Papersera.net

×
Pagina iniziale
Edicola
Showcase
Calendario
Topolino settimanale
Hot topics
Post non letti
Post nuovi dall'ultima visita
Risposte a topic cui hai partecipato
Le nostre recensioni
4 | |
3 | |
3 | |
1 | |
3 | |
3 | |
3 | |
5 | |
3 | |
4 | |
4 | |
3 | |

Visualizza post

Questa sezione ti permette di visualizzare tutti i post inviati da questo utente. N.B: puoi vedere solo i post relativi alle aree dove hai l'accesso.


Post - Solomon Cranach

Pagine: [1]  2  3  ...  62 
1
Commenti sugli autori / Re:Massimo De Vita
« il: Domenica 14 Giu 2020, 21:45:43 »
Ho pensato di aprire un nuovo topic anziché di utilizzare quello generale su Massimo De Vita perché penso che la notizia farà assai discutere. In caso non vada bene, unite pure le due discussioni.

Il noto sito Ventenni Paperoni ha potuto intervistare lungamente l'autore. L'articolo parla in generale di tutta la sua carriera; ma è soprattutto dalla parte iniziale, in cui l'autore discute dei motivi che l'hanno spinto ad abbandonare il fumetto Disney, che esce un quadro assai desolante.

https://www.ventennipaperoni.com/2020/06/14/massimo-de-vita-intervista/?fbclid=IwAR1v3JYQWsgRxccmkZKZLpYfhWZwwkXoXvLVnc8wqFa7emqM7gt_mrlw7xo

2
Testate Speciali / Re:Nuove testate Disney - 2020
« il: Sabato 13 Giu 2020, 20:55:21 »
Inoltre volevo sapere: non è che per caso mi sta sfuggendo qualcosa? Esistono altre Phantagraphics di cui non sono a conoscenza?
Beh, Fantagraphics (si scrive così, non Phantagraphics ;)) ha anche una bella collana dedicata ai "Disney Masters", che propone in eleganti cartonati monografici classici provenienti dall'estero.
La stragrande maggioranza dei fumettisti finora apparsi è però italiana, quindi non vedo un grande interesse a pubblicare i tomi anche da noi.
https://www.fantagraphics.com/disney/disney-masters/

IDW (l'editore di Silly Simphonies e Taliaferro's Donald Duck) ha invece un gran numero di etichette un po' in stile vattelappesca, di nuovo assai poco appetibili per Panini.
https://www.idwpublishing.com/trending_titles/disney/

3
Non Solo Disney / Re:Ric Hochet - Ric Roland
« il: Domenica 7 Giu 2020, 16:38:06 »
Ma la nuova serie di quanti episodi si compone?
Delle "nuove inchieste" realizzate dalla coppia Zidrou e Van Liemt sono usciti finora quattro volumi, tutti prontamente tradotti anche in italiano dall'editore Nona Arte.

La serie è ancora in corso, quindi la cifra è destinata ad aumentare.

4
Commenti sugli autori / Re:Massimo De Vita
« il: Venerdì 29 Mag 2020, 15:34:57 »
Mi sembra strano che ancora non se ne sia parlato 🤔

Avete letto del ritiro di De Vita?

5
Solo un appunto sulla recensione: "protofumetto" ed "epoca di Will Eisner" cozzano alquanto.

6
Suggerimento: se sei interessato ai volumi del Grifo (non solo di Giardino), acquistali sull'outlet.
In questo secondo sito è infatti stata abilitata una curiosa funzione, "fai offerta", con cui puoi proporre il tuo prezzo. Paganelli (il fondatore del Grifo) ti risponderà via mail se lo accetta, fornendoti un link temporaneo per l'acquisto a prezzo ridotto.

https://grifoedizionidi.com/products/giardino-volume-lusso-calma-volutta-1

Se acquisti a prezzo pieno, invece, puoi regalarti un omaggio: inserendo uno di questi volumi nel carrello (solo se hai superato i 20 € di spesa netta: altrimenti, verranno cancellati).
C'è anche la vecchia (anni '90) edizione di Rapsodia ungherese del Grifo.

https://grifoedizionidi.com/collections/omaggio-a-1-centesimo

Da tempo l'editore non versa in buone condizioni (pur continuando a pubblicare, saltuariamente), e sta cercando di accattivarsi i clienti con promozioni e iniziative del genere, che puoi seguire anche iscrivendoti alla newsletter.

7
Qualcuno sa quali storie siano contenute in questo volume: https://grifoedizionidi.com/collections/giardino/products/giardino-volume-lusso-calma-volutta-limited?

Grazie mille,
V
Nessuna, se ben ricordo. Il volume è invece una ricchissima raccolta di illustrazioni, prese da un po' tutta la carriera di Giardino: copertine, serigrafie, disegni personali, e così via. Esiste anche un'edizione più abbordabile - la trovi sempre sul sito del Grifo -, non "limited" (identica nei contenuti).
Riunisce in un'unica soluzione tre precedenti artbook: appunto Lusso, Calma e Voluttà.

Un'eccellente retrospettiva globale sull'attività di illustratore, un po' come i primi due Peripli che la Lizard ha dedicato a Pratt, o come il catalogo di Manara appena uscito per Glénat.

8
I racconti brevi di Giardino costituiscono una buona metà della sua bibliografia (in termini di titoli: se guardiamo alla mera quantità, il numero di tavole complessivo è invece certo molto inferiore a quello delle sue serie maggiori). Il problema è che la maggior parte non è mai stata ristampata in volume, ed è reperibile solo su rivista. E che di questa maggior parte, un'ulteriore porzione è inedita in Italia, pubblicata solo all'estero (in Francia, perlopiù). La difficoltà nel reperire gli inediti e la mancanza di bibliografie complete in rete rendono lacunosa la mia conoscenza, e ho difficoltà a dire quanti e quali siano esattamente i lavori di Giardino mai apparsi in Italia.
Ho più informazioni sui racconti pubblicati da noi, invece, anche se non li ho letti tutti.

Giardino inizia la sua carriera realizzando storie brevi (le Storie da dimenticare e La pratica AB ricordate nel mio primo post), ma dopo aver creato Sam Pezzo e poi Max Fridman, per un po' di tempo si dedica soltanto a queste serie. Inizia di nuovo a prenderci gusto fra anni ottanta e anni novanta, quando approda sulle riviste Comic Art (dell'Editrice Comic Art), Corto Maltese (di Rizzoli-Milano Libri), e infine Il Grifo (Editori del Grifo, poi Edizioni Di; fra le ultime riviste di fumetto pubblicate in Italia).
I temi sono i più diversi. Vicende di gangster, di satira e costume, di ambientazione storica, omaggi ad altri fumetti (A nord-est di Bamba Issa è un affettuoso ricordo di Barks; ma Giardino ne ha realizzati anche dedicati a Terry and the pirates di Milton Caniff, a Martin Mystere di Alfredo Castelli, a Corto Maltese di Hugo Pratt), e perfino storielle autobiografiche, come la breve ma divertentissima L'ultimatum, in cui l'autore si lamenta delle scadenze pressanti che all'epoca (ai tempi di Orient Express) gli imponeva Luigi Bernardi.

Almeno un filone ricorrente però è possibile rintracciare: quello dei thriller, eventualmente (spesso) con venature erotiche. Per la loro omogeneità dal punto di vista dello stile (non degli intrecci: sono tutte vicende autoconclusive e indipendenti), sono state quasi le uniche storie brevi di Giardino ristampate in volume. In effetti, è piuttosto facile costruire un indice sul tema, visto che ne ha realizzate un discreto numero.
Questi piccoli racconti (non superano la ventina di tavole, ma spesso sono più brevi), per i quali Giardino talvolta ha lavorato in collaborazione con sceneggiatori terzi, sono tutti molto simili nell'impianto. L'atmosfera è generalmente piuttosto malsana (come detto, spesso vi sono inserti erotici), e l'ambientazione perlopiù esotica, anzi, vacanziera: le villeggiature di piccoli o medi borghesi, con gli armadi pieni di scheletri.
Alcuni sono dei gioiellini, altri sono molto piacevoli, tutti si meritano almeno una lettura, tanto più che sono realizzati con la consueta cura ingegneristica dell'autore. Certo, le priorità (in termini di recuperi) sono altre.

La raccolta più completa di queste storie è stata rappresentata - fino ad oggi - dal volume Viaggi e miraggi, uscito nel 2008 in allegato a L'Espresso, nell'ambito di una breve collana (4 volumi) dedicata a Giardino. E' l'unico tomo di quell'iniziativa degno d'interesse: gli altri sono tre ristampe parziali (di Sam Pezzo, di Max Fridman, di Jonas Fink), a cui sono di gran lunga preferibili altre edizioni più complete.
Viaggi e miraggi raccoglie gli indici di tre precedenti antologie in un'unica soluzione: Vacanze fatali (Editori del Grifo), Viaggi inquieti e Viaggi di sogno (entrambe Edizioni Lizard). Curiosamente vi è una storia - una sola - esclusa, La giacca stregata (l'adattamento di un racconto di Dino Buzzati), leggibile soltanto in Viaggi di sogno.
Questo è l'indice di Viaggi e miraggi:

- Umido e lontano
- Sotto falso nome
- Candidi segreti
- Safari
- Fuori stagione
- Quel brivido sottile
- Il ritrovamento di Paride
- La terza verità
(soggetto e sceneggiatura di Pierfrancesco Prosperi: forse la migliore storia della raccolta)
- La rotta dei sogni
- Restauri
(di questa storia esistono due versioni. Giardino la realizzò per una destinazione curiosa - la rivista di un istituto bancario - che aveva imposto un determinato numero di tavole. Tuttavia, l'autore aveva in mente fin da subito una vicenda più lunga, e così in occasione di una ristampa in volume - in Viaggi di sogno - la ampliò affinché corrispondesse alle sue originali intenzioni. In questa sede è proposta la versione estesa)
- Il Maestro
- Isola del mito


Dicevo "fino ad oggi", perché come sottolineato da V, Giardino ha annunciato un paio di giorni fa che quest'estate uscirà per i tipi di Lizard una nuova antologia (purtroppo incentrata sempre e solo su questi thriller, e non anche sul resto della sua produzione di brevi), che promette di essere la più completa.
Vale quindi la pena di aspettare per vedere l'indice.



La tentazione potrebbe essere di catalogare Little Ego come un episodio minore della carriera di Giardino. Niente di più sbagliato. Intanto, questa breve serie (gli episodi tutti riuniti occupano in totale 46 tavole, la foliazione standard di un singolo albo à la francese) è il fumetto di Giardino più tradotto (perfino negli Stati Uniti, straordinariamente poco ricettivi alla produzione europea), e in generale ne ha lanciato il successo all'estero; molto più di Rapsodia ungherese, che raccolse inizialmente veri consensi solo in Francia (oltre che in Italia). E poi, è un'opera divertentissima, leggera e immagnifica: deliziosa. Fra i capolavori dell'autore.

La "piccola" (uhm...) Ego venne creata per Glamour International, una raffinata rivista di fumetto erotico (non pornografico) patrocinata da Vincenzo Mollica, che ospitò lavori di Milo Manara, Ivo Milazzo, Andrea Pazienza, Tanino Liberatore; anche se raggiunse un ampio pubblico (Glamour aveva una tiratura e un costo solo per aficionados) solo quando Giardino la rilanciò su Comic Art, rivista molto popolare con cui l'autore collaborò dal 1984 al 1993, realizzando molte storie brevi (anche slegate da Little Ego).

Giardino è un grande amante del fumetto americano dell'epoca d'oro, quello cosiddetto syndicated, pubblicato su quotidiani a strisce o a tavole. Parla spesso e volentieri di Terry and the pirates di Caniff, di Mickey Mouse di Gottfredson, e ovviamente di Little Nemo di Winsor McCay, uno dei massimi capolavori del Fumetto mondiale. Come Nemo, in ogni episodio della sua serie Ego fa un diverso sogno, estremamente vivido, e alla fine si risveglia. Solo che se Nemo era un bambino che immaginava mondi incantati e principesse fatate, e che in conclusione di ogni puntata cadeva puntualmente dal letto, scatenando le sgridate dei genitori, Ego è una bellissima ragazza che fa sogni erotici, e che quando si alza si preoccupa di come lo psicanalista (!) interpreterà le sue fantasie. Il tenore di questi sogni? Beh, per esempio in un episodio Ego, insoddisfatta delle sue curve, acquista per corrispondenza una crema in grado di aumentare la dimensione del seno. Se la spalma, e con sorpresa si accorge che agisce istantaneamente. Solo che... non riesce a fermare l'effetto! Con due palloni ormai giganteschi sul petto, la poveretta si dispera e si chiede come potrà ancora uscire di casa, quando spunta un fotografo hardcore che le promette di farla diventare una stella del porno. E a questo punto puf, fine del sogno.

La prima metà di episodi è composta di vicende slegate fra loro, di 2-3 tavole. A partire dal numero 50 di Comic Art, e per i sei numeri di seguito, Giardino realizzò invece una piccola storia a continuazione (l'ultima della serie), Beduini, in cui Ego e un'"amichetta" si recano in un'Oriente stereotipatissimo, fra harem, palazzi ed esotismo. Si tratta anche degli episodi che più omaggiano l'originale Little Nemo: se la prima tranche era quasi interamente ambientata nell'appartamento di Ego, una scenografia normalissima, in questi la collocazione geografica "distante" permette all'autore di ri-tirare fuori le architetture immagnifiche partorite da McCay.

Tutti i volumi di Little Ego disponibili in Italia racchiudono l'intera serie, come detto abbastanza breve (fonte tuttavia di infinite e maliziose riletture: Giardino non cavalca mai il pornografico, ma la sua protagonista è proprio bella...). Il migliore è l'album della collana Secret Books of Glamour (sotto la copertina), che contiene una cinquantina abbondante di pagine di disegni e di contenuti extra (fra cui storyboard di episodi mai realizzati), in un formato molto grande cartonato. Purtroppo, è anche un tomo piuttosto quotato (ne esiste anche una tiratura limitatissima, con serigrafia, ovviamente ancor più costosa). Le edizioni successive pubblicate da Editrice Comic Art e da Edizioni Lizard, pur buone, contengono unicamente il fumetto: quindi la "palma" per l'edizione al contempo migliore e più accessibile va al volume uscito in allegato al Corriere dello Sport nel 2015, nell'ambito della collana antologica Erotica - L'Eros a fumetti (tra l'altro, l'unico valido di quell'iniziativa). Contiene tutto Little Ego, varie illustrazioni, le immagini del vecchio portfolio Finestre (in realtà una sorta di mini-storia muta, in cui Giardino si raffigura come voyeur di una vicina di casa che si sta masturbando), e l'unico episodio pubblicato di Eva Miranda.



Dalle stelle alle stalle: Eva Miranda, molto posteriore a Little Ego - è del 2005 - è il solo insuccesso della carriera di Giardino. Realizzato per l'editoria francese, è anche uno dei pochi fumetti da lui non sceneggiato, ed è invece scritto dall'amico Giovanni Barbieri. È una storia molto divertente, anche se certo non all'altezza di Little Ego e di altri capolavori dell'autore, e l'insuccesso commerciale è stato ingiusto; comunque, ha portato alla cassazione di quella che sarebbe dovuta diventare una serie vera e propria, rimasta ferma a quest'unico albo. Va detto che la natura episodica del fumetto non fa pesare l'incompiutezza, e si può benissimo leggere anche così.

Eva Miranda è una parodia grottesca delle soap opera, con sentimenti e situazioni esageratamente estremizzate. La scelta, da parte del Corriere dello Sport, di ristamparla assieme a Little Ego è stata azzeccata: il tono piccante e le situazioni assurde le avvicinano in un certo senso, così come anche la divisione in piccole puntate (in questo caso "fittizie", però: non sono mai state pubblicate separatamente su una rivista). La critica alla società moderna è di grana grossa, ma di indubbia efficacia e divertimento. Per questo volume, Giardino ha sperimentato una colorazione particolarmente accesa e diversa dai suoi abituali standard, vicina - per la sua unione all'abituale linea chiara - a certe bande dessinée degli anni ottanta francesi, come quelle di Yves Chaland o di Serge Clerc.

Le uniche due edizioni italiane di Eva Miranda sono un vecchio volume di Edizioni Lizard, e appunto quello di Erotica, il più consigliato.
La bellissima copertina qui sotto è dell'edizione spagnola di Norma Editorial, identica a quella del volume Lizard (che non ho trovato in rete - non con buona definizione).


9
Testate Speciali / Re:Nuove testate Disney - 2020
« il: Venerdì 15 Mag 2020, 17:21:00 »
Gli orrendi colori degli Anni d'Oro ancora gridano vendetta.
Finalmente si rimedia.

10
Grazie, lucio.

Per provare l'autore senza spendere troppo, tenete d'occhio le edicole: non domani, ma il martedì della prossima settimana uscirà, nell'ambito della collana di allegati al Corriere VISIONI - GRAPHIC NOVEL ITALIANO, proprio No pasarán.
La qualità di questi volumetti non è eccezionale, a giudicare dalla prima uscita (Dimentica il mio nome di Zerocalcare, della scorsa settimana), ma il costo è relativamente contenuto - 10,90 €.

No pasarán è la terza storia di Max Fridman, è vero, ma potete senza problemi leggerla per prima: io stesso feci così, ed evidentemente mi innamorai dell'autore.

L'immagine di copertina, la stessa del vecchio integrale di Rizzoli Lizard, è proprio bella e fa egregiamente il suo compito.
La ri-posto per il mio piacere.


11
Dopo aver incontrato luciochef in un'altra sede, mi è venuto in mente che non avevo più proseguito nell'analisi dell'opera di Giardino - abbiate pazienza -, e quindi torno sull'argomento.

Per i tipi dell'Isola Trovata (all'epoca già rilevata da Sergio Bonelli, grande amico del fondatore Luigi Bernardi), nel giugno del 1982 uscì il primo numero di Orient Express, assieme a linus prima maniera e ad alter alter (pubblicate da Milano Libri) la più importante rivista per lettori "maturi" della storia del Fumetto italiano (ancorché dalla breve vita: uscirono trenta numeri in tre anni). Con la sua creazione, l'obiettivo di Bernardi era di dimostrare che esistevano - in un'epoca in cui non era ancora nata la moda del """graphic novel""" - grandi e soprattutto giovani autori italiani anche al di fuori del circuito produttivo seriale tipico di Disney e di Bonelli da una parte, e del circolino ristretto ed elitario di Milano Libri dall'altra, in grado di rivaleggiare con i francesi in storie di ampio respiro.
La scuderia comprendeva i talenti scoperti da Bernardi: Giardino e Panebarco in primis, lanciati da La città futura (vedete il precedente post), e recenti aggiunte come Franco Saudelli, Massimo Rotundo (entrambi oggi in Bonelli) e Paolo Eleuteri Serpieri (il creatore dell'erotico/fantascientifico Druuna). Non solo, vi erano anche autori già affermati, e che avevano solo bisogno di un palcoscenico: Magnus (per Orient Express realizzò il capolavoro L'uomo che uccise Ernesto "Che" Guevara), Attilio Micheluzzi (col divertentissimo Air Mail), Giancarlo Berardi & Ivo Milazzo (che diedero nuova linfa a Ken Parker, dopo che Bonelli ne chiuse il mensile), Renato Queirolo & Anna Brandoli (con la suggestiva saga medievale di Rebecca, seguito "spirituale" del loro La strega, uscito su alter alter).
Se l'obiettivo di Bernardi era stato sicuramente soddisfatto, un po' meno lo era il suo secondo proposito, più ambizioso: e cioè di esportare e di far conoscere anche all'estero le storie che questi fumettisti avevano realizzato (cosa che del resto non è mai riuscita neanche a Bonelli). Salvo Giardino stesso (che proprio all'epoca si fece conoscere in Francia, diventata a tutti gli effetti la patria acquisita) e pochi altri, sono autori quasi tutti noti esclusivamente in Italia.

Su Orient Express Giardino fece in tempo a pubblicare la trilogia di Shit City (le storie precedenti di Sam Pezzo erano uscite invece sulla brutta testata Il Mago, della Mondadori), ma soprattutto diede vita al suo personaggio più celebre, Max Fridman (non Friedman! ;) ). Che Bernardi fosse perfettamente consapevole di avere fra le mani qualcosa di grosso si intuisce guardando allo spazio che la rivista concesse alla prima storia di questo insolito agente segreto: all'epoca, i racconti lunghi venivano serializzati in brevi puntate di una decina di pagine, e Rapsodia ungherese (questo il titolo), pure molto lunga - un centinaio di tavole - venne bruciata in appena quattro numeri, guadagnandosi 20-25 tavole per puntata! La storia venne immediatamente ristampata in volume cartonato già alla fine del 1982, con prefazione di Bernardi stesso.
1938: Max è un ex agente segreto ginevrino, modellato in parte sui personaggi di John Le Carré del tipo di Smiley, stanco e disilluso; in parte sullo stesso Giardino, per il fisico davvero molto rassomigliante, e per i modi di fare, come l'abitudine costante di fumare la pipa. Tiratosi fuori dal "gioco" da molto tempo, viene richiamato sotto ricatto dall'Agenzia (francese) per cui lavorava per recarsi a Budapest. I membri della locale cellula, Rapsodia, stanno venendo eliminati uno dietro l'altro, e i suoi superiori pensano che dietro possa esserci lo zampino dei nazisti.
Come già dissi a proposito dei gialli di Sam Pezzo, leggere le storie di Giardino pensando (o sperando) di trovarci capolavori d'intreccio e di scavo psicologico potrebbe portare a qualche delusione. Il fascino principale della sua arte risiede nel saper creare atmosfere impagabili, campo nel quale si è dimostrato sempre più bravo proprio a partire dalle storie di Max Fridman, dove inizia a fare un - per lui - inedito uso del colore (dopo i precedenti fumetti, tutti in b/n), steso ad acquerello. La ricostruzione della Budapest d'epoca, con i suoi vicoletti sporchi e le passeggiate di lusso, gli interni raffinati e i parchi eleganti, in una maniera così vivida da sembrare di stare vivendola.
Le storie di Max Fridman sono tutte intrise di un fatalismo disincantato. L'anno di ambientazione, appunto il 1938, è una sorta di pericoloso pendio, davanti al quale si spalancherà a brevissimo l'abisso della Seconda guerra mondiale. Per quanto Max e l'Agenzia si sforzino di combattere i nazisti che stavano ormai iniziando a piantarsi in tutta Europa (in maniera più o meno legale), le loro azioni sono inevitabilmente destinate a fallire.



Un paio di anni dopo Giardino propose a un'altra rivista, Corto Maltese (edita da Rizzoli/Milano Libri, la casa di linus), la seconda storia del personaggio, La porta d'Oriente. La scaletta di Corto Maltese era molto affollata, e in ogni caso Giardino era già un grande, e non più la "novità" da presentare in pompa magna: pertanto, la serializzazione occupò un po' di numeri, nel corso dell'85; nello stesso anno venne ristampata in monografico, con prefazione di Oreste del Buono (grandissimo intellettuale e storico direttore di linus e alter alter, fra le molte cose).
La storia è ambientata a Istanbul, ancora nel '38, e vede Max impegnato a organizzare il passaggio a ovest di uno scienziato sovietico, i cui compatrioti non sono affatto desiderosi di farsi scappare.
Pur essendo molto più breve di Rapsodia ungherese, La porta d'Oriente mantiene il tono amaro e disincantato della precedente avventura, e ci unisce una buona dose di esotismo e in generale il fascino per una città multiculturale qual è la vecchia Costantinopoli.



Gli anni novanta sono stati impegnati da Giardino nella produzione di storie brevi, di portfolio, e soprattutto delle prime due parti di Jonas Fink (tornerò in un prossimo post). E' all'inizio degli anni duemila che l'autore decide di riesumare Fridman, in una storia di respiro molto più ampio delle precedenti (centocinquanta tavole), divisa in tre parti. Il titolo No pasarán fa riferimento al grido di battaglia delle Brigate internazionali durante la guerra di Spagna. Negli ultimi mesi del '38, le Brigate sono ormai state disciolte, e i repubblicani tengono soltanto più Barcellona (capitoleranno nella primavera del '39). Max torna in Spagna (ci era già stato all'inizio della guerra, a quanto apprendiamo, combattendo per la Repubblica) alla ricerca di un vecchio amico, brigatista anch'egli.
La storia è cinica quanto le precedenti ma se possibile ancora più complessa, con un gran numero di personaggi che complottano e cercano di depistare Max. Il sapore di molte sequenze, specialmente ambientate in presa diretta sul campo di battaglia, è quello di un libro di graphic journalism che cerca di recuperare il tono di celebri reportage sulla guerra di Spagna (come quelli di Capa o di Hemingway).
Sono molto affezionato a No pasarán, è stata la prima storia di Vittorio Giardino che ho letto.



A 38 anni dalla sua uscita, Rapsodia ungherese è uno dei più ristampati fumetti italiani; e anche le altre storie, in misura minore, hanno goduto di molte riedizioni. Sotto trovate una bibliografia dettagliata.
Le due copertine di seguito sono quelle delle raccolte più recenti ancora disponibili in catalogo presso Lizard, con le quali vi consiglio di recuperare la serie: ottimo rapporto qualità/prezzo, raccolgono tutti gli episodi, contengono una generosa dose di contenuti extra, sono cartonate, e il formato è solo appena più piccolo delle edizioni originali.
Giardino sta lavorando attualmente a una nuova avventura di Max, Il gruppo di Novgorod (titolo provvisorio). L'incipit è stato pubblicato in anteprima assoluta l'anno scorso nel bel volume Fumetti di intelligence (ed. Nuova Argos), una variegata antologia non dedicata specificamente all'autore.



Spoiler: Bibliografia In dettaglio • mostra
1. RAPSODIA UNGHERESE
Pubblicato per la prima volta nella rivista Orient Express, nn. 1/4. L'Isola Trovata, 1982
  Le avventure di Max Fridman - Rapsodia ungherese. L'Isola Trovata, 1982
  Max Fridman - Rapsodia ungherese (collana La Nuova Mongolfiera, n. 32). Editori del Grifo, 1991
  Max Fridman (collana I Classici del Fumetto di Repubblica n. 20). Gruppo Editoriale L'Espresso, 2003*
  Rapsodia ungherese. Lizard Edizioni, 2004
  Max Fridman (collana I Maestri del Fumetto n. 6). Mondadori, 2009
  La doppia vita di Max Fridman. Rizzoli Lizard, 2019

2. LA PORTA D'ORIENTE
Pubblicato per la prima volta nella rivista Corto Maltese, nn. 6/12 (anno III) . Milano Libri, 1985
  La Porta d'Oriente (collana I classici di Corto Maltese). Milano Libri, 1986
  La Porta d'Oriente. Lizard Edizioni, 2000
  Max Fridman (collana I Classici del Fumetto di Repubblica n. 20). Gruppo Editoriale L'Espresso, 2003*
  Max Fridman (collana I Maestri del Fumetto n. 6). Mondadori, 2009
  La doppia vita di Max Fridman. Rizzoli Lizard. 2019

3. NO PASARÁN
Pubblicato per la prima volta nel volume No pasarán vol. 1. Lizard Edizioni, 2000
  No pasarán - Una storia di Max Fridman. Rizzoli Lizard, 2011
  No pasarán - Una storia di Max Fridman (collana Graphic Journalism n. 9). Corriere della Sera, 2013
  No pasarán (collana Visioni - Graphic novel italiano n. 3). Corriere della Sera, 2020

4. NO PASARÁN - RIO DE SANGRE
Pubblicato per la prima volta nel volume No pasarán vol. 2 - Rio de sangre. Lizard Edizioni, 2002
  No pasarán - Una storia di Max Fridman. Rizzoli Lizard, 2011
  No pasarán - Una storia di Max Fridman (collana Graphic Journalism n. 9). Corriere della Sera, 2013
  No pasarán (collana Visioni - Graphic novel italiano n. 3). Corriere della Sera, 2020

5. NO PASARÁN  - SIN ILUSIÓN
Pubblicato per la prima volta nel volume No pasarán vol. 3 - Sin ilusión. Lizard Edizioni, 2008
  No pasarán - Una storia di Max Fridman. Rizzoli Lizard, 2011
  No pasarán - Una storia di Max Fridman (collana Graphic Journalism n. 9). Corriere della Sera, 2013
  No pasarán (collana Visioni - Graphic novel italiano n. 3). Corriere della Sera, 2020


Da segnalare almeno anche la storia breve (una tavola) OMAGGIO A CORTO MALTESE, leggibile nel volume Dedicated to Corto Maltese (Edizioni Di, 1984); nonostante il titolo, compare anche Max Fridman.
E il volume L'AVVENTURIERO PRUDENTE - FRAMMENTI DI UNA BIOGRAFIA (SCM Edizioni, 2011), che raccoglie disegni sciolti e scritti in prosa - dello stesso Giardino - su Max.

*contiene anche i seguenti racconti brevi di genere thriller/erotico, che non hanno per protagonista Max Fridman:
- Il ritrovamento di Paride     
- La terza verità     
- Umido e lontano
- Safari
- Candidi segreti
- Sotto falso nome
- Fuori stagione
- La rotta dei sogni

12
Accolgo la richiesta di luciochef, e con piacere fornisco qualche panoramica sull'opera di Vittorio Giardino. Si tratta di uno dei miei autori italiani prediletti, quindi ho scritto già molto in passato su di lui in vari forum/blog. Il testo di seguito (così come lo saranno i prossimi) è parzialmente rielaborato a partire da vecchi miei interventi.

L'opera di Vittorio Giardino non è quantitativamente enorme. L'autore inizia piuttosto tardi - attorno ai 30 anni - ad esercitare l'attività di fumettista, dopo aver lavorato qualche anno come ingegnere. La scelta di abbandonare una carriera sicura, anzi, sicurissima, come quella che aveva intrapreso, per lanciarsi in un'avventura alla cieca - concorderemo -, lo rende già molto simpatico ;D

La produzione di Giardino si divide in due categorie, i fumetti e le illustrazioni. Nel primo campo, a loro volta, troviamo alcune serie lunghe, e storie brevi.
Benché siano naturalmente molto piacevoli, sono anzitutto un lettore di fumetti, e non colleziono illustrazioni (né di Giardino né di altri autori), se non in maniera saltuaria e casuale. Quindi non ho le competenze per parlare di questo ambito.
_____________________________

Gli esordi di Giardino sono, alla fine degli anni '70, sul supplemento a fumetti del quotidiano comunista La città futura, voluto fortemente da Luigi Bernardi. Morto pochi anni fa, Bernardi è stato sceneggiatore di fumetti, autore di romanzi, giornalista, ma soprattutto grande talent scout: scoprì non solo Giardino, ma anche altri artisti oggi affermati come Daniele Panebarco e Giorgio Carpinteri, e contribuì in maniera decisiva a lanciare la fortuna critica di Magnus. Infaticabile promotore del Fumetto, fu tra l'altro fra i primissimi a intuire l'appeal e di conseguenza a proporre in Italia i manga giapponesi (con la sua casa editrice Granata Press, negli anni '90). Una brava persona, che ha fatto molto per questo medium. Giardino lo ricorda affettuosamente qui.

I racconti per il supplemento di Bernardi sono pochi e brevissimi, realizzati con un curioso stile a mezzatinta e dalle anatomie piuttosto grottesche, lontanissimo dalla ligne claire che il fumettista sfoggia oggi. Sono stati ristampati per la prima volta appena qualche mese fa dalle Edizioni Di, in occasione del Lucca Comics di quest'anno, in un volume intitolato Storie da dimenticare. Le difficoltà che all'epoca le macchine a stampa incontravano nel riprodurre la tecnica convinsero l'autore ad abbandonarla, e ad adottare la linea chiara che, appunto, lo ha reso celebre.
Oltre alle Storie da dimenticare, Giardino ha realizzato con questo stile anche un'altra (ultima) opera, leggermente più lunga (una ventina di tavole), la kafkiana La pratica AB. Venne presentata in un volume collettivo, edito dall'allora casa editrice di Bernardi, L'Isola Trovata, e intitolato Indagini nell'Altroquando. L'obiettivo era precisamente di fornire un palcoscenico ai più meritevoli fra gli esordienti lanciati dal supplemento della Città futura (nell'indice, anche Panebarco e Carpinteri). La pratica AB non è inclusa in Storie da dimenticare, ed è ancora esclusivamente leggibile nell'Indagini (reperibile con discreta facilità nell'usato).
Ovviamente non sono l'ideale per avvicinarsi all'autore, ma vale comunque la pena di recuperare queste poche storie, ancora oggi: contenevano già alcuni semi di lavori successivi e, soprattutto, si leggono con gran piacere, perché sono scritte molto bene.
Spoiler: mostra
Storie da dimenticare: Pax Romana



La pratica AB




Storie da dimenticare

- Pax Romana
- Da territori sconosciuti
- Ritorno felice
- La Predella di Urbino
- Encomiendero
- Un cattivo affare
_____________________________ _____

Lo stacco avviene con la sua prima, grande serie, Sam Pezzo. Nato dalle ceneri di un altro personaggio, Andsland (è appunto realizzando la storia d'esordio di questi, ancora a mezzatinta, che Giardino decide di fare inversione a U; non la completerà mai, ed è tuttora inedita), l'investigatore privato Sam Pezzo è un omaggio ai grandi protagonisti dell'hard-boiled americano, come il Marlowe di Chandler. E non solo americano: in Italia, all'epoca, l'inevitabile confronto era con Alack Sinner, il capolavoro fumettistico della coppia di argentini esuli Munoz & Sampayo.
Le cose che rendono affascinante scorrere le 11 storie di Sam Pezzo sono l'evoluzione impressionante di Giardino (le prime presentano personaggi piuttosto caricaturali: saranno abbandonati in fretta, raggiungendo una sintesi straordinaria), e l'ambientazione magnificamente resa. La novità di Sam Pezzo stava (e per certi versi sta) nello scenario: se l'Italia è uno dei maggiori panorami fumettistici mondiali, per una sorta di sudditanza culturale ancora oggi sono - è paradossale - relativamente pochi i fumetti ambientati nel nostro Paese ("colpa" imputabile in primis proprio al principale fra gli editori nostrani, Bonelli, che inevitabilmente fa tendenza). Giardino sceglie invece per  Sam Pezzo la sua Bologna, con i riconoscibilissimi portici e i suggestivi scorci. Un amico emiliano appassionato di fumetto disse di essersi interessato alla serie, all'epoca, dopo aver visto in una tavola casa sua! La capacità di rendere superbamente le atmosfere è ciò che contraddistingue e rende inimitabile l'arte di Giardino, ancor prima degli intrecci (spesso molto classici, e senza grandi sorprese) e degli stessi disegni.
Spoiler: mostra
Andlsand



A proposito di portici bolognesi



Di cosa parlavo quando parlavo di atmosfera


La miglior maniera per recuperare le storie di Sam Pezzo è cercando nell'usato il volume integrale edito da Comic Art negli anni Ottanta.
Esiste un'edizione in commercio, di Rizzoli Lizard (l'editore che attualmente detiene i diritti di pubblicazione Giardino in Italia): molto buona - sarebbe ingiusto dire altrimenti -, ma dal formato piccolino e dai contenuti bonus non particolarmente allettanti. Il Comic Art - con una bellissima e molto lunga introduzione di Bernardi: a dieci anni di distanza dagli esordi, l'uomo che scoprì Giardino firmava un pezzo di critica fumettistica eccezionale - rimane ancora lo stato dell'arte.
 


Sam Pezzo

- Piombo di mancia
- Nessuno ti rimpiangerà
- Risveglio amaro
- La trappola
- Merry Christmas
- L'ultimo colpo
- Trilogia di Shit City
--- Il debito
--- Pugnali gialli
--- L'incastro cinese
- Juke Box
- Night Fire

Con la breve Night Fire, uscita nel luglio dell'83, Giardino decide di non aver più nient'altro da dire sul personaggio, e ne chiude la carriera.
In realtà di Sam Pezzo esiste una dodicesima, brevissima storia (due tavole appena), Il caso Rashid, uscita ben 33 anni dopo Night Fire: è stata pubblicata nell'inverno del 2016 su La Lettura, e finora non è mai stata ristampata in volume.

13
In mancanza di un topic per commentare le interviste, approfitto di questo spazio per ringraziare i due volentierosi che ci hanno regalato la bellissima chiacchierata con Vittorio Giardino leggibile qui O0

http://www.papersera.net/wp/2019/12/23/intervista-a-vittorio-giardino/

14
Commenti sugli autori / Re:Daan Jippes
« il: Sabato 30 Nov 2019, 13:06:19 »
Un bell'articolo sui fumetti extra-Disney di Jippes, in occasione della pubblicazione italiana di HAVANK, nel 2020 per i tipi dell'Anafi.

http://zona-bede.blogspot.com/2019/11/danier-e-havank.html

15
Non solo Gordon: anche Jungle Jim, Little Nemo, Prince Valiant uscivano solo in formato domenicale.

Pagine: [1]  2  3  ...  62 

Dati personali, cookies e GDPR

Questo sito, per garantirti la migliore user experience possibile, utilizza dati classificati come "personali", cookie tecnici e non. In particolare per quanto riguarda i "dati personali", memorizziamo il tuo indirizzo IP per la gestione tecnica della navigazione sul forum, e - se sei iscritto al forum - il tuo indirizzo email per motivi di sicurezza oltre che tecnici, inoltre se vuoi puoi inserire la tua data di nascita allo scopo di apparire nella lista dei compleanni. Il dettaglio sul trattamento dei dati personali è descritto nella nostra pagina delle politiche sulla privacy, dove potrai gestire il consenso (o il dissenso) al loro utilizzo.

Puoi accettare quanto sopra descritto - e continuare con la navigazione sul sito - cliccando qui.

Se poi vuoi approfondire la questione c'è il sito del Garante della privacy.