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Topolino 3276  (Letto 1339 volte)

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SalvoPikappa
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Topolino 3276
« il: Mercoledì 5 Set 2018, 10:19:58 »
Indice


Cover di Giorgio Cavazzano/Andrea Cagol

Topolino e la profezia dei saurotechi - Vito Stabile/Marco Mazzarello
Paperino e l'occupazione blasonata - Carlo Panaro/Michele Mazzon
Shhh! - Tito Faraci/Alessio Coppola
Zio Paperone e l'insonnia vantaggiosa - Giulio D'Antona/Danilo Barozzi
Paperoga e la biografia non autorizzata - Pier Giuseppe Giunta/Alessandro Del Conte
Whizzkids - Tre fratelli! (Episodio 1) - Stefano Munarini/Vito Stabile/Emilio Urbano

Topolinia - Guida della città - 4° Puntata

NEXT Topolino e la popolarità ingombrante - Sondaggio: Basettoni può a fare a meno di Topolino? - La guida di Topolinia: il commissariato - Speciale "Gli Incredibili 2" - Allegato Comic Pen Rossa/Bianca a 3,20€
« Ultima modifica: Mercoledì 5 Set 2018, 10:23:20 da SalvoPikappa »

Nessuno è povero, quando può fare ciò che gli piace quando gli piace!... A me piace tuffarmi nel denaro, come un pesce baleno, e scavarci gallerie, come una talpa, e gettarlo in aria e farmelo ricadere sulla testa!
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anapisa
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Re:Topolino 3276
« Risposta #1 il: Mercoledì 5 Set 2018, 10:30:14 »
La penna che si può trovare in edicola con questo numero è  gialla o blu,a differenza di quanto comunicato su anteprima, l'uscita delle penne è stata slittata di un numero,quindi presumo che col prossimo numero si potrà scegliere se rossa o bianca
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SalvoPikappa
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Re:Topolino 3276
« Risposta #2 il: Mercoledì 5 Set 2018, 10:50:37 »
La penna che si può trovare in edicola con questo numero è  gialla o blu,a differenza di quanto comunicato su anteprima, l'uscita delle penne è stata slittata di un numero,quindi presumo che col prossimo numero si potrà scegliere se rossa o bianca
Esatto, come segnalato nel Next sia sul Topo che sul mio post :)

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Lucandrea
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Re:Topolino 3276
« Risposta #3 il: Mercoledì 5 Set 2018, 22:49:15 »
Il mio commento:
Topolino e la profezia dei saurotechi voto 8
Buona prova di Vito che si cimenta con il personaggio di Eurasia Tost e con il mondo dell'archeologia. Buona avventura dal ritmo sostenuto ben supportata dai disegni di un Mazzarello più ispirato
Paperino e l'occupazione blasonata voto 8
Alla fine della storia si può dire solo "Povero Paperino!", Certo che l'inizio storia con Paperino
Spoiler: mostra
che ha pagato tutti i suoi debiti
sa di epico. Storia molto divertente
Shhh! voto 6
Breve simpatica (lo dico a bassa voce)
Zio Paperone e l'insonnia vantaggiosa voto 6
Breve con un tocco da metafumetto
Paperoga e la biografia non autorizzata voto 7
Storia simpatica e bene gestita da Giunta con un evolversi interessante. Sempre puliti i disegni di Del Conte
Whizzkids - Tre fratelli! (Episodio 1) senza voto
Aspetto a commentare questa storia, voglio vederne il suo prosieguo. Più vedo i disegni di Urbano e più mi ricordano quelli di Turconi
« Ultima modifica: Giovedì 6 Set 2018, 09:25:48 da Lucandrea »
17 Aprile 1993: inizio di una passione

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Andy98
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Re:Topolino 3276
« Risposta #4 il: Giovedì 6 Set 2018, 00:42:01 »
E bravo Mazzarello, che pur non essendo nelle mie corde come stile continua a perfezionare la sua matita e riesce a caratterizzare piuttosto bene Topolino e la profezia dei Saurotechi, ottima prova di Stabile in cui fa il suo ritorno, per la seconda volta al di fuori della produzione di Casty, l'archeologa Eurasia Tost, che ha tutte le carte in regola per fare da contrasto a personaggi più immersi nella quotidianità topolinese come Minni e Clarabella: di conseguenza, non mi spiacerebbe rivederla con più frequenza, magari giusto una storia all'anno per non farla cadere nel dimenticatoio e, nel contempo, per non inflazionarla troppo e appiattirla. Buon plot twist: una decina di tavole in più non avrebbero guastato, almeno per la parte inerente alla ricerca dello scettro, che a mio avviso è fin troppo velocizzata, quando prima del colpo di scena, dovrebbe essere il pezzo di punta dell'avventura: con qualche tavola in più, oltre a far respirare una maggiore atmosfera, si sarebbe potuto distogliere maggiormente il lettore dal dubitare sulla veridicità della profezia, ma in ogni caso la storia è promossa su tutti i fronti e si merita il ruolo d'apertura.

Paperino e l'occupazione blasonata, invece, non mi è piaciuta proprio, e nonostante l'abbia riletta altre due volte, non è riuscita a farmi divertire, giusto il calcio conclusivo mi ha strappato un sorrisetto, tuttavia molte gag fisiche vengono coperte nel loro svolgimento da una gigantesca onomatopea, perdendo così di verve, e si gioca con troppa abbondanza sulle medesime situazioni (il Paperino costantemente impacciato, il "Codamozz... ehm, Paperino!" ripetuto almeno cinque volte e nel giro di poche tavole, per giunta). Inoltre, in questa storia non era necessario il consueto rovescio di situazione con spiegone: bastava qualche gustoso siparietto - magari con la partecipazione del gatto - per mettere Paperino nei guai con la baronessa al punto che questa, note le sue referenze, chiedesse un risarcimento a Paperone, e sarebbe stata ancora più divertente una parte finale con Paperone che insegue il nipote e Paperino che nel frattempo rincorre un povero Battista in pigiama: molto classico, certamente, però la storia voleva essere principalmente quello, e invece il protagonista ci fa una grama figura per una scelta di trama davvero evitabile.
Oltretutto, secondo me, Mazzon non era il disegnatore più adatto per il tipo di storia, troppo vicino al tratto di Gatto con poche punte di dinamismo: serviva qualcuno di più caricaturale, un Soffritti o un Intini avrebbero tratteggiato in modo più eccentrico gli aristocratici di Paperopoli, visto e appurato che si voleva anche fare ironia sul loro "difficile" stile di vita e sul loro forbito linguaggio.
Insomma, questa volta si poteva secondo me rimanere un po' sul classico e giocare di più sulle gag fisiche e, soprattutto, sull'ironia, invece di infilarci a tutti i costi il "colpo di scena" condito dalle sentite delucidazioni, e lo ripeto: bisognerebbe spingere molto di più sul dinamismo e meno sul didascalismo, perché il potenziale e l'impostazione ci sono a tutti gli effetti.

Gradevole la breve di Faraci, non un capolavoro di comicità però giocata abbastanza bene sulle onomatopee: impagabili la sensibilità artistica di Sgrinfia e il bulldog del padrone che diventa reo suo malgrado. Un piccolo sketch riuscito, insomma, è quello che mi aspetto di trovare in una breve.

Imbarazzante, quindi, Zio Paperone e l'insonnia vantaggiosa, che cerca di salvarsi dal niente che racconta a tutti gli effetti con un po' di metafumetto, a me indigesto salvo rarissimi casi. Barozzi convincente.

Piuttosto interessante Paperoga e la biografia non autorizzata, seconda storia di Giunta (la precedente, ho controllato, è Nonna Papera e il bricco del ricco): lo spunto di partenza mi ha ricordato una vecchia storia di almeno dieci anni fa, se non di più - tipo Topolino 2660/2670, non oltre - in cui Paperoga si propone di scrivere la biografia di Paperone per mettere alla prova il corso di scrittura che aveva seguito, solo che in quel caso la vicenda aveva luogo esclusivamente nel deposito, mentre questa non esplora la quotidianità domestica del personaggio (quindi immagino che l'autore potrebbe essere a conoscenza della storia a cui mi riferisco, ma è una deduzione col senno di poi) e, soprattutto, non è una gag allungata ma vuole osare di più, come tipico nelle storie degli emergenti (e non è un difetto, ribadisco): non a caso, a conclusione dell'ottimo intreccio di cui ho apprezzato soprattutto i ruoli di Paperoga e Rockerduck e l'astuzia di Paperone nel ribaltare le sorti senza che siano altri a farlo, compaiono due verità, ovverosia: Alla gente piace pensare il peggio degli altri (perfetta, è lo specchio di quello che è diventata la nostra società su molti aspetti), e I film hanno sempre molto più pubblico dei libri da cui sono tratti (ha un fondo di verità, però penso che dietro ci siano ragioni di "immediatezza", piuttosto che di contenuti).
L'unico neo: l'incompleta citazione conclusiva, una perla dell'insulto e del colto linguaggio martiniano, riportata totalmente a casaccio per attirare l'attenzione della vecchia leva. Ecco, il "citazionismo" fine a se stesso lo eviterei proprio, in ogni forma di arte è sgradevole all'apparire.
Un plauso anche a Del Conte, dal tratto caratteristico e dotato di una certa armonia.

Infine, arriva il momento, purtroppo, di parlare della storia conclusiva, e mi pronuncio in tal maniera per via dell'ottima prova di Stabile ad inizio numero: Whizzkids - Tre fratelli! è un'autentica bambinata, cioè è una storia esclusivamente rivolta ad un pubblico infantile che difficilmente, per quanto gli episodi successivi possano smentirci, potrebbe trovare consenso da parte di un pubblico più adulto. Da una parte si cerca di dare una caratterizzazione ai nipotini che sarà fine a se stessa, dall'altra si introducono degli antagonisti piatti, che per quanto siano concepiti per essere odiati dal lettore, non lasciano nulla, anche se c'è tempo per vederli all'opera individualmente, pur non aspettandomi un grande approfondimento (tre figli di papà convinti di essere sopra la morale, da antagonisti di questo calibro non è che ci si possa aspettare grandi cose o stravolgimenti). Aggiungiamoci, poi, lo smielato sentimentalismo iniziale, che non si confà al modo in cui Vito ha caratterizzato l'affetto di Paperone per i nipoti o il dramma interiore di Rockerduck nella sua profonda ammirazione per il rivale, e, soprattutto, l'apparente pericolo mascherato da leggenda che vorrebbe rimediare al lato su cui mi trovo in disaccordo, cioè i costumi e i superpoteri ispirati alle materie scolastiche: già non bastavano Wizard of Mickey, gli Ultraheroes (che erano comunque una dichiarata parodia della Marvel, quindi a prescindere non si prendevano troppo sul serio) o i Q-Galaxy, si vede proprio in relazione ad altre prove che in questo caso si è deciso di puntare su una fetta selezionata di lettori. Di conseguenza, penso che la mia età - ma non solo quello, forse il mio pensiero è invecchiato anche più precocemente - mi impedisca di apprezzare una storia che sicuramente catturerà il pubblico giovanile, però da Vito non mi sarei comunque aspettato un così tale abbassamento di stile o di contenuti, è un potenziale davvero sprecato. Poi, per carità, ripeto: ai più piccoli piacerà, anche se a 9/10 anni (già consumavo gli Almanacchi di Paperino e le storie del Maestro dell'Oregon), quando venivano rilasciate le saghe sopracitate, non è che fossi così folgorato o emozionato, anzi, a parte gli Ultraheroes che li avevo presi per quello che erano, non le ho mai apprezzate.
Urbano molto espressivo ma troppo influenzato da Turconi: mancano solo i personaggi eccessivamente snelli e i becchi costantemente chiusi per farne un suo emulo, il che non è comunque un bene per un disegnatore che si è sempre distinto... per dire, mi riesce ancora bene di identificare il disegnatore senza leggere il suo nome, però certe vignette coi tre nipotini mi ricordano davvero Turconi...
« Ultima modifica: Giovedì 6 Set 2018, 11:58:58 da Andy98 »
https://www.goodreads.com/user/show/69923711-andrea (Se volete visitare la mia libreria su Goodreads e visualizzare le mie letture e recensioni)
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Dr. Talos
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Re:Topolino 3276
« Risposta #5 il: Giovedì 6 Set 2018, 11:58:17 »
Topolino e la profezia dei Saurotechi: Storia discreta, non buona, perché nel finale cala un po'
Spoiler: mostra
per via di troppe trovate un po' stiracchiate: la selettività del regressore, il tirannosauro animatronic, il richiamo universale di Eurasia
Ben utilizzata la Tost. Voto 6,5
Paperino e l'occupazione blasonata: Solita storia in cui Paperino trova un lavoro e gli capitano o fa capitare guai a ripetizione. Senza troppa inventiva. Voto 5
Shhh!: Bella breve di Faraci, divertente proprio per com'è gestita l'assenza del parlato. Gli si perdona anche l'ormai trita citazione fantozziana. Voto 7
Zio Paperone e l'insonnia vantaggiosa: Voto 5
Paperoga e la biografia non autorizzata: Storia simpatica che qualche pagina e relativa gag in più avrebbe reso anche più divertente. Bei disegni di Del Conte. Voto 7
Whizzkids - Tre fratelli! (Episodio 1): Concordo col commento di Andy98. Storia lontana dai miei gusti (mettendoci pure un Archimede - Doraemon). Mi ha fatto subito pensare a quelle coi Q-Galaxy e non è un complimento. Spero i lettori cui è destinata l'apprezzino.
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Bramo
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Re:Topolino 3276
« Risposta #6 il: Venerdì 7 Set 2018, 00:17:00 »
Non si giudica un albo dalla copertina: saggia massima che trova riscontro, ahimè per Topolino #3276, dal momento che la bellissima cover disegnata da Giorgio Cavazzano introduce un numero un po' deludente nel complesso, dove anche uno sceneggiatore tra i più validi della nuova generazione, come è Vito Stabile, incespica.
Topolino e la profezia dei Saurotechi (terza storia del ciclo dedicato a Mickey) si dimostra per esempio un po' indecisa sul tono da mantenere: è un'avventura archeologica ma anche una commedia urbana, c'è la parentesi d'azione con il classico tempio nella giungla ma viene compressa per dare spazio anche alle disavventure in città, c'è Gambadilegno che appare abbastanza svilito e ci sono un paio di frasi e situazioni che suonano stonate (il monologo dove Topolino afferma che non gli piacciono i tipi loschi dall'aria diabolica, Gamba che non immobilizza i propri avversari e Gamba che resta ad aspettare l'arrivo della polizia... perché gliel'ha detto Topolino)... tanti elementi che sommati tra di loro portano a una storia che non riesce a soddisfare il lettore proprio per la sua natura molteplice e incerta.
Anche la risoluzione del mistero non mi è piaciuta granché, e alcuni passaggi vengono spiegati con soluzioni che personalmente non mi hanno convinto. Mazzarello ai disegni si assesta sul suo solito stile poco fluido, che non mi fa impazzire; si salva Eurasia Tost, raffigurata in maniera carina e fedele al modello già noto. E del resto anche la sceneggiatura di Vito valorizza il personaggio, riconsegnandoci l'archeologa secondo la caratterizzazione castyana in modo credibile e riconoscibile, inserendo riferimenti e comprimari delle storie passate senza risultare forzoso. Forse appare un po' troppo saccente verso la fine, ma resta comunque un buon uso del personaggio.
La storia aveva potenzialità, di base, e alcune trovate mi hanno intrattenuto, ma il risultato finale delude un po'.

Anche il primo capitolo di Whizzkids non colpisce nel segno: si avverte lo stile narrativo di Vito, con dialoghi più brillanti che nei Saurotechi e un'interessante caratterizzazione diversificata per Qui, Quo, Qua, oltre che una realistica connotazione nella vita scolastica quotidiana. Gag come quella su Edi incomprensibile o su Archimede che fa tra sé e sé una battuta scema e ride da solo sono tocchi di stile simpatici che rendono più briosa la lettura, e anche l'embrionale riflessione sul rapporto tra i tre fratelli può portare a cose buone, ma per ora tutto è annegato in un soggetto per me poco ispirato. I nipotini supereroi, peraltro con poteri che consistono nel potenziare nozioni e abilità delle proprie materie preferite, non è esattamente un'idea che sulla carta mi attira, specie se come avversari hanno tre marmocchi speculari e negativi perché sì.
Probabilmente i lettori più giovani si divertiranno, e in tal caso la storia avrà raggiunto il suo obiettivo, ma forse io on rientro esattamente in target o semplicemente in quest'ordine di idee.
Poi carini i nomi, se vogliamo, e in parte (per quanto visto finora) il modo di usare i poteri acquisiti dai sei ragazzini, ma per il resto avverto poche vibrazioni positive. E sono tutte nella mitologia alla base della saga, che viene connotata con tratti misterios-archeologici piuttosto suggestivi e che possono aprire a quest interessanti. Ma il giudizio si rimanda ai prossimi episodi, appunto.
Molto buono Urbano ai disegni, con punti in cui si avvicina allo stile turconiano.

Sul resto, poco da dire. Paperino e l'occupazione blasonata annoia nel suo procedere col pilota automatico, L'insonnia vantaggiosa irrita con la sua semi-direzione metafumettistica a muzzo, La biografia non autorizzata tenta qualche variazione sul tema ma in conclusione si dimostra facilmente dimenticabile. Shhh! fa il suo lavoro di breve meglio delle ultime prove simili a firma di Faraci.
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OkQuack
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Re:Topolino 3276
« Risposta #7 il: Venerdì 7 Set 2018, 09:10:14 »
Per quanto abbia apprezzato la storia di Vito mi sono posto diversi interrogativi:
1 - Come mai i Saurotechi avevano previsto un tale avvenimento (che sarebbe avvenuto secoli dopo) giusto a Topolinia? E come avevano fatto a "vedere" che i protagonisti della fuga dal lucertolone sarebbero stati Topolino e Pippo?

2 - Mi ha dato da pensare il fatto che il reperto con la
profezia sia stato ritrovato GIUSTO due giorni prima dell'accadimento. Mi sembra una coincidenza troppo forzata.

Per il resto bella storia con l'ottima riproposizione di Eurasia  (ben disegnata da Mazzarello).
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brigo
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Re:Topolino 3276
« Risposta #8 il: Venerdì 7 Set 2018, 14:39:43 »
Robottoni e Miyazechi, mi sa che a qualcuno è piaciuto "Laputa - Il castello nel cielo"
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Vincenzo
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Re:Topolino 3276
« Risposta #9 il: Venerdì 7 Set 2018, 17:17:33 »
Vito gran protagonista del numero, e decisamente in positivo (non che fosse in discussione).
Il primo episodio di Whizzkids lascia presupporre una simpatica rivisitazione del genere supereroistico con protagonisti i nipotini, che l'autore differenzia in base agli interessi scolastici. Ho trovato molto riusciti i dialoghi fra i fratelli e anche fra gli antagonisti, personaggi che potrebbero riservare sorprese, anche in relazione al contesto archeologico/avventuroso che si è sviluppato.
E' normale trovare infantili storie con protagonisti Qui,Quo, Qua o Tip e Tap, considerando la loro età: sta tutto all'abilità dello sceneggiatore fare in modo che ciò poi non avvenga, e direi che si è partiti col piede giusto (cosa che non è avvenuta con Q-galaxy, ad esempio).
La storia di apertura soffre forse di poco spazio in cui svilupparsi, pertanto non la ritengo fra le più riuscite di Vito ambientate a Topolinia. Rimane comunque una buona prova, dotata di colpi di scena ben calibrati e un ottimo utilizzo di Eurasia, personaggio secondo me abbastanza "forte" da reggersi anche senza il sostegno del proprio creatore.
L'occupazione blasonata fa il proprio dovere, sebbene la scena finale con Paperino che insegue l'innocente Battista sia fuori luogo. Molto interessante è invece la seconda storia di Giunta, che ironizza alla grande sulla pessima abitudine della nostra società di giudicare gli altri superficialmente, ergendosi su un piedistallo. Inoltre è sempre bello rivedere Del Conte, disegnatore fantastico che anche qui dà il meglio di sè.
Carine le due brevi centrali.
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Donald112
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Re:Topolino 3276
« Risposta #10 il: Lunedì 10 Set 2018, 18:33:00 »
La storia d'apertura è carina anche se un po' troppo condensata. A mio parere sarebbero state necessarie più tavole, dato il gran numero di personaggi utilizzati e le molte scene d'azione. Mi è piaciuto molto come è stata utilizzata Eurasia Tost mentre lo stesso non vale per Zapotec e Marlin (un po' troppo infantili). Mi è piaciuta la parte finale con lo
Spoiler: mostra
scienziato che si trasforma al posto del camaleonte e l'arrivo del dinosauro, anche se avrei preferito che questo fosse reale (magari uscito per caso dalla macchina del tempo non funzionante) piuttosto che un semplice robot
.

Mi è piaciuta anche la storia di Paperoga: condivido quanto scritto da Andy98 in merito.

Non mi è piaciuta molto "Paperino e l'occasione blasonata" a causa di una trama molto classica e abbastanza monotona. Forse con un minor numero di tavole la storia ne avrebbe beneficiato.

Giudizio sospeso per Whizzkids: Qui, Quo e Qua supereroi non mi attirano molto però mi piace l'idea che ognuno abbia poteri diversi legati alla conoscenza di una differente disciplina scolastica. Molto dipenderà da come verranno sviluppati i prossimi episodi. Peraltro il soggetto è stato scritto da Stefano Munarini che non ho mai sentito nominare: che sia un nuovo autore?
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Cornelius Coot
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Re:Topolino 3276
« Risposta #11 il: Giovedì 13 Set 2018, 16:36:05 »
Vito-bis, in entrambi i casi alle prese con antiche civiltà precolombiane: non saprei chi preferire fra Saurotechi e Miyazechi mentre riguardo le storie quella dove sono protagonisti i primi mi ha convinto di più, per quanto una certa epicità tipica delle storie castyane di Eurasia è qui sostituita da un sapore di commedia brillante ma con tratti a volte infantili. I quali riemergono più prepotenti nella storia di chiusura (su soggetto di Stefano Munarini). Evidentemente il nuovo corso 'muciano' della De Poli sta pian pianino venendo fuori e Stabile sembra essere uno dei suoi alfieri.

TOPOLINO E LA PROFEZIA DEI SAUROTECHI
La Tost ritorna con un soggetto formalmente a lei tipico ma sostanzialmente lontano dalle atmosfere del suo creatore Casty. Una serie variegata di personaggi (oltre al trio centrale, Zapotec, Marlin, Gamba, Trudy e un nuovo piccolo Kranz) ruota velocemente intorno ad un plot archeo-fantasy che non mi ha convinto del tutto.

PAPERINO E L'OCCUPAZIONE BLASONATA
Michele Mazzon si sente talmente erede di Luciano Gatto da prendergli in prestito il simbolico felino per renderlo protagonista di un soggetto tutto sommato piacevole per quanto abbastanza scontato, tranne che per la classica fuga finale con un personaggio insolito (ma non del tutto, forse). Riguardo la nobile casta paperopolese di duchi, contesse e marchesi, sarebbe interessante se un autore si prendesse la briga di approfondirne le storie, sicuramente interessanti e magari drammatiche (immagino genitori e parenti fuggiti dalla Russia comunista e dall'Europa in guerra).

Shhh!
Breve onomatopeica tra i cui versi compare un 'Ike' (nomignolo con il quale era noto il generale americano della 2a GM Dwight D. Eisenhower, poi diventato presidente alla Casa Bianca) esclamato da Gamba di fronte ad un furente generale armato (anche se in pigiama): che Pietro, con un passato nazista, abbia visto in lui il vecchio nemico?
Zio Paperone e l'insonnia vantaggiosa
Come una apparente perdita di tempo (relativa ma comunque notturna) può diventare proficua grazie al solito Archimede (che dovrebbe mettere in conto anche questo).

PAPEROGA E LA BIOGRAFIA NON AUTORIZZATA
Plot visto e relativamente 'corretto' fatto per le nuove generazioni: Del Conte sempre in forma: ha diminuito gli sguardi fissi dei paperi (presenti ogni tanto, comunque) anche se continua a regalare a Battista una folta capigliatura che stona con quella vista poche pagine prima.

WHIZZKIDS - TRE FRATELLI
Questi Whizz potrebbero essere dei Q-blog 2.0 o un soggetto da albo spillato (tipo quel PP8 che chiuse dopo pochi numeri). Per rivedere QQQ protagonisti avrei preferito la riproposizione di Slam Duck che non mi era spiaciuta. Questa nuova serie appena iniziata non mi  convince (i soliti super eroi in formato baby) anche per una eccessiva lunghezza: venti paginette sarebbero più che sufficienti, considerata anche la serialità. Tra i parenti elencati da un preoccupatissimo Paperino per ospitare i nipotini manca proprio quella che più di altri lo ha fatto: Nonna Papera.
« Ultima modifica: Sabato 15 Set 2018, 10:56:13 da Cornelius Coot »
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