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I dieci film della vostra vita.

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Giona
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    Re:I dieci film della vostra vita.
    Risposta #30: Sabato 24 Nov 2018, 10:57:38
    Dopo attente riflessioni, pubblico anch'io la mia decina.

    1 - Le ali della libertà di Frank Darabont. Difficile condensare in poche parole le emozioni che mi ha dato questo bellissimo film; sta di fatto che queste devono essere condivise anche da molte altre persone, se da alcuni anni è al 1° posto dell'IMDb Top 250.

    2 - Un maggiolino tutto matto di Robert Stevenson. Forse il primo live action della Disney che ebbi modo di vedere, all'asilo, in formato super-8. Ha contribuito alla mia passione per l'automobilismo e le auto d'epoca (anche se allora il maggiolino Volkswagen non era ancora da considerarsi tale). Crescendo ho potuto apprezzarne al meglio la miscela ben calibrata di commedia, fantastico e romanticismo.

    3 - La spada nella roccia di Wolfgang Reitherman. Tra i Classici Disney è stato quello col protagonista nel quale riuscivo meglio ad immedesimarmi, per la sua età e il suo percorso di scoperta del mondo rapportandosi con gli adulti. Ha contribuito inoltre ad alimentare il mio interesse per il periodo storico dell'Alto Medioevo nel quale il ciclo arturiano è ambientato (anche se il romanzo da cui è tratto è ambientato piuttosto in una realtà parallela alla nostra).

    4 - Patlabor 2 di Mamoru Oshii. Uno dei monumenti del cinema giapponese d'animazione, che conclude la saga animata di Patlabor: questa è la mia serie robotica preferita, perché rimane su un piano più realistico rispetto agli altri anime robotici e ha un'ambientazione metropolitana. Aggiungiamoci poi che la vidi per la prima volta in quello che reputo essere il periodo più felice della mia vita. Già il primo film cinematografico era molto bello, ma Patlabor 2 è un capolavoro di eccelsa fattura tecnica che tocca temi etici, politici, filosofici.

    5 - Velluto blu di David Lynch. Tra i film di questo regista, probabilmente Mulholland Drive e The Inland Empire gli sono superiori sul piano strettamente artistico, ma Velluto blu fu il primo che vidi, all'età di quattordici anni, quando iniziavo a rendermi conto che dietro una patina di "normalità" e "rispettabilità" tante persone, anche vicine a me, celavano vizi inconfessabili.

    6 - Amarcord di Federico Fellini. Uno di quei film che racchiudono una vita intera. Avrei potuto mettere anche Forrest Gump di Zemeckis o Big Fish di Burton, ma ho scelto Amarcord perché di un regista italiano, anche se di qualche generazione precedente alla mia, quindi con un retroterra culturale più simile.

    7 - Il grande dittatore di Charlie Chaplin. La summa dell'arte di Chaplin, in cui riprende per l'ultima volta il personaggio di Charlot, anche se rivisitato (non più un vagabondo, ma un umile barbiere ebreo). Riesce a rendere ridicola la follia nazista, anche se lo stesso regista e interprete, a guerra finita, dichiarò che non sarebbe stato in grado di fare lo stesso film dopo l'Olocausto.

    8 - Ritorno al futuro di Robert Zemeckis. Occuperà sempre un posto speciale per tutti coloro che sono cresciuti negli anni Ottanta.

    9 - Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock. Una miscela perfetta di thriller, spionaggio e commedia, con un protagonista (Cary Grant) particolarmente ispirato. Per me il miglior film di Hitchcock.

    10 - Brazil di Terry Gilliam. Il genio visionario dell'ex Monty Python dà vita ad un mondo ispirato a 1984 di Orwell per il controllo capillare dello stato sui cittadini, in cui ogni cosa è sacrificata in nome del consumismo più sfrenato.
    « Ultima modifica: Sabato 24 Nov 2018, 11:29:19 da Giona »
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      Re:I dieci film della vostra vita.
      Risposta #31: Sabato 24 Nov 2018, 14:48:10
      Complimenti Giona, bellissime scelte in cui mi ritrovo più per gli autori coinvolti che non per i titoli scelti. Ma davvero un'ottima decina! ;)

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        Re:I dieci film della vostra vita.
        Risposta #32: Venerdì 7 Dic 2018, 20:48:55
        Non amo molto le classifiche, quindi metterò titoli di film che adoro un po' a casaccio (seguendo un solo ordine: quello cronologico):

        Metropolis di Fritz Lang (1927)
        Monumentale opera di fantascienza, ma strettamente legata a temi d'attualità (per l'epoca e per oggi). Un capolavoro di rara bellezza, non solo estetico, ma anche pienamente registico.

        Quarto Potere di Orson Wells (1941)
        Quando vidi per la prima volta Quarto Potere, rimasi sconvolto dal finale, ricollegando tutto ciò che avevo appena visto a quella singola, breve, scena. C'è, in questo film, tutta l'umanità negata da una vita dedicata al solo profitto. E c'è di che riflettere ancora oggi.

        Ladri di biciclette di Vittorio de Sica (1948)
        Durissimo spaccato dell'Italia del primo dopoguerra, dei suoi contrasti sociali, delle sue difficoltà economiche, e di una classe popolare disperata. Finale da antologia.

        Luci della ribalta di Charlie Chaplin (1952)
        Di Chaplin potevo sceglierne almeno altri due/tre. Ma questo suo terzultimo lungometraggio è, in fondo, la summa di un'intera produzione cinematografica. Qui viene alla luce il vero Chaplin, quello che in fondo non si è mai negato davvero, ma che qui ha abbandonato completamente i panni del povero vagabondo per vestire quelli più realistici dell'attore.

        Questa è la mia vita di Jean-Luc Godard (1962)
        A Godard mi sono avvicinato tardi, e ho cominciato proprio da questo film, che però è rimasto, a mio avviso, ineguagliato. Capolavoro sperimentale del regista francese, suddiviso in 12 capitoli, appare qui tutta l'estetica della Nouvelle Vague incastonata all'interno di una sordida storia sulla prostituzione.

        Il sorpasso di Dino Risi (1962)
        Ha delle scene memorabili, che cerco ancora sul tubo, quando capita. Sa mischiare bene elementi comici e drammatici, carattere tipico di molte commedie italiane a venire.

        Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone (1966)
        Tra i film western, quelli di Leone sono sicuramente atipici. Questo film non fa eccezione. Eppure è forse proprio questa atipicità a renderlo un capolavoro immortale del cinema nostrano. A contribuire alla maestosità dei paesaggi e ai silenzi dei personaggi ci pensa la meravigliosa colonna sonora di Sergio Leone.

        2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrik (1968)
        Come molti di coloro che hanno risposto prima di me, adoro anch'io questo film di fantascienza made in Kubrik (regista che giace sicuramente nell'olimpo dei film, assieme a pochi altri). Di una bellezza sublime, esteticamente perfetto, avanti anni luce su tanti film di fantascienza che verranno pochi anni dopo, sia per trama che per effetti speciali. Ed un finale che ben si incastra nell'enigmatica struttura del film.

        Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1970)
        Amo il cinema degli anni '60 e '70, e se non mi controllo rischio di allungare troppo la lista. Ma questo bel film di Elio Petri non può passare sotto silenzio: testimone di un conflitto sociale, è una lucida e ben raccontata riflessione sul rapporto tra potere e giustizia.

        Amarcord di Federico Fellini (1974)
        Sotto gli occhi vigili ma ancora giocosi di un ragazzino tutto appare più roseo, anche una triste storia di amori non corrisposti e ideologie represse ambientata sotto il fascismo.

        Il secondo tragico Fantozzi di Luciano Salce (1976)
        Finora ho citato principalmente film piuttosto seriosi.
        Ma adoro i film comici, e la seconda pellicola dedicata alla saga di Fantozzi ben inquadra un momento preciso nella storia del nostro paese. Un film dove la certezza di un lavoro non garantisce la felicità dell'individuo. Il tutto condito da un umorismo a tratti fine, a tratti estremamente gretto e divertente.

        Amadeus di Milos Forman (1984)
        C'è chi crede si tratti di una biografia di Mozart. Chi pensa si tratti di un crudo ritratto di Salieri. Io ci ho sempre visto qualcosa di più: il conflitto, la distanza, l'enorme vuoto che c'è tra la creatività e la mediocrità. Ed è nel racconto di questo conflitto che il regista utilizza sapientemente Mozart e Salieri come pedine in gioco. Probabilmente il mio film preferito.

        Le avventure del barone di Munchausen di Terry Gilliam (1988)
        Adoro Gilliam e in questa lista potrebbero tranquillamente starci due o tre suoi film. Ho scelto il barone perché è, tra i film di Gilliam, uno dei più immaginifici. E soprattutto è stato forse il mio primo approccio con il fantastico nel film.

        Crimini e misfatti di Woody Allen (1989)
        Di Woody Allen avrei potuto mettere praticamente metà della sua filmografia in questa lista. Ho deciso di premiare uno dei suoi film meno noti, ma anche più belli. Un'intensa riflessione sul rapporto tra bene e male.

        Memento di Christopher Nolan (2000)
        Il primo lungometraggio di Nolan è forse anche il suo più riuscito. Un'attenta analisi sui recessi della mente umana e su quanto questi possano influenzare le nostre azioni.

        Lui è tornato di David Wnendt (2015)
        Chiudo la lista con questo meraviglioso film. Riuscendo ad inquadrare con cruda lucidità il rapporto tra la superficialità umana e l'estremismo politico, dipinge un ritratto di questi tempi con l'ausilio di un personaggio di tempi che furono.

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          Re:I dieci film della vostra vita.
          Risposta #33: Sabato 8 Dic 2018, 19:43:41
          Amadeus di Milos Forman (1984)
          C'è chi crede si tratti di una biografia di Mozart. Chi pensa si tratti di un crudo ritratto di Salieri. Io ci ho sempre visto qualcosa di più: il conflitto, la distanza, l'enorme vuoto che c'è tra la creatività e la mediocrità. Ed è nel racconto di questo conflitto che il regista utilizza sapientemente Mozart e Salieri come pedine in gioco. Probabilmente il mio film preferito.
          La tua lista è davvero notevole e però, consentimi di soffermarmi su questo film che è probabilmente il tuo preferito.


          Per ora mi soffermo solo sulle tre credenze che tu citi, poi, se tu vorrai e riterrai opportuno parlarne e confrontarti in merito, si può aprire un topic apposito e continuare tranquillamente e volentieri il confronto.


          A chi crede che sia una biografia di Mozart, rispondo che, in realtà, è solo un film che partendo da spunti di vita reale del compositore costruisce un grosso falso biografico.


          A chi crede che si tratti di un ritratto crudo di Salieri, rispondo che, se è falso quanto si dice su Mozart altrettanto lo è, nei confronti di un ritratto serio e assolutamente ingeneroso, nei confronti di Salieri.


           E, infine, a chi come te, crede che ci sia qualcosa in più e cioè il voler mettere in luce l'enorme vuoto che c'è fra creatività e mediocrità, rispondo che se da un lato sicuramente quello era l'intento del regista, dall'altro però, in realtà, il suo utilizzo di Mozart e Salieri, non solo non è sapiente perché costruisce su di loro un film basato su un assoluto falso storico ma, ancor peggio. è assolutamente offensivo, soprattutto verso il povero Antonio Salieri.
          Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

           

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