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Pk2 Giant 5 - Gradi di Separazione / Altovolume - Recensione di Amedeo Badini

Continua la ristampa di Pk2, ormai arrivata oltre la metà. Nulla di nuovo sul fronte editoriale, e siamo felici che il percorso prosegua.
Gradi di separazione presenta una sonda che arriva dal pianeta Corona, in cerca di un bersaglio non ben identificato. Peccato che precipiti in Antartide, dove lo scienziato Argale Cardaxis è pronto a studiarla. Sul luogo arrivano anche Everett, Lyla, Angus e Paperinik. Catenacci mette su una trama ricca di spunti – una sotterranea rivalità tra i due scienziati, mai più approfondita, un’entità fatta di cellule replicanti, lo scenario polare che ricorda quello de La cosa, Juniper che usa i suoi poteri sul povero Morrighan – con dei buoni disegni di Barbaro, anche se a volte risultano un po’ affrettati. Un numero buono, che propone al lettore nuovi indizi in un puzzle sempre più variegato, ma anche sempre più sfocato. Difficile trovare un punto centrale. La trama funziona comunque bene, con un insieme di personaggi variegato e ben assortito: Angus e Lyla, Everett e Argale, Paperinik nel mezzo. Il rimpianto resta nel non comprendere del tutto l’intelligenza di Argale e i suoi nascosti dissapori: non sapremo mai che cosa nascondeva. Lo stesso problema è presente nell’episodio successivo, Altovolume, facente parte del ciclo poliziesco sui chip iniziato con l’originale numero 8. Secchi crea un cattivo poco credibile – l’avvocato Grafton – con un paio di dialoghi agghiaccianti nella loro banalità, ma struttura una trama con del potenziale, tra minidroidi in forme molteplici, onde soniche che fondono l’acciaio (interessante l’effetto computerizzato al metallo fuso, anche se non invecchiato benissimo), e concerti di musica alla Century. Il tutto contrappunto dal tema dell’intervista in diretta ad Everett Ducklair da parte di Angus Fangus. Paperinik indaga, cerca indizi, non risulta passivo come in altri episodi. Molto buoni i disegni di Urbano. La trama dei chip non risulta molto intrigante, ma funzionano bene, come sempre in Pk2, le varie trame che si intersecano e che si svelano in piccole dosi. Questo approccio da serie televisiva, in cui molteplici personaggi vengono seguiti nelle loro azioni, appare moderno oggi come allora. Peccato che, con il destino della testata vicino ad essere segnato, le potenzialità della serie non potranno esprimersi completamente. L’episodio non risulta molto importante nell’economia della serie, e certi personaggi non torneranno più (come Spader). Per fortuna, con il prossimo numero avremo una grande storia, il vero punto di svolta della serie.

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Pk Giant - Discussione Generale

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Paperinika
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    Re:Pk Giant - Discussione Generale
    Risposta #390: Martedì 24 Dic 2019, 14:40:31
    Non c'è logica nel togliere pagine (anche se non fondamentali per comprendere la storia) per rientrare nella foliazione... e se non ci fosse stato il modo di eliminare pagine inutili cosa facevano? Una doppia splash page muta come questa è quasi una rarità, e di certo non potevano togliere due pagine piene di vignette...

    Se è per censura, no comment.

    Se è un motivo di risparmio per due sole pagine, no comment.
    Infatti non ha senso la scusa del "serve per risparmiare". Come se per fare una ristampa economica della Divina Commedia tagliassero un canto perchè altrimenti non basterebbero le pagine. Riderebbero tutti per secoli. E avrebbero anche ragione.

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      Re:Pk Giant - Discussione Generale
      Risposta #391: Martedì 24 Dic 2019, 15:04:10
      Infatti non ha senso la scusa del "serve per risparmiare". Come se per fare una ristampa economica della Divina Commedia tagliassero un canto perchè altrimenti non basterebbero le pagine. Riderebbero tutti per secoli. E avrebbero anche ragione.

      Perdonami, mi sembra un paragone esagerato.
      « Ultima modifica: Martedì 24 Dic 2019, 16:06:53 da brigo »

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      Paperinika
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        Risposta #392: Martedì 24 Dic 2019, 16:41:48
        Infatti non ha senso la scusa del "serve per risparmiare". Come se per fare una ristampa economica della Divina Commedia tagliassero un canto perchè altrimenti non basterebbero le pagine. Riderebbero tutti per secoli. E avrebbero anche ragione.

        Perdonami, mi sembra un paragone esagerato.
        A me no. Non vorrei sembrare banale con frasi come "è il concetto che conta", ma su una ristampa che si propone(va) di essere se non organica quantomeno seria, un taglio così per me non ha senso. Neanche avessero davvero scritto che è dovuto ad esigenze di foliazione, che forse l'avrei pure capito. Però se ristampi una cosa e tagli un contenuto centrale io mi aspetto quanto minimo una nota, che sia del redattore, del direttore, del correttore di bozze, di chiunque, ma due parole in croce sul fatto e sul perchè. Non un taglio alla "vediamo chi se ne accorge."
        Altrimenti è come ristampare una qualsiasi opera (che sia la Divina Commedia ma anche Fabio Volo, toh, giusto per andare da un estremo all'altro) monca di una parte, tanto più senza neanche farlo presente.
        Se vogliamo arrivare a trattare i fumetti come letteratura di primo livello e non come giornaletti usa e getta di cui ci si deve vergognare (tanto per tornare alle recenti polemiche), si deve passare anche dal rispetto per l'opera originale.
        Altrimenti che senso ha criticare l'associazione di idea fumetti = roba da quattro soldi per bimbi se poi si giustificano in nome del risparmio* manomissioni che in qualunque altro media farebbero levare fior di polemiche?

        * posto che si sta parlando sempre di ipotesi, e che non si tratti della solita censura.
        « Ultima modifica: Martedì 24 Dic 2019, 16:43:43 da Paperinika »

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        brigo
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          Risposta #393: Martedì 24 Dic 2019, 17:15:33
          @Paperinika:

          Capisco cosa intendi, e sono d'accordo.

          Ma l'associazione tra certi nomi (o titoli) con la Divina Commedia mi lascia un brivido lungo la schiena.  :))
          Anche se comprendo l'intento iperbolico del tuo paragone, è più forte di me!

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            Re:Pk Giant - Discussione Generale
            Risposta #394: Lunedì 30 Dic 2019, 11:11:28
            È una scena potentissima. Di cosa hanno paura? Ero rimasto che le politiche sulle ristampe prevedessero il rispetto del contenuto originale. A mia memoria è la prima volta che questo accade, in una ristampa. Sapevo, o intuivo, che per loro non è più possibile mostrare certe cose, ma una censura così brutale mi lascia molto perplesso e rafforza la mia idea che qualcosa sia cambiato irreversibilmente.

            E' da un po' che volevo iniziare a leggere PK e stavo pensando di iniziare a comprare la Giant proprio in questa occasione con l'inizio di Pk2, ma a questo punto vi chiedo, mi conviene recuperare le versioni originali, dato queste politiche di tagli?

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              Risposta #395: Lunedì 30 Dic 2019, 22:58:24
              È una scena potentissima. Di cosa hanno paura? Ero rimasto che le politiche sulle ristampe prevedessero il rispetto del contenuto originale. A mia memoria è la prima volta che questo accade, in una ristampa. Sapevo, o intuivo, che per loro non è più possibile mostrare certe cose, ma una censura così brutale mi lascia molto perplesso e rafforza la mia idea che qualcosa sia cambiato irreversibilmente.

              E' da un po' che volevo iniziare a leggere PK e stavo pensando di iniziare a comprare la Giant proprio in questa occasione con l'inizio di Pk2, ma a questo punto vi chiedo, mi conviene recuperare le versioni originali, dato queste politiche di tagli?
              Il Giant dalla sua ha solo il formato, che esalta la bellezza dei disegni e dei colori. Gli originali sono sempre gli originali: inoltre vi troverai, insieme alle storie senza censure, le rubriche che hanno contribuito a rendere unico il "fenomeno pk" e le storie brevi della prima serie, PKNA.

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                Risposta #396: Lunedì 30 Dic 2019, 23:45:26
                Io consiglio sempre il Mito. Formato eccellente, si sfoglia che è un piacere e contiene tutto, a differenza di Giant. Senza contare le interviste agli autori. Gli originali io non li ho vissuti, ma chiaramente se li riesci a recuperare forse è la cosa migliore
                Perchè di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni. Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile

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                  Risposta #397: Giovedì 2 Gen 2020, 11:19:59
                  Grazie dei consigli!!!
                  Per gli originali saprei dove andarli a cercare, anche se difficilmente si trovano tutti i numeri,
                  mentre per gli albi "Il Mito" se non su internet non saprei dove andare a prenderli... però interessanti entrambe le soluzioni

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                    Re:Pk Giant - Discussione Generale
                    Risposta #398: Giovedì 27 Feb 2020, 16:16:13
                    E uscita la recensione del secondo numero di pk2 giant, con la ristampa dei numeri 3 e 4 :)
                    Quando hai capito che è tutto uno scherzo, essere Il Comico è l'unica cosa sensata.
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                      Pk2 Giant 4 - Ancora un giorno / Soltanto un amico
                      Risposta #399: Lunedì 15 Giu 2020, 18:14:29
                      Recensione Pk2 Giant 4 - Ancora un giorno / Soltanto un amico


                       Il nuovo numero di PK2 Giant propone gli originali numeri 7 e 8 di PK2. Si tratta di trame profondamente urbane, in cui Paperinik è quasi solo spettatore degli eventi, mentre attorno a lui tanti piccoli e grandi personaggi si muovono. Fu decisamente un approccio nuovo rispetto a PKNA, e uno dei principali motivi per cui la serie venne chiusa rapidamente. Troppo ampio era il divario narrativo rispetto al passato. Ma, rileggendole oggi, possiamo ancora assaporare quanto la narrazione fosse moderna e rischiosa, oltre che decisamente intrigante.

                       Ancora un giorno è davvero esemplificativa in tal senso. Al centro della storia abbiamo Hobey Robson, vagabondo manipolato da Profunda nel n. 3. Avere un personaggio non solo secondario, ma quasi una comparsa, al centro dell’albo, è davvero sconvolgente. Ma lo sceneggiatore Augusto Macchetto costruisce una psicologia e una identità del tutto credibili. Ex impiegato di alto livello in una società elettrica, viene licenziato in malo modo e, nel fare causa al suo precedente datore di lavoro, perde tutto, finendo sulla strada: si tratta di una storia triste nella sua realtà, in cui non facciamo fatica a vedere fatti simili nella vita di tutti i giorni, purtroppo. Hobey però si trova un insperato potere tra le mani, e ne fa un cattivo uso: vediamo così una brutta storia di tangenti ai piani alti della politica, e una brutale scena di un accoltellamento, con la lama scintillante che si rivela essere usata solo per strappare una camicia sotto la quale sono nascosti dei soldi. Scene crude ma vere, del tutto realistiche, che ricordano certi film degli anni Settanta, in cui la città era una pericolosa giungla.

                       Vediamo anche come Angus Fangus cerchi di guidare la rabbia popolare contro Ducklair e le sue antenne, per spiegare all’opinione pubblica di che cosa si tratti: anche qui vediamo temi del tutto concreti, che non possono non far pensare alle fake news attuali sul 5G (quanta attualità in una storia di 19 anni fa). Vediamo le tensioni sentimentali di Rupert, i metodi di lavoro dei consiglieri di Ducklair e le storie del passato di Lyo. Paperinik, seppur presente, cerca di trovare una soluzione, risultando però spettatore passivo: come il lettore, anche lui assiste alla risoluzione della vicenda senza muovere un dito.

                       Macchetto è abilissimo nel gestire tutti questi eventi, e nel delineare il malessere di Hobey, uomo lasciato solo dalla società, in balia di cattivi pensieri. Cabella ai disegni appare piuttosto legnoso, con una prova minore rispetto a quella di Operazione Efesto. Riguardo a Hobey, infine, è interessante come la storia non concluda: non sappiamo che cosa gli succederà e, nella tavola finale con la macchina della polizia, tutto sembra presagire una conclusione spiacevole. Un personaggio vittima degli eventi e che voleva ancora un giorno di felicità, di potenziale successo: questo era PK2, una finestra aperta anche sulla ambigua realtà del mondo.  

                       Soltanto un amico mantiene lo stesso tono urbano, declinandolo in lotte tra bande giovanili in cui il disagio sociale sottostante, seppur non esplicito, risulta del tutto evidente ad un lettore un minimo smaliziato. Lucas è infatti un violento che ricatta Stella Nice con continue minacce, sia fisiche che soprattutto psicologiche. Ambrosio introduce anche il personaggio di Spader, commissario che vuole gestire le operazioni di polizia senza che Paperinik lo intralci con la sua assenza di regole.

                       La storia propone la trama dei microchip Ducklair che finiscono nelle mani sbagliate, seguendo una miriade di personaggi: Lyla, Angus, Everett, Juniper, Anymore Boring, Birgit Q, Rupert, Fitzroy e Paperinik, più i nuovi Spader e Lucas e un paio di personaggi politici accomunati da un anello con il simbolo di una sfinge. È una trama densa di trame e di dialoghi, in cui Ambrosio con cura riesce a dedicare ad ogni personaggio il suo spazio. Non era affatto semplice, ma in generale il numero funziona (per quanto la vicende sentimentali di Rupert appaiano piuttosto fastidiose).

                       Questo aspetto positivo si ribalta nell’altro lato della medaglia: Paperinik risolve la situazione, ma non è davvero protagonista. Si tratta del principale problema che ebbe PK2 come serie. Restiamo comunque decisamente ammirati di fronte alla maturità dei temi (tangenti, pistole, armi, violenze psicologiche, intimidazioni) che venivano inseriti con garbo e attenzione.



                      Voto del recensore: 3/5
                      Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                      http://www.papersera.net/wp/2020/06/15/pk2-giant-4-ancora-un-giorno-soltanto-un-amico/
                      Quando hai capito che è tutto uno scherzo, essere Il Comico è l'unica cosa sensata.
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                        Risposta #400: Lunedì 15 Giu 2020, 19:26:50
                        Angus aveva tutte le ragioni di protestare...  come i suoi corrispettivi reali del resto. Nonostante i modi discutibili, tutto sommato l'ho sempre trovato un personaggio a suo modo positivo, per cui scoprire la verità è importante, a differenza del viscido arrivista Mike Morrigan
                        « Ultima modifica: Mercoledì 12 Ago 2020, 20:01:00 da Hero of Sky »
                        Perchè di questo mondo siamo solo ospiti, fra i tanti. E non i padroni. Insieme abbiamo dimostrato tante cose, ma la più importante è che non esiste l'impossibile

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                          Pk2 Giant 5 - Gradi di Separazione / Altovolume
                          Risposta #401: Venerdì 2 Ott 2020, 16:42:48
                          Recensione Pk2 Giant 5 - Gradi di Separazione / Altovolume


                           Continua la ristampa di Pk2, ormai arrivata oltre la metà. Nulla di nuovo sul fronte editoriale, e siamo felici che il percorso prosegua.
                          Gradi di separazione presenta una sonda che arriva dal pianeta Corona, in cerca di un bersaglio non ben identificato. Peccato che precipiti in Antartide, dove lo scienziato Argale Cardaxis è pronto a studiarla. Sul luogo arrivano anche Everett, Lyla, Angus e Paperinik. Catenacci mette su una trama ricca di spunti – una sotterranea rivalità tra i due scienziati, mai più approfondita, un’entità fatta di cellule replicanti, lo scenario polare che ricorda quello de La cosa, Juniper che usa i suoi poteri sul povero Morrighan – con dei buoni disegni di Barbaro, anche se a volte risultano un po’ affrettati. Un numero buono, che propone al lettore nuovi indizi in un puzzle sempre più variegato, ma anche sempre più sfocato. Difficile trovare un punto centrale. La trama funziona comunque bene, con un insieme di personaggi variegato e ben assortito: Angus e Lyla, Everett e Argale, Paperinik nel mezzo. Il rimpianto resta nel non comprendere del tutto l’intelligenza di Argale e i suoi nascosti dissapori: non sapremo mai che cosa nascondeva.

                           Lo stesso problema è presente nell’episodio successivo, Altovolume, facente parte del ciclo poliziesco sui chip iniziato con l’originale numero 8. Secchi crea un cattivo poco credibile – l’avvocato Grafton – con un paio di dialoghi agghiaccianti nella loro banalità, ma struttura una trama con del potenziale, tra minidroidi in forme molteplici, onde soniche che fondono l’acciaio (interessante l’effetto computerizzato al metallo fuso, anche se non invecchiato benissimo), e concerti di musica alla Century. Il tutto contrappunto dal tema dell’intervista in diretta ad Everett Ducklair da parte di Angus Fangus. Paperinik indaga, cerca indizi, non risulta passivo come in altri episodi. Molto buoni i disegni di Urbano. La trama dei chip non risulta molto intrigante, ma funzionano bene, come sempre in Pk2, le varie trame che si intersecano e che si svelano in piccole dosi. Questo approccio da serie televisiva, in cui molteplici personaggi vengono seguiti nelle loro azioni, appare moderno oggi come allora. Peccato che, con il destino della testata vicino ad essere segnato, le potenzialità della serie non potranno esprimersi completamente. L’episodio non risulta molto importante nell’economia della serie, e certi personaggi non torneranno più (come Spader).

                           Per fortuna, con il prossimo numero avremo una grande storia, il vero punto di svolta della serie.



                          Voto del recensore: 3/5
                          Per accedere alla pagina originale della recensione e mettere il tuo voto:
                          http://www.papersera.net/wp/2020/10/02/pk2-giant-5-gradi-di-separazione-altovolume/
                          Quando hai capito che è tutto uno scherzo, essere Il Comico è l'unica cosa sensata.
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