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Topolino 3284 - Recensione di Chen Dai-Lem

Questo numero di Topolino, uscito in occasione di Lucca Comics 2018 in due versioni, regular (con copertina di Casty) e variant, (con cover di Massimo De Vita), ospita l’attesissima storia di Casty/Bonfatti Tutto questo accadde domani, seguito della già riuscitissima "Tutto questo accadrà ieri".
Dispiace un po’ che più di metà dell’editoriale sia impegnata dall'annuncio del ritorno, nel prossimo numero, dei Wizard of Mickey, (cosa che un lettore adulto percepisce come una minaccia) e non si trovi un accenno né alla copertina, né alla storia sopra citata, che i lettori attendevano come un vero e proprio evento.
Ma parliamo di cose belle. La storia di Casty/Bonfatti è riuscita a portare una ventata di aria fresca all'interno del libretto dopo settimane di storie un po’ sottotono o comunque nella media. Il racconto riparte più o meno da dove si era interrotto in "Tutto questo accadrà ieri", e ci porta in una Topolinia del 2018 dominata da Gambadilegno che controlla tutti attraverso il giogologio, una specie di orologio in grado di scaricare applicazioni e di verificare la posizione e l’attività dei cittadini. Topolino si risveglia da una sorta di torpore e ricorda cosa ha condotto la città in quell'incubo, ma per salvarla avrà bisogno dell’aiuto di se stesso e dei suoi amici direttamente dal passato. La storia è molto ben organizzata, tutti gli incastri (anche con gli episodi prequel che ci hanno accompagnati queste settimane) sono cesellati alla perfezione e i disegni riescono a rendere l’atmosfera di questo futuro distopico molto inquietante. Ce ne vorrebbero di più di storie così.
Abbiamo poi due simpatiche brevi: La Banda Bassotti in colpetto o scherzetto (Panini/Castellani) e Zio Paperone racconta…tutto gratis! (Stabile/Del Conte). Nella prima i Bassotti, convinti di riuscire a penetrare nel deposito approfittando della notte di Halloween, si vedono respinti dai fantasmi della famiglia De’ Paperoni giunti come ogni anno (a quanto pare) a Paperopoli per festeggiare la ricorrenza con il pronipote, mentre nella seconda capiamo come per Paperone anche le vacanze siano impegnative, soprattutto quando c’è un sacco di cibo gratis a disposizione.
Infine, in Indiana Pipps e la leggenda di Uentshukumishiteu (Sio/De Vita), l’esploratore e il cugino Pippo partono alla volta della Groenlandia, dove si troveranno di fronte a un mistero da risolvere. La storia vede il contrasto tra la sceneggiatura moderna di Sio e i disegni classici di De Vita; il risultato non è particolarmente riuscito perchè, in questo caso, i vari nonsense non riescono a dare quell'umorismo che l’autore ricerca, rendendo l’avventura un po’ pesante.
Segnaliamo tra i redazionali l'interessante intervista a Casty e Bonfatti che raccontano, a modo loro, alcuni retroscena della storia di punta del numero.

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Topolino 3284

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Negritas
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    Re:Topolino 3284
    Risposta #45: Mercoledì 7 Nov 2018, 10:12:21
    Ragazzi,
    non ho potuto comprare i precedenti numeri di Topolino e ora, trovandomi con questo numero tra le mani, mi (e vi) chiedo: posso leggere la storia così com'è o i prequel sono fondamentali?

    Non mi linciate, vi prego.

    Grazie in anticipo.

    *

    Manuel Crispo
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      Re:Topolino 3284
      Risposta #46: Mercoledì 7 Nov 2018, 10:18:48
      Puoi leggere la storia anche senza i prequel, ma ti mancheranno dei tasselli importanti. Cerca di recuperare almeno La contessa perplessa.
      "La lettura è piacere e gioia di essere vivo o tristezza di essere vivo e soprattutto è conoscenza e domande." RB

      *

      Paperino23
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        Re:Topolino 3284
        Risposta #47: Mercoledì 7 Nov 2018, 13:29:25
        Ragazzi,
        non ho potuto comprare i precedenti numeri di Topolino e ora, trovandomi con questo numero tra le mani, mi (e vi) chiedo: posso leggere la storia così com'è o i prequel sono fondamentali?

        Non mi linciate, vi prego.

        Grazie in anticipo.
        Se proprio non riesci a recuperarli ti faccio un rapido riassunto, apri gli spoiler solo se sei sicuro che non li recuperati
        1: non ricordo il titolo XD
        Spoiler: mostra
         Topolino va a prendere Minni per fare un giro in città. Ma Topolinia è strana: su ogni lampione ci sono occhi che osservano ogni azione compiuta da cittadini, per le strade girano robot volanti che multano o arrestano chiunque si dimostri "contrariato" (semplicemente pronunciare questa parola attira l'attenzione di tutti i robot e cittadini) e la gente sembra accettare senza problemi questa situazione, Topolino compreso, che si dimostra distratto e disinteressato. Ad un certo punto topolino riceve una chiamata dal suo orologio speciale (chiamato giogologio) che hanno tutti i cittadini,da parte di un misterioso individuo che dice do essere stato a Parigi e di essersi portato un souvenir: la torre Eifel! Minni è sempre più preoccupata dal comportamento di Topolino, dicendo che è passato un bel po' da quando si comporta così. Ma proprio con quella frase Topolino torna alla normalità e decide che è tempo di agire

        2: il fantasma caraibico
        Spoiler: mostra
        siamo nel passato; Pippo informa Topolino di sentire sempre una strana musica dalla sua soffitta, e crede si tratti di un fantasma caraibico. Andando a controllare dopo che l'amico è stato via, scopre però che si tratta del telefono lasciato da Topolino nella prima storia. Pippo risponde e scopre che si tratta del topolino del futuro che gli chiede di fare una foto al Topolino del passato. Pippo fraintende e gliela fa con la macchina fotografica, poi gli spiega la situazione. Alla successiva chiamata Pippo passa il telefono a Topolino, che inizialmente è scettico ma poi si lascia convincere quando sente Minni. Proprio in quel momento la Minni del passato arriva e fraintende credento che topolino stia parlando con un altra, quando lui le spiega tutto lei decide di andare con lui e i due si fanno fare una foto col telefono, scomparendo

        3 la contessa perplessa
        Spoiler: mostra
        Minni sta portando una contessa sua amica a conoscere il suo fidanzato, dicendole che ha salvato il mondo diverse volte. Ma quando arrivano Topolino riceve una lettera e subito va in soffitta a prendere un pacchetto che cerca in ogni modo di distruggere. Alla fine ci riesce grazie a Pippo, che gli consigloaa di buttarlo nel tritarifiuti, e alla fine sostiene di aver salvato il mondo. Alla fine la contessa confusa e indignata dal suo strano comportamento se ne va facendo innervosire Minni

        L'ultimo purtroppo non sono riuscito a leggerlo so solo che
        Spoiler: mostra
        Topolino va in un negozio e ricev il giogologio in quanto milionesimo cliente e alla fine appare Pietro con il guanto di Amnezjia
        « Ultima modifica: Mercoledì 7 Nov 2018, 13:31:17 da Paperino23 »

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        anapisa
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          Re:Topolino 3284
          Risposta #48: Mercoledì 7 Nov 2018, 18:04:56
          Avete notato la nota a fondo pagina 92 in cui dichiarano la fine della rubrica dedicata ai tabellini dei risultati della serie A?

          È vero!!!scrivono però che verrà sostituito con qualcosa sempre analoga al calcio..
          Che poi nn penso che chi compra topolino lo faccia x le due pagine calcistiche..io ne farei volentieri a meno ;D ma penso sono in minoranza :-X

          Spero nn mi tolgano l'oroscopo invece che piace tanto al mio bambino,appena arriva topolino lo vuole aprire x vedere che faccina è abbinata al suo segno.
          E grazie a questo vedo che ogni tanto si prende il giornalino e lo sfoglia a modo suo.(È piccolo x leggerlo da solo :P)

          Cmq..che bel numero!!!!
          Storia di casty super!

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          Sir Top de Tops
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            Re:Topolino 3284
            Risposta #49: Mercoledì 7 Nov 2018, 19:24:14
            Non mi linciate, vi prego.
            Io ho già mollato i cani, sappilo

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            Sergio di Rio
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              Re:Topolino 3284
              Risposta #50: Domenica 11 Nov 2018, 16:03:22
              Compro questo numero di Topolino dopo tantissimo tempo, giusto per la curiosità di leggere la storia di Casty, e scopro che aveva addirittura 4 prologhi su altrettanti numeri precedenti  >:(

              Il resto del numero è abbastanza secondario, una classica storia dei cugini in una delle strampalate idee di Paperoga, uguale a tante altre, due brevi che si dimenticano subito, e un'avventura dei cugini (pippidi, stavolta) in Groenlandia, col tipico stile vagamente demenziale di Sio, simpatica ma nulla di più, impreziosita dai disegni di De Vita.

              E quindi alla fine questo albo si concentra soprattutto su Tutto questo accadde domani. Seguito ideale di Tutto questo accadrà ieri, è una storia sicuramente valida, con un grande progetto dietro e abbastanza interessante, mantenendo anche la tensione fino alla fine.
              Tuttavia, come per l'episodio precedente, non riesco a vederci il capolavoro di cui parlano tutti. Sarà che l'idea di vedere i Topolino e Minnie del passato e del presente, al di là dell'aspetto nostalgico della cosa, mi sembra più che altro un qualcosa di celebrativo, di quasi meta-fumettistico, sarà che i paradossi del viaggio nel tempo sono talmente intricati, irreali e contraddittori che ognuno può interpretarli come vuole e dopo un po' infastidiscono, però...non so, c'è qualcosa che non mi convince.
              Alla fine la cosa migliore, oltre ad un certo messaggio di fondo (ma bisognerebbe interpretare anche quello) sono i disegni di Bonfatti che soprattutto nei paesaggi urbani è meravigliosa, e mi ricorda tanto i tempi di Cattivik.

              Comunque vale sicuramente la pena di comprare questo numero e di leggere questa avventura, anche se, secondo me, i veri pezzi da novanta di Casty sono ben altri.

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              Negritas
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                Re:Topolino 3284
                Risposta #51: Lunedì 12 Nov 2018, 10:01:13
                Grazie a tutti  :)

                Alla fine ho recuperato i prequel e, ieri sera, ho letto la storia tutta d'un fiato.

                Insomma, capolavoro o non capolavoro, ma cosa si più chiedere di più a un fumetto Disney? Nello specifico, cosa si può chiedere di più a una storia uscita su Topolino nel 2018?

                Grandissimo Casty. Insuperabile. Insuperabile.

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                doppio segreto
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                • Topolino primo amore che non si scorda mai
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                  Re:Topolino 3284
                  Risposta #52: Lunedì 12 Nov 2018, 17:02:24
                  E quindi alla fine questo albo si concentra soprattutto su Tutto questo accadde domani. Seguito ideale di Tutto questo accadrà ieri, è una storia sicuramente valida, con un grande progetto dietro e abbastanza interessante, mantenendo anche la tensione fino alla fine.
                  Tuttavia, come per l'episodio precedente, non riesco a vederci il capolavoro di cui parlano tutti. Sarà che l'idea di vedere i Topolino e Minnie del passato e del presente, al di là dell'aspetto nostalgico della cosa, mi sembra più che altro un qualcosa di celebrativo, di quasi meta-fumettistico, sarà che i paradossi del viaggio nel tempo sono talmente intricati, irreali e contraddittori che ognuno può interpretarli come vuole e dopo un po' infastidiscono, però...non so, c'è qualcosa che non mi convince.
                  Sai che sono proprio d'accordo con te! D'altra parte io fui metaforicamente linciato perché non mi ritrovavo molto d'accordo con quello che si scrisse su Tutto questo accadrà ieri. ::)
                  E per quello che è il seguito forzato di quella storia, pur rimanendo incantato da tanti disegni pieni di 1000 particolari, pur ravvisando l'indubbia superiorità di colui che sta dietro a questa trama rispetto all'attuale panorama degli autori, rimango anch'io non convinto e, alla fine della lettura, con un senso di disagio e di insoddisfazione.
                  Il perché questa storia non ci convince penso che tu l'abbia ben riassunto ed io faccio, non posso fare altro che far mio tutto quello che scrivi.
                  Anch'io preferirei che Castellan si concentrasse su altre bellissime cose che ha lasciato ancora incompiute e che meriterebbero, un loro giusto fine.
                  « Ultima modifica: Lunedì 12 Nov 2018, 17:05:36 da doppio segreto »
                  Sei una brava persona Topolino. E' questo il tuo guaio (Vera Ackerman)

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                  Paolo
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                    Re:Topolino 3284
                    Risposta #53: Mercoledì 14 Nov 2018, 12:08:14
                    Ormai sono diventato mio malgrado un lettore saltuario di Topolino, sebbene resto un acquirente fedele nei secoli. Cerco di non perdermi nulla di interessante per ritrovare quegli elementi di coinvolgimento e passione che sembrerebbero essere merce sempre più rara sulle pagine del settimanale… Questa volta la lettura di “Tutto questo accadde domani” è riuscita a farmi apprezzare come non accadeva da un po’ troppo tempo a questa parte Topolino.

                    Forse la cosa che mi ha più colpito alla prima lettura (sì, c’è stata una prima lettura seguita da una seconda e da una terza!) è stata l’azzeccatissima caratterizzazione di Gambadilegno, specialmente nella sua versione “pubblica” di comunicatore che ricorda sin troppo da vicino loschi figuri della politica nostrana (uno in particolare…) in particolare quando si rivolge dallo schermo direttamente ai telespettatori con lo “charme” di un venditore di pentole cercandone la “complicità” e il consenso facile.
                    Ma poi anche quando vediamo gli effetti della sua mania di grandezza, anzi della sua megalomania, con la statua gigante, la sua residenza con vulcano, piscina e cascate, quando parte in quarta con la sua macchina volante per precipitarsi al ristorante dove dovrebbero essere Topolino e Minni, per poi… presentarsi in kimono ai suoi ospiti. Davvero un signor cialtrone, un personaggio così ben caratterizzato da percepire il lavoro (extra) che c’è dietro la sceneggiatura per cercare di far comportare gli “attori” in maniera coerente con il loro ruolo, il loro passato e le esigenze di quello che si vuole raccontare.

                    Lo sferzare le abitudini e le storture della nostra società non si esaurisce con il personaggio di Gamba, ma anzi si allarga a tutta la popolazione di Topolinia (e quindi a tutti noi, che siamo il loro riflesso) con le spettacolari panoramiche cittadine, ricche di personaggi e di situazioni che arricchiscono la storia, con i comportamenti dei topolinesi che presumo più di un lettore avrà giudicato comicamente eccessivi senza realizzare che quella è invece la nostra realtà, quella in cui siamo immersi e che sembrerebbe non poter prescindere da uno smartphone (o smartwatch che dir si voglia) e dal farne un utilizzo incentrato sui gattini, sul litigio (e io aggiungo - ma questo su Topolino non si poteva dire - dal porno!) :-)

                    Che bello poi vedere le caratterizzazioni dei due Topolino così diverse: esuberante, entusiasta, quasi ingenuo quello anni Trenta; più posato, maturo, riflessivo e “furbo” quello attuale, sottolineando così l’evoluzione della sua personalità nel tempo, rendendolo più credibile o quantomeno dando un senso ai suoi due diversi ruoli nella storia, altrimenti sarebbe stato “solo” uno sdoppiamento del solito Topolino un po’ forzato.

                    Quindi sì, “Tutto questo accadde domani” è bella, ma...

                    …ma qui stiamo sottovalutando un aspetto “clamoroso” della narrazione di Casty! La struttura della storia!

                    I quattro mini episodi che ci ha presentato per far crescere l’attesa non sono un “prequel” della stessa a mo’ di antefatto, come era stato per l’Impero Sottozero, ma sono momenti chiave della narrazione, tirati al di fuori della linea narrativa standard e proposti singolarmente al lettore.
                    Lettore che si è trovato così disorientato dal leggeri, e dove il cercare di ricostruire l’intreccio principale disponendo solo di quegli elementi poteva essere solo un azzardato gioco di fantasia.
                    Allo stesso tempo l’autore si è garantita la possibilità di narrare le vicende della storia senza dover ricorrere a flashback, spiegoni o salti del flusso temporale degli eventi (e in una storia che parla appunto di viaggi nel tempo, paradossi temporali e “what if” non è davvero poco!).

                    Destrutturando la sequenza temporale degli eventi, e sottoponendola in momenti separati e “disordinati” al lettore si potrebbe rischiare di complicare la narrazione principale rendendola di difficile comprensione e un po’ fumosa, qui invece il flusso degli eventi è così chiaro ed incalzante che scorre perfettamente, e le quattro parti presentate in precedenza non creano alcuno spiazzamento nel lettore che riesce ad inquadrarle esattamente nello schema del flusso principale, forse anche grazie al loro essere brevi e focalizzate su un unico elemento, ed ognuna con una caratteristica precisa: lo straniamento della prima parte con un Topolino troppo integrato ed omologato all’uomo medio(cre) per essere vero; una seconda parte dalla grafica deliziosamente retrò e di credibilissima collocazione negli anni degli esordi di Topolino; una terza parte dal ritmo indiavolato reso ancor più folle dal fatto che il lettore non sa cosa stia combinando Topolino, ed una quarta “giustificativa” della trama che spiega come mai anche lui abbia uno di quei “cosi” al polso e che funziona perfettamente - questa sì - come introduzione alla parte più corposa della storia (storia che ovviamente va vista come un unicum narrativo e non come 4 pezzi +1). Ah, e per fortuna che le due parti della storia sono finite sullo stesso fascicolo: il ritmo e la costruzione del gioco di rimandi ne avrebbero sofferto inevitabilmente.

                    Una novità strutturale come da tempo davvero non si vedeva su Topolino, ne sono entusiasta!

                    E non vedo l’ora di potermela godere di nuovo all’interno di un’edizione dedicata con pagine belle grandi che diano giustizia ai disegni di Casty ed alla leggibilità del tutto a volte un po’ penalizzata dai toni cupi della colorazione.

                    Ah, giusto... consentitemi ancora pochissime parole sui disegni di Casty: forse ho capito perché mi piacciono tanto: all’interno delle le sue vignette i personaggi non occupano tutto lo spazio disponibile, ma sono “ripresi” da più lontano (come si usava fare nelle storie più datate che hanno contribuito alla mia formazione Disney e che forse per questo ritengo più godibili delle attuali). Ma questo non è un vezzo o un arcaicismo dell’autore. E’ una necessità, perché nelle sue storie, nelle sue vignette, *succedono cose*, c’è tanto da raccontare, c’è bisogno di spazio, ad esempio mentre Gambadilegno scende dalla sua macchina, dà degli ordini al suo robot, ed in contemporanea il Topolino del presente fa saltare fuori dal portabagagli la sua versione anni Trenta: il lettore deve vedere cosa succede, il comprimere questi due eventi in una sola vignetta dona velocità allo svolgimento della trama, appassionando il lettore...

                    Vabbè, ora smetto, si è capito che mi è piaciuta?

                      - Paolo

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                      Re:Topolino 3284
                      Risposta #54: Venerdì 16 Nov 2018, 22:37:02
                      Ho letto la storia di Casty e Bonfatti nella variant del n. 3284 titolata "Mickey - 90 anni di Magia" e il gioco temporale fra due coppie così diverse, sia esteticamente che caratterialmente (pur essendo formate dalle stesse persone) è sicuramente qualcosa di magico. Se il crossover fra Paperinik e Double Duck si è basato sui due alter ego di Paperino, contemporanei fra loro e diversi nel modo in cui Donald si immedesima nei diversi panni dei due protagonisti, qui Topolino e Minni (e anche Pippo) si incontrano con loro stessi, senza maschere, se non quelle del tempo che trasformano i fisici e i caratteri, rendendo due ragazzi di circa vent'anni piuttosto diversi da due adulti di 30/35, al punto da percepirli come quattro personaggi differenti, quasi indipendenti fra loro, senza cordoni temporali.

                      Solo Pippo, almeno esteticamente, sembra ringiovanito dal tempo, considerando un look 1930 piuttosto malconcio: però il Goofy del 1936 era già simile all'attuale, sia nella figura che negli atteggiamenti, nel carattere. Se Mickey e Minnie hanno prolungato la loro spensierata e al tempo stesso problematica giovinezza per tutto quel decennio, il Pippo che vediamo raffigurato da Casty e Bonfatti, messo in contrasto con quello attuale, è tipico di un breve periodo della prima metà del decennio originale.

                      Bello notare l'emozione soprattutto di Minni nel rivedersi ragazzina e nel rivedere ragazzino il suo Mickey: prova tenerezza per se stessa e una particolare attrazione per Topolino, così scavezzacollo e incosciente nella sua febbrile voglia di vivere in maniera 'spericolata'. I due topi maturi si riconoscono nei più giovani provando, forse, un po' di nostalgia. Non traspare, invece, la curiosità dei due topi giovani nel vedere come diventeranno, quasi considerassero i loro 'io' più grandi come 'altri', come fratelli maggiori e non esattamente loro stessi.

                                                                                                             

                      In questi viaggi dove le linee del tempo si intersecano fra passato, presente e futuro in modo forse solo apparentemente complicato e dove tutto, alla fine, sembra tornare nel giusto verso, rimango perplesso sull'ultimo triennio descritto dagli autori dove un clima dittatoriale imposto da Gambadilegno sembra essere la normalità di un presente 'parallelo' a quello che noi tutti abbiamo visto e letto in altre storie (anche dello stesso autore). Una specie di 'biforcazione' del presente con un ramo 'normale' e uno 'alternativo', sul quale Casty ha intessuto la sua ultima fatica.

                      Si dirà che una storia fine a se stessa può naturalmente spaziare nei giochi di fantasia, anche se in altre circostanze ciò è accaduto in tempi e luoghi diversi (e con personaggi alter ego), non collegabili con quelli 'reali' e tradizionali (vedi il Pianeta T, ad esempio). In questo caso la fantasia degli autori si è spinta oltre, non illustrando mondi fantastici e alieni ma due o più realtà 'quotidiane' che incontrano se stesse, nello stesso luogo ma lungo la linea del tempo e perciò diverse, in ogni caso. Nella precedente 'Tutto questo accadrà ieri', Topolino si emoziona rivedendo la sua città nel pieno di una frenetica crescita, quella degli anni '30, quando anche lui era più giovane e frenetico (solo 'qualche anno fa', in fondo, nel tempo elastico dei fumetti).

                      Se i giovani topi, dopo la 'scorribanda nei secoli', torneranno nei loro anni '30 senza ricordare nulla di ciò che hanno visto, i topi maturi, nel loro tempo attuale, 'guarito' dall'influenza nefasta del Guanto di Amnezja, vedono incorniciata una foto di loro con i più giovani, una foto che sanno venire dal futuro. Forse è meglio annullare il ricordo di quel che sarà per i giovani Topolino e Minnie: come per chiunque altro, sarebbe terribile conoscere il proprio futuro, per quanto bello potrebbe essere, senza rovinarsi psicologicamente il presente.  In ogni caso quel quadretto appeso in casa di Topolino con tutti i protagonisti della storia (lo stesso della copertina qui sotto) visibile agli occhi esterrefatti di Minni e a quelli più 'scafati' di Topolino e Pippo, resta per me una presenza piuttosto 'inquietante'.
                                                                                                         
                                                                                                           
                      « Ultima modifica: Sabato 17 Nov 2018, 10:55:58 da Cornelius Coot »

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                        Re:Topolino 3284
                        Risposta #55: Martedì 27 Nov 2018, 18:41:02
                        Con colpevole ritardo, ma ci tenevo a commentare il numero di Lucca Comics!
                        Anche se, per quanto riguarda l’attrazione principale dell’albo, avete già detto tutto voi.
                        Per non ripetere concetti e complimenti già espressi, chi volesse sapere cosa ne penso nel dettaglio può andare a leggere la recensione che ho scritto (insieme a Gianluigi Filippelli) per Lo Spazio Bianco.

                        Per quanto riguarda il resto del numero, in realtà non c’è granché da dire.
                        Forse l’elemento più interessante è Tutto gratis! di Vito Stabile e Alessandro Del Conte, che conclude il ciclo di storie brevi Zio Paperone racconta: nelle sue poche tavole riesce a divertire davvero, con una vignetta finale perfetta e con uno Zione in parte. Svolge molto bene il suo lavoro di breve, perché fa ridere, cosa per nulla scontata sul Topo, anzi.
                        Per quanto riguarda l’Indiana Pipps di Sio e Massimo De Vita, si tratta di una storia senz’altro carina, che ha il merito di mettere in azione i due cugini pippidi, ma si è fatta dimenticare in fretta, salvo per i bei disegni di De Vita che offre sempre il suo meglio quando si tratta di paesaggi montani e di Pippo e Indiana. Quello che ricordo, però, è che le poche battute nonsense presenti sembrano quasi inserite a forza, come se Sio sentisse quest’obbligo per rimanere riconoscibile e “se stesso” anche quando potrebbe farne a meno. In una breve completamente su quella falsariga può funzionare quell’umorismo anche nel linguaggio disneyano, e Sio stesso l’ha dimostrato in alcune occasioni, ma nelle lunghe potrebbe anche rinunciarci.

                        Paperino, Paperoga e gli oggetti ritrovati di Fausto Vitaliano mi stava tremendamente annoiando fino alle ultime tavole, dove la folle trovata
                        Spoiler: mostra
                        della caffettiera che parte come un razzo e analogamente a un razzo si smonta nei suoi tre pezzi
                        mi ha fatto genuinamente divertire. Non salva tutta la storia ma è un tocco che ho apprezzato. Peccato per i disegni di Franzò che invece proprio non mi convincono.
                        Sui Bassotti di Gabriele Panini c’è poco di buono da evidenziare, invece. Esattamente all’opposto della breve di Vito, questa storiella non fa ridere, non trasmette nulla, non offre nessuna particolare emozione e si trascina stanca per tutte le sue poche tavole. Anche il tratto della solitamente brava Castellani soffre ed è inferiore al suo standard.

                         

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