito però favorevolmente colpita perché, aldilà dell'idea di fondo e della presenza dei tre protagonisti principali, rimane ben poco del canovaccio originario a, tal punto, che si può tranquillamente parlare di una storia pressoché nuova.
Ho letto e affrontato il racconto con un certo entusiasmo, vivendolo come se fosse una nuova storia, rimanendo felicemente sorpreso da molti effetti speciali e rimproverandole un'unica lacuna ormai cronicizzata in molte storie: la sua frettolosità legata alla dittatura del dover comunque restare entro le tassative 29/30 tavole.


Tutto questo però è caduto miseramente e con mia grande delusione, nel finale che, lì si, almeno nello spirito di base, sarebbe stato assai opportuno che non ci si fosse troppo discostato dalla filosofia dell'originale.


Cosa intendo?


Spoiler: mostra

Come spesso accade nelle storie, non solo attuali, ma da qualche tempo a questa parte, i cattivi o sono giustificabili come persone che fanno delle piccole marachelle, sostanzialmente quasi in buona fede, oppure come in questo caso, non sono affatto cattivi ma, giustificano il loro modo di comportarsi con motivazioni veramente surreali - per non dire assurde - senza che, per altro, aldilà di un banale rimbrotto per questo atteggiamento, nessuno gliene faccia pagare le conseguenze.
La realtà è che nella comunità topoliniana ormai, nelle migliore delle ipotesi si va da ladruncoli - tale è ormai diventato Gambadilegno - a personaggi che tutto sono fuorché cattivi antagonisti. Non penso che sia un caso che, nell'anno in cui Macchia Nera festeggia i suoi 80 anni, praticamente è scomparso dal giornalino. Poi sarò contento di essere smentito come sempre.



La conseguenza è quella che per un lettore come me diventa sempre più difficile giustificare la spesa del settimanale, ormai legata esclusivamente ad un fatto affettivo.


Ma fino a che punto potrò reggere?

6
Commenti sulle storie / Re:Topolino e il tacchino
« il: Martedì 8 Ott 2019, 12:57:13 »
Nell'edizione in mio possesso si dichiara ignoto il motivo per cui nella produzione del periodo storie lunghe e brevi si presentano a blocchi. Tu dici che è dovuto alla diminuzione di personale, ma temo di non aver compreso il nocciolo della questione: a realizzare le storie, di qualunque lunghezza coprissero, si occupavano sempre Walsh e Gottfredson, i quali non erano partiti per il fronte o per prestare servizio civile.
In effetti, hai ragione, mi sono spiegato molto male, riducendo la cosa ad un fattore minimale.


Le strisce giornaliere, come le tavole domenicali, come certamente tu saprai, erano pubblicate sui quotidiani, attraverso l'interposta agenzia King Features Syndacate fin dal 1930.
Tutte le storie delle strisce furono in sostanziale continuità fino a Topolino e l'auto di Pippo che terminò il 26 novembre 1942, quando cioè gli Stati Uniti, seppur non ancora intervenuti in Europa, erano già compromessi nell'evento bellico. Seguì quindi una prima sfornata di strisce auto-conclusive e, da quel momento, ci fu per tutto il periodo bellico un alternarsi di queste storielle con storie di più ampio spessore.
Non si può pensare che fu una scelta casuale questa, tanto più che, continuò fino al 23 febbraio 1946 - a guerra già finita - quando si affacciarono storie brevi che, a partire da Topolino poligangster, furono tutte a cadenza bisettimanale e, questo, fino a che il 22 settembre 1947 con Eta Beta, l'uomo del 2000, si ritorno alla consuetudine iniziale.
I fattori che portarono a questa decisione sono da imputare al fatto che il King Features Syndacate in accordo con gli Studio Disney, ritennero che durante il conflitto mondiale, con il conseguente coinvolgimento di tanti giovani americani - e anche di molti artisti - al fronte, che portò, fra le altre cose, ad un calo di vendite dei vari giornali, fosse meglio non pubblicare sui quotidiani storie complesse ma gag che, in una qualche maniera, potessero stemperare il clima non certo positivo del periodo.


Una volta finita la guerra però, tu mi dirai, perché non tornare alla consuetudine?


Fu una scelta di carattere strategico.


Da un lato il King Features Syndacate ebbe l'esigenza, con l'apertura di nuovo di tutti i mercati internazionali, di conquistare tutti i quotidiani a livello mondiale e, in casa Disney, dopo aver trascorso tre anni nell'esercito venne assunto Frank Reilly, in qualità di supervisore del Reparto fumetti. Questi, in accordo con Gottfredson, decise di dare la sequenza bisettimanale alle strisce, perché in questo modo il Syndacate, sarebbe riuscito meglio a programmarle nelle varie testate quotidiane. Nello stesso tempo però, questo espediente diede a Gottfredson la possibilità di ampliare la personalità di Topolino, cosa che diventerà utile in seguito. a lui in primis, ma anche a tutti gli altri autori che nei decenni successivi, si interesseranno a Mickey.

  Per come la vedo io, si tratta di un'anticipazione piuttosto vaga. Indipendentemente dal finale, nel resto della vicenda Topolino tenta in tutti i modi di uccidere il molesto pennuto. Desiste nel suo proposito solo dopo che il tacchino lo salva da un pericolo grave: una motivazione troppo forte per vederci un qualsiasi sottotesto ideologico.

Appunto: lo salva da un pericolo grave e da qui, deve prendere atto che anche lui ha un'anima.


Non è questione di sottotesto ideologico - che non c'entra un piffero - ma di essere dei visionari.


E' spesso - ma non necessariamente - un tratto saliente che certifica i grandi geni.


Essi, sempre non necessariamente, sono consapevoli di questa loro qualità. Nella musica - materia a me congeniale - due grandi geni, Bach e Beethoven furono, fra le altre cose, dei visionari assoluti. Solo che il primo non ne era affatto cosciente, mentre il secondo lo era in pieno.
 
Sta di fatto che a distanza di decenni, quel loro gesto artistico, diventa attuale e, nel caso di Walsh e Gottfredson, con Topolino e il tacchino, ci regalarono, una "piccola storia" che nella sua morale, è attuale, oggi più di allora. :) 

7
Commenti sulle storie / Re:Topolino e il tacchino
« il: Domenica 6 Ott 2019, 19:43:22 »
Penso che sia assai interessante analizzare quel vero e proprio spartiacque che fu provocato dalla Seconda guerra mondiale nell'ambito delle strisce giornaliere: fino a quel momento c'era sempre stata una sostanziale continuità.

Gli Stati Uniti entrarono in guerra col Giappone fin dall'8 dicembre 1941, l'11-13 dicembre La Germania nazista, a sua volta, dichiarò la guerra agli States, l'8 novembre 1942, truppe statunitensi e inglesi sbarcarono in Algeria e in Marocco, il 10 luglio 1943 in Sicilia e, infine, il 6 giugno 1944 in Normandia.
Questo impegno sempre più intenso di forze umane nel conflitto fece sì che anche presso gli studi della Disney, si ebbe un forte ridimensionamento di maestranze e questo fece sì, fra le altre cose che spesso, le storie a lungo respiro, fossero alternate da strisce auto-conclusive.

Nel 1946 col rientro in forza di tutti gli operatori, la Disney si pose il problema di come rilanciare Mickey Mouse sul mercato. Se da un lato, gli studi di animazione riproposero un cortometraggio basato sulla fiaba di Jack e il fagiolo magico, dove Topolino agisce assieme a Pippo e Paperino, dal lato delle strisce ci fu l'esigenza di rompere con le auto-conclusive.

Il cartone animato non ci offre certamente un Topolino che si dedica al suo "hobby" preferito: affrontare le storie a sfondo misterioso.


E questo sostanzialmente avviene anche con le nuove strisce giornaliere, non più auto-conclusive ma neanche, storie a lungo respiro che durano per mesi. Si scelse una formula fissa: storie con 12 strisce e che dunque durano il tempo di due settimane ciascuna che consentirono a Walsh e Gottfredsonn, di poter ampliare e approfondire meglio la personalità di Mickey Mouse nelle più svariate sfaccettature di un suo vivere quotidiano. Queste vere e proprie introspezioni psicologiche, saranno poi in seguito, determinanti nel sviluppare molte storie future, non solo statunitensi, che vanno oltre al Topolino più stereotipato.

La storia in questione fa parte di questo lungo elenco di brevi storie e:

https://inducks.org/story.php?c=YM+086 Questa volta Topolino vuole ammazzare un tacchino. Infatti esso, destinato alla cena per il Ringraziamento, è divenuto spropositamente grande a causa di vitamine dategli incautamente da Pippo. Seguono quindi lotte molto divertenti fra il protagonista, che cercherà in tutti i modi di farlo fuori, e l'animale. In particolare, non si può non spanciarsi quando prende un'accetta per tagliargli il collo e alla fine si ritrova ad usarla, attrezzo comicamente sproporzionato, per affettare carote. Ho anche apprezzato oltremodo quando Topolino, con ghigno malefico stampato, pensa tra sè e sè di "ucciderlo con gentilezza". La conclusione offre un finale lieto per tutti, nel quale il diverso/anomalo walshano - rappresentato stavolta da un uccello troppo cresciuto- viene accettato dal gruppo. La storia  mostra perciò un perfetto bilanciamento tra i buoni ed i cattivi sentimenti, entrambi inclusi nel mio personaggio preferito e responsabili del suo fascino.

in quel rapporto sempre costante fra animali antropomorfi e animali/animali, che nacque fin dalla comparsa di Pluto - ma già in precedenza c'erano il cane Salsiccia e i vari animali della fattoria - si affermò ancora una volta che anche gli animali hanno una loro "anima" e, in una qualche maniera, fu un'anticipazione ante litteram nel suo finale della filosofia vegana.

8
Topolino / Re:Topolino 3332
« il: Giovedì 3 Ott 2019, 18:05:43 »
Iniziamo malino, Gervasio.
Spoiler: mostra
Non mi piace tanto che la colonna portante di Paperinik, ciò che l'ha indotto a diventare vendicatore (anche nel remake "Tutto cominciò così") venga smascherata e portata agli occhi di Gastone e Paperone. Doveva essere uno di quei segreti della storia originale che solo il lettore conosceva. E la storia si basa su questo.
Non che sia una brutta avventura, ma quel particolare IMHO si sarebbe potuto modificare...

-ilFu
Pensa mo che differenza nei gusti: per me invece è l'unica storia di questo numero che merita di essere letta, almeno nella sua prima parte.

9
Topolino / Re:Topolino Speciale Anteprime - 2019
« il: Lunedì 30 Set 2019, 19:05:06 »
Nel giudicare i risultati di un determinato lavoro, a me non è mai piaciuto dare i meriti/o i demeriti ad una singola persona.
Quello che hai scritto è molto vero e condivisibile da parte mia.


Ciò detto, come Atius scrive, indubbiamente, le copertine strillate, sono state una presenza costante dell'era De Poli che le aveva, a sua volta, ereditate dalle ere precedenti e, il toglierle, non può che essere un merito della nuova gestione a cui, per altro, vanno già alcuni altri meriti: mi riferisco alla parte redazionale, non dedicata ai fumetti che ha fatto un salto di qualità eccellente rispetto alla precedente, a mio avviso, naturalmente.


Resta - per stare in tema culinario - il piatto principale o il piatto forte: i fumetti. Ora Bertani dice che ben poco di quello fatto fin'ora, nel bene e nel male non si deve a lui o, a dir meglio, alla nuova squadra - che fra l'altro non è ancora al completo mi par di capire - e dunque ... vedremo e giudicheremo l'anno prossimo, dove il nostro settimanale preferito andrà ad approdare.


Spero vivamente che Bertani ci legga e ci continui a leggere e che, non tutto, ma qualche "piccolo" suggerimento sul cosa fare e dare ai lettori più adulti - che sono comunque una fetta importante - lo colga e lo faccia suo.

10
Topolino / Re:Topolino 3331
« il: Lunedì 30 Set 2019, 18:48:53 »

Ma il Paperino delle origini è anche nelle mie, di corde, assolutamente! Altrimenti non lo avrei citato come paragone.
Sì, è un paragone, perché di parallelo con YDD non ha proprio nulla.

Evidentemente non traspare dalla recensione, ma io è difficile che non apprezzi il personaggio di Paperino, nelle sue mille sfaccettature.
Mi fa piacere di aver compreso male! :)

11
Topolino / Re:Topolino 3331
« il: Lunedì 30 Set 2019, 10:15:17 »

Per rendere più tridimensionale possibile un personaggio di fantasia, ci sta che la caratterizzazione possa variare, col corso del tempo. Anche in modo quasi opposto. Darth Vader è un esempio; lo Janus Valker di Rat-Man è un altro esempio. Ora, senza scomodare nuovamente il binomio buono vs. cattivo, penso che all'interno dello stesso personaggio possa 'coesistere' una giovinezza da scavezzacollo e una maturità più equilibrata (matura, appunto).
Non credo ci sia una visione giusta vs. un visione sbagliata: per me sono valide entrambe. Che poi si preferisca l'una al posto dell'altra, è un'altra questione.
Attenzione però, perché se noi avvaliamo questo tipo di ragionamento, dobbiamo poi però accettare che per tutti i personaggi possano avvenire dei veri e propri stravolgimenti.
Dunque è assolutamente accettabile che Gambadilegno possa essere anche un "amico" per Topolino, che Macchia Nera possa diventare una "macchietta", che Amelia abbia delle nostalgie che la portano a pensare che sarebbe bello avere delle amiche come Paperina, Brigitta ect, che Rockerduck si preoccupi di Paperone, che Gastone diventi amico di Paperino, che Sgrinfia sia diventato uno scemo  e... via discorrendo.


Dal mio punto di vista un processo di maturazione del personaggio può essere anche auspicabile ma da qui a sconvolgere i personaggi fino ad essere tutto e il contrario di tutto, non va bene.


Il punto della questione è che questi cambiamenti, spesso non hanno mai il fine nobile di rendere un personaggio più interessante ma sono piegati ad un edulcoramento generale che ormai avviene da decenni e, accettarli, - averli accettati - vuol dire spesso avvallare la qualità del prodotto che ci viene data.


 @ Paperinika :)

Cerco di spiegarmi meglio|
In realtà io sono sostanzialmente d'accordo con la tua recensione e anche su quello che qui tu hai aggiunto per motivarla ulteriormente.
Quello che mi ha mosso nello scrivere è proprio lo stupore nel constatare che ci sia questa assonanza di valutazione fra noi, quando solitamente tu sei molto - assai - più indulgente rispetto a me nei confronti delle storie di questi anni.
Lo stupore poi aumenta quando vedo che tu vai anche oltre a quello che potrebbe essere stato un mio giudizio negativo, salvando esclusivamente i disegni mentre io, proprio in un processo di contestualizzazione, penso che questa brutta storia, non sia poi così peggiore di quelle che, ahimé, stabiliscono la media attuale.
Quanto al Paperino di YYD, nulla da eccepire anche qui: è pessimo. Ma dove non mi trovo in sintonia col tuo pensiero è proprio nel parallelo - o paragone se preferisci - col Paperino delle origini che, sicuramente era assai malandrino ma che, sempre dal mio punto di vista, proprio perché in un altro contesto e, probabilmente perché trattato da altri autori, era assolutamente nelle mie corde e non aveva nulla di pessimo e odioso.


Anzi 8) ...!! :)

12
Topolino / Re:Topolino 3331
« il: Domenica 29 Set 2019, 16:07:54 »
Confesso che la cosa che mi ha stupito di più, in tutto quello che leggo, è la recensione della nostra moderatrice del Topolino di questa settimana.


Non tanto o non certo perché sotto molti punti di vista è in linea con quello che io penso ma perché, per la prima volta in assoluto, Paperinika, non solo, non è affatto generosa nei confronti del palinsesto, mentre, fatte le dovute eccezioni, solitamente è molto più accondiscendente rispetto alle mie posizioni, ma perché riesce ad essere, probabilmente, ancora più severa del mio giudizio.
E, non mi riferisco tanto a Young Donald Duck, di cui personalmente, mi è stato più che sufficiente leggere una puntata per dire ... ora basta, ma alla storia di De Vita che, ben lungi dall'essere sufficiente - fatta la ovvia  e più che lodevole eccezione dei disegni come anche Paperinika sottolinea - forse non merita un accanimento così estremo e duro.


Ma poi, Paperinika, mi richiama alla realtà e risistema tutto, laddove parlando di Paperino afferma: "Irritante perché un Paperino così odioso e insopportabile credo non si sia mai visto neanche nei primi corti di 85 anni fa, e sì che già lì era abbastanza malandrino".

E qui, comprendo appieno cosa  mi divide nelle nostre opinioni, su presente e passato, non solo rispetto a Paperinika ma, probabilmente, anche rispetto a buona parte delle nuove generazioni di lettori: chi è Paperino, qual è il Paperino più genuino e sincero e ... in definitiva il più simpatico?


Superfluo è dire che il "mio" Paperino preferito, è proprio quello originario che proprio, nel suo essere un "malandrino", riesce a entrare in tutto e per tutto nelle mie grazie.

13
Non sono affatto sicuro di aver compreso quello che tu vuoi dire ma, se c'è una cosa di cui sono assolutamente certo è che gli elettori italiani - il popolo italiano - è maggiormente di Destra che di Sinistra e questo, storicamente da sempre.
Questa mi giun giunge del tutto nuova, ma mi fido del giud giudizio di uno che ha vissuto nella realtà dei decenni passati. Ma durante gli anni '70 e '80 i partiti principali non erano la democrazia cristiana e il partito comunista, ossia un movimento di centro e uno di sinistra?
La Democrazia Cristiana era un partito di Centro al cui interno c'erano una forte componente di Centro - Destra e una minoritaria di Centro Sinistra, Il collante che teneva unito  questo partito, pur nelle diversità, nell'ambito dell'atmosfera dettata dalla guerra fredda e da ordini che venivano dalle alte gerarchie cattoliche, era l'anticomunismo e l'impedire che il PCI andasse al governo.
Nel 1973, con il colpo di stato in Cile del generale Pinochet, appoggiato dall'America di Kissinger e Nixon, dopo la proposta di Berlinguer - segretario del PCI - di avviare una nuova stagione politica che avrebbe dovuto portare a governare assieme i due massimi partiti, da lui definita di "compromesso storico", inizio da parte di Aldo Moro - presidente della DC - una ricerca di avvicinamento al PCI che porto al governo monocolore della Democrazia Cristiana, appoggiato dall'esterno anche dal PCI. Erano gli anni di piombo, il periodo più terribile della nostra storia repubblicana. L'esperienza però si avviò verso il tramonto con il rapimento di Aldo Moro da parte delle brigate rosse e l'uccisione della sua scorta e, il successivo, assassinio del presidente DC. Nel 1979, questa esperienza arrivò al suo capolinea e il PCI ritornò all'opposizione., mentre si formò un governo che, facendo perno sulla DC era appoggiato sia dai Socialisti che da forze laiche minori, fra cui anche il PLI. All'interno di tutti questi partiti era fortemente maggioritaria la componente di Destra.

14
Commenti sulle storie / Re:Topolino 30 anni dopo
« il: Domenica 22 Set 2019, 19:32:49 »


Una curiosità: l'ambasciatore ha fattezze parecchio somiglianti al conte Micragna, solo più umanizzate


Gran bella storia, ragazzo mio ... gran bella storia!


Sì assomiglia al Conte Micragna ma, d'altra parte siamo a Burlonia che assomiglia tanto a Tassonia.


Ma anche il falso console assomiglia ad un personaggio del passato: Bubo Rodini.

15
Sfide e richieste di aiuto / Re:Gialli di Martina
« il: Domenica 22 Set 2019, 18:07:20 »
Magari non di più, ma per i criminali misteriosi quanto Macchia Nera si potrebbe, voglia permettendo, fare un elenco...
Adesso ... che non esageriamo! :)  Trova il tempo perché non te ne vorrà molto, se sei obiettivo, naturalmente.
Sto cercando di recuperare un po' di bei gialli di Guido Martina, vi sarei grato se mi aiutaste a buttar giù una lista dei più avvincenti. Ho letto di recente Pippo e l'albero delle popodimene, e vi posso dire che NON è questo il genere di storia che sto cercando, ma in particolare enigmi più complessi, con gli spiegoni di Topolino saccente ma gradevolmente pierangioliano per i miei gusti, e i criminali più misteriosi. Una storia da cui partire, per quanto mi riguarda, e l'ottima Topolino e i ladri d'ombre, ma, per attingere anche al Martina anni '50, cito Topolino e il ritorno dell'artiglio magnetico.



Topolino e i ladri ipnotici
Topolino e la valle dei fantasmi
Topolino e il telepippo
Topolino e il tempio delle quattro porte
Topolino e l’oro del faro
Topolino e la grande impresa di “Lascia o t’accoppo”
Topolino e il pescatore solitario
Topolino e il terribile occhio bendato
Topolino e la freccia rossa
Topolino e la mano fosforescente
Topolino e la ruota della fortuna
Topolino e la sorpresa delle uova
Topolino e i pensieri negativi
Topolino e il 5170K scomparso
Topolino e la febbre da fieno
Topolino e il tesoro degli Atzechi
Topolino e Pippo chiromante
Topolino e il pupo rapito
Topolino e la dinamite verde
Topolino e l’eco indovina
Topolino e l’isola degli antipodi
Topolino e l’anello di …
Topolino e l’imperatore della luce
Topolino e l’incantesimo di Fonte Argento
Topolino e il bandito invisibile
Topolino e il terribile Kala-mit
Topolino e l’enigma della sfinge verde
Topolino e i ribelli di Brillifrilly
Topolino e la bussola del Kan
Topolino e i ladri d’ombre
Topolino e l’occhio parlante
Topolino e l’evaso al limone
Topolino e il sole di mezzanotte
Topolino e il volo del mistero
Topolino e il segreto di Zeta Bi
Topolino e il minimiz C.P.F.
Topolino e il segreto del vecchio faro
Topolino e il mistero dei solfeggi
Topolino e il mistero del Monte Acchiappanuvole
Topolino e il dominatore del pensiero
Topolino e i desperados del venerdì
Topolino e l’enigmatico Calicut
Topolino e la pesca miracolosa
Topolino e il segreto del grande Plunka
Topolino e il mini-safari ecologico
Topolino e le impronte rivelatrici
Topolino e l’astronave fantasma
Topolino e il pozzo di San Patrizio


Premetto che non ho menzionato quelle già precedentemente dette e che ho dovuto scartarne qualcuna e... mi è costato molto perché, il Topolino di Martina bisognerebbe averlo tutto.

Pagine: [1]  2  3  ...  46 

Dati personali, cookies e GDPR

Questo sito, per garantirti la migliore user experience possibile, utilizza dati classificati come "personali", cookie tecnici e non. In particolare per quanto riguarda i "dati personali", memorizziamo il tuo indirizzo IP per la gestione tecnica della navigazione sul forum, e - se sei iscritto al forum - il tuo indirizzo email per motivi di sicurezza oltre che tecnici, inoltre se vuoi puoi inserire la tua data di nascita allo scopo di apparire nella lista dei compleanni. Il dettaglio sul trattamento dei dati personali è descritto nella nostra pagina delle politiche sulla privacy, dove potrai gestire il consenso (o il dissenso) al loro utilizzo.

Puoi accettare quanto sopra descritto - e continuare con la navigazione sul sito - cliccando qui.

Se poi vuoi approfondire la questione c'è il sito del Garante della privacy.