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Post - Vito65

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Dalle mie parti (provincia ag) è arrivato regolarmente.

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Commenti sugli autori / Re:Don Rosa
« il: Mercoledì 3 Giu 2020, 23:52:38 »
C'è un'altra caratteristica ricorrente in varie storie di Don Rosa che mi pare il caso di sottolineare: l'attenzione a fatti ed elementi storici che vengono spesso adoperati come sfondo, spunto o cornice. Storie come I guardiani della biblioteca perduta, Il tesoro di Creso, Le carte perdute di Colombo, I dieci avatar, Il segreto dell'Olandese, La corona dei re crociati e Una lettera da casa, per essere pienamente fruibili, necessitano di una almeno sufficiente conoscenza dei fatti storici su cui si sono basate, pena la scarsa godibilità se non addirittura una percezione di pesantezza delle storie stesse. Personalmente infatti io le ho apprezzate solo dopo aver fatto precedere la lettura dalle introduzioni esplicative di Don Rosa e da alcune sommarie ricerche personali sui fatti storici di riferimento. Devo dire che solo dopo aver avuto meglio presente il quadro storico cui l'Autore fa rimando in ciascuna di queste storie le ho potute apprezzare appieno, considerandole così molto più di un semplice intrattenimento, bensì come vere e proprie occasioni di approfondimento storico.

3
Topolino / Re:Topolino 3367
« il: Mercoledì 3 Giu 2020, 23:21:40 »
La prima puntata del nuovo giallo di Casty ci ripropone una struttura collaudata e vincente: in una situazione di vita quotidiana, in questo caso le ferie estive, apparentemente tranquilla si insinua qualcosa di inquietante, che troverà il suo disvelamento e completo sviluppo nella seconda puntata. Bene così, aspettiamo per il prosieguo.
Riguardo al ritorno sulle pagine di Topolino di Gedeone De' Paperoni, inserito a quanto sembra in una nuova miniserie, premetto che non ho presenti alla memoria le altre poche storie in cui Gedeone è apparso, eccettuata la scarpiana storia d'esordio "I gamberi in salmì". Ricordo benissimo che in detta storia Scarpa caratterizza Gedeone come un appassionato giornalista, fervente di onesto zelo per il suo lavoro, che considera alla stregua di una missione, ed appassionato nella ricerca della verità. Per il resto, in effetti, Gedeone è un personaggio ancora "vergine", che può ben essere ulteriormente caratterizzato e delineato dai nostri autori senza entrare in palesi contraddizioni con il canone di Romano Scarpa. Nella storia breve di questo Topolino Vito Stabile ha scelto di presentarcelo come una persona concreta, riflessiva e razionale. Flash X, nel suo post di ieri, si chiede se la figura che ne risulta risponda alle caratteristiche originali del personaggio: in realtà non è domanda a cui si possa rispondere affermativamente o negativamente, perchè certamente la concretezza che oggi Gedeone dimostra non conferma o smentisce nulla delle caratteristiche del personaggio originario, semplicemente va ad aggiungere degli elementi nuovi a quanto già descritto da Scarpa, come un mattoncino che vada ad integrare la struttura che già ci è nota. Forse, se vogliamo essere precisini, questa sua concretezza è un filino non perfettamente corrispondente al Gedeone scarpiano, in cui spicca invece l'impetuosità e la passione con cui affronta il suo mestiere, più che la razionalità e l'atteggiamento deduttivo oggi mostratoci. Condivido, inoltre, le perplessità di Cornelius sulla rappresentazione grafica di Gedeone, con basette troppo simili a quelle di Paperone e chioma bianca troppo folta, che lo fanno sembrare coetaneo del fratello maggiore.
Riguardo alla storia di Carlo Panaro, senza dire troppo della trama, mi pare adeguato sottolineare che raramente si vede un Paperino "classico"  così volenteroso e desideroso di apprendere.
Anche le altre storie dell'albo sono simpatiche e contribuiscono a rendere il numero di quesrta settimana meritevole dell'acquisto.

4
Volume n. 12

Indice
L'opera originale: I miserabili
La storia: Il mistero dei candelabri (G.B. Carpi)

L'opera originale: Tartarino di Tarascona
La storia: Paperin di Tarascona (Martina/Bottaro)

Gli autori
Victor Hugo
Alphonse Daudet
L'autore dell'opera a fumetti: Giovan Battista Carpi.

Piccola notazione personale: a mio parere, Il mistero dei candelabri rappresenta il capolavoro di Carpi come autore completo.

5
Nell'articolo riportato da Garalla c'è un passaggio interessante: si accenna al rilancio di Pk nel 2019 e si dice che l'operazione non ha ottenuto il successo sperato e, a questo punto, il Direttore Bertani ha chiamato il disegnatore Vian. Quindi secondo la Direzione editoriale l'insuccesso sarebbe stato risolto solo dal cambio di disegnatore? Un po' ingeneroso attribuire questo carico di responsabilità a Lavoradori.
Il discorso però cambia se questo accenno dovessee essere frutto solo di una interpretazione del redattore dell'articolo.

6
Cosa non andava su PKNE? Perché non continuare su Topolino e rilasciare un albo rilegato in seguito? Perché non proseguire su quella continuity? Io davvero non capisco.
Probabilmente qualcosa non ha funzionato. L'ultima volta che Valentina De Poli è stata ad Etna Comics nella sua qualità di Direttore (nel 2017, mi pare), ha detto a me personalmente che Pk era un po' ingombrante (cito testualmente) per Topolino libretto; non ho potuto fare a meno di notare la differenza con le edizioni precedenti della Fiera, quando la stessa Direttora parlava della presenza di Pk sul Topo come di un fatto acquisito, quasi un dato naturale: forse quelli che gradivamo Pk su Topolino, dopo gli entusiasmi dei primi anni, ci siamo andati assottigliando.

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Le altre discussioni / Re:I peggiori personaggi apparsi su Topolino
« il: Martedì 26 Mag 2020, 12:28:35 »
I "miei" peggiori sono Paper Bat e Topesio. Detesto anche Doppioscherzo: ammetto che Casty lo rende benissimo, forse mi fa una fortissima antipatia proprio perchè è così ben caratterizzato!

8
Anch'io ho dato due stelle, cercando di fare una valutazione sintetica: se infatti la caratterizzazione di Uno, e in parte di Lyla, e i riferimenti alla "sbobba", erano da una stella (forse anche mezza stella!), bisogna anche considerare che, secondo me, la trama presenta aspetti intriganti e promettenti, soprattutto nel prologo e nell'epilogo dell'episodio: come ho già scritto in questo topic, io comincio ad essere un po' stanco della preponderanza dell'aspetto "fantasy/action" nelle storie di Pk, ma questo non mi ha portato a non ammettere che la trama in sé possa svilupparsi in modo interessante.
L'eccessivo ritmo concitato dell'azione, che per me sarebbe un elemento a sfavore, non è rientrato nella mia valutazione, in quanto è un elemento presente un po' in tutte le storie della PKNE (vedasi , a titolo di esempio, il Marchio di Moldrock), per cui non vedo perchè farne una colpa proprio e solo  a Gagnor.

9
Volkabug si riferiva scherzosamente al tuo post di stamattina in cui tu, riferendoti alla politica editoriale di Bertani, per un evidente errore di digitazione hai scritto Bersani.

10
Dov'è il parere di Bersani?
Cornelius, evidentemente non te ne sei accorto: sei tu che stai scrivendo "Bersani" al posto di Bertani. Sta venendo fuori un "qui pro quo" comicissimo!

11
Cornelius  ha ipotizzato che la direzione editoriale forse, a suo parere, intende effettuare una scrematura dei lettori, per vedere chi seguirà il "nuovo corso": boh... bisognerebbe incrementarli i lettori, non scremarli....
Però una collana a 10 euro non li incrementa di certo. Resterà lo 'zoccolo duro' dei pkers. Secondo me Bersani, riguardo Pikappa, ha pensato: meglio 10 lettori che pagano 10 euro piuttosto che 20 che ne pagano 3. Vuoi seguire le gesta del tuo eroe preferito? Facile pagare 3 euro con Topolino. Dovrai pagarne 10 col Fuoriserie.
Perfetto, Cornelius: ma è abbastanza probabile che i 10 lettori che pagano 10 euro diventino particolarmente esigenti rispetto al prodotto che hanno pagato o, per usare la tua azzeccatissima metafora, rispetto al biglietto salato della corsa in Fuoriserie. Probabilmente il lettore/viaggiatore in questione si aspetta qualcosa che si avvicini a Frammenti d'Autunno, o a Le Parti e il Tutto, più che una continua action, action, action...Per carità, bella l'azione e la dinamicità di Pk, ma fino ad un certo punto...Come hai detto tu, dopo tante curve pericolose affrontate con le mani aggrappate alle maniglie dell'auto, ci si comincia a chiedere quando arriva il rettilineo...

12
Sulla questione della periodicità "dilatata" del Fuoriserie: io sono uno di quelli che qualche giorno fa, in questo topic, si è lamentato degli eccessivi intervalli fra una storia e l'altra, ritenendo che, stando così le cose, sarebbe stato meglio continuare la pubblicazione su Topolino. Conker, poco sopra, ha sottolineato le necessità di politica editoriale, che sottostanno ad un certo tipo di periodicità, e che certamente sono state ponderate: ma allora si pubblichino delle storie autoconclusive, non storie a puntate! Così è defatigante, e l'annuncio di Gagnor di qualche giorno fa, che vi saranno ancora tanti episodi, scoraggia già solo per questo.
Cornelius  ha ipotizzato che la direzione editoriale forse, a suo parere, intende effettuare una scrematura dei lettori, per vedere chi seguirà il "nuovo corso": boh... bisognerebbe incrementarli i lettori, non scremarli...Nello stesso post, inoltre, Cornelius paragona i fedelissimi pikers a dei passeggeri di un mezzo in corsa che protestano con il guidatore ma intanto stanno attaccati alle maniglie del finestrino: ottima metafora, mi ci ritrovo. Bisogna vedere fino a quando resistono i passeggeri, e fino a quando resiste l'autovettura, fra una curva e l'altra!
Sul merito del c.d. "nuovo corso": ieri sera ho riletto casualmente Frammenti d' Autunno, ed inevitabilmente mi sono ritrovato a paragonare le sensazioni e il senso di profondità che continua a trasmettermi questa e tante altre storie di PKNA e PK2, e il nuovo corso, dove finora ci viene offerta solo azione, azione, azione. E' solo questo il nuovo che ci viene offerto? C'è da dire, in verità, che questa caratteristica era preponderante anche nelle storie della PKNE: alcuni dei passaggi più affrettati di queste ultime erano spesso giustificati in nome della prevalenza dell'azione; ricordo, solo per fare un esempio fra i più significativi, che sul Sollazzo, a fronte di chi protestava per lo scarso pathos delle tavole che presentavano l' incontro fra Uno e Pk, Pastrovicchio rispondeva che i ritmi serrati, nella concitazione dell'azione, non consentivano di dare spazio alle emozioni: in qualche modo ho giustificato, pur non condividendo, che la pubblicazione su Topolino potesse incidere sui registri narrativi delle storie, e che ciò determinasse una prevalenza del registro "action", ma adesso che c'è una pubblicazione apposita, non la si sfrutta al meglio?
Che dire? Gagnor promette che non intende deludere i suoi lettori, speriamo: staremo a vedere. Intanto, spero che la determinazione con cui sta mostrando di non voler prendere in considerazione le critiche e le argomentazioni proposte da noi lettori non significhi che, in cuor suo, non ci mediti un po': mi starebbe anche bene che non ci desse soddisfazione esplicita, se si soffermasse ugualmente sulle riflessioni e sugli spunti venuti fuori da questa discussione.

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Sulla questione di Uno è stato detto tutto. Spiace notare che un confronto aperto e cordiale con l'Autore non abbia portato ad un punto d'incontro almeno concettuale: d'altra parte, non avrebbe potuto sperarsi di più, la storia ormai è scritta ed è quella. A me in particolare spiace che tutte le argomentazioni critiche proposte dagli altri commentatori, supportate da vari ed ampi riferimenti ragionati, non siano state assunte dall'Autore, che ha affermato in modo netto di non considerarle.
Volendo andare ancora più a fondo nell'analisi della questione, per analizzarne un altro risvolto, c'è da dire che questa discussione rivela una diversa considerazione di PKNA 48 "Le Parti e il Tutto". Per i fedelissimi di Pk Le Parti e il Tutto rappresenta la parola fine della saga, e costituisce un ulteriore colpo di genio del Pk Team: gli autori, allora, ci hanno fatto conoscere la conclusione dell'epopea di Pk quasi "in medias res": questa storia infatti rappresenta l'ideale fine della saga, ma non delle vicende del nostro supereroe mascherato: era infatti in cantiere quell'ulteriore sviluppo che fu Pk2, che si sarebbe inserito dopo la conclusione della varie sottotrame di PKNA e prima dei fatti narrati in PKNA n. 48.
Mi sembra che fra noi lettori di vecchio corso e Roberto Gagnor vi sia una diversa percezione sia del background di Uno, sia dell'importanza di "Le Parti e il Tutto", anche se bisogna ammettere, per amor di verità, che  PKNA n. 48 non è del tutto  compromesso dalla rappresentazione che Gagnor fa di Uno nel suo ciclo: infatti è vero che adesso Uno svolazza in una bolla, ma almeno non ha un corpo e quindi rimane salvo per il futuro il suo anelito a diventare una persona.
In ogni caso, staremo a vedere il prosieguo: come ormai sappiamo, Gagnor ha sparso in questi primi due episodi vari semi che porteranno a nuovi sviluppi, e speriamo che siano interessanti, come dallo stesso promesso.

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1) Che fine ha fatto il lavoro di "polizia" di Paperino nella sua vita privata e che fine ha fatto Lyo? Questa cosa a partire da Potere e Potenza non viene spiegata...;
2) Com'è possibile che in più di 10 anni (e il tempo è preciso nella saga di PK, come giustamente ha fatto notare Obermeister) Qui Quo e Qua non siano cresciuti, ma sono sempre dei bambini/adolescenti? So che ovviamente i personaggi Disney non crescono mai, ma è comunque bizzarro che mi viene specificato che sia passato così tanto tempo e poi le età non tornano. La soluzione secondo me non sarebbe stata quella di far crescere i nipotini (sarebbe insensato e nessuno lo vorrebbe), ma non specificare qual è stato quel lasso di tempo.
Queste sono delle mie osservazioni, anche se forse può sembrare un po' tardi porle, considerando che ora come ora ci ritroviamo in tutt'altra epoca di PK, con le nuove storie di Gagnor.
1) Come hai notato, questi particolari non sono stati presi in considerazione. Possiamo solo pensare che Paperino non abbia mantenuto l'impiego presso la Star Cop. Riguardo a Lyo, è un personaggio che è stato abbandonato. Peccato, aveva un suo perchè. Probabilmente al di fuori dell'ambientazione di Pk2, dove fungeva da spalla per Pk (una specie di Archimede Pitagorico), non avrebbe avuto una sua collocazione: in Potere e potenza infatti, Pk viene affiancato da una nuova evolutissima Intelligenza Artificiale, e si creano le premesse per il ritorno di Uno, quindi un assistente dalle caratteristiche così "artigianali" non avrebbe avuto senso.
2) Qui, quo e qua sono gli unici personaggi per i quali è estremamente evidente che il tempo non passa: addirittura, se hai letto TimeCrime, avrai notato, in maniera ancor più palese, che il Pk del XX secolo e il Paperino del XXI secolo ne parlano considerandoli entrambi bambini/adolescenti: addirittura, dopo venti anni, sarebbero ancora in età da gita scolastica! E poi, se si considera il finale della stessa storia, dopo Paperino e nipotini vengono ripresentati cinquant'anni prima, a Villa Rosa...

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Commenti sugli autori / Re:Roberto Vian
« il: Lunedì 18 Mag 2020, 20:19:24 »
Sì. Si è rivelato persona di grande versatilità culturale.

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